Objet du Conseil n. 3136 du 6 décembre 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 3136/XII - Inizio della votazione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta (legge finanziaria per gli anni 2008/2010). Modificazioni di leggi regionali".
TITOLO I
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENTRATE, CONTABILITÀ E CONTENIMENTO DELLA SPESA
CAPO I
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENTRATE E CONTABILITA'
Articolo 1
(Imposta regionale sulle attività produttive - IRAP)
1. A decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 1° gennaio 2008, l'aliquota di cui all'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di un'addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), si applica nella misura ridotta di un punto percentuale sul valore della produzione netta realizzato nel territorio regionale per i soggetti passivi che, alla chiusura del singolo periodo d'imposta, realizzino, su base nazionale, entrambi i seguenti presupposti:
a) un incremento del valore della produzione netta, aumentato degli ammortamenti rilevanti ai fini IRAP e diminuito dei contributi pubblici rilevanti ai fini IRAP, di almeno il 5 per cento rispetto alla media del triennio precedente;
b) un incremento dei costi relativi al personale, classificabili nell'articolo 2425, comma primo, lettera b), numero 9), del codice civile, diminuiti degli oneri deducibili ai fini IRAP di almeno il 5 per cento rispetto alla media del triennio precedente.
2. La Giunta regionale è autorizzata a definire, con propria deliberazione, i criteri e le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 1.
3. Sono fatte salve le disposizioni di maggior favore stabilite con legge.
Articolo 2
(Riproposizione di fondi assegnati dallo Stato o dall'Unione europea con atto amministrativo)
1. In deroga a quanto previsto dall'articolo 42, comma 2, della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta), le spese relative a fondi assegnati a qualsiasi titolo alla Regione dallo Stato o dall'Unione europea non impegnate entro il termine di ciascun esercizio possono essere attribuite alla competenza dell'esercizio successivo con atto amministrativo. Fino a quando non sia approvato il rendiconto di tale ultimo esercizio, delle predette spese non si tiene conto ai fini del calcolo dell'eventuale differenza di cui all'articolo 28, comma 1, della l.r. 90/1989.
Articolo 3
(Vincolo di destinazione delle economie relative agli stanziamenti destinati alla Casa da gioco di Saint-Vincent)
1. Le risorse finanziarie destinate annualmente alla Casa da gioco di Saint-Vincent, in applicazione degli articoli 12 e 14, relativi rispettivamente alle manifestazioni e promozione e al piano di sviluppo, del disciplinare approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 3176/XI in data 14 aprile 2003, e non utilizzate al termine di ciascun esercizio finanziario, possono essere portate in aumento delle risorse dell'esercizio finanziario successivo (obiettivo programmatico 2.2.2.12. - capitoli 64965 parz. e 64970; obiettivo programmatico 2.1.4.01 - capitolo 35020 parz).
CAPO II
MISURE PER IL CONTENIMENTO DELLA SPESA
Articolo 4
(Disposizioni per il contenimento della spesa in materia di personale)
1. Al fine di concorrere al perseguimento degli obiettivi complessivi di finanza pubblica per l'anno 2008, l'Amministrazione regionale può ricoprire a tempo indeterminato, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili sugli specifici stanziamenti di bilancio, non oltre il 50 per cento dei posti della dotazione organica vacanti al 1° gennaio 2008 e non oltre il 50 per cento dei posti che si renderanno vacanti nell'anno 2008.
Articolo 5
(Concorso degli enti locali al riequilibrio della finanza pubblica)
1. Per l'anno 2008, la Giunta regionale, previo parere del Consiglio permanente degli enti locali, definisce le misure per la razionalizzazione e il contenimento della spesa di personale degli enti locali, contestualmente alla definizione del Patto di stabilità per gli enti locali.
2. Fino all'approvazione della deliberazione di cui al comma 1, sono confermate le misure per il contenimento della spesa di personale degli enti locali previste dalle deliberazioni della Giunta regionale 23 febbraio 2007, n. 456, e 27 aprile 2007, n. 1128.
3. Nelle more della revisione organica della legge regionale 4 settembre 2001, n. 23 (Norme concernenti lo status degli amministratori locali della Valle d'Aosta. Abrogazione delle leggi regionali 18 maggio 1993, n. 35, 23 dicembre 1994, n. 78, e 19 maggio 1995, n. 17), gli importi relativi alle indennità di funzione e ai gettoni di presenza degli amministratori degli enti locali non possono, per l'anno 2008, essere determinati in aumento rispetto agli importi stabiliti per l'anno 2007.
4. Per gli amministratori di cui all'articolo 11, comma 4, della l.r. 23/2001 che nell'anno 2008 variano la loro posizione lavorativa rispetto a quella in essere nell'anno 2007, l'importo massimo dell'indennità di funzione attribuibile ai sensi del comma 3 è, rispettivamente, raddoppiato o dimezzato, in relazione all'eventuale collocamento in aspettativa dell'amministratore interessato o alla cessazione dell'aspettativa medesima.
TITOLO II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SPESA
CAPO I
INTERVENTI IN MATERIA DI FINANZA E CONTABILITÀ DEGLI ENTI LOCALI
Articolo 6
(Determinazione delle risorse destinate alla finanza locale)
1. L'ammontare delle risorse finanziarie da destinare agli interventi in materia di finanza locale è determinato, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale), in euro 211.217.374 per l'anno 2008.
2. Per l'anno 2008, la somma di cui al comma 1 è ripartita, in deroga ai criteri stabiliti dall'articolo 18 della l.r. 48/1995, fra gli interventi finanziari di cui all'articolo 5 della medesima legge nel modo seguente:
a) trasferimenti finanziari agli enti locali senza vincolo settoriale di destinazione: euro 124.066.894 (obiettivo programmatico 2.1.1.01. - capitoli 20501 - 20503 e 20745);
b) interventi per programmi di investimento: euro 40.475.974 da utilizzare, quanto ad euro 38.019.127, per il finanziamento dei programmi del Fondo per speciali programmi di investimento (Fo.S.P.I.) di cui al titolo IV, capo II, della l.r. 48/1995 (obiettivo programmatico 2.1.1.03.) e, quanto ad euro 2.456.847, per gli interventi previsti dalla legge regionale 30 maggio 1994, n. 21 (Interventi regionali per favorire l'accesso al credito degli enti locali e degli enti ad essi strumentali dotati di personalità giuridica) - (obiettivo programmatico 2.1.1.03. - capitolo 33755);
c) trasferimenti finanziari con vincolo settoriale di destinazione: euro 46.674.506 (obiettivi programmatici 2.1.1.02. e 3.2.) ripartiti ed autorizzati nelle misure indicate nell'allegato A, ai sensi dell'articolo 27 della l.r. 48/1995.
3. Per l'anno 2008, in deroga ai criteri stabiliti dalla l.r. 48/1995, le risorse finanziarie di cui al comma 2, lettera a), sono destinate:
a) per euro 4.441.529, al finanziamento dei Comuni, ripartiti secondo il criterio di cui all'articolo 6, comma 2bis, della legge regionale 17 dicembre 1997, n. 41 (Legge finanziaria per il triennio 1998/2000) - (obiettivo programmatico 2.1.1.01. - capitolo 20501 parz.);
b) per euro 112.037.237, al finanziamento dei Comuni (obiettivo programmatico 2.1.1.01. - capitoli 20501 parz. e 20503);
c) per euro 7.250.000, al finanziamento delle Comunità montane (obiettivo programmatico 2.1.1.01. - capitolo 20745);
d) per euro 338.128, al Comune di Aosta quale ulteriore trasferimento finanziario senza vincolo settoriale di destinazione, ai sensi dell'articolo 106 della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema della autonomie in Valle d'Aosta), correlato all'aumento del trasferimento alle Comunità montane di cui alla lettera c) (obiettivo programmatico 2.1.1.01. - capitolo 20501).
4. Per l'anno 2008, in deroga ai criteri stabiliti dalla l.r. 48/1995, una quota delle risorse finanziarie di cui al comma 3, lettera b), è destinata:
a) per un importo pari a euro 15.291.661, a spese d'investimento (obiettivo programmatico 2.1.1.01. - capitolo 20503 parz.);
b) per un ulteriore importo pari a euro 2.000.595 a spese di investimento, prioritariamente destinate ad interventi corrispondenti alle tipologie delle opere definite dalla Giunta regionale, ai fini dell'applicazione dei criteri di priorità per la formazione dei programmi, ai sensi dell'articolo 19, comma 6, della l.r. 48/1995 (obiettivo programmatico 2.1.1.01. - capitolo 20503 parz.);
c) per un importo pari a euro 4.052.000, a spese per gli interventi di politica sociale, i cui criteri di riparto sono determinati dalla Giunta regionale, previo parere del Consiglio permanente degli enti locali (obiettivo programmatico 2.1.1.01. - capitolo 20501 parz.).
5. Salvo quanto previsto dalla presente legge, gli enti locali si fanno carico degli oneri per la realizzazione degli interventi previsti nell'allegato A, per quanto eccedente gli stanziamenti iscritti nei competenti capitoli di spesa del bilancio di previsione della Regione.
6. I Comuni hanno l'obbligo di concorrere al finanziamento delle Comunità montane di appartenenza, al fine di garantirne un adeguato funzionamento. In caso di mancato accordo, ogni Comune contribuisce al finanziamento della Comunità montana in base alla spesa di riferimento determinata ai sensi dell'articolo 11 della l.r. 48/1995.
7. Gli enti locali hanno l'obbligo reciproco di concorrere, per quanto di rispettiva competenza, al finanziamento dei servizi erogati ai propri cittadini.
Articolo 7
(Fondi globali. Modificazione alla l.r. 48/1995)
1. Dopo il comma 3 dell'articolo 25 della l.r. 48/1995, è inserito il seguente:
"3bis. Tra gli strumenti di cui al comma 1 sono altresì ricompresi due fondi globali, di cui uno destinato al finanziamento di spese correnti e l'altro al finanziamento di spese in conto capitale, finalizzati a far fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali, aventi le caratteristiche di cui al comma 2. Per la disciplina di tali fondi trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 41 della l.r. 90/1989.".
Articolo 8
(Fondo per Speciali Programmi di Investimento - Fo.S.P.I.)
1. Per la realizzazione del programma definitivo Fo.S.P.I. 2007/2009, è confermata la spesa di euro 32.736.675, già autorizzata ai sensi della legge regionale 15 dicembre 2006, n. 30 (Legge finanziaria per gli anni 2007/2009), e ripartita, ai sensi della legge regionale 13 giugno 2007, n. 15 (Assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2007, modificazioni a disposizioni legislative, variazione al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2007), rispettivamente, in euro 13.561.300 per l'anno 2007, euro 10.587.337 per l'anno 2008 ed euro 8.588.038 per l'anno 2009.
2. Ai fini dell'approvazione e del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma Fo.S.P.I. 2008/2010 di cui all'articolo 20 della l.r. 48/1995, è autorizzata la spesa complessiva di euro 32.960.254 (obiettivo programmatico 2.1.1.03 - capitolo 21245 parz.), suddivisa nel modo seguente:
a) anno 2008: euro 18.901.957;
b) anno 2009: euro 5.284.872;
c) anno 2010: euro 8.773.425.
3. Per l'erogazione dei contributi previsti dall'articolo 21 della l.r. 48/1995, la spesa per l'anno 2008 è rideterminata in euro 2.966.423 e per l'anno 2009 in euro 2.774.229; per l'anno 2010 è autorizzata la spesa di euro 2.869.404 (obiettivo programmatico 2.1.1.03 - capitolo 21255).
4. Ai fini dell'approvazione del programma Fo.S.P.I. di cui all'articolo 20 della l.r. 48/1995, la spesa di riferimento per il triennio 2009/2011, già determinata dall'articolo 6, comma 5, della l.r. 30/2006, è rideterminata in euro 30.824.771 ed è indicativamente suddivisa in euro 16.894.861 per l'anno 2009 ed euro 8.994.071 per l'anno 2010. All'autorizzazione della spesa e alla sua articolazione per annualità, ai fini dell'approvazione e del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma, si provvederà con legge finanziaria per il triennio 2009/2011.
5. Ai fini dell'approvazione del programma di cui all'articolo 20 della l.r. 48/1995, la spesa di riferimento per il triennio 2010/2012 è determinata in euro 31.882.263, di cui indicativamente euro 13.418.100 per l'anno 2010. All'autorizzazione della spesa e alla sua articolazione per annualità, ai fini dell'approvazione e del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma, si provvederà con legge finanziaria per il triennio 2010/2012.
6. Per l'aggiornamento, nel periodo 2008/2010, dei programmi triennali già approvati ai sensi delle leggi regionali 18 agosto 1986, n. 51 (Istituzione del Fondo regionale investimenti occupazione-FRIO), 26 maggio 1993, n. 46 (Norme in materia di finanza degli enti locali della Regione), e 48/1995, la spesa complessiva è rideterminata in euro 2.999.997 ripartita in euro 999.997 per l'anno 2008 e in annui euro 1.000.000 per gli anni 2009 e 2010 (obiettivo programmatico 2.1.1.03 - capitolo 21245 parz.).
Articolo 9
(Finanziamento degli interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale)
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4 della legge regionale 2 marzo 1992, n. 3 (Interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale), è determinata in euro 10.000.000 per l'anno 2008, euro 6.000.000 per l'anno 2009, ed euro 5.569.466 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.1.1.05 - capitolo 33665).
2. La Giunta regionale è autorizzata a contrarre mutui passivi per gli importi e per i periodi di cui al comma 1 (capitolo 11155).
Articolo 10
(Sperimentazione della televisione digitale)
1. La Giunta regionale è autorizzata ad approvare, d'intesa con il Consiglio permanente degli enti locali, un piano straordinario, per l'anno 2008, finalizzato alla prosecuzione delle attività di sperimentazione della televisione digitale di cui all'articolo 24 della legge regionale 4 novembre 2005, n. 25 (Disciplina per l'installazione, la localizzazione e l'esercizio di stazioni radioelettriche e di strutture di radiotelecomunicazioni. Modificazioni alla legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta), e abrogazione della legge regionale 21 agosto 2000, n. 31).
2. Alla realizzazione degli interventi attuativi del piano di cui al comma 1 provvede direttamente la Regione, in deroga a quanto previsto dalla l.r. 25/2005, mediante risorse derivanti da trasferimenti con vincolo settoriale di destinazione di cui al titolo V della l.r. 48/1995, per un importo di euro 3.500.000 per l'anno 2008 (obiettivo programmatico 2.1.1.02. - capitolo 21882).
Articolo 11
(Piani di edilizia scolastica)
1. La Giunta regionale è autorizzata ad adottare, per gli anni 2008 e 2009, piani straordinari di interventi finalizzati alla messa in sicurezza e adeguamento a norma degli edifici scolastici di proprietà degli enti locali, ad integrazione del piano straordinario, per l'anno 2007, di cui all'articolo 6, comma 3, della l.r. 15/2007.
2. Alla realizzazione degli interventi inseriti nei piani di cui al comma 1 provvedono direttamente gli enti locali interessati, mediante finanziamenti regionali, in deroga a quanto disposto dalla l.r. 48/1995, considerato il preminente interesse generale ad assicurare la messa in sicurezza e l'adeguamento a norma degli edifici scolastici non oltre il termine di cui all'articolo 6, comma 1, della l.r. 15/2007.
3. L'onere per l'applicazione del comma 1 è determinato complessivamente in euro 2.000.000 per l'anno 2008 e in euro 2.500.000 per l'anno 2009 (obiettivo programmatico 2.1.1.05. - capitolo 33705).
Articolo 12
(Finanziamento straordinario al Comune di Saint-Christophe)
1. In relazione alla presenza sul territorio del Comune di Saint-Christophe dell'aeroporto regionale Corrado Gex, a servizio dell'intera Regione, è riconosciuto un finanziamento straordinario finalizzato alla realizzazione di opere pubbliche da parte del medesimo Comune, in deroga a quanto disposto dalla l.r. 48/1995.
2. Le modalità di concessione del finanziamento straordinario di cui al comma 1 e l'individuazione delle opere pubbliche da realizzare con il predetto finanziamento sono stabilite con deliberazione della Giunta regionale.
3. L'onere per l'applicazione del comma 1 è determinato complessivamente in euro 3.800.000, di cui euro 500.000 per l'anno 2008, euro 1.700.000 per il 2009 ed euro 1.600.000 per il 2010 (obiettivo programmatico 2.1.1.05. - capitolo 33743).
Articolo 13
(Completamento di opere di interesse regionale)
1. Al fine di completare gli interventi di ammodernamento e le relative procedure espropriative afferenti alla strada di interesse regionale Etroubles-Allein-Doues-Valpelline, oggetto di accordo di programma tra la Regione e la Comunità montana Grand Combin, ai sensi dell'articolo 105 della l.r. 54/1998, è autorizzata la maggiore spesa di euro 600.000 per l'anno 2008 (obiettivo programmatico 2.1.1.5. - capitolo 33700).
CAPO II
POLITICHE DEL LAVORO E PROGRAMMI COMUNITARI
Articolo 14
(Interventi in materia di politica del lavoro. Modificazioni alla legge regionale 31 marzo 2003, n. 7)
1. Sino all'approvazione, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 31 marzo 2003, n. 7 (Disposizioni in materia di politiche regionali del lavoro, di formazione professionale e di riorganizzazione dei servizi per l'impiego), del nuovo piano triennale degli interventi di politica del lavoro, delle azioni di formazione professionale, di orientamento e sviluppo delle azioni per favorire l'impiego e l'occupazione 2008/2010 restano valide le indicazioni di cui al piano 2004/2006, già prorogate ai sensi dell'articolo 10, comma 2, della l.r. 30/2006, ed integrate con i contenuti di cui al programma annuale di interventi straordinari, approvato ai sensi dell'articolo 10, comma 1, della l.r. 30/2006.
2. L'autorizzazione di spesa per l'attuazione dei piani di cui al comma 1 è rideterminata, per il triennio 2008/2010, in complessivi euro 15.326.700, di cui annui euro 5.108.900 per gli anni 2008, 2009 e 2010 (obiettivo programmatico 2.2.2.16. - capitolo 26010; obiettivo programmatico 2.2.2.18. - capitolo 30040 e obiettivo programmatico 2.2.2.10. - capitolo 47555).
3. Al comma 1 degli articoli 4 e 5 della l.r. 7/2003, le parole: "dei servizi per l'impiego" sono sostituite dalle seguenti: "delle azioni per favorire l'impiego e l'occupazione".
Articolo 15
(Programmi di investimento oggetto di cofinanziamento comunitario e statale)
1. L'autorizzazione di spesa per la prosecuzione o il completamento, nell'ambito del Documento unico di Programmazione (Docup) obiettivo n. 2 per il periodo 2000/2006, di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, degli investimenti e delle connesse azioni di assistenza tecnica di cui all'articolo 11, comma 1, della legge regionale 21 agosto 2000, n. 27 (Modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative aventi riflessi sul bilancio, rideterminazione di autorizzazioni di spesa per gli anni 2000, 2001 e 2002 e prima variazione al bilancio di previsione 2000 e del triennio 2000/2002), intrapresi nell'ambito dei programmi a finalità strutturale obiettivo n. 2 e di iniziativa comunitaria Interreg, previsti dal regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio, del 24 giugno 1988, dal regolamento (CEE) n. 4253/88 del Consiglio, del 19 dicembre 1988, dal regolamento (CEE) n. 2081/93 del Consiglio, del 20 luglio 1993, e dal regolamento (CEE) n. 2082/93 del Consiglio, del 20 luglio 1993, è determinata, per il periodo 2000/2008, in euro 40.173.709, di cui euro 60.000 per l'anno 2008, al lordo delle risorse già autorizzate ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della l.r. 30/2006 (obiettivo programmatico 2.2.2.17. - capitolo 25026).
2. Gli investimenti di cui al comma 1 sono attuati, secondo quanto previsto dall'articolo 11, comma 2, della l.r. 27/2000, anche mediante l'utilizzo delle risorse finanziarie che l'Unione europea e lo Stato italiano rendono disponibili, in applicazione del regolamento (CE) 1260/1999 e della legge 16 aprile 1987, n. 183 (Coordinamento delle politiche riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee ed adeguamento dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari), per gli interventi nelle aree obiettivo n. 2 previsti dal Documento unico di Programmazione finalizzato al conseguimento del medesimo obiettivo (riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali) per il periodo 2000/2007.
3. La Regione attua, nel periodo 2007/2013, investimenti definiti nell'ambito del Programma operativo Competitività regionale 2007/2013, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo di rotazione statale, previsto dal regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, e dal regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell'11 luglio 2006.
4. In relazione all'approvazione con decisione della Commissione europea n. C/2007/3867, in data 7 agosto 2007, del Programma operativo Competitività regionale 2007/2013, gli investimenti di cui al comma 3 sono attuati anche mediante l'utilizzo delle risorse finanziarie che l'Unione europea e lo Stato italiano renderanno disponibili, in applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 e della l. 183/1987.
5. Per le finalità di cui al comma 3, è autorizzata, per il periodo 2007/2013, la quota di cofinanziamento a carico della Regione di euro 8.785.910 determinati, con riferimento al periodo 2008/2010, in complessivi euro 4.495.250 (obiettivo programmatico 2.2.2.17. - capitolo 47010), annualmente così suddivisi:
a) anno 2008: euro 2.011.549;
b) anno 2009: euro 1.229.555;
c) anno 2010: euro 1.254.146.
6. Gli oneri a carico della Regione per il cofinanziamento di investimenti finalizzati allo sviluppo, in applicazione di Accordi di programma-quadro tra lo Stato e la Regione, sono determinati, per il periodo 2008/2010, in complessivi euro 4.500.000 (obiettivo programmatico 2.2.2.17. - capitolo 47007), annualmente così suddivisi:
a) anno 2008: euro 1.500.000;
b) anno 2009: euro 1.500.000;
c) anno 2010: euro 1.500.000.
7. Gli oneri a carico della Regione per l'avvio degli investimenti da intraprendere in favore della cooperazione territoriale nel periodo 2007/2013 sono determinati, per il periodo 2008/2010, in complessivi euro 4.000.000 (obiettivo programmatico 2.2.2.17. - capitolo 47011), annualmente così suddivisi:
a) anno 2008: euro 1.000.000;
b) anno 2009: euro 1.500.000;
c) anno 2010: euro 1.500.000.
8. L'autorizzazione di spesa per la proposizione, l'avvio e l'attuazione dei progetti in attuazione dei programmi di iniziativa comunitaria Interreg III, già determinata in euro 251.600 per l'anno 2007 ai sensi dell'articolo 11, comma 8, della l.r. 30/2006, è rideterminata in euro 200.000 per l'anno 2008, euro 180.000 per l'anno 2009 e euro 210.000 per l'anno 2010 ed è finalizzata anche all'attuazione dei programmi di cooperazione territoriale 2007/2013 ed al relativo coordinamento e animazione (obiettivo programmatico 2.2.2.17. - capitolo 25033).
9. L'autorizzazione di spesa per la prosecuzione e il completamento delle attività intraprese nell'ambito del programma operativo regionale (POR) obiettivo 3 per il periodo 2000/2006 di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999 è determinata, per l'anno 2008, in euro 1.300.000 (obiettivo programmatico 2.2.2.18. - capitolo 30050).
10. La Regione attua, nel periodo 2007/2013, gli interventi definiti nell'ambito del Programma obiettivo n. 2 Occupazione previsto dai regolamenti (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio nn. 1081/2006 e 1083/2006.
11. Gli interventi di cui al comma 10 e all'articolo 14, comma 1, sono attuati anche mediante l'utilizzo delle risorse finanziarie che l'Unione europea e lo Stato italiano renderanno disponibili, in applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 e della l. 183/1987, ad avvenuta approvazione del Programma obiettivo n. 2 Occupazione, per il periodo 2007/2013.
12. Per le finalità di cui al comma 10, è autorizzata, per il periodo 2008/2010, la spesa complessiva di euro 8.664.003 (obiettivo programmatico 2.2.2.18. - capitoli 26030, 30055, 30056 e 30057), annualmente così suddivisi:
a) anno 2008: euro 3.622.760;
b) anno 2009: euro 2.476.497;
c) anno 2010: euro 2.564.746.
CAPO III
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PERSONALE E PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Articolo 16
(Disposizioni in materia di personale regionale)
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e revisione della disciplina del personale), la dotazione organica della struttura regionale è definita in 2.888 unità di personale, di cui 149 unità con qualifica di dirigente, oltre a 86 unità di personale dipendenti dal Consiglio regionale, di cui 11 unità con qualifica di dirigente.
2. Il contingente di personale con qualifica di dirigente di cui al comma 1 è comprensivo di quello di cui agli articoli 35 e 62, comma 5, della l.r. 45/1995 e di quello i cui incarichi possono essere conferiti con le modalità di cui all'articolo 17, commi 2 e 3, della medesima legge.
3. Per le finalità di cui all'articolo 8, comma 2, della l.r. 45/1995, i limiti di spesa relativi alla dotazione organica di cui al comma 1 sono definiti in euro 136.252.947 per retribuzioni, indennità accessorie ed oneri di legge a carico del datore di lavoro, di cui euro 131.444.283 per il personale amministrato dalla Giunta regionale (obiettivo programmatico 1.2.1. - capitoli 30500, 30501, 30505, 30515, 30520, 30521 e 39020), euro 839.070 per il personale dell'Agenzia del lavoro assunto con contratto di diritto privato (obiettivo programmatico 1.2.1. - capitoli 30631) ed euro 3.969.594 per il personale dipendente dal Consiglio regionale (obiettivo programmatico 1.1.1. - capitolo 20000 parz.), ivi comprese le assunzioni a tempo determinato.
4. Le risorse finanziarie destinate annualmente al Fondo unico aziendale ai sensi dell'articolo 41, comma 1, lettera b), del contratto collettivo regionale di lavoro del 12 giugno 2000, come sostituito dall'articolo 33 del contratto collettivo regionale di lavoro del 24 dicembre 2002, e non utilizzate al termine di ciascun esercizio finanziario, sono portate in aumento delle risorse dell'esercizio finanziario successivo (obiettivo programmatico 1.2.1. - capitolo 39020).
5. La spesa relativa al rinnovo contrattuale del personale regionale per il biennio economico 2006/2007 è rideterminata in euro 20.095.140 per l'anno 2008 e in euro 8.900.000 a decorrere dall'esercizio 2009. Per il biennio 2008/2009, la spesa contrattuale è determinata in complessivi euro 3.300.000 per l'anno 2008 e in euro 6.600.000 a decorrere dall'esercizio 2009. Per il biennio 2010/2011 la spesa contrattuale è determinata in complessivi euro 4.800.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 1.2.1. - capitolo 30650 parz. e obiettivo programmatico 1.1.1. - capitolo 20000 parz.). La spesa relativa ai bienni economici 2006/2007 e 2008/2009 è comprensiva dell'onere relativo al recupero del differenziale inflazionistico per i bienni per i quali è chiusa la contrattazione.
6. Gli importi presenti sui fondi per il rinnovo contrattuale del personale della Regione (obiettivo programmatico 1.2.1. - capitolo 30650) e del Consiglio (obiettivo programmatico 1.1.1. - capitolo 20000) relativi a ciascun biennio economico, non utilizzati al termine di ciascun esercizio finanziario, sono portati in aumento sull'esercizio finanziario successivo. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare al bilancio di previsione variazioni compensative tra le assegnazioni dei capitoli 30650 e 20000 limitatamente ai fondi per il rinnovo contrattuale del personale.
7. Il trasferimento dei trattamenti di fine rapporto del personale regionale, maturati al 31 dicembre 1997, previsto dalla legge regionale 31 dicembre 1998, n. 57 (Gestione dei trattamenti di fine rapporto del personale regionale, maturati al 31 dicembre 1997, tramite fondo pensione), è prorogato fino all'anno 2010 ed è effettuato a favore del Fondo pensione complementare per i lavoratori dipendenti della Regione autonoma Valle d'Aosta (FOPADIVA). Gli importi per tale trasferimento sono rideterminati in complessivi euro 120.000 per il triennio 2008/2010 corrispondenti a euro 40.000 per ogni anno (obiettivo programmatico 1.2.1. - capitolo 39050).
8. Per le finalità di cui alla legge regionale 14 ottobre 2005, n. 20 (Istituzione della figura di Segretario generale della Regione e altre disposizioni in materia di personale. Modificazioni alle leggi regionali 23 ottobre 1995, n. 45, e 15 giugno 1983, n. 57), è autorizzata, per l'anno 2008, la spesa di euro 180.000 (obiettivo programmatico 1.2.1. - capitolo 30495).
9. Per l'anno 2008, nei confronti del personale cessato dal servizio, non si procede né ad effettuare pagamenti né a richiedere la restituzione di somme per importi pari o inferiori a 15 euro.
Articolo 17
(Modificazione all'articolo 32 della l.r. 45/1995)
1. Il comma 1 dell'articolo 32 della l.r. 45/1995 è sostituito dal seguente:
"1. Ai componenti delle Commissioni e delle sottocommissioni giudicatrici di concorso e di selezioni estranei all'Amministrazione regionale spetta un compenso lordo nella misura stabilita con deliberazione della Giunta regionale, tenuto conto, in particolare, del numero dei candidati presenti a ciascuna prova di concorso e delle giornate di effettivo lavoro delle Commissioni.".
Articolo 18
(Disposizioni in materia di fondi pensione)
1. Le risorse finanziarie necessarie a garantire, in applicazione dell'articolo 8, comma 2, della legge regionale 2 luglio 1999, n. 16 (Modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative aventi riflessi sul bilancio e rideterminazione di autorizzazioni di spesa per l'anno 1999), l'integrale fruizione dei benefici maturati dai soggetti iscritti al Fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale 2 febbraio 1968, n. 1 (Norme sulla corresponsione e sulla pensionabilità dell'indennità regionale spettante al personale scolastico in servizio presso le scuole elementari della Valle d'Aosta, in relazione al prolungamento di orario per l'insegnamento della lingua francese), già valutate in complessivi euro 28.594.000 ai sensi dell'articolo 23, comma 2, della legge regionale 19 dicembre 2005, n. 34 (Legge finanziaria per gli anni 2006/2008), sono rideterminate in complessivi euro 29.200.000 e sono gradualmente trasferite al Fondo pensione di francese, competente all'erogazione delle prestazioni maturate dagli iscritti, mediante il versamento di una quota annua di euro 1.825.000 per ciascuno degli anni dal 2008 al 2023 (obiettivo programmatico 1.2.2. - capitolo 54740).
