Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 782 du 3 août 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 782/XII - Situazione di un dipendente regionale in relazione a contenziosi legati alla gestione dei ritiri calcistici. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso che

- L'ex dirigente dell'Ufficio Stampa della Presidenza della Giunta - Paolo Maccari - tuttora nei ruoli regionali è sospeso cautelativamente dal servizio in considerazione dei gravi fatti commessi in danno dell'Amministrazione regionale nell'ambito della gestione dei ritiri calcistici e della gestione delle mostre.

- Nei confronti del dipendente sono state aperte tre distinte procedure disciplinari: la prima legata alle risultanze della Commissione di Indagine Amministrativa istituita dall'allora Presidente Viérin; la seconda in relazione al rinvio a giudizio conclusosi con il patteggiamento a 14 mesi; la terza per violazione del rapporto di esclusività in quanto Presidente del Consiglio di amministrazione di una propria società.

- L'articolo 159 della L.R. 3/56 dispone che "All'impiegato sospeso è concesso un assegno alimentare in misura non superiore alla metà degli emolumenti".

- La Giunta nel sospendere il Maccari dal servizio gli ha riconosciuto l'assegno alimentare nella misura massima del 50%;

Appreso

Da notizie di stampa che la Regione, dopo essere stata citata in giudizio dal Como calcio, che pretendeva il risarcimento dei danni per la propria esclusione dal Trofeo Valle d'Aosta 2002, ha transato riconoscendo alla società lariana la somma di € 6.000,00

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

Il Presidente della Regione per conoscere:

1. se alla luce della situazione attuale si intende rivedere la misura dell'assegno alimentare;

2. se nell'ambito delle procedure disciplinari avviate sono stati contestati e quantificati i danni causati all'Amministrazione regionale dal Maccari e nel caso a quanto ammonta la stima;

3. quali sono i motivi che hanno portato la Regione a definire con transazione il contenzioso con la società del Como calcio;

4. se sono stati individuati i responsabili dei danni causati al Como calcio o se comunque verrà avviata un'inchiesta interna a tal fine.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Brevemente, però penso che un'illustrazione vada effettuata, anche perché potrebbe sembrare paradossale che, nell'ambito delle vicende pubbliche politiche e amministrative del Consiglio regionale e a fronte dei megaproblemi del casinò, dell'economia, dell'occupazione e del turismo, ci si possa preoccupare di un argomento che forse la sintesi dell'ordine del giorno non evidenzia nella sua valenza politica e amministrativa. È la situazione della "vicenda Maccari", di quella vicenda che ha creato un sommovimento politico all'interno di questa Amministrazione, che ha creato più di un riflesso esterno, a partire dalle inchieste interne di tipo amministrativo, per proseguire alla vicenda giudiziaria e per continuare con tutta una serie di danni che oggi sono da quantificare.

Il nostro gruppo interviene su questa vicenda perché noi pensiamo che su certe questioni sia opportuno adottare soluzioni in chiarezza e trasparenza delle procedure e che soprattutto si eviti di ignorare situazioni che hanno destato, nell'opinione pubblica e all'interno dell'Amministrazione, scalpore, e affinché non ci sia la sensazione che all'interno di questa Amministrazione si possa fare di tutto perché alla fine non accade nulla!

I fatti sono noti. Le premesse sono note. Dovrebbero essere altrettanto note le situazioni dal punto di vista della procedura che l'Amministrazione regionale ha adottato verso questo dipendente. Ben 3 provvedimenti disciplinari sono stati presi: il primo, a seguito della Commissione di indagine amministrativa, istituita dall'allora Presidente Viérin; il secondo, a seguito del rinvio a giudizio, che ha poi portato ad un patteggiamento a 14 mesi; il terzo, a seguito della violazione del rapporto di esclusività, per quanto attiene il rapporto di dipendenza con l'Amministrazione regionale, in quanto risulta essere Presidente del Consiglio di amministrazione di una propria società che ha interessi nell'ambito dell'editoria locale.

Rileviamo che a seguito di questi fatti - è innegabile che siano contestati al dipendente - c'è un altro fatto più recente, che ha portato l'Amministrazione regionale in giudizio per citazione del "Como Calcio", il quale chiedeva un risarcimento per essere stato - a suo dire - arbitrariamente escluso dal "Trofeo Valle d'Aosta 2002" e, una volta costituitasi in giudizio l'Amministrazione, ha ritenuto opportuno arrivare ad un accordo transattivo, riconoscendo 6.000 euro alla società del "Como Calcio". E questo, direi, riconoscendo che sarebbe stato difficile sostenere le proprie ragioni rispetto alla pretesa del danno che il "Como Calcio" lamentava di aver subito.

