Objet du Conseil n. 3234 du 23 janvier 2008 - Resoconto
OBJET N° 3234/XII - Communications du Président du Conseil régional.
Président - Je m'excuse pour le retard qui est dû à une convocation de la Conférence des Chefs de groupe. J'informe le Conseil de l'activité de la Présidence et des organes du Conseil depuis la dernière réunion de l'Assemblée:
Propositions de loi présentées:
Proposition de loi n° 198, présentée par les Conseillers régionaux Sandri et Fontana Carmela le 9 janvier 2008: "Modificazione alla legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 (Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent)";
Proposition de loi n° 199, présentée par les Conseillers régionaux Bortot, Squarzino Secondina et Venturella le 18 janvier 2008: "Disposizioni per la diffusione del commercio equo e solidale";
Proposition de loi n° 200, présentée par les Conseillers régionaux Tibaldi, Frassy, Lattanzi et Ottoz le 23 janvier 2008: "Modificazioni alla legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 (Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent)";
Réunions:
Bureau de Présidence: 1
Ie Commission: 1
IIe Commission: 1
Ve Commission: 2
IIIe et IVe Commission: 2
Con nota del 22 gennaio il Presidente della Regione ha trasmesso a questa Presidenza copia del ricorso con cui il Presidente del Consiglio dei Ministri ha promosso la questione di legittimità costituzionale, ai sensi dell'articolo 127, comma primo, della Costituzione, avverso la legge regionale 13 novembre 2007, n. 29: "Modificazioni alla legge regionale 31 dicembre 1999, n. 44 (Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta)", con specifico riguardo agli articoli 7, 8 e 11 di detta legge regionale, per contrasto con gli articoli 4, 41 e 120 della Costituzione. Copia del ricorso è stata trasmessa ai sensi dell'articolo 70 del Regolamento interno alla I Commissione consiliare permanente.
Ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale n. 35/2006, mi compete riferire periodicamente al Consiglio regionale circa l'andamento dei lavori della Convenzione per l'autonomia e lo Statuto speciale, istituita con la legge regionale anzidetta. La Convenzione, con la riunione del 15 ottobre u.s., ha terminato le audizioni. Il prof. Roberto Bin, cui era stato attribuito un incarico di consulenza giuridica a supporto dei lavori della Convenzione, ha elaborato un documento preparatorio tracciante le ipotesi di fondo per la predisposizione del nuovo Statuto speciale, indicando i punti che sembravano sufficientemente consolidati e le eventuali opzioni che restavano ancora aperte. Tale documento - elaborato tenendo presente sia il documento: "Prime note di riflessione per la previsione statutaria", presentato dall'Ufficio di coordinamento al "plenum" della Convenzione nella riunione del 30 luglio, sia le audizioni svolte dalla Convenzione - è stato illustrato dal prof. Bin all'Ufficio di coordinamento il 5 novembre. Sulla base delle osservazioni formulate in tale sede, il prof. Bin ha predisposto una prima bozza di articolato, caratterizzata dalla presenza di differenti opzioni per i punti problematici, che ha illustrato all'Ufficio di coordinamento nella riunione del 29 novembre. Sciolti i dubbi, sulla base delle indicazioni fornite dall'Ufficio di coordinamento, il prof. Bin ha predisposto una seconda bozza di articolato che ha illustrato al "plenum" della Convenzione nel corso della riunione del 14 gennaio 2008. Nel corso di tale riunione si è deciso di fissare la prossima riunione di tale organismo per il 28 gennaio 2008 e di consentire la presentazione di eventuali osservazioni e/o emendamenti alla bozza di articolato da parte dei membri della Convenzione. Occorre aggiungere che, nel corso della seduta del Consiglio regionale del 18 dicembre 2007, con l'approvazione della legge "omnibus" si è determinata la proroga di 5 mesi della durata della Convenzione; di conseguenza, il termine per la conclusione dei lavori della stessa è stato prorogato al 7 marzo 2008. Dall'ultima comunicazione che vi ho fatto in Consiglio, la Convenzione si è riunita 3 volte, per un totale di 8, mentre l'Ufficio di coordinamento ha effettuato 4 riunioni, per un totale di 14. La Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome ha eletto il nuovo Coordinatore nella persona di Monica Donini, Presidente del Consiglio dell'Emilia Romagna. Nell'ambito delle nomine, è stato riconosciuto l'importante ruolo svolto in questi anni dalle Regioni a Statuto speciale attraverso il Vice Coordinatore, Giacomo Spissu, Presidente del Consiglio della Sardegna, e con la presenza stessa del nostro Consiglio regionale all'interno del Coordinamento. Le Regioni a Statuto speciale, con il Coordinamento permanente dei loro Presidenti, devono proseguire nel salvaguardare delle loro peculiarità e contribuire a far "crescere" le ordinarie affinché si arrivi ad un federalismo concreto e in grado di dare un nuovo impulso al Paese. La Conferenza avrà il compito di attento osservatore del dibattito sulle riforme e di soggetto propositore di modifiche costituzionali, ancor più dopo gli ultimi avvenimenti politici, intervenendo per garantire un ruolo di dignità e di reale importanza delle Regioni nel nuovo assetto istituzionale.
