Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 901 du 21 octobre 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 901/XII - Approvazione del Piano regionale economico-finanziario (PREFIN) per l'anno 2005 e per il triennio 2005-2007.

Il Consiglio

Richiamato l'articolo 2 della legge regionale 20 luglio 2004, n. 13 recante "Disposizioni in materia di pianificazione strategica della Regione Valle d'Aosta. Modificazioni alla legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta)" in cui si prevede che per evidenziare le linee della pianificazione strategica e definire la manovra di finanza regionale per il periodo compreso nel bilancio pluriennale, la Regione formuli ogni anno il Piano regionale economico-finanziario (PREFIN);

Visto che tale Piano redatto per l'anno 2005 e per il triennio 2005-2007, predisposto dalla Giunta regionale, deve essere presentato al Consiglio entro il 31 agosto, come previsto dall'articolo 5 della medesima legge;

Visto la legge regionale 20 luglio 2004, n. 13;

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 5016 del 30 dicembre 2003;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Coordinatore del Dipartimento bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, ai sensi del combinato disposto dagli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della II Commissione consiliare permanente;

Visto il parere del Consiglio permanente degli Enti locali;

Delibera

di approvare l'allegato Piano regionale economico-finanziario (PREFIN) per l'anno 2005 e per il triennio 2005-2007.

Allegato

(omissis)

Président - Je rappelle que nous sommes toujours en discussion sur le point 30 de l'ordre du jour. La discussion générale avait été fermée.

La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Cercherò di essere breve in quanto la discussione ha permesso di far emergere tanti aspetti. Preliminarmente vorrei manifestare la mia soddisfazione per il dibattito svoltosi in aula e che ha permesso a tutte le componenti politiche di maggioranza e di minoranza di esprimere un contributo fattivo, che in qualche modo è rivolto a migliorare, per il prossimo anno, questo strumento.

Credo che il fatto di affrontare questo argomento prima del bilancio abbia permesso una discussione un po' più franca; non condivido il pensiero del Consigliere Tibaldi in merito a una duplicazione, perché questa discussione, essendo slegata da una serie di valori, una serie di numeri e di quadrature contabili, ha permesso di esprimere un po' il pensiero e, ovviamente - se posso non fare il "romantico", ma dare un giudizio sugli interventi -, mi pare di vedere in questa sequenza di interventi comunque un "fil rouge" di persone aventi cuore le sorti della Valle d'Aosta. Per cui, quando si esprime una valutazione, si esprimono dei giudizi, di qualcuno o di qualcosa che si ama in modo particolare, si rischia a volte di essere un po' confusi, un po' concitati, di voler dire tanto, di dire troppo, a volte si rischia di essere particolarmente severi, perché spesso vorremmo vedere queste cose andare meglio, vederle migliorate; pertanto, talvolta rischiamo di essere più severi rispetto a un giudizio più sopra le parti. Tuttavia, ripeto, mi pare che non ci fosse una polemica fine a sé stessa, ma ci fosse da parte di tutti un contributo.

È vero che la discussione avrebbe potuto essere più politica rispetto a una discussione che, a volte, è entrata nel dettaglio, ma anche questo fa parte del gioco, ed è vero che quando si entra nella "lista della spesa" - come qualcuno l'ha chiamata -, spesso si evidenzia semplicemente quello che si vuole fare e ci si dimentica di contrapporre quello che non si deve fare in sostituzione, nel senso che il "PREFIN" deve dare delle indicazioni; non a caso, nella seconda parte del "PREFIN" abbiamo fatto il quadro delle risorse, e non a caso, quando si esprimono dei progetti, in qualche modo bisogna tener conto dei progetti che in un certo qual modo sono su uno stesso piano.

Allora, con questa serie di interventi rischiamo semplicemente le cose da fare, quindi dobbiamo intervenire nell'ambito delle imprese, dobbiamo intervenire nell'agricoltura, nei trasporti; è vero, però tutte queste cose poi impongono delle riduzioni altrove, quindi l'obiettivo finale poi del "PREFIN", nel momento in cui questo dovesse andare a regime, deve prevedere i settori che probabilmente vogliamo rafforzare, ma dobbiamo anche indicare i settori dove sarebbe bene rallentare. Vedo purtroppo che pochi fanno questo, perché andiamo a dire: "dobbiamo fare questo...", "dobbiamo fare quell'altro..."; va bene. In questi giorni, comunque, io mi sto incontrando con i miei colleghi di Giunta per abbozzare il bilancio e terremo conto delle osservazioni e dei contributi emersi in aula, ma non ho sentito da parte di nessuno dire: "qui dovremmo diminuire, stiamo investendo troppo"... ho sentito solo dire: "qui, investiamo di più"! Per dare un contributo dobbiamo cercare di produrre, perché in caso contrario prendiamo solo la "crema", ci facciamo solo belli, ma dall'altra parte dobbiamo contrapporre un'altra serie...

Ora, in un ragionamento del genere, vorrei richiamare una considerazione che qualcuno ha recepito e che ha portato all'attenzione dell'aula: la rigidità del bilancio. Il 95% del bilancio - lo abbiamo voluto far emergere non a caso - è frutto di leggi, di contratti che abbiamo stipulato nel passato; tante sono iniziate ancora nella precedente legislatura e tante altre ancora in quella precedente, e creano una rigidità di bilancio notevole, non solo dal punto di vista contabile, ma anche dal punto di vista morale, nel senso che abbiamo delle norme che hanno creato delle aspettative... sono norme che sono state dibattute in Consiglio regionale, sono il frutto di un'espressione politica del Consiglio regionale, sono delle scelte. Queste scelte possono chiamarsi "POR", possono chiamarsi "piano di sviluppo rurale", possono chiamarsi in tanti modi, legge n. 6, legge n. 19, ma lì ci sono delle aspettative e diventa difficile ad una comunità dire: "non ci sono le risorse" poiché questa viene a dirci: "ma voi avete fatto delle leggi, queste leggi vogliono cogliere degli obiettivi; io sto andando nel senso di questa legge, quindi sono coerente con gli obiettivi che avete determinato e ho delle aspettative"!

Provocatoriamente ho detto: "noi dovremmo fare delle leggi a termine", soprattutto negli investimenti; dobbiamo introdurre un arco temporale e, rispetto a questo, obbligare il Consiglio - se eventualmente ritiene di prorogare la legge, oppure di modificarla - di intervenire: questo è il momento in cui si valutano anche gli obiettivi. Sulle leggi che abbiamo fatto, che si proponevano tutte le migliori e le più buone intenzioni, sulle leggi che dovevano dare delle risposte, non si può ovviamente immaginare un arco temporale di 1 o 2 anni... ma dopo 5-6-7 anni si può fare il punto della situazione, si deve fare il punto della situazione! Non a caso - non per stare ad evidenziare le cose che ritengo positive, messe in atto da questo Esecutivo - noi abbiamo approvato una deliberazione di Giunta, il 30 dicembre 2003, che approvava una scheda tecnica per le leggi; questa scheda tecnica non è stata particolarmente "amata" dalle strutture, e anche lì, probabilmente, essendo uno strumento della Giunta, non è stata particolarmente visibile, ma il punto 2 di questa scheda recita testualmente: "Al fine della quantificazione degli oneri delle leggi, l'onere complessivo del disegno di legge e, se necessario, l'indicazione dei singoli articoli e del relativo onere" e, al punto 2, "la metodologia adottata per la quantificazione dell'onere, parametri, spesa storica, indicatori finanziari". Questa è una rivoluzione culturale che le strutture faticano a metabolizzare, perché all'atto della legge si mette la cifra disponibile in bilancio; l'anno dopo, però, ti accorgi che quella legge, partita con 1 milione di euro, va a 6 milioni di euro, perché ci sono le richieste... allora abbiamo difficoltà a programmare!

È un'autocritica quella che facciamo, ma questo tipo di percorso provoca una rivoluzione culturale delle strutture, perché all'atto della programmazione - e l'approvazione di una legge è un momento particolare nella programmazione - bisogna saper quantificare, avere dei misuratori e, successivamente, bisogna valutare. Sono particolarmente sensibile ad argomenti che attengono al sostegno delle aziende, delle imprese, del sistema produttivo, ma abbiamo la necessità di fare delle misurazioni. I contributi in conto capitale, in conto investimenti e in conto interessi, alla fine, hanno irrobustito il nostro sistema imprenditoriale? È una valutazione di tipo politico, che il "PREFIN" in teoria a regime deve permettere, un confronto.

Non vorrei essere censore di alcuni interventi, ma in quelli in cui veniva messo in luce la necessità di avere degli elementi strategici, degli elementi particolarmente pregnanti di una legislatura, dico che il "PREFIN" è un "di cui" del programma di legislatura, perché si riferisce all'operatività di un anno; le cose strategiche si riferiscono al programma di legislatura, non è il "PREFIN" che rivoluziona, che va ad individuare i punti; in caso contrario, dobbiamo ritornare e ridefinire, ma non è il "PREFIN" il momento dove andiamo a cambiare la "rotta" di un programma di legislatura! Possiamo introdurre degli elementi e successivamente si possono fare delle riflessioni. Qui dobbiamo fare delle cose diverse; preso il programma di legislatura, dobbiamo cercare di dare una lettura ad una serie di interventi collegandoli fra di loro, in modo che emerga un'attività di sistema.

Io penso che - al di là degli emendamenti che andremo a verificare - sotto alcuni aspetti intervenire nel dettaglio su questo documento non arricchisca particolarmente la discussione, che mi ha soddisfatto, e ritengo che sia stata, ancorché ognuno abbia parlato delle cose che più gli stavano a cuore, un arricchimento per tutti; per cui, dalla lettura dei verbali, riusciremo probabilmente a trarre indicazioni per il futuro. Dico anche che abbiamo la necessità di organizzare tutte queste indicazioni date e qui voglio concludere con un'ultima osservazione. Quella critica che in qualche modo è emersa sulla proliferazione degli osservatori, credo che, da un lato, sia una critica, ma, dall'altro, sia la "prova provata" del fatto che abbiamo la necessità di razionalizzare un discorso: quello della misurazione di una serie di eventi... perché? Perché avete visto delle oscillazioni e tutti noi, a seconda del ragionamento che vogliamo sostenere, prendiamo delle rilevazioni che possono dire: "la situazione è peggiorata, dal 66° posto siamo andati al 103° posto, da quest'altra parte invece dal 70° posto siamo passati al 40°", e ognuno, lì, ad argomentare con la classifica in mano.

In realtà, i numeri della Valle d'Aosta molte volte creano dei problemi con l'applicazione di strumenti statistici che vengono costruiti per realtà metropolitane o realtà decisamente più elevate, con numeri diversi. Ricordo la statistica a livello universitario, ma voi capite che da questo punto di vista i numeri, la media, la mediana, lo scarto - credo che il Consigliere Tibaldi possa darci un contributo - ... ma da questo punto di vista abbiamo la necessità di prendere le rilevazioni che abbiamo, ragionarle con strumenti specifici, tarati per la nostra realtà, in modo tale da evitare, come ho fatto anch'io con le mie strutture, di fare dei riferimenti sul "PREFIN" a dei dati Unioncamere piuttosto che "Il Sole 24Ore", piuttosto che ad altri.

Devo dire anche un'altra cosa che ho detto in premessa: quando si ama particolarmente una regione, si è molto critici... ma signori miei - e concludo -: credete voi che la qualità della vita di un Valdostano che vive in Valle d'Aosta sia inferiore rispetto a quella di uno che vive a Torino, di uno che vive a Milano? Guardiamoci attorno; noi abbiamo sicuramente una serie di cose che possono essere migliorate, fatte meglio; sicuramente il Consigliere Curtaz ha ragione, attenzione: il dato reale piuttosto che il dato che ci percepisce, dà sensazioni diverse. È ovvio che all'interno di un quadro dove - nei telegiornali nazionali, nei telegiornali esteri - si parla di "crisi", non possiamo che dire: "ma stiamo peggio del giorno prima!", questa è una percezione, ma credo non ci siano regioni che fanno difetto: è un passaggio della nostra vita che viviamo in questi termini, ma dal punto di vista oggettivo stacchiamoci!

Noi siamo in grado di dire che in Valle d'Aosta si vive peggio che altrove? Io mi dissocio completamente! In Valle d'Aosta, checché se ne dica, si vive decisamente meglio, sia in termini economici, sia in termini di rapporti personali, sia in termini sociali; dopodiché, se si può e si deve, impegniamoci, miglioriamo le cose, ma affrontiamo questo nostro compito con una certa positività, e con la stessa positività con cui il Consiglio ha affrontato il "PREFIN"!

Président - Est-ce qu'il y a des collègues qui souhaitent intervenir dans le débat? Je parle des collègues de l'Assesseur Marguerettaz, parce que toute une série de questions avaient été adressées expressément aux différents Assesseurs.

La parole au Conseiller Borre.

Borre (UV) - Non sono solo a dirlo, è stato un dibattito interessante che è riuscito a suscitare una seria riflessione sul documento, sulla validità della novità proposta. Forse alla pacata discussione, questa volta ha contribuito senz'altro l'illustrazione in un tono adeguato all'argomento da parte dell'Assessore: una serie di riflessioni, di indicazioni, di suggerimenti, venuti da maggioranza e minoranza, proprio perché è un documento aperto al confronto consiliare. Sono convinto che queste indicazioni verranno concretamente tenute in debito conto dagli Assessori, dal Presidente della Giunta; considerazioni e riflessioni che permetteranno un bilancio più vicino ai desiderata del Consiglio stesso. Mi permetto di fare anch'io alcune riflessioni, non sul contenuto del piano, ma sull'impostazione e sulla filosofia dello stesso.