In relazione a questo insieme di vicende - il "Como Calcio" ovviamente si inserisce nell'ambito dei ritiri calcistici gestiti dall'Ufficio stampa dell'allora Presidenza della Giunta regionale -, ci domandiamo se sia intendimento dell'Amministrazione rivedere la misura dell'assegno alimentare, che è stato riconosciuto a seguito della prima sospensione, in quanto l'articolo 59 della legge regionale n. 3/1956 dispone che: "all'impiegato sospeso è concesso un assegno alimentare in misura non superiore alla metà degli emolumenti", ma non dice che deve essere concesso un assegno alimentare del 50%, individua invece solo il tetto massimo.

Assistiamo a un paradosso, per cui l'Amministrazione regionale sta riconoscendo un assegno che ha funzione alimentare ad un soggetto che non è in condizioni di avere problemi di natura alimentare, se è vero - come è vero - che è Presidente di un Consiglio di amministrazione, che gestisce il maggior settimanale di informazione valdostana.

Riteniamo sia doveroso porre tali questioni all'interno di quest'aula, per capire se non sia il caso di rivedere quella misura che, essendo alimentare ed essendo un assegno che non è soggetto a trattenute né previdenziali, né fiscali, configura a un dipendente che ha 3 procedimenti disciplinari, la possibilità di percepire, standosene a casa propria ed effettuando altre attività di tipo economico, un qualcosa che abbiamo quantificato in oltre il 70% dello stipendio che avrebbe percepito lavorando. La situazione si trascina ormai da 1 anno e 1/2, non abbiamo certezze sul fatto che queste somme possano essere recuperate, perché sono somme corrisposte come assegno alimentare, perciò è difficile poterle recuperare all'esito dei procedimenti disciplinari, perciò pensiamo che sia il caso, dopo 18 mesi, di chiedersi se non si debba rivedere quella misura.

A seguito di questa prima domanda, vorremmo sapere se sono già stati quantificati i danni che l'Amministrazione ha subito a seguito della "mala gestio" del Maccari, e vorremmo capire, in relazione alla seconda vicenda, legata alla prima, ossia alla transazione con il "Como Calcio", quali sono stati i motivi che hanno portato l'Amministrazione regionale ad addivenire a una conclusione transattiva e a non resistere in giudizio, e se sono state individuate responsabilità in questi danni che il "Como Calcio" ha lamentato, ma che la Regione gli ha riconosciuto attraverso questa transazione, prevedendo l'erogazione di una somma forfetaria di 6.000,00 euro.

Président - La parole au Président de la Région, Perrin.

Perrin (UV) - Je vais tâcher de répondre de manière détaillée aux différentes questions posées par cette interpellation, malgré le peu de temps dont les bureaux compétents ont pu disposer pour me fournir les éléments nécessaires.

Je dois tout d'abord préciser que cette matière n'est plus réglementée par l'article 159 de la loi régionale n° 3 de 1956, mais par l'article 7 de la convention collective régionale portant dispositions en matière de procédures disciplinaires et de différends de travail, signée le 27 mars 2003. Ces nouvelles dispositions établissent que le fonctionnaire, faisant l'objet d'une mesure de suspension provisoire obligatoire, peut percevoir une indemnité équivalant à 50% de son traitement mensuel de base et, s'il y a lieu, ses allocations familiales, à l'exclusion de tout autre élément de rémunération accessoire, qu'il soit soumis à retenue pour pension ou non. Monsieur Maccari se trouve justement dans cette situation, suite au jugement du Tribunal d'Aoste n° 83 de 2004 relatif à l'accord sur la peine pour le délit visé à l'article 319 du Code pénal (corruption aux fins d'un acte contraire à ses devoirs officiels). Le montant de l'indemnité en question est fixé par la convention collective en vigueur et l'Administration régionale ne peut donc pas le modifier.

Vous avez certainement remarqué que les dispositions en cause établissent que le fonctionnaire peut percevoir cette indemnité. L'Administration régionale a décidé quand même, de façon générale, par sa délibération n° 4603 du 1er décembre 2003, de verser aux fonctionnaires concernés l'indemnité en question. Conformément aux dispositions de la convention collective et de la délibération du Gouvernement que j'ai citée et, suite à la mesure de suspension provisoire obligatoire prise à son égard, Monsieur Maccari perçoit l'indemnité prévue par ladite convention et dont le montant est fixe.

