Objet du Conseil n. 3067 du 7 novembre 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 3067/XII - Ritiro di mozione: "Indicazione del grado di parentela con componenti l'esecutivo di persone destinatarie di incarichi di consulenza da parte dell'Amministrazione".
Mozione
Preso atto che la legge regionale n. 18/98; in base alla quale vengono affidati dalla Giunta incarichi di consulenza a persone estranee all'amministrazione, non prevede che si acquisiscano informazioni circa eventuali gradi di parentela con i membri della Giunta che delibera il provvedimento;
Evidenziato tuttavia che tali informazioni sono a conoscenza della Giunta, in quanto, nel caso ci fossero legami di parentela con un membro della Giunta, è buona prassi che questi non partecipi all'adozione del provvedimento di Delibera;
Ritenuto opportuno che tali informazioni siano inserite nello stesso testo del deliberato, proprio nel rispetto della trasparenza delle decisioni prese;
Il Consiglio regionale
Impegna
il Presidente della Giunta a far evidenziare, nel testo della Delibera, l'indicazione di eventuale grado di parentela, nel caso in cui la persona cui viene affidato un incarico di consulenza, di collaborazione temporanea o che viene nominata all'interno di un Consiglio di Amministrazione, risulti parente o affine entro il secondo grado di un membro della Giunta.
F.to: Squarzino Secondina - Bortot - Venturella - Fontana Carmela - Sandri
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Quando alcuni amici hanno visto questa iniziativa consiliare, mi hanno detto:
"perché vuoi affrontare dei temi e degli argomenti che sai già che sono sgraditi alla maggioranza e che suscitano reazioni poco educate e a volte aggressive e scomposte, come è successo in Consiglio quando hai semplicemente letto le consulenze date al figlio di un Assessore? Ti hanno addirittura attribuito un comportamento che mai avresti potuto avere: raccomandare per lavori forestali un nipote, dato che, purtroppo, l'unico tuo nipote non è riuscito a compiere i 17 anni. Perché..." - mi hanno chiesto alcuni amici - "... vuoi riproporre il tema delle consulenze, degli incarichi, dati sulla base di vincoli clientelari o familiari, piuttosto che sulla base delle competenze? È inutile che tu faccia questo, non riuscirai a cambiare questo modo di fare politica tutto teso a creare consensi con i soldi pubblici di noi tutti, e invece si comportano come se fossero soldi privati, loro proprietà, ti fai solo venire mal di stomaco". "È vero..." - ho loro risposto, e qui lo riporto - "... non è certo con questa iniziativa che il sistema di clientelismo, che è imperante anche in Valle d'Aosta, può cambiare, ma credo che parlarne ed introdurre meccanismi che rendano più trasparente l'amministrazione pubblica sia utile".
Cosa si chiede con questa mozione? Semplicemente che si espliciti, nel momento in cui viene attribuito in Giunta un incarico a un consulente o a un professionista, se questa persona è parente o affine entro il 2° grado di parentela di un membro della Giunta. La Giunta lo sa, tant'è vero che, quando ciò avviene, lo si dice esplicitamente; se prendo la deliberazione n. 4621/2004 in cui viene affidato un incarico agli ingegneri Monica Merlo e Bruno Cerise con studio tecnico in Aosta per progettare... nel momento in cui viene espressa la votazione è detto: "ad unanimità di voti favorevoli espressi mediante votazione segreta, essendosi assentato l'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche Sig. Alberto Cerise...", allora questa informazione è nota in Giunta. Chiediamo solo che si esplicitino le motivazioni di tale assenza, del motivo per cui qualcuno si assenta, che si evidenzi nel testo della deliberazione l'indicazione del grado di parentela che ha determinato l'assenza di quel membro della Giunta nel momento in cui si vota l'incarico di consulenza ad un soggetto che è parente, perché emerga chiaramente come mai quel membro della Giunta si è assentato. Non si vuole con questa mozione dire che non bisogna dare incarichi ai parenti, ai figli, ai fratelli di Assessori o di Presidenti della Regione; non è un male essere dei parenti, il problema non è quello. Si chiede semplicemente che emerga nel testo ufficiale dell'incarico questo dato. Se è vero che è un dato che si conosce - e lo si conosce perché nella deliberazione ci sono elementi da cui emerge che si conosce -, perché non esplicitarlo? Il principio di trasparenza dell'operato del pubblico amministratore lo richiederebbe. La legge n. 18/1998, quella in base alla quale vengono affidati gli incarichi, non lo impone in modo esplicito, ma ci chiediamo perché non completare quanto già la legge chiede in modo implicito; infatti, se l'Assessore partecipasse alla votazione di un incarico a un proprio figlio o fratello, potrebbe incorrere in un reato di conflitto di interessi. Perché allora non esplicitare con chiarezza quello che la legge già indica in modo implicito? Perché non indicare nel deliberato della Giunta che esiste questo legame di parentela?
