Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 3173 du 20 décembre 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 3173/XII - Discussione generale: "Approvazione del disciplinare regolante i rapporti tra la Casino de la Vallée S.p.a. e la Regione autonoma Valle d'Aosta, ai sensi dell'art. 10 della l.r. 30/11/2001, n. 36 recante costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent".

Président - Chers collègues, comme nous l'avions convenu, nous débutons ce matin nos travaux avec l'examen du point n° 44.1. Sur ce sujet ont été déposés à la Présidence 2 ordres du jour.

La parola al relatore, Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Cercherò di fare una breve introduzione, perché ci sarà modo di approfondire nel dettaglio il disciplinare e ci sarà la possibilità per il Presidente e i membri della IV Commissione che hanno lavorato, li ringrazio per questo, su tale testo cercando di introdurre tutte quelle modifiche che sono state condivise, per trovare una soluzione di compromesso... Il disciplinare vigente è datato 14 aprile 2003, lo stesso disciplinare nell'articolo 2 introduceva una sorta di automatismo, una sorta di autoregolamentazione con la quale Regione e "Casinò S.p.a." provvedono con cadenza triennale a verificare di concerto l'attualità delle disposizioni del presente disciplinare, anche al fine di attivare la procedura per la loro eventuale modificazione. Come potete intuire, quindi ormai abbiamo effettuato una serie di analisi nel corso del 2007 per verificare le norme contenute nel disciplinare. Siamo arrivati alla fine della legislatura e la filosofia che ha guidato il Governo regionale è stata quella di apportare le modifiche indispensabili e le modifiche necessarie; sicuramente avremmo potuto fare delle analisi più pregnanti ma, proprio perché siamo in una fase molto delicata dal punto di vista politico, abbiamo fatto questa scelta. Una serie di modifiche sono addirittura state introdotte in virtù di novità amministrative e contabili generate da nuove pronunce dell'Agenzia delle entrate e da necessità amministrative, poi cercherò di spiegare. Oggi abbiamo un articolato che di fatto non si discosta dal disciplinare precedente se non per quelle parti che riteniamo migliorino i nostri rapporti con la "Casinò S.p.a.". In sostanza un argomento importantissimo rispetto a queste modifiche è una distinzione di ruoli in cui il gestore, la "Casinò S.p.a.", diventa titolare di tutti i beni mobili con alcune eccezioni e gestore dei beni immobili che al contrario sono e diventeranno tutti di proprietà regionale, con un obbligo a carico della "Casinò S.p.a." di gestirli e di effettuare le manutenzioni ordinarie e straordinarie. In sostanza, avremo una semplificazione di rapporti, avremo un inventario unico dove la "Casinò" sarà proprietaria di tutti i beni mobili e le eccezioni sono, dopo il confronto avuto in Commissione, i gettoni, l'"hardware" e il "software" necessario ai vari controlli e alle varie implementazioni delle varie banche dati: questo perché ritenuto più garantista nei confronti dell'Amministrazione regionale dopo tale confronto e aver ricordato i passaggi difficili che si sono verificati al passaggio alla gestione straordinaria dalla gestione convenzionata precedente. In questo modo quindi abbiamo una semplificazione amministrativa, non abbiamo dei passaggi di denaro che dal Casinò vengono trasferiti alla Regione e dalla Regione di nuovo alla "Casinò", abbiamo semplificato gli iter autorizzativi, quindi non abbiamo per le varie manutenzioni e i vari interventi delle processioni in cui la "Casinò S.p.a." inoltra delle richieste e le richieste devono essere valutate dal punto di vista finanziario, poi devono essere valutate dal punto di vista tecnico e infine autorizzate, per poi essere rimborsate con una duplicazione dell'imposta sul valore aggiunto; quindi un doppio passaggio che fa lievitare i costi.

Altro discorso importante introdotto nel disciplinare è una semplificazione nell'ambito delle attività promozionali. Fino ad oggi avevamo un disciplinare che prevedeva la costituzione di un fondo a cui compartecipavano risorse della "Casinò S.p.a." e risorse dell'Amministrazione regionale. Rispetto a questa impostazione, si è preferito modificare la percentuale di spettanza dell'Amministrazione regionale, mantenendo totalmente le risorse all'interno di "Casinò S.p.a.", al fine di produrre un programma di manifestazioni che è assolutamente rispettoso come prima della volontà di 3 soggetti, ovvero della "Casinò S.p.a.", dell'Amministrazione regionale e dal comprensorio di Ch­âtillon e Saint-Vincent. Dal punto di vista della formazione del programma delle manifestazioni, quindi non cambia nulla: cambia l'aspetto finanziario, perché anche in questo caso il riconoscimento di fondi a beneficio della "Casinò S.p.a." avrebbe prodotto un aumento di costi, ossia le somme trasferite dall'Amministrazione regionale alla "Casinò S.p.a." sarebbero state gravate di IVA e quindi un aumento del 20%, con una diminuzione delle risorse disponibili per le attività. All'interno di questo ragionamento è stato semplificato il quadro dal punto di vista descrittivo ed è stato introdotto un richiamo al fatto che tali manifestazioni dovranno "avere un occhio di riguardo" per lo sviluppo delle attività turistico-commerciali del comprensorio. Prima c'era una norma molto rigida che procurava non pochi problemi dal punto di vista sostanziale.

Rispetto a queste 2 iniziative, il tutto ha prodotto una modifica delle percentuali che a disciplinare vigente erano 52% Regione, 48% la gestione, ma, come dicevo prima, noi ritornavamo alla gestione il 52% del 14% che era destinato alle manifestazioni, quindi ritornavamo al Casinò qualcosa di più del 7%, quindi 48 più 7% abbondante già arriviamo al 55%, in più avevamo un 6% da utilizzare per il piano di sviluppo, quindi il 6% del nostro 52%, qualcosa di più di un 3% e arriviamo a 58, in più avevamo le manutenzioni straordinarie. Rispetto a questo tema, abbiamo un'equivalenza fra quanto previsto precedentemente e quanto previsto in tale sede. Nel corso degli articoli potremo verificare le cose più specifiche.

Prima di terminare faccio un accenno all'articolo 21 che contiene delle disposizioni transitorie. Questo articolo va a regolamentare... sì 22, l'ex 21... grazie... il 22 perché il dispositivo novellato dalla Commissione ha introdotto un nuovo articolo, quindi l'articolo 22 introduce una norma transitoria in cui si ridefiniscono le percentuali per il 2007, perché nelle verifiche fatte nel corso dell'ultimo Consiglio di amministrazione che ha convocato un'assemblea per la fine dell'anno la società ha un disequilibrio economico che meriterebbe un provvedimento da parte dell'assemblea straordinaria, in quanto emergono delle perdite che vanno ad erodere il capitale sociale. Questo provvedimento è un provvedimento alternativo rispetto ad un mantenimento del disciplinare e ad una copertura delle perdite, cosa che adottando tale soluzione non è stata prevista, quindi non esistono nel bilancio 2008-2010 dei capitoli di bilancio idonei ad effettuare la copertura delle perdite. Questo provvedimento quindi evita di entrare in una situazione di messa in liquidazione della "Casinò S.p.a." qualora non vi fosse una disponibilità per ricostituire il capitale ed essendoci delle perdite superiori al capitale sociale stesso; quindi questa norma transitoria consente di riproporre dei conti in pareggio. Non vi è alcuna volontà di nascondere tale operazione, non è un'operazione surrettizia è un'operazione coerente con l'intendimento di mantenere l'operatività di una Casa da gioco che ha dei problemi, delle criticità, ma è ancora una fonte importante di reddito per numerose famiglie e una fonte finanziaria per l'Amministrazione regionale. Nello stesso articolo 22 vi è una rinuncia da parte della "Casinò S.p.a." ad una serie di crediti che anch'essi non sono stati definiti perché sono tutta una serie di interventi che sono stati fatti su strutture regionali, manutenzioni che non sono ancora state né deliberate, né liquidate, quindi, proprio anticipando il contenuto del disciplinare che vi proponiamo, saranno dei lavori che vengono messi nello stato patrimoniale della "Casinò S.p.a." e che verranno ammortizzati per tutta la durata residua della convenzione, che non è stata modificata rispetto alla data originale.

Oggi ci sarà modo di affrontare i vari temi e le varie osservazioni, pertanto chiudo questo primo intervento.

Président - Je déclare ouverte la discussion générale.

La parole au Conseiller Praduroux.

Praduroux (UV) - La discussione odierna sul disciplinare che regola i rapporti fra la "Casinò S.p.a." e la Regione è stata preceduta da un intenso lavoro svolto in IV Commissione con una serie di audizioni che hanno consentito di approfondire il testo che era stato presentato dall'Esecutivo regionale. I Commissari hanno potuto ascoltare fra gli altri il Consiglio di amministrazione della società che gestisce la Casa da gioco di Saint-Vincent, il Collegio sindacale, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, analisti dei giochi, l'ex Presidente della Regione Viérin, l'ex Direttore del Casinò, Trentaz, e in chiusura l'Assessore Marguerettaz per una serie di chiarimenti che hanno consentito la modifica del testo originario e di pervenire a un nuovo testo che ha ottenuto il parere favorevole e che oggi è all'esame dell'Assemblea regionale. In particolare le organizzazioni sindacali hanno reso pubblico un documento in cui si contesta il testo approvato dalla IV Commissione, perché a loro parere si evidenziano elementi di criticità dovuti a presunte rigidità aggiuntive che introdurrebbero vincoli eccessivi, auspicano modifiche che introducono invece maggiore flessibilità. A tal fine rilevo che sulla gestione e regolamentazione il disciplinare non modifica l'attuale situazione. La nuova ripartizione dei proventi assegna al Casinò risorse e autonomia gestionale, per cui non "ingessa" la Casa da gioco. L'accusa che il Casinò sia sovraccaricato per le promozioni che dovranno tener conto dell'impatto delle stesse sull'imprenditoria turistica e commerciale del comprensorio di Châtillon e Saint-Vincent mi pare infondata. L'introduzione poi della conta delle mance per tavolo è stata subordinata al rispetto della normativa sindacale in materia, per cui ritengo che nessuno voglia svincolarsi dalla contrattazione sindacale. Devo ribadire che il testo licenziato in IV Commissione è frutto di un lavoro approfondito e valido, che ha ottenuto un riscontro favorevole e che oggi viene portato in Consiglio per un confronto e una discussione la più ampia possibile, con tutte le possibilità di apportare le modifiche che si rendano utili e necessarie, tenendo presente che l'obiettivo prioritario rimane quello di garantire alla Casa da gioco di Saint-Vincent strumenti, risorse finanziarie e autonomia per una gestione efficace.

L'intervento di modifica del disciplinare deve fare i conti necessariamente con una situazione non favorevole che la Casa da gioco sta attraversando e intende mettere a disposizione strumenti adeguati per affrontare questa situazione. Come già osservato in un recente passato, il settore dei giochi in Italia si confronta con una negativa congiuntura economica, ma anche con l'accresciuta concorrenza e con nuove opportunità di gioco diffuse in questi ultimi anni anche da parte dello Stato. La Casa da gioco di Saint-Vincent, a dispetto della sua posizione periferica rispetto ad altre località, deve sfruttare l'indotto valdostano, i pacchetti di presenze turistiche e le iniziative coordinate capaci di generare favorevoli sinergie che mettano in atto un sistema virtuoso, tale da contribuire in modo determinante alla crescita di presenze e di incassi laddove la Casa da gioco non è vista come unico elemento di traino, ma una delle componenti di spicco dell'offerta turistica e del tempo libero. Un percorso strategico già iniziato con l'acquisizione del "Grand Hôtel Billia" oltre agli immobili e alle aree funzionali al Casinò e che continua ora con la modifica del disciplinare. Si tratta di tappe coerenti e coordinate per favorire la crescita delle presenze e quindi delle entrate dando una prospettiva di sviluppo per un'azienda capace di rispondere in modo efficace alle difficoltà finora incontrate. Fra le esigenze prioritarie prevalgono i nuovi spazi nella Casa da gioco per migliorare le condizioni di gioco con aree adatte ad accogliere i giocatori e le novità che il mercato offre, per incentivare le occasioni di divertimento e di incontro.

Tornando alle modifiche introdotte dal nuovo disciplinare, vanno sottolineati alcuni passaggi innovativi sostanziali, fra questi la quota sugli introiti previsti da parte del Casinò, che passerà al 60%. È questo un atto che, da un lato, offre una base finanziaria più consistente alle azioni e alle scelte future dell'azienda; dall'altro, una "iniezione" di rinnovata fiducia che vuole responsabilizzare ancor più il "CdA" che guida attualmente la Casa da gioco. La maggiore percentuale di introiti riconosciuta al Casinò peraltro avviene a fronte di un incremento di costi posti a carico della "Casinò" per quanto riguarda le manutenzioni straordinarie e quelli relativi all'organizzazione delle manifestazioni e all'acquisto e manutenzione dei beni mobili. L'approvazione del nuovo disciplinare, unito alle recenti acquisizioni di immobili, è un'opportunità e una sfida che consentirà di mettere in atto quegli importanti interventi strutturali e promozionali non più rinviabili, necessari per garantire occasioni di rilancio per l'intero complesso legato al mondo del gioco, del divertimento e del tempo libero, rilanciando l'attrattività di Saint-Vincent non solo presso gli appassionati del gioco, ma anche presso un "target" turistico e congressuale sempre attento alle innovazioni e sensibile alla qualità dei servizi offerti.

Président - La parole au Conseiller Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Sono un po' esterrefatto perché tenere un profilo così basso per un problema così grande... mi riferisco alla relazione, al "pistolotto" fattoci dall'Assessore Marguerettaz, lui è un commercialista, un contabile, ma qui dentro bisogna fare politica, politica un po' alta, si intende negli interessi della Valle d'Aosta non di un Consiglio di amministrazione, non di una categoria, non della propria componente politica o se non addirittura all'interno della componente politica, del proprio gruppo di appartenenza: questo lo trovo molto, molto, molto grave!

Va fatta intanto una premessa politica: è incredibile come, quando ci si occupa della Casa da gioco, scattino delle fibrillazioni incredibili, si vanno a toccare interessi costituiti, si vanno a toccare problemi delicati, si vanno a toccare interessi di gruppo, di movimento o di partito e mai il punto di partenza per discutere della casa da gioco sono gli interessi della nostra Regione! In tutte le altre occasioni, si discute di Poste o si discute di nazionale "Cogne", si discute di provvedimenti legislativi, bene o male il punto di riferimento sono gli interessi della nostra Regione; quando si discute di Casinò, scattano dei meccanismi inverosimili per un'aula che si dica tale, ossia il Consiglio regionale.

Partiamo da un presupposto: tutti... forse solo le opposizioni si sono accorte che è finito un periodo storico, non esiste più il Casinò fine secolo - sto parlando del periodo storico dal punto di vista della casa da gioco -, siamo ancora ancorati ad una visione ottocentesca della Casa da gioco, ma non è così! Si ridiscute sempre dei tempi d'"antan", di quello che eravamo e quello che dovremmo essere e quello che non siamo con una punta di nostalgia per alcuni, e questo è meno grave, per altri gruppi di potere all'interno del Casinò con indifferenza, indipendentemente dalle necessità e dai bisogni di adeguamento e di cambiamento che fa paura. Questa mancata attenzione alle cose che cambiano... e solo esclusivamente ai propri interessi fanno da effetto trascinante a tutta un'altra serie di componenti politico-sindacali non indifferenti; allora diventa difficile discutere della Casa da gioco partendo dai presupposti degli interessi della Regione. Voglio fare un "excursus", voglio iniziare dalla politica. La politica siamo noi, è il Consiglio regionale, è la maggioranza, è il Governo che esprime una direzione, un consiglio di amministrazione sulla Casa da gioco. Bene - prima i miei colleghi del gruppo "Arcobaleno" li sentivo quando ero sopra, ora è un anno e mezzo che siedo in questi banchi... - mai ho sentito un atteggiamento critico o perlomeno di attenzione da parte della maggioranza che ha nominato questo Consiglio di amministrazione nei confronti dell'incapacità, dell'impreparazione, dell'inadeguatezza dello stesso di dirigere la Casa da gioco rispetto alle sfide che la stessa ha davanti, negli interessi della Valle d'Aosta. Evidentemente vi sono state nomine da parte di componenti politiche, si sono scelti gli amici degli amici, non si è scelto in base alle capacità e alle professionalità; questo ha comportato una caduta diretta di capacità di gestione proprio nel momento più delicato, che doveva trasportare la Casa da gioco fuori dalla fine di quel periodo storico a cui facevo cenno prima: la concorrenza dello Stato, le macchinette, altri casinò che sono più bravi di noi, "bla bla bla". Occorreva la nomina di persone con capacità e soprattutto meno deboli sul piano personali, più capaci sul piano professionale, meno legati non tanto alla politica in senso generico, che è una cosa alta, quanto alle componenti di nomina di ciascuno di loro. A caduta questo ha comportato un piano strategico di cui si parla non so da quanto, collega Tibaldi, da quanto parliamo di piano strategico? Mesi e mesi e mesi! Dico una decisione presa, attuata, per migliorare le cose, estrapolata dal piano strategico non c'è stata! Continuano a girare documenti, indicazioni, robe di tutto e di più e non c'è stata alcuna presa decisionale su niente; quindi un Consiglio di amministrazione che manca di autorevolezza. Uno dice: "va bene, non ho mai visto una casa da gioco, è un problema complicato, devo dirigere un'azienda, sono presente nell'azienda", invece no, questi non vanno d'accordo fra di loro perché vi sono 2 strategie all'interno: il Presidente decide all'insaputa del Consiglio di amministrazione ed è emerso in più audizioni della IV Commissione consiliare, delega la gestione del Casinò ad una persona del Casinò che il più delle volte prende ordini da persone esterne al Consiglio di amministrazione e della Casa da gioco e voi capite che, quando c'è mancanza di autorevolezza, quando chi si nomina e si delega poi fa riferimento ad altri tipi di autorità o di amicizie e non al Consiglio di amministrazione, che non ha autorevolezza per decidere, le cose si complicano ulteriormente; quindi una gestione assente, una gestione sollecitata da interventi esterni. Tutto questo poi si complica per il fatto che abbiamo costituito un'altra società: la "STV" -"Società servizi turistici" -, che gestisce la somministrazione di cibi e bevande all'interno del Casinò, che è stata ricapitalizzata, e le abbiamo dato 25 milioni di euro per ristrutturare il complesso del "Billia". Orbene, il problema è che questa società sarà la nuova gestrice del Casinò, lo si può dire, allora tutto diventa più chiaro, ci si dice, quando tale società sarà pronta, faremo decadere questi Amministratori che abbiamo attualmente; tutti sanno tutto, nessuno dice niente e le cose si complicano ulteriormente. Entriamo nel merito, quindi litigiosità, mancanza di strategie, mancanza di autorevolezza.

