Objet du Conseil n. 3058 du 18 octobre 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 3058/XII - Disegno di legge: "Interventi finanziari a favore degli enti locali per gli oneri accessori conseguenti all'acquisizione di beni immobili".
Articolo 1
(Oggetto e finalità)
1. Al fine di concorrere, nell'ambito del territorio regionale, all'adeguamento dei pubblici registri immobiliari determinandone la corrispondenza rispetto all'effettiva titolarità dei diritti reali, la Regione concede contributi agli enti locali che detti diritti acquisiscono su beni immobili, a seguito delle procedure previste dall'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità).
2. I contributi di cui al comma 1 sono concessi in deroga a quanto disposto dalla legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale).
Articolo 2
(Misura del contributo)
1. Il contributo regionale è stabilito nella misura massima del 90 per cento degli oneri accessori sostenuti per la registrazione e la trascrizione dei provvedimenti di acquisizione di cui all'articolo 1, comma 1.
Articolo 3
(Procedure)
1. Per beneficiare del contributo regionale, gli enti locali interessati devono presentare alla struttura regionale competente in materia di espropriazioni, di seguito denominata struttura competente, apposita domanda corredata del provvedimento acquisitivo e della documentazione attestante l'avvenuto pagamento dei relativi oneri accessori di registrazione e di trascrizione.
2. Il contributo è concesso, previa istruttoria delle domande, con provvedimento del dirigente della struttura competente. Ove le disponibilità finanziarie risultino insufficienti rispetto alle domande presentate, la concessione del contributo è disposta secondo l'ordine cronologico di ricevimento delle domande stesse.
3. Possono formare oggetto di richiesta di contributo anche gli oneri accessori già sostenuti alla data di entrata in vigore della presente legge per la registrazione e la trascrizione dei provvedimenti di acquisizione di cui all'articolo 1, comma 1.
Articolo 4
(Disposizioni finanziarie)
1. L'onere complessivo derivante dall'applicazione della presente legge è determinato per gli anni 2007, 2008 e 2009 in annui euro 600.000.
2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2007 e del bilancio pluriennale per il triennio 2007/2009 nell'obiettivo programmatico 2.1.1.05. (Altri interventi).
3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede mediante l'utilizzo per pari importo degli stanziamenti iscritti nell'obiettivo programmatico 3.1. (Fondi globali), al capitolo 69020 (Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento) a valere sugli specifici accantonamenti previsti al punto D.1.2. dell'allegato 1 al bilancio per l'anno finanziario 2007 e a quello per il triennio 2007/2009.
4. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.
Articolo 5
(Limitazione temporale dell'efficacia della legge)
1. La presente legge cessa di avere efficacia a far data dal 1° gennaio 2010.
Président - La parole au rapporteur, Conseiller Ottoz.
Ottoz (GM) - Tra gli atti amministrativi definiti "ablativi", ossia quelli attraverso i quali la Pubblica amministrazione priva il titolare di un diritto reale, estinguendolo o trasferendolo coattivamente ad un altro soggetto, oppure limitandolo nella sua estensione, una particolare importanza per gli enti locali rivestono gli atti di espropriazione di immobili per pubblica utilità, le cui procedure sono normate dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità). Brevemente e fuori dalla relazione ricordo che altri atti ablativi sono la requisizione, l'occupazione d'urgenza, la confisca amministrativa, il sequestro cautelare amministrativo, l'avocazione di cave e torbiere alle Regioni... qui parliamo di espropriazione di immobili per motivi di pubblica utilità da parte degli enti locali.
