Objet du Conseil n. 3266 du 24 janvier 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3266/XII - Ritiro di mozione: "Predisposizione di un elenco di persone residenti rientranti nei casi di incompatibilità con la carica di consigliere regionale".
Mozione
Richiamata la legge regionale 20 del 7 agosto 2007 "Disciplina delle cause di ineleggibilità e di incompatibilità con la carica di consigliere regionale, ai sensi dell'articolo 15, comma secondo, dello Statuto speciale", che all'articolo 5 identifica le cause di incompatibilità con la carica di consigliere regionale;
Evidenziato che alle lettere q), u) e v) sono definite le cause di incompatibilità riferite agli amministratori e ai dipendenti condannati in via definitiva a risarcire la Regione e non hanno estinto il debito, a coloro che hanno lite pendente o un debito liquido con la Regione;
Sottolineata l'importanza che tutte le forze politiche ed i cittadini possano valutare l'impatto delle norme di incompatibilità e quindi chi siano coloro che rientrano nelle cause previste nelle predette lettere, anche al fine di una valutazione politica, particolarmente importante nel periodo pre-elettorale,
Il Consiglio regionale
Impegna
Il Presidente della Giunta a fornire al Consiglio regionale, contestualmente al decreto di convocazione dei comizi elettorali per le elezioni regionali 2008 l'elenco di tutte le persone residenti in Valle d'Aosta con più di 21 anni rientranti nelle fattispecie di cui alle lettere q), u) e v) dell'art. 5 della legge regionale 20/2007, di cui sia a conoscenza l'Amministrazione regionale.
F.to: Sandri - Squarzino Secondina
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Credo che la mozione sia molto semplice: la mozione ricorda che c'è la legge regionale n. 20/2007, fra l'altro un provvedimento che il nostro gruppo non ha votato, ma, nel momento in cui diventa legge, penso che la stessa vada rispettata. In questa legge regionale all'articolo 5 sono individuate tutte le cause di incompatibilità con la carica di Consigliere regionale, ossia sono evidenziate una serie di cariche, l'eventuale candidato alle elezioni del Consiglio regionale, se fosse eletto, prima di essere nominato, prima di poter diventare Consigliere regionale, deve rinunciare a questi altri incarichi, altrimenti non sono compatibili. Vi sono diverse cariche, qualifiche, uffici, posizioni, per esempio un docente, un dipendente del comparto unico regionale, componente di organi di amministrazione e di controllo di società partecipate dalla Regione, eccetera. Fra queste cause di incompatibilità ce n'è anche una che così viene individuata dalla legge: "coloro che, per fatti compiuti allorché erano amministratori o dipendenti della Regione, sono stati, con sentenza passata in giudicato, dichiarati responsabili verso la Regione e non hanno ancora estinto il debito". Crediamo che sicuramente, se esistono queste persone e queste persone arriveranno in Consiglio regionale, sceglieranno una cosa o l'altra, ma soprattutto in quel momento ci sarà la verifica che tale persona, che è amministratore o dipendente della Regione e che con sentenza passata in giudicato non ha ancora estinto il debito... chiaramente dovrà farlo, altrimenti non può assumere questa carica di Consigliere. Quello che chiediamo è che ci sono probabilmente alcuni personaggi molto noti che si trovano in questa situazione, ma forse ce ne sono anche altri forse meno noti e che sarebbe utile che fossero individuati, perché non ci sono solo quelli che hanno compiuto dei fatti quando erano amministratori e si sono dichiarati responsabili, ma ci sono anche coloro che (lettera u) hanno lite pendente con la Regione in quanto "parte in un procedimento conseguente o promosso a seguito di un giudizio definito con sentenza passata in giudicato", poi ancora coloro "che, avendo un debito liquido ed esigibile verso la Regione, sono stati legalmente messi in mora". In tutti questi casi c'è da parte dell'Ufficio legale della Regione la contezza di chi sono tali persone. Visto che è importante che le forze politiche, ma anche i cittadini possano valutare l'impatto delle norme di incompatibilità e che sappiano chi sono coloro che rientrano nelle cause previste nelle predette lettere, anche al fine di una valutazione politica, importante in un periodo pre-elettorale, chiediamo che il Consiglio impegni il