Ha fatto bene il collega Sandri - che adesso non c'è -: ha chiesto quali sono le esternalizzazioni dei servizi... ma vorrei che il Consiglio stesse a sentire, altrimenti... il Consigliere Sandri ha chiesto il numero delle aziende e delle attività esternalizzate dalla "Casinò S.p.a." e date da gestire per conto terzi: sono più di 30 aziende che intervengono dall'esterno sui problemi e sulla gestione tecnologica, informatica, normale della Casa da gioco. Dice: "va bene, è sempre lavoro che si crea". Vi è un piccolo problema: che tutte le volte che ci si viene a raccontare che occorre ripianare - sarebbe il terzo anno - il bilancio in negativo della "Casinò S.p.a.", ci si viene a dire che vengono meno giocatori, abbiamo dei costi fissi dati dal personale, costi fissi dati dai dipendenti che sono circa 800, che sono circa 300 in esubero, ma la domanda viene a questo punto spontanea: per quale motivo dobbiamo esternalizzare tutta una serie di servizi quando abbiamo 300 persone all'interno della Casa da gioco che tutti noi consideriamo esuberi! Le domande allora si moltiplicano: evidentemente, oltre a quello che succede all'interno della Casa da gioco, le clientele, i gruppi di potere, le corporazioni... evidentemente vi è tutta una costellazione di aziende esterne da "foraggiare" a scapito del bilancio della Casa da gioco, che tanto la Regione continua a ripianare. La cosa si complica ulteriormente, perché ogni anno nel bilancio abbiamo 20 milioni di euro per la formazione professionale. Ieri abbiamo parlato della "Cogne", che si è fatta finanziare per 1 milione di euro la formazione professionale, si è formata saldatori, carpentieri, tornitori, si è formata di tutto, di più! Ora mi sembra e risulta che la "Casinò S.p.a." non attinge a tali fondi per 300 lavoratori in esubero, ma questo vi sembra un consiglio di amministrazione che ha le capacità di gestire un'azienda? Mi sembrano dei "quaquaraqua" - come diceva il buon Leonardo Sciascia -, nel senso che sono stati messi lì, si prendono degli stipendi non indifferenti, qualsiasi cosa succede è del tutto indifferente; quindi un'incapacità di gestire. Veniamo alla ricaduta ulteriore di questa incapacità sui rapporti e le gestioni sindacali. Abbiamo 4 contratti di lavoro all'interno della Casa da gioco, in un anno 7 accordi sindacali, e non è finita perché l'ultimo accordo sindacale che è stato siglato - e noi abbiamo "tuonato" contro - per aumentare gli stipendi agli impiegati tecnici dei giochi francesi ha scatenato una ripercussione sulle altre categorie, tant'è che non è stato fatto un accenno, ma sono in agitazione fra virgolette gli impiegati tecnici dei giochi americani, e perché dargli torto? Guadagnano già meno degli altri, dicono: "ma noi siamo i più fessi?". Se ci sono soldi da dare agli impiegati tecnici dei giochi francesi, chi siamo noi? Probabilmente quindi sotto Natale o ci troviamo con un altro accordo sindacale, e sono 8, o ci troveremo con una parte del Casinò bloccata con ulteriori perdite per le casse del Casinò e soprattutto della Regione.

Veniamo al disciplinare. Ricordo ai colleghi che alcuni mesi fa girava un disciplinare senza maternità e paternità, credo che con quella bozza di disciplinare si volesse sondare il Consiglio regionale per capire se non solo le quote di riparto passano dal 48 al 60% come previsto dal disciplinare che forse approveremo... ma addirittura annullava le quote, ossia tutte le entrate erano a carico della "Casinò S.p.a.", le gestiva come meglio riteneva, poi, se c'erano degli avanzi, questi sarebbero andati all'Amministrazione regionale. Vista la reazione più che giusta da parte di alcuni Consiglieri soprattutto di opposizione, questa bozza di disciplinare è rimasta senza paternità e maternità ed è stata accantonata. Ci è stata presentata in Commissione un'altra bozza, meno scandalosa, ma altrettanto pericolosa: mi riferisco all'audizione dell'ex Presidente della Regione Dino Viérin. Non ho l'abitudine di mettere in bocca ad altri quello che non voglio dire, ma voglio dire che tutti gli interventi che abbiamo fatto noi, sullo stare attenti a definire un nuovo disciplinare che crea precedenti per altre gestioni, un punto di non ritorno, ebbene tutte queste cose dette dall'opposizione con meno autorevolezza di Dino Viérin in quanto ex Presidente della Regione e in quanto promotore del disciplinare vigente, sono state riprese, sembrava che ci fossimo incontrati 5 minuti prima - non ci siamo neanche visti -, sono state riprese punto per punto, Viérin ha detto una cosa a cui il Consiglio deve prestare la massima attenzione. Quello che in questi giorni andiamo a fare con la modifica delle quote, con i passaggi di proprietà crea un precedente quasi di non ritorno per qualsiasi altro gestore della Casa da gioco, perché su un punto siamo chiari: la Casa da gioco non può essere gestita dall'attuale Consiglio di amministrazione. Si aspetteranno le elezioni, si aspetterà che arrivi il fattore "K" o "R", a noi non interessa, ma anche alla maggioranza penso sia chiaro non si può continuare con l'attuale Consiglio di amministrazione. Non era meglio allora far saltare questo Consiglio di amministrazione, nominarne un altro e ripianare ulteriormente i debiti accumulati, piuttosto che modificare il riparto? Perché la modifica delle quote del riparto significa che chiunque arriva il punto di partenza sarà quello e noi come Regione non avremo un punto di ritorno. Come faremo a giustificare e dire: "va bene, siamo stati di manica larga con gli altri, ci siamo sbagliati, adesso vi diamo il 50, 35 o 38", è praticamente impossibile! Questa cosa delle nuove quote, sollevo il problema nuovamente all'attenzione del Consiglio, tale riparto è ancora più grave perché avviene nel momento in cui si stanno facendo tanti investimenti nella casa da gioco, nel "complesso Billia" e sono stati fatti tanti investimenti nel Paese di Saint-Vincent, ma per quale motivo facciamo tutti questi investimenti se diamo per scontato che la Casa da gioco non può risollevarsi e la quota di riparto deve passare dal 48 al 60%? Qualcuno me lo può spiegare? O è allora incapacità del Consiglio di amministrazione e dobbiamo mandarli a casa, oppure si creano i presupposti per qualcun altro. Ci rendiamo conto che "tuonare" contro il Consiglio di amministrazione non fa altro che "far fregare le mani" a qualcun altro che dice: "lasciate pure che "tuonino", poi arriveranno i salvatori della patria e a quel punto il Consiglio regionale, purché se ne faccia carico, si privatizzi o si dia a qualche altra società... qualsiasi cosa pur di uscire da questo tunnel!". Non è così che il Consiglio regionale deve fare le politiche sulla Casa da gioco nell'interesse dei Valdostani! Occorre cambiare il Consiglio di amministrazione, introdurne uno con maggiore autorevolezza, che sia capace di dirigere e gestire, capace di "tagliare le unghie" alle corporazioni che dettano legge all'interno del Casinò da 50 anni a questa parte! Essere capaci da parte della politica anzitutto, certo che se vi sono le elezioni, devo tenermi buono quel dirigente perché mi porta i voti, devo tenermi da conto quel gruppo di potere perché sono influenti, hanno soldi, fanno tendenza, fanno "trend"... allora va bene tutto.

Un'altra cosa devo dire: quando abbiamo parlato degli esuberi nella Casa da gioco, sono state mandate, con degli accordi, a casa in prepensionamento delle persone; sarebbe interessante che il Consigliere Sandri, o noi, o anche "Forza Italia" chiedesse quanti sono stati gli esuberi con accordi mandati a casa con pacchi di quattrini e poi riassunti come consulenti. Sarebbe veramente interessante e allora capiremmo molto perché ogni anno per 3 anni dobbiamo ripianare i deficit della casa da gioco. Per quale motivo, se non facciamo formazione professionale, dobbiamo riassumere come consulenti, persone che abbiamo liquidato con pacchi di buone uscite per lasciarli a casa a risparmiare e poi li facciamo "rientrare dalla finestra" magari con gettoni di consulenza ben superiori dello stipendio che prendevano precedentemente?

Anche qui sarebbe da fare una bella indagine, ma veniamo al nostro disciplinare e veniamo ai controlli regionali. Mi spiace per il mio amico Ferina, ma la IV Commissione ha fatto un'audizione con il Responsabile dei controlli Valle, che forse è una delle cose più penose alle quali ho assistito nella mia vita. Se in capo ai controlli regionali abbiamo messo una persona e sono arrivati a tutti i membri della IV Commissione i verbali delle audizioni, andateveli a vedere, a fronte delle domande dei Commissari Consiglieri regionali relativamente al ruolo dei Commissari rispetto al nuovo disciplinare, alla prima proposta che i gettoni, la banca dati finiva in mano al Casinò... ai contenziosi aperti e sanati con pacchi di quattrini ultimamente che squalificano ulteriormente, perché l'accordo che è stato fatto l'altro giorno rispetto all'impiegato tecnico... è stato non riammesso, ma gli è stata pagata una sanatoria di 70mila euro, questi 70mila euro sono uno "schiaffo" in faccia al controllo regionale che era intervenuto quando lui ha ritenuto che vi fossero state delle inesattezze nella conduzione dei giochi. Continuiamo "a prendere a schiaffi" tutti, continuiamo a nominare persone perché fanno capo ad una corrente politica e non per le capacità, e parlo del Dott. Ferina, un'incapacità o una mancanza di autorevolezza o una non volontà di intervenire sulle regolarità della casa da gioco, perché la regolarità non è vero che "ingessa" il gioco; per alcuni che vogliono delinquere sì, per alcuni che vogliono riciclare soldi sì, per alcuni che...

Presidente - ... la invito, collega Bortot, ossia lei sa quello che sta dicendo...

Bortot (Arc-VA) - ... sì, ho 64 anni, sono capace di prendermi delle responsabilità...

Presidente - ... mi permetto solo di chiederglielo...

Bortot (Arc-VA) - ... comunque la ringrazio per avermelo chiesto... allora una relativa mancanza e autorevolezza e capacità di condurre i controlli regionali significa tutto quello che ho detto e su questo, Presidente del Consiglio, è intervenuta la Magistratura, dico quello che "sanno anche i sassi"! Non è vero che l'"ingessatura" comporta una perdita per la Casa da gioco, esattamente il rovescio, perché una trasparenza nelle regole del gioco fa sì che la persona onesta, che ha l'hobby di giocare i suoi soldi, piuttosto che andare a sciare, ci viene maggiormente e con più voglia perché sa che non può essere mescolato a tutto un "ambaradan" di episodi poco legali che sono successi in questi anni nella Casa da gioco: ecco allora la mancata autorevolezza del Direttore dei controlli regionali sulla Casa da gioco, che tiene un profilo basso... "va tutto bene Madama la Marchesa, lì dentro non succede niente, andiamo avanti così, non c'è nessun tipo di intervento da fare". Ripeto per l'ennesima volta: prendetevi 5 minuti e andare a sentire le dichiarazioni del Dott. Ferina sul ruolo dei controlli regionali nella Casa da gioco. In tutto questo poi vi è anche un'influenza poco piacevole e riguarda un appunto alle organizzazioni sindacali, che si rendono complici di tale "ambaradan". Le organizzazioni sindacali ci sollevano il problema che irrigidiamo troppo la capacità gestionale della Casa da gioco, ma io dico: se con questa bozza di disciplinare, che forse approveremo, andiamo a creare delle rigidità, vuol dire che fino adesso le rigidità non le aveva; quindi, se non aveva le rigidità che abbiamo introdotto noi e vogliamo introdurre, come mai non hanno migliorato la situazione, non c'è una gestione migliore? Questa idea poi di... i politici sono responsabili di tutto, anche qui è pesantina come critica. Il fatto che vincoliamo la Casa da gioco ad operare ed intervenire per distribuire dello sviluppo nel comprensorio, ma la Casa da gioco la vogliamo tutti per quel motivo lì, ossia non è un'azienda privata come la "Cogne" o altre aziende che badano ai loro interessi, per noi la Casa da gioco è una struttura di proprietà della Regione, gestita con i criteri dove i benefici possibilmente servono a creare un sacco di lavoro, servono per creare sviluppo nel territorio del comprensorio e servono all'Amministrazione regionale ad introitare del denaro da poter distribuire alla collettività. Quale altro scopo dovrebbe avere la Casa da gioco se non questo? Altrimenti possiamo anche farne a meno con tutte le complicazioni che in questi 50 anni la Casa da gioco ci ha creato, inquinando la politica, i rapporti personali, creando corporazioni. Anche qui una volta c'erano le confederazioni sindacali che avevano autorevolezza ed intervenivano sui sindacati di categoria per mettere un piccolo "stop": parlo degli Stévenin, dei Poliotti, qui c'è Fiou, forse per un verso un po' meno anche Beneforti, ma le confederazioni intervenivano quando le categorie nel Casinò "alzavano troppo il tiro", dicevano: "scusate, abbiamo anche problemi di perequazioni con gli altri lavoratori, ossia i dipendenti di qui, piuttosto che i dipendenti della Cogne". Noi invece succede che abbiamo in questo caso dei dirigenti sindacali che sono "a rimorchio" di corporazioni, dove quello che preme di più è il contesto del singolo gruppo o la singola corporazione nella Casa da gioco, l'importante è che si ottengano i risultati economici per queste corporazioni e non importa poi se viene meno una visione strategica delle conseguenze che tale tipo di accordi comportano. Evidentemente tutte le volte... qui si torna al discorso che forse il Consiglio regionale e il sindacato devono dire che è finito un periodo storico soprattutto per tali categorie deve dire esplicitamente che è finita un'epoca, occorre passare ad un contratto unico per tutti i dipendenti, quando si fa una vertenza sindacale la si fa per tutti i dipendenti e non per questo o quel gruppo di potere.

Ultima cosa, la "chicca della chicca": noi Amministrazione regionale per ridare liquidità, perché non basta il 48-60% alla "Casinò S.p.a.", andremo ad acquistare anche cose che sono già nostre. Vi sono dei beni che sono a capo della "Casinò S.p.a." di proprietà della Regione e noi per rifinanziare la "Casinò S.p.a." andremo ad acquistare le proprietà che sono già nostre. Veramente è il segno del segno dell'incapacità di questo Consiglio di amministrazione, ma soprattutto del fallimento di tale maggioranza, di tale Governo che lo ha nominato. Badate, ve lo diciamo chiaro: non è con la ripartizione delle nuove quote che se ne verrà fuori, le nuove quote faranno sì che per 1 anno o 2 in questo Consiglio di amministrazione si parli molto poco della "Casinò S.p.a." con un aggravante, perché della "Casinò S.p.a." qui dentro se ne parla quando ogni anno dobbiamo andare a ripianare il deficit che crea; con la modifica delle quote "avranno respiro" per un paio di anni di non presentarsi e dovremo stare molto attenti a come gestiscono o non gestiscono le decisioni che prendono all'interno di quella attività produttiva.

Si dà atto che dalle ore 10,10 presiede il Vicepresidente Lanièce.

Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Affrontare questo argomento importante e delicato presuppone il porsi un paio di quesiti e così abbiamo fatto in Commissione, così facciamo oggi, visto che lo esaminiamo in Consiglio, e i quesiti sono i seguenti, Assessore Marguerettaz e colleghi Consiglieri: perché viene modificato il disciplinare secondo tale schema e in questo momento; se il disciplinare così modificato contiene i presupposti per l'auspicato rilancio. Sono 2 domande semplici nella loro formulazione, ma le cui risposte e i cui contenuti di queste risposte ci dicono se stiamo intraprendendo la strada giusta oppure no, oppure se siamo avviati lungo una via di non ritorno.

