Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 734 du 14 juillet 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 734/XII - Disegno di legge: "Disposizioni in materia di pianificazione strategica della Regione Valle d'Aosta. Modificazioni alla legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta), da ultimo modificata dalla legge regionale 31 marzo 2003, n. 8".

Articolo 1

(Pianificazione strategica)

1. La Regione, ai fini della determinazione delle politiche regionali da attuare nel periodo previsto dal bilancio pluriennale e della definizione degli obiettivi generali da conseguire nello stesso periodo, adotta il metodo della pianificazione strategica.

Articolo 2

(Piano regionale economico-finanziario)

1. La Regione, per evidenziare le linee della pianificazione strategica di cui all'articolo 1 e definire la manovra di finanza regionale per il periodo compreso nel bilancio pluriennale, formula ogni anno il piano regionale economico-finanziario (PREFIN).

2. Il PREFIN è predisposto dalla Giunta regionale che, di norma, lo presenta al Consiglio regionale entro il 30 giugno.

3. Il PREFIN, valutato il quadro complessivo socio-economico della Regione, definisce i macro-obiettivi da conseguire mediante le politiche regionali, indica i criteri ed i parametri per la formazione del bilancio annuale e pluriennale e contiene gli indirizzi per la predisposizione del disegno di legge finanziaria e dei disegni di legge collegati alle linee della pianificazione strategica di cui all'articolo 3.

4. Il Consiglio regionale approva il PREFIN entro il 30 settembre; la mancata approvazione del piano entro il detto termine non impedisce, comunque, la presentazione, da parte della Giunta regionale, dei disegni di legge relativi al bilancio annuale e pluriennale, alla legge finanziaria ed alle leggi collegate di cui all'articolo 3.

5. In caso di mancata presentazione del PREFIN, restano confermate le linee della pianificazione strategica evidenziate nell'ultimo piano approvato.

Articolo 3

(Leggi collegate alle linee della pianificazione strategica)

1. La Giunta regionale può presentare al Consiglio regionale, anche contemporaneamente al disegno di legge di approvazione del bilancio annuale o di assestamento del medesimo e al disegno di legge finanziaria, uno o più disegni di legge collegati alle linee della pianificazione strategica evidenziate nel PREFIN, con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio pluriennale.

2. Uno dei disegni di legge collegati di cui al comma 1, ove necessario, è finalizzato al recepimento e all'attuazione di atti giuridici dell'Unione europea, nelle materie attribuite alla competenza legislativa della Regione.

Articolo 4

(Modificazioni all'articolo 66 della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54)

1. Il comma 3 dell'articolo 66 della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta), è sostituito dal seguente:

"3. Le riunioni di cui al comma 1 sono obbligatoriamente convocate dal Presidente della Regione quando sono depositati il piano regionale economico-finanziario (PREFIN), il disegno di legge finanziaria regionale, i disegni di legge concernenti il bilancio annuale e pluriennale della Regione ed i disegni di legge collegati alle linee della pianificazione strategica evidenziate nel PREFIN.".

Articolo 5

(Disposizione transitoria)

1. In sede di prima applicazione della presente legge, il termine di cui all'articolo 2, comma 2, è stabilito al 31 luglio.

Articolo 6

(Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Président - La parole au rapporteur, le Conseiller Fiou.

Fiou (GV-DS-PSE) - Questo disegno di legge è un'importante - anche se parziale - risposta all'esigenza, da tempo e da tanti espressa, di rinnovare il modo di lavorare del Consiglio, nel senso di permettere a questo di espletare più compiutamente le proprie competenze e di svolgere un ruolo più partecipato, più produttivo e più trasparente. L'innovazione che il disegno di legge propone consiste nel rovesciare l'iter di costruzione del documento più impegnativo che il Consiglio si trova annualmente ad affrontare: il bilancio. Finora la discussione in proposito è stata sempre fortemente limitata dal percorso di formazione del bilancio stesso e che ha abitualmente fatto precedere gli aspetti contabili rispetto a quelli politico-strategici, mortificando di fatto i secondi, nel senso che il progetto contabile, per sua natura rigido, rendeva difficile, a posteriori, un confronto sulla definizione delle priorità programmatiche (questa sì questione prioritaria di competenza consiliare). L'introduzione del Piano regionale economico-finanziario, che abbreviamo con la sigla "PREFIN", ha come obiettivo il superamento di questi limiti, facendo precedere il documento contabile dalla discussione politica e dalle conseguenti scelte strategiche, indirizzi e priorità di governo dello sviluppo della Valle d'Aosta, trasformando così in reale svolgimento di competenze una discussione ed un voto che rischiava di ridursi ad un fatto formale.

Il PREFIN proposto dal disegno di legge in discussione si presenta perciò come un documento fondamentale di pianificazione economico-finanziaria a medio termine, che individua i criteri e i parametri del bilancio e definisce i macrobiettivi e gli indirizzi da cui derivare il documento contabile. Il PREFIN va costruito partendo dalla verifica dell'attualità del programma di legislatura in rapporto alle nuove esigenze che possono emergere da un'aggiornata analisi del quadro socio-economico, individua le risorse economiche a disposizione, considera i piani e le azioni in corso di realizzazione, guarda al Patto di stabilità; in base a tutto ciò, fissa i criteri di riparto delle risorse tra gli assessorati e stabilisce gli indirizzi e le priorità da assegnare ai piani operativi. Questo percorso coinvolge ogni Assessore, sollecitando per ogni settore una griglia che fissa obiettivi e piani di realizzazione, verifica quanto già fatto e quanto rimane da fare dei vari piani, individua i passi successivi.

Da questa proposta di lavoro emerge una nuova filosofia che dovrebbe reggere i rapporti: fra gli Assessori, sollecitati ad una maggiore collegialità; fra Giunta e Consiglio, per l'esplicitazione in Assemblea dei percorsi di programmazione e di verifica in essere nel lavoro della Giunta; fra l'Amministrazione regionale nel suo complesso e i cittadini, per i contenuti di trasparenza del nuovo modo di operare e per il notevole impatto comunicativo e mediatico che può avere il lavoro programmatorio del PREFIN. Il PREFIN apre poi una fase nuova per quanto riguarda una lettura più complessiva e più chiara dell'attività dell'Amministrazione regionale, permettendo un raffronto più puntuale di questa attività con lo stato di realizzazione del programma di legislatura, fornendo strumenti per una definizione più adeguata di un progetto di sviluppo del "sistema Valle d'Aosta" e per una più compiuta riflessione sull'impiego delle nostre risorse.

È inevitabile che il PREFIN faccia emergere tutti i limiti e le rigidità imposte ad un lavoro di programmazione sia dalle normative europee, sia dalle leggi nazionali. Il PREFIN, però, metterà in evidenza soprattutto le contraddizioni fra le esigenze introdotte dai nuovi processi di trasformazione e le priorità che rigidamente sono codificate nel nostro "corpus" legislativo, per molti aspetti datato rispetto alle emergenze dell'attuale situazione socio-economica. Da queste considerazioni il PREFIN potrà anche essere elemento di stimolo per un'attività di revisione critica e innovativa appunto del nostro patrimonio legislativo, per adeguare meglio le priorità alle esigenze e per eventualmente liberare risorse da utilizzare per sostenere e orientare meglio lo sviluppo futuro della nostra Regione.

Non affronto una lettura degli aspetti più tecnici che caratterizzano il disegno di legge, perché questi sono compiutamente affrontati dalla relazione allegata al testo che è nelle vostre mani. Voglio solo sottolineare come il taglio molto snello della proposta soddisfi l'intento di fornire uno strumento aperto per fare politica, evitando l'introduzione di elementi di irrigidimento burocratico. In questo senso va anche l'attenzione di non definire il PREFIN un "adempimento amministrativo", per non introdurre rischi di appesantimento, se non di paralisi della vita amministrativa. Viene così valorizzata appieno la sua funzione politica che potrà essere, come proposto, rafforzata da altri strumenti legislativi che si rendessero utili per rafforzare la pianificazione strategica.

Président - Je déclare ouvert le débat.

La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - A sentire la relazione del collega Fiou sembra un disegno di legge importante, perché, comunque, le parole adoperate nello spiegare il contenuto delle norme che lo compongono lo definiscono come un documento di fondamentale importanza. Meno male che è stato pensato e scritto, altrimenti la legislazione finanziaria regionale sarebbe stata carente di un qualcosa... tanto che lo stesso articolo 1, che è normalmente quello che individua gli obiettivi, porta il titolo: "Pianificazione strategica". Argomentando al contrario, è come se finora la Valle d'Aosta non avesse mai avuto la capacità di pianificare in forma strategica le sue risorse, di conseguenza la pianificazione o le modalità di pianificazione utilizzate dalla Valle d'Aosta fossero state generiche, improvvisate; finalmente da domani, da quando entrerà in vigore questa legge, la Valle d'Aosta avrà una pianificazione strategica. Il primo ragionamento è questo quindi, e magari l'Assessore sarà più illuminante durante il suo intervento nello spiegarci qual è stato lo stimolo che lo ha condotto a proporre tale disegno di legge prima alla Giunta e poi al Consiglio regionale: se lo stimolo è di carattere normativo, ovvero deriva da una norma nazionale - ma non ci risulta, perché sarebbe anche stato indicato nella relazione sia di Giunta, sia del collega Fiou -, oppure se vi è qualche motivazione più profonda che non è normativa, ma squisitamente politica.