2. Il trasferimento a favore dell'Istituto dell'assegno vitalizio di cui alla legge regionale 8 settembre 1999, n. 28 (Interventi per il contenimento della spesa in materia di previdenza dei Consiglieri regionali. Costituzione dell'Istituto dell'assegno vitalizio. Modificazioni alla legge regionale 21 agosto 1995, n. 33 (Norme sulle indennità spettanti ai membri del Consiglio e della Giunta e sulla previdenza dei Consiglieri regionali)), è rideterminato, per l'anno 2008, in euro 4.900.000 (obiettivo programmatico 1.1.1. - capitolo 20010).
Articolo 19
(Contribuzione di previdenza complementare per il personale del Servizio sanitario regionale)
1. Per l'attuazione di quanto previsto dall'articolo 1bis, comma 4, del decreto legislativo 28 dicembre 1989, n. 430 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Valle d'Aosta in materia di previdenza ed assicurazioni sociali), e al fine di incentivare l'adesione a forme di previdenza complementare da parte dei dipendenti del Servizio sanitario regionale, è autorizzata una quota contributiva aggiuntiva a carico del datore di lavoro pari all'1 per cento per dodici mesi, per coloro che sono già iscritti o che si iscrivono, entro il 31 dicembre 2008, al Fondo pensione complementare per i lavoratori dipendenti della Regione autonoma Valle d'Aosta (FOPADIVA), e pari allo 0,50 per cento, per dodici mesi, per coloro che si iscrivono al medesimo Fondo nel corso del 2009.
2. Per la copertura del maggior onere di cui al comma 1, è autorizzato il trasferimento dalla Regione all'Azienda regionale USL della Valle d'Aosta di una somma complessiva per il biennio 2008/2009 pari ad euro 375.000, di cui euro 250.000 per l'anno 2008 ed euro 125.000 per l'anno 2009 (obiettivo programmatico 2.2.3.01. - capitolo 59915).
CAPO IV
INTERVENTI IN MATERIA DI SICUREZZA SOCIALE
Articolo 20
(Finanziamento della spesa sanitaria regionale di parte corrente)
1. La spesa sanitaria di parte corrente è determinata, per l'anno 2008, in euro 260.393.791 di cui:
a) trasferimenti all'Azienda USL per complessivi euro 251.269.000, dei quali euro 228.100.000 quale assegnazione per l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza (obiettivo programmatico 2.2.3.01. - capitolo 59900 parz.) e:
1) euro 1.750.000, per prestazioni sanitarie aggiuntive regionali (obiettivo programmatico 2.2.3.01. - capitolo 59980);
2) euro 264.000, per iniziative di formazione professionale (capitolo 59900 parz.);
3) euro 4.427.000, per iniziative di assistenza sanitaria e prestazioni sanitarie particolari e ricerca (capitolo 59900 parz.);
4) euro 8.628.000, per interventi a favore del personale dipendente e convenzionato del Servizio sanitario regionale (capitolo 59900 parz.);
5) euro 8.100.000, per applicazione contratti personale dipendente e convenzionato del Servizio sanitario nazionale - biennio 2006-2007 (capitolo 59900 parz.);
b) rimborso al Fondo sanitario nazionale degli oneri connessi alla mobilità passiva di euro 7.030.000 quale saldo dell'anno 2005 (obiettivo programmatico 2.2.3.01. - capitolo 59910);
c) interventi diretti della Regione, euro 1.844.791 (obiettivi programmatici 2.2.3.01. e 2.2.3.03. -capitoli 59920 e 61265);
d) trasferimenti all'Azienda USL di euro 250.000 per quota contributiva aggiuntiva in materia di previdenza complementare per il personale della sanità (FOPADIVA) (obiettivo programmatico 2.2.3.01 - capitolo 59915).
2. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare al bilancio di previsione variazioni compensative tra le assegnazioni disposte ai sensi del comma 1, lettera a).
3. La Giunta regionale può autorizzare l'Azienda USL ad apportare variazioni compensative tra le assegnazioni trasferite ai sensi del comma 1, lettera a).
4. In attuazione dell'articolo 1, comma 565, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge finanziaria 2007), la Giunta regionale è autorizzata ad adottare disposizioni per la stabilizzazione a domanda, con la necessaria gradualità, del personale precario, ivi compresa la dirigenza, del Servizio sanitario regionale.
5. A parziale copertura degli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per il biennio economico 2006/2007 del personale dipendente e convenzionato del Servizio sanitario regionale, l'Azienda USL utilizza i risultati economici positivi degli esercizi precedenti, nonché gli ulteriori accantonamenti per rischi qualora i medesimi non si verifichino nell'anno di competenza.
6. Alla totale copertura della spesa di cui al comma 5 concorre la Regione con le somme a destinazione vincolata di cui al comma 1, lettera a), numero 5), che l'Azienda USL è obbligata a destinare ai rinnovi contrattuali per il quadriennio 2006/2009 del personale dipendente e convenzionato anche mediante appositi accantonamenti di bilancio, sentito il collegio sindacale.
7. In deroga a quanto stabilito dall'articolo 38, comma 2, della legge regionale 25 gennaio 2000, n. 5 (Norme per la realizzazione dell'organizzazione del Servizio socio-sanitario regionale e per il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza delle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali prodotte ed erogate nella Regione), e a quanto previsto dall'obiettivo n. 25 del Piano regionale per la salute ed il benessere sociale 2006/2008, approvato con legge regionale 20 giugno 2006, n. 13, la Giunta regionale, al fine di promuovere l'inserimento della Regione nei percorsi sanitari di cura di particolari patologie cliniche per le quali l'ambiente montano rappresenta un valido supporto terapeutico e di soddisfare i fabbisogni propri e di altre Regioni, favorendo al contempo lo sviluppo turistico e l'incremento del livello occupazionale locale, può autorizzare, senza obbligo di convenzione per l'Azienda USL e fermo restando il rispetto di ogni altra condizione prevista dalla normativa vigente, la realizzazione e l'esercizio, nel distretto socio-sanitario n. 4, di una struttura sanitaria residenziale per la cura di patologie di interesse psichiatrico e di disturbi del comportamento alimentare.
Articolo 21
(Strutture ed apparecchiature sanitarie ospedaliere e territoriali)
1. La spesa per la progettazione e la realizzazione di strutture sanitarie ospedaliere è determinata, per il triennio 2008/2010, in euro 21.300.000, di cui euro 600.000 per l'anno 2008, euro 8.700.000 per l'anno 2009 ed euro 12.000.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.2.3.02. - capitolo 60310).
2. La spesa per interventi di edilizia sanitaria, da trasferire all'Azienda USL, è determinata, per il triennio 2008/2010, in euro 18.850.000, di cui euro 6.600.000 per l'anno 2008, euro 6.250.000 per l'anno 2009 ed euro 6.000.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.2.3.02. - capitolo 60380).
3. La spesa per la realizzazione di interventi urgenti di edilizia sanitaria ospedaliera e territoriale è determinata, per il triennio 2008/2010, in euro 11.930.000, di cui euro 210.000 per l'anno 2008, euro 5.610.000 per l'anno 2009 ed euro 6.110.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.2.3.02. - capitolo 60420).
4. La spesa per la progettazione e la realizzazione di strutture socio-sanitarie territoriali è determinata, per il triennio 2008/2010, in euro 1.200.000, di cui euro 600.000 per l'anno 2009 ed euro 600.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.2.3.02 - capitolo 60480 parz.).
5. La spesa per l'adeguamento tecnologico delle apparecchiature sanitarie e lo sviluppo del sistema informativo aziendale, da trasferire all'Azienda USL, è determinata, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge regionale 24 giugno 1994, n. 31 (Interventi finanziari per l'adeguamento tecnologico delle apparecchiature sanitarie), in euro 10.500.000, per il triennio 2008/2010, di cui euro 3.500.000 per l'anno 2008, euro 3.500.000 per l'anno 2009 ed euro 3.500.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.2.3.02. - capitolo 60445).
Articolo 22
(Opere pubbliche destinate all'assistenza delle persone anziane ed inabili)
1. La spesa per l'ampliamento, per la ristrutturazione e per altri interventi di manutenzione straordinaria finalizzati all'adeguamento funzionale di opere pubbliche destinate all'assistenza delle persone anziane ed inabili, previste dall'articolo 17 della legge regionale 15 dicembre 2003, n. 21 (Legge finanziaria per gli anni 2004/2006), è determinata, per il triennio 2008/2010, in euro 13.500.000, di cui euro 3.500.000 per l'anno 2008, euro 4.500.000 per l'anno 2009 ed euro 5.500.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.1.1.05. - capitolo 33690).
Articolo 23
(Finanziamento degli oneri di realizzazione di una struttura polifunzionale in Comune di Morgex per l'erogazione di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali)
1. In deroga a quanto disposto dalla l.r. 48/1995, la Regione provvede con fondi del proprio bilancio al finanziamento dell'esecuzione dei lavori e degli afferenti oneri dei servizi di ingegneria ed architettura inerenti alla struttura polifunzionale da realizzare in Comune di Morgex a cura dello stesso Comune, nel quale ospitare un Centro educativo assistenziale (CEA), un Centro diurno per persone affette da disturbi psichici ed una struttura socio-assistenziale residenziale per anziani.
2. Con propria deliberazione, la Giunta regionale approva, sulla base dell'istruttoria condotta dalla struttura regionale competente in materia di edilizia socio-sanitaria, la progettazione preliminare ed esecutiva dell'opera ed impegna la relativa spesa.
3. Il dirigente della struttura regionale competente in materia di edilizia socio-sanitaria provvede, con proprio provvedimento, alla liquidazione della spesa effettivamente sostenuta con le seguenti modalità:
a) nella misura del 10 per cento, a titolo di primo acconto a seguito dell'approvazione della progettazione esecutiva;
b) nella misura del 30 per cento, a titolo di secondo acconto, all'atto della consegna dei lavori;
c) nella misura del 50 per cento, a titolo di terzo acconto, ad avvenuta rendicontazione e verifica da parte della struttura regionale competente in materia di edilizia socio-sanitaria della totalità della spesa sostenuta relativa ai primi acconti;
d) nella misura del 10 per cento, a titolo di saldo, all'atto dell'approvazione del certificato di collaudo e dell'avvenuta rendicontazione e verifica da parte della struttura regionale competente in materia di edilizia socio-sanitaria della totalità della spesa sostenuta.
4. Nella struttura realizzata ai sensi del presente articolo, con le modalità stabilite in apposito accordo di programma, debbono essere riservati, all'Amministrazione regionale, in relazione ai bisogni della stessa, i locali necessari per l'attivazione di un Centro educativo assistenziale per l'Alta Valle, all'Azienda USL i locali relativi al Centro diurno per malati psichici e alla Comunità montana Valdigne i locali della struttura socio-assistenziale per anziani.
5. Per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata, per il triennio 2008/2010, la spesa massima di euro 2.450.000, di cui euro 450.000 per l'anno 2008, euro 1.000.000 per l'anno 2009 ed euro 1.000.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.2.3.02. - capitolo 60480 parz.).
Articolo 24
(Fondo regionale per le politiche sociali. Legge regionale 4 settembre 2001, n. 18)
1. L'autorizzazione di spesa del Fondo regionale per le politiche sociali, istituito ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 4 settembre 2001, n. 18 (Approvazione del piano socio-sanitario regionale per il triennio 2002/2004), è determinata, per il triennio 2008/2010, in euro 88.140.000, di cui euro 27.080.000 per l'anno 2008, euro 30.380.000 per l'anno 2009 ed euro 30.680.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.2.3.03. - capitoli 61310, 61311, 61312, 61313, 61314, 61315, 61316, 61317, 61318).
2. L'autorizzazione di cui al comma 1 ricomprende anche le spese concernenti la partecipazione della Regione a reti e progetti europei in materia di politiche sociali.
Articolo 25
(Esercizio transitorio di funzioni in materia di assistenza. Modificazione alla legge regionale 11 dicembre 2002, n. 25)
1. Al comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 11 dicembre 2002, n. 25 (Legge finanziaria per gli anni 2003/2005), le parole: "31 dicembre 2007" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2009".
2. L'onere derivante dall'applicazione del comma 1 trova copertura nel Fondo regionale per le politiche sociali, istituito ai sensi dell'articolo 3 della l.r. 18/2001. L'autorizzazione di spesa è determinata, per gli anni 2008 e 2009, ai sensi dell'articolo 24.
Articolo 26
(Disciplina del servizio di trasporto a mezzo elicotteri. Modificazioni alla legge regionale 31 ottobre 1997, n. 35)
1. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 31 ottobre 1997, n. 35 (Disciplina del servizio di trasporti a mezzo elicotteri), è sostituito dal seguente:
"1. I costi degli interventi degli elicotteri sono posti a carico dell'Amministrazione regionale, salvo quanto stabilito dal comma 3.".
2. Il comma 2 dell'articolo 5 della l.r. 35/1997 è abrogato.
CAPO V
INTERVENTI IN MATERIA DI PARTECIPAZIONI E PATRIMONIO
Articolo 27
(IN.VA. S.p.A. Modificazione alla legge regionale 17 agosto 1987, n. 81)
1. Il comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 17 agosto 1987, n. 81 (Costituzione di una Società per azioni nel settore dello sviluppo dell'informatica), è abrogato.
Articolo 28
(Rideterminazione degli oneri fiscali ed accessori per l'acquisizione del complesso alberghiero e immobiliare Grand Hôtel Billia in Comune di Saint-Vincent)
1. Gli oneri fiscali ed accessori per l'acquisizione del complesso immobiliare del Grand Hôtel Billia, del Centro congressi e delle relative pertinenze di cui all'articolo 9, comma 1, della legge regionale 3 agosto 2006, n. 15 (Assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2006, modificazioni a disposizioni legislative, variazione al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2006), sono rideterminati in euro 8.715.000 massimi.
2. Il maggiore onere derivante dal comma 1, pari a euro 1.015.000, trova copertura, nell'anno 2008, nell'obiettivo programmatico 2.1.4.2. - capitolo 35850 parz..
Articolo 29
(Ufficio di rappresentanza a Bruxelles. Legge regionale 16 marzo 2006, n. 8)
1. La Giunta regionale è autorizzata ad acquisire i locali da destinare a sede dell'Ufficio di rappresentanza a Bruxelles, istituito ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale 16 marzo 2006, n. 8 (Disposizioni in materia di attività e relazioni europee e internazionali della Regione autonoma Valle d'Aosta).
2. L'onere di cui al comma 1 è determinato, per l'anno 2008, in euro 2.200.000 (obiettivo programmatico 2.1.4.01. - capitolo 35060 parz.).
CAPO VI
INTERVENTI IN MATERIA DI GESTIONE DEL TERRITORIO E TUTELA DELL'AMBIENTE
Articolo 30
(Avvio del progetto sperimentale Valle d'Aosta Sicura)
1. La Giunta regionale è autorizzata ad avviare un progetto sperimentale, denominato Valle d'Aosta Sicura, finalizzato ad assicurare il controllo del territorio e il monitoraggio del flusso di traffico sulla rete viaria regionale, per il tramite di apparati di videosorveglianza.
2. Per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata la spesa di euro 200.000 per il triennio 2008/2010, di cui euro 100.000 per il 2008 e annui euro 50.000 per il 2009 e il 2010 (obiettivo programmatico 2.1.5. - capitolo 21883).
3. Iniziative analoghe a quelle di cui al comma 1 possono essere intraprese dai Comuni, singoli o associati, e dalle Comunità montane secondo modalità da concordare con la Regione.
Articolo 31
(Fondo per il finanziamento delle opere di rilevante interesse regionale. Legge regionale 17 agosto 2004, n. 21)
1. Per l'attuazione degli interventi previsti dal capo II della legge regionale 17 agosto 2004, n. 21 (Disposizioni in materia di opere di rilevante interesse regionale, disciplina del Fondo per speciali programmi di investimento e istituzione del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici (NUVV). Modificazioni alla legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale), da ultimo modificata dalla legge regionale 28 aprile 2003, n. 13), è autorizzata, per il triennio 2008/2010, la spesa complessiva di euro 2.500.000, di cui euro 500.000 per l'anno 2008 e annui euro 1.000.000 per l'anno 2009 e 2010 (obiettivo programmatico 2.2.1.05 - capitolo 51845).
Articolo 32
(Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Legge regionale 4 settembre 1995, n. 41)
1. Il trasferimento annuale all'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente (ARPA), istituita con legge regionale 4 settembre 1995, n. 41 (Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA) e creazione, nell'ambito dell'Unità sanitaria locale della Valle d'Aosta, del Dipartimento di prevenzione e dell'Unità operativa di microbiologia), è autorizzato, per l'anno 2008, in euro 4.500.000 (obiettivo programmatico 2.2.1.09. - capitolo 67380).
2. L'autorizzazione di spesa disposta ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della l.r. 21/2003 è prorogata fino all'esercizio finanziario 2010 ed è determinata in euro 460.000 per ciascun anno del triennio 2008/2010 (obiettivo programmatico 2.2.1.09. - capitolo 67382).
Articolo 33
(Parco naturale del Mont Avic. Leggi regionali 7 aprile 1992, n. 18, e 10 agosto 2004, n. 16)
1. Il trasferimento annuale all'ente gestore per il funzionamento del Parco naturale del Mont Avic di cui alla legge regionale 10 agosto 2004, n. 16 (Nuove disposizioni in materia di gestione e funzionamento del Parco naturale Mont Avic. Abrogazione delle leggi regionali 19 ottobre 1989, n. 66, 30 luglio 1991, n. 31, e 16 agosto 2001, n. 16), è autorizzato, per l'anno 2008, in euro 1.225.000 (obiettivo programmatico 2.2.1.08. - capitolo 67300).
2. L'autorizzazione di spesa per la realizzazione delle infrastrutture tecniche per il Parco naturale del Mont Avic di cui alla legge regionale 7 aprile 1992, n. 18 (Finanziamento dei lavori di costruzione di infrastrutture di servizio per il Parco del Mont Avic), è rideterminata, per il triennio 2008/2010, in euro 4.650.000, di cui euro 1.450.000 per l'anno 2008 ed annui euro 1.600.000 per gli anni 2009 e 2010 (obiettivo programmatico 2.2.1.08. - capitolo 50150).
3. La Giunta regionale è autorizzata a contrarre mutui passivi per gli importi e i periodi di cui al comma 2 (capitolo 11175).
CAPO VII
INTERVENTI PER LO SVILUPPO ECONOMICO
Articolo 34
(Disposizioni in materia di anticipazione dei trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria e di integrazione salariale a seguito della stipula di contratti di solidarietà. Modificazioni alla legge regionale 26 gennaio 2005, n. 4)
1. Dopo l'articolo 7 della legge regionale 26 gennaio 2005 n. 4 (Disposizioni in materia di anticipazione dei trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria e di integrazione salariale a seguito della stipula di contratti di solidarietà), è inserito il seguente:
"Articolo 7bis
(Interventi a sostegno degli adempimenti finalizzati all'accesso dei lavoratori ai trattamenti di integrazione salariale o alla loro anticipazione)
1. Allo scopo di consentire l'accesso ai benefici previsti dalla presente legge e dalle disposizioni statali vigenti in materia di cassa integrazione guadagni straordinaria, con deliberazione della Giunta regionale può essere autorizzata, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, relativamente alle imprese che si trovino in condizioni particolari, la copertura degli oneri correlati ai relativi adempimenti obbligatori in materia di lavoro e richiesti dagli enti erogatori, effettuati da professionisti regolarmente iscritti agli albi professionali a ciò autorizzati dalla normativa vigente.".
2. Dopo la lettera b) del comma 2 dell'articolo 9 della l.r. 4/2005, è aggiunta la seguente:
"bbis) i casi, correlati alle condizioni particolari delle imprese, e le modalità di concessione dei benefici finanziari di cui all'articolo 7bis.".
3. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 8 della l.r. 4/2005 è prorogata al 31 dicembre 2010 ed è determinata in complessivi euro 270.000 per il triennio 2008/2010 (obiettivo programmatico 2.2.2.16. - capitoli 27000 e 26040), annualmente suddivisi nel modo seguente:
a) anno 2008 euro 170.000;
b) anno 2009 euro 50.000;
c) anno 2010 euro 50.000.
Articolo 35
(Programma di sviluppo rurale 2007/2013 - Misure cofinanziate)
1. La Regione attua, per il periodo 2007/2013, gli interventi definiti nell'ambito del Programma di sviluppo rurale 2007/2013, in applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005.
2. Gli oneri a carico della Regione per il cofinanziamento di investimenti a sostegno dell'agricoltura, nelle more dell'approvazione da parte della Commissione europea del Programma di sviluppo rurale 2007/2013, sono determinati, nel triennio 2008/2010, in euro 22.696.300 (obiettivo programmatico 2.2.2.17. - capitolo 43070), annualmente suddivisi nel modo seguente:
a) anno 2008: euro 7.575.300;
b) anno 2009: euro 7.617.500;
c) anno 2010: euro 7.503.500.
3. L'autorizzazione di spesa per l'implementazione e gestione del Programma di sviluppo rurale 2007/2013 è determinata, per il triennio 2008/2010, in euro 600.000 (obiettivo programmatico 2.2.2.17. - capitolo 43055), annualmente suddivisa nel modo seguente:
a) anno 2008: euro 200.000;
b) anno 2009: euro 200.000;
c) anno 2010: euro 200.000.
4. Le azioni di cui al comma 3 sono attuate anche mediante l'utilizzo delle risorse finanziarie che l'Unione europea e lo Stato renderanno disponibili ad avvenuta approvazione del Programma di sviluppo rurale 2007/2013 da parte della Commissione europea.
Articolo 36
(Incentivi regionali per il rinnovo tecnologico del parco auto e moto circolante in Valle d'Aosta. Modificazioni alla legge regionale 6 agosto 2007, n. 18)
1. La Regione assicura il finanziamento delle domande di contributo relative ad iniziative di demolizione/acquisto o riconversione effettuate entro il 31 dicembre 2007 ai sensi della legge regionale 6 agosto 2007, n. 18 (Incentivi regionali per il rinnovo tecnologico del parco auto e moto circolante in Valle d'Aosta).
2. È autorizzata l'ulteriore applicazione della l.r. 18/2007 per la concessione dei contributi ivi previsti relativamente alle iniziative di demolizione/acquisto o riconversione effettuate nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2008. Limitatamente a dette iniziative, i contributi di cui agli articoli 3, 4, 5, 6 e 7 della l.r. 18/2007 sono concessi nei soli casi di rottamazione di autovetture ed autocarri immatricolati come Euro 0 o Euro 1. Limitatamente a dette iniziative, i contributi di cui all'articolo 3 della l.r. 18/2007 sono concessi a prescindere dal requisito, relativo al livello massimo di emissioni di CO2 per chilometro, di cui al comma 1 del medesimo articolo qualora il beneficiario del contributo sia un soggetto portatore di handicap in situazione di gravità, portatore di gravi difficoltà motorie certificate ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), ovvero un soggetto grande invalido del lavoro portatore di gravi difficoltà motorie.
3. Il comma 1 dell'articolo 9 della l.r. 18/2007 è sostituito dal seguente:
"1. La Regione concede un contributo di euro 300 per l'acquisto di ciclomotori nuovi immatricolati come Euro 2 o Euro 3, a fronte della sostituzione, mediante demolizione, di altro ciclomotore immatricolato come Euro 0. Tale contributo è aumentato ad euro 500 nel caso di ciclomotori nuovi a propulsione elettrica.".
4. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui alla l.r. 18/2007 è determinata, per il 2008, in euro 1.060.000 (obiettivo programmatico 2.2.1.09. - capitolo 67372 e obiettivo programmatico 2.1.6.01. - capitolo 67374).
Articolo 37
(Concessione di contributi in conto interessi. Autorizzazioni di limiti di impegno. Leggi regionali 31 marzo 2003, n. 6, e 8 giugno 2004, n. 7)
1. I limiti di impegno, della durata massima di quindici anni, previsti dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 6 (Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane), sono autorizzati, per l'anno 2008, in euro 101.556 per le imprese industriali e in euro 107.138 per le imprese artigiane (obiettivi programmatici 2.2.2.09. - capitolo 35750 parz. e 2.2.2.10. - capitolo 47590 parz.).
2. Il limite di impegno, della durata massima di quindici anni, previsto dalla legge regionale 8 giugno 2004, n. 7 (Interventi regionali a sostegno delle imprese artigiane ed industriali operanti nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli), è autorizzato, per l'anno 2008, in euro 27.000 (obiettivo programmatico 2.2.2.09. - capitolo 35805 parz. e obiettivo programmatico 2.2.2.10. - capitolo 47645 parz.).
CAPO VIII
INTERVENTI PER LA PROMOZIONE SOCIALE
Articolo 38
(Disposizioni in materia di interventi regionali per il diritto allo studio universitario. Modificazioni alla legge regionale 14 giugno 1989, n. 30)
1. L'articolo 3 della legge regionale 14 giugno 1989, n. 30 (Interventi della Regione per l'attuazione del diritto allo studio nell'ambito universitario), è sostituito dal seguente:
"Articolo 3
1. Gli interventi previsti dalla presente legge sono rivolti:
a) agli studenti residenti in Valle d'Aosta ed iscritti, in Italia o all'estero, a corsi di studio delle università, delle istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale e degli istituti superiori di grado universitario che rilasciano titoli aventi valore legale;
b) agli studenti non residenti in Valle d'Aosta ed iscritti a corsi di studio attivati dall'Università della Valle d'Aosta/Université de la Vallée d'Aoste, da altre istituzioni universitarie convenzionate con la Regione o l'Università della Valle d'Aosta/Université de la Vallée d'Aoste e a corsi di alta formazione artistica e musicale, esclusivamente per i seguenti interventi:
1) assegno di studio di cui all'articolo 5;
2) contributo nella spesa relativo all'alloggio di cui all'articolo 9;
3) sussidio straordinario di cui all'articolo 7;
4) contributi per corsi post-universitari di cui all'articolo 11;
5) servizio mensa di cui all'articolo 13bis.
2. Sono esclusi dagli interventi di cui alla presente legge:
a) gli studenti in possesso di altro titolo di studio di pari livello;
b) gli studenti iscritti al corso di laurea in infermieristica;
c) gli studenti fuori corso da oltre un anno.".
2. Dopo l'articolo 13 della l.r. 30/1989, è inserito il seguente:
"Articolo 13bis
1. La Regione provvede all'erogazione del servizio di mensa per gli studenti iscritti a corsi attivati dall'Università della Valle d'Aosta/Université de la Vallée d'Aoste, da altre istituzioni universitarie convenzionate con la Regione o l'Università della Valle d'Aosta/Université de la Vallée d'Aoste e a corsi di alta formazione artistica e musicale.
2. La Regione concorre nella spesa per la fruizione del servizio di mensa a favore delle tipologie di studenti individuate con deliberazione della Giunta regionale.
3. Il servizio di mensa deve essere funzionale alle esigenze derivanti dallo svolgimento delle attività didattiche e formative degli studenti, prevedendo anche modalità plurime di ristorazione.
4. Ai fini dell'erogazione del servizio di cui al comma 1, la Giunta regionale, con propria deliberazione, definisce in particolare:
a) i requisiti economici e di merito per l'accesso al servizio di mensa;
b) l'entità della quota di partecipazione alla spesa, graduata sulla base delle condizioni economiche del nucleo familiare degli studenti;
c) le modalità di organizzazione del servizio.".
3. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui alla l.r. 30/1989 è determinata per il triennio 2008/2010 in complessivi euro 10.452.000, di cui annui euro 3.484.000 per gli anni 2008, 2009 e 2010 (obiettivo programmatico 2.2.4.02. - capitolo 55560).
Articolo 39
(Disposizioni in materia di interventi regionali per il diritto allo studio. Modificazioni alla legge regionale 20 agosto 1993, n. 68)
1. Dopo la lettera i) del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 20 agosto 1993, n. 68 (Interventi regionali in materia di diritto allo studio), è aggiunta la seguente:
"ibis) erogazione del servizio di mensa per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado dipendenti dalla Regione.".
2. Dopo l'articolo 12 della l.r. 68/1993, è inserito il seguente:
"Articolo 12bis
(Servizio mensa per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado)
1. La Regione provvede all'erogazione del servizio di mensa per gli studenti frequentanti le scuole secondarie di secondo grado dipendenti dalla Regione.
2. Il servizio di mensa deve essere funzionale alle esigenze derivanti dallo svolgimento delle attività didattiche e formative degli studenti, prevedendo anche modalità plurime di ristorazione.
3. La Regione concorre nella spesa per la fruizione del servizio di mensa a favore delle tipologie di studenti residenti in Valle d'Aosta individuate con deliberazione della Giunta regionale.
4. La Giunta regionale definisce, inoltre, con propria deliberazione:
a) le modalità di organizzazione del servizio di mensa;
b) le tipologie di utenti, in aggiunta agli studenti, che possono accedere al servizio di mensa e le relative quote di partecipazione alla spesa.".
3. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui alla l.r. 68/1993 è determinata per il triennio 2008/2010 in complessivi euro 1.887.000, di cui annui euro 629.000 per gli anni 2008, 2009 e 2010 (obiettivo programmatico 2.2.4.02. - capitoli 55511, 55515 e 55530; obiettivo programmatico 1.2.2. - capitolo 55960; obiettivo programmatico 2.2.4.1. - capitolo 55160)
Articolo 40
(Promozione di servizi formativi e di ricerca scientifica per lo sviluppo dell'innovazione tecnologica)
1. L'onere per le convenzioni di cui all'articolo 35, comma 2, della l.r. 30/2006 è rideterminato per il triennio 2008/2010 in complessivi euro 4.019.000, di cui euro 1.108.000 per l'anno 2008, euro 1.258.000 per l'anno 2009 ed euro 1.653.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.2.4.04. - capitoli 56676, 56677 e 56678).
