Objet du Conseil n. 853 du 6 octobre 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 853/XII - Valutazione sulla localizzazione della stazione di partenza della nuova funivia del Monte Bianco per quanto concerne le questioni di sicurezza. (Interpellanza)
Interpellanza
Richiamata la mozione, approvata dal Consiglio regionale il 22 aprile 2004, che impegnava la Giunta a condurre un'approfondita valutazione sulla localizzazione della stazione di partenza della nuova Funivia del Monte Bianco, soprattutto per quanto riguarda le questioni di sicurezza ed incolumità pubblica;
Ricordato che tale mozione impegnava la Giunta a giungere ad una formale decisione in materia prima della conclusione della procedura di approvazione dell'Accordo di programma;
Evidenziato che la bozza di Accordo di programma relativo alla Funivia del Monte Bianco è stata approvata dalla Giunta in data 19 luglio 2004 e che si sta attualmente concludendo il periodo in cui si possono presentare osservazioni sulla bozza di Accordo di programma;
Rilevato che nella documentazione depositata in pubblica visione non c'è alcun documento che dimostri che la valutazione sulla localizzazione della stazione di partenza per quanto riguarda la sicurezza è stata condotta;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1. per quale motivo non è stato finora prodotto, nell'ambito della procedura di approvazione dell'Accordo di programma, nessun atto che documenti la specifica valutazione condotta sulla sicurezza della zona in cui è stata prevista la partenza della nuova funivia;
2. in che modo la Giunta intende procedere per adempiere a quanto richiesto dal Consiglio con la mozione approvata lo scorso 22 aprile.
F.to: Riccarand - Curtaz - Squarzino Secondina
Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand Arc-VA) - Questa interpellanza nasce dal fatto che il Consiglio lo scorso 22 aprile, sulla base di un'iniziativa della "Stella Alpina", ha approvato, relativamente alla questione del rifacimento della funivia La Palud-Punta Helbronner, una mozione con cui si impegnava la Giunta a valutare, prima della conclusione della procedura di approvazione dell'accordo di programma relativo alla funivia, se la scelta della localizzazione della stazione di partenza ad Entrèves rimanesse la migliore tenuto conto della sicurezza e dell'incolumità pubblica. Sappiamo che la procedura d'approvazione dell'accordo di programma è ormai in stato avanzato, sono state depositate la bozza di accordo di programma, le osservazioni e adesso la Giunta, il comune e la società delle funivie dovranno provvedere a redigere il testo definitivo e ad approvarlo. Rimane il fatto che non si è dato finora adempimento a questo impegno previsto dalla deliberazione del Consiglio del 22 aprile. È pur vero che nella documentazione allegata all'accordo di programma vi è una nota dell'Ufficio competente in materia di assetto prevenzione dei rischi idrogeologici, il cui direttore ha trasmesso una nota, risalente al 16 luglio, in cui fa alcune considerazioni su tale localizzazione, ma sono considerazioni fatte alla luce della cartografia, quindi non sono esaustive rispetto a quello che è stato chiesto con il provvedimento del Consiglio.
Ricordo che avevamo sentito a fine giugno anche in commissione il Dott. Pasqualotto, responsabile del citato servizio, il quale aveva detto che erano stati coinvolti anche dei centri specializzati come quello di "Davos" per esaminare la questione e arrivare a una conclusione. Sappiamo nulla sull'esito di questo approfondimento e ci sembra che sia sul piano sostanziale, sia sul piano formale ci debba essere un atto della Giunta che dice: "abbiamo valutato, siamo arrivati a queste conclusioni, siamo tranquilli, tutto si può fare, non vi sono difficoltà di sorta". In assenza di questo atto vi è tutta una procedura che va avanti, ma che manca di un presupposto essenziale. Oltretutto un chiarimento sotto questo aspetto della sicurezza è pregiudiziale rispetto a tutta un'altra serie di ragionamenti, di ipotesi, di progetti, quindi a noi sembra necessario e lo chiediamo di nuovo attraverso tale interpellanza: vogliamo sapere a che punto siamo rispetto a questo approfondimento, come mai finora non è stato prodotto nessun atto che documenti la specifica valutazione condotta sulla sicurezza della zona in base alla mozione approvata dal Consiglio e in che modo la Giunta intende procedere per adempiere a quanto richiesto dal Consiglio con la citata mozione.