Pour ce qui est de la deuxième question de cette interpellation, le Conseiller Frassy ne saurait ignorer du fait de sa profession, que la procédure disciplinaire vise à établir si des fonctionnaires ont commis des actions contraires au code de conduite. Le dommage qu'un fait punissable peut causer à l'Administration constitue un des éléments retenus pour déterminer la sévérité de la sanction à appliquer car il constitue une circonstance aggravante. La procédure disciplinaire prend en compte uniquement les comportements illicites, tandis que le dommage subi par l'Administration et l'importance de ce dernier ne sont considérés que pour décider quelle sanction appliquer, bien que la responsabilité comptable, pénale et civile du fonctionnaire puisse faire l'objet d'autres procédures visant à obtenir la réparation dudit dommage.

Dans ce cas précis, dans la première procédure disciplinaire, ne sont reprochés à Monsieur Maccari que les faits punissables du point de vue disciplinaire qui ont été mis en lumière par les travaux de la Commission d'enquête administrative interne formée par le Gouvernement régional, dont le rapport conclusif mettait en évidence des irrégularités sans donner aucune indication quant aux dommages subis par l'Administration régionale. Lors de la seconde procédure, lancée suite aux résultats des enquêtes pénales, il a également été reproché à Monsieur Maccari d'avoir causé un préjudice économique à l'Administration régionale.

L'estimation globale des dommages a été effectuée, comme je l'ai déjà expliqué à cette Assemblée en avril dernier, dans le cadre de la procédure pénale contre Monsieur Maccari, ou pour être plus précis, dans le cadre des évaluations effectuées par le Gouvernement régional au sujet de la constitution en partie civile de la Région dans la procédure pénale et le montant des dommages a été estimé à 32.433,00 euros, en sus des frais de justice auxquels s'ajoutent, suite à la condamnation prononcée le 10 mai 2004, les dépenses engagées par la partie civile, évaluées à 6.500,00 euros, frais de justice mis à part.

Pour ce qui est de la troisième question, l'équipe "Como Calcio" aurait dû participer à l'édition 2002 du "Trophée de la Vallée d'Aoste". Cependant, 2 jours avant le déroulement du Trophée, le Bureau de presse de la Région a communiqué à la "Como Calcio" que cette dernière ne pourrait pas participer audit Trophée, du fait de ses rapports avec la "Juventus" qui, par ailleurs, espérait probablement ajouter au nombre des équipes participantes celle de la société libyenne "El Ittihad". C'est donc suite à sa non participation que l'équipe "Como Calcio", au printemps 2003, a assigné en justice la Région afin d'obtenir réparation des dommages découlant de son exclusion du Trophée. La Région s'est constituée partie civile le 25 juin 2003.

Parallèlement, l'équipe de Côme a demandé à la Région la somme de 100.000,00 euros à titre de remboursement du manque à gagner relatif à la vente des 700 billets qui lui avaient été attribués et à la non visibilité de l'équipe, du fait que le match aurait dû être retransmis par la chaîne nationale "La 7" et que sa non diffusion s'est faite au détriment de l'image de l'équipe.

Suite aux entrevues et aux entretiens entre les avocats des deux parties, la société de Côme a, peu à peu, revu à la baisse ses requêtes et, pour finir, elle a proposé à la Région un accord qui prévoyait le versement par cette dernière de la somme de 6.000,00 euros tout compris, pour satisfaire définitivement ses exigences.

Ladite proposition a été acceptée par le Gouvernement régional sur avis du Défenseur de la Région, qui lui a conseillé de régler le différend par le biais d'une transaction, pour les raisons que nous pouvons résumer de la façon suivante: l'existence d'une responsabilité de la Région, fondée sur l'acceptation par cette dernière de la participation de l'équipe de Côme au Trophée et sur l'acceptation de la requête de la "Juventus" qui demandait l'exclusion de ladite équipe, et donc la certitude, que le Juge aurait accueilli favorablement la demande de réparation du dommage de la partie adverse; la somme réclamée par l'équipe de Côme à titre de réparation est inférieure à la somme minimum qui était envisageable suite à l'éventuelle condamnation de la Région, évaluée à 10.000,00 euros, étant donné le montant minimum du dommage reconnu (c'est-à-dire 700 billets à raison de 10 euros par billet et les frais de justice estimés par le Défenseur de la Région à 3.000,00 euros).

Enfin, pour ce qui est de la troisième question, l'affaire qui nous intéresse sera certainement examinée par les bureaux compétents afin de vérifier les éventuels types de responsabilité, compte tenu aussi du fait qu'il s'agit d'une affaire liée à la gestion du Bureau de presse durant la période 2000/2002, pour laquelle la Procure régionale de la Cour des Comptes a ouvert un dossier spécifique.