2. Nell'autorizzazione di cui al comma 1 è ricompresa la spesa per i compensi ai rappresentanti di parte regionale in seno agli organismi all'uopo costituiti.
Articolo 41
(Associazione Forte di Bard. Legge regionale 17 maggio 1996, n. 10)
1. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui all'articolo 2, comma 3, della legge regionale 17 maggio 1996, n. 10 (Interventi per il recupero e la valorizzazione del forte e del borgo medioevale di Bard), a favore della Associazione Forte di Bard per la valorizzazione del turismo culturale del Forte di Bard, è determinata per il triennio 2008/2010 in complessivi euro 9.450.000, di cui annui euro 3.150.000 per gli anni 2008, 2009 e 2010 (obiettivo programmatico 2.2.4.07. - capitoli 68356 e 68357).
Articolo 42
(Interventi per la valorizzazione del Forte e del Borgo medioevale di Bard. Modificazioni alla legge regionale 17 maggio 1996, n. 10)
1. Al comma 4bis dell'articolo 2 della l.r. 10/1996, dopo le parole: "tramite la società Finbard S.p.A.," sono inserite le seguenti: "con sede unica, legale e amministrativa, in Comune di Bard,".
2. Il periodo di cui all'articolo 3, comma 1, della l.r. 10/1996 è prorogato al 31 dicembre 2009.
Articolo 43
(Manutenzione straordinaria del Museo regionale di Scienze naturali. Legge regionale 20 maggio 1985, n. 32)
1 L'autorizzazione di spesa per la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria del Museo regionale di Scienze naturali di cui alla legge regionale 20 maggio 1985, n. 32 (Istituzione del Museo regionale di Scienze naturali), è rideterminata in euro 500.000 per l'anno 2008, in euro 2.000.000 per l'anno 2009 e in euro 1.700.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.2.4.07. - capitolo 68352).
Articolo 44
(Contributo straordinario all'Aero Club Valle d'Aosta)
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario a favore dell'Aero Club Valle d'Aosta a titolo di concorso nelle spese finalizzate all'acquisto di beni funzionali allo svolgimento delle attività istituzionali dell'ente.
2. Il contributo è concesso fino ad un massimo del 90 per cento della spesa ammissibile, su presentazione di apposita domanda alla struttura competente, corredata di idonea documentazione di spesa relativa all'investimento effettuato.
3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 50.000 euro per l'anno 2008 (obiettivo programmatico 2.2.4.08. - capitolo 66575).
CAPO IX
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 45
(Determinazione di autorizzazioni di spesa recate da leggi regionali)
1. Le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi regionali elencate nell'allegato B e dalle leggi regionali modificative delle stesse sono determinate, ai sensi dell'articolo 19 della l.r. 90/1989, nelle misure indicate nell'allegato B medesimo.
2. Le spese autorizzate dalla presente legge trovano copertura nelle risorse iscritte nello stato di previsione dell'entrata del bilancio di previsione 2008 e pluriennale 2008/2010.
TITOLO III
DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI REGIONALI IN MATERIA DI AGRICOLTURA E DI SVILUPPO RURALE. MODIFICAZIONI ALLE LEGGI REGIONALI 16 NOVEMBRE 1999, N. 36, E 28 APRILE 2003, N. 18
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 46
(Oggetto e finalità)
1. Il presente titolo disciplina gli interventi regionali diretti ad assicurare la conservazione e il miglioramento del sistema rurale montano, quale risorsa culturale, ambientale ed economica, a garantire la permanenza nelle aree montane, preservando un adeguato livello di redditività per gli addetti, e ad assicurare ai consumatori la fruibilità di prodotti agricoli di alto valore qualitativo.
2. Gli interventi regionali perseguono, in particolare, le seguenti finalità:
a) ammodernamento del sistema agricolo e agro-alimentare, al fine di accrescerne la produttività, la competitività e la redditività, in particolare attraverso interventi strutturali, e di valorizzare la professionalità degli addetti;
b) sostegno ai territori rurali, attraverso lo sviluppo delle infrastrutture, dei servizi e delle opportunità occupazionali, al fine di contenere lo spopolamento delle aree montane, anche attraverso la garanzia di servizi quantitativamente e qualitativamente adeguati;
c) salvaguardia del patrimonio ambientale e paesaggistico, mediante la valorizzazione di pratiche agricole eco-compatibili che garantiscano l'equilibrio tra sviluppo economico ed esigenze ambientali;
d) gestione e tutela del territorio rurale quale elemento del patrimonio culturale e ricreativo;
e) promozione e sviluppo delle tradizioni rurali locali;
f) valorizzazione dei prodotti agricoli di qualità;
g) salvaguardia dei suoli e corretta gestione delle acque superficiali;
h) valorizzazione del sistema zootecnico e dei relativi prodotti, con particolare riguardo alla salvaguardia delle specie autoctone di interesse zootecnico.
Articolo 47
(Politica di sviluppo rurale)
1. La politica regionale di sviluppo rurale è diretta alla diversificazione delle attività economiche delle aziende agricole mediante lo sviluppo di attività complementari, alla valorizzazione del patrimonio rurale e ambientale e al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni e della famiglia rurale, anche al fine di contenere l'esodo rurale e di rafforzare il tessuto economico e sociale e le capacità progettuali e gestionali delle zone rurali.
2. La politica regionale di sviluppo rurale si attua, oltre che con gli interventi di cui al presente titolo, attraverso specifici programmi approvati con deliberazione del Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale. L'efficacia del programma è subordinata alla preventiva approvazione da parte della Commissione europea.
Articolo 48
(Beneficiari e tipologia degli aiuti)
1. Possono accedere agli interventi di cui al presente titolo gli imprenditori agricoli, in forma singola o associata, come definiti dall'articolo 2135 del codice civile, operanti nel territorio regionale e gli altri soggetti indicati nel presente titolo.
2. Gli aiuti possono consistere in:
a) contributi in conto capitale;
b) contributi in conto interessi;
c) mutui a tasso agevolato di durata quindicennale, oltre a un ulteriore periodo di preammortamento della durata massima di tre anni.
3. Gli aiuti di cui al comma 2 possono essere concessi anche cumulativamente.
4. L'intensità degli aiuti disciplinati dal presente titolo è calcolata in equivalente sovvenzione lorda.
Articolo 49
(Compatibilità con la normativa comunitaria)
1. Ove non diversamente disposto, gli aiuti disciplinati dal presente titolo sono concessi conformemente a quanto previsto dal regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 13 gennaio 2001, e dal regolamento (CE) n. 1857/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato degli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nella produzione di prodotti agricoli e recante modifica del regolamento (CE) n. 70/2001, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 16 dicembre 2006, in quanto applicabili.
CAPO II
TIPOLOGIA DEGLI AIUTI
Articolo 50
(Investimenti nelle aziende agricole)
1. Al fine di favorire la razionalizzazione della gestione aziendale mediante la riduzione dei costi di produzione, il miglioramento della qualità della produzione, la tutela e il miglioramento dell'ambiente naturale, delle condizioni di igiene e di benessere degli animali e l'incremento della produzione di energie alternative e da fonti rinnovabili, possono essere concessi aiuti per la realizzazione delle seguenti iniziative:
a) dotazione di attrezzature e macchinari, ivi compresi gli strumenti informatici, destinati al miglioramento, all'incremento e alla tutela della produzione agricola, in misura comunque non superiore al loro valore di mercato;
b) costruzione, acquisizione o miglioramento di beni immobili;
c) spese e oneri di progettazione e altre spese di carattere generale correlate alle iniziative di cui alle lettere a) e b);
d) acquisto di terreni diversi da quelli destinati all'edilizia, sino ad un costo non superiore al 10 per cento delle spese ammissibili dell'investimento.
2. La Giunta regionale stabilisce, con propria deliberazione, l'ammontare percentuale concedibile degli aiuti, in misura comunque non superiore:
a) al 60 per cento della spesa ammissibile, per investimenti realizzati da giovani agricoltori entro cinque anni dall'insediamento;
b) al 75 per cento della spesa ammissibile relativa ai costi aggiuntivi necessari all'attuazione di norme specifiche per la tutela e il miglioramento dell'ambiente e il miglioramento delle condizioni igieniche negli allevamenti o del benessere degli animali, diretti a conformarsi ai nuovi requisiti comunitari minimi ovvero a superare i requisiti comunitari minimi in vigore;
c) al 50 per cento della spesa ammissibile, negli altri casi.
3. Il limite massimo degli aiuti concedibili ad ogni singolo beneficiario nel corso di tre esercizi finanziari è pari a euro 500.000.
4. Gli aiuti di cui al presente articolo non possono essere concessi nei seguenti casi:
a) acquisto di diritti di produzione, animali e piante annuali;
b) impianto di piante annuali;
c) drenaggi, impianti e opere per l'irrigazione, salvo che tali interventi permettano di ridurre di almeno il 25 per cento il precedente consumo di acqua;
d) semplici investimenti di sostituzione;
e) fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei prodotti lattiero-caseari.
5. Possono beneficiare degli aiuti per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 1, lettere b) e c), anche i proprietari di immobili destinati ad attività agricola non titolari o conduttori di azienda agricola.
Articolo 51
(Conservazione di paesaggi e fabbricati rurali tradizionali)
1. Al fine di conservare la fruibilità del territorio di alta montagna, consentendone l'utilizzazione per lo svolgimento della tradizionale pratica della transumanza e garantendo, allo stesso tempo, la tutela e il miglioramento dell'ambiente naturale, delle condizioni di igiene, di benessere degli animali e della qualità delle produzioni, nonché la riduzione dei costi di produzione, il recupero del patrimonio storico e architettonico a valenza agricola e l'incremento della produzione di energie alternative e da fonti rinnovabili, possono essere concessi aiuti per la realizzazione delle seguenti iniziative:
a) interventi diretti alla conservazione di elementi non produttivi del patrimonio aziendale, avente interesse archeologico o storico;
b) interventi diretti alla conservazione di elementi del patrimonio facente parte dei fattori produttivi dell'azienda;
c) spese e oneri di progettazione inerenti agli interventi di cui alle lettere a) e b).
2. La Giunta regionale stabilisce, con propria deliberazione, l'ammontare percentuale concedibile degli aiuti, in misura comunque non superiore:
a) al 100 per cento della spesa ammissibile, per gli interventi di cui al comma 1, lettera a), e per le spese e gli oneri di progettazione ad essi inerenti di cui al comma 1, lettera c); nel caso di opere in economia effettuate direttamente dal beneficiario o dai suoi collaboratori nell'attività aziendale non possono essere concessi aiuti per un importo superiore a euro 10.000;
b) al 75 per cento della spesa ammissibile, per gli interventi di cui al comma 1, lettera b), e per le spese e gli oneri di progettazione ad essi inerenti di cui al comma 1, lettera c), quando tali iniziative non comportino aumento della capacità produttiva aziendale;
c) al 50 per cento della spesa ammissibile, per gli interventi di cui al comma 1, lettera b), e per le spese e gli oneri di progettazione ad essi inerenti di cui al comma 1, lettera c), quando tali iniziative comportino aumento della capacità produttiva aziendale; detto limite può essere incrementato di ulteriori dieci punti percentuali se l'iniziativa è effettuata da giovani agricoltori entro cinque anni dall'insediamento;
d) al 100 per cento delle spese aggiuntive determinate dall'utilizzo di materiali tradizionali necessari per preservare le caratteristiche architettoniche degli edifici, nel caso di interventi che comportino aumento della capacità produttiva.
3. Possono beneficiare degli aiuti di cui al presente articolo anche i proprietari di immobili destinati ad attività agricola non titolari o conduttori di azienda agricola.
Articolo 52
(Ricomposizione fondiaria)
1. Ai proprietari di fondi agricoli possono essere concessi aiuti per favorire la ricomposizione fondiaria fino ad un massimo del 100 per cento dei costi legali e amministrativi, ivi compresi quelli per la realizzazione delle indagini.
Articolo 53
(Aiuti relativi a fitopatie e infestazioni parassitarie)
1. Al fine di compensare i titolari di aziende agricole dei costi e delle perdite per la prevenzione e l'eradicazione di fitopatie e infestazioni parassitarie, i cui focolai siano stati formalmente riconosciuti dalle competenti autorità nell'ambito di programmi pubblici obbligatori di prevenzione o eradicazione, possono essere concessi aiuti per la prevenzione ed eradicazione di fitopatie e dei vettori di infestazione.
2. La Giunta regionale stabilisce, con propria deliberazione, l'ammontare percentuale concedibile degli aiuti, in misura comunque non superiore al 100 per cento della spesa sostenuta o della perdita subita, dedotte le somme eventualmente percepite a titolo di indennizzo assicurativo e i costi non sostenuti a causa delle fitopatie o infestazioni parassitarie.
3. Gli aiuti diretti a compensare i titolari di azienda agricola dei costi sostenuti ai sensi del comma 1 sono erogati in natura sotto forma di servizi agevolati e non possono comportare pagamenti diretti in denaro; le perdite subite ai sensi del comma 1 possono essere compensate mediante pagamenti diretti.
Articolo 54
(Aiuti per perdite dovute ad avversità atmosferiche)
1. Possono essere concessi aiuti al fine di indennizzare gli imprenditori agricoli per le perdite di piante e di animali, per i danni agli edifici e alle attrezzature aziendali, nonché per la riduzione del reddito determinati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, formalmente riconosciuti dalle competenti autorità.
2. Per avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali si intendono gli eventi atmosferici, quali gelo, grandine, ghiaccio, pioggia o siccità, che abbiano distrutto più del 30 per cento della produzione media annua di un imprenditore agricolo nei tre anni precedenti o della produzione media triennale calcolata sui cinque anni precedenti, escludendo l'anno con la produzione più bassa e quello con la produzione più elevata.
3. Ai fini della concessione degli aiuti di cui al comma 1, la riduzione del reddito è calcolata sottraendo il risultato ottenuto moltiplicando i quantitativi prodotti nell'anno in cui si sono verificate le avversità atmosferiche per il prezzo medio di vendita ottenuto in tale anno dal risultato ottenuto moltiplicando la produzione media triennale calcolata sui cinque anni precedenti, escludendo l'anno con la produzione più bassa e quello con la produzione più elevata, per il prezzo medio di vendita ottenuto nei cinque anni precedenti ovvero, se più favorevole, dal risultato ottenuto moltiplicando i quantitativi medi annui prodotti nei tre anni precedenti per il prezzo medio di vendita ottenuto nel detto periodo.
4. Gli aiuti possono essere concessi fino ad un massimo del 90 per cento della spesa ammissibile, dedotte le somme percepite a titolo di indennizzo assicurativo e i costi non sostenuti a causa delle avversità atmosferiche.
5. La spesa ammissibile può essere maggiorata dell'importo corrispondente ad altri costi specifici sostenuti dall'imprenditore agricolo impossibilitato a effettuare il raccolto a causa delle avversità atmosferiche.
6. La percentuale di aiuto di cui al comma 4 è ridotta del 50 per cento, a decorrere dal 1° gennaio 2010, per gli imprenditori agricoli che, a quella data, non abbiano stipulato una polizza assicurativa a copertura di almeno il 50 per cento della loro produzione e dei rischi climatici statisticamente più frequenti.
Articolo 55
(Aiuti per il pagamento di premi assicurativi)
1. Possono essere concessi aiuti per la sottoscrizione di polizze assicurative contro i rischi per le perdite di beni aziendali e per il mancato guadagno derivanti da avversità atmosferiche e da fitopatie e infestazioni parassitarie.
2. Gli aiuti, compatibilmente con i principi comunitari in materia di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi, possono essere concessi entro il limite massimo:
a) dell'80 per cento del costo del premio assicurativo, nel caso di polizze stipulate esclusivamente contro i rischi derivanti da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali;
b) del 50 per cento del costo del premio assicurativo, nel caso di polizze stipulate contro i rischi di cui alla lettera a) e contro altri rischi derivanti da avversità atmosferiche in genere;
c) del 50 per cento del costo del premio assicurativo, nel caso di polizze stipulate contro i rischi derivanti da fitopatie o infestazioni parassitarie.
Articolo 56
(Aiuti alle aziende operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli)
1. Al fine promuovere la razionalizzazione della gestione aziendale mediante la riduzione dei costi di produzione, il miglioramento della produzione e della qualità, nonché il miglioramento dell'ambiente naturale e delle condizioni di igiene e di benessere degli animali, possono essere concessi aiuti alle piccole e medie imprese operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli per investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, ivi comprese le spese di consulenza relative alla loro realizzazione.
2. Per trasformazione di prodotti agricoli si intende qualunque trattamento di un prodotto agricolo in esito al quale il prodotto ottenuto rimane comunque un prodotto agricolo, escluse le operazioni eseguite nell'azienda agricola necessarie per preparare un prodotto animale o vegetale per la prima vendita.
3. Per commercializzazione di prodotti agricoli si intende la detenzione o l'esposizione ai fini della vendita, la messa in vendita, la consegna o qualsiasi altra modalità di immissione sul mercato, eccettuata la prima vendita da parte di un produttore primario a rivenditori o trasformatori ed ogni operazione necessaria per preparare il prodotto per la prima vendita; la vendita da parte di un produttore primario al consumatore finale è da considerare commercializzazione se avviene in locali separati riservati a questa attività.
4. La Giunta regionale stabilisce, con propria deliberazione, l'ammontare percentuale concedibile degli aiuti di cui al comma 1, in misura comunque non superiore al 40 per cento della spesa ammissibile.
Articolo 57
(Interventi diretti)
1. Al fine di promuovere lo sviluppo dell'agricoltura regionale, possono essere effettuati da parte della Regione interventi diretti per l'acquisizione, la realizzazione e il miglioramento di strutture ed impianti fissi.
2. Nei casi di cui al comma 1, la Regione conserva la proprietà delle strutture e degli impianti e ne affida la gestione a terzi, secondo modalità e parametri stabiliti con deliberazione della Giunta regionale.
Articolo 58
(Aiuti diretti a promuovere il miglioramento della qualità dei prodotti agricoli)
1. Al fine di promuovere e migliorare la qualità dei prodotti agricoli, possono essere concessi aiuti sotto forma di servizi agevolati che non comportino pagamenti diretti in denaro agli imprenditori agricoli singoli ed associati per:
a) ricerche di mercato, ideazione e progettazione del prodotto, ivi comprese le iniziative per la preparazione del riconoscimento delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine o delle attestazioni di specificità in conformità alla normativa comunitaria vigente;
b) iniziative dirette all'introduzione di norme di assicurazione della qualità, di sistemi di analisi dei rischi e dei punti critici di controllo, di sistemi di tracciabilità, di sistemi per garantire il rispetto dell'autenticità e delle norme di commercializzazione o di sistemi di audit ambientale;
c) formazione del personale destinato ad applicare i regimi e i sistemi di cui alla lettera b);
d) costi richiesti dagli organismi di certificazione riconosciuti per la certificazione iniziale dell'assicurazione di qualità e di sistemi analoghi;
e) misure obbligatorie di controllo, salvo che la normativa comunitaria vigente stabilisca che tali iniziative debbano gravare integralmente sugli imprenditori.
2. Gli aiuti possono essere concessi fino ad un massimo del 100 per cento della spesa ammissibile.
3. Agli imprenditori agricoli che partecipano a sistemi di qualità alimentare comunitari o nazionali riconosciuti per prodotti agricoli destinati al consumo umano, possono essere concessi aiuti fino a euro 3.000 annui, per un periodo massimo di cinque anni, per la compensazione dei costi fissi occasionati dalla partecipazione ai predetti sistemi di qualità.
Articolo 59
(Assistenza tecnica e formazione)
1. Al fine di garantire un'adeguata assistenza tecnica alle aziende agricole, possono essere concessi agli imprenditori agricoli aiuti sotto forma di servizi agevolati che non comportino pagamenti diretti in denaro, per le seguenti iniziative:
a) formazione dell'agricoltore e dei suoi collaboratori, limitatamente agli oneri derivanti dall'organizzazione del programma, da eventuali spese di viaggio e di soggiorno dei partecipanti e dai costi dei servizi di sostituzione dell'imprenditore agricolo e dei suoi collaboratori;
b) servizi di sostituzione dell'imprenditore o di un suo collaboratore in caso di malattia o nei periodi di ferie;
c) organizzazione e partecipazione a forum per lo scambio di conoscenze tra imprese, a concorsi, mostre e fiere, ivi comprese le spese di iscrizione, le spese di viaggio, le spese per le pubblicazioni, l'affitto degli stand e i premi simbolici assegnati nell'ambito di concorsi fino ad un valore massimo di euro 250 per premio e per vincitore;
d) diffusione di conoscenze scientifiche e di informazioni sui sistemi di qualità aperti a prodotti di altri Paesi, sui prodotti generici, sui benefici nutrizionali di tali prodotti e sugli utilizzi per essi proposti, a condizione che non siano menzionati i produttori, i marchi o l'origine, fatti salvi i prodotti di cui al regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari, e di cui agli articoli da 54 a 58 del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione Comune del mercato vitivinicolo, purché i riferimenti all'origine corrispondano esattamente ai riferimenti registrati dalla Comunità;
e) pubblicazioni, quali cataloghi o siti web, purché le informazioni e la presentazione siano neutre e tutti i produttori interessati abbiano le stesse possibilità di figurare nelle pubblicazioni;
f) consulenze a carattere non continuativo o periodico di esperti che non siano connesse con le normali spese di funzionamento dell'impresa.
2. Qualora i servizi siano forniti da organizzazioni di produttori o da altre organizzazioni, l'appartenenza a tali organizzazioni non può costituire una condizione per l'accesso al servizio. Gli eventuali contributi dei non soci ai costi amministrativi dell'associazione o organizzazione devono essere limitati ai costi del servizio prestato.
3. Gli aiuti possono essere concessi fino ad un massimo del 100 per cento della spesa ammissibile relativa al servizio agevolato.
Articolo 60
(Assistenza tecnica alle aziende operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli)
1. Alle piccole e medie imprese, in forma singola o associata, operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, possono essere concessi aiuti a sostegno delle iniziative dirette:
a) a garantire adeguata assistenza tecnica e formazione agli operatori delle aziende;
b) a promuovere e migliorare la qualità e la tracciabilità delle produzioni;
c) all'introduzione di norme di assicurazione della qualità, di sistemi di analisi dei rischi e dei punti critici di controllo, di sistemi di tracciabilità, di sistemi per garantire il rispetto dell'autenticità e delle norme di commercializzazione o di sistemi di audit ambientale.
2. Gli aiuti sono concessi ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di importanza minore (de minimis), pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 28 dicembre 2006, fino ad un massimo del 100 per cento delle spese ammissibili.
Articolo 61
(Aiuti per l'introduzione di sistemi di certificazione ambientale)
1. Al fine di incrementare la diffusione di sistemi di gestione ambientale sul territorio regionale, possono essere concessi agli enti locali e ai gestori di aree naturali protette aiuti per la realizzazione di iniziative dirette ad ottenere certificazioni ambientali. In tal caso, rientrano nella spesa ammissibile anche i costi per le consulenze tecniche, la formazione del personale e gli oneri inerenti al processo di certificazione.
2. I contributi sono concessi ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006, in quanto applicabile, fino ad un massimo del 100 per cento della spesa ammissibile.
Articolo 62
(Animazione sociale e culturale delle comunità)
1. Al fine di valorizzare e promuovere la cultura rurale e delle comunità, possono essere avviate iniziative dirette da parte della Regione ed essere concessi aiuti agli enti pubblici o privati che operano senza fine di lucro per la realizzazione di manifestazioni tematiche di interesse agricolo.
2. Gli aiuti sono concessi ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006, in quanto applicabile, fino ad un massimo del 100 per cento della spesa ammissibile.
Articolo 63
(Incentivazione delle attività turistiche)
1. Al fine di incentivare lo sviluppo del turismo rurale e la creazione di spazi da destinare ad attività collettive di natura socio-culturale, possono essere concessi aiuti ad enti pubblici e a soggetti privati per la realizzazione delle seguenti iniziative:
a) recupero di siti naturali di interesse turistico, ivi compresi i siti di cui alla legge regionale 21 maggio 2007, n. 8 (Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione autonoma Valle d'Aosta derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Attuazione delle direttive 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, e 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. Legge comunitaria 2007);
b) sistemazione e valorizzazione di aree interessate a gestione alieutica finalizzata al pescaturismo dilettantistico;
c) sistemazione e valorizzazione di aree da destinare a parchi faunistici e ad aziende faunistiche-venatorie;
d) riqualificazione a fini turistici dei rus tradizionali.
2. Gli aiuti sono concessi ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006, in quanto applicabile, fino ad un massimo:
a) del 100 per cento della spesa ammissibile, per le iniziative di cui al comma 1, lettera d);
b) dell'80 per cento della spesa ammissibile, per i soggetti pubblici, e del 50 per cento della spesa ammissibile, per i soggetti privati, per le iniziative di cui alle lettere a), b) e c).
Articolo 64
(Riqualificazione dei villaggi rurali)
1. Al fine di favorire il recupero del patrimonio storico e architettonico dei villaggi rurali, di promuovere lo sviluppo dei servizi rurali e l'attrattiva dei luoghi e di contenere lo spopolamento dei villaggi, possono essere concessi agli enti pubblici e ai consorzi di miglioramento fondiario costituiti ai sensi del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215 (Nuove norme per la bonifica integrale), aiuti per la realizzazione di interventi di recupero e ripristino delle infrastrutture e della viabilità interna e di collegamento tra villaggi.
2. Gli aiuti sono concessi fino ad un massimo del 70 per cento della spesa ammissibile.
Articolo 65
(Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale)
1. Al fine di tutelare il patrimonio rurale, anche in relazione allo sviluppo economico locale, possono essere concessi aiuti ad enti pubblici e a soggetti privati per la realizzazione delle seguenti iniziative:
a) interventi di riqualificazione della rete sentieristica ed escursionistica e della viabilità minore;
b) interventi di recupero e di riqualificazione degli elementi tipici dei paesaggi rurali.
2. Gli aiuti sono concessi ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006, in quanto applicabile, fino ad un massimo:
a) dell'80 per cento della spesa ammissibile, per le iniziative di cui al comma 1, lettera a), se realizzate da enti pubblici;
b) del 70 per cento della spesa ammissibile, per le iniziative di cui al comma 1, lettera b), se realizzate da enti pubblici;
c) del 50 per cento della spesa ammissibile, per le iniziative di cui al comma 1, lettere a) e b), se realizzate da soggetti privati.
Articolo 66
(Infrastrutture rurali)
1. Al fine di incentivare lo sviluppo delle infrastrutture funzionali al settore agricolo e di garantire la stabilità idrogeologica dei terreni agricoli, possono essere concessi ai consorzi di miglioramento fondiario costituiti ai sensi del r.d. 215/1933, alle consorterie legalmente costituite e agli altri enti gestori di opere irrigue aiuti fino ad un massimo del 100 per cento delle spese ammissibili per la realizzazione delle seguenti iniziative:
a) studio preliminare, elaborazione e realizzazione di piani di riordino fondiario;
b) interventi di miglioramento della viabilità rurale;
c) interventi di sistemazione e bonifica del terreno;
d) interventi di elettrificazione rurale;
e) interventi di adeguamento della rete di gestione idrica.
2. Ai consorzi di miglioramento fondiario costituiti ai sensi del r.d. 215/1933 possono essere concessi aiuti fino ad un massimo del 100 per cento delle spese accessorie, oneri fiscali inclusi, inerenti ai trasferimenti dei diritti reali per fondi siti in comprensori di riordino fondiario.
Articolo 67
(Gestione dei consorzi di miglioramento fondiario, delle consorterie e degli altri enti gestori di opere irrigue)
1. Possono essere concessi ai consorzi di miglioramento fondiario costituiti ai sensi del r.d. 215/1933, alle consorterie legalmente costituite e agli altri enti gestori di opere irrigue aiuti per le spese relative:
a) alla costituzione, fusione, incorporazione e modificazione dei confini territoriali;
b) all'attività di gestione e di funzionamento.
2. Gli aiuti sono concessi fino ad un massimo del 100 per cento della spesa ammissibile.
Articolo 68
(Modificazioni alla legge regionale 16 novembre 1999, n. 36)
1. Il comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale 16 novembre 1999, n. 36 (Disposizioni in materia di controlli e promozione per le produzioni agricole ottenute mediante metodi biologici), è sostituito dal seguente:
"1. Al fine di contribuire alle spese sostenute per il controllo e la certificazione del processo produttivo, possono essere concessi aiuti, sotto forma di servizi agevolati che non comportino pagamenti diretti in denaro, agli operatori iscritti nelle sezioni dell'elenco regionale di cui all'articolo 7.".
2. Il comma 2 dell'articolo 12 della l.r. 36/1999 è sostituito dal seguente:
"2. La Giunta regionale individua, con propria deliberazione, i servizi agevolati e le relative modalità di erogazione. L'ammontare degli aiuti non può comunque superare il 100 per cento della spesa relativa ai servizi agevolati.".
Articolo 69
(Modificazioni alla legge regionale 28 aprile 2003, n. 18)
1. Il comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 28 aprile 2003, n. 18 (Disciplina della Route des vins de la Vallée d'Aoste), è sostituito dal seguente:
"1. Per la realizzazione delle finalità della presente legge, la Giunta regionale può concedere all'Associazione Route des vins aiuti ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di importanza minore (de minimis), pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 28 dicembre 2006, fino ad un massimo del 100 per cento della spesa ammissibile a sostegno delle seguenti attività:
a) studio e apposizione della specifica segnaletica;
b) promozione, a livello regionale, nazionale e internazionale, della Route des vins, attraverso la partecipazione a fiere ed eventi e l'organizzazione di iniziative di valorizzazione e di divulgazione;
c) azioni pubblicitarie condotte mediante i mezzi di comunicazione di massa e la realizzazione di materiale promozionale;
d) realizzazione, potenziamento e adeguamento delle strutture di accoglienza, ivi compresi gli arredi e i materiali di supporto, indispensabili alla realizzazione degli obiettivi di cui alla presente legge.".