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Due annotazioni rispetto alla relazione che lei ha fatto sulla Convenzione. Credo che la Convenzione nel 2007, nelle varie riunioni, abbia lavorato procedendo a tutta una serie di audizioni e in modo da cogliere quali sono, rispetto ai rappresentanti di soggetti politici, economici e culturali, le varie osservazioni problematiche. Ci saremmo aspettati, come membro della Convenzione, che su questo enorme materiale di osservazioni, proposte e annotazioni si cominciasse a lavorare per individuare uno a uno gli aspetti importanti da mettere nello Statuto. Ci siamo invece trovati la riunione scorsa con una bozza di Statuto già confezionata che riprende per l'85% lo Statuto del Friuli e su questo canovaccio si ripropone un testo come se questo fosse il frutto del lavoro fatto nella Convenzione, mentre non è vero! Quale metodo di lavoro la sottoscritta insieme ad altri aveva proposto? Un metodo di lavoro che affrontasse i singoli aspetti, che su questi discutesse andando anche al confronto con la popolazione, invece questo non è stato fatto e si ha l'impressione che vi sia un'idea preconfezionata di come deve essere lo Statuto, lo si fa approvare dalla Convenzione, perché la maggioranza di Governo ha anche la maggioranza nella Convenzione, poi, una volta approvato dalla Convenzione, diceva un suo membro autorevole: "cosa volete poi che la Commissione consiliare intervenga ancora a modificarlo di fronte ad un lavoro approfondito fatto dalla Convenzione?". Io faccio solo un esempio. Sono anni che in questa aula, ma anche fuori da quest'aula si discute, ci si confronta su opinioni diverse rispetto allo "status" giuridico, economico, contrattuale che deve avere il personale della scuola e il personale della sanità e si confrontano 2 ipotesi: quella della totale regionalizzazione del personale della sanità e della scuola e l'ipotesi di mantenere una regionalizzazione sulla gestione, ma sulla base di norme chiare a livello nazionale. Tutte queste discussioni sono state saltate in un sol colpo e nella bozza di Statuto si dice chiaramente che la Regione disciplina lo stato giuridico ed economico del personale impiegato nelle strutture sanitarie e pubbliche, poi anche lo stato giuridico ed economico del personale amministrativo e docente delle scuole. Credo che non possiamo accettare che vengano risolti in una bozza di Statuto al di fuori di ogni discussione e confronto e scelta chiara da parte dei soggetti interessati problemi annosi come questi. Ho fatto solo tale esempio, ve ne sarebbero moltissimi altri; ricordavo nella Conferenza dei Capigruppo che lo Statuto introduce dei meccanismi per regolamentare il rapporto fra Consiglio e Governo togliendo autonomia al Consiglio. Credo che su tali grossi problemi vada riattivata una discussione, un confronto aperto e pubblico anche con la popolazione, in modo che le scelte che nello Statuto vengono fatte siano scelte che la popolazione conosce e condivide.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Intanto rivolgo al Presidente i miei auguri di ristabilirsi in fretta, visto che è qui anche se le sue condizioni di salute non sono brillantissime.