Oggi non è possibile reperire questo dato; lo ricordo, quando già in altre occasioni ho parlato di una ricerca fatta, quando abbiamo chiesto ai vari responsabili dei dipartimenti di avere l'elenco dei nominativi dei consulenti collaboratori tecnici che risultano essere parenti o affini entro il 2° grado dei componenti dell'Esecutivo, mi è stato risposto: "attualmente la legge n. 18/1998 non richiede all'atto della presentazione della documentazione per l'affidamento dell'incarico una dichiarazione da parte del consulente o del collaboratore tecnico concernente il grado di parentela e affinità nei confronti degli Assessori regionali". "Tali informazioni..." - mi si dice da parte di un altro Coordinatore - "... non rientrano fra quelle da acquisire nell'ambito delle procedure per il conferimento dell'incarico, al massimo possiamo elencare gli incarichi dati a soggetti omonimi dei componenti della Giunta", e qui infatti hanno elencato una serie di incarichi dati a persone che hanno lo stesso cognome di alcuni componenti della Giunta: Caveri, Cerise.
Sappiamo che la questione del clientelismo è molto più complessa della semplice attribuzione di incarichi a parenti, basta parlare con la gente e questa ci dice: "in questo Comune..." - è un piccolo Comune della Valle, ma ce ne sono tanti - "... gli incarichi, i lavori da fare vengono dati sempre a quei 3 o 4 che appartengono a quella corrente politica che sono dalla loro parte, e gli altri?", oppure "io non posso firmare quell'appello come mi chiedete, perché dopo avrei delle conseguenze sul lavoro, sono un libero professionista, chi mi darebbe ancora lavoro?". Tutti sappiamo che esiste un sistema di affidamento clientelare di incarichi e di consulenze, sappiamo anche che su questo sistema non si può solo intervenire con una leggera modifica di legge, ma con un cambiamento di comportamento. Noi chiediamo però che si cominci a dare un segnale molto semplice, che si cominci a dire con chiarezza quello che tutti in Giunta sanno: chiediamo che venga indicato con chiarezza nelle deliberazioni se il consulente o il professionista a cui viene affidato un incarico è parente o affine ad un membro della Giunta, per cui questo giustifica l'allontanamento o l'assenza del membro della Giunta suo parente. Per fare tale piccolo intervento non è necessario cambiare la legge n. 18/1998, che regolamenta le procedure per l'affidamento di incarichi e consulenze, è sufficiente dare agli uffici l'indicazione di inserire nella deliberazione di affidamento di incarichi a parenti di membri della Giunta l'esplicitazione di tale legame di parentela, che suggerisce, impone o richiede che quel membro della Giunta, parente del consulente, si assenti nel momento del voto. Su questo problema chiediamo che il Consiglio si pronunci.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - La Giunta ha approvato, con la deliberazione n. 4849 in data 15 dicembre 2003, le determinazioni interne per la disciplina dell'esercizio dell'attività collegiale della Giunta regionale. Tali determinazioni sono poi state successivamente modificate con le deliberazioni n. 1262 del 26 aprile 2004 e, da ultimo, n. 2521 in data 8 agosto 2005. Fin dal dicembre 2003 le determinazioni di cui trattasi recavano all'articolo 5 l'obbligo per i componenti della Giunta di "astenersi dal partecipare alla seduta durante la discussione e la votazione di proposte che riguardano interessi propri ovvero del coniuge, di parenti sino al quarto grado, ovvero di affini sino al secondo; a tale scopo i componenti sono tenuti ad allontanarsi dalla sala di riunione prima dell'inizio della discussione della proposta e vi sono riammessi unicamente a votazione effettuata". Tale disposizione è tuttora vigente e non è mai stata modificata. Non si tratta quindi di una buona prassi, come esposto dai firmatari della mozione, ma di vero e proprio obbligo che la Giunta si è imposta e ha finora sempre rispettato: il componente nei cui confronti si evidenziava una situazione di potenziale conflitto di interesse si è sempre allontanato dalla seduta in occasione della trattazione di atti che lo riguardavano e pertanto - come si vede in deliberazione - non risultava presente al momento dell'adozione del medesimo atto. È forse opportuno precisare, in conclusione, che l'attività amministrativa è retta, tra gli altri, dal principio di legalità: l'azione amministrativa deve dunque svolgersi nell'alveo della previsione normativa e non può farsi quindi al di fuori di quanto le norme dispongono.