Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 925 du 3 novembre 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 925/XII - Convenzione quadro per la gestione del Sistema informativo regionale. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso

- che la realizzazione e la gestione del sistema informativo regionale sono curati da INVA in forza di una convenzione-quadro stipulata con la Regione;

- che la convenzione-quadro, nel definire le aree di intervento, include la fornitura all'Amministrazione regionale di prestazioni professionali e lavorative a supporto dello svolgimento di specifici progetti o iniziative;

- che diverse strutture dell'Amministrazione regionale si avvalgono di personale fornito da INVA;

ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore delegato per sapere:

1. su quali presupposti è stata valutata la compatibilità dell'accordo di cui in Premessa con le norme vigenti in materia di intermediazione del lavoro;

2. se non ritiene che la convenzione-quadro eluda le normali procedure concorsuali per l'accesso ai ruoli pubblici;

3. se intende modificare l'impostazione dell'accordo secondo principi e criteri rispettosi della normativa vigente.

F.to: Tibaldi - Frassy

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - L'interpellanza prende spunto da una convenzione che è stata rinnovata il 12 gennaio di quest'anno fra "INVA" - ente che si occupa dell'informatizzazione dell'Amministrazione regionale e che offre servizi anche alla stessa - e la Regione; convenzione quadro sulla quale ci eravamo già soffermati durante la scorsa seduta del Consiglio per acquisire alcuni dati. In particolare, avevamo puntato l'indice su alcune forniture all'Amministrazione regionale, che vengono fatte da "INVA", concernenti prestazioni professionali e lavorative a supporto dello svolgimento di specifici progetti o iniziative.

La volta scorsa, l'Assessore ci diede conto di alcune subconvenzioni che sono state adottate dai singoli dirigenti delle diverse strutture; mi risultano 6 convenzioni, denominate con lettere dell'alfabeto, alle quali sono allegabili una serie di soggetti esterni che forniscono prestazioni professionali o lavorative all'Amministrazione.

Tornando alla convenzione quadro, questa prevede, come si può comprendere, la fornitura di prestazioni professionali e lavorative, secondo le quali la Regione procede all'affidamento delle attività per aree di intervento attraverso specifici provvedimenti, e svolge un successivo controllo quantitativo e qualitativo dei servizi. Diciamo che questa interpellanza è stata doverosa, perché la risposta dell'Assessore e anche la replica dell'interrogante non hanno avuto il tempo e lo spazio per poter approfondire l'argomento, ed è questa la ragione per cui oggi l'abbiamo proposta.

Vede, Assessore, la sensazione che abbiamo è che attraverso questa convenzione si proceda a reclutare nell'ambito dell'Amministrazione dei soggetti esterni, che vanno, sì, in ausilio a specifiche strutture o funzioni della stessa pubblica amministrazione, ma il cui reclutamento avviene al di fuori di alcune regole fondamentali, quali per esempio un'assunzione mediante concorso, quale il fatto che il personale ha delle prestazioni che sono definite molto genericamente. Si tratta comunque di attività lavorativa che va un po' ad eludere, in primo luogo, le regole di accesso ai ruoli pubblici mediante concorso e, in secondo luogo, un rapporto chiamiamolo "gerarchico" - è forse un termine eccessivo - fra il datore di lavoro e il dipendente nello svolgimento del lavoro per i quali sono richiesti.

L'Assessore diceva che sono solo 19 le figure professionali inserite ai sensi della convenzione nell'ambito dell'Amministrazione, in particolare nel Sistema informativo e nel Dipartimento delle politiche del lavoro; però ci si chiede come mai la Regione attinge, attraverso "INVA", a queste figure professionali esterne! Forse non ci sono all'interno dell'organico regionale sufficienti capacità professionali per far fronte a questi incarichi? Noi stentiamo a crederlo e le spiego il perché. In allegato alla convenzione ci sono i profili professionali richiesti a questi soggetti esterni che vengono chiamati in ausilio all'organico regionale. Ci sono effettivamente dei profili professionali che sono così definibili, ovvero persone che hanno competenze specifiche, per esempio per la progettazione di "software" complessi, come il capoprogetto, o sistemisti di reti e telecomunicazioni - e, di conseguenza, sono figure anche qui specifiche -, ma ci sono anche figure piuttosto ordinarie, come un operatore meccanografico o un operatore "data-entry" - così è definito dall'allegato alla convenzione -, che altro non fanno se non acquisire e inserire dei dati su supporto informatico, attenendosi a istruzioni ricevute.