Questo disegno di legge molto tecnico, costituito da 5 articoli, istituisce e norma nuovi interventi finanziari a favore degli enti locali, relativi agli oneri fiscali accessori che gravano su questi atti, oneri divenuti di peso rilevante a seguito dell'interpretazione della Direzione centrale, normativa e contenzioso, dell'Agenzia delle entrate - risoluzione del 31 luglio 2002, n. 254 -, che ha fissato il principio per cui i decreti di esproprio che prevedono distinti trasferimenti immobiliari in capo a soggetti diversi sono qualificabili come atti amministrativi plurimi. Pur essendo formalmente unico, infatti, il provvedimento, esso contiene più disposizioni negoziali non necessariamente derivanti le une dalle altre e riferite a distinti e autonomi soggetti e oggetti espropriati. Ciò ha comportato che siano perciò applicate tante imposte fisse quanti sono i trasferimenti posti in essere con ogni singolo provvedimento, contrariamente a quanto si faceva in precedenza, quando si considerava in questi casi - ossia il provvedimento unico, atto unico negoziale - che si trattasse di un atto collettivo e non plurimo, riconducibile ad un'unica volontà negoziale, che si assoggettava perciò ad una sola imposta fissa di registro, ipotecaria, catastale e di bollo. Il sensibile aumento degli oneri accessori che la nuova prassi comporta è aggravato dalle procedure attivate dalla Direzione regionale dell'Agenzia delle entrate per integrare le imposte di registro, ipotecaria, catastale e di bollo dovute su tutti i decreti perfezionati in data successiva alla citata risoluzione del 31 luglio 2002, ma già versate secondo la prassi interpretativa precedente e quindi con un'unica imposta, anziché con tante imposte. Ciò per alcuni enti locali rappresenta cifre assai significative, il cui reperimento rischia di provocare forti rallentamenti dell'attività di quelli che effettuano un elevato numero di procedimenti espropriativi, soprattutto tenendo conto dello sfavorevole rapporto per i Comuni tra spese correnti e spese d'investimento che caratterizza ed irrigidisce molti dei loro bilanci.
Il nuovo contributo regionale che questa legge istituisce favorirà perciò il processo di regolarizzazione e aggiornamento dei registri catastali e ipotecari, oggi in forte arretrato rispetto alla reale situazione di titolarità dei diritti reali, processo che sinora è stato assai lento. Il fatto che la regolarizzazione e l'aggiornamento fra l'altro concernano prevalentemente situazioni antecedenti al 1995, data di entrata in vigore della legge n. 48 di riforma in materia di finanza locale, giustifica la deroga, contenuta nel secondo comma dell'articolo 1, a quanto appunto stabilito dall'articolo 25 della legge n. 48/1995 - legge sulla finanza locale -, in base al quale i trasferimenti con vincolo settoriale agli enti locali dovrebbero essere finanziati nell'ambito delle quote riservate alla finanza locale. Questo contributo viene dato in più, in deroga alla legge sulla finanza locale. Va infine ricordato che il contributo riveste per un certo verso la natura di "partita di giro", trovando il relativo esborso corrispondenza nel maggiore introito derivante alle casse regionali per effetto della compartecipazione ai tributi erariali dovuti per gli atti ablativi stessi. In questo senso sono cifre che poi ritornano alla Regione con il riparto fiscale.
Président - Je déclare ouverte la discussion générale. Je rappelle que cet acte a eu l'avis favorable à l'unanimité de la Ie Commission, ainsi que l'avis à la majorité de la IIe Commission, également il y a l'avis favorable du CPEL avec la présentation de quelques modifications.
La parole au Conseiller Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Diciamo che tale normativa ha avuto decorrenza dal 2004 grazie a una legge approvata da questo Consiglio, a seguito dell'entrata in vigore del DPR n. 237/2001. Nel 2004 si era posto il problema di elaborare una disciplina sulla materia di esproprio per pubblica utilità rispettosa delle competenze legislative della Regione. Già in quella occasione avevamo ritenuto che bisognava avere un po' più di coraggio, allora avevamo sollevato 3 questioni: quella che si affronta oggi sui costi per gli enti locali e altre 2: quelle sul discorso della retrocessione e quelle sulle indennità che riguardano i cittadini.