È uno strumento finanziario che si colloca sulla falsa riga del DPEF, degli strumenti di programmazione economica finanziaria già adottati dallo Stato, che stabiliscono delle linee di indirizzo che spesso non vengono più osservate quando si arriva alla manovra di bilancio di fine anno, cioè alla programmazione preventiva operativa dell'anno d'esercizio a venire. Se è stato copiato brutalmente dallo Stato, quindi potremmo dire che si poteva evitare, perché il DPEF dà delle linee di indirizzo che non sempre vengono osservate in sede di programmazione finanziaria.

Se questa programmazione invece vuole copiare altri tipi di pianificazione che già vengono adottati a livello regionale, tipo quello delle opere pubbliche, allora qui la preoccupazione aumenta, perché abbiamo degli strumenti, tipo il Piano triennale delle opere pubbliche, che è il classico documento cartaceo che si fa scrivere e poi viene smentito quando si procede a livello operativo... non vorremmo quindi che anche questo strumento pianificatorio nel settore finanziario fosse un'imitazione infelice di altri strumenti pianificatori come quello che ho appena citato.

Che non sia una norma cogente si evince da due commi, il 4° e il 5° dell'articolo 2, poiché questa strategicità invocata e proclamata non sembra così necessaria, anzi pare piuttosto eventuale. Perché? Perché "il Consiglio regionale approva il PREFIN entro il 30 settembre; la mancata approvazione del piano non impedisce, comunque, la presentazione, da parte della Giunta regionale, dei disegni di legge relativi al bilancio annuale e pluriennale..."; quindi, se non viene approvato dal Consiglio, poco importa, si va avanti che vi sia o meno il PREFIN. Mettetevi d'accordo allora, delle due l'una: o è strategico e fondamentale, oppure è eventuale e, di conseguenza, non è vincolante per l'adozione degli atti finanziari futuri, ma vi è di più, il comma 5 in questione dice: "In caso di mancata presentazione del PREFIN..." - cioè se la Giunta non lo presenta, non cambia nulla - "... restano confermate le linee della pianificazione strategica evidenziate nell'ultimo piano approvato". Questi passaggi allora evidenziano la chiarezza di idee piuttosto vaga da parte del proponente o dei proponenti, quindi che sia esso l'Assessore o la Giunta, in merito a questo strumento.

Passiamo poi all'articolo 3, che aggiunge un po' di "carne al fuoco", nel senso che uno o più disegni di legge possono essere collegati alle linee della pianificazione strategica evidenziate nel PREFIN; allora si "carica" questo documento meramente finanziario, di indirizzo di fondamentale importanza con altri provvedimenti che possono agganciarsi e fare da contorno. Non si capisce bene quali, ma si capisce qual è l'obiettivo finale: farlo diventare un "provvedimento omnibus", quindi si sta mutuando anche qui da Roma i peggiori esempi di legiferazione e di gestione finanziaria e burocratica. Visto che ci vantiamo di essere autonomi e a Statuto speciale, cerchiamo di non copiare dagli altri - in questo caso dallo Stato - iniziative che possono essere evitate e gestite sì in forma strategica, ma magari non con norme di questo tipo, che, a parte l'articolo 1, si capisce chiaramente che vengono poi intese come "lacci" e "laccioli" che sarà meglio evitare.

Noi quindi solleviamo alla sua attenzione, Assessore, queste perplessità che non sono inventate, ma sono il frutto di un ragionamento che deriva dalla combinazione sistematica di queste norme, che lei probabilmente ha scritto, e che risultano quanto mai contraddittorie. Non possiamo quindi non esprimere queste perplessità all'aula ed attendiamo qualche risposta confortante dalle sue parole.

Président - La parole au Conseiller Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - La Regione Valle d'Aosta, purtroppo, non ha una grande tradizione in materia di pianificazione e di programmazione, direi che strutturalmente ha sempre visto con un po' di diffidenza questi strumenti di programmazione, perché sono sempre stati considerati un po' dei compiti ardui e delle complicazioni, mentre si è sempre preferito un po' fare la politica del giorno dopo giorno, dello scegliere di momento in momento, che poi è una scelta sbagliata che si paga sul lungo periodo. Noi non possiamo che essere favorevoli a proposte che vanno nel senso di inserire più forti elementi di previsione rispetto al futuro, di programmazione, di pianificazione, di strategie, perché la parola "strategie" è una parola giusta da usare in quanto, se si vuole pensare al futuro, bisogna avere delle "strategie" corrette. La preoccupazione di fondo che sta alla base di questo disegno di legge, quella di programmare e pianificare meglio le risorse finanziarie e il loro uso, quindi la condividiamo. Condividiamo anche due aspetti essenziali di questo disegno di legge, che poi sono un tentativo di dare una risposta a problemi - come ha detto il relatore - da tempo sul "tappeto". I due problemi su cui lo scorso anno abbiamo avuto un'accesa discussione proprio in Consiglio riguardano il modo con cui si confeziona la manovra di bilancio e il ruolo della legge finanziaria; questi sono due problemi ai quali si cerca di dare una risposta con questo disegno di legge.

Sulla formazione del bilancio giustamente è già stato detto dal relatore: purtroppo, il modo con cui oggi viene confezionato il bilancio di previsione, sia esso annuale che pluriennale, esautora il Consiglio dal suo ruolo e lo abbiamo visto negli anni passati, nel senso che, quando il bilancio di previsione arriva in aula, ormai è un "pacchetto" mediato, definito, "legato" in tutte le sue parti, che non si può più modificare sotto alcun aspetto, perché ormai è un prodotto finito e viene fuori attraverso un confronto che sappiamo dura dei mesi a livello di Giunta, ma da cui il Consiglio è totalmente espropriato; tant'è vero che - il Consiglio si ricorderà - il nostro gruppo lo scorso settembre aveva presentato una mozione per cercare di definire alcune linee di indirizzo su cui il Consiglio si esprimesse, in modo che la Giunta li prendesse da base per l'elaborazione del bilancio. Questo documento che ci viene oggi proposto, questo disegno di legge di programmazione economica e finanziaria, a nostro avviso, ha proprio questa funzione, cioè di permettere al Consiglio di discutere fin dal mese di settembre gli indirizzi di fondo del bilancio, poi vi sarà un lavoro più tecnico fatto dalla Giunta, che preparerà il "pacchetto" su cui si esprimerà il Consiglio, ma sulla base di indirizzi che dovrebbero essere stati discussi e definiti preventivamente; quindi l'impostazione ci sembra corretta.

È chiaro che l'applicazione è tutta da vedere, è una novità, è una svolta importante, bisognerà mettersi nell'ottica di anticipare gran parte della discussione che si faceva sul bilancio di previsione alla scadenza di fine settembre, quando si discuterà il PREFIN e lo stesso PREFIN dovrà essere - su questo non vi è cenno nel disegno di legge, ma ho visto un cenno nella relazione del Consigliere Fiou - un terreno importante di confronto con le parti sociali, perché è sulle linee strategiche - e non sui numeri dei singoli capitoli di bilancio - che andremo a confrontarci con le parti sociali e quindi questo diventa un momento molto importante del dibattito politico. "Il PREFIN definisce i macrobiettivi delle politiche regionali..." - come qui si dice al comma 3 dell'articolo 2 - "... i criteri ed i parametri per il bilancio annuale e pluriennale, gli indirizzi della finanziaria e dei disegni di legge collegati...", ciò significa che, dal punto di vista politico, questo sarà il documento principe che discuteremo in Consiglio regionale, sempre che vi sia coerenza fra programmazione... ma quello a cui dobbiamo tendere è che vi sia coerenza. Riteniamo che questo sia un documento valido, che costituisca un cambiamento significativo del modo di impostare la manovra di bilancio, che consenta una pianificazione strategica e vada perfettamente incontro ai problemi da noi posti lo scorso anno con quella mozione di indirizzo che ho ricordato prima.

Vi è un secondo aspetto che riteniamo convincente di questa proposta: l'introduzione dei disegni di legge collegati a fianco della finanziaria. Vi ricordate tutti lo scontro che abbiamo avuto lo scorso anno, perché noi e tutta l'opposizione abbiamo posto il problema che nella finanziaria si inserivano una serie di normative che non erano proprie della stessa; vi è stata una forzatura, forse anche per esigenze di rapidità, ma si è snaturata la funzione della legge finanziaria. Adesso, più correttamente a nostro avviso, si prevede di introdurre dei disegni di legge collegati, che potranno anche intervenire su aspetti non prettamente finanziari che siano all'interno della manovra di bilancio. Ora, qui non è detto, ma ritengo sia implicito che i disegni di legge collegati vanno poi all'esame delle competenti commissioni, perché, se questo non avvenisse, se cioè passassero solo in II Commissione - quella competente in materia finanziaria -, ricadremmo nel problema che abbiamo avuto lo scorso anno, ma credo che, impostato così, sia logico che i disegni di legge collegati vengano esaminati nel merito dalle commissioni competenti, che avranno la possibilità di approfondire meglio questi aspetti. Anche sotto questo aspetto quindi ci sembra che si risolva bene il problema che abbiamo avuto l'anno scorso, ma anche gli anni passati, nel senso di una legge finanziaria eccessivamente "rigonfia" in cui ci stava dentro di tutto, tale legge non passava l'esame delle commissioni competenti nel merito e questo determinava il fatto che non si potessero approfondire tutta una serie di aspetti importanti; con questa impostazione, a nostro avviso, è invece possibile riuscire a far fronte a questo problema.

