Objet du Conseil n. 3245 du 23 janvier 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3245/XII - Interrogazione: "Richieste alle aziende valdostane di trasmissione di dati sulla sicurezza nei luoghi di lavoro".
Interrogazione
Premesso che:
- l'Assessore alle Attività Produttive e Politiche del Lavoro ha inviato alle aziende operanti sul territorio regionale una lettera - da lui stesso definita "inusuale" - nella quale afferma di voler affiancarsi agli organi preposti al controllo delle condizioni di sicurezza;
- la lettera, dopo, una lunga dissertazione morale e filosofica sul valore della sicurezza nei posti di lavoro, si chiude con l'intimazione a "voler trasmettere una relazione sui sistemi di sicurezza adottati, sul numero degli infortuni registrati, nell'ultimo anno, sui programmi di rafforzamento e potenziamento degli interventi in materia di sicurezza sul lavoro";
- nel testo si invita altresì a segnalare "situazioni che non hanno avuto come conseguenze infortuni";
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore alle Attività Produttive e Politiche del Lavoro per conoscere:
1) se è al corrente che i dati richiesti nella lettera innanzi citata sono per legge da trasmettere obbligatoriamente agli organi preposti al controllo della sicurezza sui luoghi di lavoro (USL, Ispettorato del Lavoro, INAIL, ISPESL, Questura, ecc.);
2) se è al corrente che alle Amministrazioni Pubbliche è fatto divieto di chiedere ai cittadini documenti già in possesso di altre Amministrazioni;
3) quali sono le fonti normative da cui derivano i poteri ispettivi contenuti nella citata lettera e quali le conseguenze per i destinatari in caso di mancata risposta;
4) quale struttura sarebbe preposta al vaglio dei dati richiesti e per quali scopi.
F.to: Frassy - Lattanzi - Tibaldi
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Come prima cosa voglio ringraziare gli interroganti, perché mi danno modo di parlare di un argomento delicato e importante, quindi ritengo sia necessario prendere del tempo e così farò. Dobbiamo partire facendo una riflessione sul momento delicato e difficile che vive il nostro Paese a seguito di una serie di incidenti sul lavoro, che ogni giorno abbiamo modo di sentire al telegiornale: incidenti gravissimi, alcuni come quello della "ThyssenKrupp", ma poi molti altri che ogni giorno sanciscono nei telegiornali quasi una Via Crucis di incidenti che accadono. Possiamo definirli alcuni eventi sfortunati, altri incidenti che accadono per disattenzione, certamente c'è un abbassamento della guardia rispetto al problema della sicurezza e forse anche un decadimento morale del rispetto delle regole. In questo senso, per quanto riguarda la sua interrogazione, mi viene da fare una riflessione leggendola nel tono, mi sembra di poter dire quasi come un ammonimento: "ma che seccatura un Assessore che si vuole occupare di sicurezza, ma non ci sono già tutti gli organi preposti, tutta una serie di persone che devono fare dei controlli? Ma non abbiamo da fare qualche cosa di più importante che occuparci di sicurezza? In fondo la sicurezza è burocrazia, è rispondere come si deve nei modelli preposti alle indicazioni date". Ma forse ho pensato che il mio ruolo fosse quello di alzare l'attenzione su un problema che dovrebbe coinvolgere tutti e che non dovrebbe essere percepito come un problema burocratico di applicazione delle regole. Forse dovrebbe essere qualcosa di diverso la sicurezza, dovrebbe essere quello che lei fa rilevare nelle sue promesse, ovvero una cultura morale e anche filosofica del rispetto dell'uomo, qualcosa che in un'azienda forse non si affronta mai fino in fondo, perché molte volte gli incidenti sono sempre quelli che capitano nelle altre aziende, poi quando capita nella tua azienda... e magari capita al piccolo imprenditore, perché poi dobbiamo andare a vedere le statistiche di chi sono quelli che subiscono gli incidenti e molte volte sono i piccoli imprenditori e gli artigiani, non solo i lavoratori, che patiscono nel fisico e molte volte con la morte. Allora che seccatura che un Assessore senta il dovere di scrivere una lettera! E adesso mi prendo anche il tempo, perché non piace dare delle risposte scritte, ma ho voluto scrivere qualcosa e lo leggerò perché voglio andare a fondo. Visto che la seccatura ve la sto dando e l'ho data a tante persone scrivendo una lettera, invitandoli e tendendoli una mano a fare una riflessione corale sull'importanza della sicurezza, allora questa seccatura diamogliela fino in fondo rileggendo la lettera che ho scritto, così poi possiamo andare a vedere tale dissertazione morale e filosofica con quanto fastidio poteva essere accolta, visto che il problema lo ponete in questi termini.