Vorremmo capire di cosa si tratta, come mai l'Amministrazione regionale è costretta a ricorrere a questi supporti esterni e, soprattutto, se questa convenzione quadro non tende ad eludere le normative in materia di somministrazione ed intermediazione del lavoro, quindi "INVA" diventa un agente intermediario di prestazioni lavorative, a scapito di tutte quelle che sono le regole fondamentali per l'accesso nella pubblica amministrazione, quindi i ruoli pubblici, eludendo normative consolidate e, addirittura, costituzionalizzate, soprattutto trascurando risorse professionali comunque esistenti nella pubblica amministrazione.

Di qui abbiamo formulato una serie di domande, per capire se questa convenzione è compatibile con le leggi in materia: in particolare, ci riferiamo alla legge n. 30 e al suo decreto attuativo, il decreto n. 276; poi, se non ritiene che questa convenzione eluda queste normali procedure concorsuali di cui ho parlato e se non sia opportuno modificare l'impostazione, stante detti presupposti, di questo accordo secondo principi e criteri rispettosi della normativa vigente.

Penso che l'Assessore, visto che si tratta del secondo atto che proponiamo in Consiglio, abbia ben compreso quale sia la materia. Non mi dilungo ulteriormente; mi riservo una replica sulla base delle sue risposte.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Come ricordava giustamente il Consigliere Tibaldi, questa è una seconda interpellanza, quindi su una serie di informazioni, sulla necessità e sul profilo della convenzione quadro, direi che è superfluo ritornare per ribadire le cose già dette. Al contrario, credo possa essere interessante approfondire all'interno dell'aula la sostanza dell'interpellanza, che si riassume in 3 domande; la prima: "su quali presupposti è stata valutata la compatibilità dell'accordo di cui in premessa, con le norme vigenti in materia di intermediazione..." di mano d'opera.

La convenzione quadro fra Regione e "INVA" per il 2004 prevede un'area di intervento relativa alla fornitura di definite competenze professionali a supporto dello svolgimento di specifici progetti o iniziative della Regione, e le figure professionali che ha citato il Consigliere Tibaldi nell'illustrazione sono parte integrante. Per tali forniture sono previste, in convenzione, due modalità di lavoro: una, è relativa alle attività di prestazioni professionali finalizzate alla realizzazione di specifici e definiti prodotti o documenti, con la modalità "chiavi in mano", quindi abbiamo dei progetti specifici. Credo che l'interpellanza si rivolga piuttosto all'altra tipologia, cioè le attività di prestazioni professionali finalizzate al supporto di specifiche iniziative promosse dalla Regione, con il corrispettivo da determinarsi sulla base del numero totale di giorni di prestazione, con l'importo previsto per la singola figura professionale. Trattasi quindi, in questa parte - come si evince anche dall'allegato "A" della convenzione -, di figure professionali specialistiche del comparto informatico e delle telecomunicazioni, siano essi di alto profilo che di medio profilo.

Con specifico riferimento alla compatibilità dell'accordo in questione con la normativa in materia di intermediazione di mano d'opera, risulta doveroso precisare come la norma originaria di cui alla legge n. 1369/1960 sia abrogata dall'articolo 85 del decreto legislativo n. 276, legge che ha istituito le cosiddette "agenzie interinali"; quindi, nello specifico, il vigente richiamato decreto legislativo non trova applicazione per le pubbliche amministrazioni e per il loro personale.

Per quanto attiene la seconda questione, "se non ritiene che la convenzione-quadro eluda le normali procedure concorsuali per l'accesso ai ruoli pubblici", già l'altro giorno ho detto che abbiamo una società certificata con i requisiti "ISO 9000", che ha tutta una serie di procedure che garantiscono una certa trasparenza e una certa oggettività nella selezione del personale, personale che è comunque diplomato, con tutta una serie di caratteristiche. Le forniture in questione riguardano consulenze specialistiche su particolari tematiche per un tempo definito di personale dipendente di una società, che ne cura tutta la gestione ed evoluzione del rapporto di lavoro, quindi: ferie, permessi, applicazione del contratto di lavoro, formazione - ripeto, questo viene tutto gestito dalla società -, assumendosi direttamente ogni obbligo ed onere in materia di lavoro, salute, sicurezza, nonché di natura retributiva, contributiva e previdenziale, in conformità alla normativa vigente nelle rispettive materie. La fattispecie in esame non costituisce elusione di alcuna norma, né conferisce e/o attribuisce diritti di sorta ad alcun soggetto coinvolto.