Con questo documento si intende definire i macro-obiettivi da conseguire mediante le politiche regionali, si indicano i criteri e i parametri per la formazione del bilancio, contiene gli indirizzi per la predisposizione del disegno di legge finanziario: si può dire che non è un documento complesso e di difficile lettura; al contrario, è un documento semplice e, al tempo stesso, completo, un documento che ci fornisce la visione unitaria e trasversale di quanto questa Giunta e questo Consiglio vogliono fare nel prossimo futuro, di quanto si voglia fare, con la chiara situazione delle risorse a disposizione. Le indicazioni dei criteri per la predisposizione della legge finanziaria ribadiscono l'impegno a privilegiare gli investimenti rispetto alle spese di funzionamento, garantire le risorse per la sanità e gli interventi in materia sociale, il piano delle politiche del lavoro, i programmi comunitari, il finanziamento di opere di rilevante interesse regionale.

Nella terza parte del piano vengono identificati i macro-obiettivi; è già stato detto correttamente che molti di questi fanno parte del programma di legislatura, ma è anche vero che con il piano sono rivisti in parte e ampliati. Il piano ci permette di visualizzare e di renderci conto di quante iniziative interessanti siano in cantiere; questa capacità di programmazione e possibilità di spesa è possibile per il fatto stesso che la nostra regione gode di uno statuto speciale di autonomia: senza la nostra autonomia tutto questo non sarebbe possibile. Per questo colgo con particolare soddisfazione l'indicazione della Presidenza della Regione sulla celebrazione del 60° anniversario della liberazione dell'autonomia, come momento importante di recupero della nostra storia e della nostra coscienza di appartenenza.

Concludendo, ribadisco - a parer mio - il maggior pregio del "PREFIN", l'aver introdotto in questa Amministrazione un importante cambiamento, un cambiamento verso un modello organizzativo innovativo, che individui distintamente e formalmente i tre momenti-livelli della pianificazione strategica: un piano strategico a medio termine (programmi di legislatura); un piano a medio termine, più operativo e revisionato (ogni anno); la programmazione vera (il bilancio di previsione). Questo è dunque un documento portatore di novità, necessita anche di un cambiamento culturale negli operatori, quindi anche in noi stessi. Una novità della metodologia che ha in parte sconcertato le strutture chiamate a fornire i dati per l'elaborazione del documento; un documento che risente anche dei tempi strettissimi per l'elaborazione; un documento che va valutato per la sua innovazione, per quanto può e deve coinvolgere il Consiglio, per la trasparenza e la facilità di lettura del programma stesso; un documento che dovrà sempre più perfezionarsi con il contributo del Consiglio, al fine di una migliore garanzia di buon uso delle risorse nella gestione della Regione.

Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Charles Teresa.

Charles (UV) - Juste un "flash": d'abord, j'étais absente quand le Conseiller Salzone s'est exprimé, on m'a dit, et je dois le remercier pour ses paroles encourageantes; deuxièmement, je dois répondre à propos d'un collègue qui a parlé de l'interprétation du succès scolaire, je crois que c'est le collègue Tibaldi, qui avait mis en doute comment interpréter le succès scolaire.

D'abord il faut que je dise que le succès scolaire ne doit pas être vu comme indulgence de la part des professeurs pour favoriser, en quelque manière, l'avancement des élèves dans les classes, s'ils ne le méritent pas. Non, cela doit être entendu d'une manière tout à fait différente: cela doit être entendu justement contre l'insuccès scolaire et contre la mortalité scolaire, afin que les élèves n'abandonnent pas l'école, mais... de quelle manière? A travers des cours de formation, qui ont déjà été institués cette année, et pour les dirigeants et pour les professeurs, où ils feront de l'évaluation et de l'auto- évaluation, de façon à garantir et trouver les ressources au sein de l'école, pour créer une atmosphère dans l'école, un langage juste qui puisse atteindre tous les élèves et un bon rapport qui fait souvent aussi l'école, c'est-à-dire le rapport humain, le rapport juste avec l'élève, afin qu'ils trouvent une promotion humaine et, de cette manière, ils puissent s'approcher mieux de tout ce qu'on fait à l'intérieur de l'école; donc, trouver les justes motivations auprès des élèves, mais cela naturellement doit être fait en amont, c'est-à-dire par les dirigeants et par les professeurs et les instituteurs d'abord, qu'ils sachent se mettre dans la juste condition pour promouvoir la situation des élèves.

Quant à la "SIS", il faut dire qu'il paraît que quelqu'un a souligné que sur une vingtaine de personnes qui ont eu le certificat de fin d'étude, c'est-à-dire pratiquement ce qu'on appelle "l'abilitazione" de la "SIS", seulement 4 ont une place fixe. Il est vrai, parce que seulement 4 sont entrés dans les rôles régionaux, parce qu'il n'y avait que 4 places vides; toutes les autres personnes, toutes les autres 16, travaillent par des remplacements annuels, donc cela par rapport, par exemple, à la situation italienne c'est déjà une positivité par rapport à d'autres situations, et ces personnes qui ont justement cette "abilitazione" pourront au plus vite, dès que les places seront délivrées, ou par des gens qui vont à la retraite, ou par d'autres raisons, auront leur place parce qu'ils en ont les titres.

Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture, aux ressources naturelles et à la protection civile, Vicquéry.

Vicquéry (UV) - Innanzitutto voglio scusarmi per l'assenza di questa mattina, un'assenza non voluta, ma quasi obbligatoria, perché ho partecipato in rappresentanza dell'Amministrazione regionale ad un evento unico, all'evento di "Terra Madre", che ha radunato a Bard più di 300 partecipanti, agricoltori di tutto il mondo, che dibattevano sul tema dei formaggi a pasta cruda, di cui la fontina è una rappresentanza importante. Ripeto, un evento unico, perché vedere riuniti nel cortile di Bard più di 300 agricoltori che parlavano tutte le lingue: americani, rumeni, greci, francesi, sud-africani... e parlavano da agricoltori, perché non erano i rappresentanti eletti, erano agricoltori, che hanno passato 4 giorni in Valle d'Aosta ospitati da noi, e che hanno dibattuto in modo molto efficace sul tema del valore aggiunto che hanno i formaggi a pasta cruda rispetto ai pastorizzati, rispetto a una cultura dominante delle grandi "lobby". È stata un'esperienza unica, abbiamo ricevuto i complimenti da parte di tutte le rappresentanze e questo ci fa onore.

Abbiamo potuto inserire la Valle d'Aosta nel contesto internazionale, nell'ambito di una serie di iniziative che fanno sì che la Valle d'Aosta sarà sempre più conosciuta all'esterno, per cui mi scuso per questa assenza, ma dovete capire che ci sono dei momenti in cui la rappresentanza istituzionale esterna al Consiglio regionale prevale rispetto alla presenza in Consiglio, anche perché la Giunta e il Governo regionale rispondono nella loro collegialità delle azioni che vengono presentate al Consiglio regionale.

Nel merito mi è stato riferito dei temi che sono stati trattati e cercherò sinteticamente di rispondere. Il Consigliere Nicco principalmente ha posto delle domande rispetto all'ampliamento del Parco del Mont Avic sul versante della Valle di Champorcher e quali iniziative ci sono per la sua valorizzazione; devo dire che, anche a seguito della nuova legge regionale, si dovrà rimettere mano al Consiglio di amministrazione, predisporre un piano di sviluppo del parco che dovrà essere valutato attentamente nell'arco del 2005. Oggi non siamo ancora in grado di dare risposte concrete perché il piano, in sé, non esiste; di certo, ho potuto constatare una grossa volontà da parte dell'Amministrazione comunale di Champorcher di far conoscere il parco anche sul suo versante e devo dire che c'è entusiasmo, questo è molto importante. Da parte nostra, rispondiamo all'entusiasmo con i fatti, perché rispetto ai 900.000,00 euro di finanziamento dell'anno scorso, nel bilancio regionale, pur con i tagli previsti, manterremo il finanziamento di 1.200.000,00 euro, per far sì che possa essere utilizzata la graduatoria per i guardia-parco e possano essere attivate iniziative riguardanti la valorizzazione del parco stesso.

Rispetto alle altre aree naturali protette, il Consigliere ha parlato della proposta avanzata dal Comune di Bionaz; di ufficiale non c'è nulla ancora, ci sono dei "pourparlers". Il comune è interessato a mutuare l'esperienza non tanto di Champorcher, quanto del Mont Mars, però il dibattito è aperto, siamo stati invitati a partecipare non so ancora quando a un dibattito comunale, perché sotto questo punto di vista l'amministrazione comunale è disponibile e molto attiva, ma d'altro canto bisogna superare certe remore fra la popolazione. Di certo, la politica regionale va nell'ottica di andare incontro a queste iniziative, ma non andare incontro in senso apodittico; andare incontro con una valutazione reale del valore ambientalistico e naturalistico del territorio che vuole essere preso in considerazione e anche del rapporto costi-benefici delle iniziative proposte, perché non tutte le aree della Valle d'Aosta possono prestarsi ad avere uno sviluppo turistico-ambientalistico di un certo livello. Noi consigliamo di far seguire, alle proposte, degli studi precisi, puntuali, per capire quali sono le strategie, porsi degli obiettivi, prima di lanciarsi in avventure che possono avere risultati nefasti; comunque, rispetto al Comune di Bionaz, siamo in contatto per ragionare in questi termini.

Manca il piano regionale di aree naturali protette perché non siamo ancora pronti a farlo; stiamo rincorrendo i problemi, abbiamo questa grossa iniziativa del Marais che ci impegna fortemente, abbiamo quest'altra grossa iniziativa del Museo minerario che ci impegna fortemente, oltre a una serie di progetti INTERREG molto interessanti, ma molto impegnativi: di certo questo è un obiettivo che nel "PREFIN" non è stato inserito, perché non saremmo comunque riusciti a realizzarlo nell'arco dell'anno. Non entro nel merito del potenziamento delle strutture regionali, perché questa è una tematica generale.

Il Presidente ha inviato ultimamente a tutti gli assessori, in applicazione di una deliberazione di Giunta regionale, una circolare rispetto ai carichi di lavoro. Siamo dell'idea che se ognuno di noi, a livello di assessorato, dicesse di sì alle richieste di potenziamento degli organici, andremmo ulteriormente ad ampliare gli organici. Stiamo ragionando come siamo soliti fare, con concretezza e serietà, per cui andremo a verificare i carichi di lavoro prima di andare a rivedere le piante organiche. Questo è un ragionamento che ci vede assolutamente concordi, perché dobbiamo prima vedere dove ci sono sacche di possibile utilizzo di personale per riconvertirlo all'uopo, prima di dare disposizioni rispetto all'ampliamento della pianta organica, in un contesto generale che riguarda anche il trasferimento delle competenze agli enti locali, che è una problematica molto delicata, perché prima dobbiamo decidere anche quali funzioni andranno trasferite, dopodiché seguirà il personale. È una materia aperta, ma l'impostazione della Giunta regionale in questo momento è dire "no"! Non è simpatico, ma è una scelta di fondo che è stata presa dal Governo regionale.

Rispetto all'ultima domanda posta all'azienda forestale, probabilmente la chiameremo "azienda del territorio", perché dovrà avere una valenza che va al di là dell'aspetto della gestione della forestale. Abbiamo già dibattuto di questo tema in Giunta, stiamo verificando la possibile composizione dal punto di vista giuridico dell'azienda e stiamo verificando quali funzioni potrebbero essere trasferite e quale personale. Riteniamo che entro il mese di giugno si possa presentare un documento in tal senso, il fatto che sia stata inserita nel "PREFIN" è perché vogliamo dare applicazione direi quasi di inizio legislatura di un programma di legislatura che è impegnativo, difficile, ma che è su un punto di non ritorno; l'azienda territoriale si farà.

Per quanto riguarda il ruolo, il Consigliere parla di "funzione sociale" e, nello stesso tempo, parla di "confrontarsi con il mercato"; a volte potrebbe apparire una contraddizione in termini, perché oggi non vengono più assunti i ragazzi ventenni, per scelta nostra, in quanto se funzione sociale deve essere, deve esserlo rispetto al cinquantenne espulso dal mercato del lavoro, al prepensionato, al pensionato (abbiamo pensionati con pensione sociale che non sopravvivrebbero se non avessero anche questi 6 mesi lavorativi o 150 giorni lavorativi presso le nostre squadre forestali). Non è un ragionamento facile da far capire, perché le domande sono numerosissime, ma ai ragazzi si dice di andare a cercare lavoro presso coloro che danno lavoro in Valle d'Aosta, che sia il settore edilizio, che sia il settore agricolo, commerciale o artigianale o industriale. Sotto questo punto di vista, quale dovrà essere la funzione di detta azienda, è dibattito aperto; di certo, sarà un'azienda con partecipazione pubblica, comuni e regioni, ma vorremmo che avesse un taglio imprenditoriale nel limite di questa funzione di ammortizzatore sociale, che dovrà continuare ad avere.

Noi riteniamo si debba ragionare in questo quadro generale. Se debba o non debba mettersi sul mercato, lo porrei in termini dubitativi, perché il mettersi sul mercato sicuramente dal punto di vista rapporti costi-benefici saremmo perdenti; dal punto di vista della confrontazione rispetto all'attività imprenditoriale delle aziende già esistenti sul territorio non vorremmo che un'azienda di natura pubblicistica, con i vantaggi derivanti dalla natura pubblicistica stessa, si mettesse impropriamente in concorrenza con l'imprenditoria privata. Per cui, dobbiamo ragionare su questo discrimine che è molto delicato: sì, funzione sociale, sì, maggiore efficienza... forse?... rispetto all'altro tema. Fin qui, il ragionamento che abbiamo fatto in Giunta; la parte rimanente, spetta a questa eminente Assemblea.

Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.

Caveri (UV) - Dopo la facondia del collega Vicquéry è estremamente difficile per me potermi esprimere, perché un aggettivo più importante di "eminente" rivolto a questa Assemblea è difficile trovarlo...

Vorrei con estrema brevità rispondere ad alcuni degli elementi emersi nel corso del dibattito, partendo dalla premessa che i macro-obiettivi segnalati da ciascuno di noi all'attenzione della collegialità della Giunta sono le priorità più significative che si ritiene possano essere corrispondenti al triennio durante il quale si svolgerà il contenuto della finanziaria che approveremo per il 2005. Da questo punto di vista ho apprezzato tutti gli interventi fatti dai diversi colleghi con riferimento alle prospettive europee e alle problematiche europee, che in qualche maniera si sono concretizzate attorno a una serie di suggestioni, che partono, come è stato fatto dai Consiglieri Sandri e La Torre... anche rispetto ad una serie di problematiche istituzionali che pongono oggi il futuro del Governo regionale e, direi, più in generale, del Consiglio regionale all'interno di un contesto di integrazione europea, che è certamente una grande opportunità, ma può avere anche dei limiti e, in qualche maniera, degli elementi di riflessione, come il "patto di stabilità", peraltro evocato nel documento denominato "PREFIN".

Ritengo sia assolutamente condivisibile come linea di indirizzo l'idea di avere nell'ufficio di Bruxelles un punto di riferimento collegiale, non solo dell'intero Governo regionale, ma dell'intera comunità valdostana, organizzandolo - così come stiamo cercando di fare - sempre meglio e sapendo che una serie di partite, oggi, si giocano certamente a Bruxelles. La capacità di rafforzare quell'ufficio significa avere una rappresentanza degna della nostra Valle, sapendo soprattutto quanto oggi, a livello europeo, altre regioni europee si stiano organizzando per quella lobbistica buona che deve caratterizzare un'azione istituzionale in sede comunitaria.

Ho altresì apprezzato una serie di riferimenti alle problematiche del turismo; in particolare, il Consigliere Nicco in maniera molto impressionistica e anche suggestiva, con esempi concreti come è tipico del suo carattere, ha evidenziato i rischi derivanti in particolare da uno "slogan" che fu adoperato alcuni anni fa, che suonava così: "La Valle d'Aosta aperta tutto l'anno". Sappiamo purtroppo che questa è una realtà non vera, che tutti i periodi denominati, in genere, dalla definizione un po' astrusa di "terza stagione" sono, in realtà, non corrispondenti alla realtà! Da questo punto di vista sia chiaro che la Regione non può sostituirsi allo spirito territoriale, imponendo aperture od orari, anche se la nuova legge sui pubblici esercizi darà qualche facoltà ai sindaci per evitare che alcune nostre località turistiche diventino come "deserto dei tartari", cioè posti dove non si riesce neppure a bere il caffè o comperare un giornale! Così come da questo punto di vista è molto difficile imporre, per legge, il senso del bello, la signorilità e l'educazione che sono a fondamento di una certa accoglienza turistica, e sotto questo aspetto possiamo contare su elementi di grande eccellenza, ma anche su una serie di esempi in negativo sui quali dobbiamo lavorare. Siamo a livello prepolitico, cioè noi non possiamo imporre per legge, per regolamento o per deliberazione di Giunta dei comportamenti che, invece, credo derivino - e, ripeto, abbiamo esempi di grande eccellenza - dallo spirito imprenditoriale che prevede anche una capacità di approccio nei confronti del turista che è assolutamente fondamentale.

Ho sentito evocare dei termini condivisibili: "turismo culturale", "turismo religioso", "turismo legato all'agricoltura", "turismo legato all'artigianato tipico". Sempre in tema di "turismo" ho sentito tutta una serie di altri spunti interessanti riguardanti la necessità di mantenere un livello di investimenti importante, ad esempio nel settore degli impianti a fune, così come condivido perfettamente tutte le riflessioni fatte, in particolare dal Consigliere Sandri, sulla modernizzazione della ferrovia; mi pare di poter dire che, così come per l'aeroporto, siamo impegnati in uno sforzo che mi auguro, da qui alla fine della legislatura, possa dare dei risultati positivi.

È chiaro che la sfida è quella evocata dal Consigliere La Torre, il quale si poneva l'interrogativo se questo federalismo, questa "devolution" impatterà - e in quale modo - sull'autonomia speciale della Valle d'Aosta. C'è una bella definizione dei federalisti catalani che dice: "abbiamo paura del caffè per tutti", cioè la loro preoccupazione era che, quando si discuteva di "federalismo" nel sistema spagnolo, ci fosse questa tentazione che la loro autonomia speciale, dal punto di vista del caffè per tutti, considerasse una riduzione complessiva per chi aveva dei punti di eccellenza e di autonomia. Credo che questo sarà un tema politico molto rilevante nei prossimi mesi e nei prossimi anni, che va al di là del "PREFIN" e delle materie di cui mi occupo come Assessore, ma che ci deve riguardare tutti per il ruolo preminente che questa Assemblea deve mantenere, perché se ho imparato qualcosa - dal poco di esperienza politica fatta precedentemente -, è la centralità delle assemblee. La centralità delle assemblee deve rimanere uno dei punti di riferimento e ogni deriva che esageri i ruoli presidenzialistici a detrimento delle assemblee parlamentari sono derive pericolose, che non si sa bene dove portino, perché la sovranità popolare è come non mai incarnata dalle assemblee elettive.

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.

Fosson (UV) - Ho anch'io due "flash" per rispondere a questo dibattito, che è stato sicuramente interessante perché, se era un confronto di impostazione di filosofia, questo mi sembra che sia proprio avvenuto, nel senso che ogni relatore ha presentato quelli che per la propria sensibilità, cultura e programma politico sono gli obiettivi principali da raggiungere.

Inizierei con il gruppo "Arcobaleno". Lei, Consigliera Squarzino, fa tutto un accenno ai dati e al fatto che non si possa più programmare senza dati, questa è l'importanza degli osservatori in sanità (non entro nel merito degli altri argomenti); lei diceva questo forse in alternativa al programma che noi abbiamo scritto, ma è proprio uno dei punti dei macro-obiettivi! A pagina 43 diciamo: "in base ai bisogni di salute della popolazione risultanti dall'analisi del profilo epidemiologico regionale", quindi nessuno, più di noi, crede all'importanza di costruire una sanità su dei dati, non solo sulle sensazioni.

A fine anno - come ho già detto più volte - avremo dei dati precisi su diverse patologie, sulla disabilità e anche una raccolta di tutte le sovvenzioni che attribuiamo ai poveri. Chiaramente alcuni dati arrivano in ritardo; per esempio, lei mi chiede di entrare nello specifico per dire quale settore verrà potenziato, e io le rispondo che stiamo aspettando e stanno giungendo in questo momento i dati sulla mobilità passiva del 2003. È chiaro che sono dati particolarmente importanti, perché vedendo da quali situazioni la gente si allontana per andare a farsi curare in altri posti, diventa per noi determinante intervenire! Stiamo raccogliendo i dati - che non dipendono da noi - del 2003; dico questo per affermare quanto sia importante nel nostro programma agire non sulle sensazioni, ma su dati ben precisi.

Rispetto al discorso che faceva il Consigliere Viérin Marco - mi dispiace non sia qui, ma ci sono i suoi colleghi -, mi sembra che gran parte del nostro desiderio di agire sia proprio sulla famiglia e sulla situazione che la famiglia valdostana sta vivendo come centro della nostra cultura, come è stato ben sottolineato da lui. Ci sarà un grosso convegno previsto dalla legge n. 44 sulla famiglia; questa legge prevedeva che ogni 2 anni si facesse una conferenza sulla famiglia, conferenza che - come sapete - è stata prevista per il 13 novembre, ma non è una conferenza a cui arriviamo senza un dibattito; sono state raccolte da tutte le parti, messe insieme a lavorare diverse forze, proprio perché venisse fuori non solo un'espressione di dati e di sovvenzioni, ma proprio una fotografia di quella che è la situazione della famiglia in Valle d'Aosta in questo momento.

Credo soprattutto - ma i gruppi di lavoro cominciano a testimoniarlo ed è del resto un andamento anche nazionale - che la famiglia sia diventata un soggetto passivo, che aspetta gli interventi della Regione, non si pone più al centro della propria esistenza, dei propri progetti. Noi stiamo lavorando in questo settore ed è un grosso impegno; il discorso che faceva il Consigliere Viérin Marco sugli asili nido mi trova pienamente d'accordo. Come sapete, il 98% delle donne che hanno un bambino chiedono di farlo entrare in un asilo nido, e questo perché i nostri asili nido sono dei paradisi, però c'è una domanda molto più alta che nelle altre regioni, anzi, ci siamo trovati a dibattere anche per l'orario, ci sono bambini che sono lì dai 3 mesi ai 3 anni che volevano essere tenuti 12 ore al giorno; noi abbiamo abbassato questi limiti a 9 e non di più, tranne in situazioni particolari. Chiaramente la famiglia è al centro della nostra società e, cosa fare per rimettere in moto la dignità della famiglia, è una delle nostre attività.

La Consigliera Squarzino aveva accennato agli anziani, su cosa fare per loro; ecco, sta emergendo adesso, in seguito ai nostri studi e al nostro dedicarci a questo settore, come sia importante prevedere tutto un altro percorso assistenziale degli anziani, cioè siamo passati da una geriatria cronica che non aveva le sue funzioni, in quanto reparto ospedaliero, a una geriatria per acuti, cioè a una geriatria a cui vanno quelle patologie acute dell'anziano; dopodiché l'anziano transiterà, come vi dicevo, in "RSA". È prevista l'apertura - questo è previsto in bilancio ed è uno sforzo - per l'inizio dell'anno, se tutto va bene, di un'altra "RSA" in Aosta, quindi da un reparto di geriatria per acuti si passerà a un momento riabilitativo della "RSA", per poi passare all'assistenza domiciliare integrata, che sta partendo non solo ad Aosta, ma in tutta la Plaine e nei dintorni, e alle case per anziani. Le microcomunità impongono in questo cammino la revisione di tutto un progetto che era stato fatto, un progetto che ormai dovrà andare a verificare se è giusto che ci siano tante microcomunità di 10-12 posti nel comune, con compiti soprattutto sociali, e non invece delle microcomunità per anziani con una valenza sanitaria maggiore e con numeri magari maggiori, organizzati con un interesse sovracomunale. In questo senso domani incontreremo tutte le forze, cioè gli operatori sanitari, il "CELVA", e formeremo, anche su indicazione del Presidente della Giunta, un primo gruppo di lavoro - che coinvolgerà un po' tutti - sulle modifiche di questo percorso assistenziale per gli anziani, che deve essere fatto perché - come è stato segnalato - qualcosa deve cambiare. Questo gruppo di lavoro preparerà anche un documento che poi sarà inserito nel nuovo piano sanitario che pensiamo di portare per l'anno prossimo.

Sempre per fare dei "flash", ma qui si potrebbe andare avanti a parlare fino a domani mattina e l'Assessore Marguerettaz non vuole..., sul minimo vitale sapete che stiamo lavorando, sarà aumentato sicuramente; non è semplice dire di quanto, perché aumentare il minimo vitale vuol dire portarsi dietro tanti altri fattori: c'è un aumento diretto e un aumento indiretto. L'aumento indiretto è su tutti i servizi che i comuni erogano, che - come sapete - erogano gratuitamente a chi è al di sotto di un minimo vitale; da noi poi è difficile, non si può paragonare al reddito "ISTAT" perché, a differenza delle altre regioni, offriamo dei servizi gratuiti. Comunque, stiamo lavorando con i sindacati per aumentare questo minimo vitale, senza variare la filosofia di tale sovvenzione che non è una pensione: il minimo vitale è un aiuto temporaneo a chi si trova in uno stato di indigenza per superare questo momento. Vi dico anche - questo è molto confortante perché lo avevamo sostenuto - pur con il minimo vitale vecchio, applicando soltanto dal 1° agosto l'IRSE, abbiamo avuto degli aumenti nei redditi, ad esempio nella famiglia con 2 persone, del 29%, cioè l'aver cambiato scala di equivalenza sul minimo vitale, aver dato un supporto in più alla famiglia che era composta da 2 o 3 persone, ha già fatto variare nel reddito le famiglie con 2 o 3 persone in modo significativo; non è ancora cambiato molto invece per il nucleo familiare con una persona sola. Dall'altra parte è diventato anche più equo perché quando devono presentare l'IRSE che conta solo per il 20% il patrimonio, molti preferiscono rinunciare all'assegno post-natale, perché dicono: "io non ti porto il 20% del mio contributo". Come sapete, questa mi sembra la cosa più logica, ci ragioneremo insieme, è stato tutto introdotto per un anno di prova, per cui potremo verificare questi meccanismi, come anche stiamo lavorando sulla semplificazione dei vari contributi; però, anche lì, unificarli non è sempre possibile, quando ci sono delle norme centrali, delle leggi che non dipendono da noi.