Vi sono alcuni aspetti che si possono migliorare di questo disegno di legge su cui ci riserviamo di presentare degli emendamenti, però dobbiamo riconoscere che l'impostazione recepisce il dibattito che abbiamo fatto lo scorso anno, anche gli impegni che la Giunta aveva assunto di non riprodurre più la situazione che si era determinata lo scorso anno con quella legge finanziaria anomala... quindi lo vediamo come un progresso positivo. Bisognerà che tutti, gruppi consiliari e Giunta, imparino ad usare questo nuovo strumento, quindi sarà anche un apprendistato non semplice, però è importante che si avvii questa nuova strada.

Président - La parole au Conseiller Borre.

Borre (UV) - Pour aborder ce thème je vais revenir à la discussion de la loi budgétaire de l'année passée, au cours du débat l'Assesseur Marguerettaz s'exprima ainsi dans sa réplique:

"Abbiamo colto positivamente tutta una serie di considerazioni e non le riteniamo delle sterili polemiche o critiche, ma le consideriamo uno stimolo a far sempre meglio, quindi, da questo punto di vista, vi è un impegno formale a che il bilancio di previsione 2005-2007 e il bilancio annuale trovino un iter metodologico più puntuale attraverso le audizioni, il confronto con la società civile, le associazioni di categoria, trovino una tempistica diversa da quella di quest'anno".

Voilà donc qu'à la suite de ces déclarations, il me semble pouvoir affirmer que ce projet de loi donne une réponse adéquate soit au point de vue méthodologique, soit en ce qui concerne ce que j'ai évoqué. De plus: il s'agit d'un projet de loi qui va dans le sens de reconnaître au Conseil un rôle et des compétences telles que nous l'avions souvent demandé; cela parce que cette loi permettra au Conseil d'aborder de façon préalable un débat sur les adresses et sur les lignes d'interventions politiques afférentes au programme de législature. Egalement cette loi concernera les acteurs sociaux intéressés, en leur permettant d'exprimer leurs avis et de faire avancer des suggestions utiles et partagées pour la rédaction du budget prévisionnel de la Région; cela parce qu'elle permettra la réalisation d'un document politique important, qui se propose de mettre en relief les propos et les lignes d'intervention de la majorité qui seront explicitées dans le budget. Le Plan régional économique et financier sera un document important de planification économique et financière qui donnera suite aux adresses du programme de législature et, par conséquent, à l'activité de la majorité; le tout en fixant des critères et des paramètres permettant de mieux cibler les exigences et l'attribution des ressources dans le budget de la Région. Cette loi permettra de définir les macrobjectifs, de fixer des priorités, tout en définissant les adresses de caractère stratégique; cela permettra ainsi de solliciter une discussion ample sur le budget, qui est et reste un instrument qui autorise les exigences de dépense de l'Administration et qui définit l'ensemble des ressources disponibles.

Le PREFIN par conséquent sera aussi un support utile pour une approche meilleure et plus facile au budget de la Région, devenant un élément de transparence, de simplification de lecture et d'analyse sur des thèmes qui jusqu'au présent étaient souvent noyés dans les complexités bureaucratiques. La facilitation de la compréhension dont je viens de parler répond à l'exigence de dépasser le caractère d'exclusivité que les documents comptables ont, puisqu'ils sont trop souvent très techniques. Le PREFIN introduit et prend en compte des éléments que je considère indispensables pour rendre valide ce projet, tels que l'analyse des situations socio-économiques, les ressources financières disponibles, le Pacte de stabilité, les critères de répartition des ressources entre les différents assessorats, les lignes d'intervention et les actions programmatiques, les adresses prioritaires fixées pour le plan d'intervention. Déjà à partir de ces éléments je pense pouvoir affirmer que nous aurons atteint l'objectif de la simplicité et de la transparence des adresses politiques et des lignes d'actions, permettant ainsi à l'Exécutif d'avoir un support important pour une action encore plus collégiale; de plus: j'estime que les retombées du PREFIN pourront permettre aussi aux structures et aux bureaux de l'Administration de travailler avec des adresses plus précises, en permettant ainsi de mieux cibler les priorités et de simplifier les procédures. Encore: il ne faudra pas oublier que par cet instrument on arrivera à modifier l'ensemble de la loi du budget à travers des lois d'approfondissement et d'application successive. Cet élément permettra d'éclaircir définitivement des aspects procéduraux, tels que ceux qui nous ont si longuement et inutilement fait discuter et confronter dans le passé.

Je termine en soulignant comme cette loi soit un document d'adresses qui veut définir une méthode de travail. Le premier plan qui sera soumis à l'attention de cette Assemblée nous permettra de vérifier la validité pratique de cette loi. C'est dans cette salle que la volonté de travailler selon des critères sérieux sera mise à l'épreuve, tout en considérant que toute possibilité de discussion et de débat sera assurée. Je crois que l'intervention du Conseiller Riccarand au nom de "l'Arcobaleno" soit un bon signal pour un bon travail.

Président - La parole au Conseiller Stacchetti.

Stacchetti (SA) - Aggiungere a quanto è stato detto non è facile, perché gli interventi che mi hanno preceduto hanno centrato appieno il significato e l'importanza di questa legge. Analizzando la legge, secondo me, il "cuore" del PREFIN si identifica con quanto riportato nel comma 3 dell'articolo 2, cioè che questa legge "definisce i macrobiettivi da conseguire mediante le politiche regionali, indica i criteri ed i parametri per la formazione del bilancio annuale e pluriennale e contiene gli indirizzi per la predisposizione del disegno di legge finanziaria...", è cioè un progetto preliminare.

Ritengo che il bilancio regionale fosse un progetto esecutivo che mancava del progetto preliminare: come tutti i progetti importanti, alla base dovrebbe sempre esserci un progetto preliminare. Il sistema di preparazione e di esame del bilancio di previsione approvato a fine 2003 era stato contestato dai vari gruppi consiliari, invitando l'Esecutivo, e in modo particolare l'Assessore competente, a trovare un sistema che dia più tempo e quindi più possibilità di documentazione, di ricerca, di riflessione ad ognuno di noi per meglio eventualmente proporre iniziative atte a migliorare il progetto. Il PREFIN, secondo noi, ha accolto l'invito dei vari gruppi e sarà quel progetto preliminare che conterrà gli obiettivi principali dei progetti esecutivi, che sono i bilanci di previsione e la finanziaria. Con questo progetto preliminare ognuno di noi avrà tempo e modo per meglio documentarsi, analizzare, giudicare e per meglio prepararsi nell'insieme.

Considerando che è stato accolto quanto chiesto dal Consiglio, il nostro non può che essere un giudizio positivo.

Président - La parole au rapporteur, le Conseiller Fiou.

Fiou (GV-DS-PSE) - Spero di non fare forzature al Regolamento, è una specie di replica del relatore, prima dell'Assessore...

Président - ... sans aucun problème.

Fiou (GV-DS-PSE) - Perché reintervengo? Perché l'intervento del Consigliere Tibaldi qualche "sollecitazione" me l'ha proposta, quindi voglio anche spiegare quello che ritengo il mio entusiasmo nel presentare il PREFIN; per farlo, voglio di nuovo richiamare il nostro punto di partenza, in questo senso mi voglio rifare anch'io alla discussione fatta in occasione del bilancio preventivo dello scorso anno e voglio leggere una parte dell'intervento da me effettuato allora:

"Il nostro bilancio rientra piuttosto nella tipologia dei bilanci detti a "scorrimento", costruito cioè in prevalenza dagli uffici dell'Assessorato competente, partendo dall'analogo documento dell'anno precedente, andando a correggere le cifre che interessano i vari capitoli per adeguarli alla nuova situazione finanziaria, o per piccole correzioni in qualche settore. Penso che qui siamo lontani da un percorso che affronti problemi relazionali posti..." - posti allora da un sindacalista - "... problemi che vanno ben oltre il rispetto, pur importante, della concertazione e che coinvolgono tutto un sistema di relazioni, come la capacità di portare in mezzo ai cittadini le proposte del programma di legislatura e far capire loro che ciò che si concretizza nel bilancio sono i passi di una successione di iniziative per la realizzazione dello stesso. In questo modo si attuerebbe anche un impegno di trasparenza, si consoliderebbe cioè la logica che le scelte vere si fanno alla luce del sole, a cui si fanno partecipare tutti, e non nel chiuso delle stanze della politica, o magari da qualche altra parte.

Il percorso iniziato in mezzo ai cittadini dovrebbe poi prevedere i passaggi naturali; chi approva il bilancio è il Consiglio, io direi che tale organo è il padrone del bilancio, allora l'iter della costruzione del bilancio non può ridurre il ruolo del Consiglio a mero ratificatore di un documento costruito con la radicalizzazione del metodo a scorrimento. Nel dire questo rischio di ripetere un tema che ormai è diventato un po' retorico nel nostro dibattito, però nello stesso tempo non posso tralasciare una questione che è dirimente per il nostro lavoro. L'individuazione delle scelte di bilancio deve crescere qui dentro; quando abbiamo votato questo Governo, abbiamo votato anche il programma di legislatura, anche se a maggioranza. Il programma di legislatura ora appartiene al Consiglio e da esso si deve partire per formulare gli atti che lo devono concretizzare; da questo devono derivare anche gli atti programmatori, ovviamente sempre del Consiglio, su cui costruire il bilancio. Al Consiglio compete anche promuovere il rapporto con i cittadini; è in qualche modo riduttivo delegare solo alla Giunta la presentazione del bilancio attraverso la tradizionale conferenza stampa, che ne sancisce quasi un taglio burocratico e comunque l'inversione del percorso: anziché andare dal cittadino, al momento il Governo segue la strada opposta.