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Su questo tema abbiamo già avuto modo di confrontarci per alcune ore tempo fa, sulla proposta di legge che avevamo presentato, è stato un momento di chiarificazione di un problema che non può essere liquidato con questa dichiarazione, come ha fatto il Presidente Caveri, un po' asettica, che si cela dietro tale barriera della correttezza amministrativa. La nostra è un'iniziativa anche buonista per certi aspetti, perché è chiaro che su questo tema ci vorrebbe ben altra sensibilità di quella richiesta da tale mozione, che è una mozione che pone solo un problema di trasparenza, lo si dice, lo si scrive. Non è quindi una mozione che pone limiti, è anche più "leggera" per quanto riguarda le indicazioni, in quanto chiede indicazioni solo fino al 2° grado, non al 4° grado come previsto per l'assenza del componente della Giunta regionale, ma è un segnale per capire se avete capito che su questo tema la Valle d'Aosta ci guarda, anzi vi guarda. Perché non è il problema solo della Giunta, ma qui è il problema che gli incarichi passano attraverso "Finaosta", passano attraverso l'Ufficio delle grandi opere, passano per tanti incarichi societari, quindi è un sistema di rapporti che non è gradito dalla popolazione. Con questa mozione volevamo solo fare una "cartina di tornasole" per capire se avevate capito. Abbiamo preso atto che non avete capito, non è nulla di grave, lo decideranno i Valdostani prossimamente.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Vede, Presidente, come ha detto prima il collega Sandri, con il quale concordo, dietro una mozione che pone apparentemente un problema di tipo amministrativo, c'è un problema politico ben chiaro. Lei ha detto che la Giunta nelle sue deliberazioni, nel darsi un comportamento ha già indicato che, quando viene presa una decisione che riguarda parenti e affini dei membri della Giunta, questo si deve assentare. Lei ha detto che questa non è una buona prassi, ma è una norma che vi siete dati. Solo per ricordarle che buone prassi a livello europeo indicano proprio i comportamenti normativi che nei vari settori vengono assunti e che, proprio perché diventano come esempio di comportamento, vengono presentati come buona prassi. Dicevo, non si tratta qui solo di una buona prassi, si tratta di evidenziare ulteriormente tale buona prassi, ossia diamo pubblicità a questa buona prassi, facciamo in modo con un'altra deliberazione che la Giunta dica chiaramente non solo che l'Assessore interessato perché ha rapporti di parentela con i consulenti nominati si deve assentare e non deve partecipare alla discussione, ma dica anche per quale motivo, ossia si deve assentare in quanto, come indicato dalla deliberazione tal dei tali, è parente, affine, con questo consulente. Perché non dirlo? Avete paura dei vostri comportamenti e delle vostre scelte? Se quel parente è veramente una persona altamente qualificata, professionista, è chiaro che la gente lo riconosce e non ha nulla da dirvi, ma, se quella persona non lo è, è chiaro che allora emerge con molta facilità anche un confronto fra l'affidamento di un incarico e le competenze che questi professionisti hanno rispetto all'incarico. Penso che il rifiutare tale mozione significhi - questo lo dico non tanto ai membri della Giunta quanto agli altri colleghi - dire ai nostri elettori: "guardate, il problema delle consulenze e degli incarichi è un problema nostro che ci gestiamo noi e non dobbiamo in alcun modo rendere conto a voi di quello che facciamo con i vostri soldi". È questo il concetto che non è mai chiaro! Qui la Giunta continua a dare e a far dare consulenze e incarichi alle persone per mantenere un sistema di consenso politico, ma lo fa non con i soldi suoi personali quanto con i soldi pubblici, con i nostri soldi, questo è il concetto che va chiarito! Se sono soldi di tutti, bisogna rendere conto pubblicamente e in modo trasparente come vengono utilizzati questi soldi!