Si potrebbero ancora dire molte cose; sul sanitario si diceva che è già molto alta la spesa in Valle d'Aosta, certo, e quindi un 4% di aumento sembra un po' esagerato. Ho qui il bilancio di previsione dello Stato che prevede per il 2005 un aumento di costi della sanità dell'8,5%, quindi è chiaro, i costi della sanità stanno crescendo, con una spesa sanitaria che non dipende certo da noi, che si sta impennando, con una tecnologia sempre più costosa; anche la nostra sanità deve prevedere degli aumenti per mantenere uno stato di efficienza come è adesso. Al confronto dell'aumento all'8,5% dello Stato prevediamo un aumento del 4%, quindi mi sembra contenuto. Sicuramente stiamo lavorando sui dati della finanziaria per prevedere il maggior finanziamento possibile al sociale, anche perché è vero: la povertà è in crescita, e quindi bisogna prevedere dei settori maggiori di aiuto in tale settore. Per la prima volta dovremo pensare ad un'emergenza abitativa, ad un finanziamento particolare per l'integrazione di immigrati...

Sposo completamente il ragionamento del Consigliere Salzone sul discorso dell'ospedale nuovo, non lo avrei fatto diverso di una virgola; lei diceva: "finiamo questa terza fase e poi pensiamoci". Questo è sicuramente il nostro ragionamento, perché tutti gli ospedali vanno incontro a un innovamento tecnologico tale, ad un'evoluzione per cui un ospedale, dopo 20 anni, è sicuramente vecchio, non solo come strutture, ma anche come idea; 20 anni fa avevamo un'idea di ospedale completamente diversa da quella che abbiamo adesso, però - come lei ha giustamente detto -, finiamo questa terza fase. Sembra la cosa più ovvia, ma come lei sa benissimo non è la più ovvia, perché se stiamo 10 anni a litigare su come dobbiamo fare questa terza fase, che non bisognava farla, che bisognava fare un ospedale nuovo, buttare giù questo, non finiremmo la terza fase, non risolveremmo i problemi che abbiamo adesso e non potremo sicuramente passare alla progettazione di una fase successiva, perché sicuramente va progettata fra 20 anni una soluzione nuova e diversa; però intanto dobbiamo finire, e - come lei sa - non è la cosa più semplice. Anzi, ho il dubbio che molti, discutendo sulla terza fase, portando delle alternative, non vogliano risolvere il gravissimo problema che abbiamo adesso, di 2 strutture ospedaliere. Non risolvendolo, non può partire quest'altro suo ragionamento, che abbiamo già fatto in maggioranza e che mi trova perfettamente d'accordo.

Le professioni sanitarie - lo diceva giustamente il collega Sandri - sono la nostra risorsa; quest'anno investiamo in lauree, in borse di studio, più dello scorso anno, perché come sapete per essere assunti in ospedale bisogna avere la specialità, per cui dobbiamo aiutare sempre più i nostri studenti a conseguire la specializzazione, a poter lavorare in ospedale, quindi a fornire delle risorse su cui possiamo contare nel tempo. Mi si diceva che bisogna razionare la spesa sanitaria: questo mi trova pienamente d'accordo, anche se sapete come sia difficile andare a cambiare situazioni già esistenti, anche se sono situazioni che non hanno logica, né efficienza e potrebbero essere migliorate.

Termino con l'invito della Consigliera Squarzino... quando diceva che bisogna scoprire una cultura del lavorare insieme... mi sembra che la dobbiamo riscoprire tutti, perché solo qualcuno la riscopre e gli altri, anche quando ci sono cose giuste e condivisibili, per 2 voti di qua, per 2 conoscenti di là, dicono che queste cose non sono poi così giuste, la cultura che ci deve essere del lavorare insieme viene meno e questo rende il cammino molto più difficile a tutti. Al di sopra dei nostri schieramenti politici c'è il bene della Valle d'Aosta; il bene su certe cose non è opinabile, è oggettivo, ci sono dei dati, come si diceva all'inizio, e allora dobbiamo riscoprire, alla luce di questi dati, la cultura di lavorare insieme.

Président - La parole au Président de la Région, Perrin.

Perrin (UV) - Je prends la parle pour faire quelques réflexions de nature générale, étant donné que les Assesseurs ont répondu dans les détails, et pour vous dire que j'ai apprécié ce débat qui a été un peu hors de la routine. Je crois que ce document - comme l'a bien dit l'Assesseur - est perfectible: il pourra être bien sûr mieux réalisé dans les prochaines éditions, mais c'est un document qui ne doit pas être banalisé. Les pragmatiques disent: " ce sont des discussions inutiles, on parle de tout et nous avons besoin de résoudre les petits problèmes". C'est donc une occasion vraiment importante d'un débat, à développer prenant un peu les distances des problèmes contingents, pour avoir une vision un peu plus générale des problèmes qui intéressent la Vallée d'Aoste.

Justement il a été défini un document politique présenté par le Gouvernement, donc par la majorité, mais il est ouvert au débat, ouvert surtout aux apports, ouvert aux débats politiques qui doivent se faire dans cette salle. Cela avait déjà été dit lors des différentes occasions que nous avons eu de débattre des projets et des programmes généraux; il y a même dans le groupe politique qui compose ce Conseil des sensibilités différentes que nous apprécions. Nous apprécions les côtés positifs et les propositions positives, donc la validité de ce plan, de ce premier exemple qui a fait démarrer un débat différent dans ce Conseil.

Nous avons eu par ce document une photographie de notre Vallée et du "système Vallée d'Aoste"; c'est vrai, le Conseiller Curtaz a mis le point sur une donnée importante (95%), pour dire que tout a été prévu dans cette Région. Cela on peut le lire aussi d'une façon positive, parce que c'est vrai que c'est une Région qui, dans les années passées, a tâché de donner des réponses dans tous les secteurs, à travers des lois qui ont permis le développement de cette Région, mais cela ne veut pas dire qu'il faut s'arrêter là. Justement l'Assesseur disait: "ici, probablement même face à une société qui s'évolue, même face à une "situation Vallée d'Aoste" qui change, il faut commencer à repenser quelque chose". Je crois que ce débat est allé aussi dans cette direction, mais, pour repenser quelque chose, il faut pouvoir aussi renoncer à quelque chose, pour mieux repenser le lendemain. C'est une occasion, celle-ci, je crois, une des premières occasions qu'on a pour poser des problèmes de ce type-là. Je vous assure que le Gouvernement est sensible aux changements de la société et donc est ouvert aux réponses différentes que nous devrons être à même de donner à cette société; le moment est vraiment venu.

On a parlé, ici, des institutions et quelqu'un a dit: "ce n'était pas le cas"; je crois que oui, parce qu'on part des institutions. On avait dit dans notre programme de majorité qu'il faudra imaginer pour cette législature un pacte pour l'autonomie; aujourd'hui on a souligné la nécessité de réaffirmer notre capacité de rester soi-même, donc de rester dans le système en utilisant au mieux nos ressources et surtout nos attributions. Voilà le sens d'une possible révision du statut. J'espère qu'on puisse arriver à travailler dans ce sens, je crois que c'est la volonté de cette Assemblée et ce n'est pas seulement la volonté du Gouvernement valdôtain! Quant à l'observatoire législatif, que je retiens un instrument extrêmement utile et important, son activité a débuté par un groupe de travail qui est en train d'analyser notre situation du point de vue législatif. Justement, M. Tibaldi, nous avons dit: "nous sommes un système, mais nous ne sommes pas un système isolé, donc nous devons nous raccorder avec l'Etat et avec l'Europe et c'est fondamental aussi qu'à travers notre législation on tienne en compte celles qui sont les adresses, mais surtout pour valoriser notre système". Voilà le sens de l'observatoire que nous sommes en train de bâtir, et je crois que l'autonomie a vraiment besoin d'une tête qui en dirige les opérations; c'est à travers une amélioration de notre capacité de finaliser les attributions qui reviennent à la Région, pour faire système pas seulement en Vallée d'Aoste, mais dans le contexte.

On a parlé de notre système en général, des communes avec des options hors de l'ordinaire. Nous sommes fiers de notre système des autonomies, un système que, d'un point de vue administratif, a donné de bons résultats, et il faut dire que la Région a eu dans ces années la capacité de fournir tous les éléments.

M. Nicco disait qu'il n'y a pas d'initiatives, il n'y a pas d'entrepreneurs dans notre région, mais je crois que là ce n'est pas la Région qui peut se substituer aux initiatives! La Région doit créer les conditions de base pour favoriser les initiatives privées et c'est ce que nous devons faire justement à travers nos lois, la simplification, la rationalisation de la "machine régionale". Dans le "PREFIN" on a hypothisé d'aller réorganiser cette Administration régionale, d'aller évaluer l'efficacité de ses structures. Il est important d'arriver à une réforme qui tienne en compte surtout la réponse aux citoyens et je viens au discours que Mme Squarzino a fait de façon très opportune: "un parcours de quelqu'un qui s'approche à l'Administration".

Il y a aussi l'autre côté de la médaille, parce que notre Administration a encore le sens du respect des rapports humains. Cela ne signifie pas qu'il n'y a rien à faire pour améliorer l'efficacité de cette Administration et les rapports avec le public: l'information et la communication sont des objectifs que nous avons indiqués clairement dans le document que nous avons présenté.

Je n'entrerai pas dans les détails des différents secteurs qui ont été touchés, d'ailleurs les réponses ont été pertinentes. C'est vrai, nous nous trouvons face à une nouvelle société valdôtaine et donc voilà que les réponses doivent s'y adapter. Quand on parle de "politique de la maison" je conviens avec M. Salzone qu'il y a la nécessité d'une révision: le Gouvernement est en train de travailler dans ce sens, mais là aussi tous les apports sont importants, parce que là aussi les usagers sont changés. Il est nécessaire de prévoir une distribution sur le territoire, car l'actuelle concentration sur Aoste n'est pas la chose optimale. Une révision de la législation sur la maison sûrement s'impose, surtout pour faire face aux nouvelles exigences, ainsi que pour toute une série de services et pour l'assistance, avec les nouvelles couches de pauvreté qu'aussi la Vallée d'Aoste ressent: là l'Assesseur Fosson a donné des réponses pertinentes.

Je suis absolument d'accord d'avoir une vision transversale et horizontale des problèmes, c'est aussi la méthode de travail que ce Gouvernement a tâché de se donner, c'est la façon de travailler - et l'a bien dit l'Assesseur Marguerettaz - de faire face aux difficultés: faire collaborer entre eux les différents services de notre Administration; il faut absolument qu'il y ait cette vision horizontale, pas seulement des projets politiques, mais aussi de l'action administrative.

Pour terminer: ce document est un document préparatoire au budget, il a donné quelques réponses dans ce sens, mais je crois qu'il a ouvert surtout une nouvelle méthode de confrontation. C'est un document qui se projette vers le futur et qui tâche de donner des réponses au premier objectif: celui d'améliorer la qualité de la vie dans cette région. C'est vrai qu'il y a des différences entre la réalité qui est perçue et la réalité que nous vivons, mais je crois que, dans ce pays, la qualité de la vie est visiblement bonne; donc le défi est celui de la maintenir, avant tout, et, si possible, de l'améliorer. Je crois que c'est un défi vers lequel cette Assemblée doit travailler.

Président - Je rappelle qu'il y a des amendements qui avaient été déposés à la Présidence par le groupe "Arcobaleno". Nous pouvons commencer à les examiner.

La parole au Conseiller Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Prima di illustrare il primo degli 11 emendamenti che abbiamo presentato, vorrei fare una premessa di carattere generale, per spiegare il significato di questi emendamenti e il valore che attribuiamo loro.

Stamani abbiamo sentito numerosi interventi nel corso del dibattito generale che hanno sottolineato il valore di questo strumento, ma anche i limiti dello stesso, così come è stato presentato quest'anno; limiti che hanno sicuramente delle giustificazioni, se non altro perché è la prima volta che viene presentato questo documento di programmazione economica e finanziaria, perché i tempi sono stati stretti e quindi ci sono delle giustificazioni. Dal dibattito sono anche emerse proposte, indicazioni, suggerimenti di integrazione, tutte cose che ritengo molto interessanti, ma quello che ci sorprende un po' è che tutte queste indicazioni non si siano tradotte nel documento tipico del Consiglio regionale, per poi chiedere delle modifiche a un documento. Nei confronti di tale documento c'è un approccio da parte di questo Consiglio che non so se definire "timido" o "riverente", è come se fosse il bilancio: facciamo dei bei discorsi, facciamo delle belle considerazioni, ma non tocchiamo nulla... lo spirito, invece, è completamente diverso!

Il "PREFIN" - lo ha detto il Presidente della Regione - è un documento aperto e, se lo è, non arriva in Consiglio per essere votato tale e quale... arriva in Consiglio per essere discusso, emendato, integrato e votato. Mi sorprende il fatto che soltanto il nostro gruppo abbia presentato degli emendamenti in modo da cercare di inserire degli elementi in questo documento che recepiscano anche le cose che noi portiamo avanti. Non vorrei che si prendesse, fin dal primo anno, una brutta piega, perché se ripetiamo l'atteggiamento che abbiamo nei confronti del bilancio con il "PREFIN", allora serve a poco; questo documento di programmazione serve se diventa un'occasione non solo per fare dei bei discorsi, ma per predisporre dei paletti su cui si costruire il bilancio e la legge finanziaria. Qui i paletti non ci sono o ce ne sono pochissimi, perché c'è la parte analitica, ma la parte programmatica, la parte che deve essere caratterizzante di questo "PREFIN", è rappresentata da un'enorme genericità. Per tale ragione abbiamo presentato degli emendamenti che - come vedrete - hanno la finalità di andare a stabilire dei paletti, delle quantità, delle percentuali, a porre dei parametri in modo che poi, sulla base di quello che è stato votato in Consiglio regionale, la Giunta provveda a "confezionare" la manovra di bilancio e quindi la legge finanziaria e la legge di bilancio.