Oggi affrontiamo l'applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale concedendo agli Enti locali un contributo regionale. Ma come dicevo, noi ci eravamo posti anche altre 2 questioni, quindi oggi possiamo dire che il primo passo si sta compiendo, ma ribadiamo la nostra posizione di allora, ossia è importante al più presto andare a toccare anche gli altri 2 aspetti. Il primo la retrocessione, in parole povere, se un ente pubblico erroneamente espropria un bene, oppure vi è un reliquato di un bene espropriato non utilizzato, che viene pagato alla normativa attuale al 50% del valore venale, l'ex proprietario in quanto ex perché l'ente pubblico si è appropriato per la pubblica utilità del bene in senso totale, anacronisticamente deve pagare il 100% del valore reale per riaverlo. È come dire: "mi hanno espropriato un pezzo di terreno per fare un marciapiede o una scuola", c'è un pezzo di questo terreno che non è utilizzato dall'ente pubblico che potrebbe restituirlo al proprietario, questi per riaverlo deve spendere il 100% del valore venale, quando a lui è stato pagato il 50%, è una cosa talmente assurda che tutti possiamo capirlo. Inoltre deve sostenere tutte le spese notarili per tornare in possesso di un bene erroneamente espropriato. Abbiamo allora ribadito che su questo argomento bisognava intervenire da un punto di vista legislativo a livello regionale. Il secondo le indennità, quanto pagato ad oggi con questa legge regionale del 2004, ossia il 50% del valore venale, dovrà essere portato all'80% o al 90%. Il nostro concetto è molto semplice: è giusto impossessarsi del bene altrui per pubblica utilità, ma è anche corretto pagare almeno una somma più vicina al giusto e per "giusto" cosa intendo? Oggi, di fronte ad un esproprio, chi era proprietario e quindi un soggetto al quale si applica la procedura espropriativa per quel bene, percepisce il 50% del valore venale, che poi, tolte le imposte, è pari ad un 30%. È chiaro allora che qui abbiamo il "mondo dei furbi", come dissi nel 2004, quando qualcuno sa che deve passare una strada o si deve fare un piazzale, soprattutto per le zone edificabili - zone A, B, C e D, industriale -, cerca di venderlo e cederlo perché recupera 4-5 volte quello che potrebbe recuperare in caso di esproprio dall'ente pubblico. Chi è che paga tale dazio? Lo pagano i cittadini che sono seri ed onesti, che si trovano dall'oggi al domani l'impostazione della pratica espropriativa. Per questo diciamo che se è giusto esercitare l'esproprio e appropriarsi dei beni dei cittadini per utilità pubblica, è anche giusto avvicinarsi alla remunerazione di mercato. Questi 2 concetti erano stati accolti anche dall'allora maggioranza, quando noi eravamo all'opposizione nel 2004. Vi fu un dibattito sulla competenza statutaria della nostra Regione di affrontare tale tematica, noi avevamo sostenuto che abbiamo competenza concorrente in questo campo, quindi la nostra proposta era stata fatta nel senso di andare ad indennizzare, anziché al 50%, all'80% o 90%. A supporto delle nostre tesi avevamo portato dei pareri di costituzionalisti, di avvocati di grido che sostenevano la nostra tesi. Dopo un lungo dibattito svoltosi sia in Commissione, sia in aula, la maggioranza ci chiese di ritirare le nostre proposte per evitare che su queste proposte, eventualmente accolte, lo Stato impugnasse la legge del 2004. L'accordo era stato fatto in quest'aula in tali termini: "lasciamo passare 2-3 anni, quando la legge sarà in vigore in senso pieno, potremo affrontare tali tematiche e, se lo Stato impugnasse un deliberato di questo Consiglio che va verso tali 2 argomenti che ho spiegato prima, l'impugnazione si limiterebbe a questo". Noi riteniamo avere una maggiore vicinanza ai cittadini sia nel discorso delle indennità in percentuale, sia soprattutto nel discorso della retrocessione, che è veramente avvilente, come ho prima chiarito. Sono 2 argomenti che riteniamo vadano affrontati, che credo questa maggioranza dovrà affrontare nel più breve tempo possibile, per cui ci faremo carico di pungolare tale iniziativa all'interno della maggioranza.
