Objet du Conseil n. 3243 du 23 janvier 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3243/XII - Interrogazione: "Conseguenze del fallimento della Qualità Building S.p.a. di Hône".
Interrogazione
Appreso del fallimento della Qualità Building S.p.a., una cui unità produttiva era insediata ad Hône in un immobile di proprietà regionale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per sapere:
1) se l'Amministrazione regionale fosse al corrente della gravità della situazione aziendale;
2) se la Regione o Finaosta o comunque aziende a prevalente capitale regionale vantino crediti nei confronti della Qualità Building S.p.a. e - in caso affermativo - quale sia l'entità degli stessi e le eventuali garanzie;
3) quali prospettive occupazionali vi siano per i lavoratori dell'azienda;
4) l'importo complessivo delle risorse finanziarie concesse - direttamente o indirettamente - a vario titolo dalla Regione alla Qualità Building S.p.a..
F.to: Frassy - Ottoz - Tibaldi
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - L'interrogazione è molto chiara, le domande sono molto precise, cercherò di essere altrettanto sintetico e chiaro.
Prima domanda: "se l'Amministrazione regionale fosse al corrente della gravità della situazione aziendale della Quality Building", la relazione prodotta nel mese di maggio 2007 dalla "Finaosta" in merito a quella che era un'istruttoria per una domanda di contributo sulla legge regionale 7 dicembre 1993, n. 84 evidenziava una situazione di difficoltà di questa azienda e anche una tensione finanziaria, le cui caratteristiche derivavano dalla troppa innovatività del prodotto che non veniva recepito dal mercato, pertanto, pur essendo un prodotto sicuramente con caratteristiche interessanti e valide, anche per i costi rispetto ai materiali tradizionali, non veniva assorbito dal mercato e quindi creava una situazione sia di tensione finanziaria, sia di tensione gestionale. La cosa all'epoca era ancora sostenuta da un continuo intervento finanziario dei soci, che attraverso aumenti di capitale continuavano a sostenere il funzionamento aziendale, quindi c'era questo quadro nel maggio 2007.
Seconda domanda: "se la Regione o Finaosta o comunque aziende a prevalente capitale regionale vantino crediti nei confronti della Quality Building...", in questo caso "Finaosta S.p.a.", "CVA S.p.a." e le sue commerciali, alla data attuale, non vantano crediti nei confronti della "Quality Building", invece il credito maturato per i canoni di locazione dell'immobile dovrebbe essere compensato dal debito per i lavori di messa a norma e adeguamento, in merito ai quali "Vallée d'Aoste Structure" deve effettuare le verifiche tecniche e contabili, ossia quelli che dovrebbero essere gli affitti non pagati dovrebbero essere largamente compensati dagli interventi di ristrutturazione che la "Quality Building" ha svolto a spese sue. È evidente che questo richiede un conteggio che è in corso e che dai dati in nostro possesso risulterebbe a vantaggio nostro e in tale caso...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... i canoni non corrisposti esatti non glieli so dire, le farò avere questo dato, comunque l'incontro che dovrebbe dirimere la questione è programmato già per la prossima settimana.
Terza domanda: "quali prospettive occupazionali vi siano per i lavoratori dell'azienda", in questo caso il curatore fallimentare ci ha garantito che chiederà per i lavoratori dell'impresa la cassa integrazione chiaramente per i 12 mesi; la data di riferimento dovrebbe essere il 12 dicembre 2007, che sarebbe la data in cui il Tribunale di Aosta ha dichiarato il fallimento della società; in fase successiva seguirà la mobilità.
Quarta domanda: "l'importo complessivo delle risorse finanziarie concesse - direttamente o indirettamente - a vario titolo dalla Regione alla Quality Building S.p.a.", il Consiglio di amministrazione della "Finaosta" in data 25 gennaio 2007 aveva deliberato la concessione di un prestito partecipativo di euro 300.000, garantito dalla fideiussione dei soci e da un consorzio di garanzia fidi, quindi una doppia garanzia: fideiussione soci e fideiussione di una garanzia fidi. Il contratto non è mai stato perfezionato, per cui non è stata fatta alcuna erogazione. La Giunta regionale, in data 6 luglio 2007, aveva deliberato la concessione di un contributo di euro 141.570 sempre sulla legge regionale 7 dicembre 1993, n. 84; anche in questo caso non è stata fatta alcuna erogazione, quindi non sono stati dati soldi alla "Quality Building".