Volevo evidenziare anch'io qualche tematica sulla Convenzione, in quanto il testo è un testo molto innovativo, ampio e articolato, che contiene grosse novità. Oltre a quelli che sono stati già citati dalla collega Squarzino, io evidenzierei 2 temi apparentemente piccoli, ma, dato che discuteremo di uno anche in questo Consiglio, mi sembrano molto importanti: il primo è quello della zona franca. La rinuncia alla zona franca - teniamo conto che oggi nello Statuto è scritto che la Valle d'Aosta è al di fuori della linea doganale italiana, anche se questa cosa non è mai stata attuata, per eventuali possibili aree limitate ad alcune parti del territorio valdostano - è una questione molto complessa che bisogna studiare con grande attenzione. Come pure la rinuncia che aveva il Presidente della Regione in materia di giudici conciliatori, oggi è cambiata la normativa nazionale, i giudici conciliatori si chiamano giudici di pace, sappiamo quanto tale istituzione potrebbe dare alla Regione in termini di autonomia dal punto di vista di un ottimo servizio giudiziario a favore della popolazione, per cui rinunciare a questo e limitarsi alle competenze sul personale amministrativo e giudici di pace... è un tema molto importante. L'insieme di queste cose, l'importanza di valutare i termini del preambolo, ossia quell'articolo 3 su cui sono "significati" tutta una serie di valori di riferimento, di obiettivi della Regione... credo sia una serie di questioni talmente importanti che comportano che i partiti... che si sono trovati questa bozza "un po' a ciel sereno", perché si pensava, come ha detto la collega Squarzino, di poter avere una fase ulteriore di valutazione nella Convenzione... si attrezzino per fare un'analisi. Il termine imposto dal Presidente della Convenzione del 25 gennaio ci sembrava un poco troppo rigido; ringrazio il Presidente della Convenzione che ha voluto nella riunione dei Capigruppo, pur rivendicando la sua autonomia, prevedere un tempo più lungo per la valutazione di osservazioni e di emendamenti, credo che questo possa rasserenare il clima e consentire un buon lavoro.
Annuncio che presenterò in Commissione... e invito il Presidente della IV Commissione a convocare in tempi rapidi la Commissione per la nomina del relatore sulla legge che abbiamo presentato di modifica alla legge per la "Casino de la Vallée S.p.a."... e che all'interno di questo progetto di legge presenterò un emendamento per consentire la nomina di un amministratore unico per un tempo modulare e con procedura d'urgenza. Questo ci sembra sia un passaggio importante e invito il Presidente della Regione, il Presidente del Consiglio e il Presidente della IV Commissione di collaborare affinché il Consiglio regionale possa affrontare questi temi in tempi rapidi.
Presidente - Grazie anche personalmente, collega Sandri.
La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Alcune brevi considerazioni a margine dei lavori della Convenzione per la riforma dello Statuto di autonomia, che coincide con il sessantennale, perciò, anche da un punto di vista simbolico, la data è importante. Le considerazioni che vorrei fare vanno nel senso che paradossalmente, quando si parla di autonomia, bisognerebbe parlarne e praticarne; con legge regionale è stata istituita la Convenzione in maniera innovativa rispetto ai tentativi del passato e i tentativi del passato portano i nomi di Louvin e Nicco, tentativi fatti nell'ambito dell'organizzazione del Consiglio regionale, con l'istituzione di Commissioni "ad hoc" e con un tentativo di riforma dello Statuto che è fallito nel momento stesso in cui la politica cercava di riformarlo. La Convenzione ha il pregio e la fantasia di aver voluto allargare, al di fuori della sede politica e istituzionale per eccellenza di questa Regione, la riscrittura dello Statuto e, in base alla legge istitutiva, lo fa con una sua autonomia gestionale per quanto riguarda l'andamento e l'organizzazione dei lavori. Penso pertanto che in questo momento l'aula non abbia il titolo per entrare nel merito di quei lavori, che dovranno essere oggetto di confronto politico nelle Commissioni consiliari e nell'aula, ma che l'aula oggi debba fare delle considerazioni di contorno, valutando il momento politico, sul momento politico penso che il Consiglio qualche riflessione la debba fare.