Ho seguito con attenzione l'iniziativa del gruppo "Arcobaleno" di qualche seduta fa, quando ha proposto alla discussione alcune priorità su cui poggiare le scelte di bilancio. Nei contenuti, ovviamente, questa iniziativa si riferiva al programma della loro coalizione, quindi era di parte, comunque era uno stimolo al confronto. Nel metodo proponeva un percorso interessante, percorso che noi Consiglieri di maggioranza non siamo stati capaci di mettere in moto, malgrado fossimo molto più forti, grazie a quel patrimonio condiviso che è il programma di maggioranza.

Tutto questo mio ragionamento metodologico, che è foriero di implicazioni politiche di non secondo piano, non sottintende in particolare un atteggiamento critico nei confronti della Giunta, che credo che, più che prevaricare, forse occupa spazi lasciati vuoti dal Consiglio, sempre che poi la Giunta non prenda troppo gusto in questo senso. Il mio obiettivo è di sollecitare l'insieme dei consiglieri, in particolare quelli di maggioranza, a rivestire con più convinzione il ruolo che loro compete; ciò comporta sicuramente un cambio di filosofia complessiva nel modo di lavorare, ma evidenzia soprattutto problemi organizzativi e la necessità di un riequilibrio delle strutture operative fra Giunta e Consiglio..." eccetera.

Ritengo che questo disegno di legge dia una risposta ancora parziale a queste sollecitazioni. Io non accetto questa lettura un po' interessata, che finora non si facesse un lavoro di programmazione, però questo lavoro non veniva valorizzato al momento della costruzione, dell'approvazione del bilancio. Credo che in tal senso il PREFIN apra un'occasione di grande partecipazione e di un ruolo diverso di tutti i consiglieri, quelli di maggioranza in particolare, i quali, nella discussione, sono quelli sempre un po' più emarginati. Già richiamavo anche difficoltà strutturali affinché questo svolgimento avvenga nel modo dovuto... nel formulare le leggi credo che la Giunta abbia alle spalle un'organizzazione ben diversa da quella del Consiglio... se i consiglieri si mettessero sul serio a fare loro le leggi... ci sarebbero problemi di rapporto fra Consiglio e Governo da risolvere nel senso che dovrebbero mettere atto legami diversi dagli attuali, che consentirebbero di concordare anche iter per arrivare ai disegni legislativi. Credo che comunque in questa fase si possa aprire questo percorso diverso. Sono anche per insistere, e sto insistendo, perché vorrei anche fare qualche forzatura in questa direzione: mi piace pensare ad un modo di lavorare diverso. I temi che si presentano però non sono semplici, stiamo parlando di un riferimento che è il Piano di sviluppo per la Valle d'Aosta, che dovremmo riuscire a costruire insieme; stiamo parlando della capacità anche di mettere in discussione lo "status quo", se si parla di un piano di sviluppo per il futuro: stiamo parlando anche di fare la revisione del nostro patrimonio legislativo, che attualmente introduce in questa fase vincoli e priorità. Ecco, tanto per farvi qualche esempio, perché a mio avviso stiamo avviando un percorso non facile, però, se ci impegniamo, interessante per valorizzare meglio il nostro lavoro.

Président - La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Prendo anch'io la parola, non per ripetere quanto ha già esposto prima di me il collega Riccarand a nome del gruppo, ma per fare un paio di riflessioni generali e poi per illustrare gli emendamenti che il nostro gruppo ha depositato presso la Presidenza.

Credo anch'io che questo sia un documento importante perché, se pensiamo alle problematiche del funzionamento del Consiglio, alle problematiche istituzionali nel rapporto fra Consiglio e Giunta, sicuramente questo disegno di legge è il provvedimento più importante di questa legislatura. Forse non ci voleva molto, perché questo è stato - soprattutto per quanto concerne i rapporti istituzionali fra Consiglio e Giunta - un tema di cui si è discusso molto, ma per cui si è fatto poco e, se in molti casi la lamentata soggezione del Consiglio nei confronti della Giunta è solo l'espressione di un'incapacità politica del Consiglio di assumere le proprie decisioni, perché gli strumenti giuridici e le competenze vi sono tutte, in questo caso bisogna invece riconoscere che il Consiglio, con la legislazione finora vigente, non aveva alcuna possibilità di incidere sull'impostazione del bilancio, se non, come abbiamo tentato di fare noi lo scorso anno, attraverso la proposizione e la votazione di una mozione di indirizzo. Per noi, che denunciamo da anni questa soggezione del Consiglio nei confronti della Giunta, questo disegno di legge va quindi nella direzione giusta e non è un provvedimento ottenuto con facilità, a nostro giudizio è il frutto di una maturazione lenta, di una consapevolezza che man mano è cresciuta in riferimento ad un rapporto fra Giunta e Consiglio che non funzionava più. Un esempio di questo stato di cose emerge proprio dall'intervento del Consigliere Fiou in occasione dell'approvazione dell'ultimo bilancio e fattore scatenante di questa situazione fu proprio il confronto politico duro che avemmo in quest'aula quando si discusse della legge finanziaria e del bilancio per il 2004. Rivendichiamo una nostra parte di stimolo, di proposizione, di "pungolo" alla maggioranza e al Governo regionale nella proposizione di questo disegno di legge, che quindi nei suoi obiettivi generali condividiamo, ma che riteniamo ancora un po' debole sotto il profilo normativo, soprattutto sotto il profilo della certezza dei tempi e delle scadenze; è per tale motivo che abbiamo presentato 3 emendamenti, che illustrerò brevemente e che mi auguro siano anch'essi frutto di dialogo e di confronto, come il dialogo e il confronto sono stati alla base dell'iniziativa del Governo regionale.

Nel dettaglio, il primo emendamento riguarda il 2° comma dell'articolo 2, che recita: "Il PREFIN è predisposto dalla Giunta regionale che, di norma, lo presenta al Consiglio regionale entro il 30 giugno". Noi proponiamo di cancellare la parola "di norma"; mi piace poco già come tecnica legislativa, ma anche dal punto di vista logico. Scegliamo un termine, al limite, se individuiamo nel 30 giugno un termine troppo stretto per la Giunta, decidiamo che esso sia in ipotesi il 15 luglio, ma mettiamo un termine, perché questa forma di legiferare - peraltro tutta mediterranea -, consistente nell'indicare un termine e poi indicare "di norma" o aggiungere delle eccezioni, mi pare poco consona ad una legge che vuole essere innovativa dal punto di vista formale.

Il secondo emendamento è nello stesso senso, noi chiediamo la cancellazione dell'intero comma 5 dell'articolo 2, che recita: "In caso di mancata presentazione del PREFIN, restano confermate le linee della pianificazione strategica evidenziate nell'ultimo piano approvato". Trovo questa norma ancora più priva di senso della precedente, priva di senso logico intanto, perché è in totale contraddizione con quanto afferma il comma 1 dell'articolo 2, che prevede: "La Regione... formula ogni anno il piano regionale economico-finanziario (PREFIN)". Allora delle due l'una: o si scrive al comma 1 che la presentazione del piano avviene ogni anno, e allora cancelliamo il comma 5, oppure si usa un'altra formula per dire che la presentazione del piano non è obbligatoria, mentre noi crediamo che la presentazione del piano debba esserlo. Peraltro - e lo dico come argomentazione a beneficio della Giunta - l'Esecutivo, accogliendo questi nostri emendamenti, non è che possa trovarsi in difficoltà, assolutamente no, perché vi è già una norma di salvaguardia, quella che qualcuno ha ricordato, secondo la quale - articolo 2, 4° comma - se il Consiglio regionale non approva il PREFIN entro il 30 settembre, ciò non impedisce alla Giunta di elaborare i disegni di legge in materia di bilancio. Questa via di salvezza quindi ce l'avete comunque, perché è anche ragionevole prevedere, se per tutte le ragioni del mondo non si riuscisse ad approvare il PREFIN entro il 30 settembre, la possibilità per la Giunta di proporre le leggi di bilancio e la legge finanziaria. Questo "mettere le mani avanti", quindi, mi pare un discorso che non vada bene sotto il profilo della tecnica legislativa, ma soprattutto sotto il profilo della correttezza istituzionale che deve intercorrere fra Consiglio e Giunta e che è l'obiettivo principale di questa normativa.

Coerentemente, presentiamo un terzo emendamento che apparentemente va nel senso opposto, proprio perché chiediamo serietà... ed è relativo alla norma transitoria. Ormai, per quanto riguarda l'anno in corso, il 30 giugno è un termine superato, quindi la legge propone che, per il 2004, il termine di presentazione sia il 31 luglio; noi proponiamo che tale termine sia il 31 agosto, perché riteniamo il 31 luglio un termine troppo breve rispetto all'entrata in vigore della legge; quindi la Giunta, proprio perché crediamo in questo documento, deve avere più tempo per elaborare il documento.