2. L'articolo 8 della l.r. 18/2003 è abrogato.
CAPO III
DISPOSIZIONI COMUNI
Articolo 70
(Presentazione delle domande e istruttoria)
1. Le domande dirette all'ottenimento delle agevolazioni previste dal presente titolo sono presentate alla struttura regionale competente in relazione al settore interessato dall'agevolazione, di seguito denominata struttura competente.
2. La struttura competente verifica la completezza e la regolarità delle domande e ne valuta l'ammissibilità.
3. Le iniziative ammesse ad agevolazione devono essere avviate successivamente all'adozione del relativo provvedimento di concessione.
4. L'erogazione delle agevolazioni è subordinata alla verifica della completezza e della regolarità della documentazione di spesa esibita dal beneficiario.
5. Le opere in economia effettuate direttamente dal beneficiario o dai suoi collaboratori sono ammesse ad agevolazione qualora siano riconducibili alla normale attività svolta dall'imprenditore agricolo. Per normale attività si intende quella che l'imprenditore agricolo è in grado di porre in essere, disponendo di attrezzature e professionalità sufficienti, con il lavoro proprio, della sua famiglia e dei suoi dipendenti. La Giunta regionale definisce, con la deliberazione di cui all'articolo 75, i limiti massimi di spesa ammissibile per i lavori in proprio e i prezzi di riferimento, al fine di valutare la congruità della spesa.
Articolo 71
(Vincolo di destinazione e di alienazione)
1. Non possono essere richiesti nuovi aiuti ai sensi del presente titolo per le medesime iniziative per le quali siano già state concesse agevolazioni, prima che siano decorsi:
a) tre anni dalla data di entrata in produzione, se si tratta di impianti di colture officinali o di piccoli frutti;
b) cinque anni dalla data di acquisto o di ultimazione, se si tratta di impianti ed attrezzature mobili;
c) dieci anni dalla data di entrata in produzione, se si tratta di impianti di colture pregiate;
d) quindici anni dalla data di acquisto o di ultimazione, se si tratta di altri impianti e attrezzature fissi ovvero di interventi relativi a beni immobili.
2. I soggetti beneficiari non possono mutare la destinazione e l'uso dichiarati, né alienare o cedere i beni agevolati separatamente dall'azienda, né ridurre la superficie aziendale che ha giustificato la concessione dell'aiuto per gli investimenti relativi ai fabbricati rurali e alle macchine e attrezzature agricole, prima che siano decorsi:
a) tre anni dalla data di entrata in produzione, se si tratta di impianti di colture officinali o di piccoli frutti;
b) cinque anni dalla data di acquisto o di ultimazione, se si tratta di impianti ed attrezzature mobili;
c) dieci anni dalla data di entrata in produzione, se si tratta di impianti di colture pregiate;
d) quindici anni dalla data di acquisto o di ultimazione, se si tratta di altri impianti ed attrezzature fissi ovvero di interventi relativi a beni immobili.
3. Il vincolo sui fabbricati di proprietà di soggetti privati, qualora la spesa ammessa sia superiore a euro 100.000, è reso pubblico a cura e spese del beneficiario mediante trascrizione presso l'ufficio dei registri immobiliari competente per territorio.
4. La Giunta regionale, a richiesta del beneficiario, può autorizzare con propria deliberazione, prima della scadenza dei termini di cui al comma 2, la cessione, separatamente dall'azienda, dei beni finanziati ovvero il mutamento della destinazione o dell'uso dichiarati, fatti salvi i vincoli di destinazione urbanistica, qualora:
a) sopravvengano gravi e comprovati motivi;
b) la cessione favorisca la ricomposizione o il riordino fondiario;
c) si tratti di cessione di terreni agricoli ad imprenditori agricoli.
5. Nei casi previsti dal comma 4, l'erogazione dell'agevolazione, se non esauritasi all'atto della concessione, è interrotta. I beneficiari non sono tenuti a restituire i contributi in conto capitale e in conto interessi sino a quel momento percepiti; i mutui erogati devono essere estinti anticipatamente mediante il rimborso del capitale residuo.
6. Nel caso di cessione di azienda, i mutui a tasso agevolato concessi ai sensi del presente titolo possono essere ceduti al cessionario, previa autorizzazione della struttura competente, sentita la Finanziaria regionale Valle d'Aosta - Società per azioni (FINAOSTA S.p.A.).
Articolo 72
(Controlli)
1. Al fine di verificare i tempi e le modalità di attuazione delle iniziative oggetto di agevolazione, nonché il rispetto degli obblighi e di ogni altro adempimento previsto dal presente titolo e dal provvedimento di concessione, le strutture competenti effettuano controlli, anche a campione, potendo, a tale scopo, accedere liberamente alle sedi delle aziende interessate e prendere visione della documentazione ivi custodita.
2. Le funzioni di controllo possono essere affidate, mediante apposita convenzione, all'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (AREA VdA), di cui alla legge regionale 26 aprile 2007, n. 7 (Istituzione dell'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (AREA VdA).
Articolo 73
(Revoca)
1. Salvi gravi e comprovati motivi, le agevolazioni sono revocate qualora il beneficiario contravvenga agli obblighi previsti dal presente titolo e dalle relative disposizioni applicative. In particolare, le agevolazioni sono revocate qualora il soggetto beneficiario:
a) violi il divieto di cui all'articolo 71, comma 2;
b) non ultimi le iniziative concernenti beni immobili entro il termine massimo di cinque anni dalla data di concessione dell'agevolazione;
c) non ultimi le iniziative concernenti beni mobili entro un anno dalla data di concessione dell'agevolazione;
d) attui l'iniziativa in modo difforme rispetto alle modalità previste.
2. L'agevolazione è inoltre revocata qualora dai controlli effettuati risulti la non veridicità delle dichiarazioni e delle informazioni rese dai beneficiari al fine dell'ottenimento dell'agevolazione, nonché qualora, decorso un anno dalla data di concessione dell'agevolazione, l'iniziativa non sia stata ancora avviata.
3. La revoca comporta l'obbligo di restituire, entro sessanta giorni dalla comunicazione del relativo provvedimento:
a) l'intero ammontare del contributo in conto capitale e del contributo in conto interessi percepito sino alla data del provvedimento di revoca, maggiorato degli interessi calcolati con le modalità di cui al comma 4;
b) il capitale residuo del mutuo, maggiorato della differenza tra gli interessi calcolati con le modalità di cui al comma 4 e gli interessi corrisposti.
4. Gli interessi sono riferiti al periodo intercorrente tra la data di erogazione dell'aiuto e la data del provvedimento di revoca e sono calcolati sulla base della media ponderata del tasso ufficiale di riferimento, riferita al periodo in cui si è beneficiato dell'agevolazione.
5. Nel provvedimento di revoca sono fissate le eventuali condizioni di rateizzazione, in un periodo comunque non superiore a ventiquattro mesi.
6. La revoca dell'agevolazione può essere disposta anche in misura parziale, purché proporzionale all'inadempimento riscontrato.
Articolo 74
(Fondo di rotazione)
1. Ai fini della concessione di mutui per la realizzazione delle iniziative disciplinate dal presente titolo, è autorizzato l'utilizzo delle disponibilità del fondo di rotazione istituito dalla legge regionale 24 dicembre 1996, n. 43 (Costituzione di un fondo di rotazione per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario in agricoltura).
CAPO IV
DISPOSIZIONI FINANZIARIE, FINALI E TRANSITORIE
Articolo 75
(Rinvio)
1. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, le spese ammissibili per le agevolazioni previste dal presente titolo e ogni altro aspetto concernente i procedimenti amministrativi diretti all'ottenimento delle stesse, ivi comprese eventuali condizioni minime di redditività aziendale cui subordinare la concessione delle agevolazioni, le modalità e i termini di presentazione delle domande, la documentazione da allegare e la documentazione di spesa da esibire al fine dell'erogazione dell'agevolazione.
2. La deliberazione di cui al comma 1 ed ogni altra deliberazione prevista dal presente titolo sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione.
Articolo 76
(Disposizioni transitorie)
1. Ai procedimenti diretti alla concessione di agevolazioni le cui domande pervengano entro il 31 dicembre 2007 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla deliberazione della Giunta regionale del 16 maggio 2005, n. 1480 (Ridefinizione delle modalità di attuazione e dei criteri di applicazione afferenti al capitolo 16 - aspetti connessi agli aiuti di Stato - del piano di sviluppo rurale della Valle d'Aosta per il periodo 2000-2006, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 1807/XI del 24 gennaio 2001. Revoca di deliberazioni della Giunta regionale), come modificata dalla deliberazione della Giunta regionale 17 febbraio 2006, n. 418 (Approvazione dei criteri di applicazione della misura I.A.1: Investimenti nelle aziende agricole - Intervento: acquisti di macchine e attrezzi agricoli e revoca dell'allegato "E" alla deliberazione della Giunta regionale n. 1480 del 16 maggio 2005).
2. Per i procedimenti diretti alla concessione di agevolazioni avviati prima dell'entrata in vigore della presente legge, continuano ad applicarsi, quanto all'inizio dei lavori, le disposizioni di cui all'allegato A della deliberazione della Giunta regionale n. 1480 del 2005, come modificata dalla deliberazione n. 418 del 2006.
3. Le disposizioni di cui all'articolo 73, commi 3, 4, 5 e 6, si applicano anche ai rapporti derivanti dalle agevolazioni già concesse e ancora in essere alla data di entrata in vigore della presente legge.
Articolo 77
(Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dall'applicazione del presente titolo è determinato, per l'anno 2008, in euro 17.000.000, per l'anno 2009, in euro 57.000.000 e, a partire dall'anno 2010, in annui euro 59.000.000.
2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno 2008 e di quello pluriennale per il triennio 2008/2010.
3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede mediante l'utilizzo delle risorse iscritte negli stessi bilanci nell'obiettivo programmatico 3.1. (Fondi globali), al capitolo 69000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti) per euro 4.000.000 annui e al capitolo 69020 (Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento) per euro 13.000.000 per l'anno 2008, euro 53.000.000 per l'anno 2009 ed euro 55.000.000 per l'anno 2010, a valere sugli appositi accantonamenti previsti al punto C.1. dell'allegato n. 1 agli stessi bilanci.
4. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni al bilancio.
Articolo 78
(Abrogazioni)
1. Sono abrogate le seguenti leggi e disposizioni:
a) la legge regionale 5 aprile 1973, n. 15 (Istituzione del servizio di assistenza tecnico-economico-sociale per l'agricoltura);
b) la legge regionale 6 luglio 1984, n. 30 (Interventi regionali in materia di agricoltura);
c) la legge regionale 12 dicembre 1986, n. 62 (Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 6 luglio 1984, n. 30, recante interventi regionali in materia di agricoltura);
d) la legge regionale 12 agosto 1987, n. 70 (Interventi regionali per la promozione e lo sviluppo del riordino fondiario);
e) la legge regionale 13 giugno 1991, n. 19 (Ulteriori modifiche alla legge regionale 6 luglio 1984, n 30, recante interventi regionali in materia di agricoltura, già modificata dalla legge regionale 12 dicembre 1986, n. 62);
f) la legge regionale 23 dicembre 1991, n. 84 (Modifiche della legge regionale 6 luglio 1984, n. 30, recante interventi regionali in materia di agricoltura, già modificata dalle leggi regionali 12 dicembre 1986, n. 62 e 13 giugno 1991, n. 19);
g) la legge regionale 28 febbraio 1994, n. 5 (Modifica alla legge regionale 6 luglio 1984, n. 30 (Interventi regionali in materia di agricoltura), già modificata dalle leggi regionali 12 dicembre 1986, n. 62, 13 giugno 1991, n. 19 e 23 dicembre 1991, n. 84);
h) il regolamento regionale 16 agosto 1994, n. 7 (Regolamento di applicazione della legge regionale 6 luglio 1984, n. 30 (Interventi regionali in materia di agricoltura) e successive modificazioni);
i) la legge regionale 5 maggio 1995, n. 14 (Interpretazione autentica della legge regionale 6 luglio 1984, n. 30 (Interventi regionali in materia di agricoltura), e successive modificazioni);
j) la lettera e) del comma 2 dell'articolo 65 della l.r. 45/1995;
k) la legge regionale 23 maggio 1997, n. 19 (Ulteriori modificazioni alla legge regionale 6 luglio 1984, n. 30 (Interventi regionali in materia di agricoltura), già modificata dalle leggi regionali 12 dicembre 1986, n. 62, 13 giugno 1991, n. 19, 23 dicembre 1991, n. 84, e 28 febbraio 1994, n. 5);
l) l'articolo 9 della legge regionale 4 settembre 2001, n. 21 (Disposizioni in materia di allevamento zootecnico e relativi prodotti);
m) l'articolo 53 della l.r. 21/2003.
TITOLO IV
ENTRATA IN VIGORE
Articolo 79
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2008.
Président - Hier nous avions terminé l'examen du bilan, je crois que nous pouvons passer maintenant à l'examen du projet de loi n° 188. Je rappelle que le CPEL a donné son avis favorable, ainsi que la IIème Commission à majorité avec la présentation d'amendements. Je vous rappelle que sur ce projet de loi il y a - vous les trouvez dans la brochure que je vous ai fait distribuer - 2 amendements de l'Assesseur Isabellon, 1 amendement de l'Assesseur La Torre, 10 amendements des Conseillers Sandri et Fontana, 15 amendements du groupe "Arcobaleno".
La parole au Conseiller Sandri sur l'article 1er.
Sandri (PD) - Volevo per una volta parlare bene di questo articolo 1, nel senso che non credo che avrò più occasione di parlare bene di questa legge, ma in tale caso questo è un segnale importante che viene dato alle attività produttive, alla parte più produttiva della nostra Regione, e mi sembra sia un segnale importante, perché oltretutto è legato a dei parametri, ossia l'incremento del valore della produzione e l'incremento dell'occupazione, che sono dei parametri positivi. Non ho bene idea di quale sarà il risultato finale di questa iniziativa, ma è lodevole l'intenzione. Speriamo oltretutto che l'IRAP diventi rapidamente, come mi sembra ci sia l'intenzione da parte del Governo nazionale, una tassa regionale e che su questo tema avremo ancora le mani più libere per fare degli interventi sostanziali.
Richiamato l'intervento in discussione generale che avevo fatto, il problema della riduzione delle tasse è un problema fondamentale e vorrei richiamare un dato di cui siamo testimoni e che abbiamo realizzato nella nostra Regione. Il fatto di non aver messo, differentemente da moltissime altre Regioni italiane, delle sovrattasse sull'immatricolazione degli autoveicoli a livello di motorizzazione, ha comportato che in Val d'Aosta ci sia un numero di immatricolazioni molto importante, in quanto grosse società di "leasing", di noleggio a lungo termine di autoveicoli preferiscono immatricolare le loro autovetture nella nostra Regione per godere di questi piccoli vantaggi fiscali, che però sui grandi numeri portano a delle grandi economie. Questa è la strada giusta, ossia quella che la competitività viene anche dal fatto di riuscire a ridurre le entrate pubbliche, ma in modo tale da liberare risorse nel mercato e questo diventa un motore propulsore dell'economia.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Anche noi siamo contenti di cominciare a discutere su questa legge finanziaria. Il primo articolo che riguarda una riduzione dell'IRAP alle imprese che operano in Valle, è stato discusso a lungo in Commissione e il tentativo anche da parte del nostro gruppo era quello di introdurre un emendamento che riconoscesse un'analoga riduzione anche alle imprese che incominciavano ad insediarsi in Valle con i nuovi insediamenti o che operassero semplicemente nel passaggio del lavoro da tempo indeterminato a tempo determinato, perché questo articolo 1, pur nella sua positività, non è chiaro quali riflessi possa avere nella nostra Regione, in quanto c'è il limite di riguardare solo le grandi società che a livello nazionale riescono a produrre un reddito maggiore, ad incrementare anche il numero degli addetti, ma che questo incremento si realizzi fuori dalla valle e non in valle. Per cui da un lato riconosciamo un vantaggio a queste imprese inconsciamente, in quanto c'è una ricaduta positiva rispetto all'occupazione della Regione, ma questo, di fatto, è difficile che avvenga. Comunque crediamo che sia positivo andare in questa direzione e sarà importante - e in questo senso chiediamo all'Assessorato alle finanze e ai suoi uffici - verificare l'effettiva ricaduta sulla Valle degli interventi previsti con questo articolo.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Prendo atto con piacere del commento positivo del collega Sandri, mi associo. Purtroppo prendo atto che questa stretta fiscale che cerchiamo di contenere, non è contenuta a livello nazionale; in questi giorni tutti i giornali specializzati stanno mettendo in risalto una manovra finanziaria dello Stato che ormai rincorre in modo esasperato il criterio di cassa con l'introduzione di norme sempre più strangolanti per l'economia. Su questo tipo di ragionamento volevo creare un piccolo addendo, perché oltre all'aumento dell'imposizione c'è un aumento incredibile di provvedimenti e di attività amministrative, non ultima tutta una serie di attività antiriciclaggio che sono folli. Invito a leggere un articolo fatto molto bene su "Il Sole 24Ore" del 1° dicembre del dr. De Mita, che è particolarmente significativo: una normativa raffazzonata, improvvisata, che sta mettendo in serie difficoltà le imprese e le pubbliche amministrazioni che, da un lato, hanno il Patto di stabilità che deve contenere le spese; dall'altro, attività amministrative che appesantiscono la nostra attività. Scusatemi per questo sproloquio, ma è indispensabile mettere in luce le responsabilità e le azioni. Siamo su un'attività governativa folle!
Per quanto riguarda le cose dette, mi perdoni, collega Squarzino, ma le sue affermazioni sono totalmente gratuite, non dimostrate, sono assolutamente non riscontrabili dall'articolato. L'articolato prevede una premialità rispetto a 2 fattori, non c'entra un fico secco l'internazionalizzazione; ogni impresa ha il suo bilancio, se c'è la coesistenza nel bilancio di un aumento del 5% del valore della produzione e del costo del lavoro, abbiamo la premialità; quindi il fatto che queste siano piccole, grandi, grandissime non c'entra nulla. Sono dei provvedimenti che hanno a che fare con l'aliquota IRAP ordinaria, quindi siano esse valdostane, siano esse del territorio nazionale, non c'entra nulla! Per fare un'analisi colgo l'invito che viene fatto all'Assessorato delle finanze; qualora ci sia questa attività, a monitorare, lo faremo, ma non cominciamo a fare propaganda e a dire cose false!
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz e del Consigliere Segretario Venturella, fuori microfono)
Squarzino (Arc-VA) - Prendo atto che, come il primo giorno, l'Assessore responsabile del bilancio ha un atteggiamento "molto attento", fra virgolette...
Assessore, c'è modo e modo di rispondere; probabilmente non mi sono spiegata bene e lei ha frainteso, io ho detto una cosa molto diversa... facciamo degli esempi concreti? Allora ci sono delle aziende, come la "Heineken" o la stessa "Cogne-Marzorati", aziende che hanno imprese anche fuori della Val d'Aosta e che probabilmente riusciranno a dimostrare - lo spero - che nel loro fatturato, che non comprende solo noi, ma anche tutti gli altri, hanno aumentato il fatturato e anche l'occupazione... può anche darsi che l'occupazione non sia aumentata, qui, in Valle, ma fuori Valle. Allora la riduzione IRAP che riconosciamo, è una riduzione che riconosciamo a questi, ma che non rispecchia un aumento di occupazione, un riconoscimento di una produttività che avviene in Valle, mentre altre società più piccole che lavorano in Valle non riescono a raggiungere questi parametri. Queste cose ci sono state dette in Commissione dagli stessi imprenditori: vi parlate fra di voi? Volevo sottolineare questo aspetto e dirle che abbiamo anche tentato di formulare un emendamento che andasse in quella direzione...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... Signor Presidente, cominci anche lei così... stavo concludendo... non mi lascia finire!
Abbiamo tentato di formulare un emendamento che andasse in questa direzione, abbiamo verificato con gli uffici che si rappresenta come aiuto di Stato per cui non è formulabile, altrimenti bisognerebbe ricorrere al Parlamento, notificarlo alla Comunità europea, non lo abbiamo neanche presentato per dire che siamo seri! Ma se voi utilizzate ogni nostra espressione per riprendere un clima di opposizione e di contrapposizione in questo Consiglio, ne prendiamo atto e agiremo di conseguenza. Per dimostrarle che non siamo contro i contenuti, ma che volevamo fare un discorso più generale, annunciamo un voto positivo su questo primo articolo, che non sarà chiaramente il voto positivo sulla legge, ma per farle capire che siamo più seri di come si comporta lei con l'opposizione!
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (CdL) - Mi ha fatto molto piacere il discorso del collega Sandri sul favore ad una concorrenzialità economica sul piano dell'appetibilità delle imprese della Val d'Aosta che questo articolo introduce. Lui ha fatto un esempio che però, nella scorsa legislatura, quando con il collega Rini il sottoscritto si è occupato a fondo del problema delle immatricolazioni, a cui il Consigliere Sandri faceva riferimento, bisognava stare molto bene attenti nei discorsi a non dire che questo dava un vantaggio fiscale alla Regione, perché subito la parte politica rappresentata dal collega Sandri e in particolare l'"Arcobaleno" - ricordo il Consigliere Curtaz - invocavano subito il principio di solidarietà verso le altre Regioni e qualunque concorrenza nei confronti delle altre Regioni era negativa sul piano della solidarietà interregionale. Mi fa piacere che sia stato fatto un passo in avanti nella valutazione dell'opportunità che questa Regione sia più competitiva per le aziende che decidessero di insediarvisi o che vi operassero e vi portassero una parte piccola o grande della loro produzione. È una specie di primo passo di quel "modello Irlanda" che ha permesso di far grandi progressi a un paese che era molto arretrato nell'ambito europeo e che però è un modello che non è applicabile, così come lo è stato in Irlanda, perché la CE non ne consente l'applicazione.
Rimane il fatto che l'obiezione della collega Squarzino non è senza fondamento; io, questa storia degli aiuti di Stato, l'ho capita poco, perché la riduzione dell'IRAP si inserisce in una facoltà per legge concessa dalla normativa nazionale, ossia è una legge dello Stato quella che ci consente di rimodulare entro certi limiti (nel caso l'1%) l'IRAP. Mi sembra quanto meno curioso, purché si possa dimostrare nella sostanza che questo potrebbe somigliare a... che l'applicazione brutale di una legge nazionale configuri un aiuto di Stato, perché vuol dire che la legge nazionale non è fatta bene, non rispetta "les contraintes communautaires", lei per prima, perché se lo Stato mi dice che posso diminuire di uno, ma se io diminuisco vado contro la normativa europea, non si capisce più! Dovrebbe aprirsi un conflitto di competenze fra CE e Stato su un punto molto importante. Perché dico questo? Perché così come scritto, l'articolo funziona come un turbo, anziché come un termostato; ora il termostato funziona in base al principio di retroazione negativa, sistema su cui funziona anche la fisiologia animale e quindi umana, ossia sul fatto che i sistemi a valle di azioni e reazioni iniettano nel sistema un effetto contrario a quello prodotto, in modo da mantenere il sistema in equilibrio. Cosa vuol dire? Sale la temperatura nel Consiglio, il termostato chiude le caldaie, quindi quando sale la temperatura il termostato inietta il contrario, ossia inietta del freddo o sospende il caldo, quando scende la temperatura il termostato inietta del calore e fa partire la caldaia; quindi, il fatto di mettere in un sistema il contrario di quello che avviene, nella direzione nella quale il sistema si sta avviando in modo esagerato, mantiene l'equilibrio del sistema. Quando fa caldo sudiamo perché l'evaporazione del sudore sulla pelle sottrae calore e ci mantiene la temperatura a 36°, questo è un sistema di equilibrio.
I sistemi che funzionano al contrario, ossia a retroazione positiva, mandano i sistemi in oscillazione, è il motore turbo. Il motore butta fuori gas di scarico ad alta velocità, questi fanno girare una turbina, questa aumenta la pressione dell'aria all'interno dell'alimentazione, il motore va più forte, i gas sono più veloci, la turbina gira di più... risultato: il motore esplode, tant'è vero che sui motori turbo c'è una valvolina che si chiama "waste-gate" (valvola di spurgo). Questo per dire che questa norma dà un premio a chi va bene e punisce chi va male, questo è il sistema di retroazione positiva, che manda il sistema in oscillazione; fa andare sempre meglio quelli che vanno bene e fa andare sempre peggio quelli che vanno male, o meglio, fa un'azione di favore a quelli che vanno bene e fa un danno o non dà il favore a quelli che vanno male. Questo è un aspetto che non è positivo in questa norma, perché è un premio a chi guadagna ed è una punizione per chi è in difficoltà.
I sistemi dovrebbero aiutare chi è in difficoltà e far partecipare alla solidarietà chi invece va bene, è quello che facciamo in campo sociale. La progressività delle imposte funziona così: chi può paga di più e chi non può riceve un aiuto. Questo articolo funziona esattamente al contrario, è come quando in questa sala la temperatura scende, comincia a far freddo, la collega Charles si mette il cappotto e il termostato stacca la caldaia e fa ancora più freddo! Mentre quando fa caldo, il termostato alza il gasolio e fa ancora più caldo...
(mormorii in aula... il Presidente Perron richiama il Consigliere a stare sull'argomento)
... vorrei stare sull'argomento ancora per 3 minuti e 17 secondi, se mi consente. Posso consigliare al collega Vicquéry un eccellente libro di Kevin Kelly che si chiama "Out of control"... se lei va sull'isola con 10 libri dovrebbe portarsi anche questo... Questo è l'aspetto negativo dell'articolo 1, spero di aver completato in modo abbastanza chiaro, da un lato, e oscuro, dall'altro, per il collega Vicquéry il concetto: qui aiutiamo chi va bene e mazzoliamo chi ha delle difficoltà, non mi sembra l'ideale.
Vorrei capire come l'applicazione puntuale di una norma nazionale che ci consente di abbassare di un punto l'IRAP su tutto il sistema, avrebbe potuto configurare un aiuto di Stato; allora bisognerebbe chiedere al nostro Parlamento di abolire la norma che consente di abbassare l'IRAP, il che mi sembra un altro controsenso.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Due rapide considerazioni.
La prima, sulle osservazioni in merito al riciclaggio e al comportamento del Governo da parte dell'Assessore: sono convinto che questo Governo non abbia compreso appieno la necessità di abbassare le tasse alle imprese italiane e agli italiani, dovrebbe fare molto di più, ma sul tema del riciclaggio non sono d'accordo con lei, perché anche nella nostra Regione ci sono inchieste aperte in particolare in alcune procure del sud sulla possibilità di riciclaggio sul Casinò di Saint-Vincent e comunque nelle indagini parlamentari fatte anche da autorevoli esponenti come il Presidente Violante, è emerso che c'è un'infiltrazione della criminalità organizzata del nostro Paese anche nella nostra Regione, quindi massima allerta sul problema del riciclaggio, credo che questa possa essere una cosa su cui ci troviamo d'accordo.
Vorrei invece esprimere un profondo disaccordo con quanto detto dalla collega Squarzino, perché se l'aiuto attraverso la riduzione dell'IRAP consente l'aumento dell'occupazione a Carema o a Noasca io sono contentissimo, credo che la cosa importante sia che queste aziende siano premiate perché aumentano l'occupazione. La solidarietà mi sembra che fosse uno dei temi cari a tutta la nostra parte politica.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Chiedo scusa per i toni, siamo tutti stanchi.
Volevo rappresentare un mio dissenso rispetto a come avevo inteso io il ragionamento della collega Squarzino, ovvero che questa norma agevolava le imprese esterne e non quelle interne. Quello che lei ha detto nel secondo intervento corrisponde a verità, può darsi che delle aziende che hanno dei plurinsediamenti abbiano dei benefici, ma questo nulla toglie a tutte le attività che ci sono in Valle, quindi sono sullo stesso piano. Non vorrei che gli amici della stampa dicessero che questa è una norma che agevola le imprese di fuori: agevola le imprese; poi quando ci sono dei plurinsediamenti questa occupazione può emergere, ma io ho parlato dell'aumento, può anche essere che non aumentino i dipendenti, ma aumentino i salari, che è anche un altro aspetto positivo.
Rispetto a quello che ha detto il Consigliere Sandri, non ho espresso una mia contrarietà sulla filosofia dell'antiriciclaggio, ho espresso contrarietà sull'improvvisazione delle norme che vengono introdotte creando solo pasticci; quindi, se andiamo a fondo con una struttura organica che va a combattere il riciclaggio, siamo assolutamente d'accordo, ma non sono dei provvedimenti introdotti negli emendamenti ad una finanziaria che risolvono il problema. È una legislazione di emergenza e De Mita dice questo: "sono pazzi ad introdurre delle norme che non siano frutto di una meditazione ampia e condivisa".
Per quanto attiene il Consigliere Ottoz, ho capito bene che lui si intende di termometri, di turbo... di fisco probabilmente capisce poco, perché l'IRAP è un'imposta fortemente criticata e volevo solo dire che questo meccanismo è come quello che lui ha detto, il termometro, perché se uno aumenta la produzione e ha tanta manodopera, a parità di reddito, gli aumentano le imposte, perché siccome il costo del lavoro fa base imponibile IRAP, succede che aumento e mi aumentano le tasse, quindi a parità di utile mi diminuisce l'utile. Questa premialità va a diminuire l'IRAP per quelle aziende che aumentano il loro valore della produzione utilizzando il fattore lavoro in misura più importante, pertanto è come il termometro: quando sale, si stacca e si abbassa la pressione fiscale. Da questo punto di vista, il meccanismo che è stato introdotto è finalizzato a ridurre l'IRAP, soprattutto per le aziende che sono più penalizzate e che sono quelle che hanno più forza lavoro. Per quanto attiene le normative europee, mi avvalgo degli uffici competenti e questo è quello che mi dicono.