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio, trasporti e affari europei, Caveri.
Caveri (UV) - Vorrei subito dire che la "stella polare" resta l'accordo di programma secondo quanto previsto dalle procedure di legge, quindi accordo di programma che avvia la progettazione esecutiva e all'interno di tale accordo si risolvono e si stemperano anche tutte le problematiche finora emerse.
Adesso riferirò puntualmente cosa è stato fatto e ritengo che quanto è stato effettuato fino ad oggi risponda anche in maniera puntuale alle preoccupazioni della mozione approvata il 22 aprile. Aggiungerei anche che siamo di fronte a una materia che non è oggetto di valutazione politica: siamo di fronte a una materia che, partendo dal presupposto che la mappatura del rischio è una mappatura originata da scelte che non sono discrezionali, ma "operano" all'interno di un quadro di tipo tecnico... questo quadro è comunque la cartografia esistente ed è la valutazione di quanto di tale cartografia, che è scientificamente fondata, viene interpretato dai tecnici alla luce della legislazione vigente in materia di impianti a fune.
Per quanto riguarda il tema del dibattito odierno, vale a dire la valutazione condotta sulla sicurezza della zona in cui è prevista la stazione di partenza della nuova funivia, si sottolinea come non corrisponda a verità il fatto che non sia stata condotta una specifica valutazione al riguardo. La progettazione preliminare presentata ed approvata contiene già al suo interno delle indicazioni in merito alla sicurezza dei manufatti, a ciò si deve aggiungere la relazione presentata al Presidente della Regione dal Dott. Pasqualotto in risposta a una richiesta del Gabinetto del 30 marzo 2004 in merito ad "una valutazione tecnica relativa alle osservazioni di alcuni cittadini di Courmayeur sulla compatibilità della realizzazione della nuova stazione di partenza della funivia Monte Bianco in rapporto al rischio valanghivo", con la quale si evidenzia "come l'area su cui insiste la nuova stazione di partenza della funivia Monte Bianco sia posta parte in area classificata a basso rischio e parte in area a rischio nullo e che gli interventi risultano consentiti a condizione che gli stessi presentino orientamento, struttura, altezza o morfologia idonei a resistere ai massimi effetti attesi".
Va poi rammentato che, sulla base di uno specifico approfondimento predisposto dallo studio tecnico "Ceriani" - che le darò a conclusione del mio intervento in una logica di assoluta trasparenza -, lo stesso Dott. Pasqualotto ha formulato uno specifico parere, successivo all'espressione... ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale n. 11/1998, perché questo consentiva il concludersi di una parte del procedimento, esprimendosi favorevolmente al progetto in questione a condizione che si recepissero le seguenti misure di cautela e attenzione, cito testualmente:
"Per le opere fuori terra si evidenzia che le stesse devono presentare orientamento, struttura, altezza e morfologia idonee a resistere ai massimi effetti degli eventi valanghivi attesi in tali aree, precisando inoltre che si suggerisce di valutare la fattibilità di realizzazione di rilevati morfologici nel settore di monte e ancora si ribadisce la conformità delle opere solo se risultano in grado di resistere ai massimi effetti attesi in tale area, precisando ancora che lo sviluppo strutturale sia conforme ai vincoli tecnici correlati alle diverse aree a rischio".
Il parere si conclude con l'indicazione che comunque l'immunità da rischio valanghivo può essere raggiunta con interventi strutturali o non strutturali: piano di gestione della sicurezza. Sulla base di quanto sopra riportato, pare evidente che le prescrizioni richieste possono essere facilmente soddisfatte predisponendo la progettazione esecutiva sulla base di questa medesima indicazione e che l'approvazione della progettazione stessa non potrà - e non dovrà, aggiungo - prescindere dalla verifica del rispetto delle prescrizioni espresse a più riprese nei pareri e approfondimenti sopra citati.