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Presidente, non siamo soddisfatti nel merito della risposta, soprattutto per quanto riguarda il primo punto della nostra interpellanza, e questo perché ci sembra vergognoso, scandaloso - non sapremmo come definirlo altrimenti - che un funzionario di questa Amministrazione, con 3 procedimenti disciplinari, con un patteggiamento a 14 mesi, possa stare a casa e percepire il 50% della propria retribuzione! Se così fosse, devo dire che i sindacati hanno reso un pessimo servizio all'Amministrazione regionale, ma io ritengo che non sia così, e mi spiego.

Lei dice che non si applica più l'articolo 159 della legge n. 3/1956; noi abbiamo forti dubbi che un codice disciplinare, benché previsto dall'articolo 1 della legge regionale n. 45/1995, possa derogare a una norma di legge regionale. Quel codice disciplinare previsto da una legge regionale deve riempire gli spazi che non sono già occupati da un'altra norma regionale, perché, per un elementare concetto giuridico di gerarchia delle fonti, una norma che ha comunque una natura pattizia - perché quell'accordo sindacale non è stato recepito con atto legislativo, ma è stato solo sottoscritto dalle parti, quindi da chi rappresenta l'Amministrazione e dalle organizzazioni sindacali -, non può assolutamente andare in deroga a una norma di legge; perciò, su questo aspetto, Presidente, la invito a fare un approfondimento.

Oltre a questo, le vorrei evidenziare che l'articolo 7 del disciplinare, a cui lei fa riferimento, al comma 5, dice che: "al dipendente sospeso dal servizio ai sensi del presente articolo può essere corrisposta una indennità", non dice che "deve" essere corrisposta una indennità! Allora noi poniamo la questione sull'opportunità di continuare ad erogare - a un soggetto che ha creato tali e tanti sconvolgimenti all'interno dell'Amministrazione - un assegno alimentare a fronte di una situazione che non ha necessità del sussidio alimentare, assegno alimentare di un 50% che corrisponde, in realtà, ad un 70% e oltre della retribuzione netta che avrebbe percepito lavorando! Penso sia scandaloso e che l'Amministrazione, in tempi rapidi - perché ormai è da 1 anno e 1/2 che questa cosa si trascina e i procedimenti disciplinari probabilmente si trascineranno per tempi ancora lunghi -, abbia il dovere di porvi rimedio. Forse sono pochi i cittadini che sono a conoscenza di questa vicenda, ma è una di quelle situazioni che "grida vendetta", come si diceva una volta, una di quelle situazioni che "fanno scandalo", come direbbero altri.

È una situazione vergognosa e insostenibile, anche se fosse stata avallata da un incauto protocollo sindacale, e questo ancor di più se - come lei ha detto, ma d'altronde difficilmente avrebbe potuto trarre conclusioni diverse - sulla vicenda del "Como Calcio" ci sarà un approfondimento, anche perché lei ha detto che fa parte della stessa vicenda che ha visto il Maccari coinvolto. Di conseguenza, mentre l'Amministrazione regionale sta facendo il conto dei danni e, da prime stime, siamo intorno ai 40.000,00 euro, dovremo capire come recuperare questi 40.000,00 euro che probabilmente saranno destinati a salire, se saranno delle ipotesi transattive che chiuderanno la vicenda o se l'Amministrazione dovrà agire in sede civile, perché con il patteggiamento è stata preclusa la possibilità di costituzione di parte civile e dunque di azionare il risarcimento in sede penale.

Invitiamo il Presidente a valutare se non sia il caso di accelerare la procedura civilistica di risarcimento, anche perché ci risulta - lei lo ha confermato - che l'incarico dato a suo tempo all'avv. Badellino ha quantificato questi danni e l'Amministrazione regionale ha l'obbligo di intervenire al recupero di queste somme! Ha altresì l'obbligo di verificare se sia il caso di continuare a corrispondere questo assegno, che "può" e non "deve" e che comunque in base alla legge è previsto in una misura massima del 50% e non nell'obbligo del 50%!

Nel ribadire la nostra insoddisfazione per il merito di come la vicenda allo stato attuale è stata gestita, auspichiamo che lei, a settembre, su tale questione, possa dare degli elementi di novità, che siano soprattutto degli elementi di equità rispetto ai tanti funzionari regionali i quali, svolgendo il loro lavoro in maniera onesta, portano a casa in alcuni casi cifre inferiori a quelle che ha portato a casa il Maccari, tradendo la fiducia datagli dal livello politico e continua, oggi, nonostante le evidenze disciplinari e penali, a percepire indegnamente un compenso che molti non percepiscono!