Faccio una breve premessa, sempre scritta. Riferendomi alla premessa dell'interrogazione e al fine di permettere ai colleghi Consiglieri di capire quanto è successo, credo sia doveroso da parte mia dare lettura della lettera inviata alle aziende valdostane con lo scopo di evidenziare come nel caso in esame vi sia nell'interrogazione un tentativo di strumentalizzare la realtà modificando il dizionario della lingua italiana, dando al vocabolo "invito" il significato "intimazione" e al "ringraziamento per la collaborazione" quello di "avocazione dei poteri legislativi". Premetto inoltre che questa interrogazione mi pone nella posizione felice - sottolineo "felice" - di poter rispondere in tale sede rendendo conto del mio operato - del quale mi onoro -, mentre mi sarei trovato in imbarazzo a dover rispondere ad una molto probabile interrogazione nel caso in cui vi fosse stato un mio silenzio sull'argomento e nel qual caso mi sarei trovato a dover giustificare, a mio avviso, di un "colpevole silenzio istituzionale" (che così non è stato). Sono infatti convinto che la mia azione, pur "osando un pochino" - forse ho osato un poco, sono uscito dai canoni - nell'andare sulla linea di demarcazione delle competenze, sia comunque "dovuta" in un momento così drammaticamente tragico: stiamo parlando non soltanto di dignità del lavoro, ma della vita dei lavoratori stessi. Il gioco delle parti è comprensibile, collega Frassy, ma non sempre e comunque a volte, credo, la convergenza ci farebbe crescere tutti, soprattutto su temi che coinvolgono diritti essenziali. Le leggo allora la lettera, il testo è il seguente:
"Mi permetto di indirizzarvi personalmente una lettera inusuale, dettata però dall'importanza del tema trattato.
Al di là delle manifestazioni di solidarietà con le vittime, dei sentimenti di angoscia e partecipazione per la tragedia di Torino..." - perché la lettera è stata fatta in concomitanza di quella triste tragedia - "... peraltro doverose e necessarie, nel mio ruolo istituzionale di Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro e, in tale veste, Presidente del Comitato regionale di coordinamento in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, mi corre l'obbligo, in questo momento, di non sfuggire dalle responsabilità implicite alla mia funzione e cercare quindi di dare concretezza ad azioni reali.
Questa iniziativa non è pertanto suggerita solo dal momento contingente, ma è tesa a non vanificare e rendere inutile l'ennesimo sacrificio nel mondo del lavoro, nella convinzione che la sicurezza dei lavoratori è una questione di legalità pubblica al pari della sicurezza nelle nostre città, nelle nostre strade, nel nostro Ospedale o in qualsiasi altro luogo dove viviamo, lavoriamo o ci divertiamo.
La nostra Regione, spesso in cima alle classifiche italiane per il favorevole tasso di occupazione, non è immune ai problemi che la tutela della sicurezza genera. Al contrario, la Valle d'Aosta ha in alcune specificità del proprio sistema un fattore di particolare predisposizione ad alcuni tipi di infortuni, legati alla tipologia occupazionale.
Gli organi preposti al controllo delle condizioni di sicurezza continuano a svolgere la propria attività, alla quale voglio però affiancare questa iniziativa. Più che un richiamo all'attenzione verso l'applicazione delle norme vigenti, quindi, queste mie righe vogliono essere uno stimolo a riflettere su come tutte le componenti del mondo sociale, in questo caso il mondo delle imprese, debbano fare della sicurezza un punto centrale, anziché accessorio, della propria attività di produzione di beni e servizi.
È necessario svincolarsi dall'idea che le azioni di tutela della sicurezza siano per le aziende mero (e oneroso) costo: esse sono, al contrario, uno dei presupposti stessi del rapporto di lavoro, senza le quali quest'ultimo perde il proprio status di diritto.
Nel ricordare come la legge 3 agosto 2007, n. 123, all'articolo 4, comma 2, stabilisca: "Fino all'emanazione del decreto di cui al comma 1, il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro è esercitato dal Presidente della provincia o da Assessore da lui delegato, nei confronti degli uffici delle amministrazioni e degli enti pubblici territoriali rientranti nell'ambito di competenza".
Al fine di soddisfare le esigenze dello scrivente di avere una fotografia il più attuale e realistica possibile sulla situazione relativa alla sicurezza negli ambienti di lavoro, si invitano le aziende, a cui la presente è indirizzata, a voler trasmettere una relazione sui sistemi di sicurezza adottati, sul numero degli infortuni registrati nell'ultimo anno, sui programmi di rafforzamento e potenziamento degli interventi in materia di sicurezza sul lavoro (risorse umane dedicate, interventi di formazione e informazione, interventi strutturali per locali e macchinari...)", eccetera.