Ciò detto, credo, sulla terza domanda dell'interpellanza, quella che richiama l'attenzione su quale può essere il prosieguo, vale a dire "se intende modificare l'impostazione dell'accordo secondo principi e criteri rispettosi della normativa vigente", la convenzione, che giungerà a scadenza naturale il 31 dicembre 2004, dovrà essere, entro tale termine, rielaborata anche sulla base delle finalità previste nel piano triennale 2004-2006 che abbiamo approvato in aula e, ove si rendesse necessario, verranno approntate le adeguate modifiche normative nelle more intervenute. Il contenuto di dettaglio della convenzione non è ancora definito; tuttavia, su questo specifico tema l'Amministrazione intende promuovere un'impostazione diversa, soprattutto nelle modalità operative... credo sia questo il senso dell'interpellanza.

A questo proposito, le attività specialistiche, che devono essere acquisite con modalità definite a tempo materiale, devono far riferimento ad attività specifiche per tempi ridotti e non riconducibili alle normali attività di gestione. Queste ultime, ovunque possibili, dovranno essere organizzate ed eventualmente acquisite come servizi strutturati, comprensive di definiti livelli di servizio; in tal caso, la fornitura dovrà integrare elementi diversi: logistici, mezzi di produzione, di rendiconto e di responsabilità diretta, propri delle forniture di servizi. Per una migliore lettura e per una migliore organizzazione all'interno della convenzione, l'indirizzo che è stato dato alle strutture è quindi quello di una ridefinizione in tal senso.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Assessore, sono esterrefatto della risposta che ci ha fornito e le spiego subito il perché. In esordio lei mi dice che la legge n. 1369/1960 ha abolito il divieto per l'intermediazione di mano d'opera; non vorremmo che questo fosse il pretesto che un ente pubblico come la Regione adduce per poter reclutare mano d'opera...

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... ma è un'informazione che conosciamo, però detto da un amministratore pubblico è come dire: "sentite, cari Consiglieri interpellanti, visto che questa legge ha abolito tale divieto, possiamo reclutare mano d'opera attraverso la via dell'appalto di servizi". Penso sia un'informazione di contorno che lei ha voluto gentilmente fornirci...

(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... lo ha detto in esordio, e la cosa ci ha quanto mai stupito! Non vorremmo che la deroga diventasse una norma per una pubblica amministrazione!

Entriamo nel vivo delle sue risposte. Innanzitutto non mi sembra vi sia tutta questa autonomia da parte di "INVA" - ente che fornisce prestazioni professionali alla Regione -, perché lei ci parlava dell'oggettività della selezione di personale che viene svolto da parte di "INVA"; allora, se l'oggettività è quella contenuta nella convenzione ove la Regione (cito): "si riserva di accettare o meno le persone proposte", siamo scandalizzati! Ci spieghi lei dov'è l'oggettività! "INVA" propone delle risorse professionali; la Regione, dall'altra parte, si riserva di accettare se queste persone sono idonee per l'incarico che viene loro proposto...

(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... professionalmente, ma scusi, se lei prima fa riferimento all'abolizione di quel divieto e quindi cita l'appalto di servizi, l'appalto di servizi non le consentirebbe - come ente - di andare a sindacare fino a quel punto la fiduciarietà delle persone proposte da "INVA"! Lei si rende conto che attraverso questa convenzione voi fate fare una selezione "grossolana" di personale "INVA", e poi vi riservate di accertare - come Regione - se quelle persone a vostro avviso sono idonee per l'incarico che dovranno svolgere! Lei mi sta dicendo che non avete mai rifiutato nessuno; però, ai sensi di questa convenzione - di lì la terza domanda -, chiediamo se non è opportuno cambiare l'impostazione, perché questa impostazione ci sembra leggermente "elusiva" di una certa normativa a garanzia dell'accesso ai ruoli pubblici...

(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... sì, è stata "fumosa" come risposta!

