Objet du Conseil n. 105 du 15 février 1978 - Verbale

OGGETTO N. 105/78 - INIZIATIVE PER IL DECENTRAMENTO POLITICO, AMMINISTRATIVO E FINANZIARIO ALLE COMUNITÀ MONTANE. (Approvazione di mozione)

Il Presidente DOLCHI dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dai Consiglieri Lanivi, Quey, Lustrissy, Fournier, Maquignaz e Pollicini, concernente l'oggetto: "Trasferimento delle funzioni amministrative e dei relativi finanziamenti dalla Regione alle Comunità Montane e attribuzione alle medesime delle competenze e delle funzioni amministrative previste dal D.P.R. n. 616/1977" , mozione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:

---

Aosta, 20 gennaio 1978

Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio regionale della

Valle d'Aosta

SEDE

I sottoscritti Consiglieri regionali D.P. chiedono alla S. V. l'inserimento all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale, con urgenza, della seguente

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

RIBADITA l'esigenza fondamentale di garantire la crescita democratica ed autonomista della Valle d'Aosta e la necessità di attuare una politica di decentramento e di potenziamento dell'autonomia degli Enti locali;

RICONOSCIUTA la validità del ruolo e della funzione delle Comunità Montane per superare gli squilibri sociali, economici, territoriali e per consentire concretamente una più valida articolazione del potere pubblico in Valle d'Aosta;

TENUTO CONTO della difficile situazione in cui si trovano attualmente le Comunità Montane a causa della politica di accentramento perseguita dall'Amministrazione regionale che da una parte non ha ancora provveduto a determinare i compiti, le funzioni e i finanziamenti necessari per dare concretezza alla loro autonomia e che dall'altra parte ha costantemente e deliberatamente ignorato l'esistenza delle Comunità Montane nei provvedimenti legislativi più importanti di questi ultimi anni;

CONSIDERATO che la revisione delle attuali norme per l'elezione del Consiglio regionale sulla base delle Comunità Montane può essere un fatto positivo ma non è sufficiente per assicurare un effettivo decentramento politico e amministrativo se non è accompagnata da una seria volontà, politica di potenziamento delle autonomie locali;

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale:

1) a presentare entro la fine del mese di marzo 1978 il provvedimento legislativo di trasferimento delle funzioni amministrative e dei relativi finanziamenti dalla Regione alle Comunità Montane;

2) a tener conto, nel predisporre i diversi provvedimenti legislativi interessanti l'organizzazione dei servizi e delle attività sul territorio, del ruolo e della funzione delle Comunità Montane;

3) ad intervenire con urgenza a livello di governo nazionale per favorire l'applicazione del D.P.R. n. 616 del 24.7.1977 nei confronti delle Comunità Montane e dei Comuni della Valle d'Aosta perché agli stessi vengano attribuite le competenze e le funzioni amministrative previste.

F.ti: Ilario Lanivi, C. Quey, F. Lustrissy, Fournier, G. Maquignaz, Angelo Pollicini.

---

Il Presidente DOLCHI fa presente che al successivo punto 17) dell'ordine del giorno è iscritta una mozione, presentata dai Consiglieri Bondaz, Bordon, Borbey e Mappelli, concernente l'oggetto: "Armonizzazione e adeguamento della legislazione regionale e dei provvedimenti amministrativi relativi con le norme che concernono l'istituzione ed il funzionamento delle Comunità Montane, nonché con i principi che le ispirano", trasmessa pure in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:

---

Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio regionale

AOSTA

I sottoscritti Consiglieri regionali chiedono alla S.V. di voler inserire all'ordine del giorno del prossimo Consiglio la seguente

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

RICHIAMATA la validità delle leggi statali e regionali istitutive delle Comunità Montane;

RICONOSCIUTA la funzione delle Comunità Montane quali portavoce delle razionali esigenze delle popolazioni montane;

RIBADITO che le sette Comunità Montane della Valle d'Aosta restano tuttora lo strumento più idoneo per una programmazione locale;

CONSIDERATO che i compiti delle Comunità Montane sono difficilmente perseguibili e che le loro funzioni non sono pienamente esercitabili a causa della mancata attuazione di un effettivo decentramento politico, amministrativo e finanziario che dia, tra l'altro, concreta applicazione alle leggi istitutive delle Comunità Montane stesse;

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a presentare in Consiglio regionale entro due mesi una proposta globale di armonizzazione e di adeguamento della legislazione regionale esistente e adottanda e dei provvedimenti amministrativi relativi, con le norme che concernono l'istituzione e il funzionamento delle Comunità Montane, nonché i principi che le ispirano, ai fini di un reale decentramento politico, amministrativo e finanziario e ai fini di una politica generale di riequilibrio economico e sociale della Valle d'Aosta.