Si dà atto che, dalle ore 9,47 presiede il Vicepresidente Lanièce e che, dalle ore 10,12, riassume la Presidenza il Presidente Perron.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Dopo l'intervento dell'Assessore che ha ammesso che forse i toni... sia da una parte che dall'altra... sono stati eccessivi, volevo solo fare un piccolo invito: dato che abbiamo ancora una giornata e per evitare che anche chi ascolta queste schermaglie verbali, con 78 articoli possa avere l'impressione di gente che si parla addosso, perde del tempo in inutili soliloqui rispetto a tematiche che poco c'entrano con il bilancio... vorrei solo fare una piccola osservazione, scusandomi delle parole che ho rivolto all'Assessore Marguerettaz, ma erano dettate dalla reazione al suo comportamento verso la Capogruppo Squarzino.
Credo che la politica "in primis" debba essere dettata da correttezza, ma... quando vi è un dibattito, bisogna mettersi in quello stato d'animo di propensione all'ascolto. Capisco che ogni tanto ci si infiamma perché un pezzo di frase non è quella che si vorrebbe sentire, ma con questa propensione all'ascolto le critiche possono essere anche molto feroci; sicuramente, io, in Consiglio, critico ferocemente l'atteggiamento politico: ad esempio del carissimo amico Assessore Cerise, con cui condivido lo 0,0005% del comportamento politico, ma vi deve essere propensione all'ascolto. È un invito che faccio, perché la giornata è molto lunga; per evitare che da schermaglie si passi alla guerriglia e poi alla "guerra guerreggiata", è meglio che si ascolti, anche se, quando uno presenta 15 emendamenti, danno fastidio, perché si dice che rallentano l'approvazione della legge, ma ci siamo presi l'impegno, la legge la voteremo, come lo ha anticipato la collega Squarzino, e vogliamo confrontarci.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Accolgo l'invito del collega Venturella, ma un po' di ironia non guasta. È il secondo giorno che la maggioranza e il Governo sono in fibrillazione, almeno al mattino, probabilmente ha ragione il Consigliere Ottoz, che avete problemi di carburazione, non so se ci sono dei fattori esterni che intervengono su questo tipo di nervosismo o insofferenza, e detto da me...
Vorrei però fare anch'io un po' di filosofia economica, non della mia concezione dell'economia, ci mancherebbe altro, non voglio mica farvi perdere tempo, ma dell'economia attuale. Ci troviamo, come Governo regionale, come Governo nazionale, ogni 6 mesi ad intervenire sulle aziende e sull'economia: una volta è il cuneo fiscale, un'altra la riduzione dei contributi, adesso la riduzione dell'IRAP, ed è vero che gli imprenditori industriali, artigiani e piccole aziende hanno capito che questa è la strada percorribile perché la politica "cala subito le braghe", ma... siamo convinti che facciamo un gran servizio alle aziende? Sono usciti i dati della Banca d'Italia sulla riduzione dei consumi, ma soprattutto sulla riduzione dei salari e noi pensiamo di stare sui mercati internazionali... la "vostra" economia, non la mia, ogni 6 mesi... riducendo il costo del lavoro o riducendo le imposte e i contributi delle imprese? Questa è la domanda che dobbiamo porci. Ho letto attentamente la lettera che hanno scritto gli artigiani: da un lato, è vero che chiedono la riduzione dei contributi, evidentemente è più facile chiedere la riduzione dei contributi che fare la politica che i contributi e le tasse le devono pagare tutti in questo Paese; perché, finché abbiamo un nero e non si colpisce questo, ci saranno sempre aziende che riusciranno a fare concorrenza sleale ad altre, e le altre che sono in regola non hanno altra via che chiedere la riduzione dei contributi del costo del lavoro... prima contraddizione a cui bisogna mettere mano.
Seconda contraddizione: interveniamo sempre sul piano economico... perché non ci misuriamo, invece, sulla qualità dei servizi o la disfunzione che creiamo alle imprese con gli apparati amministrativi burocratici? Perché - seconda contraddizione - le aziende devono rispettare le norme, ma l'accanimento nell'applicazione delle norme è una cosa che ammazza le imprese e non il costo del lavoro, perché quando uno deve aprire un'attività e deve passare 2 mesi dentro i nostri uffici, in quanto non siamo capaci di far comunicare le competenze di un ufficio con quelle di un altro, e poi sono anni che "strombazziamo" sugli sportelli unici, ma la qualità professionale dei dirigenti - e torniamo a quanto spendiamo sulla formazione - qual è quando un'impresa deve venire 20 volte in Regione per aprire un'attività? Se cominciamo ad intervenire in questi fattori, faremo un gran servizio, non cadremo nella trappola della concorrenza e degli aiuti di Stato, e anche lì, abbiamo una litigiosità con il Governo nazionale che fa paura e non abbiamo nessuna litigiosità con l'UE, che l'unica cosa che sa fare è parlare di mercato e di libera concorrenza, senza mettere dei paletti!
Sapete che un'azienda nella Pianura padana e la stessa azienda, da noi, senza fare della retorica, sono 2 attività completamente diverse... allora, quando il Consigliere Ottoz faceva i 110 ostacoli, se li facevamo assieme, se non mi dava 50 metri di vantaggio non è che eravamo uguali perché lui arrivava prima! Se abbiamo dei fattori geografici negativi sulle nostre aziende, le leggi del libero mercato e della concorrenza non possono avere la stessa partenza per tutte le aziende, e... come interveniamo noi? Con gli aiuti a pioggia, con la mancanza di aiuti selettivi, esattamente il rovescio di quello che dovremmo fare: creare sinergie, reti, servizi di qualità. Alora forse avremmo meno pressione da parte dell'azienda sulla riduzione del costo del lavoro, sulla riduzione delle tasse, perché siamo in grado di fornire servizi, almeno noi, nella nostra Regione, che da altre parti forse non sono in grado di fare. Oggi, nella nostra Regione, è esattamente il rovescio, ossia con la nostra piccola dimensione, con le nostre prerogative e risorse finanziarie forniamo alle imprese qualità e servizi scadenti.
Quando la collega Squarzino parlava della riduzione dell'IRAP e in che direzione andava, avevamo in testa la "Dora S.p.a."; quando noi finanziamo con la ricerca e sviluppo la "Dora S.p.a.", vorremmo un ritorno da un punto di vista occupazionale o da un punto di vista del ritorno delle risorse che produciamo finanziandoci la ricerca! Non è che siamo contro il fatto che le nostre aziende si mettano in rete e si colleghino con altre aziende... vorremmo solo che evitassero di venire nella nostra Regione, succhiarci le risorse e poi utilizzarle dal punto di vista delle aziende come ritengono opportuno, ma dal nostro punto di vista senza vincoli.
Allora mettiamo mano per alzare il livello della qualità dei servizi, creiamo degli apparati che siano a servizio delle persone e delle imprese - e non viceversa - e la richiesta di domande di finanziamenti, di riduzione delle tasse, di riduzione del costo della vita sicuramente diminuirà, perché sono convinto che se chiamassimo 50 aziende qui dentro e dicessimo: "volete la riduzione dell'IRAP o volete una serie di servizi che oggi non siamo in grado di fornire?"... provate voi a rispondere! Sono convinto che 49 aziende su 50 chiederebbero la qualità dei servizi, meno burocrazia, ma non per non rispettare le norme ed avere le mani libere, solo per rispettare le norme con criteri di professionalità, di buon senso e di intelligenza. È però più difficile fare questo per le nostre imprese... è più facile, ogni 6 mesi, venire in Consiglio o... a livello nazionale il "Montezemolo" di turno o il "Bordon" di turno, vengono, si lamentano perché c'è una serie di disservizi, pensano di farci fronte con una riduzione del costo del lavoro e delle tasse... certo, le grandi aziende ce la fanno con quello che introitano in termini di risparmio per l'azienda, ma le piccole, quando hanno messo in tasca l'1% in meno di IRAP o di costo del lavoro, non vanno da alcuna parte. Occorre intervenire sulla qualità dei servizi e metterle in rete e sui livelli professionali che introduciamo in queste aziende.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (CdL) - Volevo ringraziare l'Assessore per l'attenzione e la stima professionale che ha nei miei confronti e segnalargli, tra l'altro, che casualmente... perché la vita va così, ho studiato nella stessa Università del prof. De Mita e negli stessi anni... probabilmente imparavamo cose diverse, però casualmente studiavamo anche le stesse materie, poi lui è diventato docente, io sono andato a fare le corse ad ostacoli...
L'IRAP, che quando uscì fu chiamata imposta di rapida - che credo sia uno dei primi prodotti intellettuali del prof. Visco - è stata dichiarata illegittima dalla CE, punto; tant'è che c'è un procedimento di infrazione nei confronti del nostro Paese sull'IRAP... non so se sia chiusa o non sia chiusa... se è chiusa va bene. Il Paese, dato che l'IRAP aveva sostituito altre imposte, ha resistito per anni, ma il fatto che l'Europa avesse eccepito che l'IRAP era un'imposta illegittima perché turbava la concorrenza, fa sì che fra avere l'IRAP, X, e non averla, 0, man mano che la si diminuisce si va nella direzione auspicata dalla CE, comunque si sia chiuso il contenzioso; quindi continuo a non vedere quale sia l'aiuto di Stato.
Il ragionamento che lei ha fatto su chi ha più personale paga di più, siccome è proporzionale non paga di più: paga la stessa quantità per unità di lavoro. Consideriamo le aziende come si fa in ordine dei risultati, come delle scatole nere in cui entrano delle risorse e delle capacità ed escono dei risultati: il risultato può essere un utile, una perdita o un pareggio; se è un utile, va ad aumentare la ricchezza del sistema...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... mi faccia finire, Assessore! Non sto dicendo che questa è un'imposta sul reddito finale, sto dicendo che le aziende funzionano come scatole nere, dove entrano delle risorse ed escono dei risultati, quanto più si è bravi i risultati saranno diversi. Le aziende che hanno dei problemi, possono avere dei problemi per colpa dei loro gestori o possono avere dei problemi generati da un sistema di quadro al contorno; sta di fatto che non si deve, perché pur avendo meno o più risorse umane e produzione, le aziende che sono in difficoltà non debbano beneficiare di una diminuzione dell'imposta spalmata su tutto il sistema...
(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... mia nonna veniva da Caluso e diceva: "e dagli... ch'a l'an i preive". Non so se voi avete questa espressione nella Coumba Freida... Non posso accettare la sua spiegazione, che era un sofisma dialettico; rimane il fatto che questa diminuzione dell'1% favorisce chi va bene e non favorisce, se vuole punisce, non dà un vantaggio a chi ha dei problemi nella nostra Regione. Ciò detto, siccome ovviamente si tratta di una misura - mi rifaccio a quanto hanno detto i miei colleghi, Sandri e Squarzino, perché siamo tutti adulti e tutti vogliamo bene alla Val d'Aosta - che su una gran parte di aziende dà un vantaggio e aumenta la competitività della Regione, voteremo a favore dell'articolo 1, ferma restando la riserva che ho fatto e che mantengo interamente, perché non è giusto che le aziende in difficoltà non possano beneficiare di uno stesso vantaggio fiscale, che non è sul risultato, ma è sui costi! Già se vanno male non hanno gli utili, non pagano le tasse, ma sono già punite per conto loro e sono puniti i lavoratori che lavorano per loro.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Solo un invito: avevamo assunto l'impegno di concludere il documento finanziario per la tarda mattinata e se passiamo circa un'ora a discutere sugli articoli sui quali siamo d'accordo, mi immagino cosa faremo sugli articoli sui quali non siamo d'accordo!
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 1:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2:
Consiglieri presenti: 29
Votanti e favorevoli: 24
Astenuti: 5 (Ferraris, Fiou, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 3 c'è l'emendamento n. 3 dei Consiglieri Sandri e Fontana Carmela.
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (PD) - Questo emendamento va nel senso di chiarire la situazione alla "Casinò S.p.a.", perché c'è un meccanismo strano nella proposta della Giunta, in quanto le somme, quindi i residui legati all'attività della "Casinò S.p.a." in applicazione degli articoli 12 e 14 che sono manifestazioni e iniziative promozionali, e piano di sviluppo, quindi il 15% del 52% e il 6% del 52% tanto per essere chiari, non utilizzati potranno essere portate in aumento delle risorse dell'anno successivo. A noi pare che questo sia un modo per premiare l'inefficienza. Abbiamo - e anche in questi giorni sono emerse sui mezzi di informazione - perplessità sul funzionamento della "Casinò S.p.a.", sulle sue incapacità, e noi le diamo ancora la possibilità di utilizzare queste somme? Ci sembra che premiare chi non si è dimostrato all'altezza della situazione... e questo è ancora più grave quando emerge come questo Consiglio di amministrazione sia profondamente spaccato al suo interno, forse è per questi motivi che non sono capaci a portare avanti, ma... ci sono delle perplessità anche sulla stessa conduzione del Consiglio di amministrazione da parte del suo Presidente.
Sarebbe interessante vedere come sia stato verbalizzato il lavoro del Consiglio di amministrazione, per riuscire a capire cosa si stia facendo. Mi sembra di poter evidenziare che esiste una "impasse" di iniziative, di capacità, forse il Presidente del Consiglio di amministrazione non si è reso conto dell'importanza di essere presente sul luogo, viene segnalata una sua presenza piuttosto aleatoria; non credo che Marchionne, quando prese in mano la "FIAT", passasse una volta alla settimana in "FIAT" a vedere come andavano le cose. Probabilmente ci si deve sedere al ponte di comando della nave e cominciare a mettere a posto le cose pezzo per pezzo, dalla mattina alla sera e magari anche più tardi. Per questo motivo, per impedire un utilizzo in senso contrario alla logica, ossia si va a premiare gli incapaci, le persone che non realizzano il compito che il Consiglio regionale ha dato loro, che abbiamo proposto di stornare queste risorse a favore del Fondo regionale per le politiche regionali, capitoli 61310-61318, lasciando alla Giunta la competenza di utilizzare queste maggiori entrate o per aumentare i limiti di reddito del minimo vitale o per prevedere delle attribuzioni di contributi ai soggetti disagiati come possono essere gli ultrasessantacinquenni che abbiano più volte utilizzato la legge n. 19 o agli invalidi con oltre 46% disoccupati. Queste sono delle indicazioni di massima, ma la cosa importante è che questi fondi, se non sono stati utilizzati in modo serio, non è giusto che rimangano ancora a disposizione di coloro che si sono resi non all'altezza della situazione. Fra l'altro, credo che una parte essenziale di questo ragionamento e a conferma di quanto si diceva prima, deve emergere dal fatto che il disciplinare fra Regione e Casinò non è stato, malgrado le lettere dell'Assessore Marguerettaz, rispettato da Consiglio di amministrazione, perché il conteggio per tavolo che è un obbligo dell'attuale disciplinare non è stato attuato.
Abbiamo un Consiglio di amministrazione che non rispetta il disciplinare... e noi lo andiamo a premiare dandogli ulteriori possibilità in automatico? Il che non vuol dire che non possiamo dare delle risorse al Consiglio di amministrazione, ma solo quando esistono delle indicazioni concrete che loro abbiano preso in mano la situazione. Non sono assolutamente contrario che in fase di assestamento di bilancio si possano ritrovare questi fondi per il Casinò, ma prima di tutto deve essere chiaro che questo Consiglio di amministrazione deve rispondere in modo efficiente alle indicazioni, altrimenti sarebbe giusto che prendesse atto del suo fallimento, delle sue divisioni all'interno, della sua incapacità di prendere delle decisioni e di rimettere il loro mandato.
Président - La parole au Vice-président Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - L'articolo 3 parla di economie che sono state effettuate in questi anni e che sono relative agli articoli 12 e 14 del disciplinare, ovvero manifestazioni e piano di sviluppo, che devono essere gestite.
Vorremmo capire come si pensa di utilizzare queste risorse in eccedenza, perché siamo nelle more della trasformazione di un disciplinare, e sappiamo che in questa bozza che è all'esame della IV Commissione c'è anche una norma transitoria che riguarda queste cifre, però condividiamo alcune osservazioni appena fatte: che determinate risorse non possono essere considerate come un premio, un riconoscimento per un amministratore di una Casa da gioco, o meglio, 5 amministratori di una Casa da gioco che finora non hanno conseguito risultati particolari, anzi, si sono distinti per una litigiosità che non ha precedenti e ne è testimonianza ancora la "querelle" scoppiata fra il Consigliere Conca e il Presidente Martini sui giornali, dove si annunciano vertenze legali fra le parti... Mi sembra che non ci sia neppure un clima umano adatto per poter continuare a condurre la Casa da gioco in queste condizioni!
Qui si dice che queste risorse finanziarie non utilizzate possono essere portate in aumento delle risorse dell'esercizio finanziario successivo; questa norma ha bisogno di spiegazioni, vorremmo sapere quali sono le somme accantonate ai sensi dell'articolo 12, manifestazioni, e ai sensi dell'articolo 14, piano di sviluppo... per farne che cosa... Sappiamo che la gestione 2007 del Casinò è disastrosa, sappiamo che, se non viene rinnovato il rapporto percentuale dei proventi fra Regione e Casinò, siamo daccapo con la ricapitalizzazione perché il bilancio è in rosso; Assessore, ci dia una spiegazione politica e contabile dell'articolo 3 che compare in finanziaria.
Président - La parole au Conseiller Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Non faccio perdere tempo, mi associo ai colleghi Tibaldi e Sandri con un'aggiunta; c'è un aggravante: la litigiosità nel Consiglio di amministrazione, ma non è l'unica e forse è meno grave dal punto di vista formale e amministrativo, perché ci sono le segnalazioni del Collegio sindacale sulla relazione relativa al bilancio 2006, che sollevano una serie di problematiche inerenti il mancato funzionamento dell'attuale Consiglio di amministrazione e dell'attuale gestione. Questo è un atto formale; poi c'è l'atto politico che è scomparso: mi riferisco alla relazione del cosiddetto "comitato che fa capo a Zandano" che sollevava gli stessi problemi del Consiglio di amministrazione dal punto di vista politico. Sono mesi che ne chiediamo la presentazione in IV Commissione... questo documento che abbiamo avuto per vie traverse è scomparso dalla circolazione... Se l'Assessore, su quello che succede nella Casa da gioco, non vuol fare riferimento alla litigiosità... è comunque obbligato a fare riferimento a quello che dice il Collegio sindacale.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Non credo che in questa mattinata si possa affrontare il tema del Casinò; avremo occasione nei prossimi Consiglio di dibatterne quando arriverà il disciplinare.
Non voglio minimizzare quello che dice il Collegio sindacale, anzi; questo organo ci comunica una situazione difficile e in nessun modo vogliamo sottrarci. Stiamo chiedendo di trasmetterci tutti i dati, ivi compresi quelli che ha citato il collega Tibaldi ultimamente, perché non si può non intervenire in una situazione di questo tipo.
Per quanto attiene nelle premesse che sono state dette qui, la situazione del Casinò è sicuramente difficile, però, collega Tibaldi, consideri che gli andamenti in data 4 dicembre rispetto all'anno precedente sono 1,19% in più, ossia erano 107,195 milioni, nel 2006 e, nel 2007, 108,470 milioni. Sicuramente questo incremento non è... ma c'è un sistema che cerca di fare degli sforzi per migliorare la situazione.
L'articolo 3, come proposto, non vuole semplicemente creare delle economie nel momento in cui non c'è l'impegno dei fondi a disposizione, parliamo di sviluppo e parliamo di manifestazioni; lei sa bene che le manifestazioni, soprattutto quelle di prestigio, molte volte hanno delle costruzioni che sono a cavallo di anno, ci sono eventi che necessitano di essere costruiti. Ora, il non avere impegnato nell'anno non deve generare delle economie, deve solo permettere l'utilizzo di quelle risorse in modo cumulativo con quelle dell'anno successivo, forse per fare delle cose anche più importanti, "idem" nell'ambito degli investimenti. Con questo provvedimento, Consigliere Sandri, non si modifica la situazione economica, ma si rendono solo disponibili delle risorse che abbiamo individuato e destinato alla Casa da gioco che, in caso contrario, potrebbero generare delle economie. Il nostro fermo intendimento è quindi quello di mantenere la destinazione per la quale era previsto.
Annuncio il voto contrario all'emendamento e sono, ovviamente, a favore dell'articolo 3.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Voteremo a favore dell'emendamento presentato dai colleghi Sandri e Fontana per due motivi essenziali.
C'è un motivo che riguarda la critica nei confronti dell'operato del Casinò, di cui hanno parlato i colleghi prima e soprattutto c'è una destinazione interessante di questi fondi. Crediamo che sia importante, e anche noi presenteremo un emendamento che va in questa direzione, seppure più limitato, comunque... per quanti sforzi abbia fatto l'Assessore alla sanità: potenziare il Fondo per le politiche regionale, potenziare le risorse che riguardano settori più delicati a cui in genere si rivolge la legge n. 22 o la legge n. 19.
Guardavo alcuni dati che appaiono nel terzo rapporto dell'Osservatorio per le politiche sociali, in cui viene individuato il fenomeno della povertà che c'è in Valle, e si dice: "guardate che non è poi così elevata questa percentuale di persone disagiate in Valle, è inferiore rispetto ad altre situazioni, soprattutto quelle che sono al 1° grado di povertà, quelle più bisognose... ma qui c'è un fatto... che queste persone si trovano in una realtà in cui c'è un benessere diffuso, in cui c'è anche un reddito familiare annuale netto nel 2004 che è superiore alla media nazionale, reddito che consiste in 30.214 euro, superiore ai 28.078 euro della media nazionale: questo vuol dire che chi è povero, qui, è più povero ancora per rapporto agli altri che stanno meglio. Se fosse vero che i poveri sono pochi, allora aumentiamo pure sapendo che essendo pochi possiamo soddisfare tutte le esigenze con i fondi che abbiamo, magari ne risparmiamo ancora; se invece sono tanti, allora bisogna dare una risposta a tutte queste persone, ma non possiamo dire, come ho sentito ieri anche l'Assessore Fosson: "se aumentiamo questo fondo, poi aumentano anche le richieste e allora non basta mai"! Mettiamoci d'accordo: o i poveri sono pochi, come si continua a dire, allora anche se mettiamo più risorse, riusciamo a soddisfare tutte le esigenze; oppure sono di più, ma noi vogliamo solo servirne un poco, e noi, su questo, non siamo d'accordo!
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - Rapidamente, prendo atto della volontà dell'Assessore di contrastare questo emendamento, me ne dispiaccio, sopratutto perché, non dico in modo premeditato, ma in modo oggettivo avalla il comportamento inefficiente della Casa da gioco, in particolare del suo Presidente del Consiglio di amministrazione. Questo è un problema che tratteremo nelle prossime settimane, quindi non mi dilungo.
Annunciando il voto contrario del gruppo "PD" all'articolo, sono dispiaciuto che il nostro Assessore non abbia speso neanche una parola per quanto riguarda la ricerca di fondi alternativi a questi sul problema per il rafforzamento del Fondo per l'assistenza sociale, nel senso che se non va bene reperire i fondi in questo articolo avremmo piacere di avere una risposta - comunque avremo altri emendamenti che richiamano questa necessità - sul trovare altri finanziamenti per potenziare tutti i capitoli in materia di assistenza economica per i casi socialmente più deboli. Un invito, quindi, nei prossimi emendamenti, di poter avere una risposta su questo punto.
Président - Je soumets au vote l'amendement n° 3 des Conseillers Sandri et Fontana Carmela, qui récite:
Emendamento
L'articolo 3 è sostituito dal seguente:
"Articolo 3
(Vincolo di destinazione delle economie relative agli stanziamenti destinati alla Casa da gioco di Saint-Vincent)
1. Le risorse finanziarie destinate annualmente alla Casa da gioco di Saint-Vincent, in applicazione degli articoli 12 e 14, relativi rispettivamente alle manifestazioni e promozioni e al piano di sviluppo, del disciplinare approvato con deliberazione del Consiglio regionale 3176/XI in data 14 aprile 2003, e non utilizzate al termine di ciascun esercizio finanziario sono portate in aumento del Fondo regionale per le politiche regionali, istituito ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 4 settembre 2001, n. 18 (Approvazione del piano sociosanitario regionale per il triennio 2002/2004) (Obiettivo programmatico 2.2.3.03. capitoli 61310, 61311, 61312, 61313, 61314, 61315, 61316, 61317 e 61318). La Giunta regionale provvederà, ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 27 maggio 1994, n. 19 (Norme in materia di assistenza economica), ad innalzare i limiti di reddito per l'attribuzione delle provvidenze del minimo vitale corrispondentemente alle maggiori disponibilità di bilancio, nonché a prevedere l'attribuzione automatica di tali contributi a soggetti disagiati, come gli ultrasessantacinquenni che abbiano beneficiato per più anni di tali provvidenze o gli invalidi con oltre 46% di invalidità disoccupati".
Conseillers présents: 31
Votants: 22
Pour: 5
Contre: 17
Abstentions: 9 (Comé, Ferraris, Fiou, Frassy, Lanièce, Lattanzi, Salzone, Tibaldi, Viérin Marco)
Le Conseil n'approuve pas.
Président - La parole au Conseiller Frassy sur l'article 3.
Frassy (CdL) - Il nostro gruppo esprimerà un voto contrario all'articolo 3 ed è un voto contrario per tutto quello che è stato detto in precedenza dal collega Tibaldi, e anche per evidenziare che non siamo contrari alle economie, come lascerebbe intendere una lettura testuale del titolo dell'articolo 3.
Siamo i primi a sostenere che nel pubblico e nelle società partecipate dall'ente pubblico vadano fatte delle economie, ma riteniamo che siano economie diverse quelle che devono essere fatte, economie sulla spesa corrente e sulla gestione. È paradossale, invece, titolare un articolo alle economie quando si tratta di spese di investimento, perché sono spese di investimento i riflessi dei finanziamenti dell'articolo 14 piano di sviluppo, e sono investimenti le promozioni e le manifestazioni che devono rilanciare l'immagine del Casinò. Il fatto di ipotizzare con questa finanziaria un meccanismo in base al quale viene annullata la filosofia di stanziare delle risorse, denota l'incapacità di quel "management", di quella gestione, di condurre a risultati significativi la Casa da gioco.
La inviteremmo, Assessore, a fare riflessioni come lei ha fatto per interposta persona: mi riferisco a "Finaosta", che poi ha preso la decisione, a prendere provvedimenti sul CdA della Casa da gioco, perché se come immaginiamo l'articolo 3 nasce su suggerimento della Casa da gioco, vuol dire che quel CdA è totalmente inadeguato a gestire le grandi sfide a cui è chiamata la Casa da gioco nei prossimi anni, non solo per il mercato del gioco, ma per gli obiettivi politici che voi, come Giunta e come maggioranza, vi siete posti in quello che chiamate "piano di sviluppo" e sul quale abbiamo espresso a più riprese, durante i vari approfondimenti, le nostre perplessità. Sarebbe stato più corretto che nel titolo dell'articolo 3 il riferimento alle economie fosse stato risparmiato. È un titolo che dice una cosa ben diversa rispetto allo sviluppo dell'articolato stesso.
Président - Je soumets au vote l'article 3:
Conseillers présents: 31
Votants: 29
Pour: 21
Contre: 8
Abstentions: 2 (Ferraris, Fiou)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Conseiller Frassy sur l'article 4.
Frassy (CdL) - Molto brevemente, per ribadire una posizione che il nostro gruppo aveva espresso negli scorsi anni, su quello che non è un provvedimento nuovo, ma è un provvedimento che ripete una filosofia già vista nella finanziaria regionale: il contenimento della spesa in materia di personale.
Siamo favorevoli a questo contenimento della spesa; riteniamo peraltro che - così come formulato e come avevamo evidenziato gli anni passati, e come poi i risultati ci hanno dato ragione - non sia significativo, perché se è vero che il riferimento è al tempo indeterminato, è vero che ci sono delle situazioni per le quali si ricorre al tempo determinato. Pertanto, in assenza di una norma che includa in questa limitazione anche le assunzioni a tempo determinato, questo 50% dei posti che viene messo come limite a ricopertura viene spesso sforato da quelle assunzioni a tempo determinato e che vanificano in parte il principio dell'articolo 4, motivo per cui ci asteniamo.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - Solo per un richiamo: voteremo questo articolo, ma con un richiamo al Presidente della Regione nel momento in cui si avvia ad affrontare il rinnovamento del piano per il 2008 dal punto di vista del personale: quello di tenere in conto il problema del precariato che è un problema complesso, è un problema di squadra che interessa anche il Parlamento italiano, i nostri Parlamentari, l'attività che la Regione svolge a Roma, tema da tenere presente. Da questo punto di vista, anche nella fase di costruzione di questa proposta, credo si possano trovare dei segnali per cominciare ad intraprendere il cammino della risposta a tali esigenze.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Naturalmente ritengo che l'osservazione svolta dal collega Sandri sia giusta; oggi ci apprestiamo a discutere con le organizzazioni sindacali, una volta completato il quadro, perché vorremmo fare un ragionamento che valga per il comparto unico, quindi devono essere associati a questo ragionamento anche gli enti locali, e anche un'osservazione su quei comparti che, pur essendo pagati da noi, sono regolamentati da contratti nazionali, come sanità e scuola. È ovvio che nel declinare il piano per il 2008, dobbiamo tener conto delle diverse esigenze; peraltro va ricordato che uno degli impegni che abbiamo stabilito in norma è tenere conto nella ridistribuzione dei pochi posti, anche dei pensionamenti, perché è evidente che, quando in alcuni servizi hai un numero elevato di pensionamenti, non puoi non trovare una soluzione soprattutto là dove ci sono delle situazioni particolari e delicate.
Il collega Frassy si asterrà, lui non è contento, è come se avesse un appuntamento con "Miss Italia" e volesse avere un appuntamento con "Miss Universo", nel senso che questa norma rispetto al passato - sarà perché abbiamo dovuto farlo per adeguarci al Patto di stabilità - risponde a tutte quelle obiezioni che venivano dal mondo dell'economia valdostana, quando si diceva che questa macchina era destinata a gonfiarsi a dismisura. Non solo abbiamo cominciato a sgonfiare la macchina dal punto di vista numerico, ma abbiamo cominciato ad applicare dei criteri nuovi che hanno consentito di invertire un processo bulimico della macchina pubblica, che ritengo essere importante.