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Prendo atto delle risposte che l'Assessore ci ha fornito, rimango parzialmente insoddisfatto sul fatto che l'Assessore non abbia cognizione di un dato, che era scritto e richiesto in maniera precisa nel corpo dell'iniziativa, perché il fatto che lei non sappia dirci qual è l'ammontare dei canoni non corrisposti è una negligenza sua e degli uffici che le hanno preparato la risposta, perché di 4 domande una era precisa: quali sono i crediti e di conseguenza, se i canoni di locazione non sono pagati, ovviamente costituiscono dei crediti. Le devo dire che il problema, Assessore, non è nella sua non risposta, perché sono convinto che lei nel considerare, come spesso accade, certe interrogazioni poca cosa, si legga la mattina stessa in aula le risposte che gli uffici hanno predisposto, perché è evidente che questa è un'interrogazione "routinaria", meramente cognitiva e acquisitiva di dati per eventuali successive considerazioni. Non stiamo facendo un dibattito che possa avere un peso politico particolare, ma il fatto grave, su cui la inviterei a riflettere e a censurare gli uffici è che gli uffici nel non averle fornito i dati hanno dimostrato di non avere i dati. È la seconda volta che qui ci troviamo di fronte a delle risposte che sono carenti, perché non ci sono quei procedimenti che dovrebbero portare all'acquisizione dei dati. Il suo collega di Giunta e di banco, l'Assessore Cerise, a distanza di un mese non aveva ancora acquisito il verbale ispettivo della forestale. Ora, che gli uffici non abbiano acquisito i dati dei canoni di locazione è grave, perché vuol dire che si sta ripetendo quella situazione che già si era ripetuta nella scorsa legislatura, ossia di non avere il controllo dei pagamenti dei canoni di locazione e questo è grave. Siamo invece soddisfatti del fatto che, contrariamente a quanto succede spesso e a quanto è successo in passato, questa impresa nel momento in cui si è trovata a fallire non abbia la solita coda di finanziamenti, di mutui e di prestiti erogati dalla Regione. Non andò così con l'azienda che precedette la "Quality Building" che era l'"Elelys", la quale lasciò una coda di circa 1 milione di euro fra prestiti, mutui, canoni di locazione...
Devo dire che sul terzo punto delle prospettive occupazionali lei mi ha risposto in maniera diversa rispetto alla richiesta, perché le prospettive occupazionali sono cose diverse rispetto agli ammortizzatori sociali a cui ha fatto riferimento: cassa integrazione adesso ed eventualmente mobilità dopo. Devo dire che forse la sua risposta evidenzia la crisi del comparto industriale, perché se vi fosse una prospettiva di rioccupazione a breve, forse la sua risposta non sarebbe stata di cassa integrazione (12 mesi) e poi di mobilità, ma sarebbe stata diversa. Interpretiamo perciò questa sua risposta come un irrigidimento del mercato del lavoro nel comparto industriale e questo lo dimostra anche la vicenda della "Atos", che sembra essere prossima a ridurre la forza lavoro impiegata nello stabilimento. Dobbiamo rammaricarci ancora una volta del ruolo svolto da "Finaosta", ancora una volta questa morte prematura di un'azienda non può che essere imputabile a "Finaosta" che fa le istruttorie e sbaglia le istruttorie. Dal punto di vista della capacità di "Finaosta" di individuare aziende sane che possano dare prospettive occupazionali e di sviluppo in questa Regione, ci troviamo di fronte all'ennesimo fallimento, non fallimento solo della "Quality Building", ma fallimento delle politiche regionali di insediamento industriale, perché questa azienda muore dopo un anno dal suo insediamento. Un insediamento avvenuto in pompa magna, sostenendo che erano tecnologie innovative che avrebbero avuto uno sbocco non solo a livello nazionale, ma a livello europeo e alla fine la relazione di "Finaosta" del maggio 2007 che lei ha citato dice che il prodotto era troppo innovativo. Penso che anche su "Finaosta", non so se la competenza la possa e la debba condividere con il suo collega di Giunta, Assessore Marguerettaz, e con il Presidente e con tutta la Giunta, ma penso che qualche ragionamento vada fatto. Non si possono continuare a mettere a disposizione risorse come sono gli stabilimenti e gli immobili industriali di proprietà della Regione tramite "VDA structure" ad aziende che non hanno capacità di stare sul mercato e tenga presente che non è vero che qui ne usciamo senza crediti, perché quei lavori di messa a norma - e sono pronto a fare una scommessa pubblica con lei - non saranno sufficienti domani, dopo domani quando lì si insedierà la nuova attività. In buona sostanza andremo a riconoscere e dunque a compensare i canoni di locazione con lavori di messa a norma per un'azienda che non c'è più e lavori che non saranno più utilizzabili per chi subentrerà in quel capannone; perciò comunque sia il danno economico c'è stato e il danno delle aspettative di sviluppo altrettanto, per questo la invitiamo a riflettere sui criteri di insediamento delle aziende, soprattutto per l'area dell'"Espace Aosta", dove si giocherà l'altra partita importante. Ci auguriamo che i criteri siano ben diversi da quelli finora seguiti.