Si reputa altresì opportuno che vengano segnalate, con uno spirito di costruttiva collaborazione, situazioni che non hanno avuto come conseguenze infortuni..." - perché gli infortuni vanno prevenuti, non serve che scopriamo dopo che gli estintori erano vuoti, dobbiamo accorgercene prima - "... ma sono comunque degne di attenzione al fine di evitare analoghi eventi con possibili conseguenze infortunistiche; questa richiesta nasce dalla consapevolezza che spesso la tragedia, ma a volte anche il caso possono essere utili mezzi per evidenziare fatti che se analizzati e condivisi possono evitare anche gravi conseguenze.
Si ringrazia per la fattiva collaborazione...".
Chiaramente non si vincolava nessuno, non c'era l'obbligo della risposta, ma che seccatura!
Adesso rispondo anche alle domande. Prima domanda (non la leggo): "sì, sono a conoscenza del fatto che i dati richiesti nella nota testé letta sono da trasmettere per legge agli organi preposti al controllo, ma sono altrettanto a conoscenza che la citata legge 3 agosto 2007 n. 123 nella quale i legislatori, consci del fatto che tanti organismi si occupano della sicurezza e non sempre riescono a dialogare tra loro in tempi accettabili, hanno dato ai Presidenti delle province (o Assessori delegati) la possibilità, ma soprattutto l'onere di intervenire al fine di essere più incisivi e tempestivi nel settore dei controlli".
Alla seconda domanda la risposta è implicita nella prima, la terza...
Presidente - ... Assessore, provi a concludere per cortesia...
La Torre (FA) - ... il problema della sicurezza sul lavoro, Presidente, se permette quando è posto in termini strumentali... sì, lo faccio perché lei pone in termini strumentali dei problemi che sono di una serietà inaudita e io non lo accetto e mi prendo il tempo che serve, perché della sicurezza sul lavoro non si parla mai abbastanza e bisogna avere la capacità di parlarne e assumersi la responsabilità e io me l'assumo...
Frassy (fuori microfono) - ... demagogo...
La Torre (FA) - ... ah, io sono demagogo? Lei fa l'interrogazione e io sono demagogo? Ah, sto facendo uno "show"? Le sto rispondendo per iscritto per dirle come mi assumo le mie responsabilità!
Quanto alle risposte, le sto leggendo se non mi interrompe.
Terzo, la domanda la conosce...: "nessuna "avocazione " di poteri ispettivi, solo volontà di collaborazione qualora questa sia desiderata o richiesta o auspicata, nessuna minaccia ai destinatari in caso di mancata risposta e nessuna conseguenza se non l'eventuale rammarico di chi non si vuole interessare di sicurezza, solo quella sarebbe la conseguenza, un rammarico".
Per quanto riguarda la quarta domanda: "la struttura preposta a ricevere i dati richiesti è sicuramente il Comitato che presiedo che non ha funzioni ispettive, ma di indirizzo e programmazione; posso assicurare che lo stesso è animato da volontà costruttive e di salvaguardia del benessere psicofisico dei lavoratori e non ha velleità strane di sopraffazione..." - nei confronti di nessuno, meno che mai delle imprese, al contrario questa era una mano tesa nei confronti delle imprese a riflettere e a mettersi al sicuro, per fare in modo che certi eventi non accadano, anticipando e prevenendo - "... nei confronti dei singoli organi che lo compongono con i quali, credo di poter comunicare a questo Consiglio, esiste un'ottima collaborazione e un reciproco rispetto".
Solo per tranquillizzare gli interroganti cito ad esempio 2 piccoli passi di una delle risposte finora arrivate, perché arrivano anche le risposte, sa, Consigliere Frassy, non tutti si seccano, sa? Le cito solo 2 risposte che sono arrivate:
"Rispondo alla Sua del 17 dicembre 2007 inviandoLe i dati richiestimi, ma mi permetta anche di esprimerLe la mia gratitudine per questa iniziativa". Sono tutte lettere firmate.
"L'iniziativa Sua, mi par di capire, dovrebbe tendere ad abbattere, almeno a livello di scambio di informazioni, le mura dell'azienda singola e ciò è fondamentale perché sia per avere una base statistica ragionevolmente vasta, sia per avere suggerimenti di miglioramento, l'ambito aziendale è troppo stretto".