Président - Je soumets au vote l'article 4:
Conseillers présents: 28
Votants: 21
Pour: 21
Abstentions: 7 (Bortot, Ferraris, Frassy, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Vice-président Tibaldi sur l'article 5.
Tibaldi (CdL) - Memore anche di quelle dichiarazioni che ha fatto prima il Presidente Caveri, che è necessario andare verso una riduzione del costo della Pubblica amministrazione, non solo a livello regionale, ma anche a livello di enti locali, comparto scuola e sanità, questo è un indirizzo che sollecitiamo da più tempo e che viene normato dagli articoli che stiamo esaminando.
Come lei ben sa, visto che ha il "tableau de bord" di tutta la Pubblica amministrazione locale, si renderà conto, analizzando i dati del personale impiegato in Comunità montane o Comuni, che è un dato che negli anni scorsi - in questi anni un poco meno - è cresciuto sensibilmente. Cresce il personale, in particolare nelle Comunità montane; abbiamo visto che ci sono concorsi pubblici per l'assunzione di soggetti nei diversi Comuni valdostani, quindi ci piacerebbe capire quali sono le intese che vengono condivise con il CPEL, per stabilire i tetti del Patto di stabilità e quali sono i sistemi di monitoraggio che vengono effettuati dalla Regione, nei confronti di una crescita ancora incontrollata della spesa pubblica in questi enti. Queste norme sono indubbiamente importanti, vengono replicate di anno in anno, ma sono norme che sembrano rimanere sulla carta. Allora alle sue belle parole, Presidente, vorremmo che facessero seguito dei fatti. Il monitoraggio sul personale ci risulta insufficiente. Ripeto: questa è la ragione per cui ci asterremo; ci sono principi, anche sanciti correttamente in legge, ai quali, per accordo con gli enti locali, si procede volentieri a deroghe.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Vorrei assolutamente rassicurarla, le fornirò la documentazione perché è abbastanza difficile girare con l'enciclopedia britannica, scoprendo cosa ci chiedete nel corso della discussione, ma le dimostrerò, dati alla mano, come le "mutande di ferro" che abbiamo messo agli enti locali con la sottoscrizione del Patto di stabilità abbiano agito. Fra l'altro ci tengo a ricordare che la nostra Regione è stata virtuosa, così come il sistema degli enti locali, perché come lei sa, dal punto di vista teorico, il Patto di stabilità in passato si applicava solo ai Comuni al di sopra dei 5.000 abitanti, quindi in Valle l'unico soggetto doveva essere il Comune di Aosta. Avendo, noi, le chiavi della finanza locale, non potevamo non ritenere che, soprattutto per quel che riguarda la spesa corrente, con tutti quei "distinguo" che ci siamo fatti in queste ore - che la spesa corrente non è necessariamente la gramigna del pubblico, ma è la dimostrazione che esistono una varietà di servizi per soddisfare il cittadino -, si dovessero mettere una serie di controlli. Abbiamo un "tableau de bord", come lei lo ha brillantemente definito, che per quel che riguarda gli enti locali, con sistemi di contabilità, ci consente oggi di governare, d'intesa con gli enti locali, la spesa pubblica della finanza locale. Questo riguarda anche il personale.
Lei ha ragione quando dice che i primi anni di ricchezza dei Comuni, soprattutto all'epoca del trasferimento della competenza sulla Regione dei finanziamenti, hanno fatto sì che ci sia stata un'esplosione nell'assunzione dei dipendenti pubblici a livelli locali. Oggi posso rassicurarla che con i controlli stretti che operiamo sulle spese correnti, questo non può più avvenire, perché i Comuni che sforano rispetto ai parametri definiti, vengono puniti con una riduzione dei trasferimenti regionali ed è del tutto evidente che chi fa il furbo, assumendo più persone, si trova ad avere meno trasferimenti e rischia di essere avvitato in una situazione di difficoltà. Oggi non è il caso di fare l'elenco dei cattivi, ma chi è finito nell'elenco dei cattivi l'ha poi pagata.
Président - Je soumets au vote l'article 5:
Conseillers présents: 32
Votants: 22
Pour: 22
Abstentions: 9 (Bortot, Ferraris, Fontana Carmela, Frassy, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - Il y a maintenant 3 amendements des collègues Sandri et Fontana: l'amendement n° 8, l'amendement n° 9 et l'amendement n° 10.
La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - Gli emendamenti propongono una serie di modificazioni che vanno ad interferire sia con il bilancio del Consiglio regionale, capitolo 20000, sia con il capitolo 20150 che va in capo al bilancio della Giunta. Si parla di "costi della politica": c'è un tavolo aperto in Commissione che ha dimostrato da subito difficoltà di partenza, annunci da parte di più partiti che si devono riunire per intravedere una risposta globale, perché i costi della politica sono anche le leggi che non vengono applicate, i ritardi, l'ostruzionismo, i Sindaci... si è fatto in questi mesi un gran polverone su questi temi e noi abbiamo voluto tagliare su tutta questa confusione per dare chiarezza ai cittadini. Come in tutte le buone famiglie, è chi ha la maggiore responsabilità che deve dare il buon esempio, e noi riteniamo che il Consiglio regionale abbia, con questi 2 emendamenti, la possibilità di dare un segnale chiaro e semplice alla popolazione valdostana. Non è un segnale populista, è un segnale di assunzione di responsabilità.
Il primo segnale di responsabilità, questo è l'emendamento 8, è quello di sottrarre gli emolumenti dei Consiglieri regionali alla parametrazione a quello dei Parlamentari italiani e quindi a quello dei Magistrati, perché è un meccanismo perverso che non consente alcun tipo di controllo da parte del Consiglio sull'entità delle indennità. Basta che per qualche "vague" politica che ci sia a Roma - come evidenziato prima dall'Assessore Marguerettaz, che a Roma ogni tanto si legifera in modo capriccioso su qualche tema - che ci troviamo con aumenti o diminuzioni a seconda degli umori del momento. Credo che una rivendicazione dell'autonomia delle nostre istituzioni debba passare attraverso questi concetti formali, ossia lo stipendio ci assumiamo la responsabilità di determinarlo con una deliberazione del Consiglio, non cercare automatismi che comportano assunzioni di prese d'atto da parte dell'Ufficio di Presidenza... un modo poco chiaro... qualche volta si ha l'impressione che sia un poco nascosto per non volontà di parlarne chiaramente. È un problema serio, nessuno mette in discussione il fatto che chi si occupa della cosa pubblica debba essere messo in condizioni di poterlo fare con serenità, quindi noi non abbiamo previsto il volontariato obbligatorio, semplicemente abbiamo deciso di proporre il distacco da queste cose nazionali e l'assunzione di responsabilità. Un'assunzione di responsabilità che corrisponde a una riduzione del 15% dell'indennità lorda, che rideterminiamo in 7.000 euro. Questo porta a un risparmio di 747mila euro annui, suddivisi fra l'indennità mensile dei Consiglieri, l'indennità mensile di alcuni organismi che sono parametrati all'indennità dei Consiglieri e che dipendono dallo stesso bilancio - CORECOM e il Difensore civico - e, dall'altra parte, l'impatto che hanno sul bilancio del Consiglio rispetto ai contributi al vitalizio, che sono parametrati su questo tipo di emolumento.
Il secondo emendamento, n. 9, prevede una riduzione delle indennità di funzione, e queste sono separate: una parte va a ridurre le spese della Presidenza della Giunta e una parte va a ridurre il bilancio del Consiglio. Sono 102mila euro risparmiati per il Consiglio regionale all'anno e 150mila dalla Giunta: questo avviene attraverso dei tagli per cui al Presidente della Regione per le sue funzioni, compreso anche l'espletamento delle funzioni prefettizie, vengono assegnati 5.000 euro al mese, 3.000 al Presidente del Consiglio regionale e agli Assessori, 1.000 euro ai Vicepresidenti del Consiglio e 500 euro ai Presidenti di Commissione e ai Segretari dell'Ufficio di Presidenza. Per parametrare e per evitare discussioni ogni anno su questi temi, proponiamo che, sia le indennità di funzione, sia le indennità di Consigliere regionale, vengano ogni anno automaticamente rivalutate come si usa abitualmente, attraverso l'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati, al netto dei tabacchi.
Abbiamo presentato un terzo emendamento che rientra nella filosofia del primo, ossia parametrata al livello nazionale c'è anche l'indennità di diaria giornaliera, che è attualmente di circa 2.650 euro mensili, abbiamo fatto un'altra riduzione un po' inferiore rispetto a quella dell'indennità mensile, che era il 15%, qui siamo intorno all'8% e abbiamo parametrato a 2.500 euro la diaria giornaliera. Anche questa è un'assunzione di responsabilità da parte del Consiglio regionale e viene rivalutata annualmente sulla base degli indici di variazione annua dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e impiegati.
Dove abbiamo deciso di destinare questi fondi? Abbiamo deciso di destinarli agli stessi capitoli di cui alla questione del Casinò, richiediamo che questi maggiori fondi che sfiorano il milione di euro all'anno, in particolare 999.000 euro all'anno risparmiati, vadano a incrementare il fondo per la legge n. 19, l'attribuzione delle provvidenze legate al non raggiungimento del minimo vitale da parte di soggetti deboli senza reddito o con redditi inferiori ai 430 euro all'anno, e che questi soldi possano incrementare questo fondo in modo che possa distribuire queste provvidenze, in particolare senza richiesta specifica agli ultrasessantacinquenni che abbiano beneficiato per più anni di tali provvidenze, o agli invalidi con oltre il 46% di invalidità, purché siano disoccupati, e non abbiano rifiutato dei lavori che siano stati loro proposti.
Pensiamo che su questi temi ci debba essere un confronto; siamo disponibili a fare le dovute modifiche, ma riteniamo opportuno che ci si esprima su 2 concetti fondamentali: il primo, siamo noi che dobbiamo dare l'esempio con una riduzione delle nostre indennità, che dimostri la volontà di andare in una determinata direzione, poi sull'entità si può disquisire. Ancora più importante, dobbiamo esprimersi sulla necessità che questo Consiglio rivendichi la propria autonomia e dica: "noi, su questi temi, vogliamo decidere per noialtri e non essere a rimorchio di nessuno, né del Parlamento né dei Magistrati, anche perché negli ultimi mesi è emerso questo "giochino" fatto a livello nazionale, di annunciare delle riduzioni delle prebende dei Parlamentari nel momento in cui si era sicuri che con un'altra legge, fatta sempre dai Parlamentari, di aumentare quella dei Magistrati, in fatto di modiche, alla fine, se non era pari forse... c'era ancora un aumento di stipendio! Questo non deve interferire con la Regione Valle d'Aosta.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Come ricordava prima il collega Sandri, è parecchio che in questo Consiglio si affronta questo argomento... il nostro gruppo ha presentato più volte delle proposte, l'ultima nostra legge ha costretto tutti i Capigruppo a prendere atto che esiste il problema e che bisogna trovare una soluzione. Questa soluzione - si è detto anche nelle ultime riunioni - deve affrontare nella sua globalità i problemi, quindi vedere quali sono i costi della democrazia, che sono i costi a volte degli enti, della rappresentatività, i costi delle procedure che vengono individuate, il costo di tutte le varie associazioni o fondazioni che vengono attivate... è un discorso molto più ampio. Condividiamo che c'è un discorso molto più ampio, che non è solo il costo singolo dei Consiglieri regionali e abbiamo detto: "certo, ci sono tutti questi, ma all'interno di questo discorso più ampio c'è anche..." - e questa era un'acquisizione di tutti i Capigruppo - "... c'è anche il problema del costo che, come Consiglieri, esercitiamo".
Come gruppo, pensiamo che sia importante - nel momento in cui analizziamo un bilancio che ha molte risorse, ma che non dà risposte ai settori più deboli e più disagiati non in modo così incisivo - che potrebbe essere utile, proprio come dimostrazione che questo Consiglio è attento alle difficoltà delle persone... perché molti colleghi dicono sempre che quando affrontiamo questi argomenti siamo demagogici... però mettiamo solo in relazione quello che è il nostro "status", con una serie di situazioni di famiglie anche nella nostra Regione, che hanno difficoltà ad arrivare alla quarta settimana di ogni mese.
Credo che un segnale anche minimo vada dato; per cui il nostro gruppo, pur non avendo concordato con i colleghi del Partito democratico questi emendamenti, ne coglie la valenza politica e voterà a favore di questi emendamenti.
Président - La parole au Conseiller Vicquéry.
Vicquéry (UV) - Noi dichiariamo la nostra astensione rispetto a questo emendamento per un motivo semplice: abbiamo votato una risoluzione in questo Consiglio regionale che demandava alla Conferenza dei Capigruppo l'esame complessivo di questa materia. Ritenevamo che in quell'occasione avessimo concordato di evitare fughe in avanti da parte di ogni singolo gruppo politico... prendiamo atto purtroppo che non è così!
In sede di Conferenza dei Capigruppo ho chiesto personalmente una sorta di moratoria e di comportamento corretto reciproco fra le forze politiche, per evitare di far passare messaggi contraddittori nell'opinione pubblica, che vorrebbero dire che, da una parte, si vuole risparmiare, diminuire; dall'altra, si vorrebbero mantenere i privilegi. Riteniamo che così non sia e che questo emendamento è limitativo, non ci basta, non è sufficiente per noi; è un emendamento che serve per dare visibilità per chi lo presenta, è un dato di fatto ed è anche legittimo, ma non è corretto rispetto all'attitudine che tutte le forze politiche hanno assunto votando la risoluzione in Consiglio regionale. Non è corretto rispetto a quanto ci siamo detti, perché nell'ultima riunione dei Capigruppo abbiamo concordato che, nell'arco di una settimana, tutte le forze politiche avrebbero presentato in quella sede delle proposte. Noi siamo in una fase di approfondimento di queste proposte, che sono complesse, che vanno nell'ambito del contenuto della risoluzione, che parla di equità, di rapporto con la cosiddetta "società civile", che parla di costi della democrazia... argomenti che abbiamo già dibattuto in questo Consiglio...
Mi sembra poi demagogico chiedere di spostare i fondi risparmiati sul Fondo regionale per le politiche regionali, quando è stato detto in questi giorni che è il fondo più alto d'Italia in rapporto alla popolazione e che in questo bilancio regionale il fondo è aumentato ulteriormente dell'8%... è demagogico! Vorrei che gli organi di informazione, che sono così ligi nell'emanare comunicati stampa rispetto a queste iniziative dell'opposizione, per una volta dicessero anche qual è la voce della maggioranza: noi non siamo contrari a questo emendamento, per questo ci asteniamo, lo riteniamo però riduttivo e limitativo rispetto al complesso delle tematiche della risoluzione - ripeto - votata dal Consiglio regionale e riteniamo che si possa fare di meglio e di più!
Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Anche noi per dire in quest'aula, ai colleghi della Sinistra, che non si può parlare o decidere alcune cose da fare insieme e poi perseguire altre strade, perché su questo argomento anche noi abbiamo presentato delle idee ben 8 anni fa, proposte che erano molto più riduttive di quello che viene presentato oggi dalla Sinistra, proposte sulle quali la Sinistra è stata contraria: parlo della riduzione dell'importo delle pensioni e di chi percepisce già una pensione, parlo dei doppi lavori, e... di tante altre cose. Su queste cose, visto che 8 anni fa abbiamo lanciato delle idee e allora proprio da quei banchi, dai quali oggi abbiamo sentito illustrare questi emendamenti, venne la richiesta di fare un ragionamento, noi avremmo potuto in questi 8 anni rivendicare queste nostre proposte in ogni momento di discussione sul taglio dei costi della politica, ma abbiamo sempre creduto - dopo che ci siamo parlati - che vada fatto un intervento più globale e meno riduttivo rispetto a quello che è stato presentato anche oggi in aula. Così era stato concordato con i Capigruppo, e così, oggi, purtroppo, in quest'aula, non si fa!
Noi, pertanto, proprio perché riteniamo che questo argomento vada affrontato in senso più completo e meno riduttivo rispetto a quanto oggi si è detto in aula, ci asteniamo.
Président - La parole au Conseiller Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Anch'io, per una volta, voglio rivolgermi alla stampa, anche perché sembra che su questo argomento il Consiglio abbia le orecchie foderate, nel senso che la risoluzione a cui facevano riferimento i colleghi Vicquéry e Viérin Marco, noi non la abbiamo votata perché la consideravamo dilatoria - e oggi ne abbiamo la dimostrazione -, non coglieva i punti che volevamo inserire, anche se poi non erano vincolanti, ma perlomeno inserire... L'altra cosa che vogliamo far notare alla stampa è l'estrema velocità con cui arrivano determinati provvedimenti che fanno comodo alla maggioranza e i tempi con i quali vengono approvati, e questo argomento, che tutte le volte che o lo solleviamo noi od altri... ne do atto: i "Verdi" lo hanno sollevato anni addietro, il gruppo "Arcobaleno" da quando si è costituito... in ogni caso, o siamo demagogici, o... o... o, sta di fatto che il Consiglio su questo argomento non ci sente e l'appello è rivolto alla stampa.
Per l'ennesima volta accogliamo l'emendamento del "PD", perlomeno chiederemo lo sganciamento delle retribuzioni da quello che viene deciso in campo nazionale. Non stiamo mica parlando di quantità, ma almeno riaffermare in questo caso la nostra autonomia e iniziare a sganciarsi... poi la risoluzione e i Capigruppo parleranno dei contenuti, ma un piccolo passo avanti penso che questo Consiglio lo possa fare, in nome anche della dignità... può darsi che fra Capigruppo si decida di aumentare gli stipendi... le vie del Signore sono infinite!
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - Siamo al quarto dei 10 emendamenti, siamo quasi a metà dell'opera, volevo però fare qualche riflessione. Ho trovato l'intervento del Capogruppo "Union" un po' accalorato; credo che sia il segnale di una difficoltà palese, perché gli rivolgo le stesse cose che il Presidente della Regione ha rivolto pochi minuti fa al collega Frassy: lei si accontenti dell'appuntamento con "Miss Italia", a... "Miss Universo" ci penseremo la prossima volta! Qui c'è una cosa abbastanza simpatica, c'è uno che dice: "voglio di meglio e di più" e l'altro che vuole più globale. Credo che nella famiglia della Valle d'Aosta noi siamo il capofamiglia e il capofamiglia deve dare il buon esempio.
In Commissione c'è chi faceva qualche occhiatina sui Sindaci che avevano incarichi in Comunità montana, ossia sicuramente c'è da andare a fare pulizie in giro, ma è buffo che Partiti autonomisti come "Stella Alpina" e "Union Valdôtaine" non rivendichino l'autonomia della Regione su questo punto! Adesso la prendo con simpatia, perché mi rendo conto dell'imbarazzo e non voglio andare troppo in là, ma sono anni che su questa cosa ci battiamo: una volta ci raccontano che "il nostro movimento si deve ancora riunire e valutare", passano 2 o 3 mesi... "però facciamo un gruppo di lavoro"... poi arriviamo a fare una mozione in aula, e va bene, ma passano altri mesi per la convocazione, quando si arriva alla convocazione... vengono portati tanti temi e allora dobbiamo fare un gruppo di lavoro... sono manovre dilatorie a cui noi vogliamo dire: "basta"!
C'è una proposta, la proponiamo questa volta su questo bilancio, ci impegniamo con chi ci rappresenterà nel prossimo Consiglio a riproporla al prossimo bilancio, così come sarà uno dei punti essenziali del nostro programma elettorale. Lo diciamo con serenità, non siamo come "Stella Alpina" che lo dice una volta e poi per molti anni se lo dimentica... noi lo ritroveremo tutti gli anni, e credo che questo sia un dato importante. È un invito al collega di "Stella Alpina", in particolare: visto che ha condiviso in tempi non sospetti, forse prima ancora di noi questo tema, di riflettere sulla posizione che ha adesso il suo movimento, credo che potrebbe tranquillamente sposare le nostre posizioni o confrontarsi per trovare una soluzione comune.
Noi non ritiriamo questo emendamento, ne chiediamo il voto; dato che non finisce il mondo oggi, siamo disponibili nei prossimi mesi a trovare una soluzione in materia che possa essere condivisa. Questo è il nostro punto di partenza, ma non certo il nostro punto di arrivo: è il nostro contributo a che questo processo di tagli ai costi della politica avanzi più rapidamente di quanto non abbia fatto fino ad oggi.
Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Ringrazio il Consigliere Sandri per aver riconosciuto che il nostro movimento su questo argomento da anni ha fatto delle proposte. Volevo solo ricordargli, per correttezza, che quando si potevano avere i numeri anni fa per le nostre proposte, il suo movimento non le accolse; oggi, proprio su questo argomento, al contrario, abbiamo annunciato il voto di astensione per essere coerenti con quello che si è deciso tutti insieme.
Président - La parole au Conseiller Lavoyer.
Lavoyer (FA) - Noi evitiamo su questo argomento di scendere sul terreno della demagogia, lo ha detto bene il collega Vicquéry, c'è un tavolo di lavoro che sta affrontando l'argomento, c'era un impegno politico da parte di tutte le forze che oggi viene disatteso. Quello che volevo sottolineare era l'importanza di avere questo meccanismo dell'indennità agganciato ai meccanismi di aumento o di diminuzione a livello nazionale, perché questo è un punto di riferimento fermo, che è stato deciso anche dalla Conferenza delle Regioni, perché lo sganciamento può portare al ribasso, ma anche al rialzo.
Volevo solo ricordare ai colleghi del "PD" e al collega Bortot, che questo agganciamento è stato fatto quando le loro forze politiche erano con noi in maggioranza, abbiamo dibattuto l'argomento, abbiamo fissato una percentuale molto bassa rispetto alle altre Regioni e proprio da voi è stato sostenuto fortemente che bisognava tenere questo tipo di agganciamento. Si può cambiare idea, siamo qui per approfondire l'argomento, ma volevo sottolineare che, a seconda delle posizioni in maggioranza o all'opposizione, poi su questo argomento le sensibilità cambiano.
Président - La parole au Conseiller Ottoz.
Ottoz (CdL) - C'è un'espressione che non è corrente in Valle, ma che dice: "bella figura a costo zero". Mi sembra che i colleghi Squarzino e Sandri, sapendo la fine che farà questo emendamento, facciano una bella figura a costo zero, e questo è importante che si sappia fuori. È come una pubblicità progresso, dice il Presidente, ma qui non c'è il progresso c'è solo la pubblicità.
Vorrei fare due considerazioni sul problema dei costi della politica. Siamo fortemente a favore della diminuzione dei costi della politica, ricordo che nella finanziaria 2006, la finanziaria dell'aborrito Berlusconi diminuì del 10% le indennità dei Parlamentari e nell'ottobre 2006 il "Governo Prodi" ha approvato uno scatto in avanti con valore retroattivo, annullando il provvedimento, tanto per mettere a posto le cose sul gioco delle parti.
Ricordo forse per la terza o quarta volta che vorremmo che questo gruppo di lavoro sui costi della politica andasse avanti veramente e analizzasse tutti i costi, non per diluire i tempi, ma perché ci sono non solo i costi degli eletti, ci sono i costi prodotti dagli eletti con il loro stile di Governo, ci sono i costi della burocrazia che è gestita dalle leggi che fanno gli eletti, ci sono i costi delle non decisioni che sono drammatici e quindi qualcuno deve prendersene la responsabilità, costi che poi pagano i cittadini. Fare quindi un'analisi dei costi di fare politica, senza che poi diventi al momento della discussione le indennità degli eletti, dimenticando tutto quello che la politica invece sparge sul sistema in termini di costi pagati ai cittadini.
Vogliamo che sia fatto finalmente chiarezza su questo problema dei costi e che il lavoro che si era detto a luglio che si sarebbe fatto a settembre, che poi è iniziato con una sola Conferenza dei Capigruppo recentemente, sperando che finalmente si avvii, possa produrre dei risultati... 4?, chiedo scusa, si vede che ero assente come al solito, come mi rimprovera... quindi che si arrivi finalmente ad un risultato, prima - se così posso dire - per evitare le brutte o le belle figure a costo zero - che ci si avvii nel tunnel definitivo della campagna elettorale, in modo che gli elettori abbiano le idee chiare su questo problema, sulle posizioni di tutti e i dati. E di più non dico, salvo dire, come i colleghi della maggioranza che si sono dichiarati a favore, che siamo a favore della diminuzione dei costi della politica, ma siamo contrari a questo modo di far politica, per cui ci asterremo nella votazione di questo emendamento.
Président - Je soumets au vote l'amendement n° 8 des Conseillers Sandri et Fontana Carmela, qui récite:
Emendamento
Nel Capo II del Titolo I, dopo l'articolo 5 è inserito il seguente:
"Articolo 5bis
(Riduzione dell'indennità mensile di carica dei consiglieri regionali. Modificazioni all'articolo 2 della legge regionale 21 agosto 1995, n. 33)
1. Il comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 21 agosto 1995, n. 33 (Norme sulle indennità spettanti ai membri del Consiglio e della Giunta e sulla previdenza dei consiglieri regionali), è sostituito dal seguente:
"1. L'indennità mensile lorda di carica dei consiglieri regionali è stabilita nella misura di 7.000 euro".
2. Il comma 2 dell'articolo 2 della l.r. 33/1995 è abrogato". Il capitolo 20000 è pertanto ridotto di 747.000 euro e di tale somma viene incrementato Fondo regionale per le politiche regionali istituto ai sensi dell'articolo 3 della legge 18/2001 (Obiettivo programmatico 2.2.3.03. capitoli 61310, 61311, 61312, 61313, 61314, 61315, 61316, 61317 e 61318). La Giunta regionale provvederà, ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 27 maggio 1994, n. 19 (Norme in materia di assistenza economica), ad innalzare i limiti di reddito per l'attribuzione delle provvidenze del minimo vitale corrispondentemente alle maggiori disponibilità di bilancio, nonché a prevedere l'attribuzione automatica di tali contributi a soggetti disagiati, come gli ultra-sessantacinquenni che abbiano beneficiato per più anni di tali provvidenze o gli invalidi con oltre 46% di invalidità disoccupati".
Conseillers présents: 32
Votants: 4
Pour: 4
Abstentions: 28 (Borre, Caveri, Cerise, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fiou, Fosson, Frassy, Isabellon, La Torre, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Ottoz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Stacchetti, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Le Conseil n'approuve pas.
Président - Je soumets au vote l'amendement n° 9 des Conseillers Sandri et Fontana, qui récite:
Emendamento
Dopo l'articolo 5 bis, come introdotto dall'emendamento n. 8, è inserito il seguente:
"Articolo 5ter
(Riduzione dell'indennità di funzione mensile dei consiglieri regionali. Modificazioni all'articolo 5 della l.r. 33/1995)
1. Il comma 1 dell'articolo 5 della l.r. 33/1995 è sostituito dal seguente:
"1. Ai consiglieri regionali che svolgono particolari funzioni compete, in aggiunta all'indennità prevista all'articolo 2, nelle seguenti misure mensili lorde:
a) al Presidente della Regione, anche per l'espletamento delle funzioni prefettizie: 5.000 euro;
b) al Presidente del Consiglio regionale: 3.000 euro;
c) ai componenti della Giunta regionale: 3.000 euro;
d) ai vicepresidenti del Consiglio regionale: 1.000 euro;
e) ai Presidenti delle Commissioni consiliari, istituite a norma dello Statuto speciale e dl regolamento interno del Consiglio regionale, nonché ai Segretari dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale: 500 euro;
2. Il comma 2 dell'articolo 2 della l.r. 33/1995 è sostituito dal seguente:
"2. L'indennità mensile di carica di cui all'articolo 2 e le indennità di funzione di cui al comma 1 sono rivalutate annualmente sulla base dell'indice di variazione annua dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati al netto dei tabacchi, determinatosi nell'anno precedente (Indice ISTAT - anno su anno)".
Il capitolo 20000 è pertanto ridotto di 102.000 euro ed il capitolo 20150 di 150.000 euro e di tali somme viene incrementato Fondo regionale per le politiche regionali istituto ai sensi dell'articolo 3 della legge 18/2001 (Obiettivo programmatico 2.2.3.03. capitoli 61310, 61311, 61312, 61313, 61314, 61315, 61316, 61317 e 61318). La Giunta regionale provvederà, ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 27 maggio 1994, n. 19 (Norme in materia di assistenza economica), ad innalzare i limiti di reddito per l'attribuzione delle provvidenze del minimo vitale corrispondentemente alle maggiori disponibilità di bilancio, nonché a prevedere l'attribuzione automatica di tali contributi a soggetti disagiati, come gli ultra- sessantacinquenni che abbiano beneficiato per più anni di tali provvidenze o gli invalidi con oltre 46% di invalidità disoccupati".
Conseillers présents: 32
Votants: 5
Pour: 5
Abstentions: 27 (Borre, Caveri, Cerise, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fiou, Fosson, Isabellon, La Torre, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Ottoz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Stacchetti, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco).
Le Conseil n'approuve pas.
Président - Je soumets au vote l'amendement n° 10 des Conseillers Sandri et Fontana, qui récite:
Emendamento
Dopo l'articolo 5ter, come introdotto dall'emendamento n. 9 è inserito il seguente:
"Articolo 5quater
(Riduzione della diaria mensile spettante ai Consiglieri regionali. Modificazioni all'articolo 6 della l.r. 33/1995)
1. Al comma 1 dell'articolo 6 della l.r. 33/1995, le parole: ", in misura non superiore a quella spettante ai membri del Parlamento" sono sostituite dalle parole: "nella misura massima di 2.500 euro, rivalutata annualmente sulla base dell'indice di variazione annua dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati al netto dei tabacchi, determinatosi nell'anno precedente (Indice ISTAT - anno su anno)"."
Il capitolo 20000 è pertanto ridotto di 78.000 euro e di tale somma viene incrementato Fondo regionale per le politiche regionali istituto ai sensi dell'articolo 3 della legge 18/2001 (Obiettivo programmatico 2.2.3.03. capitoli 61310, 61311, 61312, 61313, 61314, 61315, 61316, 61317 e 61318). La Giunta regionale provvederà, ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 27 maggio 1994, n. 19 (Norme in materia di assistenza economica), ad innalzare i limiti di reddito per l'attribuzione delle provvidenze del minimo vitale corrispondentemente alle maggiori disponibilità di bilancio, nonché a prevedere l'attribuzione automatica di tali contributi a soggetti disagiati, come gli ultra-sessantacinquenni che abbiano beneficiato per più anni di tali provvidenze o gli invalidi con oltre 46% di invalidità disoccupati".