Quest'anno avremo noi consiglieri più lavoro da fare in breve tempo, perché dovremo raccogliere idee, fare proposte, emendare, confrontarci su questo documento con un lasso di tempo mensile e non trimestrale, però lo riteniamo un sacrificio per il Consiglio regionale giudizioso, tenendo conto del momento in cui andiamo ad approvare questa legge. Con tale spirito collaborativo proponiamo questi emendamenti, confidando che vengano accolti, perché vanno nel senso di rafforzare questa legge e quindi di dare al Consiglio quello strumento di indirizzo di politica economico-finanziaria che per tanti anni abbiamo auspicato in quest'aula.

Si dà atto che dalle ore 17,16 presiede il Vicepresidente Lanièce.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Il nostro gruppo interviene nuovamente nel dibattito, anche perché avevamo auspicato attraverso il primo intervento svolto dal collega Tibaldi che l'Assessore "sciogliesse" queste contraddizioni che abbiamo ravvisato nel disegno di legge. Mi sembra di capire che l'intervento dell'Assessore, se ci sarà, sarà a chiusura del dibattito generale, di conseguenza riteniamo di dover reintervenire in questo dibattito, intanto per annunciare la presentazione di emendamenti che sono già stati depositati alla Presidenza, poi soprattutto per tornare sull'intervento del relatore, che è stato un duplice intervento: sulla relazione subito e successivamente sull'intervento fatto dal collega Tibaldi. Proprio l'intervento del relatore ha convinto il nostro gruppo a depositare gli emendamenti, sul presupposto che qualcosa in questo disegno di legge ci sembra non quadrare. È vero che la politica spesso è fatta di enunciazione di principi e di ragionamenti, ma è altrettanto vero che vi sono dei momenti come questo, quando, di fronte a una legge, le parole valgono per quello che si scrive.

Penso che questo sia un disegno di legge che si discosta dalla relazione e soprattutto dall'esposizione fatta dal relatore, perché vediamo solo nell'articolo 1, che è l'articolo dei principi, il ragionamento del relatore, ma dall'articolo 2 in avanti ci sembra di non vedere altro se non delle contraddizioni, di conseguenza le perplessità prima espresse le ribadiamo, salvo che vi sia lo spazio per "aggiustare" quel disegno di legge. Un provvedimento che è stato definito dal collega Curtaz come il disegno di legge più importante; ci piacerebbe poterci unire a questa considerazione, se il disegno di legge dopo l'articolo 1, che possiamo in linea di principio condividere, fosse coerente con quel principio, ma non lo è. Quando si introduce un principio, e questo introduce l'articolo 1, ovvero il principio della pianificazione strategica che viene adottato come metodo dalla Regione, non possiamo subordinarlo poi all'eventualità, alla discrezionalità, all'arbitrio di un altro organo politico che è la Giunta. Se questo disegno di legge ha come obiettivo quello di riportare le scelte strategiche, dunque le scelte di programmazione economico-finanziaria, al centro del confronto consiliare, non può non essere perentorio nei suoi passaggi; di conseguenza, non si può dire che la mancata presentazione di questo documento non impedisce la presentazione della legge di bilancio e non si può neppure prevedere che, in caso di mancata presentazione del PREFIN, valgono le linee della precedente pianificazione, perché il principio dell'articolo 1 viene così agevolmente bypassato dal prosieguo degli articoli successivi. È come se si dicesse che questo Consiglio regionale ha competenza legislativa, ma che la Giunta regionale può decidere ed approvare delle leggi prescindendo dal parere del Consiglio regionale. Riteniamo che non sia in sintonia con quel principio, l'articolato del principio stesso... e abbiamo presentato degli emendamenti che riportano l'articolato alla coerenza del principio dell'articolo 1 e mi fa specie che i pochi interventi che vi sono stati da parte dei colleghi di maggioranza prescindano da questa realtà: qui non stiamo discutendo in una conferenza di una futura legge, ma di una legge che, così come la votiamo, uscirà sul Bollettino ufficiale della Regione e diventerà più o meno vincolante in base ai passaggi tecnici che andiamo a definire negli articoli, dal 2° a seguire.

Dobbiamo anche dire che, a supporto di quelle contraddizioni, ne evidenziamo un'altra, che non è oggetto dei nostri emendamenti, ma che si vorrebbe essere oggetto dei chiarimenti dell'Assessore. Il comma 2 dell'articolo 2 fa riferimento a una norma, che è predisposta dalla Giunta e che è presentata entro il 30 giugno al Consiglio, immaginiamo che la presentazione al Consiglio si sostanzi in un'illustrazione di quella norma, vorremmo capire se questa illustrazione si svolge a mo' di conferenza accademica, senza possibilità da parte delle forze politiche di intervenire e di conseguenza il vero dibattito politico venga rimandato alla data del 30 settembre. Sicuramente è un meccanismo innovativo, ma sul quale abbiamo certi dubbi... perché sarebbe un appesantimento della tempistica dei lavori del Consiglio, perché lo stesso documento passerebbe 2 volte all'attenzione dei lavori del Consiglio stesso.

Non posso non rinnovare quanto il collega Tibaldi, che mi ha preceduto, ha evidenziato a chiusura del suo intervento. Assessore, a lei l'onere e l'onore di chiarire questo disegno di legge, perché il nostro gruppo sarebbe disposto a sottoscrivere la relazione del collega Fiou, peccato che non sia la relazione di questo provvedimento! Questo disegno di legge, collega Fiou... è la relazione di un principio che si ferma all'articolo 1, ma il meccanismo messo in piedi smentisce in maniera evidente questa pianificazione strategica. Non vi può essere una pianificazione, per giunta strategica, non vi può essere un metodo adottato se non è cogente; se tutto ciò è lasciato alla discrezionalità del potere esecutivo, stiamo giocando ad approvare una legge che non ha alcun meccanismo per dare al Consiglio regionale un ruolo di centralità, perché alla fin fine la centralità dell'Assemblea - che anche il Presidente Perron aveva messo al centro del suo mandato - non è sancita da una norma, ma rimane alla discrezionalità del potere esecutivo. In sostanza, nulla cambia rispetto al passato e, se qualcosa proprio deve cambiare, cambia in peggio: cambia in peggio per l'appesantimento dei lavori - ma questo forse è il male minore -, ma anche perché per la prima volta viene introdotto il perverso meccanismo che un principio venga sancito, ma sia discrezionale a giudizio dell'organo esecutivo. Una legge introduce un principio che dovrebbe investire il Consiglio di competenze, ma queste ultime possono essere attuate o disapplicate non dall'organo che ne è investito nel principio, ma dall'organo esecutivo che non ha competenza legislativa; questo è un paradosso incredibile, è un principio pericolosissimo. Di conseguenza, in assenza di chiarimenti o di riconsiderazioni in sede di emendamenti, permangono le nostre perplessità e ci riserveremo di definire la nostra posizione di voto.

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (FA) - Eviterò di parlare in sede di dichiarazione di voto. Diamo un giudizio senz'altro positivo a questo disegno di legge; peraltro, all'atto della presentazione del bilancio di previsione dello scorso anno, avevamo criticato la maggioranza, che aveva presentato in finanziaria tutta una serie di disegni di legge, esautorando così il Consiglio dallo svolgere il suo ruolo. Lo abbiamo detto fin dall'inizio, ma lo aveva promesso il Presidente della Regione, che il dibattito della programmazione politica deve essere al centro in Consiglio; con questo disegno di legge ci siamo arrivati. Questo, a mio avviso, politicamente è il provvedimento più importante della legislatura.

Il disegno di legge n. 26 intende avviare il processo di pianificazione degli interventi in un quadro più moderno, teso ad esprimere una spinta di sviluppo socio-economico della nostra Regione; esso quindi è concepito in maniera snella e capace di fissare le linee portanti della volontà politica in fase di bilancio di previsione. Questo in linea generale. Sono stati trattati una serie di punti rilevanti del testo stesso, uno dei punti che credo sia di fondamentale importanza è quello dell'introduzione dei disegni di legge collegati, che andrebbero nelle diverse commissioni e avrebbero uno sviluppo di discussione fondamentale in senso politico. Condividiamo questo disegno di legge, ritenendo che la sua importanza sia rilevante e dichiariamo il nostro voto favorevole.

Presidente - Se nessun altro collega vuole prendere la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Devo dire in premessa che prendo la parola per esprimere soddisfazione, non solo per il lavoro effettuato dall'Esecutivo, ma per il lavoro che corona un dibattito consiliare. Nel corso dell'approvazione del primo bilancio presentato dal mio Assessorato e dalla Giunta, avevamo avuto una discussione in aula di un certo spessore, evidentemente vi sono cose che risultano pretestuose ed altre che sono degne di essere considerate e di meditazione. Avevamo assunto degli impegni e, come nostra prassi, abbiamo rispettato gli impegni.