Presidente della Regione a fornire al Consiglio regionale, contestualmente al decreto di convocazione dei comizi elettorali, l'elenco di tutte le persone residenti in Valle con più di 21 anni rientranti nelle categorie indicate prima, quelle di cui è a conoscenza l'Amministrazione regionale, verso le quali la Regione ha attivato un procedimento perché c'è una lite pendente. Pensiamo che questo tipo di informazione possa essere utile e chiediamo che il Consiglio si pronunci in merito nell'ottica di una trasparenza, ossia bisogna che i cittadini quando vanno a votare, visto che hanno 3 possibilità di scelta, sappiamo prima che quei possibili candidati hanno o delle liti pendenti, o sono stati giudicati responsabili verso la Regione e non hanno ancora estinto il debito, o hanno ancora un debito liquido esigibile verso la Regione e sono stati messi in mora. Credo che queste informazioni in un'ottica di trasparenza vadano dette perché o sono informazioni vere, e mi chiedo per quale motivo i cittadini, che sono chiamati a sceglierli, non debbano conoscerle prima, oppure qual è l'altro motivo? Non penso siano informazioni non vere, quindi sono vere e, se sono vere, non capisco perché debbano essere tenute nascoste ai cittadini che sono chiamati a sceglierli e a votarli.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Nella scorsa seduta il collega Sandri, nel chiedere alla Giunta la predisposizione di un elenco di tutte le cittadine e i cittadini residenti da più di un anno in Valle d'Aosta che abbiano liti pendenti o comunque procedimenti con la Regione che ne comportino l'ineleggibilità alla carica di Consigliere regionale, nonché i relativi singoli importi, ricordava quanto fosse saggio portarsi avanti con il lavoro e quindi allertare da subito i competenti uffici affinché provvedessero a questa lunga e complessa operazione di censimento che interesserebbe circa 100mila Valdostani. Condivido anch'io che è meglio non rimandare a domani quello che è possibile fare oggi, ma è pur vero che il lavoro va stimolato quando è utile, altrimenti altro non è che uno spreco di risorse. Se dovessimo fare un elenco di questo genere, potremmo aggiungerlo alle incombenze inutili: ricordo che c'è un detto secondo il quale "è inutile spalare la neve perché prima o poi viene il sole", oppure "lavare la testa agli asini, perché 5 minuti dopo avergliela lavata ce l'hanno già di nuovo sporca".
La mozione presentata è sbagliata e non solo, o non tanto dal punto di vista politico, quanto e soprattutto dal punto di vista giuridico ed è vero che il diritto non vive in un Iperuranio nel migliore dei mondi possibili, ma il diritto è il diritto e il rovescio non c'è, quello c'è nel tennis, come si sa bene, nel torneo organizzato ogni anno a Champdepraz da André Lanièce. Qui non si tratta di sottrarsi agli adempimenti richiesti per volontà di non fare o ancora peggio di voler nascondere: qui si tratta di rispettare le regole della legge, che affidano al Consiglio neoeletto la prerogativa esclusiva di verificare i titoli di ammissione dei propri componenti, è quello che si chiama una "interna corporis", ossia spetta al Consiglio nella sua autonomia, chi oggi prevede questo tipo di attività non si fida del Consiglio! Qui c'è sempre la centralità del Consiglio, è il Consiglio... questa è una "interna corporis". Spetta al Consiglio neoeletto, che ha ottimi uffici in grado di poterlo fare e acquisire le informazioni, dichiarare la sussistenza delle cause di ineleggibilità o la decadenza dei cittadini eletti che si trovino in situazioni di incompatibilità non rimosse nei termini e nei modi stabiliti, ma anche soprattutto si tratta di rispettare quei principi della democrazia che ormai da tempo, collega Squarzino, hanno sconsigliato in democrazia il ricorso alle liste di proscrizione che pregiudicano od ostacolano il pieno esercizio dei diritti politici, compreso quello di essere candidati e di essere eletti. Predisporre un elenco da fornire al Consiglio regionale contestualmente al decreto di convocazione dei comizi elettorali di tutte le persone residenti in Valle con più di 21 anni, potenzialmente incompatibili con la carica di Consiglieri perché rientranti in una delle fattispecie indicate dalla legge regionale è un adempimento privo di qualsivoglia significato giuridico, non solo, è anche un adempimento privo di ogni buon senso.