Quali sono le riflessioni che sottopongo ai gruppi politici? Il momento che stiamo vivendo - mi riferisco alla politica nazionale - non è uno dei momenti più felici per l'autonomia, perché abbiamo avuto modo di vedere come questo Governo in carica - e ci auguriamo che giovedì sia solo un ricordo -, il "Governo Prodi" abbia dimostrato una certa intolleranza nei confronti dell'autonomia. Il fatto che oggi non vi sia ancora quel principio dell'intesa è uno di quei rischi che dovranno essere oggetto di valutazione politica circa l'opportunità di depositare in Parlamento un disegno di legge di riforma costituzionale in quanto lo Statuto è legge costituzionale, non avendo la Regione possibilità alcuna di controllare ciò che accadrà nelle aule parlamentari. Una volta che il disegno di legge viene depositato al Parlamento, infatti, il Parlamento lo può emendare a prescindere dalla volontà iniziale del Consiglio regionale, per cui non abbiamo il principio dell'intesa, principio legislativo che era stato inserito nella riforma costituzionale del "Governo Berlusconi", poi bocciata al momento del referendum confermativo che non ha confermato quella bozza di riforma della Costituzione. Dobbiamo capire cosa accadrà giovedì, perché se giovedì - come politicamente auspichiamo - il "Governo Prodi" andrà a casa e si andrà ad elezioni politiche anticipate, la fine della legislatura giocoforza fa decadere i disegni di legge che vengono depositati al Parlamento. Penso pertanto che un ragionamento politico sull'utilità o meno di proseguire i lavori vada fatto dopo giovedì, una volta capito se la legislatura nazionale sia giunta anticipatamente al suo termine o prosegua con le fatiche che ci sono note. Queste penso siano valutazioni politiche che competono al Consiglio, mentre sul merito ritengo che il dibattito debba essere fatto nella Convenzione, che ha una sua autonomia operativa e che presenterà la proposta al vaglio del giudizio politico dell'aula, ma successivamente all'elaborazione della stessa proposta.
Presidente - La parola al Consigliere Ferraris.
Ferraris (PPD-VDA) - Per alcune considerazioni. Condivido la parte conclusiva dell'intervento del collega Frassy: c'è una situazione politica nazionale dalla quale non si può prescindere, quindi gli sviluppi di questa situazione peseranno sui lavori della Convenzione. Condivido meno la parte più politica dell'intervento del collega Frassy: quella in cui tende a dare patenti di autonomia ad uno schieramento politico, piuttosto che ad un altro. La nostra Regione ha una tradizione nella quale ha potuto verificare come le spinte centralistiche ci siano sia con i Governi di Centro-Destra, sia con i Governi di Centro-Sinistra, quindi si deve attrezzare per affrontare questo tema e difendersi al meglio.
Sul merito delle questioni sollevate da alcuni colleghi, in particolare la collega Squarzino e il collega Sandri, mi corre l'obbligo di fare alcune precisazioni: anzitutto i lavori della Convenzione sono lavori aperti al contributo di tutti i componenti la medesima, non vi è assolutamente la volontà di precostituire soluzioni. L'orientamento della Convenzione quindi è quello di fare un approfondimento e di portare avanti i termini della questione nel più breve tempo; ci troviamo di fronte alla necessità di fare un confronto sulla sintesi di quanto è stato elaborato finora e la proposta che è stata fatta di un articolato di Statuto è una proposta che è libera di essere emendata, integrata, modificata... pertanto non ci sono idee preconfezionate di Statuto. Semmai vi sono delle idee preconfezionate su quali possano essere gli esiti dello Statuto, ma questo è un tema sul quale non intendo appassionarmi. I lavori proseguiranno nei prossimi giorni, si cercherà di approfondire dei temi che sono innovativi rispetto al passato, ma va detto che temi come quelli della zona franca o di altro genere sono temi che hanno visto una forte evoluzione. Oggi pensare ad una Regione come la nostra al di fuori della linea doganale italiana è un anacronismo nel momento in cui siamo nella UE. Così va tenuto conto del fatto che alcune novità che vengono presentate, come l'ordinamento della scuola e lo stato giuridico degli insegnanti, sono temi che questo Consiglio ha già affrontato. Ricordo che, in occasione della discussione in questa sede di uno specifico disegno di legge che cercava di mettere alcuni argini alla "riforma Moratti", questo Consiglio aveva votato un ordine del giorno che poneva il tema dello