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Il nostro gruppo è un po' imbarazzato nell'affrontare questa mozione e nell'affrontare tale tipo di impostazione della discussione. Devo dire che i colleghi della Sinistra questa volta ci hanno stupido, ma negativamente, nonostante poi i tentativi di andare a raddrizzare l'interpretazione di tale mozione in nome di un criterio di trasparenza. Pensiamo che la trasparenza debba essere un metodo, ma un metodo da applicare su dei principi e noi su questi principi che sono qui condivisi e accettati dai colleghi delle Sinistre non ci ritroviamo. Siamo per un contrasto netto di quel metodo nepotistico che abbiamo a più riprese denunciato con atti ispettivi, con progetti di legge, nonché dalle colonne del nostro giornale "Il foglio azzurro". La mozione è l'accettazione di un metodo ed è un metodo che respingiamo e ci sembra paradossale che si possa pensare di dare trasparenza ad un metodo negativo; se un metodo è negativo, rimane negativo, colleghi della Sinistra, non si può dare trasparenza alla negatività! Siete quanto meno curiosi nell'andare a limitare al secondo grado quando la Giunta nelle sue decisioni pone come limite il quarto grado, mentre voi vi fermate al secondo grado. Sia chiaro perciò che il nostro voto di astensione su questo documento non è un voto contrario a contrastare la pratica nepotistica che avversiamo da sempre, ma è un voto che esprime la perplessità di un documento che nei fatti è l'accettazione di questo metodo. Riteniamo che su certi metodi non si possa andare a patti, che non si possa transigere per un semplice motivo, ovvero delle due l'una: se certe nomine, se certi incarichi che sono legati da parentele sono fatti a dei geni, penso che questi geni non abbiano bisogno del parente in Giunta per poter esprimere la loro genialità e la loro professionalità; se invece non sono dei geni, ma sono persone che senza "il calcio nel sedere" dell'amico o del parente in Giunta non avrebbero la possibilità di espletare la loro scarsa professionalità, l'amministrazione pubblica non ha bisogno di scarse professionalità. Penso allora che, di fronte a tale evidenza, non si possa arrivare a mediazioni e a patti con questo tipo di sistema; di conseguenza, ribadiamo il nostro netto contrasto al metodo nepotistico e la nostra astensione a tale mozione.
Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Solo per dire che questa mozione ci dimostra come a volte anche chi propone "abbia due pesi e due misure" rispetto al contesto in cui interviene, basti pensare a livello nazionale cosa stanno facendo su tale tema da parecchi anni a questa parte: figli, parenti, mariti, mogli... altro che secondo grado, quarto grado, terzo grado! Lo abbiamo visto anche ultimamente: Mastella, Bassolino e altri ancora, senza nessun problema. Noi siamo per la totale trasparenza sul discorso politico soprattutto in questo periodo, quindi per una trasparenza totale sulle decisioni che la politica assume, pertanto noi ci asterremo dal votare tale mozione, che in parte contiene dei concetti condivisibili, ma che utilizza la politica in senso politico e basta, utilizzando "i due pesi e le due misure" come ho detto all'inizio e giocando sull'appartenere ad un consesso o all'altro; quindi non voteremo né contro, né a favore.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Invito i colleghi proponenti a ritirare la mozione. Ritengo che sarebbe veramente penoso immaginare che in una deliberazione del Governo regionale vi sia scritto: "Tizio genero di...", "cognato di...", "suocero di...", sarebbe veramente una prassi amministrativa al limite del patetico, le stelle gialle le ha inventate qualcuno, oggi immaginare che in una deliberazione di Giunta ufficiale si debba scrivere una cosa del genere è penoso. Assumo l'impegno, se ritirate la mozione, dalle prossime Giunte in poi di precisare nella parte preliminare, quando si chiarisce l'assenza di qualcuno, che è per un legame di parentela.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Quando il collega Frassy ha detto che questa mozione era troppo blanda, non rispecchiava il problema reale, ha solo ripreso una valutazione che prima avevo fornito, dicendo: "guardate, il problema è molto più ampio e complesso, ma cominciamo a dare un primo segnale per iniziare a fare qualcosa". Ho cercato il segnale più indolore, quello che poteva dare meno fastidio perché era già dentro alla prassi, dentro un comportamento che la Giunta per legge doveva espletare. Mi sembra che questo piccolo segnale, pur piccolissimo, sia stato accolto. Il nostro obiettivo era di andare verso una trasparenza, quindi mi sono consultata brevemente con i firmatari, accettiamo l'impegno del Presidente Caveri, ritiriamo questa mozione e fin dalle prossime occasioni verificheremo se effettivamente tale impegno è mantenuto.
Presidente - La mozione di cui al punto n. 4 è ritirata.
Il Consiglio prende atto.