Prima domanda: perché modificare il disciplinare secondo tale schema e in questo momento. Credo che tutti noi, soprattutto i membri della IV Commissione, scorrendo i 22 articoli di tale atto amministrativo, si sono resi conto che vi sono alcune modifiche sostanziali rispetto al passato: la prima è quella che diminuirà sensibilmente la quota degli incassi regionali; la Regione è la prima che rinuncia ad una sostanziosa parte dei proventi di sua spettanza perché la quota passa dal 52% al 40%, 12 punti percentuali in meno. Non ci sembra una riduzione di poco conto, anzi è una riduzione alquanto sostanziosa e sta a indicare come la Regione intenda continuare a mutuare il soccorso nei confronti di un'azienda che da tempo non sta dando più i risultati che sono stati più volte annunciati o da noi sono stati da tempo attesi. Il secondo passaggio è quello che, sempre leggendo fra le "pieghe" di questo disciplinare, il "marketing" che è stato rimane e continuerà ad essere la "pietra angolare" per rilanciare la Casa da gioco, viene oggi demandato completamente nelle mani del "management", ma è un termine eccessivo, viene demandato all'azienda "Casinò": questo è un aspetto che, stante così le cose, ci preoccupa non poco. Il terzo: le manutenzioni straordinarie anche queste vengono tutte devolute a chi non è proprietario dell'immobile, diamo un incarico di mantenere uno stato di decoro, di funzionalità, di efficienza delle strutture a chi direttamente non è proprietario e anche direttamente finora ha manifestato una certa indifferenza nei confronti della situazione della Casa da gioco da un punto di vista strutturale. Il quarto aspetto più contingente - e sto andando avanti per titoli e sommari, anche perché abbiamo presentati 22 emendamenti che uniti a quelli degli altri gruppi di opposizione ci permetteranno di entrare in profondità nei contenuti di questo documento - è che senza tale disciplinare il Casinò sarebbe costretto a chiudere i battenti, andare all'ennesima ricapitalizzazione totale di un suo capitale sociale che è stato eroso più volte nel corso di questo quadriennio e magari anche portare i libri in tribunale. Forse l'ipotesi è un po' fantasiosa perché c'è la Regione alle spalle che interviene, ma è una s.p.a. che ha natura giuridica privatistica e gli Amministratori, a fronte di questa situazione, per buon gusto, decoro, dignità professionale, farebbero bene e prima a venire qui di fronte alla Giunta e al Consiglio, gli azionisti della Casa da gioco, coloro che rappresentano l'azionista Regione, e dire: "non siamo stati capaci..." - non dico: "siamo degli incapaci" - "... a risollevare le risollevare le sorti di un'azienda che ci avete consegnato tempo fa, di conseguenza rimettiamo il nostro mandato". Perché così fanno gli amministratori diligenti, quelli che con la diligenza del buon padre di famiglia come vuole il Codice civile si accingono ad intraprendere un'attività. Questo non è accaduto, anzi in Commissione ci siamo trovati di fronte a degli Amministratori - chi con più supponenza chi meno - che continuavano a decantare il loro operato, a magnificare i progetti che hanno in testa che ogni volta ci ripetono all'inverosimile ma, al di là di queste 1.000, 10.000 parole che continuiamo a sentire, non c'è "nulla di nuovo sotto il sole"!

Perché viene modificato il disciplinare? Perché serve immediatamente un paracadute, altrimenti il 27 dicembre prossimo, data dell'Assemblea della "Casinò S.p.a.", il superstite che si è lanciato dall'aeroplano casca e si spiaccica al suolo. Naturalmente siamo qui "in zona Cesarini", in particolare voi colleghi di maggioranza per dare l'ennesimo sostegno non solo alla Casa da gioco, ad un'azienda che in questi anni non ha dato nessuno spunto, neppure uno strattone per dire: "mi sto muovendo, esisto, faccio qualcosa"; no, state dando l'ennesimo supporto politico ad una maggioranza che, come diceva chi mi ha preceduto, o è rimasta inerme, o la Giunta ha avallato questa politica dissennata del saccheggio che ormai esiste da tempo, un saccheggio che si manifesta nelle diverse maniere. Con il "marketing" abbiamo visto che, nonostante i 20 milioni di euro stanziati annualmente, i risultati anche per il 60° Anniversario del Casinò di Saint-Vincent sono stati assolutamente sottotono, l'ingaggio di Maurizio Costanzo... ossia l'unico evento significativo è stato l'arrivo della Seredova per la sua bellezza in quel di Saint-Vincent, che abbiamo visto ripresa da diverse angolazioni dai vari "media", ma non è rimasta traccia di questo passaggio autorevole e piacevole soprattutto; per il resto un sessantennale... al di là di quattro fuochi di artificio che si è concluso con i botti che si sono consumati quella sera.

Un altro aspetto di questa politica dissennata degli Amministratori della Casa da gioco, avallati da coloro che rappresentano in seno all'Assemblea Caveri e Marguerettaz queste scelte... è che, sì, si è compresso il numero dei dipendenti della "Casinò S.p.a.", che oggi viene lodato sono solamente più 780, ma ve ne sono 300 disseminati nelle società esternalizzate! Siete capaci a fare la somma che questi 300 li paghiamo in termini di servizi nel bilancio! Lo vedete quanto costa la voce servizi, oltre alla voce occupati, in bilancio, ve ne siete accorti che non sono i 780 diminuiti o, meglio, questa occupazione "dimagrita" che dovrebbe alleggerire la spesa, ma ve ne sono altri 300 e l'elenco che ci è stato consegnato in Commissione evidenzia degli ingaggi che fanno rabbrividire! Abbiamo addirittura delle ditte che sono state chiamate per la derattizzazione, per la legionella, per le buste paga: 400 amministrativi ci sono nella "Casinò S.p.a." e viene esternalizzato il servizio delle buste paga! Ma vi rendete conto di quello che state avallando! Quattrocento persone fra dirigenti, funzionari, ragionieri, dipendenti, contabili vanno ad esternalizzare la contabilità delle buste paga, ma "urla vendetta" una cosa del genere! In una vostra società privata voi permettereste questo scempio? Ma guardateli i documenti che vi consegnano, guardate com'è l'organigramma dei dirigenti, quanto vengono pagati e quanto rendono, guardatelo, rendetevi conto che solo sabato 15 dicembre scorso al "privé" c'erano 2 tavoli aperti e hanno fatto girare quattro "boules", zero incasso in termini di mance e 2.000 euro di giocato, mi è stato detto: "questa è la situazione del Casinò alla vigilia di Natale del 2007"! Questa è la situazione attuale, si procede in quale maniera? Si procede con il soccorso, arriva di nuovo l'"ambulanza" del Consiglio regionale che dovrà dire "sì", altrimenti crolla il Casinò e crolla questa Giunta con la maggioranza, siamo a fine legislatura, non potete permetterlo il fallimento della politica di Caveri e di Marguerettaz, perché sono loro i primi responsabili di questo dissesto! Perché la "Casinò S.p.a." è stata improntata secondo un nuovo corso con l'arrivo del super Assessore Marguerettaz dall'8 luglio 2003 e i risultati sono questa "emorragia", questo "bagno di sangue" di fronte al quale nemmeno l'Assessore Fosson riuscirebbe a salvarlo con il "118" di cui disponiamo in valle! Questo è il quadro, senz'altro non idilliaco, anzi tragico.

In Commissione abbiamo potuto affrontare in 3 sedute consecutive, nonostante la fretta impressa dal Presidente Praduroux, perché il disciplinare meritava tale approfondimento, sentire il "CdA", i sindacati, il Collegio sindacale, gli esperti del passato che hanno lasciato anche loro le loro tracce indelebili - purtroppo! - del loro operato, alcuni esperti che si sono proposti, ognuno con le loro versioni. Naturalmente ognuno... anche i sindacati li capisco "tirano acqua al loro mulino", difendono le ragioni occupazionali e la qualità del lavoro all'interno, è giusto che critichino l'operato della IV Commissione se non risponde ai loro obiettivi, ma non sempre gli obiettivi dei sindacati coincidono con gli obiettivi di un rilancio aziendale effettivo e concreto, però siamo in democrazia e il confronto è quanto mai aperto. Senz'altro possiamo dire che i lavori sono stati organizzati in maniera confusa e questo lo abbiamo chiaramente manifestato durante i lavori in Commissione. Dieci anni fa - giro pagina - in tale Consiglio si profilava l'ipotesi di consegnare il Casinò ad un privato, vado a memoria - che in questo caso non mi tradisce - e per convenzionare l'attività con il privato venne predisposta una bozza, che, se la paragonate con l'attuale, vi rendete conto che sono il bianco e il nero, con differenze macroscopiche. Vi dico solo tale dato qui, secondo me emblematico. Al privato l'allora Presidente Viérin e la sua Giunta proposero una ripartizione dei proventi dell'80% alla Regione, del 20% alla Casa da gioco; oggi siamo con la "Giunta Caveri" al 60% alla Casa da gioco e al 40% alla Regione. C'eravate molti di voi in quel caso, allora il soggetto gestore che sia pubblico o privato deve essere messo nelle medesime condizioni, non capiamo perché ci deve essere questo sostegno incondizionato a fronte di una gestione che è vergognosa, che meriterebbe che qualcuno venisse "preso a calci" e mandato subito a casa, che non ha diritto di chiamarsi "manager" della Casa da gioco! Come mai allora andavano bene quelle ripartizioni e gente di voi le hanno votate e oggi vi vanno bene queste? Se vale questo discorso, significa che volete mettere per sempre una pietra tombale sulla privatizzazione della gestione della Casa da gioco. Anche oggi decretate un'altra scelta, a meno che siate disponibili, qualora venga cambiato orientamento, a riconoscere a qualunque privato possa succedere il 60% dei proventi. Queste cose, Assessore Marguerettaz, meriteranno una sua risposta, perché lei non ha vissuto quel momento, ma ne è a conoscenza perché già allora militava negli alti ranghi dell'"UV" e ne è diventato poi anche Presidente, quindi non poteva essere all'oscuro delle scelte politiche chiare, nette, precise fatte da voi, perché siete voi che avete l'onore e l'onere di tale maggioranza, quindi delle scelte politiche che vengono fatte in questa Regione.

Il disciplinare così impostato comporterà 2 conseguenze: la prima è che questa volontà del soccorso incondizionato andrà ulteriormente a peggiorare, perché siamo passati in pochi anni dal 42% al 48% nel 2003 con Louvin, al 60% oggi con Caveri e, poiché ormai è un "pozzo a perdere", quanto prima vedrete... chiunque ci sarà si troverà nella condizione di intervenire di nuovo secondo tale logica sovvenzionale nei confronti della Casa da gioco, perché ormai è stata imboccata questa via di non ritorno a nostro avviso. La seconda è che, per favore, non chiamate più gli Amministratori di questa società "manager" o professionisti del gioco come volete, perché chiunque si accinge a governare tale Casa da gioco può essere preso dalla strada e messo lì, tanto qualcuno provvede a ripianare a piè di lista. Potete nominare chi volete, non dovete più preoccuparvi di individuare delle professionalità eccelse, non c'è bisogno, non è difficile gestire la Casa da gioco, si può essere addirittura assenti, essere residenti a Milano o a Roma e venire su saltuariamente, percepire l'emolumento oppure - come hanno fatto lo scorso dicembre - aumentarselo a loro discrezione, darsi i premio con l'avallo del Presidente Caveri e dell'Assessore Marguerettaz, che rappresentavano l'azionista, tanto funziona tutto, cosa cambia? Non cambia nulla! Ci si può permettere anche di bisticciare nel Consiglio di amministrazione, di non avere una versione unitaria nonostante i Consiglieri di amministrazione siano tutti scelti dalla maggioranza, secondo una logica lottizzatoria, ma ci si può permettere di bisticciare come facciamo noi in Consiglio! Ma noi abbiamo una legittimazione popolare e un ruolo politico, lì hanno una logica aziendale, non hanno la possibilità di dire: "io la penso diversamente, faccio il mio comunicato stampa ed evidenzio il mio dissenso". Ma questi qui dovrebbero essere all'unisono, come si fa a rilanciare una Casa da gioco quando 5 persone non hanno le stesse idee e noi in IV Commissione lo abbiamo sentito con le nostre orecchie e constatato con la nostra testa che quello che dice il Presidente non è condiviso dal Consigliere Conca o dal Consigliere Stesuri! Ma chi li ha scelti questi personaggi? Non certo noi dell'opposizione, non sono certo persone che rappresentano noi dell'opposizione, rappresentano voi, rappresentano la volontà politica di questa maggioranza, dovrebbero rappresentare l'identità di pensiero della maggioranza, ma in 4 anni non c'è stato questo, anche i predecessori sono andati avanti così, hanno sopito forse i loro dissensi all'interno delle quattro mura, adesso sono all'ordine del giorno e su tutti i giornali li leggiamo. Credo che queste siano le 2 conseguenze... che la managerialità l'avete "gettata nel cestino", la volete "gettare nel cestino". Non diteci poi che il rilancio adesso sarà permesso grazie al 60% e quindi alle risorse necessarie che date alla Casa da gioco o alla maggiore professionalità che verrà ricercata nelle persone che sono proiettate alla conduzione di questa azienda, perché non ci crediamo! Ci credevamo già poco prima, da oggi non ci crediamo più a tali storie che continuate a raccontarci. Se volete, colleghi di maggioranza, credeteci voi, siete liberi di farlo, credeteci, avallate, votate, ma non potete chiederci di venire in soccorso di scelte politiche che sono al di fuori di ogni logica aziendalistica e questa Casa da gioco è un'azienda, un'azienda che, complice la vostra politica, ha perso terreno, giorno dopo giorno e oggi è il "fanalino di coda" dell'Italia. Se andiamo a vedere gli altri disciplinari, dai quali abbiamo tratto spunto anche per fare i nostri emendamenti, sono più rigorosi e selettivi nel rapporto fra ente pubblico e gestore. Qui ormai siamo "a briglie sciolte", volete sciogliere anche l'ultima briglia, volete lasciare la massima disponibilità di gestione a un bene che è dei Valdostani, che non è né del Presidente Caveri, né dell'Assessore Marguerettaz, né della maggioranza, né del Consiglio regionale. È un bene che una volta costituiva una risorsa importante nel bilancio e da oggi - nel 2008 lo potranno constatare i successori - darà una redditività sempre più marginale.

Con gli emendamenti che presenteremo, fermo restando che ci verrà detto che il "marketing" da oggi sarà tutto a carico del gestore, va bene... ossia noi affidiamo a quelli che vengono chiamati impropriamente "manager" la gestione della leva sulla quale si può agire per "ridare ossigeno" ad un'azienda; gli consegniamo "la stanza dei bottoni", quello che hanno a disposizione per poter dire: "accelero la ripresa" oppure "tiro il freno". Ma voi pensate che in queste condizioni chiunque sia lì a gestire sia in grado di utilizzare quei 20 milioni di risorse per fare promozione e "marketing"? Ma dovranno sanare l'aumento del costo del lavoro, le esternalizzazioni che in campagna elettorale salgono a livello esponenziale, guardatevi l'elenco delle esternalizzazioni: è spaventoso e questo andrà a scapito di una politica di rilancio vera e propria, perché, se non investo in una direzione di promozione, pubblicità, recupero e fidelizzazione della clientela che già possedevo o che ho perso, cosa ci sto a fare? Dicevo, 22 emendamenti... farei notare che saremo anche noiosi, ma l'aula si spopola, il numero legale ancora una volta lo garantisce la minoranza, non posso chiedere la verifica del numero legale perché sto intervenendo, ma vi sono i Consiglieri di minoranza che garantiscono il numero legale. Forse per alcuni Consiglieri di maggioranza è un argomento noioso, devono sopportare gli interventi logorroici dell'opposizione, ma sarebbe opportuno ogni tanto pigiare il campanellino...

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... Assessore, non l'ho neanche nominata. Dicevo che i 22 emendamenti che abbiamo presentato cercano di apportare alcuni correttivi, non abbiamo la pretesa di modificarlo in maniera sostanziale perché dovrebbe essere riformulato completamente. Uno però lo riteniamo fondamentale per una revisione del nostro pensiero di voto: riportiamo almeno la percentuale a dei livelli ragionevoli, un rapporto 50-50 fra Casinò e Regione con gli oneri a carico del gestore del Casinò della politica di "marketing" e di promozione. Questa per noi è una "conditio sine qui non", gli altri emendamenti sono di raffinazione del testo, altrimenti il nostro voto in aula sarà scontato. Mi riservo altri interventi in sede di illustrazione degli emendamenti, forse qualche collega a suffragio di quanto detto interverrà nel prosieguo del dibattito.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Intanto credo che l'Assessore regionale alle finanze dovrebbe presentarsi in aula più documentato, gli darò poi copia di questa piccola cartellina che ho fatto sul disciplinare 1999-2003, una parte di storia che lei non vuole conoscere, non conosce, non vuole testimoniare all'aula, sembra che il disciplinare sia nato - a detta del nostro Assessore - nel 2003. Il disciplinare del 1999 ha avuto un particolare dibattito, sono state fatte audizioni, c'è tutta una documentazione interessante che fra un attimo le leggerò per farle capire come si fa a fare l'Assessore, perché lì in tempi non sospetti il membro della Giunta che si occupava di queste cose parlava in termini politici e non da tecnico. Qui faccio un breve "excursus", una delle poche cose che mi ha insegnato il collega Ferraris in attività politica è stata quella di mai mettere un medico alla sanità, ma neanche un esperto agronomo all'agricoltura, ma soprattutto mai mettere un commercialista alle finanze e lei ha fatto esattamente questo errore stamani, nel senso che ha fatto un'illustrazione... e neanche un sindacalista alle politiche del lavoro... lei stamani ha fatto un'analisi tecnica come se fosse caduto dal pero e ha detto: "ma Signori, siamo qui, abbiamo presentato questo...", se avesse mandato il suo Coordinatore, che oltretutto è più carino e simpatico di lei, oltre che forse più efficiente, ci avrebbe fatto la sua bella "tirata" di presentazione di questo documento, ma la politica lei non ha neanche che cos'è! I casi allora sono 2: o non ce l'ha in testa, o non ce la vuol dire... la seconda ovviamente che ho detto... e tale intervento sarà finalizzato a far capire quali sono le cose che non ci ha detto il collega Marguerettaz. Per capire cosa avrebbe dovuto dirci, mi permetto di prendere in mano il dibattito dell'11 luglio 2002, "procès-verbal de la réunion n° 99 du 11 juillet 2002", uno dei vari passaggi in cui il disciplinare è stato modificato. Il Presidente della Regione Dino Viérin, perché all'epoca si occupava il Presidente della Regione di tali questioni, viene in aula e dice: "Voglio evidenziare 3 questioni che ritengo significative: la prima è che il 2001 è stato l'anno con gli introiti migliori nella storia della Casa da gioco di Saint-Vincent. Nella relazione allegata al bilancio avete l'indicazione degli introiti totali dal 1986 al 2001 e in questo ultimo anno sono stati incassati circa lire 293.372.000.000 e rotti...". Cosa vuol dire? Che ha presentato i dati, senza nasconderli. Ci avesse dato un dato l'Assessore alle finanze! "È andata bene", "è andata male", "a settembre eravamo in attivo", "eravamo in passivo", quanti soldi ha incassato la Regione... niente! Non un dato! Perché i dati lo avrebbero fatto arrossire di vergogna! Qui il Presidente della Regione distribuisce i dati degli ultimi 15 anni, in modo che i Consiglieri possano capire, possa decidere e possano valutare. Continua: "... il secondo dato riguarda la crescita della quota degli introiti spettanti alla Regione, anche qui passiamo dai 149 miliardi e rotti del 2000 ai 162.300.000 e rotti del 2001 con un incremento significativo di 12 miliardi, che poi, se si vanno a contare le mance, diventano di 14 miliardi...". Ci ha detto l'Assessore Marguerettaz di quanto è aumentata in tutti questi anni di gestione la quota della Regione? Non ci ha detto niente, perché? Perché - vergogna, vergogna, vergogna! - la quota della Regione è scesa sempre di più. Se si vanno a vedere le ripianate di deficit che sono state fatte, rispetto al 2001, perché non sto parlando di 50 anni fa: 2002, qui si sta parlando di 5 anni fa, gli introiti netti per la Regione sono più che dimezzati. Il coraggio della politica allora è quello di affrontare la realtà per quello che è e noi ci aspettavamo questo e non ce lo abbiamo avuto, allora glielo diciamo noi: non solo gli introiti per la Regione sono drammaticamente diminuiti... e qui diceva l'allora Presidente a proposito dell'aumento degli introiti per la Regione: "... questo aumento è positivo anche dal punto di vista dell'Amministrazione regionale, della collettività valdostana perché rappresenta un'importante fonte di entrata, un cespite sul quale la Regione può contare per lo svolgimento della sua attività". Oggi questo cespite è trascurabile, e chi ha "ucciso" tale cespite è lei, perché è 5 anni che sta lì ed è 5 anni che c'è tale "trend", quindi è responsabile di tutti questi 5 anni! Non vado avanti per pietà, però se lo vada a leggere, credo che le possa permettere di dormire sonni più tranquilli... almeno ha un punto di riferimento!