Aosta, 25 gennaio 1978

F.ti: Gianni Bondaz, Mauro Bordon, Giuseppe Borbey

---

Il Presidente DOLCHI, constatata la sostanziale analogia delle predette mozioni, propone di unificarne la discussione generale e, dopo aver constatato che il Consiglio concorda unanime in merito, dichiara aperta la discussione sulle medesime.

Il Consigliere LANIVI illustra la mozione presentata dal Gruppo dei Democratici Popolari.

Il Consigliere BONDAZ illustra la mozione presentata dal Gruppo democristiano.

Il Consigliere CHINCHERE' annuncia che il Gruppo comunista voterà a favore di entrambe le mozioni perché ritiene che esse siano il frutto di una esigenza realmente sentita.

Ritiene che il problema del decentramento amministrativo alle Comunità Montane vada affrontato e risolto anche alla luce delle norme di attuazione e dei decreti attuativi della legge 382 che aumenteranno le possibilità della Valle d'Aosta di autoamministrarsi.

Sostiene che alla luce di questi fatti la Regione si assumerà da sola il compito di gestire tutte queste deleghe, oppure delegherà a sua volta una parte di queste funzioni agli Enti locali periferici.

Afferma che, a suo avviso, la sola soluzione valida è la seconda.

Conclude dicendosi soddisfatto che anche la D.C. abbia sposato la tesi del decentramento alle Comunità Montane.

Il Consigliere PARISI afferma che le due mozioni rispecchiano le stesse esigenze, ma, dato che nell'illustrazione della mozione presentata dal Gruppo democristiano il Consigliere Bondaz ha accennato ad una legge elettorale che egli definisce capestro, annuncia il proprio voto favorevole alla mozione presentata dal Gruppo dei Democratici Popolari e contrario alla mozione presentata dal Gruppo democristiano.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE, citando l'articolo 6, punto C, della legge regionale 5 aprile 1973, n. 13, e l'articolo 2 della legge statale 3 dicembre 1971, n. 1102, sostiene che il problema prospettato dalle nozione si pone su due piani: l'uno attuativo della legge statale mentre l'altro tende ad approfittare della struttura prevista dalla legge regionale per effettuare un decentramento amministrativo all'interno della Regione.

Sostiene, però, che tale decentramento presuppone l'applicazione dell'articolo 3 della legge statale sopracitata che prevede, tra l'altro, che i territori montani siano ripartiti in zone omogenee, mentre rileva che per le Comunità Montane della Valle d'Aosta, l'omogeneità del territorio è inesistente.

Quindi, benché il compito richiesto alla Giunta di presentare entro due mesi un disegno di legge sul decentramento amministrativo, sia estremamente impegnativo, si impegna ad agire in tal senso richiedendo che i presentatori delle mozioni gli facciano pervenire delle proposte concrete, sulle quali cominciare a lavorare.

Il Consigliere BONDAZ si dichiara soddisfatto della risposta fornitagli dal Presidente della Giunta.

Pur dichiarandosi disponibile, ritiene che sarebbe meglio che la bozza di legge, cui accennava il Presidente della Giunta, fosse predisposta dalla Giunta stessa.

Annuncia il voto favorevole del Gruppo democristiano alla mozione di cui il Gruppo stesso è stato il presentatore.

Il Consigliere LANIVI annuncia il voto favorevole del Gruppo demopopolare ad entrambe le mozioni perché anche riguardo al contenuto esse sono abbastanza identiche, per cui se ne potrebbero, a suo avviso, unificare i testi.

Citando l'articolo 1 della legge statale 3 dicembre 1971, n. 1102, sostiene che la Valle d'Aosta, rispetto alla legge in questione, si trova in una posizione atipica perché, mentre tale legge presuppone una distinzione tra pianura e montagna, al fine di un riequilibrio economico, tale distinzione in Valle d'Aosta non si può operare.

Dichiara poi di ritenere che omogeneità significhi far prevalere il discorso territoriale rispetto a quello della specializzazione economica, il che comporterebbe, a suo parere, delle conseguenze negative.