Come detto nella precedente discussione, l'incompatibilità riferita alla litispendenza, alla sussistenza di un debito derivante da una sentenza di condanna o di un debito liquido ed esigibile non ancora estinto è situazione dinamica, destinata ad evolversi giorno per giorno e in quanto tale da valutarsi solo a seguito dell'elezione del candidato, che a quel momento dovesse trovarsi in una tale condizione. Questo significa che al momento della candidatura il fatto che l'interessato abbia un debito nei confronti della Regione è un fatto rilevante per il candidato, ma non per altri; in ogni caso quel debito potrebbe estinguersi prima delle elezioni e a quel punto il fatto resterebbe rilevante per il cittadino, ma non per altri. Se poi quel debito permane, il candidato eletto, se intende assumere la carica di consigliere, dovrebbe provvedere al pagamento, pena la decadenza dalla carica e a questo punto il fatto diventerebbe rilevante, oltre che per l'interessato, anche per il nuovo Consiglio, che dovrà provvedere alla sostituzione del consigliere decaduto. Queste banali considerazioni fanno inoltre emergere la circostanza che rende ancora più evidente l'inutilità dell'adempimento che la verifica sull'incompatibilità va fatta non su tutti i potenziali eleggibili, ossia tutti i cittadini che hanno compiuto il 21° anno di età e che siano residenti da almeno un anno ininterrottamente nel territorio della Regione, compresi quelli che non hanno alcuna intenzione di candidarsi, ma solo sui cittadini eletti. Perché dobbiamo fare questa roba? È come sparare con la lupara, ossia devo sparare a Cesal, sparo con la lupara, ammazzo tutto il Consiglio regionale con gioia dei primi eletti e non solo, perché nel caso dell'"Union Valdôtaine" non ce ne sarebbero neanche abbastanza per poterci sostituire tutti... lo dice Giovanni Sandri che, se l'Ospedale fosse stato a Quart, probabilmente non sarebbe ancora qui fra noi.
Vi è poi il problema della riservatezza dei cittadini ricompresi nelle liste e non mi si venga a dire - lo dico al mobile Consigliere Sandri -, come detto nella precedente occasione dal collega Sandri, che i Consiglieri hanno l'obbligo di mantenere il segreto sui dati acquisiti nell'esercizio delle loro funzioni, perché l'intenzione di violare questo sacrosanto dovere è palesemente svelato nelle premesse della mozione - perché il collega Sandri dice: "noi otteniamo questi dati, ma siamo persone ragionevoli, non li diamo in giro" - laddove si dice invece "sottolineata l'importanza che tutte le forze politiche ed i cittadini possano valutare l'impatto delle norme sull'incompatibilità e quindi chi siano coloro che rientrano nelle cause previste dalla legge, anche al fine di una valutazione politica, particolarmente importante nel periodo pre-elettorale". C'è o non c'è allora questa riservatezza, ammesso che l'operazione è totalmente inutile perché riguarda solo gli eletti e questa ricerca viene compiuta con competenza da parte degli uffici del Consiglio regionale unici deputati a poterlo fare? Credo quindi che sussistano tutte le ragioni giuridiche innanzitutto per poter respingere l'odierna mozione.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Premesso che ho "toccato ferro" per la seconda volta, è probabile che la mia presenza in quest'aula più che alla vicinanza o lontananza dall'Ospedale sia alla bravura di un collega che da segni poco evidenti ha capito qual era il problema, lo ringrazio pubblicamente: è il dr. Giudice e forse avrei aspettato meno del quarto d'ora che ho dovuto aspettare nell'anticamera del Pronto soccorso se il Pronto soccorso fosse stato più grande e con delle vie per i pazienti in codice rosso.
Al di là di questo, trovo la risposta del Presidente assolutamente consona con l'atteggiamento che ha tale maggioranza e tale Giunta su questo tema. Innanzitutto credo che il Presidente della Regione si renda conto che gli uffici del Consiglio regionale l'unica cosa che potranno fare è utilizzare gli uffici della Giunta regionale, perché tutti questi dati sono in sua proprietà, nel senso che sono a disposizione dell'Ufficio legale e delle altre strutture della Presidenza della Regione. Portarsi avanti con i lavori non sarebbe stato male, perché consente poi dal 25 maggio di poter offrire al Consiglio regionale una risposta pronta perché ci sono buone motivazioni per pensare che alcune delle persone che hanno in questo momento un contenzioso aperto con la Regione e che rientrano nelle norme di ineleggibilità saranno fra gli eletti. Vogliamo scommettere? Magari con qualche voto più di lei...