Ora, il primo emendamento che presentiamo è, sotto questo aspetto, emblematico, perché se seguiamo l'impostazione del documento attuale, Assessore alle finanze, noi vediamo subito un'anomalia molto grossa, perché la legge che ha istituito il documento di programmazione economica e finanziaria ha affermato che il "PREFIN" definisce i macro-obiettivi da conseguire mediante le politiche regionali (e queste le abbiamo, diciamo così, poi si possono discutere, ma sono al punto 5); contiene gli indirizzi per la predisposizione del disegno di legge finanziaria e dei disegni di legge collegati (e sulla finanziaria c'è il punto 4.4.2, che contiene delle indicazioni per la legge finanziaria, e qui si può essere d'accordo o meno). La legge però indica, con particolare rilievo, i criteri e i parametri per la formazione del bilancio annuale e pluriennale, cosa del resto ripresa anche dal Capogruppo Borre nel suo intervento, che l'ha sottolineata.

Io vorrei che qualcuno mi dicesse dov'è in questo documento il punto riguardante i criteri e i parametri per la formazione del bilancio annuale e pluriennale; non c'è, non c'è alcun punto che affronta questo problema, che è centrale, perché anche la legge finanziaria è propedeutica e finalizzata alla manovra di bilancio! Su questo punto abbiamo voluto presentare un emendamento per quanto riguarda la formazione del bilancio di previsione, sia annuale sia pluriennale, perché è un argomento totalmente assente dall'analisi del documento che abbiamo sottomano.

Abbiamo indicato 3 principi che devono essere alla base della formazione del bilancio. Il primo principio riguarda il drastico contenimento del ricorso ai mutui - questo è un discorso che abbiamo già fatto altre volte -; se predisponiamo il "PREFIN" dobbiamo dire qualcosa sull'indebitamento della Regione, non si può accettare che l'indebitamento, alla fine, sia il risultato di quello che si fa per andare a pareggiare il bilancio, se si vuole fare programmazione, non si fa un'operazione di questo genere! Noi riteniamo che il principio debba essere un drastico contenimento al ricorso dei mutui. Il secondo principio, che mi sembra affermato nell'insieme del "PREFIN", è una più equilibrata ripartizione fra spese correnti e spese di investimento. Infine, l'attribuzione di adeguate risorse per realizzare le opere di interesse regionale aventi una rilevante importanza strategica.

Facciamo queste 3 affermazioni di principio, alle quali facciamo seguire delle indicazioni operative cogenti, altrimenti servono a poco; quindi, per quanto riguarda il ricorso ai mutui, proponiamo che non sia superiore a quello risultante dal consuntivo del rendiconto della Regione del 2003. Abbiamo un parametro: l'esito dell'ultimo consuntivo che abbiamo approvato e deve essere un parametro da non superare. Nel rapporto fra spese correnti e spese di investimento chiediamo che sia inserita la previsione di una percentuale per le spese di investimento non inferiore al 40%, quindi almeno il 40% di investimento con un 60% per le spese correnti; è una ripartizione un po' diversa dall'attuale, mi sembra che siamo a 36 di investimento e a 64 di spese correnti, quindi indica uno sforzo che bisogna fare... a noi sembra una percentuale raggiungibile, se si vuole.

Infine, per quanto riguarda il fondo per il finanziamento o per l'interesse regionale chiediamo che in questo fondo confluisca una cifra significativa, almeno il 30% dei proventi annui della quota sostitutiva dell'IVA da importazione, su quota che non è legata direttamente al reddito prodotto in Valle d'Aosta. Proponiamo questo emendamento con i criteri per la formazione del bilancio, perché in questo modo ci sembra di andare a colmare una lacuna importante di tale documento, un'assenza rispetto a quello che è chiesto dalla legge istitutiva di questo documento, e perché in tal modo ci sembra di poter indicare dei paletti significativi per quanto riguarda poi lo sviluppo della manovra di bilancio.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - In merito faccio un intervento, non tanto sul primo emendamento, ma sull'insieme degli emendamenti, perché il "PREFIN" sconta alcune conseguenze derivanti da una serie di tempi e una serie di valutazioni; tuttavia, un documento come questo è sicuramente aperto, può essere emendato, ma c'è una questione di metodo, ci sono dei confronti, ci sono dei momenti, ci deve essere il tempo, all'interno del dibattito in commissione, di poter portare tutte le contribuzioni.

Ovviamente, soprattutto su un documento come questo, che arriva in aula dopo aver avuto un periodo di gestazione, sono tanti gli interventi e tante le modifiche, per cui credo che senza entrare nel merito, ci siano tutta una serie di cose dette, dette magari in modo superficiale, in modo non approfondito come indicato all'interno del documento... ci sono cose che non sono dette per quanto attiene la nostra parte, vogliamo dire, perché sono una corretta espressione della vostra componente politica, ma, di fronte a questa serie di proposte, riteniamo corretta un'astensione, per rimandare a una serie di interventi in sede di bilancio che, in futuro, possano accogliere questi suggerimenti.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 1 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Inserire un nuovo punto

"4.1.BIS CRITERI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE

Il Bilancio di previsione per il 2005 e pluriennale 2005-2007 dovrà essere impostato rispettando tre principi:

- drastico contenimento del ricorso ai mutui, dal momento che la Regione gode attualmente di importanti trasferimenti statali aggiuntivi alle Entrate proprie ed alla compartecipazione dei 9/10;

- una più equilibrata ripartizione fra spese correnti e spese di investimento;

- attribuzione di adeguate risorse per realizzare le opere di interesse regionale aventi un'elevata importanza strategica.

A tal fine il Bilancio di previsione deve prevedere:

- un ricorso ai mutui non superiore a quello risultante dal Conto Consuntivo della Regione per il 2003;

- un rapporto tra spese correnti e spese di investimento che preveda, per le spese di investimento, una percentuale non inferiore al 40%;

- attribuzione al Fondo per il finanziamento delle opere di interesse regionale di almeno il 30% dei proventi annui della Quota sostitutiva dell'IVA da importazione".

Conseillers présents: 29

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 26 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fosson, Frassy, Lanièce, La Torre, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Sandri, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina sur l'amendement n° 2.

Squarzino (Arc-VA) - Illustro l'emendamento n. 2 e n. 3 insieme, visto che riguardano entrambi i criteri per predisporre la legge finanziaria.

Ci siamo soffermati su due punti che riteniamo importanti, proprio per individuare degli spazi in cui cominciare a diminuire la spesa. Avevamo ben presente l'osservazione che lei ha fatto, ma preventiva. Avevamo perfino detto: "non è sufficiente dire che si aumenta il bilancio per l'aspetto sanità e sociale, se non si dice anche dove si vuole diminuire". Abbiamo tentato, qui, di individuare alcuni esempi in cui si può cominciare a diminuire. Avremmo potuto fare tutto un discorso sulle strade, non lo abbiamo fatto perché quello ormai è un discorso che è notorio, avremmo solo ripetuto cose dette altre volte. Qui, però, cerchiamo di dire una cosa; rispetto al personale la scelta della maggioranza è di dire: "manteniamo inalterato il numero dei posti previsti nella dotazione organica".

Ora, noi diciamo che la "macchina amministrativa" è una macchina in movimento; ci sono almeno 3 processi che contemporaneamente stanno avvenendo: uno, è quello che qui si richiama, quello previsto dalla legge n. 54, che riguarda il trasferimento di competenze dalla Regione agli enti locali (però altri processi sono emersi stamani, in un momento di discussione); uno, è quello sul carico di lavoro, credo che se si fa un'operazione di rilevamento dei carichi di lavoro, lo si fa per poter ridurre o aumentare a seconda dei casi, ma comunque trasformare, l'organizzazione del lavoro. Non credo che si dia a chi deve analizzare i carichi di lavoro un mandato del tipo: "analizzate i carichi di lavoro, fateci delle proposte tali per cui non vada cambiata la dotazione organica". Il terzo elemento - lo accennavo stamani -, riguarda tutto il processo di informatizzazione, processo che tende a diminuire le ore di lavoro dedicate ad alcune procedure.

Rispetto a questi 3 processi in atto, qual è la decisione della Giunta? Noi non cambiamo nulla, l'organico rimane inalterato; a noi sembra una decisione dettata da pregiudizi. Sarebbe sufficiente dire: "tenendo conto dei processi in atto (che sono tre, non solo uno, ma uno lo abbiamo messo in evidenza) vogliamo cominciare a mettere disposizioni per cui si inverte la tendenza al rigonfiamento della dotazione organica della struttura regionale".

Mi sembra che proprio stamani il collega Nicco facesse riferimento e vedesse come un limite il fatto che ormai è appetibile al giovane valdostano il posto fisso in Regione, per cui se uno guarda solo queste richieste tende ad aumentare sempre più l'organico; quindi il nostro obiettivo è quello di contenere questo aspetto. Come pure il terzo emendamento, là dove a pagina 29 si dice che c'è la volontà di contenere la spesa corrente rispetto agli obiettivi, studi e incarichi di consulenza, missioni in Italia e all'estero, spese di rappresentanza e relazioni pubbliche, spese per organizzare e partecipare a convegni, noi abbiamo verificato i dati e la domanda innanzitutto che vorrei fare è la seguente: questo contenimento di spesa corrente viene fatto rispetto all'assestato o al previsto del 2004? Quando a pagina 29 si dice che "si vuole perseguire il contenimento della spesa corrente", il contenimento della spesa viene fatto tenendo conto del previsto 2004 o dell'assestato 2004?

(intervento dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... molto bene, di assestato, impegnato, certo. Allora, se lei si fa dare dai suoi uffici la somma delle cose previste per il 2004, si raggiunge rispetto a queste 4 voci una cifra di 7 milioni e più di euro; rispetto all'assestato 2004 si raggiungono quasi 9 milioni. Cosa si nota? Che già solo nell'esercizio di un anno il previsto è aumentato di quasi 1/3. Noi chiediamo che su queste spese ci sia una riduzione diciamo del 10% rispetto alle spese previste, non a quelle impegnate ed assestate che sono superiori a quelle previste. Perché ci pare interessante intervenire su questo aspetto? Perché di tutte queste spese - consulenza, missioni all'esterno, spese di rappresentanza, spese per organizzare e partecipare a convegni - la voce più rilevante è quella che riguarda studi e incarichi di consulenza.

Vediamo non solo rispetto al personale, che è il personale che rimane tale e quale, non aumenta, ma c'è un aumento esponenziale di consulenti che vengono nominati dalla Giunta per affrontare i vari problemi, per cui da una parte si dice: "lasciamo l'organico tale e quale", ma contemporaneamente ogni settimana vediamo un aumento sostanziale di persone che lavorano per la Regione, con tutta questa serie di consulenti. Crediamo che si debba invertire tale tendenza, e bisogna dire anche di quanto si intende diminuire la spesa, se non si dicono le percentuali rimangono parole! Questa dovrebbe essere una legge che contiene criteri per predisporre la legge finanziaria, ma se non ci sono percentuali, se non ci sono cifre, credo che dica "aria fritta"! È il motivo per cui abbiamo presentato questi due emendamenti.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Voglio tranquillizzare la Consigliera Squarzino, che la Giunta ha adottato un criterio al suo interno per andare a contenere, quindi non esprimendo un esercizio di stile, ma come la Giunta che ha tutti gli strumenti per effettuare queste attività, ha riscontrato che una introduzione di un numero crea notevoli problemi, perché se volessi essere un po' più cattivo le chiederei: "ma quali sono i capitoli che lei vorrebbe ridurre"? Magari, in questa tagliola del 10% andremmo a tagliare quei capitoli a cui lei tiene in modo particolare, quei capitoli che vanno nell'ambito del sociale...

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

... no, quelli sono aumentati, ma nell'ambito delle consulenze ci sono anche questi. Allora questo tipo di ragionamento deve essere un ragionamento che è un po' più evoluto, quindi assolutamente non vogliamo fare delle cose che richiamano l'aria fritta, ma tanto meno vogliamo dire delle sciocchezze.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 2 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Al punto 4.2. Personale (pag. 28)

Sostituire la voce Personale con:

"Personale. In considerazione del trasferimento di competenze e risorse ai Comuni e alle Comunità Montane e ai fini della riduzione delle spese correnti e vincolate, la legge finanziaria 2005 contiene disposizioni tali da invertire la tendenza pluridecennale al rigonfiamento della dotazione organica della struttura regionale".

Conseillers présents: 27

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 24 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 3 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Al punto 4.3 (pag. 29)

Aggiungere, alla fine del terzo capoverso, dopo la parola "indirizzati", la seguente frase:

"in modo da ottenere una riduzione di almeno il 10% delle spese previste nel 2004".

Conseillers présents: 27

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 24 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina sur l'amendement n° 4.

Squarzino (Arc-VA) - Non sto a illustrare i singoli emendamenti, perché già li ho presentati nell'intervento di stamattina; quello che desidererei avere è almeno una risposta rispetto alla disponibilità - al di là del voto che sarà adesso espresso - circa la necessità e l'opportunità di inserire degli obiettivi trasversali. Questa è la prima domanda che faccio all'Assessore, al di là del voto che qui viene espresso.