Per rispondere al punto n. 2, l'Amministrazione ha già adempiuto a quanto domandato con la mozione del 22 aprile, richiedendo uno specifico approfondimento riguardante l'interferenza valanghiva redatto dallo studio tecnico "Ceriani"; di cosa si occupa, per entrare nel merito, questo studio? Questo studio analizza "in primis" la stazione di valle in località Pontal di Entrèves e i rischi che il cosiddetto "aerosol", cioè il cosiddetto "soffio" - per essere precisi: il soffio della valanga n. 77 del Toula -, che questa valanga possa interferire sulla stazione di valle. Lo studio "Ceriani" dice che siamo di fronte a un'azione marginale "dell'aerosol" e spiega come a fronte di questo soffio sia semplicemente necessario prevedere la forma, le dimensioni, la localizzazione e l'orientamento dell'edificio, come descritto nel progetto preliminare, per rendere compatibile la stazione di valle con il fenomeno valanghivo. Vi sono una serie di prescrizioni tecniche che fanno sì che, laddove esiste un flebile rischio di soffio, la predisposizione della stazione di valle può avvenire secondo il parere del tecnico.
Esistono altre questioni riguardanti una serie di sostegni della funivia medesima. Un primo sostegno nel primo tronco è il sostegno n. 1, anche in questo caso, a fronte di un rischio di interferenza valanghiva, con una valanga numerata come 73B, sono due le "ricette" che tecnicamente vengono proposte per annullare il rischio valanghivo: la prima è il potenziamento delle opere paravalanghe esistenti, la seconda è la messa in opera di un cuneo deviatore in cemento armato a monte del sostegno n. 1; questo, secondo i tecnici, annulla ogni rischio esistente sul sostegno 1. Analoga situazione vi è sul sostegno n. 2 del primo tronco, anche in questo caso l'interferenza è un'interferenza valanghiva con la valanga n. 75, nota come "valanga Papillon", anche in tale caso il potenziamento delle opere paravalanghe e la messa in opera di un cuneo deviatore in cemento armato annullano, secondo il tecnico, i rischi esistenti di valanghe. Gli altri dubbi riguardavano il sostegno n. 3 del primo tronco, in questo caso vi è una precisazione del tecnico, il quale dice che il tronco così posizionato risulta esente da interferenze con fenomeni valanghivi e la stessa cosa si deve dire della stazione del Pavillon. Con questo abbiamo esaurito il cosiddetto "primo tronco".
Per quel che riguarda il secondo tronco, il sostegno n. 1 ha una qualche interferenza con la valanga n. 69, nota come "valanga Prà Moulin", in questo caso tale valanga inerisce i sostegni nn. 1 e 2 e anche in tale caso la spiegazione tecnica è che apposite opere paravalanghe e i cosiddetti "cunei deviatori" annullano i rischi esistenti, perché questo è consentito dalla legislazione vigente in materia di impianti a fune.
Resta da aggiungere la questione finale, perché abbiamo esaurito il tronco e siamo alla stazione di Punta Helbronner. Questa stazione, così come posizionata e descritta nel progetto, risulta essere esente da interferenza con fenomeni valanghivi. Lascerò copia di tale relazione al Consigliere Riccarand.
Ciò detto, esprimo dei pareri che sono di tipo tecnico. Credo che, come amministratori pubblici, pur comprendendo tutte le preoccupazioni, tutte le obiezioni, tutti i comitati, tutte le speranze che talvolta si esprimono attorno a questo impianto... e devo dire personalmente che alcune richieste che ho letto sui giornali... non avendo mai avuto il piacere di ricevere nessun documento ufficiale da parte di vari comitati di vario genere, che evidentemente ritengono superfluo scrivere all'Assessore che si sta occupando di quell'accordo di programma, che successivamente dovrà essere sottoscritto dal Presidente della Regione... ebbene, alcune di queste obiezioni - mi riferisco alla questione della portata oraria, alla questione di meglio definire i rapporti con i Francesi per avere un progetto comune che inerisca l'intera zona del Monte Bianco - riguardano questioni sulle quali mi sento di assumere una responsabilità politica di dialogo. Sulle questioni più propriamente tecniche le vicende ci insegnano che la responsabilità è in capo a chi deve assumersela, vale a dire i tecnici; per quanto riguarda i documenti ufficiali, se altro esiste sarò lieto di prenderlo in considerazione, siamo di fronte a reiterati pareri del Responsabile regionale Dott. Pasqualotto, ad un approfondimento dello studio "Ceriani" per quanto concerne questi aspetti valanghivi, credo che ad oggi abbiamo adempiuto a quelle necessità di approfondimento che porteranno alle assunzioni delle decisioni successive.
Si dà atto che dalle ore 17,04 riassume la Presidenza il Presidente Perron.
Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand Arc-VA) - Non siamo soddisfatti della risposta dell'Assessore, non per "partito preso", ma perché ci sembra che non vi sia una risposta puntuale a quello che veniva chiesto dal testo della mozione approvata in Consiglio regionale. La mozione del 22 aprile: allora, la relazione del Dott. Pasqualotto del 30 marzo... sono tutti atti precedenti...
(interruzione dell'Assessore Caveri, fuori microfono)
... successivamente... allora vi è una serie di atti precedenti al 22 aprile che, rispetto a quello che ci interessa, sono ininfluenti, perché il Consiglio regionale ha ritenuto vi fosse comunque la necessità di uno specifico approfondimento e ha domandato alla Giunta di fare una specifica valutazione, perché vi era un problema che era stato evidenziato e il Consiglio ha chiesto di farlo alla Giunta, certamente con il supporto di tecnici, ma qui la richiesta è che la Giunta, sulla base di tutti gli elementi che poteva e doveva acquisire, alla fine si esprimesse, dicendo: "siamo giunti alla conclusione che questa cosa lì va bene, si può fare". Vi è quindi un pronunciamento che qui veniva chiesto da parte della Giunta per chiudere questo discorso nel migliore dei modi.
Ricordo anche - lo ripeto - che in commissione con l'Assessore Cerise, forse vi era anche l'Assessore Caveri, vi è stata una riunione con il Dott. Pasqualotto per parlare di queste cose - mi sembra al mese di giugno, ma vi sono i verbali - e il Dott. Pasqualotto aveva detto che non si potevano ancora dare elementi, perché stavano aspettando un sopralluogo dei tecnici di "Davos", che sarebbero venuti a metà luglio e su quella base poi si sarebbe potuto arrivare ad una conclusione. Ora, di tale ruolo dei tecnici di "Davos", che sappiamo essere dei grandi esperti in questa materia, forse più dello studio "Ceriani", che non ci sembra avere tale qualificazione a livello internazionale, di queste cose l'Assessore non ci ha più detto niente. Noi quindi vorremmo capire quali sono tutti gli elementi che sono stati acquisiti e su questa base quali sono state le conclusioni; ci dovrebbe essere un atto conclusivo della Giunta che dice: "sulla base di quello che ci ha chiesto il Consiglio, abbiamo verificato e siamo arrivati a tali conclusioni". In questo momento però la situazione non è chiara e non è soddisfacente che lei ci dica: "per noi la situazione è a posto", perché a noi sembra che non si sia dato adempimento a questo preciso testo della risoluzione, che diceva alla Giunta di pronunciarsi prima della conclusione dell'accordo di programma. Questo è quello che chiediamo, quindi domandiamo di avere copia di tale documentazione, ma dico fin da ora che non siamo soddisfatti se non vi è un atto della Giunta in cui si assume la responsabilità politica di dire: "noi, sulla base di tutto il lavoro che è stato fatto, siamo tranquilli rispetto a questo aspetto".
Per quanto riguarda l'accenno da lei effettuato sulle osservazioni che sono state presentate sull'accordo di programma, abbiamo presentato anche noi come consiglieri delle osservazioni, non le abbiamo trasmesse - e penso che come noi hanno fatto tutti gli altri che sono intervenuti - all'Assessore solo perché la procedura delle osservazioni prevede che si mandino al comune competente ed è il comune che poi dovrà far avere copia di tutta la documentazione, quindi non vi è una volontà di bypassare chicchessia, ma sono solo state rispettate le procedure.
Non vogliamo assolutamente fare di questo punto un "terreno" di contenzioso o di polemica, ma chiediamo che vi sia chiarezza, perché il Consiglio ha chiesto alla Giunta di fare un certo adempimento, perché vi è un rilievo che è stato fatto da un gruppo di cittadini e affinché, rispetto a tutti quanti seguono la vicenda, su questo punto vi siano gli elementi sufficienti. Devo anche evidenziare che nella documentazione allegata all'accordo di programma, ad esempio... quella relazione non c'è; l'unico atto che c'è e che riguarda questa "cosa" è la nota del Dott. Pasqualotto del 16 luglio, che - ripeto - è solo una considerazione fatta sulla cartografia esistente, ma cartografia che già conoscevamo ad aprile, non aggiunge niente di nuovo, quindi ci vuole, ci voleva una riflessione che andasse oltre quella cartografia, perché si sapeva cosa conteneva quella.