Statuto giuridico degli insegnanti come una delle questioni che dovevano essere affrontate dal Consiglio. Questa grossa preoccupazione relativamente allo stato giuridico degli insegnanti va posta in relazione al fatto che le potestà della Regione, che sicuramente vanno potenziate, hanno consentito alla Regione di mantenere una propria autonomia all'interno di un disegno di riforma generale della scuola che non era stato condiviso da questa Regione. Di conseguenza, visto che ci troviamo con una situazione politica nazionale che potrebbe avere degli sviluppi che - è un'ipotesi - non saranno quelli più favorevoli al Centro-Sinistra, credo che avere una possibilità nostra autonoma e che questa venga sancita dallo Statuto vada nella direzione di ampliare le competenze della Regione. Termino dicendo che i lavori della Convenzione intendono avvalersi dell'apporto di tutti i membri della stessa, non vi sono soluzioni precostituite, vi è la possibilità di lavorare positivamente, tanto che nella riunione di questa mattina si è deciso di organizzare i lavori in modo da tener conto delle esigenze delle singole forze politiche per quanto riguarda la necessità di protrarre i tempi per la presentazione degli emendamenti. Ricordo al collega Sandri che non c'è stata nessuna imposizione da parte del Presidente della data del 25 gennaio 2008 quale data di presentazione degli emendamenti, perché questa è una decisione scaturita all'unanimità all'interno della Convenzione, ad eccezione della posizione della collega Squarzino.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Noi la ringraziamo, Presidente, per aver dato comunicazione della presentazione da parte nostra di un progetto di legge qualche ora fa che riguarda la materia delicata della Casa da gioco; vorremmo fare alcune considerazioni in merito. Come in altre Regioni ci sono emergenze di altro tipo - mi riferisco, ad esempio, alla Campania, all'emergenza rifiuti -, in Valle d'Aosta l'emergenza del momento è la Casa da gioco di Saint-Vincent; forse il paragone è infelice, ma rende l'idea. Crediamo che la situazione drammatica in cui versa la Casa da gioco chieda risposte che siano efficaci e soprattutto tempestive. Per queste ragioni il nostro gruppo ha presentato un progetto di legge che, modificando la legge n. 36/2001 istitutiva della "Casino S.p.a.", va ad assegnare alla Regione la possibilità di nominare un amministratore unico che sia in grado di dare risposte tempestive ed efficaci ad una gestione che oggi le sta chiedendo da tempo. L'esigenza di rilanciare la Casa da gioco è diventata un'emergenza vera e propria per la nostra Regione, per questo chiediamo che il progetto di legge di cui il Presidente ha dato annuncio stamani venga immediatamente assegnato alla Commissione competente e che il suo Presidente, collega Praduroux, provveda oggi stesso alla convocazione urgente per un esame immediato di questa proposta che, unitamente ad altre proposte fatte da altri gruppi consiliari, vertono sullo stesso argomento. Chiedo al Presidente Praduroux che abbia questa sensibilità, del resto più volte dimostrata in tale legislatura, di saper mettere il piede sul pedale dell'acceleratore per dare tempestività a progetti di legge di varia natura; gli chiedo che, vista la situazione di emergenza e viste le proposte giacenti, fra cui la nostra, oggi stesso possa essere convocata in via d'urgenza la IV Commissione in modo che domani l'argomento possa essere portato all'esame del Consiglio, naturalmente con la benevolenza, con la responsabilità dei voti necessari per l'iscrizione. Chiedo che gli organi a ciò preposti facciano tesoro della richiesta che perviene e dal nostro gruppo e da altri gruppi, come è stato annunciato in precedenza.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (CdL) - Vi ricorderete che il gruppo "La Casa delle Libertà" non ha votato la legge sulla modifica della legge sui maestri di sci, perché ritiene che contenga degli elementi assolutamente illegittimi di limitazione della libertà di esercizio della professione dei maestri di sci, profili di legittimità che, guarda caso, sono stati sottolineati nell'impugnativa del Governo, che, fra l'altro, non è un Governo favorevole al gruppo "La Casa delle Libertà", contro questa legge e in particolare contro gli articoli 7 e 8. Una legge - che, fra l'altro, stigmatizzammo a suo tempo durante la discussione in aula - nella quale non so se la Regione abbia stabilito un nuovo primato regionale, ma vengono