Non tutti quindi pensano che la sicurezza sia solo un costo per l'azienda, ma qualcuno pensa che la sicurezza sia un dovere morale nei confronti dei Valdostani, dei cittadini italiani, delle nostre famiglie e di tutti coloro che lavorano.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Certo che le grida manzoniane erano ben poca cosa rispetto alle grida o, meglio, alla risposta urlata dall'Assessore La Torre. Assessore, la sicurezza è una cosa seria ed è proprio per questo che bisognerebbe gestirla in termini più seri e lei nella risposta che ha dato e nell'iniziativa che ha preso dimostra di non conoscere i problemi della sicurezza. Non me ne voglia, Assessore, ma i ruoli che lei ricopre sono diversi rispetto ai ruoli che la sua lettera lascia intendere. Sa bene, perché prima di essere uomo politico è stato imprenditore, che nell'ambito della gestione dell'azienda c'è l'aspetto della burocrazia che spesso sottrae energie non solo agli intendimenti produttivi, ma anche a quelli della messa in sicurezza. Spesso la burocrazia è il primo nemico della sicurezza, perché spesso i tempi che la burocrazia sottrae all'attenzione dell'imprenditore sono sottratti anche alla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Cosa rimproveriamo alla sua iniziativa? Non sicuramente quello che avrebbe dovuto fare - e avrebbe avuto il nostro plauso - di alzare l'attenzione; alzare l'attenzione dal suo ruolo istituzionale voleva dire sensibilizzare le aziende sui problemi della sicurezza e sensibilizzarle con una lettera che non fosse equivoca. Lei invece ha usato un linguaggio volutamente equivoco e non può trincerarsi dietro al significato che può avere l'invito, perché la Questura, quando manda comunicazioni con cui chiede ai cittadini di recarsi per comunicazioni che gli interessano in Questura, li invita, non li intima di venire. Non si trinceri perciò dietro la terminologia equivoca che lei ha utilizzato, ma si assuma la responsabilità di avere creato ulteriore burocrazia che è fine a sé stessa, perché? Perché sappiamo e lei ne è a conoscenza - la domanda era provocatoria - che c'è l'USL, l'INAIL, l'Ispettorato del lavoro, l'ISPES, la Questura, la Procura e potrei forse elencare qualche altro ente che a livelli diversi si occupano di sicurezza. Che senso ha, Assessore, che lei con questa affermazione da salvatore della patria, per non sfuggire alle responsabilità implicite della mia funzione, faccia duplicare alle aziende documenti che sono tenute per legge a produrre agli enti che ho appena citato. Inoltre la cosa più grave non è la duplicazione dei documenti, ma è che lei questi documenti li aveva già, perché obiettivo lavoro, n. 4 del 2007, che lei ci ha rinviato, avendolo già ricevuto a suo tempo, contiene tali dati; perché questi dati sulle caratteristiche degli infortuni nella nostra regione sono oggetto di monitoraggio da parte delle strutture preposte, ma di più: il Comitato di coordinamento ha coordinato questo tipo di lavoro fra i vari enti. Pertanto o lei non sa cosa fa la mano sinistra e richiede con la mano destra le cose che ha già la mano sinistra... uso la mano sinistra, perché so che lei ha una propensione verso la sinistra... perché lei, Assessore, queste cose lei le ha già a mani sue e le ha già messe in pagina nella relazione predisposta dal Comitato istituito con deliberazione n. 16/1999. Vorrei leggerle cosa la recente legge n. 123/2007 - norma che forse non ha colto nella sua essenza - dice all'articolo 4, comma 2; cosa deve fare lei come Presidente del Comitato di coordinamento? Deve coordinare le attività di prevenzione e vigilanza, non deve andare a chiedere documenti che sono già prodotti, che non servono a nulla, ma deve coordinare: questo è il suo compito e lei non ha capito la centralità e l'importanza del suo compito.
Per quanto riguarda l'ultima risposta che lei ha fornito alla nostra interrogazione - e io rileggo la domanda, perché forse lei non l'ha capita: "quale struttura sarebbe preposta al vaglio dei dati richiesti e per quali scopi" -, degli scopi non ha parlato, ma il dato grave è che come struttura lei ha risposto: il Comitato, ma il Comitato non è una struttura! Le leggo da chi è composto il comitato: dal Presidente della Regione, dal Coordinatore Dipartimento sanità, dal Coordinatore Dipartimento industria, dal Coordinatore Dipartimento politiche del lavoro, dal dirigente del servizio; è un comitato, non è una struttura!
Lei sta chiedendo dei dati che non sa come gestire e questo è grave perché lei, dopo aver fatto un intervento ecumenico, dopo essersi arrogato il diritto di essere il paladino della sicurezza, ha dimostrato di non essere in grado di portare alcun contributo all'aumento della sicurezza delle aziende valdostane: questo è grave, perché lei non ha colto il suo ruolo politico di coordinatore!