Siamo sostanzialmente al disastro economico, che è pericoloso per 2 questioni: una, l'ho appena detto, perché non abbiamo più a disposizione un'entrata importante per l'Amministrazione regionale, è ormai diventata trascurabile, stiamo andando sotto i 30 milioni di euro all'anno; la seconda è che questo mette a rischio non tanto la società - voglio dire: la società di gestione può essere questa, può essere un'altra, ci importa poco -, che potrebbe andare nelle prossime settimane a portare i libri in tribunale se non viene passato l'articolo 22 commi 3 e 4, ma mette in crisi la stessa esistenza della Casa da gioco, perché in tali condizioni, senza guida politica che dia le indicazioni corrette alla gestione, questa Casa da gioco non mette a rischio, come pensano alcuni lavoratori e sindacalisti della Casa da gioco, solo le mance o gli aumenti di stipendio, ma va a rischio la stessa sicurezza del posto di lavoro! Questo è drammatico non tanto per le persone che nella Casa da gioco hanno posizioni importanti come i tecnici, quindi hanno dei grossi "revenus" e si spera che nel passato abbiano messo da parte delle riserve per i momenti difficili, ma per tutte quelle persone che lavorano nell'indotto del Casinò che, avendo posizioni più difficili, rischiano di trovarsi "a piedi" e senza nessuna rete di protezione.

Cosa si dovrebbe fare allora in questi casi? Credo che, grazie al Presidente Caveri, Presidente anche dell'Università, abbiamo a disposizione un corso di scienze politiche internazionali, basterebbe frequentare il corso del terzo anno di economia aziendale, non dico neanche economia e commercio, che è un'economia aziendale di livello più alto, solo quello di scienze politiche e ci si renderebbe conto che in questi casi basta fare un'analisi banale della società e ci è stata fatta in Commissione e lei non ne ha parlato, si è messo lì a trafficare su questioni... analisi aziendale: questa è un'azienda soffocata dal costo del lavoro, adesso non ricordo più la quota, ma 70-80% di costo del lavoro. Com'è possibile, lei che ha esperienza in materia, pensare che una ditta con un peso così alto del costo del lavoro possa andare avanti? Al di là delle scelte peregrine di non manutenzione, di sogni pindarici, di lanciarsi in queste imprese folli come quella di mettersi insieme a "Cogetech" per fare le scommesse ippiche in Provincia di Torino, siamo veramente "alla frutta" dal punto di vista della capacità. Perché, come ha fatto Marchionne, quando si arriva in una società in difficoltà, le prime cose sono 2: la prima è quella di focalizzarsi sul "core business", il motore centrale, far funzionare bene le cose che sappiamo fare, ossia i giochi da casinò francesi, americani e le "slot machines"; la seconda è quella di tagliare i costi. Non è che ci voglia una laurea, basta da uditore - quindi si risparmiano i soldi dell'iscrizione all'Università - andare a sentirsi un po' di lezioni di scienze politiche. Per tagliare i costi del personale, vi sono 2 strade e su questo devo dire che la lettera dei sindacati è una "chicca" che rimane nella storia della Valle d'Aosta, l'affronteremo con calma perché sembra ispirata dalla Giunta regionale, non è così, ma stranamente c'è una particolare sintonia con le aspettative della Giunta regionale, ma ci tornerò dopo. Con i sindacati quelli capaci si possono trattare 2 scelte: la prima è il licenziamento di una parte, quindi una politica di prepensionamenti, di non rinnovo del "turnover", di un fondo esuberi...; la seconda potrebbe essere quella di tenere tutti, ma con una politica salariale adeguata ai tempi, ossia io garantisco il posto di lavoro, ma tutti bisogna fare uno sforzo per trovare una soluzione, in modo da dare una risposta corretta. Non so quale di queste 2 scelte sia la migliore, probabilmente un po' dell'una e un po' dell'altra, nel senso sfruttiamo la presenza di lavoratori che abbiano piacere di andare in pensione e dall'altra di lavoratori disponibili ad un po' di contrazione di alcune parti salariali per poter avere la garanzia del posto di lavoro. In Germania siamo arrivati a fare dei contratti in cui a parità di salario i sindacati proponevano un aumento delle ore, perché in questa maniera si aveva quella competitività che garantiva il posto di lavoro, perché sono dei sindacati che sanno guardare lontano e non solo fino a maggio-giugno 2008. Dobbiamo avere coscienza che su questo si deve aprire una trattativa con i sindacati, si deve guardare qual è la situazione, ma l'obiettivo finale è che il costo del lavoro deve essere nettamente contenuto.

Dall'altra parte la questione gestionale. Sui temi della gestione hanno detto altri non mi dilungherò, ma è sicuro che tutta una serie di iniziative che sono state prese dimostrano che il Comitato di amministrazione non c'è fisicamente: questa è la cosa grave! Quando i lavoratori ci vengono a dire che il Presidente Martini si vede, quando va bene, una volta la settimana, non va bene! Abbiamo messo lì delle persone per amministrare e non credo che Marchionne abbia salvato la "Fiat" andando lì il venerdì mattina 2 o 3 ore; probabilmente andava lì la mattina del lunedì alle 7,00 e usciva alle 9,00 di sera, se non alle 10,00, se non alle 11,00, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e probabilmente anche il sabato e magari la domenica si occupava di altre cose legate alla questione! Vi è un'assenza del Consiglio di amministrazione e li avete scelti voi facendo qui dentro la sceneggiata che avete portato i salvatori, avete "fatto fuori" 2 Consigli di amministrazione precedenti per poi arrivare a dire: "abbiamo trovato i salvatori", bei salvatori! Non voglio difendere più di tanto situazioni precedenti, i dati lo hanno già fatto per me visto che gli incassi per la Regione aumentavano, ma all'epoca della tanto vituperata Gestione straordinaria la Regione incassava un sacco di soldi, gli incassi erano nettamente superiori a quelli di adesso e la società di gestione che straballichiava, ma che perdeva 1,5 milioni di euro in un anno, non i 5 milioni che perde lei quest'anno! Aveva un riparto intorno al 35-36%, fatto alla grande.

Ritorno un attimo sul procès-verbal du 11 juillet 2002, dans lequel il est explicite une affirmation de M. le Président Dino Viérin, qui disait: "Il rapporto nel tempo fra Casa da gioco e Regione per quanto riguarda il riparto si è modificato perché, pur rimanendo la Casa da gioco di Saint-Vincent l'unica in Italia dove la percentuale delle slot è inferiore al 50%, anche se è comunque superiore al 30 o generalmente superata, questa situazione comporta un grande effetto degli investimenti promozionali proprio per mantenere alta la posizione dei francesi". A questo punto la percentuale, essendo molto più favorevole per le "slot", il 70% rispetto a quello dei giochi francesi (45%) e degli americani (50%), ha comportato un netto aumento di incassi per la Regione. Da questo punto di vista, l'allora Presidente disse: "Stiamo andando bene, al limite possiamo portare al 48%...", quello che siamo oggi chiamati a modificare, che comunque rimane il più basso tasso di ripartizione fra la società e la Regione, 50% a Venezia, oltre 50% a Campione e Sanremo, che all'epoca aveva più o meno la stessa percentuale del 48. Allora ci si faceva problemi ad andare al di là del 50%, non al 60% come adesso, questa è la presa d'atto di un fallimento totale! Dobbiamo chiederci perché l'Assessore è arrivato senza un'indicazione politica, senza un'indicazione gestionale, nascondendo i dati, non spiegando cosa vuole fare, perché l'obiettivo che aveva in testa e che ha non è un obiettivo che si può dire, però qualcuno lo ha detto, in Commissione sempre l'ex Presidente della Regione Dino Viérin ha detto: "qui si ha l'impressione del "salvate il soldato Ryan"", vi è da chiedersi allora chi è il "soldato Ryan". Tutto questo "ambaradan" è utile perché portare, in base all'articolo 2447, i libri in tribunale non era una cosa carina, come non lo era che si ripresentasse sulla finanziaria e sul bilancio chiedendo un nuovo ripianamento, perché è quello che avrebbe dovuto fare! Articolo 2446: quando al trimestre una s.p.a. constata che vi è un abbattimento superiore al terzo del capitale, cosa che è successa al 30 settembre, deve sollecitamente convocare l'assemblea per le opportune decisioni. L'azionista si è così preoccupato che dal 30 settembre ha fatto convocare l'assemblea per il 27 dicembre, questo è il sollecito! Quando farete i solleciti all'Assessore quindi sappiate che i solleciti sono in 90 giorni, per avere qualcosa di più dovete chiedere un urgentissimo sollecito e spiegare che l'urgentissimo sollecito sono 3 giorni, una settimana o quello che vi serve, perché la posizione è 90 giorni. Sicuramente l'intervento... e gli ridiamo i soldi accumulati in questi anni per il piano di sviluppo, e gli ridiamo i soldi di quanto hanno speso per le manifestazioni, e gli diamo il 57% al posto del 48, tenendo conto che quest'anno oltre il 57% comunque hanno incassato i soldi delle manifestazioni e di tutto il resto, quindi quest'anno non è il 57%, ma è il 64-65% grosso modo; per ripianare quest'anno siamo già arrivati a 65, il che vuol dire che la politica del 60% non è detto che vada in porto bene, ma questo lo dirò alla fine.

Tornando a capire qual era l'obiettivo, certo, l'obiettivo era quello di non dover fare un nuovo ripianamento, lo aveva già presentato lo scorso anno, ripresentarsi alla finanziaria con questo sembrava poco carino. Sembra poco carino anche portare i libri in tribunale, perché sembrerebbe anche come dire: "forse è meglio che mi dimetta prima...", perché, quando la società su cui ho "messo la faccia", mi sono speso in Consiglio regionale, l'ho "difesa a spada tratta"... va a ramengo, chi è il mandante dovrebbe prenderne le dirette conseguenze, allora c'è questo aspetto, quello di difendere la propria linea politica, ma questo non spiega il "soldato Ryan", ma chi è il "soldato Ryan"? Il "soldato Ryan" è l'unico componente del Consiglio di amministrazione che è al terzo bilancio in perdita, che, se avesse anche questo bilancio in perdita, dovrebbe dire addio ad essere rappresentante in qualunque società pubblica. La netta impressione che si ha...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... sono particolarmente preoccupato per queste parole, per cui cercherei qualche oggetto di ferro se fosse possibile... ho trovato il telefonino che ha un pezzo in acciaio... bisogna tener conto che il "soldato Ryan" ha nome e cognome e perché ci si spende così tanto per un "soldato Ryan"? Secondo me, questa non è una domanda a cui non ho una risposta, ma che ognuno di noi si dovrebbe fare, perché la difesa ovviamente è la difesa non della persona singola, anche in qualche modo la persona singola, ma del ruolo che lui ha avuto e il ruolo che lui ha avuto è un ruolo di cinghia di trasmissione fra il potere del primo piano di Palazzo regionale e la Casa da gioco. Qui allora si capisce tutto il discorso precedente, in effetti all'Assessore, e forse anche a larga parte di questa maggioranza - non lo so, lo dovrete dire voi nel voto che esprimerete sul disciplinare -, non interessa che la Casa da gioco porti soldi alla Regione o che sia una società sana o che viva bene, si sviluppi, garantisca con lo sviluppo, con la competitività, con la concorrenzialità i posti di lavoro, con l'efficienza, non interessa neppure avere con i sindacati un rapporto serio, costruttivo e combattivo, perché la concertazione sia una concertazione che porti dei risultati forti: quello che interessa è poter influenzare le assunzioni, le nomine, gli appalti - nel senso di cosa andare a costruire e cosa no -, condizionare eventualmente le suggestioni varie per quanto riguarda consulenze e avanti di questo passo, ossia il legame fra la politica e la parte economica della società, che è la base del clientelismo, del voto di scambio, del consenso politico ottenuto non per le proprie capacità, ma per il proprio uso del potere spregiudicato: è questo l'obiettivo! Il "soldato Ryan", il nostro commercialista è il simbolo di questa politica, se cade lui, come faccio a garantire tutti gli altri che sono il garante di quello che hanno avuto e di quello che potrebbero avere! Come può essere credibile per le promesse elettorali? Non sei stato capace a garantire il "soldato Ryan", chi mi garantisce che tu dopo mi manterrai le promesse che mi hai fatto! Bisogna allora rendersi conto che qui siamo in una situazione abbastanza simbolica anche per il Consiglio regionale, forse questo è l'atto più importante su cui stiamo riflettendo negli ultimi 2 anni, perché è un atto che esprime con una chiarezza disarmante la politica che vuol portare avanti una parte dell'"UV", una parte di tale maggioranza e di tale Giunta e voi siete chiamati a decidere su questo.

Teniamo conto anche di un'ultima questione che voglio affrontare: quella delle prospettive, se le prospettive fossero positive per il futuro, potrei anche non tenere assolutamente conto di tutto quello che ho detto e votare tale disciplinare, perché uno dice: "va bene, questa era la politica, okay, chiudiamo, questo è il disciplinare che manda avanti la Casa da gioco perché con il 60% e la parte che rimane di là, va benissimo". Il 60% è il "brodino" 2008, fine 2008 siamo di nuovo qui con i problemi 2009, perché con il 60% e con questo "trend" non si va da nessuna parte, perché quest'anno con il 60% - che poi è un 65%, perché abbiamo dato i soldi per le manifestazioni e promozioni... - ce la caviamo e avanza ancora qualcosa per recuperare quelle vecchie tasse spostate nel tempo, ma l'anno prossimo sarà il 60% secco? E non ci stanno, basta andare a vedere! Basta che gli incassi diminuiscano di 3 milioni di euro e siete di nuovo "a bagno"! Ma i Valdostani lo devono sapere che tale disciplinare è un disciplinare a 12 mesi, neanche a 24, a 12 mesi! Da questo punto di vista, è carino, è intelligente e io l'ammiro dal punto di vista dell'abilità politica il fatto di non aver detto niente nella "cosa" e soprattutto di non aver detto niente sul futuro! I Valdostani però devono sapere per il giugno prossimo che sul Casinò è un "brodino", non è la soluzione, perché, se fosse stata la soluzione di lungo periodo, non avrei avuto nessuna difficoltà a votarlo "a due mani", ma questo è un "brodino" e l'abilità qual è stata? Che ce ne accorgeremo dopo le elezioni, sfortuna, i Valdostani lo sapranno più tardi: questa non è una posizione corretta!