Il Consigliere CLUSAZ annuncia il voto favorevole del Gruppo unionista ad entrambe le mozioni.

Il Consigliere CHINCHERE' annuncia il voto favorevole del Gruppo comunista ad entrambe le mozioni.

Fa presente che il voto a favore della mozione presentata dal Gruppo democristiano non prefigura comunque un assenso alla legge elettorale della quale la D.C. si è fatta portavoce.

Il Presidente DOLCHI, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sugli argomenti in esame, pone ai voti, con separate votazioni per alzata di mano, l'approvazione delle mozioni in discussione.

Procedutosi alla prima votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: ventiquattro), ha approvato la sottoriportata

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

RIBADITA l'esigenza fondamentale di garantire la crescita democratica ed autonomista della Valle d'Aosta e la necessità di attuare una politica di decentramento e di potenziamento dell'autonomia degli Enti locali,

RICONOSCIUTA la validità del ruolo e della funzione delle Comunità Montane per superare gli squilibri sociali, economici, territoriali e per consentire concretamente una più valida articolazione del potere pubblico in Valle d'Aosta;

TENUTO CONTO della difficile situazione in cui si trovano attualmente le Comunità Montane a causa, della politica di accentramento perseguita dall'Amministrazione regionale che da una parte non ha ancora provveduto a determinare i compiti, le funzioni e i finanziamenti necessari per dare una concretezza alla loro autonomia e che dall'altra parte ha costantemente e deliberatamente ignorato l'esistenza delle Comunità Montane nei provvedimenti legislativi più importanti di questi ultimi anni;

CONSIDERATO che la revisione delle attuali norme per l'elezione del Consiglio regionale sulla base delle Comunità Montane può essere un fatto positivo ma non è sufficiente per assicurare un effettivo decentramento politico e amministrativo se non è accompagnata da una seria volontà politica di potenziamento delle autonomie locali;

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale:

1) a presentare entro la fine del mese di marzo 1978 il provvedimento legislativo di trasferimento delle funzioni amministrative e dei relativi finanziamenti dalla Regione alle Comunità Montane;

2) a tener conto, nel predisporre i diversi provvedimenti legislativi interessanti l'organizzazione dei servizi e delle attività sul territorio, del ruolo e della funzione delle Comunità Montane;

3) ad intervenire con urgenza a livello di governo nazionale per favorire l'applicazione del D.P.R. n. 616 del 24 luglio 1977 nei confronti delle Comunità Montane e dei Comuni della Valle d'Aosta perché agli stessi vengano attribuite le competenze e le funzioni amministrative previste.

Procedutosi alla seconda votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio, con voti favorevoli ventitré (Consiglieri presenti: ventiquattro; votanti e favorevoli: ventitré; astenutosi dalla votazione il Consigliere Parisi), ha approvato la sottoriportata

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

RICHIAMATA la validità delle leggi statali e regionali istitutive delle Comunità Montane;

RICONOSCIUTA la funzione delle Comunità Montane quali portavoce delle razionali esigenze delle popolazioni montane;

RIBADITO che le sette Comunità Montane della Valle d'Aosta restano tuttora lo strumento più idoneo per una programmazione locale;

CONSIDERATO che i compiti delle Comunità Montane sono difficilmente perseguibili e che le loro funzioni non sono pienamente esercitabili a causa della mancata attuazione di un effettivo decentramento politico, amministrativo e finanziario che dia, tra l'altro, concreta applicazione alle leggi istitutive delle Comunità Montane stesse;

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a presentare in Consiglio regionale entro due mesi una proposta globale di armonizzazione e di adeguamento della legislazione regionale esistente e adottanda e dei provvedimenti amministrativi relativi con le norme che concernono l'istituzione e il funzionamento delle Comunità Montane, nonché i principi che le ispirano, ai fini di un reale decentramento politico, amministrativo e finanziario e ai fini di una politica generale di riequilibrio economico e sociale della Valle d'Aosta.

Il Consiglio prende atto.

---

Il Presidente DOLCHI, data l'ora ormai tarda, sospende la seduta e la rinvia all'indomani alle ore 9,30.

Si dà atto che la seduta è sospesa alle ore venti e minuti quarantacinque.

---

Letto, approvato e sottoscritto.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

(Giulio Dolchi)

IL CONSIGLIERE SEGRETARIO DEL CONSIGLIO

(Angelo Mappelli)

IL SEGRETARIO ROGANTE

(Costantino Pramotton)