La genericità della definizione delle prestazioni, anche questa è contenuta in convenzione, Assessore: le prestazioni sono generiche, vengono poi definite successivamente, in forza di quei provvedimenti o di quelle subconvenzioni di cui si parlava, però sono convinto che neppure lei sa bene in quali uffici e in quali servizi sono collocate queste risorse professionali, perché la volta scorsa mi ha fatto un elenco didascalico di lettere dell'alfabeto: la convenzione "B", la "K", la "J", alle quali allegava dei numeri: 7 persone, 1 persona, 2 persone... mi sembra che anche lei non abbia il controllo delle risorse esterne! Se effettivamente si ricade nella configurazione dell'appalto di servizi, a parte il fatto che la convenzione dovrebbe essere ridenominata, perché si parla di realizzazione e gestione del Sistema informativo...

(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... sì, però la rivedete dopo che arrivano le sollecitazioni! Avete "fior di esperti e giuristi" che vi assistono nella vostra attività quotidiana; mi sembra strano che debba arrivare un consigliere dell'opposizione a dirvi, con un'interpellanza, che qui siete "border line" a livello giuridico, se non già "over line"! In tale situazione si legge che il rappresentante della struttura, cioè colui che emana il provvedimento, è il referente primario per quanto concerne l'esatta definizione dei requisiti dei livelli di servizio, cioè il dirigente interno della pubblica amministrazione decide ciò che deve fare puntualmente il soggetto esterno reclutato tramite "INVA", e anche questa è una contraddizione notevole! Poi "INVA" metterà a disposizione prevalentemente proprio personale dipendente, ma noi sappiamo che "INVA" ha fatto anche selezioni esterne per aumentare le risorse richieste dalla pubblica amministrazione, quindi prevalentemente utilizzerà personale dipendente interno, ma spesso e volentieri attinge dall'esterno risorse nuove!

Come si fa a dire in convenzione che "INVA" assume, in proprio, ogni responsabilità, ma levando conseguentemente la Regione, anche in sede giurisdizionale, per infortuni o danni eventualmente subiti da parte di persone o cose in dipendenza di omissioni o negligenze nell'esecuzione degli affidi conseguenti alla presente convenzione? Come fa ad essere "INVA" responsabile a livello di infortuni o danni che il personale da lei prestato alla pubblica amministrazione può conseguire, utilizzando una macchina di proprietà della Regione? Anche qui ci sembra che ci sia un allontanamento delle responsabilità giuridiche, normalmente le responsabilità giuridiche per infortuni vanno in capo all'ente datore di lavoro e quindi proprietario dei mezzi aziendali, sui quali il lavoratore esercita la propria attività.

Questo per farle notare, Assessore, che ci sono tutta una serie di incongruenze giuridiche che devono essere riviste; con tutto il rispetto per le persone che lavorano e che prestano le loro funzioni professionali all'interno dell'Amministrazione regionale in maniera dignitosa e meritevole... però "INVA", prima, si occupava del settore informativo, diventando il braccio informatico della Regione; adesso, con questa convenzione, si permette anche di eludere le normative sul lavoro! È necessario riportare in un alveo di correttezza giuridica e di obiettività la funzione di "INVA", che non può essere straripante e strabordante, perché già con la prima convenzione - quella del braccio informatico della Regione - ha distrutto il mercato privato dei professionisti che osano cimentarsi in Regione nel settore dell'informatica... adesso volete sostituirvi, sempre tramite "INVA", all'intermediazione di lavoro. Cosa dovrà fare prossimamente "INVA" o qualche altro ente che vi inventate?

Chiediamo che venga ricondotta a correttezza giuridica e ad equità questa convenzione, ma visto che lei l'ha rinnovata a gennaio 2004 e la convenzione ha valenza triennale se non sbaglio...

(nuova interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... annuale e siamo in fase di scadenza; è opportuno che ci mettiate la testa sopra, per evitare che vi siano delle elusioni normative che lasciano qualche perplessità di troppo!

Non ci ha soddisfatto particolarmente la sua risposta, perché ha cercato di giustificare la sobrietà giuridica di questa convenzione dicendo che la normativa che prevedeva l'intermediazione del lavoro è stata abrogata, ma penso lei abbia la consapevolezza che, così come impostata, questa convenzione non può assolutamente avere ragione di esistere! Mi ricordano, giustamente, che la Corte costituzionale ha sancito recentemente dei principi chiari, anche in occasione dei dipendenti che lavorano presso l'Agenzia del lavoro; penso che lei ne sia testimone e abbia subito la portata dei contenuti di questa recente sentenza.

Faccia tesoro di tutti i consigli che le arrivano, non solo da questa umile parte del Consiglio, ma soprattutto dal supremo organo giurisdizionale italiano, rappresentato, appunto, dalla Consulta!