Annuncio solo 2 questioni che poi volevo affrontare visto che non riesco a farlo in questa prima tornata. Dopo tutto quello che ho detto, devo anche dire che ci sono stati alcuni passaggi positivi. Il lavoro di Commissione, per merito anche dell'Assessore Marguerettaz, che ha voluto confrontarsi in una situazione non difficile perché aveva 11 Consiglieri piuttosto aggressivi, oltre che audizioni che hanno caricato... però devo dire che raramente in Commissione si è riusciti a lavorare in tale maniera e questo con tutte le difficoltà del Presidente Praduroux, che abbiamo dovuto sollecitare più volte per avere le audizioni perché adesso sembra che anche sulle audizioni la minoranza non abbia più niente da dire, ma alla fine, prendendo atto del lavoro che è stato fatto, devo ammettere che il lavoro sia di tutta la Commissione che l'atteggiamento del Presidente della Commissione e dell'Assessore competente è stato positivo. Questo ha permesso un enorme risultato: che la Valle d'Aosta con tale disciplinare, qualunque sia la sua approvazione, rimarrà proprietaria di tutti quegli elementi strategici di cui è giusto che rimanga proprietaria, il che significa i gettoni che è la moneta della Valle d'Aosta, tutto il "software", tutto il "know-how", le banche dati che in questa attività sono di grandissima importanza. Aver mantenuto poi alcuni controlli come quello per tavolo nel disciplinare, anche se non sono ancora attuati, aver specificato tutta una questione sulle promozioni, su quanto deve essere dedicato alle promozioni - il famoso 14%... - sono dati che rendono tale disciplinare decisamente più corretto di quanto non era stato il testo presentato. Questo va a merito di tutti: dell'opposizione che si è battuta con determinazione, della maggioranza che ha avuto al proprio interno un dibattito e che si è spesa studiando il problema ed affrontandolo, ma certo anche del Presidente Praduroux che ha diretto egregiamente i lavori, salvo quel piccolo problema delle audizioni, e dell'Assessore Marguerettaz. Siamo molto lucidi nel vedere le cose che non vanno, ma anche di apprezzare le cose che sono state fatte positivamente, spero che l'Assessore possa avere in aula lo stesso atteggiamento che ha avuto in Commissione e recepire una parte degli emendamenti che abbiamo presentato.

Si dà atto che dalle ore 10,50 alle ore 11,08 presiede il Presidente Perron e che dalle ore 11,08 presiede il Vicepresidente Tibaldi.

Presidente - La parola al Consigliere Comé.

Comé (SA) - Il mio intervento non intende entrare nel merito dei vari articoli del disciplinare che siamo qui oggi a votare. Il gruppo "Stella Alpina" ritiene infatti che la Commissione consiliare competente abbia svolto un lavoro meticoloso e proficuo e devo darne merito al collega Sandri che lo ha riconosciuto, tanto che i Commissari appartenenti alle diverse forze politiche presenti in Consiglio hanno presentato nel corso dei lavori preparatori numerosi emendamenti che sono stati analizzati in un confronto aperto con l'Assessore Marguerettaz, molte delle proposte avanzate in quella sede sono state accettate e il lavoro di Commissione si è concluso con un nuovo testo che ha modificato sostanzialmente l'atto amministrativo a suo tempo presentato dalla Giunta. Riteniamo che il disciplinare così elaborato sia notevolmente migliore e certamente maggiormente condivisibile dall'intero Consiglio, di conseguenza è evidente la nostra valutazione in senso generale. Devo affermare tuttavia che il disciplinare in discussione non sembra essere particolarmente innovativo: esso si limita ad apportare modifiche al precedente che sono più tecniche che politiche, per questo non è tale da sconvolgere i rapporti sotto l'aspetto giuridico e sotto l'aspetto economico, vi è stato, vista la sofferenza degli anni passati, un incremento a favore della società "Casinò". Semplicemente esso cerca di portare rimedio ad alcune problematiche evidenziatesi nel corso di questi anni, rendendo più fluida l'applicazione di alcune prassi consolidate come, ad esempio, per le manifestazioni a proposito delle quali elimina le classificazioni previste e le sue relative percentuali dirette, indirette e di prestigio, come per quanto riguarda i beni mobili, che sono diventati di proprietà della società, e, per quanto riguarda invece i beni immobili le manutenzioni straordinarie, ora sono a completo carico della S.p.a., snellendo le procedure ed attribuendo capacità di autonomo intervento da parte della gestione. Da un punto di vista economico, alla S.p.a. si toglie da un lato, ma si restituisce dall'altro: il nuovo disciplinare limita gli interventi contributivi previsti nelle "pieghe" del disciplinare attuale e concede in compenso un incremento della percentuale di competenza della "Casinò S.p.a.". Il testo di disciplinare approvato in Commissione ha creato le condizioni per togliere gran parte di quelle operazioni pesanti e burocratiche che erano presenti nell'attuale disciplinare e ha quindi snellito tali procedure per la società, cosa che permetterà di intervenire con maggiore incisività e rapidità, ma nello stesso tempo gli emendamenti apportati garantiscono alla proprietà una concreta possibilità di controlli su operazioni ed azioni. Riteniamo che l'approvazione di tale disciplinare crei uno stimolo alla società a gestire meglio e con più autonomia e pertanto più efficacia.

Ci stupiscono alquanto le voci che esprimono opposizione rispetto ai contenuti dell'attuale disciplinare, entrando in contesti che sono di competenza dei componenti delle Commissioni consiliari e di questo Consiglio. Il disciplinare è il primo atto, ma certo non sufficiente per un vero impulso e per un rilancio della Casa da gioco, il Casinò ormai da anni soffre di una crisi profonda dalla quale non riesce ad uscire, tant'è che in un'audizione sul piano di sviluppo si paragonò il Casinò ad un ammalato in braccio e da lungo tempo. Questa frase non è stata pronunciata ieri, risale a parecchi anni or sono e il malato non ha dato segni di miglioramento, si è anzi aggravato tanto che sotto Natale "Babbo Regione" da anni somministra la consueta "medicina": un finanziamento suppletivo finalizzato a far scendere di qualche grado una "temperatura" che lo porterebbe altrimenti al collasso. In questi anni il mondo del gioco si è fortemente modificato, la concorrenza non è più limitata alle altre case da gioco italiane ed estere, ma lo stesso Stato ne è diventato biscazziere: SuperEnalotto e Gratta e vinci drenano ormai le tasche di milioni di cittadini, mentre ogni bar d'Italia si è trasformato, in ossequio alla stessa necessità statale di fare cassa, in una micro Casa da gioco con "slot machines" direttamente controllate dallo Stato. Quali le conseguenze di tutto ciò sulla dinamica delle case da gioco e sulla stessa vita sociale del Paese? Sarebbe interessante una seria indagine sul fenomeno. D'altra parte viviamo oggi in un mondo globalizzato, dove sono finiti i clienti d'oro del nostro Casinò che con 2 ore di auto da Milano e Torino trascorrevano favolose serate all'insegna di un divertimento di solido prestigio? Oggi volano verso i Paesi del nord est Europa, le Seychelles, gli Stati Uniti a cercare emozioni maggiormente complete e paradisi ben più forniti del nostro. Il mondo del gioco d'azzardo è cambiato e bisogna cambiare profondamente il nostro modello di riferimento, questo processo deve vedere in campo le migliori energie, gli uomini maggiormente capaci, una progettualità che non ripensi al come eravamo, ma sappia proiettarsi verso il cosa saremo nel mondo di domani. È del tutto evidente che spostare cifre e finanziamenti sulla scacchiera degli schemi di bilancio non risolve il malessere profondo di tale azienda. Curare il nostro "malato" con l'"aspirina" è oggi un atto dovuto, ma lenisce solo momentaneamente i sintomi senza produrre guarigioni, anzi può mascherare ancora un poco il reale peggioramento della situazione. Con l'approvazione del disciplinare si è voluto cercare di rendere più autonoma la gestione della società, ma dopo questo primo passo siamo convinti che sia il momento di intervenire per un rilancio definitivo della Casa da gioco, che necessita di un intervento sia nella riorganizzazione interna che inizia dalla flessibilità come più volte richiesta, per passare alla definizione di una chiara strategia di rilancio, raccogliendo in un unico documento gli ormai numerosi studi commissionati in questi ultimi anni, magari analizzati congiuntamente con quelli elaborati per il "Grand Hôtel Billia" e con le strategie di percorsi vanno individuati gli uomini ai quali chiedere di applicare e soprattutto di portare risultati, "manager" capaci e responsabilizzati.

Presidente - La parola al Consigliere Fiou.

Fiou (PPD-VDA) - Al 30 novembre 2007 il deficit della società pubblica che gestisce la Casa da gioco ammontava a circa 2,8 milioni di euro oltre le imposte differite, già a quel momento la situazione indicava che a fine anno sarebbe stata necessaria la ricostituzione da parte di Regione del capitale sociale di "Casinò S.p.a.", pena il fallimento della stessa società e perciò la consegna dei libri contabili in tribunale. Per tale motivo c'era da aspettarsi che al momento dell'approvazione della finanziaria regionale 2008 si prevedesse l'ennesimo intervento straordinario in soccorso del Casinò, in attesa - almeno questo sarebbe dovuto essere - di un ripensamento delle strategie di gestione dello stesso ed eventualmente di un ripensamento sull'adeguatezza del Consiglio di amministrazione in carica. Così non è stato, Assessore competente e Giunta hanno optato per una strada diversa, strada che passa attraverso un ripensamento del disciplinare che regola i rapporti Regione e Casinò, per risolvere il problema straordinario del deficit, ma anche per introdurre modifiche negli stessi rapporti Casa da gioco e Regione. La Giunta approva una bozza del disciplinare ripensato e lo invia alle Commissioni, così come è stato detto, la IV Commissione competente in materia discute a fondo questa bozza e, dopo aver audito Assessore, Consiglio di amministrazione, Collegio sindacale, organizzazioni sindacali, ex amministratori e tecnici esterni, apporta significative modifiche alla bozza stessa; da tale lavoro scaturisce il testo di Commissione che stiamo discutendo.

Queste precisazioni erano necessarie, anche se già ampiamente illustrate, soprattutto dopo le polemiche delle organizzazioni sindacali, che hanno avuto un importante spazio sugli organi di informazione e rispetto alle quali qualche piccola riflessione vale la pena farla. In effetti, fra la bozza approvata dalla Giunta e il testo di Commissione vi sono significative differenze. Le valutazioni della IV Commissione e del sottoscritto in merito a tali differenze sono diverse da quelle delle organizzazioni sindacali, inoltre queste ultime devono prendere atto che le Commissioni consiliari non sono luoghi di contrattazione o di concertazione, come scrivono nella loro lettera, non sono neppure luoghi dove vengono prese decisioni, ma preparano gli atti, li discutono, li approfondiscono per favorire una più significativa discussione in Consiglio, che è l'unico organo competente a decidere in materia. Va ancora precisato che le modifiche accolte nel testo di Commissione sono esclusivamente quelle che hanno avuto il benestare, magari non sempre entusiasta, dell'Assessore competente. Va ancora rilevato che il testo licenziato dalla IV Commissione non ha convinto tutti, visto che è passato a stretta maggioranza, ossia 4 favorevoli, 2 contrari, 1 astenuto. Sono fra quelli che hanno votato contro, pur riconoscendo importanti le modifiche introdotte al testo di Giunta, ma che non hanno cambiato la filosofia di fondo dell'intervento. Permangono infatti una serie di correzioni rispetto al disciplinare in vigore che hanno come risultato di cambiare sostanzialmente e in modo permanente i rapporti fra Regione e Casinò e questo attraverso un diverso riparto delle risorse, un allentamento dei controlli e una commistione o confusione fra proprietà e gestione e tutto questo per realizzare, secondo quanto detto dall'Assessore e dai membri del Consiglio di amministrazione durante le audizioni, 2 obiettivi: lasciare al gestore più libertà aziendale, razionalizzare la gestione dei rapporti contabili fra Regione e Casinò. In realtà il nuovo articolato, più che lasciare maggiore autonomia alla gestione aziendale, realizza una nuova commistione fra proprietà e gestione, in parte poi corretta dalle modifiche intervenute in IV Commissione e, di fatto, avalla, garantendogli un'acritica e permanente nuova iniezione di risorse, l'andamento negativo della gestione. Certo che è un bel risultato di fine legislatura dopo che questa era cominciata con un Assessore che era andato alla carica, "lancia in resta", per cancellare il Consiglio di amministrazione allora in carica e che aveva in più occasioni criticato aspramente l'esperienza della Gestione straordinaria, che, va ricordato, aveva dovuto "tirare la carretta" della gestione con un riparto che le garantiva meno del 40% - non il 60 -, tutto compreso, e che aveva dovuto operare con la paralisi che derivava da un virulento e decennale contenzioso! Gli atteggiamenti dell'Assessore facevano pensare a chissà quale rivoluzione, invece dall'inizio legislatura il Casinò si è distinto per un sostanziale immobilismo, malgrado alcune iniziative della Giunta e malgrado potesse contare su una nuova libertà di intervento. Non è servito da scrollone neppure il consistente investimento per superare la situazione di accerchiamento e con questa nuova formulazione del disciplinare mi pare si voglia soprattutto garantire una continuità senza scossoni dell'attuale Consiglio di amministrazione, rischiando però un'assuefazione all'inevitabilità del declino della Casa da gioco che lo stesso Consiglio di amministrazione identifica. Non ha risolto infatti nessun problema né sul piano dell'organizzazione interna dell'azienda, né in merito al rilancio del ruolo del Casinò di Saint-Vincent sul mercato. Tale situazione pare non preoccupare le "lobby" interne, che così continuano a "vivacchiare nei propri orticelli", magari assecondate anche dalle organizzazioni sindacali. Ancora qualche riflessione sulle novità più consistenti di questo nuovo disciplinare. Riguardo alle risorse con il comma 3 dell'articolo 22 "Disposizioni transitorie" al "Casino de la Vallée S.p.a." viene garantito in modo retroattivo un diverso riparto dei proventi lordi dei giochi, la percentuale viene portata dal 48% al 57%, si risolve così il problema contingente del capitale sociale. Diverso significato invece ha la modifica della percentuale sempre dei proventi lordi dei giochi spettante alla gestione per il futuro, che passa dal 48% al 60%. Vi è, è vero, nella soluzione prospettata una commistione di ruoli, per cui la gestione si sobbarcherebbe oneri che spetterebbero alla proprietà: manutenzione straordinaria, manifestazioni... però individuati con genericità lasciando spazi ad una gestione elastica di queste risorse. Checché si dica, però, una fetta dei nuovi introiti va a rimpinguare le casse della normale gestione per tentare di mascherare nel futuro nuovi ricorsi a ripianamenti di bilancio, così l'anticipazione dei soldi permetterebbe di evitare interventi straordinari a posteriori. L'aumento di percentuale 48%-60% (12%) è consistente e porta al di fuori la media dei riparti di quanto spetta agli altri Casinò italiani, per i quali il riparto rimane al 48%, salvo aumenti limitati nel tempo e legati magari a difficoltà contingenti o a compiti straordinari che le proprietà richiedono alle società di gestione. Vi è poi un altro fatto: da noi vi sono tutta una serie di incentivi in percentuale che andrebbero ancora alla gestione nel caso che gli introiti subissero degli aumenti, quindi quasi per incentivare il funzionamento in positivo della Casa da gioco. Per gli altri Casinò avviene qualcosa che è esattamente il contrario: nel caso in cui le società di gestione superassero alcuni livelli di incassi, comincerebbero a subentrare nei superi delle percentuali in diminuzione, non in aumento. La nuova ripartizione poi è una mina vagante riguardo la possibilità di un'eventuale prospettiva di rapporto con una società privata di gestione. In tal caso voglio vedere come si farebbe a tornare indietro rispetto a quanto riconosciuto ad una società di gestione considerata amica nel caso si andasse a fare un contratto con una società privata.

Per quanto riguarda la proprietà dei beni mobili, le modifiche proposte dalla IV Commissione hanno riportato le cose su un più corretto equilibrio, checché ne dicano i sindacati. In troppi dimentichiamo facilmente i contenziosi del passato riguardo alla gestione dei gettoni, del sistema informativo... Gestione straordinaria ha pagato pesanti pedaggi per non vedere interrotta la sua attività causa i pretesti "SITAV" e "FINOPER" in materia.

Anche per quanto riguarda il problema sicurezza e i controlli, le modifiche proposte dalla IV Commissione hanno ripristinato accettabili garanzie. Il fatto di insistere sui controlli non è, come qualcuno pensa, per penalizzare i lavoratori del settore o per "fare loro le pulci", ma per creare situazioni di maggiore certezza in caso di contestazioni. Il Casinò è una fabbrica di soldi, fra virgolette, e sappiamo bene quale influenza i soldi hanno sulle persone che sono qualche volta anche pronte a tentare trucchetti per averli. La disponibilità di testimonianze oggettive in alcuni casi sono importanti, per questo tutti i casinò europei hanno le telecamere di controllo dei giochi. Queste ovviamente vanno usate bene, non per contestare eventuali piccoli errori dei lavoratori: vanno usate per vedere se in alcuni passaggi vi sono iniziative e azioni non corrette. Tutti i casinò fanno i conteggi delle mance tavolo per tavolo, il rapporto ricavi-mance nei Casinò è un indicatore statistico che evidenzia o meno problematicità nella gestione dei giochi. Quando si verificano ad esempio fasi critiche, la percentuale delle mance rispetto agli incassi sale. I conteggi puntuali tavolo per tavolo non servono come dicono le organizzazioni sindacali, per andare a controllare quei lavoratori che, avendo meno mance, possono essere considerati lavoratori meno bravi. No, avviene proprio il contrario: quando vi sono situazioni di crisi, le mance aumentano, non diminuiscono. Il controllo solo gioco per gioco non permette una verifica puntuale dei motivi di tale fenomeno. In generale poi l'attenzione per i controlli da parte nostra è un dovere preciso, perché attraverso gli stessi si salvaguardano ruolo e introiti della Regione.

In conclusione l'atto in discussione interviene per risolvere un problema contingente: la ricostituzione del capitale sociale, intervento che, pur evidenziando le debolezze gestionali, è inevitabile, pena il fallimento della società. Va però poi a modificare in modo pericoloso il rapporto sia economico, sia organizzativo fra Regione e Casinò, in modo che mi pare per difendere quello che considero infelice "status quo", in attesa di qualche evento non ancora individuato che venga a risollevare le sorti della Casa da gioco; questo passaggio ci pare poco responsabile per cui voteremo contro tale disciplinare.

Si dà atto che dalle ore 11,29 riassume la presidenza il Presidente Perron.

Président - La parole à la Conseillère Viérin Adriana.