Non vorrei dilungarmi sulle filosofie generali del disegno di legge, in quanto credo gli interventi coronino questo lavoro e mettano in evidenza le filosofie; mi limiterò ad evidenziare in modo tabellare gli obiettivi di questo disegno di legge. Da un lato questo provvedimento si vuole inserire come primo passo all'interno di una revisione generale del nostro ordinamento contabile ed amministrativo, questo perché ormai la pubblica amministrazione si sta dotando sempre più di strumenti che devono permettere di fare delle valutazioni sul suo operato. Gli enti locali minori - e i colleghi, che come me hanno avuto la fortuna di stare in amministrazione nei comuni e nelle comunità montane, lo sanno - si sono dotati di strumenti che permettono di valutare l'efficienza e l'efficacia dell'azione della pubblica amministrazione; da questo punto di vista, l'ordinamento regionale ha la necessità di evolversi, di modificarsi. Sotto alcuni aspetti... rispetto ad alcune affermazioni che mi paiono eccessive, non stiamo dicendo che nel passato certe attività non venivano fatte - a questo proposito si è espresso bene il collega Fiou -, venivano effettuate, ma non venivano codificate; quindi abbiamo la necessità, all'interno di un quadro generale, di fissare dei punti che aiutino il percorso di coloro che sono chiamati ad amministrare le risorse altrui. Da questo punto di vista, il PREFIN è un primo passo e riteniamo che il gruppo di lavoro istituito per concretizzare questo disegno di legge - gruppo di lavoro composto dai dirigenti dell'Assessorato, dai dirigenti dei servizi generali, coordinati dal Prof. Manacorda dell'Università della Valle d'Aosta, che ringrazio, come ringrazio peraltro tutti gli altri componenti - possa aiutarci anche nei passi successivi, per snellire questo nostro percorso che risulta un po' datato. Rispetto a questo abbiamo altri obiettivi, come è stato ricordato, obiettivi che discendono dal nostro ruolo politico. Evidentemente il bilancio - lo abbiamo detto in modo molto trasparente - ha delle rigidità che molte volte impediscono un dibattito e lo svolgimento dei propri ruoli, ma non solo del Consiglio, degli Assessori e della Giunta stessa, perché abbiamo un "effetto trascinamento" che in qualche modo pone delle "ipoteche" su un certo percorso.

Con questo strumento abbiamo codificato dei momenti di dibattito, di confronto che permettono di dare un'armonia alla discussione, prescindendo dai numeri. È chiaro che questo tipo di provvedimento non piace a coloro che vogliono fare polemica, a coloro che vogliono pretestuosamente andare a guardare il dettaglio, il "capello" fuori posto rispetto alle linee generali, perché, in un quadro dove esprimiamo un bilancio - che è all'incirca di 3 miliardi di euro -, se poniamo l'attenzione su ogni singolo dettaglio, rischiamo di deviare una discussione che dovrebbe essere invece di livello più elevato. È chiaro che questo disegno di legge non piace perché fa venire allo scoperto coloro che probabilmente vogliono agire di rimessa, vogliono speculare sul dettaglio rispetto alle linee generali... da questo punto di vista, credo questo sia uno strumento che va in tale senso, così come è un impegno che il Consiglio regionale si prende nei confronti della collettività, perché questo sarà un documento decisamente più leggibile rispetto a un bilancio, sarà più vicino a quello che si aspetta il cittadino, vuole capire quali sono i macrobiettivi... per cui a un certo punto potrà valutare l'operatività e l'operato del Consiglio regionale e delle varie proposte, che assumeranno una loro organicità rispetto a tabelle e a numeri.

Fatto questo tipo di ragionamento - peraltro già ripercorso dai colleghi che hanno voluto intervenire -, vengo ad alcuni commenti e ad alcuni ragionamenti che sono stati fatti all'atto della presentazione di alcuni emendamenti (è chiaro che alcune osservazioni e alcuni emendamenti sono frutto di una sensibilità che è diversa a seconda dell'appartenenza o della vocazione di una forza politica, che vuole o non vuole dedicarsi ad attività di governo). Se abbiamo a mente il buon funzionamento e vogliamo evitare interruzioni, mi pare che non possano introdursi all'interno di un disegno di legge e poi di una legge, qualora approvata, elementi, che, indipendentemente dalla volontà del Consiglio regionale, possano portare a una paralisi dell'attività amministrativa, perché noi abbiamo degli obblighi di non volontariamente introdurci in situazioni di paralisi - a questo riguardo mi ha fatto piacere il ragionamento fatto dal Consigliere Curtaz, che ha valutato questa situazione -; anche perché, nel momento in cui abbiamo il passaggio da una legislatura ad un'altra, si creerebbe una situazione paradossale, dove abbiamo una Giunta che va a predisporre un PREFIN, che poi non potrà sostenere e spiegare perché nel frattempo vi sarà il cambio di legislatura. Capite che questo tipo di discorso, anche dal punto di vista politico, sarebbe un "non senso", quindi, indicando tassativamente delle date e non prevedendo una sorta di elasticità in casi eccezionali, faremmo male, perché questi non sono momenti straordinari ed irrepetibili, ma il cambio di legislatura è un qualcosa di ciclico che avviene ogni 5 anni. Ecco qual è il ragionamento, per cui non vi è alcuna volontà in questo disegno di legge di introdurre un documento che, se ci piace, viene presentato; se non ci piace, non viene presentato: si tratta di un documento di cui il Consiglio, l'Esecutivo, ogni singolo consigliere credo abbia sentito la necessità... e, da questo punto di vista, va nel senso di introdurre quella salvaguardia che, in casi del tutto eccezionali, permette una non paralisi; ora, per tornare agli emendamenti, in particolare a quelli del gruppo "Arcobaleno", il discorso "di norma" ecco a cosa si riferiva.

Per quel che attiene il comma 5 dell'articolo 2, nel PREFIN abbiamo delle linee che valgono per l'anno successivo e per il triennio, quindi, di fatto, all'interno di tale documento abbiamo delle linee guida che governano un periodo di 3 anni; nel momento in cui non dovesse esserci l'approvazione del PREFIN dell'anno successivo, ecco che avremmo comunque le linee guida definite nell'anno precedente. Credo che il Consiglio sia già ampiamente "collaudato" su operazioni di questo genere, sul Piano dell'informatica alla fine del 2002 non ha approvato nulla, tant'è che anche la Consigliera Squarzino, quando abbiamo dibattuto di quel piano, faceva riferimento alle linee guida fatte 2 anni prima. Ecco qual è la filosofia: non trovarsi in un momento specifico con un'assenza di riferimenti. Non vuole essere questo tipo di articolato un qualcosa che va a stravolgere gli impegni che vengono assunti con la presentazione di questo disegno di legge. Ecco perché, comunque vada, abbiamo la possibilità di proporre un bilancio, ma non un bilancio slegato da qualsiasi riferimento, perché, se manca quel documento, vi sono le linee guida dell'anno precedente che valgono per un triennio.

Per quel che attiene al terzo emendamento, anche qui mi congratulo con il Consigliere Curtaz per l'onestà intellettuale: 31 luglio, 31 agosto. È chiaro anche che non sottraiamo tempi alla discussione, perché sapete che il mese di agosto le commissioni non si riuniscono, quindi ritengo sia accoglibile, anche se l'attività fatta dal Coordinatore, dagli uffici dell'Assessorato riguarda lavori già avviati, quindi abbiamo già da 2 settimane avviato un'attività di incontro con tutte le altre strutture in modo da definire i macrobiettivi e costruire il documento. Direi che ci saremmo impegnati a presentare per il 31 luglio il documento; è chiaro che, se abbiamo un po' di tempo in più, senza nuocere al dibattito nelle commissioni competenti, lo possiamo accogliere con senso positivo.

Per quel che attiene agli emendamenti della "Casa delle Libertà", l'emendamento che prevede la sostituzione del comma 4 dell'articolo 2 va esattamente nel senso opposto rispetto alla mia introduzione, quindi non è accoglibile; per il secondo emendamento, cioè l'abrogazione del comma 5 dell'articolo 2, che è identico all'emendamento proposto dal gruppo "Arcobaleno", valgono le osservazioni che ho detto prima. Per quel che riguarda l'osservazione - che non è contenuta all'interno dell'emendamento - effettuata dal Consigliere Frassy - sulla doppia presentazione, è ovvio che, dal punto di vista del significato del comma 2 dell'articolo 2: "il PREFIN è predisposto dalla Giunta regionale che, di norma, lo presenta al Consiglio regionale entro il 30 giugno": "lo presenta" vuol dire che è un atto che licenzia entro il 30 giugno e che viene trasmesso alle commissioni consiliari competenti; questo è il significato del comma 2, anche perché, quando vi sono le approvazioni di questi provvedimenti da parte della Giunta, vi è poi una trasmissione al Presidente del Consiglio che fa seguire l'iter del caso al provvedimento.

Devo a questo punto concludere... cercando di condividere l'entusiasmo del Consigliere Fiou, sarà che il Consigliere Fiou beneficia delle correnti della Valle del Gran San Bernardo che investono la sua abitazione... ma, al di là dell'ironia, credo che questo disegno di legge dia un "respiro" ampio e una certa "noblesse" al Consiglio, che eviterà di cimentarsi con dei dettagli, utili, ma dei dettagli che non entusiasmano più nessuno, per fare un minimo di attività un po' più nobile. Ritengo che questo possa valere anche per delle linee riguardanti la pianificazione regionale. Anche la pianificazione regionale nell'ambito dell'ordinamento europeo - e qui devo ringraziare l'Assessore Caveri -, con l'introduzione all'interno dell'articolo 3 di un richiamo a questa programmazione inserita in un contesto decisamente più ampio, è un po' un segnale che l'Esecutivo e i proponenti hanno voluto dare e che credo possa coinvolgere tutti dal punto di vista dell'entusiasmo, invitando a "volare alto" e, soprattutto, ad essere pratici, per non andare ad introdurre delle norme che porterebbero delle grandi difficoltà all'interno del Consiglio regionale.