Conseillers présents: 32
Votants: 5
Pour: 5
Abstentions: 27 (Borre, Caveri, Cerise, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fiou, Fosson, Isabellon, La Torre, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Ottoz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Stacchetti, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco).
Le Conseil n'approuve pas.
Président - Je soumets au vote l'article 6:
Conseillers présents: 33
Votants: 22
Pour: 22
Abstentions: 11 (Bortot, Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Vice-président Tibaldi sur l'article 7.
Tibaldi (CdL) - Serve un'informazione o perlomeno una conferma o una smentita di quello che avete annunciato 5 anni fa nel programma di legislatura, probabilmente già annunciato anche 10 anni fa, ha ragione il collega Frassy...
Si parla della legge n. 48/1995, una legge di sistema, che permette agli enti locali di avere le risorse per funzionare, sia in termini di spesa corrente, sia in termini di spesa di investimento. Questa legge però dovrebbe essere modificata, sono necessari degli aggiornamenti, degli ammodernamenti di una legge che ha dimostrato tutta la sua efficacia, ma che - come peraltro possiamo rilevare anche in questa legge finanziaria - vede sovente degli interventi straordinari, in questo caso per Saint-Christophe, in altri casi per Saint-Vincent, ossia delle deroghe a favore di Comuni che versano in situazioni particolari.
Volevamo sapere se a questo annuncio reiterato di revisione normativa si profila all'orizzonte qualcosa, non dico in questa legislatura, ma se in questi anni, Caveri o Marguerettaz, che sono i principali titolari di questa materia, hanno previsto delle modifiche, per evitare di intervenire in deroga, straordinariamente, ripeto oggi per Saint-Christophe, ieri per Saint-Vincent e, magari domani, per Brissogne.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Scusi, ma il quadro della finanza locale è un quadro di centinaia di milioni di euro, il che non impedisce di immaginare che in maniera esplicita e non occulta ci siano periodicamente per delle ragioni specifiche dei finanziamenti che hanno una loro storia. Il finanziamento del Comune di Saint-Vincent ha una sua storia che non le ripeto, perché lei lo conosce perfettamente; il caso di Saint-Christophe, che è già stato evocato in quest'aula lo è altrettanto e potrà capitare anche in altre occasioni che, o per alimentare un accordo di programma di fronte a situazioni di difficoltà... penso a un accordo di programma che stiamo per stipulare con il Comune di Issogne, penso a iniziative specifiche che abbiamo fatto sui palazzetti dello sport in deroga alla finanza locale, tenendo conto di quanto gli impianti sportivi hanno una valenza di interesse regionale, ossia capiterà che anche al di fuori della finanza locale ci possano essere degli interventi di tipo specifico.
Ciò detto, l'importante non è modificare la finanza locale, perché quella è una legge che funziona e che viene periodicamente novellata là dove deve migliorare, anche attraverso il provvedimento della finanziaria, quanto evitare che interventi sulla finanza locale non siano esplicitati. Trovo che invece là dove gli interventi di finanza locale siano motivati da particolari situazioni, da accordi di programma, da situazioni specifiche di intese che devono essere raggiunte o da quadri normativi come avverrà con la nuova legge su "Aosta capitale", credo che sia del tutto normale e non inficia il regolare funzionamento della finanza locale.
Président - La parole au Vice-président Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Astensione del nostro gruppo, perché constatiamo che di fatto avete rinunciato ad aggiornare normativamente la legge n. 48/1995.
Président - Je soumets au vote l'article 7:
Conseillers présents: 29
Votants: 21
Pour: 21
Abstentions: 8 (Bortot, Ferraris, Fontana Carmela, Lattanzi, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - Solo per richiamare l'Assessore competente in materia di "FOSPI"; è certamente uno strumento importante, credo che si debba dare merito a chi lo ha inventato, perché è un metodo di programmazione che è non solo educativo, in quanto obbliga gli enti locali a fare una progettualità su più anni, si parla di quasi 5 anni di programmazione da quando si parte a quando vengono realizzati gli interventi, però significa anche per la Regione avere la possibilità di programmare i propri investimenti. E fino qui tutto bene, sono importanti queste somme che sono investite, quindi saremmo propensi a votare con convinzione questo articolo.
Ci rimane una perplessità perché oggi il "FOSPI" viene riferito a una serie di tipologie e di progetti che non esprimono le necessità dei prossimi anni, nel senso che si parla di parcheggi, di strade, di un uso del territorio che, secondo noi, è sconveniente, che è già arrivato al top e che bisognerebbe fermare. Bisogna invece investire di più sulla riqualificazione ambientale, sui servizi sociali, sulle scuole, sugli asili nido, sulle "garderies", su tutta una serie di infrastrutture di servizio che possono oltretutto essere costruite attraverso il recupero di edifici già esistenti, quindi senza andare a mangiare altro territorio. Questa mania dei parcheggi va contro tutto ciò che si è detto in questo Consiglio sulla necessità di favorire il trasporto pubblico; noi, se guardiamo la Val d'Aosta dall'alto... mi sono divertito un po' con "Google earth" a vedere foto dall'alto degli ultimi mesi... ci sono vallate con decine di parcheggi vuoti per 350 giorni all'anno: questo è un uso del territorio che è poco corretto.
Noi non abbiamo la soluzione per dire di come si debba andare a modificare la tipologia di interventi che possono essere finanziati dal "FOSPI", ma invitiamo l'Assessore a farci un ragionamento. È un ottimo strumento, ma in questo momento necessita di un aggiornamento delle sue finalità e su questo aggiornamento spero che tutti ci mobilitiamo per trovare la soluzione migliore.
Président - Je soumets au vote l'article 8:
Conseillers présents: 32
Votants: 21
Pour: 21
Abstentions: 11 (Bortot, Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Conseiller Frassy sur l'article 9.
Frassy (CdL) - Sull'articolo 9 penso che qualche considerazione vada fatta, forse più politica che finanziaria: riguarda la legge regionale n. 3/1992 che titolava "Interventi per la riqualificazione di Aosta"; era una legge che aveva una previsione di spesa su un decennio, stiamo approvando la finanziaria 2008 e diciamo che questa legge è diventata maggiorenne, nel senso che sono 18 anni che il Comune di Aosta cerca di portare a compimento quello che era un piano di interventi decennale. Quello che più preoccupa è che non basteranno i 18 anni passati, in quanto andando a leggere la disposizione dell'articolo 9 ci rendiamo conto che la previsione di finanziamento slitta fino al 2010; di conseguenza, quel piano è stato ammazzato dalle tempistiche di realizzazione del piano stesso.
Non possiamo non esprimere un giudizio nettamente negativo su quello che è stato nella sostanza, da parte dell'Amministrazione comunale di Aosta, la gestione di queste risorse finanziarie; è vero che noi, Amministrazione regionale, qui fungiamo solo da ufficiali pagatori, ma è altrettanto vero che il giudizio politico non possiamo non esimerci dall'esprimerlo in una città dove penso - da cittadini, prima ancora che da amministratori regionali - facciamo ogni giorno più fatica a riconoscerci, una città che con il passare degli anni ha aumentato in maniera esponenziale problemi complessi, urbanistica, viabilità e l'elenco potrebbe continuare su tutti i comparti gestiti dall'Amministrazione comunale. Sarebbe allora quanto mai auspicabile, Presidente Caveri o Assessore Cerise, se queste sono risorse che sono gestite dal suo Assessorato, che ci fosse un intervento politico anche dai banchi della maggioranza, per far capire che quella legge, al di là del momento politico in cui era nata, era nata con una finalità che oggi è stata stravolta e mancata. Su questo qualche responsabilità politica voi, come maggioranza, ve ne dovete far carico, non tanto come maggioranza regionale che fa da ufficiale pagatore, quanto e soprattutto come maggioranza politica, per quella identità che vede nel partito di maggioranza relativa che è l'"Union" esprimere, sia qui che al Comune di Aosta, non solo una maggioranza di Governo, ma anche le cariche apicali di questa maggioranza di Governo.
Ci asterremo pertanto sulla votazione dell'articolo 9 per le motivazioni che ho cercato di riassumere.
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Anche qui, chiaramente su questo articolo, su Aosta come moderno capoluogo regionale, anche noi dovremo fare delle considerazioni.
Anzitutto abbiamo avuto negli anni, 2 o 3 rimodulazioni dei tempi di effettuazione di tutti i progetti. Sono stati rimodulati, ci sono stati ritardi, ma la cosa che ci ha più preoccupato e fatto pensare che questo piano generale era un piano destinato ad essere settoriale e non risolutivo dei problemi di Aosta: è stato quello dello stralcio di alcuni progetti che erano fondamentali e importanti. Faccio il riferimento al parcheggio di interscambio e al collegamento pedonale, fra la zona "F8" e "F8bis" e il centro storico; questo progetto è stato stralciato, ci diceva qualcuno che sarebbe stato ripreso, adesso invece si parla di un'ovovia.
Su questo articolo, invece, non ci asterremo, ma voteremo contro, proprio come messaggio: questo piano di riqualificazione di Aosta è servito a costruire una strada con muri di sostegno di ripa e contro ripa alti 5 metri, per collegare una frazione, mi ricordo sempre il paragone in Consiglio comunale per cui sarebbe stato più economico rifornire i 14 abitanti di quella frazione di un mezzo fuori strada nuovo che costruire la strada.. mi riferisco alla Frazione Vignole. Noi diciamo "no" a questa ennesima ripresentazione di proroghe, per cui il nostro giudizio su questo articolo è nettamente contrario.
Président - Je soumets au vote l'article 9:
Conseillers présents: 30
Votants: 24
Pour: 21
Contre: 3
Abstentions: 6 (Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Tibaldi)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Vice-président Tibaldi sur l'article 10.
Tibaldi (CdL) - Doverosa la domanda, che penso sia rivolta all'Assessore Cerise più che all'Assessore Marguerettaz, anche perché si è parlato già ieri, esaminando capitolo per capitolo, dei 3,5 milioni di euro che vengono stanziati per la realizzazione di postazioni radiotelevisive, per installazione di apparecchiature radioelettriche; abbiamo constatato nel 2° comma di questo articolo che alla realizzazione degli interventi attuativi del piano di cui al comma 1° provvede direttamente la Regione, in deroga a quanto previsto dalla legge n. 25/2005, che come ben sa l'Assessore, disciplina dettagliatamente la pianificazione dell'impianti di radiotelecomunicazione nella nostra Regione.
Vorremmo capire il contenuto di questa deroga; sappiamo che per i privati la legge n. 25/2005 prevede una serie di procedure cavillose, impegnative, costose, che devono essere osservate per poter realizzare questi impianti e installare le apparecchiature radioelettriche. Cosa significa che la Regione può derogare a quanto previsto dalla legge n. 25/2005? Significa che in quanto ente pubblico è sottratta per qualche ragione a queste procedure e, di conseguenza, al privato si carica il fardello di una procedura burocratica, cavillosa, pesante, costosa e la Regione può evitarlo oppure... cosa? Se l'Assessore ci dà una spiegazione plausibile e sostenibile di questa deroga, possiamo anche votarlo, altrimenti no!
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Cerco di dare una risposta al collega Tibaldi, in quanto la deroga a quanto previsto dalla legge n. 25 va letta successivamente al primo aspetto, ossia alla realizzazione degli interventi attuativi del piano di cui al comma 1, provvede direttamente la Regione in deroga a quanto previsto nella legge n. 25.
Nella legge n. 25 tutti questi interventi, nell'ambito degli enti locali... noi abbiamo una legge n. 25 che ha suddiviso i compiti fra la Regione e gli enti locali; è una legge che merita una rilettura o un addendo, perché abbiamo una legge che si è preoccupata sicuramente di due argomenti importantissimi, che sono l'impatto urbanistico, la razionalizzazione dell'uso del territorio, e l'aspetto tecnico riconducibile alle onde elettromagnetiche, quindi abbiamo una procedura che lei ha descritto, che è abbastanza pesante in merito alle rilevazioni fatte dall'ARPA, dagli uffici preposti, ma nulla si dice in quella legge della sostanza, ovvero la rete dei sistemi di radiocomunicazione che devono essere tra di loro un sistema integrato per dare una diffusione dei vari segnali, perché ci siano quelle condizioni di base per la società delle informazioni. Tutto questo aspetto non è stato indicato, anzi, nel dare la competenza delegata alle Comunità montane si rischia una strategia ad isole: ecco perché dico che probabilmente dobbiamo tornare su questo discorso per ricondurre una strategia generale.
Il ragionamento che abbiamo indicato nell'articolo nulla ha a che fare con quello che ho detto, ma è una deroga dal punto di vista finanziario che nonostante quelle competenze e quegli impianti siano riconducibili agli enti locali, vengono fatti direttamente dalla Regione; quindi la deroga non vale per le procedure che dovranno essere rispettate, ma in deroga a quel principio generale della legge n. 25. Questo è in parte vero rispetto all'intervento, perché è finanza locale, quindi in sostanza con questa norma condivisa con il sistema degli enti locali, andiamo ad intervenire sugli apparati con dei soldi di provenienza della finanza locale, ma delegano alla Regione per la costruzione.
Abbiamo già fatto un primo incontro con tutti i responsabili delle Comunità montane per individuare tutti quei siti che oggi sono di proprietà delle Comunità montane; le faccio solo questa sequenza: 3 sono i siti, i siti privati o della "RAI" che sono particolarmente solidi, efficienti, consolidati; ci sono quelli delle Comunità montane in convenzione; ci sono questi terzi che sono quelli fuori convenzione, che sono di proprietà degli enti locali e mantenuti dagli enti locali, che sono quelli messi peggio, e con questi 3,5 milioni andiamo a sistemare una situazione ormai insostenibile.
Président - La parole au Vice-président Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Per dichiarazione di voto. Assessore, lei si è impegnato e ha dato anche una spiegazione che sembrava plausibile, ma scritto così, questo articolo, questo secondo comma, lo leggo: "alla realizzazione degli interventi provvede la Regione in deroga a quanto previsto dalla legge n. 25/2005"... lei mi parla di deroga finanziaria, giusto?... è una deroga sostanziale scritta così. Allora è un problema di tecnica legislativa, ossia significa che la legge n. 25/2005, stante la lettera di questo comma, può essere completamente non osservata, dimenticata, ed è una legge importante, è una legge di sistema. Mi fa piacere che abbia riconosciuto la necessità di aggiornarla, perché questa legge l'avete fatta voi, nel 2005; si ricorderà che noi l'abbiamo contraddetta in diversi punti, la Corte costituzionale si è pronunciata sui diritti di istruttoria che volevate imporre come ulteriore gabella locale oltre a quelle nazionali, ma non l'avete vinta, perché la sentenza della Corte è chiara, però una deroga di questo tipo sembra quasi creare una corsia preferenziale per la Regione, che fa bene a intervenire perché la saturazione anche del digitale nelle valli laterali è necessaria, ma sembra quasi che per i privati ci sia - ripeto - un appesantimento, o meglio, viga l'appesantimento della n. 25... per la Regione, invece, il campo sia quanto mai libero.
Ci asterremo.
Président - Je soumets au vote l'article 10:
Conseillers présents: 33
Votants: 21
Pour: 21
Abstentions: 12 (Bortot, Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lanièce, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - A l'article 11 il y a 2 amendements - le n° 9 et le n° 10 - du groupe "Arcobaleno".
La parole au Conseiller Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Velocissimo, abbiamo il Protocollo di Kyoto sul riscaldamento e cambiamento di clima, il petrolio a 100 $ al barile e da impegnarci sulle fonti energetiche rinnovabili, ma soprattutto sul risparmio energetico. Non sto a tediarvi perché penso che noi e anche voi si sia d'accordo.
Con questo emendamento vorremmo aggiungere all'articolo 11 che recita: "La Giunta regionale è autorizzata ad adottare per gli anni 2008-2009 piani straordinari di interventi finalizzati", le parole: "al risparmio energetico", e poi continua: "alla messa in sicurezza e adeguamento a norma degli edifici scolastici di proprietà degli enti locali ad integrazione del piano straordinario", eccetera. Questo significa che con la legge si dà l'opportunità agli Assessorati di intervenire anche in questo campo. Come ci ha spiegato l'Assessore Cerise, abbiamo capito che non sempre si riesce ad intervenire in contemporanea, ossia con la messa in sicurezza degli immobili con il risparmio energetico, evidentemente il risparmio energetico verrà introdotto compatibilmente con la possibilità degli edifici, con il tipo di appalti e con le progettualità che verranno definite di volta in volta; però è importante, perché diventano investimenti che hanno un ritorno brevissimo, interveniamo sul clima, diamo lavoro ai nostri artigiani e credo che investire in questo settore per avere ritorni di questo tipo economico, ambientale, sociale e professionale non sia cosa da poco!
Président - La parole au Vice-président Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Una domanda doverosa all'Assessore Viérin o all'Assessore Cerise.
L'articolo 11, 1° comma, crea un principio che è assolutamente nuovo: la straordinarietà nella straordinarietà, perché qui si prevede che la Giunta sia autorizzata ad adottare piani straordinari ad integrazione di un piano straordinario. Vorremmo capire questo nuovo principio che è stato introdotto con questa norma che ci sfugge; primo, vorremmo sapere se esiste perlomeno il primo piano straordinario di cui alla legge n. 15/2007, che già prevedeva interventi di messa in sicurezza e adeguamento a norma degli edifici scolastici di proprietà degli enti locali; poi vorremmo capire questa straordinarietà aggiuntiva o integrativa in cosa consiste. A parte la cifra di 2 milioni per il 2008 e di 2,5 milioni per il 2009, vogliamo sapere come mai siete stati costretti a lavorare in una logica straordinaria sovrapponendovi a un piano già straordinario dello scorso anno, e sapere se con il primo piano avete già concluso o fatto qualcosa, ammesso che esista...
Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.
Cerise (UV) - Volevo solo dire che, per quanto riguarda l'emendamento proposto, lo riteniamo del tutto superfluo e anche inopportuno, nel senso che già lo sforzo che deve essere fatto per mettere a norma questi edifici non è da poco, come si vede da queste cifre. Quando si dice di mettere a norma, non si esclude di mettere a norma anche per quanto riguarda questo aspetto. Non ce lo mettiamo, oltretutto abbiamo una legge che è in fase di elaborazione che prevede questo genere di interventi, non vedo perché dobbiamo andare a mettere, qui, un ulteriore appesantimento di questo articolo.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - Voteremo a favore di questo articolo, contrariamente a un atteggiamento tendenzialmente di astensione, perché dal confronto che è stato fatto sui capitoli ci siamo resi conto che, al di là che il provvedimento è parziale e "a tampone" di una situazione che è emersa negli ultimi mesi, ci è sembrato di captare una volontà di pianificare attraverso una fotografia dettagliata che è stata fatta in questo settore, e che è stata credo raccolta nelle ultime settimane, la volontà di pianificare discorsi di più ampio livello. In qualche modo come augurio che questo lavoro di coordinamento e di programmazione possa davvero raggiungere degli effetti positivi e rendersi conto che sulla scuola ci giochiamo molto dello sviluppo della Val d'Aosta, perché le risorse quelle materiali possono esserci o non esserci, ma le risorse culturali di competenze, di capacità, queste non ce le potrà mai rubare nessuno! Per cui dobbiamo offrire ai nostri giovani la possibilità di scuole anche strutturalmente al top, perché possano acquisire tutte quelle competenze, capacità e informazioni che poi li rendano forti nella vita, li rendano competitivi, in grado di assicurare il benessere a loro stessi e alle proprie famiglie.
Pertanto, come augurio e incitamento a proseguire su questa strada, il Partito Democratico voterà a favore di questo articolo.
Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Viérin Laurent.
Viérin L. (UV) - Ringrazio il collega Sandri. In effetti questo piano di edilizia scolastica è definito "piano straordinario" e questo è anche emerso già nella discussione sulle singoli voci di bilancio, perché è stato un accordo con gli enti locali e la straordinarietà sta in due fatti: uno, è che l'Amministrazione regionale interviene su edifici di proprietà comunale per messa a norma e per tutta una questione legata alla messa a norma legata ai certificati di prevenzione antincendio, il passaggio dai cosiddetti "NOP" ai CPI; poi, vista la costituzione di questa anagrafe scolastica, avendo monitorato l'esistente, abbiamo evidenziato situazioni di criticità su questi edifici scolastici di proprietà comunale; quindi è stato un piano studiato con 10 milioni di euro sul triennio con proroga al 31 dicembre 2009 per questa messa a norma e la straordinarietà sta nel fatto che questi 10 milioni di euro provengono in parte dalla finanza locale per 5 milioni e gli altri 5 milioni direttamente dai fondi dell'Amministrazione regionale. Un esempio di sinergia, quindi, una presa in carico da parte dell'Amministrazione regionale di problemi che riguardano l'intera collettività e soprattutto l'incolumità dei nostri studenti; la straordinarietà sta pertanto in questi 2 aspetti.
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Volevamo riuscire a comprendere meglio l'impostazione dell'Assessore Cerise in risposta alla presentazione dei nostri emendamenti, perché non abbiamo capito.
Se i nostri emendamenti sono superflui e addirittura in controtendenza e dannosi, mi pare abbia aggiunto un altro aggettivo; allora, dato che sono piani straordinari e che abbiamo detto che uno degli obiettivi di questa amministrazione in riferimento a ciò che abbiamo messo in piedi: il gruppo di lavoro sul risparmio energetico, i sopralluoghi, il gruppo di lavoro misto tecnici-Commissione consiliare... credo che se non c'è la volontà, ora, di approfittare della straordinarietà e di mettere in piedi un percorso virtuoso che vada a mettere a norma gli edifici, che cominci a pensare al risparmio energetico, quale credibilità possiamo dare a questo Governo regionale che prima, forse "obtorto collo", accetta la forte posizione del Consiglio, per poi tornare indietro e dire: "ma veramente qui parliamo solo di messa a norma e di messa in sicurezza", ossia adeguamento a norma e messa in sicurezza. Questa non potrebbe essere l'occasione per cominciare a ragionare diversamente?
Crediamo che, a seconda dell'accoglimento degli emendamenti, la dichiarazione di voto non potrà essere univoca. Siamo esterrefatti, proprio rispetto alla posizione assunta dal Governo regionale su questo argomento, non vorremmo che fosse sempre il solito atteggiamento che aspetta la legge regionale, intanto poi, a fine legislatura... per poi non fare nulla!
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Il problema che ponete è un problema importante e anche molto di moda, basta guardare la finanziaria di quest'anno: la rottamazione non è più di moda, quest'anno è di moda il risparmio energetico, per cui lo scorso anno il "Governo Prodi" aveva fatto la rottamazione e quest'anno l'ha tolta e fanno invece le caldaie ecocompatibili; sono sempre delle storie che si susseguono a seconda della moda del momento, uno va a cercare su Internet e vede qual è l'ultima novità. Allora, quello che voglio dire è che questi soldi sono frutto di un accordo con gli enti locali all'interno della finanza locale, e sono situazioni molto gravi di scuole che rischiano di chiudere per questioni antincendio e antisismica.
Che voi adesso ci veniate a dire che questi soldi devono essere spesi per il risparmio energetico, vuol dire che questi fondi non sono sufficienti; quello che voglio dire è che nessuno può negare che purtroppo, nel tempo, le scuole, come molte case, siano state costruite senza tener conto di quei criteri moderni di cui oggi obbligatoriamente ci dobbiamo dotare; se uno entra in una qualunque scuola della Val d'Aosta, vede che esiste l'errore basico di avere quasi sempre il radiatore del riscaldamento sotto le finestre, che è l'ABC dell'errore, non ci sono i doppi vetri, ci sono enormi corridoi in alcune scuole che non hanno più significato in una logica moderna, ci devono essere i pannelli solari, ci deve essere un isolamento fatto bene, benissimo... non scriviamolo qui!
L'impegno che assumo come Governo regionale, visto che arriverà una normativa specifica, è che tutte le nuove costruzioni debbano essere dotate di tutte quelle intelligenti risorse tecnologiche che ci consentono di spendere meno. Oggi, dovessimo rifare la sala del Consiglio regionale, la faremmo probabilmente in maniera molto diversa rispetto all'esposizione, rispetto a questo spreco di volumetria, troveremmo delle soluzioni più intelligenti, ma oggi non può essere accettata, perché esiste una Giunta regionale composta da biechi consumatori di combustibili a cui si contrappone una schiera di angelici difensori del risparmio energetico: questa non è la realtà dei fatti! La realtà dei fatti è che questa norma è stata concordata con gli enti locali, perché usiamo dei soldi loro. Serve per delle priorità, come l'antisismico e l'antincendio, altrimenti rischiano di chiudere delle scuole.
Allora assumo l'impegno che, pur respingendo questo emendamento, terremo conto in tutti i modi possibili del risparmio energetico, se non fossimo così saremmo dei cretini, perché questo significa spendere meno! Non è questa la sede dove metterla.
Président - La parole au Conseiller Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Pensavo che l'argomento fosse un argomento del Consiglio e non capisco perché si sono alzati i toni, quando ho tenuto un profilo basso...
Dato che si dice che non ci sono i soldi, faccio i conti. Abbiamo 34 edifici scolastici nella nostra Regione, per questi spendiamo 844.000 euro di riscaldamento; con un edificio di 1.200 metri quadrati messo a risparmio energetico investiamo 120.000 euro per ogni edificio. Con 844.000 ne facciamo 6 all'anno. Il ritorno degli 844.000 euro per 6 edifici all'anno è di 4 anni, lo dicono i tecnici che hanno fatto questi calcoli; noi, in 6 anni, investendo l'importo che spendiamo per riscaldare questi edifici, ci mettiamo a risparmio energetico tutti gli edifici della Regione!
Nell'illustrare l'emendamento ho detto che dove c'è scritto che il risparmio energetico deve andare con i tempi e di pari passo con la messa a norma, si può anche intervenire, lo so che ci sono degli appalti e dei processi in corso che non si può più intervenire, bisognerà riprendere; stiamo solo dicendo che vogliamo anticipare una norma che verrà ripresa in una legge solo per dare... poi ho finito, non faccia l'insofferente Presidente, per una volta...
Caveri (fuori microfono) - ... dovevamo finire il bilancio alle 13, per un accordo...
Bortot (Arc-VA) - ... ma cosa costa a voi accettare questo emendamento, siete intervenuti in due per una "baggianata" e poi dice anche che è di moda? Perché anche il teleriscaldamento che volete fare ad Aosta con il metano... non vada via Presidente, siccome sto rispondendo al Presidente, quando il Presidente torna riprendo l'intervento, non sono io che faccio perdere tempo! Presidente, se mi chiama per favore il Presidente Caveri...
Presidente - ... lei continui...
Bortot (Arc-VA) - ... vado avanti... faccio un invito al Consiglio e al Governo: è una questione di buon senso, i tempi possono essere diversi, quello che voglio dire è anche educativo nei confronti degli enti locali. Abbiamo appena stanziato un bel po' di soldi in più a favore degli enti locali, questo senza nessun vincolo è un invito per quanto riguarda gli edifici di proprietà dei Comuni di intervenire in questa direzione. Per favore, maggioranza, mettiamoci del buon senso, lo firmiamo in tutti, facciamo quello che volete, sospendiamo il Consiglio, ma mi sembra che sia una cosa di un buon senso e che ha dell'inverosimile rifiutare questo emendamento!
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 9 del gruppo "Arcobaleno" che recita:
Emendamento
Al comma 1 dell'articolo 11 dopo la parola "finalizzati" aggiungere le parole: "al risparmio energetico,".
Conseillers présents: 30
Votants: 6
Pour: 5
Contre: 1
Abstentions: 24 (Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Fiou, Fosson, Frassy, Isabellon, La Torre, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Ottoz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Stacchetti, Tibaldi, Viérin Laurent, Viérin Marco).
Le Conseil n'approuve pas.
Président - Je soumets au vote l'amendement n° 10 du groupe "Arcobaleno", qui récite:
Emendamento
Al comma 2 dell'articolo 11 dopo la parola "assicurare" aggiungere le parole: "il risparmio energetico,".
Conseillers présents: 30
Votants: 6
Pour: 5
Contre: 1
Abstentions: 24 (Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Fiou, Fosson, Frassy, Isabellon, La Torre, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Ottoz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Stacchetti, Tibaldi, Viérin Laurent, Viérin Marco).
Le Conseil n'approuve pas.
Président - Je soumets au vote l'article 11:
Conseillers présents: 32
Votants: 27
Pour: 27
Abstentions: 5 (Fiou, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)
Le Conseil approuve.
Président - A l'article 12 il y a les amendements des collègues Sandri et Fontana: n° 4.1 - qui a une connexion avec le n° 4.2 - et l'amendement n° 5.1 qui a une connexion avec l'amendement n° 5.2.
La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - Simplement pour illustrer les deux amendements.
Come è stato evidenziato nel dibattito sul capitolato, abbiamo un impegno di spesa a fronte di un impegno generico di indennizzo, risarcimento degli impatti che l'aumento dell'Aeroporto per quanto riguarda vincoli, eccetera, può presentare sul Comune di Saint-Christophe, ma senza avere a fronte alcun tipo di progetto concreto: questo è ciò che è venuto fuori dal dibattito.
Avevamo proposto 2 emendamenti che, a maggior ragione, dopo il dibattito sono ancora più pertinenti; infatti con il primo emendamento spostiamo queste cifre che sono esattamente 3,8 milioni di euro nel Fondo per l'assistenza economica in base alla legge n. 19/1994 ed altre leggi similari per la provvidenza per il minimo vitale e altre provvidenze similari: questo è il primo emendamento. Nel caso non si voglia accettare "in toto" l'emendamento che riduce da 3,8 milioni di euro a 0 il capitolo Saint-Christophe, rinviando all'anno prossimo quando ci sarà qualche progetto più concreto di identificare le somme, chiediamo di ridurre questa cifra importante, in modo che 1,5 milioni vadano a Saint-Christophe per dei progetti che poi verranno definiti e i restanti 2,3 milioni di euro siano recuperati al Fondo per l'obiettivo programmatico 2.1.1.05 che è il Fondo regionale per le politiche regionali sociali: questo è l'auspicio che facciamo. Non entro oltre nel merito, lo avevo già illustrato in precedenti emendamenti.