Président - Est-ce qu'il y a d'autres collègues qui souhaitent prendre la parole? Je ferme la discussion générale.
La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Mi scuso anzitutto per l'assenza dell'Assessore responsabile... irresponsabile come dice il Vicepresidente Tibaldi... che è impegnato.
Credo che questo provvedimento di legge non comporti nessun particolare problema: si tratta di supplire ad una tematica che ci era stata in particolare segnalata dagli enti locali e che creava, come ricordato dal relatore Ottoz, che ringrazio, una situazione di distorsione di un insieme di procedure che finivano per ricadere in maniera negativa sulla finanza locale dei Comuni.
Prendo atto della sollecitazione che è venuta dal gruppo di maggioranza "Stella Alpina" di un tema che abbiamo avuto modo di discutere; certamente il tema della retrocessione è un tema più propriamente ordinamentale che non dovrebbe creare neppure dei problemi di copertura finanziaria, perché si tratta di verificare nell'approvazione di una normativa i meccanismi che consentano di evitare che i cittadini, come opportunamente evocato dal Capogruppo Viérin, non si trovino ad essere "cornuti e mazziati", ossia espropriati di un proprio bene e, nel caso in cui dovessero tornare in possesso dello stesso, dovrebbero pagarlo di più di quanto non avevano ottenuti essi stessi dall'esproprio con delle procedure la cui complicatezza è evidente, perché, quando ci si trova di fronte ad un atto notarile, sappiamo che non è solo il costo della riacquisizione del bene, ma anche il costo complessivo dell'operazione che pesa sulle famiglie.
L'altro aspetto è un aspetto di cui abbiamo già discusso in vista della finanziaria del prossimo anno; come lei sa, una valutazione più elevata è del tutto condivisibile, fra l'altro in linea con una serie di sentenze della Corte costituzionale, che in materia di espropri hanno sottolineato come i legittimi diritti dell'ente pubblico a vantaggio di espropri per l'ottenimento di opere pubbliche debbano essere controbilanciati dall'interesse che il privato deve avere di non vedere compressi i propri diritti di proprietà. È vero che in passato, prima dei pronunciamenti del giudice delle leggi e della Corte costituzionale, eravamo scesi a dei livelli di valutazione degli espropri francamente miseri e quasi irrisori rispetto alla perdita che taluni in passato hanno subito. Questo è un tema di valutazione complessiva dei costi di un'operazione di tale genere, credo quindi che la volontà vi sia e che sia opportuna la sottolineatura che è stata fatta, ossia ci troviamo di fronte ad un percorso di cui la prima tappa è incassata oggi, ma ve ne dovranno essere altre 2.
Président - Nous pouvons passer à l'examen du texte.
Je soumets au vote l'article 1er:
Conseillers présents et votants: 28
Pour: 28
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - Je soumets au vote l'article 2:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - Je soumets au vote l'article 3:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - Je soumets au vote l'article 4:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - Je soumets au vote l'article 5:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - La parole au Conseiller Viérin Marco, pour déclaration de vote.
Viérin M. (SA) - Anche se qualcuno potrà pensare che la nostra dichiarazione di voto era stata espressa nel mio intervento in discussione generale, il nostro gruppo vuole ringraziare il Presidente della Regione per le parole espresse, perché, quando si fanno delle battaglie su alcune questioni e poi tali battaglie vengono riconosciute nella loro fondatezza, come ha fatto oggi il Presidente Caveri, credo sia importante non solo dal punto di vista politico, ma soprattutto per un aspetto pratico che questo Consiglio dovrebbe sempre affrontare, ossia stare dalla parte dei cittadini. Ritengo che oggi si sia compiuto un passo importante, che dovrà concludersi, come ha detto il Presidente, nei prossimi mesi, con anche il passaggio della futura finanziaria, con un atto legislativo che vada a definire con chiarezza che la Valle d'Aosta anche su queste tematiche ha la propria competenza.
Président - Je soumets au vote le projet de loi dans son ensemble:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