Caveri (fuori microfono) - ... di lei sicuramente...
Sandri (PD) - ... sono entrato in Consiglio regionale nel 1986 con 75 preferenze, la sfido a entrare in Consiglio con così poche preferenze, è stato il "top": in Italia nessuno mi è mai riuscito a battere!
Questo atteggiamento credo sia rilevante dal punto di vista politico proprio perché associato ad una serie di questioni che tanto il nuovo Consiglio affronterà, voi sperate di esorcizzare il problema, ma non ce la farete, perché il fatto che il Presidente di "CVA", visto che uno è dimesso, sarà eletto a giugno, vorrà dire che c'è la "prorogatio" termini - visto che lei parla tanto di latino - e l'uscente sarà considerato un Presidente, quindi chi sarà del "Partito Democratico" all'interno di questo Consiglio - e qualcuno ci sarà -, porrà il problema che quella persona formalmente ha dato le dimissioni, ma formalmente e strutturalmente no, perché, non essendo stato sostituito, esiste la "prorogatio" e quindi sarà ineleggibile, perché le dimissioni dovevano essere concretizzate al 7 dicembre, ossia a quella data doveva essere nominato il Presidente di "CVA" (tanto per tornare sul problema). Qui è uno "scontro fra sordi", non volete o non potete ammettere perché siete ostaggio di tale situazione politica che vi ritrovate, noi non possiamo accettare questo tipo di comportamento e continueremo a fare la nostra battaglia.
Il fatto che sia un problema di "privacy" non è assolutamente smentito dalle premesse, anzi è chiaro che la "privacy" non si riferisce ai fatti contenuti nei dati che ci fornite, ma al nome e cognome della persona! È chiaro che, nel momento in cui in una riunione di partito venissero fuori certe candidature, ci sono i Consiglieri regionali eletti in Consiglio regionale che possono a buona ragione e senza ledere né la "privacy" per quanto riguarda sia i motivi che l'ammontare, dire: "no, questa persona è ineleggibile"; allora ci deve spiegare quando regola il suo... noi non so se avremo questo problema...
Caveri (fuori microfono) - ... incompatibile...
Sandri (PD) - ... incompatibile, ha ragione... quindi deve dimostrarci che entro quel tempo si metterà a posto in modo che possa essere eleggibile nel momento in cui il Consiglio sarà convocato nella sua prima riunione: questo significa far funzionare la democrazia. Ci troviamo di fronte ad "un manque" di democrazia, perché lei confonde la "privacy" della riservatezza di un nome e un cognome con la possibilità di dare al Consiglio regionale, in particolare ai Consiglieri di opposizione, i dati su cui poter lavorare ed è un atteggiamento costante su tutto, ce lo abbiamo anche su questo. Non è grave e non è un dato che ci preoccupa più di tanto perché le cose vengono fuori lo stesso, però l'invito che le faccio, ma non per la sua maggioranza o l'opposizione, perché credo che questo sia qualcosa che travalichi le posizioni reciproche che abbiamo in questo momento, è quello di fare una valutazione più attenta di tali questioni, perché una difesa tipo Piave come state facendo rischia solo di portare al disastro non quel personaggio che è implicato, quel partito che lo presenterà in Consiglio regionale, quella rappresentanza che non sarà legittimata, ma le istituzioni della Valle d'Aosta, perché porremo al nuovo Consiglio regionale di nuovo un'enorme questione. E per fare questo ritirerei volentieri, mi confronterò poi con la collega Squarzino, la mozione ad una piccola condizione: non fate nessuna analisi, ma nominate prima del Consiglio di amministrazione della "Casinò S.p.a." un Presidente della "CVA", fate questo gesto! Sarebbe un modo per far capire che siete indipendenti nel vostro giudicare e nel vostro agire, altrimenti, come tutti potremo constatare, dovremo prendere atto che avete dei fili che vi collegano a delle macchinette e non siete autonomi nelle vostre decisioni.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - In piemontese si dice: "scambiare ciocca per brocca".