Président - Je soumets au vote l'amendement n° 4.1 des collègues Sandri et Fontana, qui récite:
Emendamento
1. L'articolo 12 è soppresso.
Conseillers présents: 32
Votants: 4
Pour: 4
Abstentions: 28 (Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Isabellon, La Torre, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Ottoz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Stacchetti, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Le Conseil n'approuve pas.
Président - L'amendement n° 4.2 des collègues Sandri et Fontana est donc échoué... j'en donne la lecture pour le procès-verbal:
Emendamento
2. Al comma 1 dell'articolo 24 la cifra "88.140.000" è sostituita dalla cifra "91.940.000", mentre la cifra "27.080.000" è sostituita dalla cifra "30.880.000".
(intervento del Consigliere Sandri, fuori microfono)
Presidente - ... non sto parlando del n. 5, sto parlando del n. 4, ossia il sub emendamento; automaticamente, non approvando il n. 4.1, decade. Diverso ragionamento per il n. 5, ma ci arriviamo... Volevo solo dare atto ai fini del verbale...
Pongo in votazione l'emendamento n. 5.1 dei Consiglieri Sandri e Fontana che recita:
Emendamento
Il comma 3 dell'articolo 12 è sostituito dal seguente:
"3. L'onere per l'applicazione del comma 1 è determinato complessivamente in euro 1.500.000, di cui euro 500.000 per l'anno 2008, euro 500.000 per l'anno 2009 ed euro 500.000 per l'anno 2010 (obiettivo programmatico 2.1.1.05.- capitolo 33743)."
Conseillers présents: 32
Votants: 12
Pour: 5
Contre: 7
Abstentions: 20 (Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fiou, Fosson, Frassy, La Torre, Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Pastoret, Praduroux, Rini, Salzone, Stacchetti, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Le Conseil n'approuve pas.
Presidente - Non passando l'emendamento n. 5.1 dei Consiglieri Sandri e Fontana, decade il n. 5.2, non vorrei che ci fossero fraintendimenti... Ne do lettura ai fini del verbale:
Emendamento
2. Al comma 1 dell'articolo 24 la cifra "88.140.000" è sostituita dalla cifra "90.440.000", mentre la cifra "27.080.000" è sostituita dalla cifra "29.380.000".
La parola al Consigliere Frassy sull'articolo 12.
Frassy (CdL) - Avremmo evitato volentieri di intervenire sull'articolo 12, se fossimo riusciti a completare le informazioni che volevamo acquisire in sede di esame del capitolo 33743, ma l'Assessore Pastoret ha avuto modo di dire che non voleva anticipare la discussione e l'approfondimento in sede di legge finanziaria, allora devo riprendere una parte delle questioni che avevo detto ieri sera, sperando di avere una risposta più completa rispetto a quella che l'Assessore ci aveva fornito.
In questo articolo 12 andate a prevedere, nel triennio, la cifra di 3,8 milioni di euro; non riusciamo a capire questa cifra da cosa nasca e abbiamo anche delle difficoltà a pensare che possa essere una cifra messa a caso. È una cifra che deve avere una sua motivazione. Avevo detto - e mi ripeto - che l'esperienza di Pontey non ha portato a grandi conclusioni, perché il milione stanziato per Pontey si è poi ritrovato nei residui del bilancio 2007, ossia lo stanziamento di risorse in assenza totale, non dico di progettazione, ma quanto meno di idee, lascia il tempo che trova dal punto di vista della conclusione finanziaria. Qui il ragionamento è però politico, Assessore Pastoret, perché se passa il principio che la Regione può fare tutto, l'importante è che paghi, sicuramente inneschiamo un meccanismo che da un punto di vista politico amministrativo non esistiamo a definire "poco morale".
Lei ha detto: la Regione avrà da affrontare una serie di oneri successivi in punto di espropri, di convenzioni, e quant'altro; di conseguenza, ci ha confermato che queste cifre non servono a dare copertura a oneri che ci saranno comunque in virtù delle occupazioni di aree in proprietà del Comune di Saint-Christophe. Non capiamo per quale motivo un'infrastruttura, quella aeroportuale, che dovrebbe fra l'altro creare un volano dal punto di vista dell'indotto commerciale e dell'indotto del terziario, venga invece considerata come una penalizzazione per il territorio dello stesso Comune di Saint-Christophe, tanto che nella relazione all'articolo 12 scrivere che è riconosciuto un finanziamento straordinario... Allora i finanziamenti straordinari si riconoscono su situazioni straordinarie; vorremmo capire dov'è la straordinarietà di un finanziamento che sta nel triennale in maniera crescente rispetto alla previsione del 2008, perché mezzo milione, 1,7 milioni e poi 1,6 nel 2010, ma affermare che c'è un finanziamento straordinario non capendo qual è la straordinarietà di questa vicenda, abbiamo delle forti difficoltà a capire come verranno utilizzati. Dirò di più: non vorremmo che fossero utilizzati per una serie di progetti che la fantasia di quell'Amministrazione comunale aveva difficoltà a cantierare proprio per la difficoltà di reperire risorse finanziarie; ci riferiamo all'ipotetica e ventilata costruzione di un'arena bis nel Comune di Saint-Christophe, che è il Comune confinante con l'arena di Località Croix Noire. Ci riferiamo ad un insieme di strutture di ampliamento del polo sportivo di Saint-Christophe, che non erano poi state realizzate per una serie di difficoltà ad ottenere i finanziamenti a valere sulle altre leggi regionali. Penso che sia dovuto, in una trasparenza e chiarezza dei dati finanziari, qualche spiegazione su questo articolo 12, perché non sta in piedi, al di là del fatto che vengono messi dei soldi.
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Su questo articolo 12 esprimiamo tutta la nostra contrarietà, non tanto per ragioni di tecnica finanziaria e di bilancio, in quanto proprio sull'intervento stesso, ampliamento e allungamento della pista dell'Aeroporto di Saint-Christophe non siamo favorevoli, anche perché nessuno lo dice forte e chiaro, ma lo stesso studio, anche se allunghiamo la pista, e vorrei che qualcuno mi smentisse in questo Consiglio, il "Corrado Gex" non potrà mai essere classificato strumentale per l'orografia delle valli, quindi ci sarà un avvicinamento non strumentale, ma un avvicinamento a vista, con una situazione di pericolo per i centri abitati, proprio perché affidato alla manualità del pilota. Vi saranno comunque problemi anche dal punto di vista dell'impatto ambientale e quindi il gioco non varrà la candela, perché di questi paventati 49mila turisti che dovrebbero venire all'Aeroporto di Aosta per andare a sciare o fare turismo di qualità, crediamo che non ve ne sarà traccia.
Il nostro voto su questo articolo è contrario.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - Per una riflessione di tipo tipografico, nel senso che abbiamo presentato un emendamento, ci aspettavamo una risposta dalla Giunta che non è venuta, ma prendiamo atto dell'imbarazzo di dover difendere una posizione indifendibile, ossia qui non c'è alcun tipo di progetto, è una contrattazione fra Regione e Comune, insomma questioni di collegamenti di politica in una Regione in cui i Sindaci hanno avuto sempre un grande peso, sia perché molti dei rappresentanti di partiti politici in Consiglio regionale provengono dalla carriera amministrativa. Capiamo quindi che ci siano motivazioni di questo genere di collegamento con i Comuni, ma non c'è alcuna motivazione che la Regione debba non accettare una proposta che era molto semplice e serena, articolata su due livelli e che andava in una direzione, e ieri dalla discussione è emerso che ci sono dei problemi da risolvere non semplici, ma su cui forse è opportuno andare a investire ulteriori risorse. Dicevo "tipografica", perché la mia impressione è che alla fine il bilancio, essendo già stampato tipograficamente in versione definitiva, non si possa toccare. Allora, che una prassi tipografica ostacoli il Consiglio regionale da poter fare delle modifiche al testo, mi sembra inverosimile! Forse sarebbe bene che dall'anno prossimo - faccio un appello ai Presidenti della Regione e del Consiglio - la versione tipografica sia rimandata alla fine e successivamente all'approvazione del Consiglio e prima si presenti una bozza di lavoro...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... questa è la dimostrazione che ci sono dei colleghi Consiglieri che hanno incapacità a differenziare quella che è un'istituzione da quella che è una persona e, mischiando questi due piani, fanno molta confusione. Non so come sarà il futuro, so certamente che ci sarà un Presidente del Consiglio e un Presidente della Regione e fin qui vi sfido a dimostrare il contrario!
Faccio un appello ai Presidenti del Consiglio e della Regione, perché l'anno prossimo si predisponga un bilancio su carta meno patinata, in forma più di lavoro e la versione tipografica sia licenziata successivamente all'approvazione del Consiglio, perché ho l'impressione che il collega Pastoret, che si è sempre dimostrato disponibile a un confronto, non sempre condividendo le posizioni ovviamente in tutto il dibattito del bilancio, credo che alla fine abbia dovuto dire di "no" semplicemente per non dover andare a ristampare tutte le copie del bilancio regionale. Credo che questa non sia certamente una bella constatazione!
Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Pastoret.
Pastoret (UV) - Il collega Frassy ritorna su questa questione. Credo che per quanto possa affannarmi a cercare di spiegarlo non lo convincerò, ma questo sta nelle cose.
L'intervento aeroportuale occuperà una fascia significativa di terreni del Comune di Saint-Christophe, terreni sui quali si svolgevano e in alcuni altri casi erano previste, delle attività di diverso genere. Ovviamente noi occuperemo solo una parte di questi terreni, che saranno pagati al costo di mercato sulla base della procedura espropriativa che sarà messa in atto, ma di fatto un'altra parte di questi terreni, che ragionevolmente noi non potremmo acquisire perché non oggetto di specifico intervento saranno vincolati per quelle che erano le prospettive e gli utilizzi che il Comune avrebbe avuto rispetto alla loro utilizzazione attuale e quella futura. Sotto questo punto di vista, siccome non rimborseremo il Comune per questo, riteniamo però corretto, saggio e giusto determinare il fatto che il Comune dovrà prevedere altre cose e altre attività da altre parti con spese che farà per conto suo, in quali termini, in quali modi e in quali tempi questo non ci è dato sapere, perché dipenderà dalla civica amministrazione, però abbiamo ritenuto opportuno venire incontro al Comune che ci ha chiesto di prevedere alcuni interventi, che saranno poi determinati con un apposito accordo fra l'Amministrazione regionale e il Comune, rispetto ai quali abbiamo chiesto quale poteva essere la cifra indicativa. Questa cifra è inserita in un bilancio di previsione, che come lei sa bene deve avere una sua logicità nella previsione, ma che non ha l'esattezza contabile al centesimo di euro come ha poi un bilancio consuntivo. Questo è il ragionamento che ci ha portati ad accettare, a condividere e a volere venire incontro alla richiesta del Comune di Saint-Christophe. Non lo abbiamo voluto fare con altri strumenti, lo abbiamo messo in legge: questa è la ragione per cui difendiamo questa scelta, al di là malgrado gli emendamenti che su questo ci possono essere proposti.
Président - La parole au Conseiller Frassy, pour déclaration de vote.
Frassy (CdL) - Assessore Pastoret, non se la prenda a male, ma siamo allibiti dalla sua risposta! È una risposta che probabilmente nottetempo lei ha meditato, ma era meglio che si fermasse alla risposta che ci aveva fornito ieri!
Quello che lei ha detto è gravissimo, perché lei ci fa capire - ammesso che questa sia la reale situazione che ha portato a questa quantificazione - che ci saranno dei terreni che comprerebbe perché sono i terreni sui quali verranno edificate le strutture, le pertinenze dell'ampliamento aeroportuale, sulle quali verrà effettuato l'ampliamento della pista, e poi ci sono dei terreni che sono sempre di proprietà pubblica (Comune di Saint-Christophe), che non verranno comprati, ma subiranno il vincolo dell'area aeroportuale che comporta una serie di vincoli - è corretto il ragionamento, Assessore Pastoret? - che andremo a indennizzare in parte con questo tipo di finanziamento straordinario.
Le domando: e i vincoli che in conseguenza di questa infrastrutturazione patiranno e subiranno i privati, chi... glieli va a indennizzare? È gravissimo quello che ha detto...
(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)
... non ha detto quello? Sbobiniamo allora! Lei ha detto: "è la contropartita per terreni che non verranno comprati, ma subiranno una serie di vincoli, di limiti"... questo lei ha detto: "terreni comunali". E io chiedo: e i privati? Allora si crea un precedente grave, il precedente che a questo punto ci va una parità di trattamento anche e soprattutto a tutela dei privati, che verranno vincolati nelle loro proprietà senza che queste vengano espropriate o acquisite; perciò questa affermazione è di una gravità assoluta, perché evidenzia un ruolo dell'amministrazione pubblica che tratta il cittadino da suddito e su questo non ci stiamo!
Le dirò di più: la sua affermazione è in contrasto con l'articolato dell'articolo 12... non è possibile! Nell'articolo 12, comma 2, dite che il finanziamento straordinario è finalizzato alla realizzazione di opere pubbliche, di conseguenza non può essere la contropartita di vincoli che vengono imposti su quei terreni. E non mi faccia il giochino di dire che in realtà quei vincoli comportano la localizzazione di quelle opere pubbliche su altri terreni, perché realizzare un'opera pubblica di quel tipo su un prato, che stia a sud o a nord dell'aeroporto, su un'area comunque infrastrutturata e comunque pianeggiante, non comporta sicuramente oneri maggiori!
La cosa che non è sostenibile è che lei dica di aver avuto un incontro con l'Amministrazione comunale durante il quale è stata quantificata la cifra in 3,8 milioni di euro. Le chiedo come fa ad essere quantificata la cifra; la quantificazione della cifra deve passare attraverso l'individuazione di massima, se non di dettaglio delle opere pubbliche: una strada, una scuola, un centro sportivo. Poi possiamo andare a ragionare sul dettaglio del centro sportivo o della strada, a 2 o a 4 carreggiate e di conseguenza possono cambiare i costi; ma qui siete di fronte al vuoto compresso e avete pagato il Sindaco e l'Amministrazione comunale di Saint-Christophe per ottenere in via agevolata l'assenso a quell'intesa che vi era necessaria. Questo è un dato molto grave, perché è un dato che nell'amministrazione pubblica ci porta a dire che c'è una caduta non solo di stile, ma una caduta di comportamento, di morale, perché se è lecito raggiungere l'intesa su dei fatti, su delle opere concrete, non è lecito trovare il prezzo sul niente. Qui avete comprato l'amministrazione comunale, il prezzo dell'Amministrazione comunale di Saint-Christophe è 3,8 milioni di euro e questo è scandaloso, perché se fosse stato tradotto ad altri livelli poteva addirittura configurare ipotesi di reato! Siamo fra amministrazioni pubbliche e il giudizio rimane solo sulla morale.
Giudizio negativo, come sarà il voto.
Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Pastoret, pour déclaration de vote.
Pastoret (UV) - Solo per una precisazione. I vincoli ci saranno per tutti; il Comune lì svolgeva delle attività di carattere sportivo e di altro genere che non sto ad elencare, ma che lei conosce...
Frassy (fuori microfono) - ... ma le deve elencare...
Pastoret (UV) - ... non le sto ad elencare. Vede, sto solo cercando di ripetere quanto sono certo di aver detto prima, affinché non ci siano malintesi. Quelle attività lì non si faranno più, dovranno essere fatte da altre parti. Riteniamo che sotto questo punto di vista, sulla base di questa necessità, vada riconosciuto il fatto che quei terreni non saranno acquisiti dall'Amministrazione regionale, ma non potranno più essere utilizzati su queste cose. Pensiamo da questo punto di vista, per quanto riguarda l'importanza delle dimensioni delle manifestazioni, ma soprattutto dei terreni, che sarebbe stato opportuno prevede questo tipo di intervento. Per quanto riguarda poi questo, certo, tutto questo si determinerà in opere pubbliche, che saranno puntualmente declinate in un accordo che verrà fatto con il Comune di Saint-Christophe.
Président - Je soumets au vote l'article 12:
Conseillers présents: 33
Votants: 31
Pour: 23
Contre: 8
Abstentions: 2 (Ferraris, Fiou)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Vice-président Tibaldi sur l'article 13.
Tibaldi (CdL) - Il 13 è un articolo caro all'Assessore Marguerettaz, perché prevede interventi di ammodernamento nella Coumba Freida, in particolare in una strada di interesse regionale, Etroubles/Allein/Doues/Valpelline. L'Assessore, qui, ha un'importanza fondamentale, come ha dimostrato di avere nell'ambito della ripartizione delle risorse del "FOSPI", dove si ricorderà che per Allein un edificio polifunzionale è passato avanti in graduatoria ad edifici scolastici. Qui vorrei sollecitare l'attenzione di un collega a me vicino geograficamente, il collega Maquignaz, perché io e lui siamo stati autori all'inizio di legislatura di una rivendicazione, peraltro sentita in Valtournenche, per la realizzazione di una strada alternativa al centro abitato. È stato realizzato un calendario di grandi opere, e lei, Assessore, ne è consapevole; la circonvallazione da noi invocata, ma da lei, in prima persona, che è l'alfiere di questa battaglia, è a metà classifica, ovvero la promozione in questa legislatura... mi sa che non ci sarà!
Non so se c'è qualche progetto o studio di fattibilità, ma una strada di secondaria importanza, 600mila euro, riesce a trovare dignità in una legge finanziaria all'ultimo minuto. Vorremmo sapere come mai altre opere così importanti e prioritarie vengono invece non dimenticate, ma addirittura abbandonate se non gettate nella spazzatura. Ci spiegate l'interesse regionale, tenendo conto della demografia del comprensorio... la Coumba Freida grosso modo conterà più camosci che non abitanti veri e propri... vorremmo sapere qual è l'utilità di questa iniziativa, che trovi dignità in una legge finanziaria con un articolo che viene inserito con una procedura d'urgenza. Demograficamente è veramente spopolata, ci spiace per la Coumba Freida; è vero che geograficamente confina con la nostra Comunità montana, collega Maquignaz, è un'estrema propaggine a nord, a settentrione, a livello turistico, sì, sta cercando delle formule di sviluppo che arriveranno, ma questa strada è una strada secondaria, che sarà di interesse regionale, o perlomeno l'interesse regionale viene riconosciuto giuridicamente e normativamente adesso, ma... non riusciamo a capirne l'utilità!
Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.
Cerise (UV) - Intanto mi permetta, collega Tibaldi, non è una novità, perché era già stata prevista una spesa di questo genere per la stessa strada 3 anni fa, ed era stato previsto un impegno di circa 1 milione di euro. Questa è la cosiddetta "strada" la balconata della Coumba Freida, che collega la Valpelline con la Valle del Gran San Bernardo, in alcuni casi è composta da tratti di strada realizzati dai Comuni e in altri la strada è stata realizzata direttamente dalla Regione, il tratto ad esempio Etroubles/Allein è stato fatto direttamente dall'Amministrazione regionale. C'è il cartello, perché lì ci sono i caprioli intelligenti, c'è il cartello che dice: "attenzione ai caprioli", allora i caprioli vedono il cartello e fanno attenzione! Allora, questo tratto di strada riguarda il tratto di strada che va da Valpelline a Doues che, contrariamente a quello che pensa, è molto frequentato.
In questo tratto di strada che ha un interesse di carattere regionale, erano rimaste sospese tutte le questioni espropriative, perché si trattava in un primo tempo di una strada addirittura finanziata con i fondi del "FEOGA", e il Presidente si ricorderà a che data risalgono; dopodiché ha subito una serie di allargamenti e aggiustamenti. In un primo tempo si era detto alla Comunità montana, per non invischiare la Regione in operazioni dirette come quella degli espropri, di prendersi cura lei di fare questo genere di operazioni e per questo si era previsto un primo stanziamento di 1 milione di euro, previsto in legge finanziaria, mi pare che sia una cosa di 2 anni fa, con l'impegno però che se queste risorse non fossero necessarie, di integrare del necessario. Questa ulteriore somma di 600mila euro serve per completare i procedimenti espropriativi e per realizzare alcuni interventi minimali di messa in sicurezza della strada. Non è un allargamento generalizzato, è solo la costruzione di qualche piazzola e di qualche elemento di sicurezza. Questa è la storia di questa strada, ma mettere assieme questo con quanto avviene...
(interruzione del Vicepresidente Tibaldi, fuori microfono)
... avviene, perché noi abbiamo dato lo studio di fattibilità della variante di Valtournenche, che è ora oggetto di un approfondimento per quanto riguarda l'aspetto ambientale, perché si tratta di realizzare una galleria, che genera una quantità rilevante di materiali che bisogna stoccare e depositare in maniera coerente con le esigenze di ordine idrogeologico, quindi quello va avanti, presto il Consiglio regionale avrà occasione di... ma qui parliamo di 600mila euro, là parliamo di 70 milioni di euro... mi pare che il confronto non sia proprio congruo!
Président - Je soumets au vote l'article 13:
Conseillers présents: 31
Votants: 21
Pour: 21
Abstentions: 10 (Bortot, Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Sandri, Tibaldi, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Conseiller Frassy sur l'article 14.
Frassy (CdL) - Preliminarmente all'articolo 14 chiedo all'Assessore La Torre che dia adempimento alla previsione dell'articolo 4 della legge n. 7/2003, nel suo comma 5, dove si dice che annualmente la Giunta riferisce al Consiglio sull'attuazione del piano e lo fa in concomitanza con l'approvazione del bilancio annuale, anche perché questo articolo proroga un piano di politiche del lavoro che è scaduto, ma anche che è inadeguato rispetto alle modificazioni che si sono realizzate a seguito della "legge Biagi" nel comparto delle politiche del lavoro; perciò, prima di addentrarci al commento dell'articolo in questione, gradiremmo che lei mantenesse l'impegno previsto dalla norma di legge.
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, La Torre.
La Torre (FA) - Diciamo che la mia risposta sarà allargata... non so se anche il collega Viérin in merito a questo vuole intervenire... la sto citando perché è una questione che stiamo cogestendo e riguarda il piano delle politiche del lavoro. Siccome presentiamo in questo articolo la riproposizione del piano 2004-2006, e la ripresentiamo proprio perché la formazione del nuovo piano richiede l'approvazione di ulteriori sviluppi rispetto a quelli che potevano essere gli aggiornamenti del caso, non so, siccome so che lei è addentro a queste cose, le ha seguite più vicino di me, se volesse aggiungere qualcosa...
Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Come ha detto il collega La Torre, si sono già fatte alcune riunioni, si sta cercando di coinvolgere tutte le parti sociali, anche in maniera diversa rispetto al passato; la prossima riunione è per il 17 e si proseguirà su questo passo, con l'obiettivo di portare il nuovo piano all'approvazione di questo consiglio entro il 2009.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Esprimiamo tutta la nostra indignazione politica, Assessore, perché se questa è la gestione delle politiche del lavoro attraverso una delega estesa ai banchi della maggioranza, al di fuori della Giunta, denunciamo il fatto che non c'è nessuno che sta seguendo le politiche del lavoro. Se questa è la relazione su quello che è accaduto rispetto ai finanziamenti e agli obiettivi, penso che voi non stiate assolutamente seguendo lo sviluppo e l'andamento del piano.
Ci sono delle risorse finanziarie che vengono stanziate, vorrei solo ricordarvi che stiamo parlando di 15 milioni di euro, colleghi Viérin Marco e La Torre, se questa è la relazione su 15 milioni di euro, che era più o meno la cifra che era stata stanziata nel triennale precedente, ossia quella per cui c'è una riunione il 17... dico che siamo veramente al di fuori del ragionamento che dovrebbe essere fatto sulle politiche del lavoro, e questo è molto grave. Non so se l'Assessore confidasse sul fatto che il Presidente Caveri, che si occupa anche di questioni inerenti il lavoro attraverso la gestione dell'agenzia e altre attività, avesse confidato su questa copertura, ma vi dico che siamo increduli, perché vorremmo capire che ricaduta hanno avuto le varie norme che sono state previste dal piano triennale rispetto al reinserimento, all'avvio dei giovani e all'incentivazione della crescita di nuove imprese, rispetto all'incentivazione dell'imprenditoria femminile, rispetto a tutti gli obiettivi contenuti nel piano delle politiche del lavoro.
Capisco che l'allora Assessore Ferraris, per una sua vocazione di tipo sindacale, forse aveva gioco facile a trovarsi sull'argomento, perché gli era doppiamente congeniale, e dal punto di vista politico, e dal punto di vista istituzionale, e dal punto di vista del suo sentire... però il silenzio assordante su un piano che stanzia 15 milioni di euro penso che vada denunciato! E va denunciato a maggior ragione in una situazione di grossa crisi nel comparto dell'industria, perché, Assessore La Torre, mi sembra che sia riconosciuto anche dalla sua maggioranza che l'industria in Val d'Aosta non stia attraversando un momento dei più rosei rispetto alle problematiche di aziende che hanno chiuso o che sono fallite o che sono in difficoltà!
Questo piano ha l'obiettivo anche di individuare delle azioni di reinserimento nel mondo del lavoro, ha l'obiettivo di creare formazione professionale in una materia che è stata del tutto rivoluzionata dalla cosiddetta "legge Biagi", che non ha avuto ancora concreta applicazione in questa Regione, dove siamo ancora alla fase sperimentale. Tutta la materia dell'apprendistato è gestita in via sperimentale, siamo una delle poche Regioni che non hanno ancora adottato un atto legislativo per normare le necessità per poter gestire l'apprendistato, il professionalizzante, l'alta formazione in una certa maniera. Se nessuno ha da dire nulla, prendiamo atto che si stanziano dei soldi, non si sa cosa accadrà perché non si sa cosa è accaduto, manca un bilancio, manca una progettualità e una previsione e prendiamo atto che questa maggioranza sulle politiche del lavoro è del tutto assente!
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Il piano delle politiche del lavoro, che è in fase di elaborazione, non poteva in nessun modo essere esaurito prima di capire con esattezza quali erano o quali sarebbero stati gli ambiti derivanti dal Fondo sociale europeo.
Il Fondo sociale europeo è stato approvato da pochi giorni e, fino all'ultimo minuto, abbiamo avuto delle incertezze sulla possibilità che la CE potesse intervenire in alcuni interventi di tipo cardine; oggi abbiamo la tranquillità di aver concluso la negoziazione e oggi si può scrivere. È veramente elementare questo fatto, perché questi fondi che sono cospicui, sono quelli che principalmente alimentano il piano, che deve avere un'assoluta coerenza con il FSE, altrimenti le misure che mettiamo nel piano, se risultassero incoerenti con il FSE, non avremmo potuto applicarle; quindi tutte le questioni dei ritardi sono assolutamente infondate.
Approfitto di avere la parola, signor Presidente del Consiglio, per segnalare che non so quando finiremo l'approvazione di questo bilancio. Erano stati raggiunti degli accordi, naturalmente i ritardi e il mancato rispetto degli accordi non hanno mai paternità, quindi chiedo che si riuniscano i Capigruppo solo perché devo confermare che la maggioranza non ha problema a fare una notturna che finisca domattina alle 8; per quel che mi riguarda eravamo buoni profeti con il Capogruppo "UV" Vicquéry a rifiutare determinati accordi perché, come sempre, questi sono stati disattesi! Infatti 14 articoli dalle 9 alle 13 sono veramente pochi, dimostrano un'assoluta mancanza di volontà di avere un'approvazione rapida dei documenti! Allora, portato a casa il rinvio dell'"Omnibus", si è entrati in una logica usuale, ossia quella di mettere la sabbia dentro i meccanismi per ragioni nobili, per carità, perché se uno dice queste cose è cattivissimo, è contro la democrazia e gli approfondimenti dei temi...
Chiedo però al Presidente del Consiglio, prima dell'interruzione, di riunire i Capigruppo per fare il punto della situazione... se andiamo avanti così, che in 4 ore si fanno 14 articoli, dal momento che ce ne sono 79... credo che nel momento in cui un punto è incardinato si va avanti all'infinito, quindi potremmo andare avanti anche sabato e domenica, non credo che ci siano problemi; però si tratta, visto che siamo adulti, di avere fra di noi un minimo di riferimento, ossia se la logica è quella di andare a sabato e domenica ce lo diciamo, ci organizziamo, ognuno ha una propria vita, ci organizziamo... solo saperlo!
Presidente - Sono assolutamente d'accordo. Fatto l'articolo 14, convocheremo la Conferenza dei Capigruppo.
La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Ringrazio il Presidente Caveri, quanto meno per aver dato una spiegazione sintetica che - mi consenta, Presidente - avrebbe dovuto dare il suo Assessore, e se il suo Assessore ha delegato un Consigliere di maggioranza... avrebbe dovuto darla il Consigliere di maggioranza delegato. La ringrazio della risposta sintetica e capisco che la sua risposta sintetica ha una logica politica, ma la sua risposta però non dà una risposta a quell'inadempimento politico nel quale vi siete cacciati, perché non avete dato risposta a un adempimento di legge che è quello di relazionare sullo stato di applicazione del piano stesso. Capisco che lei non ha la gestione del piano, anche se ha la cognizione degli strumenti "in progress", ma prenda buona nota che forse non è stato sufficiente affiancare all'Assessore La Torre un Consigliere... bisognerà che lei metta mano e testa anche sulla gestione del piano delle politiche del lavoro!
Président - Je soumets au vote l'article 14:
Conseillers présents: 31
Votants: 24
Pour: 21
Contre: 3
Abstentions: 7 (Bortot, Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - Collègues, une Conférence des Chefs de groupe est convoquée dans la salle des Commissions. Le Conseil est suspendu. Est-ce que l'on peut concorder de commencer une demi-heure à l'avance? A 15 heures? Tout le Conseil concorde?
Frassy (fuori microfono) - ... ci sono dei colleghi che sono assenti, non scherziamo...
Presidente - Consigliere Frassy, non si deve inalberare, ho fatto una domanda, il Consiglio decide, come sempre.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 13,04.