Seconda domanda: se per caso la Giunta ha già individuato qualche obiettivo trasversale, qualche progetto, anche se non lo esplicita, se potesse dirlo, comunicarlo al Consiglio, perché credo sia anche utile se lo ha già raggiunto. Se questo non avviene, chiederei alla Giunta almeno un impegno perché, nel momento in cui si vanno a redigere un bilancio e una legge finanziaria, almeno su questo aspetto sia espressa una volontà precisa.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Non so se ho capito bene la domanda, ma in merito a questi obiettivi trasversali ho avuto modo di dire che sicuramente dobbiamo migliorare il modo di esprimere il documento, in modo tale da rendere palese quanto già avviene.

Prendo il punto d) degli obiettivi trasversali, che mi pare siano stati ampiamente trattati, cioè "organizzazione dei processi": all'interno abbiamo il piano triennale dell'informatica, la riorganizzazione delle strutture, che portano a raggiungere questo tipo di obiettivo; bisogna trovare un modo, per far sì che questo tipo di discorso emerga con più chiarezza. Queste cose ci sono, sono condivisibili, ci stiamo attrezzando per comunicarlo meglio.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina, pour déclaration de vote.

Squarzino (Arc-VA) - Dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento, ma non mi dichiaro soddisfatta della risposta dell'Assessore.

Forse non mi sono spiegata, ma se è vero - come è vero - che ci sono già dei progetti comuni, chiedo che almeno in sede di bilancio vengano esplicitati, quindi chiedo un impegno formale all'Assessore nella sua relazione al bilancio, di esplicitarne uno, o anche mezzo, ma esplicitare quali sono gli obiettivi trasversali che tutta la Giunta persegue: questo lo chiedo come impegno formale, al di là della votazione che esprimerà su questo punto. Il cenno del capo non è registrato al microfono, per cui chiedo una risposta registrata, altrimenti mi si dirà che è solo una mia impressione, che ho interpretato male i visi e l'espressione gentile dei miei colleghi, che ringrazio!

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Ho detto che ci stiamo attrezzando, quindi è intenzione esprimere un documento che va verso questa direzione.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 4 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Inserire un nuovo punto

"5.0 OBIETTIVI TRASVERSALI

Anche per favorire e potenziare l'attività collegiale della Giunta, si individuano alcuni obiettivi prioritari che tutti concorrono a realizzare, ciascuno con le proprie competenze e strutture

· A- avvio del sistema integrato di istruzione e formazione, che

o valorizzi le esperienze esistenti in valle e le componga in un quadro organico e coerente con i bisogni di sviluppo della valle

o contrasti il fenomeno della bassa scolarizzazione

· B- predisposizione di un piano di turismo culturale modulato secondo le diverse stagioni dell'anno e target di utenti

· C- accentuazione della dimensione "solidale" della Valle d'Aosta, anche attraverso lo stanziamento dello 0,07% delle entrate previste in bilancio, ad esclusione delle contabilità speciali, per gli aiuti alla cooperazione, specie quella decentrata, con i Paesi in via di sviluppo

· D- organizzazione dei processi all'interno dei vari settori dell'amministrazione regionale per giungere alla semplificazione e informatizzazione di almeno il 10% delle procedure adottate.

Conseillers présents: 28

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 25 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina sur l'amendement n° 5.

Squarzino (Arc-VA) - "Ad adiuvandum" rispetto al discorso precedente, credo che l'esplicitare gli obiettivi trasversali serva anche a rimettere in circolazione alcune spese fisse, cioè serva anche a togliere la rigidità, non è necessario sempre cambiare le leggi, quando si progetta insieme si interpretano le leggi in modo diverso e si trovano risposte diverse, utilizzando meno risorse.

Vengo all'emendamento n. 5. Quando abbiamo votato il piano di politica del lavoro per il triennio 2004-2006, il nostro gruppo ha espresso un voto positivo, abbiamo votato a favore; avevamo sottolineato tutta una serie di elementi positivi, in particolare ricordo che ci eravamo soffermati sul punto 4.4.3, che era sotto il grande capitolo "promuovere la qualità del lavoro e combattere la precarizzazione". Questo è un obiettivo sicuramente importante, non dico che è più importante degli altri, non mi permetto di fare priorità, ma mentre su altri obiettivi che sono previsti nel piano c'è una tradizione per certi aspetti: per esempio, promuovere azioni positive, per esempio qualificare la domanda di lavoro, per esempio favorire la crescita delle imprese, c'è un po' una tradizione delle prassi che si sono sperimentate, per quanto riguarda questo punto non c'è alcuna prassi, è tutto un punto altamente innovativo. È un punto su cui ricordo che proprio le forze sociali hanno messo l'accento e hanno chiesto in modo esplicito che fosse inserito, perché cerca di dare una risposta alla situazione di disagio in cui si vengono a trovare tutta una serie di lavoratori precari: dalla forma di previdenza, alla tutela delle malattie, disoccupazione involontaria... È vero che questo è un piano triennale, ma credo che nel 2005 occorra cominciare a lavorare in modo serio su detto argomento.

Proponiamo non di risolvere il problema o di realizzare tutto quanto previsto al punto 4.4.3, ma chiediamo che almeno vengano avviate nel 2005 alcune forme di tutela per lavoratori atipici, cioè che si comincino ad avviare queste ricerche perché si possano individuare alcune iniziative atte a rispondere a tale problematica. Questo è un tema che riteniamo altamente qualificante, proprio per una Giunta, per una maggioranza, che, fra l'altro, si dice di Sinistra, giustamente; allora credo che questo punto debba essere affrontato in modo puntuale e preciso. Non è uno stravolgere il "PREFIN", sarebbe sufficiente aggiungere, alla fine di un elenco di voci, anche questa. Non capisco perché si sia restii di fronte anche ad emendamenti che esplicitano probabilmente delle volontà che già nel Governo ci sono.

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - Questo punto è previsto all'interno del piano di politica del lavoro. Gli uffici hanno già fatto un lavoro di ricognizione per capire qual è la situazione all'interno del panorama nazionale per la tutela dei lavoratori atipici, e - come è scritto nel piano - è ipotizzata, su richiesta delle parti sociali, la predisposizione di norme di tipo legislativo. Stiamo lavorando in questa direzione; per cui, di fatto facendo le cose richieste nell'emendamento, ci pare del tutto superfluo introdurlo.

Président - La Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Per dichiarazione di voto rispetto a questo emendamento e per dire all'Assessore che se dovessimo seguire questo ragionamento - che è anche comprensibile dal suo punto di vista -, non ci sarebbe bisogno di un "PREFIN", ma sarebbe sufficiente allegare il programma di governo, allegare le leggi che sono state approvate per ogni assessorato.

Se il "PREFIN" ha la funzione - come diceva anche l'Assessore Marguerettaz stamani - di individuare all'interno del programma di maggioranza e delle decisioni prese, quelle che si vuole in particolare raggiungere nel 2005, allora questo poteva essere messo. Altrimenti è inutile andare a fare un "PREFIN", perché è sufficiente che per ogni assessorato si dica "macro-obiettivo", si realizzano i piani votati e le leggi approvate dal Consiglio con i soldi che l'Assessore alle finanze ci dà! Mi sembra riduttivo!

Président - La parole au Conseiller Salzone.

Salzone (FA) - Solo per dichiarare che voterò l'emendamento in oggetto.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 5 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Al punto 5.2 "Interventi per l'attuazione del Piano triennale di politiche del lavoro e di formazione"

Aggiungere alla frase "Avviare nel 2005 alcune forme di tutela per i lavoratori atipici".

Conseillers présents: 29

Votants: 4

Pour: 4

Abstentions: 25 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina sur l'amendement n° 6.

Squarzino (Arc-VA) - Questo è un tema su cui so che, rispetto all'Assessore, siamo collocati su sponde diverse; capisco che l'Assessore faccia l'invito di lavorare insieme per il bene comune, ma a quel punto dovrebbero tutti fare un pezzetto di strada insieme e non si può neanche considerare che chi non viene alla propria sponda, non voglia lavorare insieme!

Perché abbiamo chiesto, rispetto all'Ospedale, di eliminare la realizzazione di nuove infrastrutture con particolare riferimento alla terza fase dell'Ospedale? Lo facciamo perché siamo convinti che nel 2005 continueranno le discussioni, gli studi, le argomentazioni, le prese di posizione, anche i pareri che il Comune di Aosta dovrà dare, e credo che nel 2005 non si possa lavorare per questa terza fase, quindi chiedo di rimandare la decisione almeno di un anno. Teniamo conto che lo stesso Comune di Aosta comincia ad esprimere alcune perplessità: proprio ieri, il Comune di Aosta si è spaccato a metà per quanto riguarda la questione della terza fase dell'Ospedale, perché nel momento in cui è stata presentata una mozione di indirizzo che parla della necessità di rivedere l'accordo di programma che aveva sottoscritto nel 1998, quando si dice che: "... è necessario esaminare questa nuova ipotesi di ampliamento ad est invece che a sud del presidio, perché questo comporta un maggiore impatto, sia dal punto di vista urbanistico, che da quello della mobilità; constatato che nulla, ad oggi, è dato sapere circa le diverse soluzioni progettuali che riguardano il futuro dell'assetto urbanistico e viario della nostra città...", è chiaro che il Comune di Aosta è veramente perplesso su questo e impegna il Sindaco e la Giunta a coinvolgere senza ulteriori indugi le competenti Commissioni consiliari permanenti nel lavoro di analisi delle proposte scaturite, prevedendo specifiche audizioni di tutti i soggetti interessati. Effettivamente viene ribadita la centralità del Consiglio comunale rispetto alle scelte strategiche.

Credo che la decisione rispetto a questa terza fase non possa non coinvolgere il Comune di Aosta e visto che ci sono le elezioni il prossimo anno, credo che prima delle elezioni non si deciderà nulla; non solo, ma vorrei "spezzare una lancia" contro le argomentazioni che sento sempre fare dall'Assessore Fosson riprese anche dal collega Salzone, vale a dire: "finiamo questo e poi pensiamo a un Ospedale nuovo".

Non so se ci si rende conto che portare avanti questo progetto della terza fase, con l'ipotesi che è stata ventilata, vuol dire stravolgere l'intera viabilità di Aosta! Voi dite: "per adesso, provvisoriamente portiamo avanti questa terza fase, stravolgendo tutta la viabilità della città di Aosta; poi, fra 10 anni, una volta che il danno è stato fatto, pensiamo a un nuovo Ospedale in un'altra zona e quindi progetteremo altre realtà". Credo che il danno fatto a questa città sarebbe irreversibile, quindi chiedo ai colleghi di riflettere su questa scelta di voler andare a spron battuto a realizzare la terza fase; chiederei di aspettare almeno un anno, che intanto si veda il Comune di Aosta cosa propone, come reagisce di fronte a questa prospettiva, altrimenti ci buttiamo in un'avventura che credo che i nostri figli ci rimprovereranno! Come adesso si dice: "abbiamo sbagliato 10 anni fa a non pensare di fare un Ospedale nuovo", i nostri figli diranno: "avete sbagliato nel 2004 a continuare in quella scelta sbagliata"!

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 6 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Al punto 5.2

Nel paragrafo "Realizzazione e adeguamento infrastrutture" (pag. 43)

Cancellare l'espressione "Realizzare nuove infrastrutture, con particolare riferimento alla cosiddetta "Terza fase dell'Ospedale"".

Conseillers présents: 29

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 26 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Sandri, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina sur l'amendement n° 7.

Squarzino (Arc-VA) - Su questo tema l'Assessore prima ha già dato in parte una risposta, noi volevamo che si precisasse il più possibile in cosa consiste questo aumento per quanto riguarda il minimo vitale. Allora, visto che già l'anno scorso il minimo vitale era inferiore all'indicazione del livello di reddito considerato come soglia della povertà relativa, non vorremmo che anche quest'anno, pur aumentando il minimo vitale, rimanesse sempre sotto questa soglia!

Credo che l'Assessore sappia come questa ricerca della povertà, che parla di "povertà relativa", cioè indica il livello di soglia sotto il quale si può dire che la gente è povera perché non riesce ad avere un reddito sufficiente per far fronte alla spesa media - una media di tutta Italia - per i consumi...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... sì, per 2 persone. Se prendiamo il minimo vitale per 2 persone con la casa in affitto, il minimo vitale fissato con deliberazione di Giunta n. 301/2004 per il 2004, si traduce nella quota mensile per 2 componenti in affitto in 713,56 euro; la soglia della povertà relativa per una famiglia di 2 componenti nel 2003 è risultata pari a 869,50 euro mensili, quindi c'è un divario di quasi 150,00 euro. Noi chiediamo che questo divario venga colmato, altrimenti il minimo vitale è solo relativo alla povertà assoluta, cioè a quelli che sono sotto il 10% di questa soglia della povertà relativa. Credo che non possiamo permettercelo; in questo senso chiediamo che venga adeguato almeno alla soglia di livello di povertà relativa evidenziato dall'ISTAT.

Vorremmo inoltre che fosse resa esplicita la volontà di sintetizzare i contributi erogati, quindi erogati a tutte le fasce deboli. Ora, c'è una richiesta che "aleggia" nell'aria da un po' di tempo, cioè la richiesta di un testo unico da predisporre per l'assistenza sociale. Allora si potrebbe mettere, come obiettivo per il 2005, la predisposizione di un testo unico sull'assistenza sociale, in modo che vengano così razionalizzati e portati a sintesi i contributi che sono attualmente erogati. La nostra proposta è quindi di dividere i due aspetti, precisando meglio, da una parte, l'entità dell'aumento del minimo vitale; dall'altra, lo strumento con cui si intende razionalizzare e portare a sintesi i contributi erogati.

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.