Viérin A. (UV) - On est arrivés aujourd'hui au dernier acte d'une longue démarche, débutée au mois de mai dernier, qui va réécrire les normes qui règlent le rapport entre la Région autonome Vallée d'Aoste et la Maison de jeu de Saint-Vincent. Il s'agit d'un document d'une grande importance, puisqu'il doit définir les obligations réciproques, en garantir le respect, définir les objectifs opérationnels et les conditions que la société doit respecter. Le cahier des charges doit ou devrait donc répondre à 3 objectifs fondamentaux: tout d'abord, donner des garanties quant à une gestion efficace et efficiente de la Maison de jeu; deuxièmement, établir des conditions qui assurent un développement durable de la Maison de jeu; troisièmement, prévoir une répartition des bénéfices équitable qui ne soit pas uniquement une façon pour assurer un rééquilibre des comptes, mais puisse devenir une incitation à l'action d'entreprise et une sollicitation à réaliser des résultats positifs. La rédaction d'un document de cette envergure ne peut, ne doit pas tenir compte de la nature temporaire du gérant et doit, devrait donc répondre à une validité de caractère général sans mélange, ou confusion entre propriété et gérant. Nous ne pouvons pas créer de dangereux précédents vis-à-vis de futurs gérants, puisque, si on établit des règles aujourd'hui, il sera très difficile de prévoir de faire autrement dans le futur quand le gérant pourrait changer ou pourraient changer les participations actionnaires dans la même société. Voilà pourquoi pendant les travaux de Commission nous avons proposé des amendements, qui allaient tous, quoi qu'on en dise, dans cette direction, avec le seul souci de répondre aux objectifs susmentionnés. Amendements par la plupart accueillis par l'Assesseur Marguerettaz, à qui j'ai reconnu publiquement un esprit de collaboration et de confrontation que par ailleurs nous ne lui reconnaissons pas toujours.

Je regrette par contre que l'Assesseur, lui, toujours publiquement et par le biais du même média, face à des critiques des syndicats, sur lesquels je vais revenir plus tard, a préféré décharger toutes les responsabilités sur les pauvres "peones" de la IVe Commission: les problèmes politiques qui ont obligé à des compromis. Dommage, car même pas le climat de Noël arrive à adoucir le caractère de l'Assesseur Marguerettaz. Surtout que franchement, en ce qui me concerne, depuis le début de la législature et, en particulier en ce qui concerne le cahier des charges, depuis le mois de mai dernier j'ai donné mon entière disponibilité afin d'affronter de façon sérieuse et constructive le "problème Maison de jeu". Il est vraiment déplorable que l'on doive arriver à utiliser ces mots pour le Casino, qui depuis ses essors a toujours été considéré comme une réelle ressource pour le budget de l'Administration régionale et pour la Communauté valdôtaine dans sa globalité et - il faut bien le dire - en une certaine mesure il est encore une ressource. Si nous regardons seulement les dernières 10 années, nous ne pouvons que constater un graduel, mais inexorable effritement des revenus de la Région, contre les 79 millions d'euros de 1997 on tombe à 35 millions d'euros de 2006 ayant déjà déduit toutes les contributions régionales, avec une chute verticale pendant ces dernières années. Voilà pourquoi depuis plusieurs années je demande d'abandonner les recherches fébriles des responsabilités des anciens Gouvernements, des anciens gérants, d'abandonner la "chasse aux sorcières" qui, par ailleurs, n'ont mené nulle part, afin de consacrer toutes nos énergies afin donner un nouvel élan à la Maison de jeu. Je demande de nous confronter concrètement pour que le Casino de Saint-Vincent puisse retrouver le prestige et le revenu qu'il a connus auparavant. Je suis personnellement persuadée, comme j'ai eu l'occasion de dire dans d'autres occasions dans cette même salle, qui est tout à fait possible de relancer le Casino de la Vallée, mais il faut que la politique dessine des stratégies précises et que ceux qui assurent la gestion sachent les traduire en actions efficaces et performantes.

Je repousse donc avec force les accusations lancées sans connaissance de cause, mais probablement uniquement sur des arrière-pensées ou des suggestions externes de la part des organisations syndicales dans les 2 documents: celui du 18 mai 2007 et celui du 18 décembre 2007. Les membres de la IVe Commission n'ont aucunement le tracas de "mantenere un'elevata conflittualità tutta interna alla politica", mais les mêmes membres essaient, avec leurs moyens et leurs capacités évidemment, d'accomplir à leurs tâches: des tâches institutionnelles dans l'intérêt de la Communauté valdôtaine toute entière. Les mêmes membres ont le devoir d'écouter toutes les institutions et les personnes concernées, le devoir de donner des indications politiques dans le respect des lois en vigueur, mais il n'ont absolument pas - comme l'a rappelé M. Fiou - aucun pouvoir de concertation et de négociation avec qui que ce soit et ne peuvent en aucun cas être retenus les seuls responsables des problèmes et des difficultés qui, malheureusement, intéressent tous les secteurs économiques de notre Région. A chacun son rôle et aux syndicats, institutions que je respecte et que je considère tout à fait importantes pour régler les rapports entre travailleurs et patrons, le leur! Je suis frappée par les considérations des syndicats sur le personnel en fonction, où sont-elles "le gravi rigidità gestionali poste dal disciplinare e l'invadenza politica sulla gestione che rischia di limitare le scelte gestionali"? Mais, ma parole, c'est le monde à l'envers! Le chapitre sur le personnel a été écrit avec le seul souci de garantir l'emploi au personnel en fonction à la date d'entrée en vigueur du futur cahier de charges. Est-ce que les syndicats avaient-ils embrassé cœur et âme les prévisions stratégiques de la Maison de jeu, qui vont dans le sans de "un piano straordinario di uscite e la previsione di un adeguato fondo di ristrutturazione"? Est-ce que les travailleurs de la Maison de jeu ont-ils été mis au courant de cette hypothèse de travail? Il ne serait peut-être pas plus rentable pour les travailleurs, pour la Maison de jeu et pour nous tous de penser à améliorer l'état actuel, de penser à reconquérir le marché, de penser à donner un réel élan, plutôt que de se contenter de raisonner au rabais, en considérant la Maison de jeu comme une structure incapable de repartir sur le bon chemin, en imaginant seulement des procédures qui ont le seul but de garantir un équilibre comptable. Mesdames et Messieurs, et je m'adresse par-là aussi aux syndicats évidemment, permettez-moi de vous dire que nous devons avoir le courage et l'ambition d'imaginer un Casino en bonne santé, un Casino capable de fournir des revenus à ses employés, au territoire de Saint-Vincent et de Châtillon, en particulier, au territoire valdôtain dans sa globalité et aux caisses régionales comme il l'a très bien fait dans le passé. Par ailleurs nous croyons que le Casino doit redevenir le moteur qui arrive aussi à faire tourner positivement les infrastructures du territoire qui l'entourent. Je signale à ce propos une contradiction totale sur ce sujet entre le document écrit le 18 mai où les syndicats demandent de "definire la migliore scelta che deve coinvolgere complessivamente tutta l'area del Casinò oltre a contribuire allo sviluppo del territorio" et le document du 18 décembre 2007, où ils écrivent: "il Casinò viene sovraccaricato di oneri impropri perché l'azienda si deve far carico dell'ospitalità esterna per permettere delle effettive ricadute sull'imprenditoria locale". Que s'est-il passé entre le 18 mai 2007 et le 18 décembre? N'oublions pas que le cahier de charges 2003 prévoyait expressément un pourcentage de 30% pour les retombées externes, donc avec des mesures bien plus contraignantes pour la Maison de jeu de l'actuelle version et à l'époque, en 2003, en 2002, avant, les syndicats n'avaient rien à dire à ce propos. Je dois dire qu'ils ont bien fait de se taire à ce propos, à juste titre ils n'ont rien dit, puisque les syndicats ont ou devraient avoir comme objectif primaire la défense des travailleurs, mais pas seulement des employés du Casino, mais de tous les travailleurs valdôtains. Pour ce qui est de l'article 11, comment peut-on affirmer que la version de la Commission "diventa un ulteriore elemento negativo per la Casa da gioco"? Messieurs, mais nous avons simplement reporté une éventuelle révision des clauses économiques, des répartitions au sein de ce Conseil, seul organe député à modifier un document qu'il a voté auparavant!

Je viens maintenant aux points chauds, probablement les seuls vraix points chauds, qui intéressent vraiment les employés: la vidéosurveillance et le décompte des pourboires table par table. A ce propos je tiens à donner des explications claires, puisque j'ai plus qu'un doute que les travailleurs concernés ont été mal informés ou encore pire. Pour ce qui est de la vidéosurveillance, rien n'a changé par rapport à la première "rédaction" du cahier de charges, sauf que le protocole qui devra régler l'utilisation de la surveillance par les caméras sera rédigé par le Gouvernement régional en accord et de concert avec "Casinò S.p.a." au lieu d'être rédigé, comme énonçait le texte originaire présenté par le Gouvernement, par "il Direttore della Casa da gioco" tout court, où on n'arrivait pas à comprendre de qui on allait parler, c'est-à-dire "il Direttore della Direzione Casa da gioco" ou "il Direttore della Casa da gioco", donc du "Casinò S.p.a." et ceci comme déjà prévu dans le respect total des normes portant tutelle de la liberté et de la dignité des travailleurs, et on l'a écrit. L'introduction des moyens électroniques de contrôle n'est absolument pas motivée par une logique de suspect, bien au contraire elle va devenir une réelle garantie pour les employés. Par ailleurs il faut le rappeler, tous les casinos dignes de ce nom ont déjà introduit depuis belle lurette des contrôles électroniques, avec pleine satisfaction de tous les acteurs concernés. Pour ce qui est de la comptabilité des pourboires, par rapport au texte en vigueur on a ajouté une phrase: "nel rispetto della normativa vigente in materia di lavoro", qui va, à mon avis, garantir les employés et permettra à la Maison de jeu de régler une fois pour toutes cette question par le biais d'une négociation avec les syndicats et les travailleurs concernés. Je regrette donc, mais on ne peut pas écrire que "una regolamentazione imposta da terzi soggetti è illegittima, rischiando di essere fine a sé stessa e di fatto inapplicabile". J'estime que les membres de cette Assemblée essaient de faire de leur mieux pour écrire des normes légitimes, applicables et sérieuses avec un seul et unique souci: répondre aux besoins et aux exigences de la collectivité valdôtaine toute entière.

Pour ce qui est des autres points chauds du cahier de charges à l'examen du Conseil, je me réserve d'intervenir plus tard le long de la discussion. Merci.

Président - La parole au Conseiller Ottoz.

Ottoz (CdL) - Credo che quella sul Casinò sia una delle tematiche liturgiche dove si fa del fatto di partecipare alla discussione, di intervenire, quasi un dovere; mi ricordo che nella scorsa legislatura era così sia per il Casinò che per il Piano sanitario, ossia dovevano intervenire tutti e questo portava sì ad interventi molto interessanti e molto ampi, complessi e articolati, in cui alla fine si perdeva però di vista quali sono i problemi reali. Alcuni li ha sottolineati la collega Viérin nella parte finale del suo intervento quando ha detto: "alla fine, ai sindacati cosa interessa, venendo alla frutta? Contano le mance per tavolo e telecamera". Dobbiamo sapere quindi di cosa parliamo, altrimenti qui il discorso diventa interessante, articolato, complesso ma fumoso e le risposte che ci dovrebbe dare l'Assessore possono essere altrettanto articolate e fumose, poichè ad una domanda complessa si dà una risposta complessa e nel processo si perde l'informazione e soprattutto la gente fuori e chi deve redigere gli articoli di giornale alla fine può...

Rimane il fatto che vi sono altri 2 elementi fondamentali oltre quelli che ha citato la collega Viérin: il primo è il famoso trilemma che ho posto in Consiglio, ma in un'altra sede di dibattito, ossia se ci siamo chiariti le idee, se il Governo, il Consiglio e la IV Commissione hanno le idee chiare su cosa deve essere il Casinò: un tesoretto di voti; un ammortizzatore sociale per tenere dei finti occupati, che, fra l'altro, generano dei costi; o un'azienda che rende dei soldi a questa Regione intanto come prodotto della sua attività e poi come effetto indotto sul territorio? Fin quando non si chiarisce quale di questi 3 elementi è l'unico che bisogna perseguire - e ce lo si dice chiaramente - non si esce da tale problema. Su questo, sul problema degli esuberi o non esuberi, vorremmo una risposta chiara, perché in questi disciplinari alla fine, pur essendoci cose che non sono scritte a caso, che poi hanno conseguenze pesanti, si dice tutto e di più e non si dice tutto e non si dice di più.

Vorrei fare una domanda sola, chiara, che abbia una risposta sola e chiara dall'Assessore Marguerettaz, proprio una domanda e una risposta, non un discorso complicato. Dato che l'Assessore è stato citato come esimio commercialista dal collega Sandri - e sappiamo che ciò è vero -, ci dica cosa succede se l'articolo 22 del disciplinare non viene approvato. Ci dica cosa succede al Casinò, alla società, agli Amministratori sia per l'impatto immediato, sia per la loro successiva capacità di presentarsi sul mercato dove operano i cacciatori di teste di "manager". L'Assessore ci dica: "se togliamo l'articolo 22, succede questo", oppure "non succede niente" e allora sapremmo meglio come comportarci nel giudicare il resto, fermo restando l'opinione che ognuno di noi ha su altri aspetti importanti, articolati e suscettibili di essere approfonditi del disciplinare. All'Assessore quindi chiedo una sola cosa: se l'articolo 22 non passa, o se non passasse, perché non oso pensare che non vi sia la forza politica di farlo passare sulla testa di tutti, cosa succede al Casinò e ai suoi Amministratori? Una domanda chiara e semplice, vorrei una risposta chiara e semplice.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Non ho problemi nell'intervenire in questo momento, oggi abbiamo modo di intervenire su tutti gli articoli, essendo che molte delle questioni che sono state poste riguardano l'articolato, non vi è alcuna voglia di mortificare la discussione, né lo sarà. Ovviamente allora un'analisi dettagliata di tutte le cose potremo farla su tutti gli emendamenti che sono stati presentati e che riguardano quasi tutto l'articolato, quindi non ci sarà nessuna intenzione di sottrarsi ad un discorso... Ringrazio tutti gli intervenuti anche perché sono dei consigli preziosi, c'è chi mi ha detto come devo intervenire, c'è chi mi ha detto di andare a rileggere degli interventi del passato: sono tutti consigli utili che terrò molto cari.

Oggi come oggi, non credo che in questa aula emergano delle cose diverse e delle cose nuove rispetto a quelle che abbiamo sentito durante centinaia di interpellanze, centinaia di interrogazioni, diverse audizioni in Commissione dove più di una volta abbiamo analizzato studi fatti da importanti società, fatti da soggetti che, così come qualcuno ha detto, dovrebbero "volare più alto" rispetto a delle analisi di piccolo cabotaggio. Una cosa che è emersa in queste discussioni quindi è che la gestione così come concepita è una gestione che ha tantissime rigidità e io devo riconoscere l'onestà intellettuale del collega Sandri nel rilevare delle rigidità, ma non riconosco questa onestà nel momento in cui dice: "la superiamo... c'è un costo del personale che è incredibile, cosa facciamo: licenziamo o diminuiamo gli stipendi?". Devo dire la verità... facciamo una riunione al Casinò dove lei sostiene il Consiglio di amministrazione e andate a proporre questo discorso. Vede, un conto è rappresentare quello che sarebbe bene, altro è mettere in atto una serie di attività per raggiungerlo. Non credo che parlando di persone si possano fare dei "salti" e degli "scalini", si deve fare un'operazione lenta e continua per poter migliorare. Qualcuno oggi ha gridato - e me ne dispiace perché bisognerebbe cercare di guardare le cose nel tempo - dicendo che c'è una canea di consulenze, di società che danno prestazioni in "outsourcing". L'attività si sarà anche ridotta, ma guadate negli anni, Vicepresidente Tibaldi, è sufficiente che lei non si limiti a chiedere quello che ha chiesto, ossia chi ieri prestava e chi oggi presta, chi presterà per capire che c'è un percorso e, quando fa l'esempio specifico, dicendo che ci sono le paghe che sono date fuori, le paghe sono da tanto tempo che sono state date fuori e non è pensabile che i "croupiers" si mettano a fare le paghe degli altri colleghi. Questo discorso lo posso anche condividere, ma da quando sono state esternalizzate le paghe!

(interruzione del Vicepresidente Tibaldi, fuori microfono)

... è uno degli obiettivi che si è posto il Consiglio di amministrazione, nel senso che bisogna preparare delle persone per fare dei mestieri, proprio questo! Collega Squarzino, non si agiti, questo è un discorso che è negli obiettivi, ma le professionalità non si inventano e, se è vero che ci può essere un esubero, bisogna guardare dove vi sono queste professionalità e come possiamo riconvertirle, non è così semplice! Ho ricevuto una delegazione di Confindustria che si lamentava del fatto che erano diminuite tutta una serie di prestazioni date in "outsourcing" nell'ambito dell'ICT, perché c'erano delle professionalità che potevano essere convertite e c'erano degli spazi per poter dare delle risposte. Da un certo punto di vista, colgo degli spunti, ma quello che rifiuto è che vi sia la volontà di non perseguire un determinato obiettivo, come se, da un lato, vi fossero quelli che la vedono lunga e, dall'altro, quelli che vogliono insabbiare tutto, non è così! La rigidità di quella situazione è nota a tutti e, ogni volta che si fa un passo avanti, è un passo che viene fatto con grande fatica e molte volte probabilmente da fuori non si riesce neanche ad apprezzare il lavoro; quindi ritengo che siano ingiuste queste accuse.