Président - La parole au Conseiller Sandri, pour déclaration de vote.
Sandri (PD) - No, chiediamo una piccola sospensione della seduta per concordare con la collega la valutazione dell'oggetto.
Presidente - I lavori consiliari sono sospesi per 10 minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 12,29 alle ore 12,41.
Presidente - Riprendiamo i lavori.
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - In qualche modo, grazie alla disponibilità della collega Squarzino, che ha accettato le nostre proposte, abbiamo pensato di ritirare la mozione, soprattutto con la motivazione di sperare che quanto proposto prima sia accettato, ossia che l'elezione del Presidente di "CVA" avvenga prima possibile. In questa ottica ritiriamo la mozione e ci affidiamo al buon senso.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Penso che qualche parola vada spesa, soprattutto dopo questo repentino cambiamento di direzione del collega Sandri, che peraltro è noto per il suo "movimentismo". Mi sembra di aver capito, Assessore Marguerettaz, che lei ieri, rispondendo ad una nostra interpellanza, abbia ribadito che la nomina del Presidente di "CVA" verrà fatta all'atto dell'Assemblea di approvazione del bilancio, fissata a giugno...
Marguerettaz (fuori microfono) - ... no, non so quando è fissata... ieri mi riferivo al 2005...
Frassy (CdL) - ... potrebbe essere prima... comunque prendiamo atto che il suo era un riferimento al passato e non al futuro, perciò potrebbe essere anche ad aprile.
Tornando invece alla mozione presentata dai colleghi della Sinistra, vorrei fare alcune considerazioni e riflessioni su quello che è stato scritto in questo testo: anzitutto mi compiaccio politicamente per il fatto che abbiano rivalutato il loro giudizio politico sulla legge n. 20 approvata prima dell'estate, quella legge sulla quale avevano espresso un giudizio negativo, nel senso che non l'avevano votata e ne avevano prese le distanze, se la memoria non mi inganna, perché mi sembra che fosse passata con 30 voti su 35, tanto che hanno ritenuto di tornare con un atto che impegna il Consiglio su quella legge che poi non era scritta così male, evidentemente. Rimango però perplesso - e mi compiaccio per la seconda volta sul fatto che la mozione venga ritirata - sullo spirito della mozione, perché se lo spirito della mozione fosse stato di andare effettivamente a creare delle situazioni di trasparenza, quelle situazioni di trasparenza dovevano essere incentrate sull'ineleggibilità, che è quella situazione che si radica al momento della candidatura e non è più rimovibile a risultato conseguito. Le situazioni di incompatibilità invece sono rimovibili nel momento in cui l'eletto sceglie e opta fra le diverse situazioni, che sono per l'appunto incompatibili, e può optare per la carica di consigliere regionale, piuttosto che per mantenere l'incompatibilità e dunque decadere dal Consiglio regionale. Non capiamo perciò quale sia il senso, se non quello di fare l'elenco dei debitori e dei condannati, che per carità va bene, anche perché sono dati pubblici, ma non c'è bisogno di nascondersi dietro una legge seria, che era fatta per garantire determinati procedimenti e procedure di trasparenza, di ineleggibilità, di incompatibilità con situazioni soggettive, ma che avevano un riflesso oggettivo sulla scena politica.
Auspico poi che la Presidenza del Consiglio prima o poi dedichi una statistica o, meglio, che il Presidente del Consiglio, sempre molto attento nel presentare relazioni sull'andamento di questi lavori, spesso accompagnate da statistiche, da dati e da diagrammi, possa finalmente fare una statistica di quel gruppo o di quel Consigliere che ha il "record" delle iniziative presentate e ritirate. A mia sensazione la "palma" va al collega Sandri, al quale va addebitata una parte dei costi della politica, perché i costi della politica sono obbligare l'aula e il Consiglio ad andare dietro a dei ragionamenti perniciosi, frutto semplicemente di un modo avventato di usare il proprio pensiero senza approfondire gli argomenti e forse anche di un modo di fare politica attraverso i giornali, piuttosto che attraverso l'impegno serio e l'approfondimento delle tematiche.
Presidente - L'oggetto n. 37 è ritirato.
Il Consiglio prende atto.
Presidente - Mi pare ragionevole terminare i lavori per questa mattina, il Consiglio è riconvocato alle ore 15,30.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 12,47.