Fosson (UV) -Penso che qui non è questione di fare un pezzettino di strada l'uno verso l'altro, magari rischiare di cadere tutte e due nel canale, purtroppo il più delle volte non ci si ascolta neanche! Infatti, come ho detto prima nella replica, sul minimo vitale e sul "quantum" su cui aumentarlo, perché aumenterà, stiamo lavorando insieme ai sindacati, al CELVA e alla prof.ssa Saraceno che è una delle massime esperte. Non è ancora stato definito esattamente perché il procedimento non è ancora terminato - come ho detto prima -, comunque non è vero e i dati che ha riportato sono per alcune provvigioni dal 1° agosto già modificati, perché dal 1° agosto è entrato in funzione l'IRSE. L'IRSE ha completamente modificato il reddito per la famiglia con 2-3 componenti per la scala di equivalenza, per esempio la casa in affitto non viene più calcolata, cioè il minimo vitale si calcola sul reddito dopo aver detratto la casa in affitto; quindi si sta già lavorando su questo.

Sul fatto che "aleggi" un testo unico su tutte le provvigioni, come le ho già detto, è dall'inizio dell'anno che si sta lavorando su questo sempre con la Commissione povertà e con i sindacati; non è una cosa semplice perché alcuni provvedimenti sono stabiliti a livello nazionale, pensionistico, altri sono stabiliti a livello regionale. Per quanto ci riguarda, stiamo cercando di arrivare ad un testo unificato e a una semplificazione dei contributi.

Président - La parole au Conseiller Salzone.

Salzone (FA) - Per annunciare, anche in questo caso, il mio voto favorevole. Nonostante la riconosciuta sensibilità dell'Assessore sull'argomento ritengo che, in linea di principio, l'emendamento vada nella direzione da noi sempre sostenuta in quest'aula, quindi consideriamo di poterla votare.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 7 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Al punto 5.2

Nel paragrafo Politiche sociali (pag. 44)

Sostituire il primo punto con i seguenti due punti:

- "Aumentare il "Minimo vitale" adeguandolo almeno alla soglia di livello di povertà relativa evidenziato dall'Istat"

- "Predisporre un testo unico sull'assistenza sociale così da razionalizzare e sintetizzare i contributi attualmente erogati".

Conseillers présents: 30

Votants: 4

Pour: 4

Abstentions: 26 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Sandri, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Riccarand sur l'amendement n° 8.

Riccarand (Arc-VA) - Questo emendamento riguarda le problematiche della casa.

Nel documento presentato della Giunta a questa tematica di estrema rilevanza sociale è dedicata una riga e mezza, che non dice assolutamente nulla, perché se leggiamo c'è scritto: "coordinamento degli interventi strutturali e non strutturali nell'ambito dei settori dell'edilizia residenziale privata e pubblica diretti a far fronte alle esigenze abitative". Neanche un programma elettorale sarebbe qualcosa di sufficiente, non c'è assolutamente niente di concreto, niente di pregnante, niente di significativo, quindi abbiamo ritenuto opportuno presentare una proposta di integrazione, di modificazione di questo testo, in modo da evidenziare almeno due concetti: coordinamento degli interventi strutturali e non strutturali nell'ambito dei settori dell'edilizia residenziale privata e pubblica diretti a far fronte alle esigenze abitative, prevedendo iniziative e risorse atte: primo, ad aumentare entro fine legislatura di almeno 10% il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, che non è una percentuale molto elevata, ma comunque sarebbe già un obiettivo positivo (da perseguire l'ampliamento dopo che abbiamo dovuto registrare che nell'ultimo decennio invece di ampliarsi questo patrimonio si è ridotto), mentre l'altro aspetto sono i fondi regionali per l'abitazione. Soprattutto per l'integrazione dell'affitto, proponiamo di integrare la dotazione regionale di almeno il 50%, perché si tratta di cifre attualmente molto limitate, per cui abbiamo un numero crescente di domande ogni anno, a cui si fa fronte in modo del tutto inadeguato. Crediamo che su questo ci siano due sottolineature con alcune percentuali che diano un'immagine minima di concretezza, di quello che si vuole fare.

Président - La parole au Conseiller Salzone.

Salzone (FA) - Anche questo è un emendamento che - pur non condividendolo nei particolari - rientra nello spirito del nostro dibattito di questa mattina, è più un incoraggiamento che altro; comunque lo voto.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 8 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Al punto 5.2

Il paragrafo "Rispondere alle problematiche della casa" (pag. 47) viene così sostituito:

"Coordinamento degli interventi strutturali e non strutturali nell'ambito dei settori dell'edilizia residenziale privata e pubblica diretti a far fronte alle esigenze abitative, prevedendo iniziative e risorse atte:

- ad aumentare entro fine legislatura di almeno 10% il patrimonio di edilizia residenziale pubblica;

- ad incrementare di almeno il 50%, nel 2005, i fondi regionali per l'abitazione.

Conseillers présents: 27

Votants: 4

Pour: 4

Abstentions: 23 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Lanièce, Maquignaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Sandri, Stacchetti, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Riccarand sur l'amendement n° 9.

Riccarand (Arc-VA) - Questa mattina il Consigliere Nicco, facendo un esempio di affermazioni vuote, ha citato la prima parte di questo titoletto: "tutela e valorizzazione dell'ambiente", in cui, con un linguaggio confuso ed ermetico, evocativo, ma del tutto inconsistente, si indicavano le linee di azione per quanto riguarda la tutela dell'ambiente, e poi si è fermato al punto. Se andava avanti e affrontava il secondo capoverso, che riguarda la questione dei rifiuti, la consistenza dell'argomentazione era la stessa, quindi io la leggo: "individuazione e realizzazione degli interventi strutturali e non, per la razionale organizzazione del sistema di gestione dei rifiuti nelle diverse fasi di raccolta, trasporto, stoccaggio, smaltimento finale e recupero, per favorire la prevenzione e la riduzione della produzione, la pericolosità dei rifiuti, nonché il reimpiego, il riciclaggio e il recupero come materia prima nel rispetto dell'ambiente, in attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti". Cosa significa questo, in concreto, nell'operatività che si vuole avere nei prossimi 3e anni, che è il quadro di riferimento del "PREFIN"?

Noi abbiamo allora presentato un emendamento in cui proponiamo di articolare questo discorso sui rifiuti almeno intorno a due aspetti, che ci sembrano centrali. Quale obiettivo si cerca di raggiungere sulla raccolta differenziata nei prossimi 3 anni, all'interno di questa legislatura? Non diciamo nel 2005, perché l'arco temporale necessario può essere più ampio, ma indichiamo un obiettivo, indichiamolo almeno del 50%, perché ormai questi sono obiettivi ultrarealistici, più di 500 comuni arrivano oltre il 50%, ci sono comprensori interi: ad esempio tutta la Provincia di Treviso che va oltre al 50%, 200mila abitanti, il Canavese sta andando molto rapidamente avanti. Diamoci almeno un obiettivo che si possa realisticamente perseguire e raggiungere. Altro aspetto: diamo una tempistica all'ampliamento della discarica, visto che c'è una situazione che rischia di diventare di emergenza, diamoci una tempistica: questi sono i due punti un pochino più concreti che poniamo in tale emendamento.

Chiederei inoltre di avere una risposta dall'Assessore al territorio, perché è l'unico Assessore che oggi, in tutto il dibattito, su tutte le osservazioni fatte che hanno riguardato la materia del territorio e dell'ambiente dell'urbanistica, non si è mai ritenuto in dovere di chiarire, di spiegare e di dare delle indicazioni. C'è anche un problema di correttezza istituzionale che credo non vada dimenticato, quindi gli chiederei di dare cortesemente una risposta rispetto a questa sollecitazione!

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Non ho ritenuto di intervenire questa mattina, perché ho apprezzato e ho ascoltato tutta la serie di considerazioni, e ho ritenuto molto opportuno questo dibattito. Mi è molto meno chiaro il dibattito di questo pomeriggio su questi emendamenti, perché ritengo assolutamente privo di senso chiedere alla maggioranza di emendare un atto che la maggioranza ha proposto come atto di indirizzo! Mi sembra una cosa senza senso, tant'è vero che secondo una certa logica, su questi emendamenti noi non ci dovremmo astenere, li dovremmo respingere! Oggettivamente lo faccio, perché credo che sia una scelta condivisa, quella di astenersi, ma non capisco la ragione dell'astensione, perché se abbiamo portato in quest'aula un documento sul quale c'è stata un'ampia discussione, lo abbiamo ritenuto criticato là dove doveva essere criticato. Il passo successivo, sul quale si possono fare certe altre riflessioni, tipo quella di proporre emendamenti, non è il "PREFIN", sarà il bilancio, perché è lì che si deve vedere la conseguenza fra quanto detto qui e le scelte che si faranno lì. Allora, lì avrete ragione di dire: "guardate che noi vi chiediamo di emendare, perché non siete stati coerenti con quello che avete detto là"... ma non che adesso andiamo ad emendare una cosa che abbiamo proposto! Comunque, per quanto riguarda questa risposta, io non ho niente da aggiungere rispetto a quanto già è scritto lì, perché - checché si dica - dobbiamo semplicemente attuare quello che c'è scritto nel piano regionale dei rifiuti.

Nella risposta che ho dato ieri all'interpellanza, era chiaro che non mi sono mai sottratto dall'obbligo di fare il IV° lotto della discarica; ho solo detto che in un'ottica di razionalizzazione e, tenuto conto che c'è un dispositivo della CE, recepita dallo Stato italiano e quindi anche da noi, che ci pone dei cambiamenti sul modo di ricoprire la discarica, questo ci ha imposto di fare tutta una serie di operazioni meccaniche, cogliendo tale opportunità, abbiamo ritenuto opportuno verticalizzare l'utilizzo dell'attuale discarica - verticalizzazione o razionalizzazione che dir si voglia - che ci consente di stoccare qualcosa come 420.000 metri cubi di rifiuti, vale a dire: 52 mesi.

Cosa facciamo noi nel frattempo? Andiamo a riprendere quel progetto preliminare che, alla luce di queste considerazioni, deve essere oggettivamente rivisto e ridimensionato, lo andremo a calibrare esattamente per quanto sarà lo stoccaggio di qui ai prossimi 15 anni. Tutto il resto non è nient'altro che quanto è previsto nel piano regionale dei rifiuti, approvato nell'aprile della scorsa legislatura.

Président - La parole au Conseiller Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Per dichiarare il voto favorevole del nostro gruppo su questo emendamento, ma anche per replicare all'Assessore Cerise, che dice una cosa indicante la non conoscenza della legge regionale, perché la legge regionale bisogna andare a leggerla... la n. 13 del 20 luglio non dice affatto che il "PREFIN" è un documento che il Consiglio ha delegato alla Giunta, approvato dalla Giunta! È un documento che viene approvato dal Consiglio, non viene dato in comunicazione al Consiglio per prenderne atto, è approvato dal Consiglio, quindi il Consiglio ha il "dovere" e non solo il diritto di proporre modifiche, integrazioni, perché sennò allora non esiste una funzione del Consiglio! Questo modo di vedere, per cui la Giunta ha fatto una proposta e quindi il Consiglio deve semplicemente ratificare, è esattamente il contrario dello spirito che dovrebbe caratterizzare la votazione su questo documento e il relativo dibattito!

È stato più volte affermato, del resto, sia dall'Assessore alle finanze, sia dal Presidente della Regione, che questo è un documento aperto, che questo è un documento che serve al dibattito, a raccogliere indicazioni; nella pratica, però, constatiamo che poi c'è una rigidità, un atteggiamento difensivo molto forte da parte della Giunta che porta a non accettare delle proposte di modifica, anche quando sono coerenti con una impostazione che potrebbe esserci.

Per quanto riguarda il IV° lotto avremo occasione di tornarci; speriamo di arrivare a chiarire un aspetto che riteniamo di particolare rilevanza.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 9 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Al punto 5.2 "Tutela e valorizzazione dell'ambiente" (pag. 46):

Sostituire il secondo capoverso da "individuazione" in poi con il seguente periodo:

"Individuazione e realizzazione degli interventi strutturali e non per la razionale organizzazione del sistema di gestione e dei rifiuti. In particolare si pongono i seguenti obiettivi:

- raggiungimento della quota di almeno il 50% di raccolta differenziata nel corso della legislatura;

- realizzazione e attivazione, entro 2006, del IV lotto della discarica regionale di Brissogne.

Conseillers présents: 28

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 25 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Sandri, Stacchetti, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Laurent)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Riccarand sur l'amendement n° 10.

Riccarand (Arc-VA) - Illustro insieme gli emendamenti n. 10 e n. 11 perché riguardano entrambi la materia ferroviaria.

Al punto 5.2 del documento che stiamo discutendo, 5.2 e sub punto 3, c'è un riferimento al potenziamento, ristrutturazione, modernizzazione della linea ferroviaria esistente, in accordo con le "Ferrovie" favorendo l'introduzione di materiale rotabile più moderno, e poi si aggiunge che gli interventi devono tener conto dei progetti inerenti alla trasversale ferroviaria Aosta-Martigny.

Chiediamo di togliere questo ultimo riferimento alla trasversale ferroviaria Aosta-Martigny, perché è fonte di ambiguità, soprattutto messa in questo modo, è inutile che lo ripetiamo tutte le volte: una nuova trasversale ferroviaria che passi attraverso Aosta-Martigny implica la realizzazione di una linea completamente nuova, che non ha nulla a che vedere con la linea storica esistente, questo lo sappiamo tutti benissimo, quindi sono due discorsi completamente da tenere separati, e non possiamo dire e, soprattutto, non possiamo subordinare gli interventi di ammodernamento sull'Aosta-Chivasso rispetto a questo progetto che, secondo noi, non ha fondamento e implicherebbe una linea completamente diversa che si svolge addirittura sull'altro versante della Valle d'Aosta! Basta andare a vedere i disegni per rendersi conto di cosa sarebbe quella linea! Riteniamo pertanto sbagliato quel riferimento.