Uno degli argomenti che è stato utilizzato di più è: "un pericoloso precedente". Questo disciplinare vale per tale situazione: "Casinò S.p.a.", faccio un inciso: è una società totalmente pubblica, se noi cominciamo ad avere dei dubbi sul fatto che al termine di questo disciplinare una società pubblica si metta contro l'unico azionista in buona sostanza, se facciamo eccezione del Comune di Saint-Vincent, siamo in una situazione di forte criticità. Noi oggi... e alcune riflessioni fatte da società... ci dicevano: "ma voi duplicate i controlli, avete un controllo che è effettuato dai controllori regionali e poi vi sono i controlli di amministrazione della società, probabilmente ne basta uno". Tale discorso non può essere fatto semplificando i processi, ma sta di fatto che probabilmente qualche ragionamento di questo tipo bisognerà farlo, altrimenti abbiamo più persone che controllano di quelle che fanno! Anche nell'ambito della gestione da un lato si dice che la gestione deve essere improntata a criteri aziendalistici e privatistici, dopodiché sapete che il Consiglio regionale e la convenzione introducono una serie di regole legittime, corrette, ma che non fanno sì che questa società abbia "le mani libere", così come una proposta, una versione, fatta anche da un Consigliere di amministrazione: "dovremo fare una promozione maggiore, dare più credito ai giocatori, tanto in fin dei conti gli diamo della plastica!", tali parole sono a verbale, nel dare questo di fatto aumenteremmo i volumi; dopodiché dice: "... ma se anche recuperiamo il 30% di quello che gli abbiamo dato, è un 30% trovato...": questa non è una sciocchezza, può essere anche vero, perché in tale modo ingolosisco il giocatore. Il problema è che, essendo entrate pubbliche, il 70% che manca, che dovesse non essere recuperato, diventa un problema non da poco, quindi il gestore privato svincolato da qualsiasi regola potrebbe avere una sua logica, poi dice: "... in fin dei conti io glieli ho dati, però ho recuperato solo il 30%, in fin dei conti ho guadagnato il 30%, se non glieli do, non recupero nulla, quindi il margine è un margine importante". Capite che il fatto di essere un Casinò pubblico ha una serie di garanzie e dà una serie di tutele, ma pone, dal punto di vista della concorrenza, il Casinò su un livello diverso rispetto ad un concorrente privato.

Ogni volta che parliamo di Casinò si parla di inquinamento della politica nella "Casinò", dopodiché ritrovo puntualmente che si occupa e che va ad interferire con le attività della Casa da gioco un numero importante di Consiglieri regionali. Da un lato diciamo: "non bisogna occuparsi del Casinò"; dall'altro, abbiamo una relazione importante, qui non dobbiamo fare gli ipocriti! Gran parte di coloro che lavorano al Casinò hanno dei referenti politici; addirittura il mio amico Bortot ha partecipato ad un'assemblea sindacale dei lavoratori, altro che allontaniamo la politica! Io non sono mai andato ad un'assemblea sindacale, Sandro. Le suggestioni che ha introdotto il Consigliere Sandri e che sono state riprese con la domanda finale del Consigliere Ottoz: "cosa succede con l'articolo 22?"... credo che agli Amministratori non succeda nulla, nel senso che gli Amministratori hanno presentato un bilancio, quello che richiamava il collega Fiou, al 30 settembre. Il 30 settembre non vi è un "pendolo" dove salta fuori un risultato, ma il 30 settembre è una data di riferimento; dopodiché il Consiglio di amministrazione si è riunito all'inizio del mese, lei sa benissimo che il Codice civile stabilisce che il bilancio si chiude al 31 dicembre, ma per far stare i conti precisa che viene approvato entro il 30 aprile: questo vuol dire che i conti necessitano di avere una serie di valutazioni per poter essere presentati. Al 30 settembre non avevamo le informazioni che abbiamo oggi e quelle che abbiamo oggi - quelle che perlomeno ho trasmesso dal Collegio sindacale... il 30 settembre... me le hanno trasmesse il 17 dicembre - mi danno un dato diverso dal suo, perché c'è quello che ha accennato il collega Sandri: l'aspetto della spesa, delle imposte differite, quindi abbiamo un risultato che è di 5,8 milioni perché c'è l'aspetto delle imposte differite. In sostanza, dando una risposta al collega Ottoz, con un bilancio al 30 settembre che viene approvato con 5,8 milioni il capitale sociale è totalmente eroso e bisogna mettere in liquidazione la società. Se non viene approvato l'articolo 22, nel corso dell'Assemblea si deve prendere atto che non c'è più il capitale sociale ed è una delle motivazioni per mettere in liquidazione la società, se non è possibile sottoscrivere del capitale sociale per poter ricostituire le condizioni di equilibrio finanziario.

Per quanto attiene le critiche rispetto ad una non lettura politica, credo che il collega Comé abbia dato una rappresentazione onesta, ha detto: "qui non c'è uno stravolgimento del disciplinare, ci sono una serie di aggiustamenti che di fatto mantengono sostanzialmente inalterato il rapporto". Voi avete continuato ad insistere dicendo che da 48% si passa a 60%, voglio solo dirvi che, dal punto di vista algebrico, è vero che da 48% si passa a 60%, ma spariranno poi nei capitoli di spesa del bilancio regionale con ovvio ed intuibile miglioramento dei nostri dati per il Patto di stabilità, sparendo dei capitoli di spesa, affrancando delle risorse per fare i paragoni anno su anno, ma dal 48% si passa a 60% facendo quei calcoli che vi ho fatto prima e che volutamente non prendete in considerazione, perché, dal punto di vista matematico, non si passa da 48% a 60%, ma si passa da 48% a 60% e si eliminano dei capitoli di spesa che di fatto portano una pressoché sovrapposizione dei 2 dati; pertanto 48 più 7 e qualcosa fa 55, più 3 e qualcosa del 6% porta a 58 più le manutenzioni che non sono un dato fisso, degli anni ci sono 2 milioni, altri anni ci sono 2 milioni e mezzo, ma con delle rigidità che ormai non sono più tollerabili.

Non sono qui quindi né ad occultare un disciplinare che ha degli obiettivi diversi, voglio solo immaginare una gestione che prosegue, credo vi siano i presupposti e devo dire la verità non ho voluto scaricare la IV Commissione, ho solo detto - e difenderò il lavoro del Governo regionale - che il Governo regionale aveva presentato una bozza, che gli emendamenti sono stati un compromesso, credo sia corretto definirlo così come è stato, il collega Fiou è stato onestissimo nel dirlo, sono degli emendamenti avallati, anche se non con entusiasmo, perché erano delle situazioni che ritengo possano essere ricondotte alla ragionevolezza. Se poi uno mi dice: "ma tu come lo volevi, forse io lo volevo diverso", ma questo è ragionevole e ho invitato sui giornali nell'intervista i sindacati a non avere un atteggiamento bellicoso, nel senso che indicano nel documento: "faremo ricorso al TAR...", eccetera, ho detto: credo sia più importante rimanere al tavolo del confronto che affidarci ad attività particolarmente... Devo dire la verità, Signori miei, non ho mai gioito del fatto che i sindacati facessero sciopero, ho sempre cercato di mantenere il dialogo in modo accettabile, pur comprendendo che ci sono posizioni diverse. Il "dossier" del Casinò non è un "dossier" dove, se viene bruciato in piazza Marguerettaz - magari dice il Vicepresidente Tibaldi -, riuscirete ad avere degli effettivi benefici, gli effettivi benefici si avranno solo se vi sono degli atteggiamenti costruttivi che possono portare ad avere un'azienda che via via recupera un po' di competitività, ma con la consapevolezza che solo guardando al passato non si va da nessuna parte, prima o poi si prende un "palo": se si guarda solo al passato e lo dico a tutti dal Consiglio ai sindacati, perché il mondo va avanti indipendentemente dai nostri "desiderata" e quello che era non è detto che possa ripetersi. Bisogna fare di tutto... lo dico sempre perché è un settore che si occupa del tempo libero, vi dico quello che accadeva nel mondo delle discoteche: erano piene dal lunedì alla domenica e tutti facevano la coda per andare in questi locali, pagando. Oggi ci sono formule nuove, chi ha delle discoteche, guardo chi a Pila ha avuto modo di osservare tutto il sistema, è cambiato. È vero che dava delle soddisfazioni, ma il mercato è andato avanti e con questo non è che il mercato del tempo libero è diminuito, perché qualcuno dice che il mercato del gioco d'azzardo non è diminuito, ed è vero, ma è cambiato! Non è quindi che oggi i giovani non escono di più, anzi forse escono più di prima, stanno in giro più di prima e forse spendono anche più di prima, ma non li spendono come li spendevano una volta. Oggi credo che di questo - non voglio fare né il commercialista, né l'intrattenitore - dobbiamo prenderne atto; qualcuno ha parlato di "caccia alle streghe", dico la verità che con la "caccia alle streghe" non si va da nessuna parte! Si deve fare una valutazione onesta delle cose considerando che le aziende non sono dei motorini dove appena apri hai una reazione; se così non fosse, non ci sarebbe il concetto dell'avviamento, si portano dietro le scelte che sono assunte in momenti diversi e probabilmente una serie di attività importanti che i dirigenti e i Consiglieri di amministrazione stanno facendo oggi... le avremo nel futuro. Consigliere Sandri quindi credo che le prospettive siano non dico meravigliose, ma con un lumicino di speranza, perché vedo un lento miglioramento della questione.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot, per il secondo intervento.

Bortot (Arc-VA) - Non ripeterò al Consiglio le cose che ho detto nel primo intervento...

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... ma lei non può fare ad un argomento così importante un'introduzione di un profilo inqualificabile e la replica ancora peggio, eh no, assolutamente no! Lei ci ha accusato di aver fatto un centinaio di interpellanze, mozioni, interrogazioni dove non sono mai emerse cose diverse; se ci stesse ad ascoltare, probabilmente non ci troveremmo in tale situazione! Quando per mesi e mesi abbiamo sollevato il problema della vostra responsabilità sulla nomina di questo Consiglio di amministrazione, dovevate prenderne atto e cambiare le cose!

Per non farla lunga, vi leggo una piccola cosa da "Il Corriere della Sera" dell'11 novembre di quest'anno, Massimo Cacciari, il Sindaco di Venezia - sono amico del fratello Paolo, che è un "new global" come me, Massimo Cacciari è una persona molto più tranquilla -, di fronte ad uno sciopero dei "croupiers" del Casinò di Venezia, ha scritto: "Il confronto fra le parti si è arenato, da qui lo sciopero che si è chiuso ieri mattina con un nulla di fatto e, se gli addetti ai tavoli verdi sono tornati ai loro posti, la coda delle proteste ha coinvolto invece i colleghi delle macchinette sputa soldi che si sono riuniti in assemblea". La ripresa delle trattative incerte e la "bomba" lanciata dal Sindaco ha acceso ancora di più gli animi, "basta..." - ha "tuonato" Cacciari - "... non un solo euro dovrà uscire dalle casse del Casinò per pagare i dipendenti e diffido ufficialmente la Direzione dall'avviare qualsiasi trattativa di questo tipo". Questo è l'atteggiamento di un'autorità politica in quanto tale e non un atteggiamento complice, remissivo come è il vostro rispetto alle corporazioni che comandano nella Casa da gioco! Il Sindaco Cacciari il 3 novembre 2007 ha detto: "In un Paese in cui si discute sull'aumento di 50 euro ai metalmeccanici gli stipendi dei dipendenti della Casinò di Venezia sono al di fuori di ogni logica mercantile". Al Casinò di Venezia bisogna dire che guadagnano di più dei dipendenti del nostro Casinò, "non facciamo di tutta un'erba un fascio": mi riferisco agli impiegati tecnici dei giochi francesi, il resto dei dipendenti del nostro Casinò guadagna di meno e quindi non rientra in questa affermazione. Quello che voglio sottolineare è che l'autorità politica è in grado di dare delle direttive ai dirigenti o a chi gestisce la loro Casa da gioco ben precise e vincolanti, voi non lo avete mai fatto: bastava che prendeste come spunto, dato che vi è una mancanza di idee e di progetti da parte vostra, le nostre proposte! Quando abbiamo "tuonato" sulle telecamere, Assessore Marguerettaz, bastava dire: "caro Consiglio di amministrazione, non stiamo ai ricatti e ai ricattini di chi ha paura di essere "osservato"". Io non ho nessuna paura, di là, nella sede dei Consiglieri regionali vi sono 18 telecamere, dentro i corridoi, dei nostri uffici, non ne ho nessuna paura; se volete metterne... non so bene con quali suoi amici... una anche nel gabinetto, non ho problemi di nessun genere. Non capisco quindi questa titubanza del voler inserire le telecamere della Casa da gioco per garantire i dipendenti lavoratori e i giocatori. L'autorevolezza che lei afferma in determinate quisquilie dovrebbe altrettanto usarla, anzi dovreste - perché responsabile di questa cosa è anche il Presidente della Regione - affermarla in tali frangenti! E lei non vede l'obiettivo... e, per la miseria, deve essere bello orbo! Di fronte a questi dati, ai risultati snocciolati dai Consiglieri di opposizione, di maggioranza, di ex Presidente della Regione, se non vede i risultati che corrispondono ad un'incapacità da parte vostra, la prima massima responsabilità è vostra di quel che sta succedendo, del Presidente e sua, Assessore Marguerettaz, un'incapacità di intervenire! Mi chiedo: chi parla della tutela degli interessi della Valle d'Aosta, noi o voi? Siccome le nostre posizioni divergono, non è che qui dentro stiamo tutti facendo gli interessi della Valle d'Aosta! Un dato è chiaro: o li facciamo noi che parliamo di interessi generali della nostra Regione, o li fate voi! A noi sembra che non stiate facendo gli interessi della Regione Valle d'Aosta, ma gli interessi di una parte politica ben precisa.

E l'assemblea sindacale... ma, per la miseria, siamo in democrazia! Sono andato, in qualità di cittadino, di lavoratore, di operaio, in qualsiasi assemblea della "Tecdis", della "Sadea", a quella dei dipendenti del Casinò non mi hanno lasciato entrare! Accidenti, accusano di qualunquismo la politica, "facendo di tutta un'erba un fascio", ovviamente, volutamente non distinguendo fra il Governo che ha nominato quel Consiglio di amministrazione e l'opposizione, che è contraria, l'Assessore non frequenta le assemblee sindacali, ma forse qualche sindacalista frequenta gli uffici degli Assessori e la finisco qui... "qualche", perché non bisogna fare qualunquismo e "fare di tutta un'erba un fascio", ma ci mancherebbe altro!

Un'altra cosa poi: non diamo degli imbecilli ai dipendenti del Casinò, se nella mia vita mi sono riciclato io a fare 5-6 mestieri e li ho svolti dignitosamente... certo che dare le buste paga da fare all'esterno dei dipendenti... cosa significa, perché diamo fuori questo lavoro? Se uno che ha 1.000 o 1.100 euro di stipendio vede la busta paga di uno che è più in là e che magari è molto più alta, 4 o 5 volte, "gli girano i cosiddetti", allora nascondiamo le cose? Ma questo non è un modo di fare!

Servizio di decorazione: scusate tanto, decorazione significa saper fare l'imbianchino, sono convinto che qualsiasi Valdostano che lavora all'interno del Casinò a cui gli si dà una tanica di tempera e un pennello è capace a fare l'imbianchino; noi siamo capaci ad esternalizzare anche questo.

Le buste paga sono più complicate... accidenti, vi sono i computer, basta digitare due tasti, vi sono i programmi, lo so perfino io che non sono né commercialista, né consulente.

Servizio di facchinaggio: accidenti, dobbiamo esternalizzare il servizio di facchinaggio? Ma sapete quale professionalità deve avere Bortot se arriva un buon cliente? Prendere la valigia, accompagnarlo, scambiare due parole...

Marguerettaz (fuori microfono) - ... gli fai fare il facchinaggio... ma no!

Bortot (Arc-VA) - ... servizio di portierato, servizio di derattizzazione, ma è inutile che lei banalizzi! È che siete incapaci, avete delle clientele elettorali da mantenere e le mantenete "sulla pelle" della popolazione valdostana: questa è la realtà! Non si capisce queste 30 aziende alle quali volete... avete accettato, subite le esternalizzazioni e la responsabilità è vostra, basta una deliberazione di Giunta, di dire al Consiglio di amministrazione che nel giro di 3 anni vogliamo che si riducano del 90% le esternalizzazioni dei lavori che si possono fare con gli esuberi che abbiamo nel Casinò! E, se non basta, perché la gente ha diritto al lavoro... per avere una giusta retribuzione, vi sono tutte le aiole di Saint-Vincent da sistemare, poi, se siete a corto di obiettivi, di fantasia e di progetti, come dimostrate di essere a corto, faremo un concorso...

(interruzione del Consigliere Sandri, fuori microfono)

... pensavo che ad urlare sentissero, perché quando parlo piano... grazie collega... quando parlo piano, non sentono e, siccome sono un poco sordo, dico provo ad alzare il tono magari ascoltano, invece non sentono e non ascoltano, indipendentemente dal tono. Le iniziative che abbiamo scritto non le leggono, a questo punto provo a parlare non so bene se a banchi del Governo, dell'Assessore e del Presidente o a chi, mi rivolgo alla mia collega Squarzino, almeno lei ascolta, se non altro per rispetto, invece qui ...

Riassumo: le nostre proposte sono inascoltate, vengono considerate inutili, non vengono recepite. Il Presidente e Assessore, non ne hanno di proposte, è vero che abbiamo una nostra autonomia, ma se guardano cosa succede a Venezia dove c'è un Casinò come il nostro... o invitano su Cacciari e gli dicono: "senti, facci il favore, vallo a cantare te a quei quattro impiegati tecnici che pensano che il mondo si sia fermato a Saint-Vincent e nel mondo non cambi mai niente e resti immutabile". Ai Consiglieri del Consiglio di amministrazione del Casinò dare delle direttive precise sull'utilizzare le risorse e i lavoratori interni... dico, gliela scrivo io la deliberazione se non c'è qualche dirigente che è in grado di farlo! I dirigenti ci sono, manca la volontà politica. Tutto tale "ambaradan" serve perché vi sono delle scadenze elettorali e questo lo capisco, ma in tutti questi anni passati non c'era scadenza elettorale! Perché allora continuare a buttare via soldi e poi pretendere che il Consiglio regionale decida il ripianamento delle campagne elettorali di questa o quest'altra componente che sta dietro ai banchi del Governo?

Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per il secondo intervento.

Sandri (PD) - Pensavo ad una risposta che tentasse di dare una spiegazione politica del proprio operato, non l'abbiamo avuta, c'è stata una risposta "a spizzichi e mozzichi" sugli aspetti più tecnici e più particolari, non facendo nemmeno un tentativo di dare una spiegazione delle scelte che sono state operate dall'Assessore Marguerettaz. Credo che la conclusione sia stata anche comica per certi aspetti, nel senso che non c'è una luce che appare in lontananza, un faro che ci indica la direzione, ma c'è ormai un lumicino di speranza e ritengo che lì l'inconscio abbia lavorato bene come lavora in tutti noi e ci abbia dato un po' l'indirizzo e su questo delle prospettive che è quello più preoccupante, come ha annunciato nell'ultima parte dell'intervento precedente, l'audizione cardine del lavoro in Commissione è stata quella del Consiglio sindacale. Lì abbiamo cominciato a squarciare il velo di fumo, di nebbia che c'era su questa proposta di disciplinare e ad entrare nel concreto e bisogna dare atto che i sindaci si sono comportati molto correttamente. Cosa ci hanno detto? Che quest'anno regaliamo al Casinò come ripianamento un 12 milioni di euro contro i 10 che abbiamo ripianato lo scorso anno; quindi è già peggiorata la situazione, ma a regime il disciplinare nella versione della Giunta arrivava al massimo a prevedere rispetto ad oggi 6-7 milioni di euro in più per la Casa da gioco che ne spende 5, ossia che è sotto di 5. Il margine 2008 quindi sarà di 1-2 milioni di euro, però questo nel momento in cui c'era il testo della Commissione, dopodiché la Commissione ha fatto qualche piccola modifica, ad esempio: il giochino delle decadi, ossia di togliere le decadi e di mettere il mensile come forma di trasferimento di soldi alla Regione ammontava a 4 milioni di euro, ma la Commissione ha detto: "come mai si permette al Casinò d'ora in avanti di pagarlo 20 giorni dopo la fine del mese, quando per 60 anni li abbiamo presi 5 giorni dalla fine della decade?". L'Assessore ha accettato l'emendamento del "Partito Democratico", presentato in Commissione e il pagamento è stato anticipato al quinto giorno come prima. Non siamo riusciti a far passare il concetto di mantenere le decadi e non sono più 4 milioni, ma probabilmente sono 2 milioni e qualcosa. Già oggi quindi sappiamo che i 6-7 milioni di euro di vantaggio del nuovo disciplinare per il 2008 saranno meno di 5, quindi, se ci va bene che l'anno prossimo ci saranno altrettanti introiti di quest'anno, siamo già di nuovo "a bagno". E qui mi dispiace che il nostro commercialista di fiducia del Consiglio regionale non abbia neanche accennato vagamente in tutti questi tempi... di dire: "ma perché non ricapitalizziamo decentemente questa società?". Che potrebbe essere una strada, perché, come si sa, per far funzionare bene una società, ci vuole il capitale, come uno degli elementi essenziali, oltre ovviamente il progetto, gli obiettivi, la manodopera e l'organizzazione. È chiaro che con 5 milioni di capitale affrontare una gestione che interessa circa 130 milioni di euro... credo che nessuna società in Italia sia in grado di reggere quelle sfide di quelle cifre senza avere un capitale più alto; allora qui era non so se una scelta buona o cattiva, ma di certo non ci si è neanche posti il problema, perché il problema è sempre di tutt'altro genere.

Girano voci, e anche qualcosa di più di una voce, che in queste ore si stia facendo a livello di Casa da gioco, in questi ultimi giorni, tutta una serie di passaggi, di promozioni, di valorizzazioni di personale, di nomine e tra queste vi sono anche nomine ed avanzamento di carriera per persone che sono in questo momento inquisite alla Procura di Palermo per la questione del riciclaggio. Cosa facciamo allora? Per giri politici, per camarille, perché alle prossime elezioni Milanesio, Sandri, Marguerettaz... per tutte tali motivazioni alla fine il Casinò, la Regione, la popolazione valdostana, le finanze, l'ottenimento dei risultati è l'ultimo concetto: il concetto è mandare avanti gli amici degli amici; questo non è il modo di comportarsi! Questo non è il modo di fare politica! Da tale punto di vista, credo che tutti dobbiamo fare un passo indietro, un po' di "mea culpa" e cercare di trovare un modo diverso di avanzare, in questo senso dicevo che il lavoro di Commissione era stato positivo, perché, se al posto di venire qui e cercando di alzare un po' la voce, l'Assessore fosse capace di confrontarsi anche in tale Consiglio in modo intelligente con le opposizioni, probabilmente dalla sintesi delle capacità di tutti si troverebbe un risultato migliore. Non è cercando le scorciatoie che si può arrivare a questo risultato, non è vedendo girare i sindacalisti ai primi piani del Palazzo regionale che si ottengono i risultati, cercando di avere connessioni con questo o con quell'altro; credo che ognuno di noi debba fare il proprio dovere e il proprio intervento con serietà e può anche essere - mi permetto di difendere un collega di un altro gruppo politico - che il Consigliere Bortot sia andato in assemblea sindacale. Voglio dire questa è veramente la pagliuzza nell'occhio di un altro che non si vede la trave nel proprio, perché lei su tali questioni del Casinò non è che è "entrato a gamba tesa", è "entrato con 2 gambe tese"! Appena arrivato - non racconto poi tutti gli altri episodi, perché dovremmo essere un'enciclopedia britannica per "riempirli" tutti - ha nascosto sottraendolo dalle mani del povero Presidente di Commissione Praduroux il primo progetto di sviluppo presentato dal Consiglio di amministrazione, in particolare portato dal Sig. Trentaz al Consiglio regionale, scomparso! E questo è un modo di far politica? Questo è un modo veramente scorretto di entrare in rapporto con le persone amministrate e con la cosa amministrata e di lì è stato un continuo. Si è poi fatto saltare il Consiglio di amministrazione al 31 dicembre 2003, poi sono stati fatti i Consigli di amministrazione successivi e tutta un'altra serie di interventi e il risultato è quello! Quello che vi interessa sono le direttive del Sig. Martini che promuova questo o quell'altro, le organizzazioni che consentono poi che una determinata ditta o una determinata realizzazione sia fatta, il "bunker" e tutte queste cose, ma non il progetto di sviluppo che dia idee chiare, non la riorganizzazione! Quando mai le è venuto in mente, Assessore, di chiamare i sindacati, l'azienda, di trovare un tavolo e dire: "ragazzi, qui il costo del lavoro è esagerato, cerchiamo di risolvere il problema", mai! Mai, perché il problema è solo che, quando lei arriva lì, magari anche retto da buone intenzioni, però per tutto il sistema di cui ho parlato nell'intervento precedente, poi quelli non si possono toccare, quegli altri non si possono disturbare, ma vuoi mica prendertela con i "croupiers", ma vuoi mica prendertela con quest'altro... ed è una cosa grave che lei non abbia richiamato i sindacati anche a fare un po' di riflessione sulla loro rappresentatività. Mi ricorderò drammaticamente una sua presenza insieme all'Assessore Ferraris e al Presidente della Regione, all'epoca Perrin, quando convocammo su una questione che non ricordo più i sindacati, c'erano 36 rappresentanze a Palazzo regionale, neanche l'"Alitalia" arriva a questi livelli! Cosa abbiamo fatto per porre il problema, per dire: "arrivate qui con una proposta unitaria, trovatevi e cercate di dare una soluzione"? Tale ricatto sotto sotto dello sciopero di questo o di quel gruppetto, tutta questa "roba" quando avete preso un'iniziativa per cercare di superarla? Non è che qui abbiamo la ricetta, ma quello che vogliamo evidenziare è che non avete fatto nessun passo politico per cercare di dare una dirittura e una prospettiva a questo Casinò e siamo arrivati al lumicino. Penso che purtroppo - i Valdostani non so se saranno sufficientemente informati - il lumicino si spegnerà giusto dopo le elezioni, perché l'unica cosa che vi interessa è questa.

Vi sono allora un sacco di cose che si potrebbero evidenziare e sottolineare in questa prima fase iniziale di discussione. Mi fermo qui perché è opportuno poter intervenire più precisamente sulle varie questioni nel dibattito articolo per articolo. Mi permetta però, Assessore, un suggerimento visto che prima aveva detto che era disponibile ad accoglierlo: qui non è in questione lei come persona ovviamente, ma per la funzione che ha svolto fino ad oggi. Nulla vieta e nulla le osta di fare anche un cambiamento di posizione a 180° smentendosi un poco, ma in politica questo capita spesso e volentieri, lo apprezzeremmo particolarmente e si metta nelle condizioni di continuare su quel percorso pregevole che ha iniziato in Commissione di dire: "va bene, sono al servizio del Consiglio regionale, sono al servizio della Regione Valle d'Aosta, troviamo una soluzione insieme". Nessuno vuole metterla sulla graticola né personalmente, né in quanto funzione, ma vogliamo un cambiamento di politica: questa è un'occasione per poterlo fare, non perda la possibilità di sfruttare tale occasione per il bene della Valle d'Aosta e forse anche suo.

Presidente - Se nessun altro Consigliere chiede di intervenire, chiudo la discussione generale.

La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Quando avrò tempo e a Dio piacendo, scriverò una storia del Casinò e, se una parte è storicizzata e si tratta sostanzialmente di documenti da mettere in fila - e ve ne sono di assai avvincenti sia nel passato più remoto, ma anche nel passato più recente -, dall'altra invece ci sono storie aritmetico-politiche da scrivere: una su tutti è il grafico del personale come sale, come scende, anzi come è salito e come è sceso e ciò ha influenzato niente male la situazione finanziaria attuale, il famoso costo del lavoro. Questo è un disciplinare che mette ordine in alcune questioni e la necessità non è solo quella contingente, ma neppure gli scenari sono validi in diverse circostanze.

Si dice: "e se venissero i privati?". Ovviamente non c'entra niente l'eventuale arrivo dei privati. Ho avuto modo di dire in quest'aula quanto è risultato da un approfondimento tecnico del prof. Carlo Baldi, professore di diritto comunitario all'Università di Bologna, che ha ricordato come non vi siano altre strade che non siano quelle di un appalto di servizi europeo sia nel caso eventuale della determinazione di un socio privato maggioritario, ma anche qualora la Regione in futuro decidesse di avere un socio privato di minoranza mantenendo in capo al pubblico la maggioranza di un'eventuale s.p.a.. Ovviamente, nel momento in cui si dovesse bandire una gara per l'individuazione del privato, tale gara dovrebbe avere al proprio interno anche quelle caratteristiche di ripartizione che qui vengono esplicitate a beneficio della sola "Casinò S.p.a." in questo momento contingente della storia della Casa da gioco di Saint-Vincent.

Gli azionisti che propongono il disciplinare sono contenti degli esiti dei giochi? Neanche il più "bambaccione" potrebbe dirlo, anche se ovviamente credo che nelle parole dell'Assessore vi fosse una visione, che è una visione che condivido... ossia che, al di là delle ironie e dei "divertissements", credo che alcuni elementi di cambiamento si manifestano anche nelle relazioni sindacali, perché per la prima volta avvertiamo nella concretezza dei fatti l'esistenza di una disponibilità, ad esempio, a quella maggiore flessibilità che è una delle problematiche di fronte alle quali ci troviamo. Questa rigidità in qualche maniera anch'essa stratificatasi nel tempo ed ereditata brillantemente dai sottoscritti, ma che è originata da prassi, comportamenti, contratti verbali, usi e consuetudini che nel tempo si sono stratificati all'interno della Casa da gioco. Ogni azione, qualunque azione, compresa questa: il disciplinare serve talvolta a tornare indietro dalla genesi fino ad oggi, è un'occasione per "lavarsi il muso" reciprocamente, in cui gli uni dicono delle cose, gli altri ne rispondono delle altre, talvolta questo avviene in buona fede, talvolta per un regolamento di conti, interno esterno è difficile da dire, comunque talvolta avviene per un regolamento di conti. Se il "puzzle" è una visione complessiva fatta di diversi tasselli, questo del disciplinare è un tassello difendibile e non mi appassiona il gioco dei sindacati buoni o cattivi a seconda dell'utilità, perché le medesime persone, a seconda dei momenti o delle circostanze, esaltano le forze sindacali quando esse sono funzionali ad un certo tipo di ragionamento e naturalmente queste medesime forze sindacali, quando si esprimono diversamente dai propri "desiderata", diventano degli avversari. Credo che, da questo punto di vista, si debba essere equanimi, si debba avere un atteggiamento che sia laico rispetto alle problematiche.

Neppure sono contento di quando il "CdA" si trasforma in un luogo di querele o bastonate reciproche, come avviene nel teatrino delle marionette, che se le danno di santa ragione; devo dire però che "eppur si muove"! Il "Billia" e i lavori che devono essere fatti, oggetto di una deliberazione di Giunta con gli appositi finanziamenti; il rilancio che avviene attraverso un documento articolato che si concretizzerà in un vero e proprio piano di sviluppo e tutta una serie di questioni che si erano arenate nel tempo oggi vengono sbloccate anche grazie a quella norma della finanziaria che consente di supplire ad una serie di problematiche di tipo tecnico che superiamo all'interno di questo disciplinare; Saint-Vincent e le sue terme, fatto non marginale per la diversificazione di un prodotto di cui conosciamo molto bene i limiti ed altro ancora. Apprezzo in tutte le discussioni la fattività delle parti e delle proposte, ma qui le voci talvolta si incrociano e non sempre attenendosi al punto, ma guardando a scenari che vanno più in là.

Vorrei dire che in questa vicenda nessuno è mancato al confronto e io stesso fino alle ultime ore prima della decisione definitiva della Commissione, congiuntamente all'Assessore Marguerettaz, mi sono sempre dimostrato disponibile al confronto e il testo che è stato novellato in Commissione su alcuni punti ne è la dimostrazione. Naturalmente credo che ad un certo punto si debba "cristallizzare" la situazione, non si possa continuare con una discussione in eterno su tale argomento, perché - ed è la ragione per cui siamo qui - il tempo delle decisioni su questo argomento è venuto. Senza nessun tipo di drammatizzazione, credo che oggi chi, con presunzione, possa dire di avere le ricette esatte, giuste per il destino del Casinò lo faccia con il rischio di apparire superficiale. Sono convinto che la strada intrapresa, al di là di alcuni problemi di "governance" che io stesso ho affermato, sia quella giusta, che sia la strada di un dialogo faticoso non solo con i responsabili della Casa da gioco, ma soprattutto della Casa da gioco al proprio interno, perché oggi non si può assolutamente prescindere dal fatto che all'interno di essa vi è bisogno di avere un dialogo con le forze sociali cui non si può sfuggire.

Cacciari è un uomo inventivo e di grandissimo acume ed intelligenza e lo conosco, credo sia tuo coetaneo, Bortot, quindi ha quello stesso "esprit de liberté" che tu esprimi, dici: "ho 64 anni posso dire quel che voglio, ho fatto 4 lavori", credo che questo sia il migliore che tu hai fatto nella tua vita... e devo dire che la logica di Cacciari è quella di sparigliare le carte, dopodiché spetta ai suoi Assessori ricostruire dei rapporti sindacali, senza i quali il rischio è quello che corriamo sempre, ossia la "spada di Damocle" che nei giorni migliori dell'anno la Casa da gioco venga chiusa.

Osservo che comunque, rispetto alla situazione e alle circostanze di un anno fa, quando qui sotto si svolsero tutta una serie di vicende che necessitarono dei momenti di grande riflessione e di un nervosismo e di una preoccupazione che portò al più lungo sciopero nella storia della Casa da gioco, anche questo ha bisogno di una riflessione di ordine storico, come mai? È possibile che dal 1947 ad oggi in vicende delicatissime mai si creò la circostanza di una settimana di sciopero, invece in quella occasione, impiccati in effige come si faceva con i Giacobini che scappavano all'estero, una volta nelle piazze di Torino, all'epoca vennero impiccati in effige, poi dopo quella vicenda pian piano il nodo delle trattative con i sindacati è ripreso? Ed è ripreso fino ad avere, ad un anno di distanza, un clima di dialogo senza il quale potremmo fare quelli "muscolosi", quelli che impongono, potremmo fare la serrata: "chiudiamo noi, loro vogliono fare sciopero, chiudiamo noi!".

Credo che il clima sia cambiato, va riconosciuto questo e penso che oggi la chiave di lettura di tale disciplinare che qualcuno artatamente dà, ossia una specie di artifizio contabile, un po' furbesco che serve solo a nascondere il deficit della Casa da gioco, quando invece i meccanismi sono chiari, trasparenti e affermati nel disciplinare stesso, andando invece a risolvere negli articoli che abbiamo toccato una serie di questioni, che portavano ad un evidente appesantimento nei rapporti fra Regione e società e ancora addirittura ad una situazione di una tassazione duplice, che andava a pesare come un macigno nella logica di finanziamento della Casa da gioco. Credo che la discussione punto per punto possa essere ripresa con molta pacatezza, ma ritengo che questo disciplinare sia "un punto a capo" significativo, probabilmente non storico, ma significativo nei rapporti con la Casa da gioco.

Presidente - Credo che possiamo esaurire i lavori per questa mattinata, il Consiglio è riconvocato alle ore 15,30.

La seduta è tolta.

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La séance se termine à 12 heures 59.