Si dà atto che dalle ore 17,45 riassume la presidenza il Presidente Perron.

Président - On passe à l'examen des articles. Je rappelle que la IIe Commission a exprimé son avis favorable à la majorité; ainsi le Conseil permanent des collectivités locales a exprimé avis favorable.

Je soumets au vote l'article 1er:

Conseillers présents et votants: 32

Pour: 32

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - A l'article 2 il y a le premier amendement du groupe "Arcobaleno"; j'en donne lecture:

Emendamento

All'articolo 2, comma 2, cancellare le parole "di norma".

La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Stiamo parlando del nostro emendamento, quindi, ovviamente, annuncio voto favorevole e voteremo favorevolmente anche l'articolo, perché abbiamo detto che condividiamo il disegno di legge. Voglio però fare alcune considerazioni sulle osservazioni effettuate dall'Assessore Marguerettaz per entrambi gli emendamenti, perché non ci hanno convinto, intanto, per quanto riguarda il primo emendamento... ma, per quanto concerne il secondo, a me francamente sembra che le osservazioni fatte non stiano "né in cielo, né in terra"!

Per quanto riguarda il primo emendamento, l'Assessore dà questa interpretazione: "abbiamo aggiunto le parole "di norma" perché, in caso di rinnovo del Consiglio, non è possibile per la Giunta portare il PREFIN al Consiglio entro il 30 giugno"; a parte che il 30 giugno il Consiglio è sciolto, quindi non abbiamo bisogno di scriverlo qui...

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... mi permetta, non può presentare un piano a un Consiglio che è sciolto, quindi non vi è bisogno di scriverlo ma, se fosse questa l'intenzione, bastava scriverlo, perché questo non vale per tutti e 5 gli anni, ma varrebbe per un anno su 5; invece, come è scritto, varrà per tutti gli anni e, quando eventualmente ci sarà qualcuno di noi che si lamenta che il PREFIN è stato presentato ad esempio il 30 agosto, vi sarà qualcuno di voi che si alzerà e dirà: "avete approvato", e noi... votiamo anche noi una legge in cui vi è scritto "di norma", e si riferisce a tutte le occasioni: cerchiamo anche di ragionare sulle cose.

È sul secondo emendamento che le osservazioni non stanno "né in cielo, né in terra". Assessore, avete scritto voi nella legge al comma 1 dell'articolo 2: "formula ogni anno", allora perché si prevede che possa non essere formulato? Perché vi è un piano triennale? Ma scherziamo! È poi in contraddizione con quello che lei ha detto per giustificare la posizione sul primo emendamento, perché, così facendo, avremmo una nuova Giunta che fa proprio il piano di un vecchio Consiglio, di una vecchia Giunta. Il fatto di presentare ogni anno il PREFIN, allora, è estremamente importante! Dicevo prima, ragioniamo su termini che possono riguardare casi particolari, casi eccezionali, questa norma si poteva formulare in centomila modi diversi, ma non vuol dire quello che ha detto lei, vuol dire altro! Vuol dire che vi lasciate "le mani libere"! Rispetto a questi due problemi peraltro... l'ho accennato, ma lo ribadisco per dire il motivo per il quale non voteremo l'emendamento proposto dalla "Casa delle Libertà"... perché in ogni caso voi avete sempre una via di uscita che è il comma 4. In ordine a quel comma non abbiamo presentato degli emendamenti per due ragioni: la prima, per questa via di uscita di carattere politico, perché, qualsiasi cosa avvenga, la Giunta può sempre approvare il bilancio. Poi perché questo è un obbligo costituzionale, pertanto, a nostro giudizio, l'emendamento della "Casa delle Libertà" non è accoglibile in quanto incostituzionale: è lo Statuto infatti a prevedere che debba essere approvato il bilancio annuale, quindi non è possibile con una legge regionale ordinaria derogare a quanto lo Statuto stabilisce. Ripeto: anche in senso politico è giusto che la Giunta abbia questa possibilità estrema, ma perché deve darsi tre possibilità, quando ne ha una che è decisiva?

Mi sembra che le obbiezioni alle nostre proposte siano sbagliate e dispiace perché abbiamo presentato questi emendamenti a scopi collaborativi e propositivi; perché, se questi emendamenti volessero dire quello che lei ha detto nella replica, avreste potuto scriverlo, invece le norme dicono una cosa molto diversa e lasciano le "mani libere" affinché la Giunta si comporti come crede rispetto ad una materia delicata. Vedrete che, con questo tipo di indicazione così generica per quanto riguarda le date, i contenuti, addirittura prevedendo la possibilità di non presentare il piano, avrete dei problemi non solo con le opposizioni, ma anche all'interno della vostra maggioranza.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Intervengo per cercare di dare un contributo chiarificatore alla discussione. Normalmente i commi e gli articoli vanno letti con una certa sequenza: questo comma, che è il 5° - e dirò una cosa di una particolare novità -, viene espresso dopo il 4° comma. Il 4° comma, indicato come - e qui mi compiaccio con il Consigliere Curtaz - "condivisibile" e "condiviso", quindi, viene seguito da un 5° comma, per evitare, nell'ambito della previsione del 4° - ossia, in assenza del piano, la Giunta può comunque presentare il bilancio -, che il bilancio venga presentato senza alcun tipo di riferimento. Quest'ultimo viene indicato nel 5° comma, comma che - se mi permette, Consigliere Curtaz - è addirittura vincolante per la Giunta che va a presentare il bilancio, perché non gli lascia le "mani libere" che avrebbe laddove il bilancio non avesse riferimenti: al contrario il bilancio, anche in assenza del piano annuale, deve fare riferimento all'ultimo PREFIN approvato, che è legittimato dal Consiglio regionale: ecco qual è la filosofia! Mi dispiace che non sia stato letto come un vincolo, perché, se noi eliminiamo il 5° comma, la Giunta ha le "mani libere" per presentare un bilancio senza alcun tipo di riferimento: ecco perché ho cercato di rappresentare questa nostra idea, ed era proprio quella autentica. Dopodiché, su questo tema ci dobbiamo confrontare, dobbiamo "collaudarci"; ci metterò l'entusiasmo e tutte le possibili energie e vedremo cosa riusciremo a proporre, lì sarà un po' una scommessa per tutti ma, da questo punto di vista, via via potremo fare sempre meglio; ma la lettura autentica del comma 5 dell'articolo 2 è questa e non può che essere questa perché, se togliete questo comma, la Giunta può presentare un bilancio senza alcun riferimento.

Président - Je soumets au vote le premier amendement du groupe "Arcobaleno":

Conseillers présents: 32

Votants: 4

Pour: 4

Abstentions: 28: (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Frassy, Isabellon, Lanièce, Lattanzi, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Stacchetti, Tibaldi, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - A l'article 2 il y a le premier amendement du groupe "Casa delle Libertà"; j'en donne lecture:

Emendamento

Articolo 2, comma 4, sostituire con:

"4. Il Consiglio regionale approva il PREFIN entro il 30 settembre; la mancata approvazione del piano impedisce la presentazione, da parte della Giunta regionale, dei disegni di legge relativi al bilancio annuale e pluriennale alla legge finanziaria ed alle leggi collegate di cui all'articolo 3.".

Je le soumets au vote:

Conseillers présents: 31

Votants: 4

Pour: 3

Contre: 1

Abstentions: 27: (Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Curtaz, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Isabellon, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Riccarand, Rini, Salzone, Squarzino Secondina, Stacchetti, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Toujours à l'article 2 il y a le deuxième amendement respectivement du groupe "Arcobaleno" et du groupe "Casa delle Libertà", qui peuvent être regroupés du fait qu'ils contiennent la même indication; j'en donne lecture:

Emendamento

All'articolo 2 cancellare l'intero comma 5°:

"5. In caso di mancata presentazione del PREFIN, restano confermate le linee della pianificazione strategica evidenziate nell'ultimo piano approvato.".

Emendamento

Articolo 2, comma 5: abrogare.

Je les soumets au vote:

Conseillers présents: 32

Votants: 6

Pour: 6

Abstentions: 26: (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Isabellon, Lanièce, Maquignaz, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Stacchetti, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent, Viérin Marco)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Je soumets au vote l'article 2:

Conseillers présents: 32

Votants: 32

Pour: 29

Contre: 3

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 3:

Conseillers présents: 32

Votants: 32

Pour: 29

Contre: 3

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 4:

Conseillers présents: 32

Votants: 32

Pour: 29

Contre: 3

Le Conseil approuve.

Président - A l'article 5 il y a le troisième amendement du groupe "Arcobaleno"; j'en donne lecture:

Emendamento

All'articolo 5 sostituire la data "31 luglio" con la data "31 agosto".

La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Per indicare che da parte dell'Esecutivo vi è condivisione sull'emendamento, ringraziamo il gruppo "Arcobaleno" per la proposta.

Président - Je soumets au vote l'amendement:

Conseillers présents: 32

Votants: 29

Pour: 29

Abstentions: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 5 dans le texte ainsi amendé:

Articolo 5

(Disposizione transitoria)

1. In sede di prima applicazione della presente legge, il termine di cui all'articolo 2, comma 2, è stabilito al 31 agosto.

Conseillers présents: 32

Votants: 32

Pour: 29

Contre: 3

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 6:

Conseillers présents: 32

Votants: 32

Pour: 29

Contre: 3

Le Conseil approuve.