Viceversa, riteniamo che ci sia stata una dimenticanza - probabilmente non voluta - rispetto all'Aosta/Pré-Saint-Didier, perché qui è piuttosto singolare il fatto... voi avete inserito, nel programma di maggioranza approvato nel luglio del 2003, un preciso riferimento alla trasformazione della linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier in metropolitana leggera con eventuale prosecuzione fino a Courmayeur, concetto fortemente evidenziato nel programma di legislatura, e poi questa cosa non la riprendete, qui, in questo documento, nel primo documento di programmazione economica finanziaria... questa è una grossa contraddizione!

Allora, o voi questo progetto contenuto nel programma di maggioranza lo avete abbandonato - e dovete dirlo -, oppure dovete introdurre il riferimento che noi proponiamo di integrare e che pensiamo sia anche un interesse vostro, in coerenza con il programma approvato ad inizio di legislatura, inserendolo nel "PREFIN".

Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.

Caveri (UV) - Intanto faccio notare che su questo ultimo punto noi diciamo: "ristrutturazione e modernizzazione della linea"; quindi, fino a prova contraria, la linea è quella che riguarda l'Aosta/Chivasso/Pré-Saint-Didier. È stata una logica di sintesi, nel senso che le prime volte avevamo presentato dei "romanzi sceneggiati" e poi, mano a mano, abbiamo dovuto sintetizzare: togli un avverbio, togli un aggettivo e togli un riferimento, devo dire - semmai ci fosse la necessità di una interpretazione autentica - che non abbiamo dimenticato, come dimostreremo stasera con il materiale rotabile, l'Aosta/Pré-Saint-Didier. Naturalmente rispetto all'Aosta/Pré-Saint-Didier io non accetterei di scrivere "metropolitana leggera", perché l'Aosta/Pré-Saint-Didier è una linea ferroviaria, fra l'altro tecnicamente particolare, che è diversa da una metropolitana, quindi un conto è immaginare che ci siano in prospettiva altre pensiline che consentano un utilizzo diverso di questa ferrovia, un'altro è tecnicamente una metropolitana leggera, che non è una ferrovia.

Per quanto riguarda invece l'Aosta-Martigny, siamo di fronte al fatto di tener conto della trasversale ferroviaria Aosta-Martigny; forse dal punto di vista linguistico poteva essere trovata un'espressione più felice, ne faccio ammenda e nel prossimo "PREFIN" cercheremo di affinare anche gli aspetti linguistici. È chiaro che su questo, Consigliere Riccarand, esiste una posizione diversa, nel senso che lei legittimamente ritiene che l'Aosta-Martigny sia comunque una cosa non credibile, da non prendere in considerazione; personalmente invece ritengo che, pur avendo il necessario realismo che ci ha portato nelle ultime settimane e anche negli ultimi giorni a negoziare un assoluto quadro di comprensione della situazione - in particolare, della volontà assolutamente necessaria dei 2 governi, quello italiano e quello svizzero -, da qui a immaginare che in un documento come il "PREFIN" debba assolutamente scomparire il riferimento all'Aosta-Martigny, personalmente lo considererei sbagliato!

Président - La parole au Conseiller Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - Ovviamente voteremo a favore di questi due emendamenti e non riteniamo convincente la replica dell'Assessore, a maggior ragione perché vorrei evidenziare che la frase da noi inserita sulla trasformazione della linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier in metropolitana leggera l'abbiamo presa, parola per parola, dal vostro programma...

(interruzione dell'Assessore Caveri, fuori microfono)

... questo per dire che non ci interessa impiccarci alla parola "metropolitana"; se vogliamo mettere un'altra parola per noi va benissimo, l'importante è capire se c'è la volontà di modernizzare quella linea, di portarla fino a Courmayeur, cioè di farla diventare una ferrovia vitale per la nostra regione. È vero che qui c'è un generico riferimento a tutta la ferrovia, però è ben diverso evidenziare questo concetto come avete fatto nel programma di maggioranza, oppure tenerlo in un "calderone" indistinto e generico! È una cosa molto diversa, quindi riteniamo che sarebbe stato opportuno - e insistiamo su questo emendamento - evidenziare tale concetto, anche perché sarebbe una scelta infrastrutturale fortemente qualificante per la Valle d'Aosta.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 10 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Al punto 5.2 Sviluppo integrato e potenziamento del sistema regionale dei trasporti (pag. 49)

Al punto 3, togliere nella parte conclusiva la seguente frase:

- "gli interventi devono tener conto dei progetti inerenti la trasversale ferroviaria Aosta-Martigny".

Conseillers présents: 30

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 27 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Sandri, Stacchetti, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 11 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:

Emendamento

Al punto 5.2 Sviluppo integrato e potenziamento del sistema regionale dei trasporti (pag. 49)

Aggiungere il punto 3.bis

3.bis "trasformazione della linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier in metropolitana leggera"

Conseillers présents: 30

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 27 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Sandri, Stacchetti, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Riccarand, pour déclaration de vote sur le document dans son ensemble.

Riccarand (Arc-VA) - Abbiamo espresso un voto favorevole sulla legge che ha istituito questo documento di programmazione economica e finanziaria, lo riteniamo uno strumento utile perché ci sia un dibattito preventivo rispetto alla manovra di bilancio e perché il bilancio scaturisca da un confronto reale all'interno di questo Consiglio, quindi ribadiamo il nostro giudizio positivo sia sull'impostazione della legge, sia sullo strumento come è stato concepito, che secondo noi diventerà utile; del resto anche l'ampiezza del dibattito che c'è stato anche oggi in Consiglio ha dimostrato la fecondità di questo metodo.

Se poi però andiamo ad esprimere un voto su questo primo documento di programmazione economica e finanziaria, il nostro giudizio non può che essere negativo, per le carenze nella parte analitica - questo, se vogliamo, sarebbe meno significativo -, ma soprattutto per quelle nella parte programmatica, nelle indicazioni rispetto alla formazione del bilancio di previsione annuale e pluriennale, della legge finanziaria, del collegato... è troppo generico ed è carente di tutta una serie di scelte qualificate.

Il nostro gruppo esprimerà pertanto un voto contrario su questo documento.

Si dà atto che, dalle ore 18,40 alle ore 18,43, presiede il Vicepresidente Lanièce.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Il nostro gruppo aveva espresso, forse unico gruppo in aula a luglio, un giudizio negativo sulla legge istitutiva del "PREFIN", e quel giudizio negativo, soprattutto alla luce di questo dibattito, permane e lo riteniamo fondato.

Noi ci rendiamo conto che questa Giunta e questa maggioranza, ma soprattutto questa Giunta, si stanno caratterizzando per adottare una serie di strumenti che vengono mutuati da quella che è la peggiore tradizione parlamentare, e mi riferisco all'ipotesi del disegno di legge regionale "Omnibus", che ha caratterizzato ormai da tempo immemore le vicende parlamentari in materie di proroghe, di piccole modifiche, di piccoli aggiustamenti della legislazione, e ha mutuato questo "PREFIN", ma malamente riteniamo noi, dal più articolato "DPEF" (Documentazione di programmazione economica finanziaria), documento che viene stilato all'inizio dell'estate proprio per consentire una serie di verifiche e di riflessioni di tipo finanziario, in vista dell'approvazione della finanziaria dello Stato. Il "PREFIN" avrebbe dovuto in qualche maniera tendere a questo e - come abbiamo già avuto modo di dire nel dibattito di questa mattina - tutt'al più, nell'accezione più gentile, può essere ritenuto un utile documento di tipo didattico che può forse insegnare qualche ulteriore considerazione su alcune problematiche di tipo finanziario. Nella sostanza, noi pensiamo che questo "PREFIN" sia poco più di un programma di legislatura, e questo penso che emerga in tutta evidenza nella seconda sezione.

La legge regionale che istituisce questo documento lo divide in 2 parti: la prima, è la valutazione del quadro complessivo socio-economico, alla quale direi che - seppure in maniera sintetica, ma sufficiente - fa fronte il "PREFIN", ma quanto ai macro-obiettivi, Assessore Marguerettaz, se questi sono i macro-obiettivi, noi siamo veramente spaventati! Siamo spaventati perché pensavamo che i macro-obiettivi - per fare un'altra parafrasi con quelle scopiazzature che ultimamente è riuscito a fare, ma malamente, delle impostazioni parlamentari - fossero le grandi opere e, difatti, la vostra Giunta ha adottato, sempre alla vigilia di questa estate, una norma di legge che va a creare i presupposti per le grandi opere di dimensione regionale.

Noi invece ci rendiamo conto che, andando a sfogliare la seconda parte di questo documento, non si tratta di macro-obiettivi, ma si tratta di obiettivi più o meno "micro" o "macro"; si tratta, sostanzialmente, di tutti quegli argomenti che abbiamo ritrovato nel programma di legislatura di questa maggioranza, che poi vengono disseminati e costituiscono il presupposto dei capitoli di bilancio che andremo a discutere da qui a qualche settimana.

La sensazione nostra è che, alla fin fine, abbiamo fatto un inutile esercizio di arte oratoria e di accademia economico-finanziaria, anche perché, tolta la parte prima del "PREFIN", nella seconda parte non si parla assolutamente più di cifre e si fa un'elencazione sintetica, in alcuni casi, ermetica, in altri, prolissa, in pochi altri, di tutta una serie di argomenti sicuramente noti e difficilmente possono essere definiti "macro-obiettivi". Questo è l'elemento debole del "PREFIN" e devo dire che detto elemento "debole" paradossalmente lo hanno colto i colleghi di maggioranza che sono intervenuti nel dibattito, i quali, seppur consapevoli del loro ruolo di maggioranza che li portava poi a dover esprimere un voto favorevole, hanno detto che, sì, essendo il primo esame di questa innovazione legislativa, ci si può accontentare, ma che in realtà ci si aspettava di più, soprattutto sotto la scelta della pianificazione strategica. Se l'obiettivo era quello della pianificazione strategica, quello di individuare i macro-obiettivi, prescindendo dalla valutazione in merito agli obiettivi, questo obiettivo non è stato raggiunto!

Devo dire, fra l'altro, che c'è anche un'evidente situazione di trascuratezza da parte del vostro Esecutivo rispetto ai problemi concreti e voglio citare due esempi a supporto di quanto vado affermando. Immaginavamo che fra i macro-obiettivi ci fosse spazio per delle considerazioni su una delle emergenze che sta appalesandosi in questa Regione: la questione della sicurezza, dell'ordine pubblico legato alla micro-criminalità, argomento sul quale noi abbiamo presentato una legge che verrà discussa nel prossimo Consiglio, seppure la maggioranza abbia già espresso un giudizio negativo senza affrontare un problema concreto, non solo per chi vive certe realtà del capoluogo regionale, ma anche per quelle piccole comunità situate nel fondovalle. I dati della prima parte evidenziano un aumento degli indicatori legati alla microcriminalità, ma nei macro-obiettivi di questo problema importante non vi è traccia!

L'altro aspetto che per noi è il dato di grossa preoccupazione - l'abbiamo espresso in dibattito generale e lo risottolineiamo in sede di dichiarazione di voto - è il dato economico, perché andando a leggere l'articolazione del "PIL", vediamo che, rispetto a una situazione nazionale che ha un "PIL" servizi inferiore al 20%, in Valle d'Aosta è un "PIL" che tende al 28%. Questo dato è ancora più pesante se pensiamo che dentro questa percentuale, di per sé maggiore, lo stragrande peso percentuale è ricoperto dalla pubblica amministrazione e comunque da quelle società di servizio che, pur mutuando la ragione sociale di S.p.a. o S.r.l., in realtà operano con una logica di scarsa efficienza, tipica della pubblica amministrazione. Noi diciamo che è preoccupante questo dato, quando apprendiamo che le innovazioni annunciate dal Presidente Perrin, quando ancora si occupava di agricoltura, cioè di rivedere il meccanismo di gestione dei cantieri forestali, andrà forse - ci auguriamo che non accada, a questo punto, perché tra i due mali scegliamo quello minore, quello di mantenere la situazione attuale - a costituire l'ennesimo "carrozzone" che sarà l'azienda forestale, con tutto ciò che comporterà in termini di Consiglio di amministrazione, di procedure di acquisti e di tutto ciò che normalmente accompagna la ordinaria gestione di un'azienda, indipendentemente dalla connotazione che si voglia dare in termini societari a questa azienda.

Pertanto, nell'esprimere il nostro giudizio negativo a questo documento, diciamo che nulla di nuovo è emerso non solo nella sostanza, ma neppure nelle modalità. Questo "PREFIN" ha forse appesantito il dibattito che normalmente avviene sul bilancio, lo ha appesantito non solo per quella che sarà una inevitabile duplicazione di certe argomentazioni oggi affrontate, ma lo ha appesantito nella giornata odierna, perché è stato un dibattito in libertà su parole e su sogni, forse, ma non supportato da elementi di indirizzo finanziario, quali evidenze di risorse stanziabili sull'un macro-obiettivo, piuttosto che sull'altro. È con queste convinzioni che ribadiamo il nostro giudizio negativo su questo provvedimento.

Président - Je soumets au vote l'acte dans son ensemble:

Conseillers présents: 31

Votants: 28

Pour: 23

Contre: 5

Abstentions: 3 (Comé, Lanièce, Stacchetti)

Le Conseil approuve.