infranti ben 3 articoli della Costituzione, oltre a 3 norme del Trattato della CE e una che è la famosa "direttiva Bolkestein". Mi sembrano violazioni, qualora la Corte costituzionale che dovrà decidere ne ravvisi la fondatezza, che meritino di essere lette perché sono dei macigni che dovrebbero insegnarci come si deve fare una legge che rispetta la libertà di lavoro e di professione delle persone. Intanto dicono che l'articolo 7 - quello che dice che i maestri non possono fare nessuna attività organizzata, ancorché occasionale - costituisca un ostacolo all'attività lavorativa e un condizionamento delle scelte professionali e imprenditoriali dei maestri di sci. Si evidenzia che la Regione non ha competenza in tale materia, questo contrasta con l'articolo 4 della Costituzione che sancisce il diritto al lavoro secondo la giurisprudenza citata nel ricorso della Corte costituzionale sul significato da dare all'articolo 4 nella fattispecie, il principio di libertà economica di cui all'articolo 41 della Costituzione e l'articolo 120, 1° comma che dice: "le Regioni non possono adottare provvedimenti che ostacolino in qualunque modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra Regioni, né limitare l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio". Questo poi contrasta con gli articoli 49, 50 del Trattato della CE, con l'articolo 81 e seguenti e con la direttiva 123/05 nota come "direttiva Bolkestein", che ricomprende specificamente nel suo ambito applicativo le attività che sono da considerarsi le scuole di sci.
Mi auguro che si possa riflettere seriamente quando si fanno delle leggi che hanno un mero significato pre-elettoralistico, protezionistico e corporativo, dimenticando una cosa fondamentale qual è il diritto al lavoro e alla libera esplicazione della propria attività imprenditoriale di tutti i professionisti che operano in Valle, qualunque sia il loro settore.
Rimane il fatto che quanto abbiamo a suo tempo sottolineato con forza e che ci portò a non votare una legge, che avremmo anche potuto votare, perché erano quelle belle figure a costo zero, dove alla fine tutti portano a casa qualcosa, ma conteneva profili di illegittimità e di illiberalità inaccettabili... siamo purtroppo lieti di dover constatare che questa nostra obiezione era tutt'altro che infondata, come ebbe a dire a suo tempo l'Assessore. Mi si dica solo se è un nuovo record regionale, infrange in una botta sola 3 articoli della Costituzione, 3 del Trattato della CE e una direttiva, che ebbe a suo tempo per motivi inerenti l'ambito sportivo molta risonanza.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Sollecitato dall'intervento del collega Ottoz, non vorrei entrare nel merito dell'impugnativa del Governo nazionale sulla legge che modifica la legge sui maestri di sci, ma volevo parlare del metodo in generale: quello che più volte in questa sede abbiamo sentito e ripetuto sia dal Presidente della Regione, che dall'Assessore competente, che da esimi rappresentanti della forza di maggioranza, ossia questa posizione di voler... mi scuso se non adopero i termini esatti... forzare la mano, voler tentare una forzatura che crediamo sia velleitaria dal punto di vista legislativo. Perché? Perché forzare la mano su degli argomenti che non sono di competenza esclusiva della nostra Regione non vedo come sia possibile farlo in un Consiglio regionale, che deve essere l'organo legislativo che detta norme e regole per la Regione. Abbiamo questo modo di operare, che è un po' quello che mi pareva venuto alla luce sulla faccenda ad esempio di alcuni provvedimenti dell'Assessore alle finanze, in cui il "leitmotiv" era: "io speriamo che me la cavo", ovvero io faccio alcune cose, poi, se ci va male, ci va male; se invece ci va bene, questi non si sono accorti di nulla e va bene così. Trovo questo modo di condurre questa procedura quanto meno originale, quindi noi non esprimiamo soddisfazione per l'impugnativa, prendiamo atto che ciò che avevamo ribadito in questo Consiglio si è avverato, prendiamo atto che lo stesso Governo regionale con una recente deliberazione di Giunta ha nominato un legale - che è spesso "concerné" su queste tematiche - per promuoversi in giudizio con le proprie motivazioni, prendiamo atto di quello che è successo. Ci dispiace constatare che quello che avevamo detto in aula si è prontamente avverato; invitiamo solo il Governo regionale ad una più prudente e soprattutto una più ragionata condotta dal punto di vista legislativo.