Président - La parole au Conseiller Frassy, pour déclaration de vote.

Frassy (CdL) - Manteniamo le perplessità che avevamo espresso nel dibattito generale e dobbiamo dire che queste perplessità non sono state fugate dal suo intervento, men che meno dalle modifiche - minimali peraltro - che ha subito questo provvedimento. Alla luce delle sue risposte e proprio dell'ultimo emendamento approvato dalla maggioranza, ribadiamo il convincimento che questo sia un pessimo disegno di legge; si tratta di un provvedimento - al di là delle preoccupazioni che avevamo espresso - inapplicabile, che contrasta con altre norme regolamentari di questo Consiglio. Mi riferisco in particolare al Regolamento interno del Consiglio regionale, perché la risposta che lei ha voluto dare a precisazione del comma 2 dell'articolo 2 - che la presentazione al Consiglio regionale va intesa come presentazione alla Presidenza del Consiglio affinché il piano faccia l'iter che fanno tutti i provvedimenti di tipo legislativo da mettere in iscrizione al dibattito consiliare - non sta assolutamente dentro ai termini da voi previsti e da voi reimpostati con questo ultimo emendamento, e mi spiego meglio. Il 30 giugno viene presentato il documento, le commissioni hanno un termine di 60 giorni per esprimere il loro parere, di conseguenza non ci può essere legge che dica: "ma sì, sono 60 giorni, ma potrebbero bastarne 45", perché in quel caso bisognerebbe modificare il Regolamento; non contano le sospensioni estive: il periodo dal 1° agosto al 15 settembre. Se facciamo due conti, Assessore, dal 30 giugno al 30 settembre non ci sono 60 giorni; le commissioni, di conseguenza - gli organismi principe con cui si esprime l'approfondimento consiliare -, sono state menomate, in violazione del Regolamento, dei termini che hanno a disposizione per esprimere il loro parere compiuto. Questo atto, che a parole doveva riportare la centralità del Consiglio nel dibattito della programmazione, perciò, collega Fiou e colleghi della maggioranza, in realtà è un atto che va a menomare gravemente le previsioni operative del Consiglio. È vergognoso che il Consiglio stasera approvi un atto che viola il Regolamento, che dà le norme e i tempi con cui le commissioni, organi per eccellenza di approfondimento del Consiglio, devono e possono esprimere il loro parere. Questo non sarà illegale, ma è illegittimo ed invito formalmente il Presidente del Consiglio a prendere posizione su tale provvedimento!

Siamo stufi di vedere degli atti, caro Assessore Marguerettaz, che arrivano dal suo piano, perché lei si è specializzato nel violare le prerogative di questo Consiglio! Sul Casinò ha calpestato una legge in lungo e in largo, non portando alla competenza del Consiglio l'approvazione, o la bocciatura, o la modificazione del piano di sviluppo, che sta nel suo cassetto ormai da tempo immemore, perciò lei, Assessore, è uno dei primi responsabili dei disastri della "Casino S.p.A.", di cui parleremo a fine luglio. Lei ha violato nuovamente quella legge facendo sì che non venisse nominato un direttore generale, previsto per obbligo di legge in quanto lo statuto è stato approvato con legge di questo Consiglio, e consentendo tutta un'altra serie di violazioni minori di disciplinari e di altre cose. Questo è un atto illegittimo!

Non so se il Regolamento lo consenta, però chiederei, pur essendo in fase di votazione - ma abbiamo avuto dei precedenti, se non erro proprio in una delle ultime adunanze consiliari -, una sospensione della votazione e una riunione dei Capigruppo, perché non è ammissibile che questa norma passi nel silenzio e nell'indifferenza più totale. Questa è una legge che, così come modificata dall'emendamento e dunque dalla votazione precedente, così come è stata illustrata fuori dal dibattito generale dall'Assessore Marguerettaz - perché l'Assessore è intervenuto a dibattito generale chiuso, di conseguenza non vi era più possibilità da parte nostra di sollevare questioni pregiudiziali ai sensi del Regolamento -, calpesta una norma importante: la norma principe con cui vengono regolamentati i lavori di questa Assemblea, perciò chiediamo con una mozione d'ordine la sospensione della votazione e una riunione dei Capigruppo.

Presidente - Onestamente non capisco il senso della sua richiesta, nel senso che, a mio giudizio, non vi è violazione del Regolamento, vi sono questioni di valutazione puramente politiche. La legge non torna indietro: o la si vota, o non la si vota. Se vi è una richiesta di sospensione, ne accordo una di 5 minuti.

La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Leggo l'articolo 28 del nostro Regolamento: "Le Commissioni devono esprimere il parere sui progetti di legge, di regolamento e sulle proposte di atti amministrativi..." - che vanno in Consiglio; riteniamo che il PREFIN rientri in una di queste categorie, perché va in Consiglio - "... entro il termine di 60 giorni, non comprensivo dei periodi di vacanza...". Questo termine di 60 giorni, non comprensivo dei periodi di vacanza, ci porta a dire che, se la presentazione fatta al Consiglio è effettuata nei termini testé detti dall'Assessore Marguerettaz... ossia di presentazione al Presidente, che deve fare l'assegnazione alle commissioni... e queste hanno per Regolamento la necessità di avere 60 giorni liberi, cioè che non siano comprensivi - perché lo prevede il Regolamento - del periodo di vacanza... dal 30 giugno al 31 luglio vi sono 31 giorni, vengono sospesi i termini perché le commissioni non possono riunirsi dal 1° agosto al 15 settembre, spiegatemi come può il Consiglio regionale approvare questo documento entro il 30 settembre: 31 giorni più 15 non fa 60, perciò questa norma è in violazione del Regolamento consiliare e su questo fatto chiedo vi sia una riflessione.

Presidente - Il Consiglio è sospeso per 5 minuti per una riunione con i Capigruppo.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,18 alle ore 19,03.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Chiederei anche una riunione dell'Ufficio di Presidenza, perché si tratta di dirimere una questione regolamentare che non è di secondaria importanza, quindi le chiedo ufficialmente di convocare l'Ufficio di Presidenza.

Presidente - Lei, pur non essendo Capogruppo, come il Vicepresidente Nicco, era presente all'altra riunione, poteva chiedere in tale sede la riunione dell'Ufficio di Presidenza... se la tecnica è quella di divertirsi a fare ostruzionismo...

Tibaldi (CdL) - ... nessuna tecnica dilatoria, perché, se qui guardiamo le tecniche dilatorie sui termini, vi è qualcun altro che sta abusando; direi piuttosto che non è stato formalmente convocato l'Ufficio di Presidenza. Mi sembra che la questione emersa non sia stata definita, penso che rimangano non poche perplessità in capo a Consiglieri della maggioranza; di conseguenza, chiedo una breve riunione dell'Ufficio di Presidenza. La Conferenza dei Capigruppo non comprendeva la convocazione dell'Ufficio di Presidenza.

Presidente - Sulla procedura dei lavori consiliari non è da convocare l'Ufficio di Presidenza, ma, al limite, la Commissione del Regolamento. Non ho poi intenzione di convocare l'Ufficio di Presidenza su una questione di detto genere, perché ne abbiamo dibattuto per più di mezz'ora fino a un attimo fa. Le posizioni diverse permangono; a parere mio non esiste una violazione così marcata come dite voi del Regolamento, pertanto intendo continuare nella votazione.

La parola al Consigliere Frassy, per dichiarazione di voto.

Frassy (CdL) - Sono obbligato ad intervenire per dichiarazione di voto, perché mi sembra che questa sia la fase in cui si trovano i lavori del Consiglio su tale provvedimento. Il nostro giudizio su questo disegno di legge è doppiamente negativo, è negativo per la sostanza dello stesso: è un provvedimento che non aggiunge nulla di nuovo, salvo un principio, ma noi sappiamo che, purtroppo, in politica, i principi, se non sono accompagnati da atti e fatti conseguenti, valgono molto poco. Gli atti sono provvedimenti legislativi, come lo è formalmente questo, ma il principio dell'articolo 1 - lo abbiamo detto abbondantemente e lo ripetiamo in sede di dichiarazione di voto - viene smentito a più riprese dagli articoli successivi. Questo metodo della pianificazione strategica, fatto principio, in realtà è un "optional", è come quegli acquisti di autovetture che possono comprendere una serie di "optional" a seconda dell'interesse del potenziale acquirente. Qui gli "optional" sono nelle mani della Giunta, che, paradossalmente, può non rispettare le date, può addirittura non presentare il PREFIN, tanto alla fine non cambia nulla.

Siamo rimasti esterrefatti, Assessore, dalla sua elaborazione di teoria politica, sul fatto che non bisogna guardare al dettaglio; come non bisogna guardare al dettaglio! In una norma di legge non bisogna guardare al dettaglio? Una norma di legge che alla fine dice: "questo è il principio, però attenzione questo potere non ve lo diamo a voi come organo assembleare e legislativo..." - che è il Consiglio regionale - "... ve lo concediamo e, come tutte le concessioni che il sovrano del Medioevo faceva, in ogni momento può essere revocato, perciò adesso vi facciamo vedere che siamo bravi, vi scriviamo che questo è un principio, però alla fine non potete pretendere di essere investiti in maniera formale, sostanziale, finale ed inderogabile da quel principio"; cosa che invece poteva essere fatta, perché poi la maggioranza, se ha dei numeri, fa le leggi e le modifica.

In questa Regione la maggioranza fa le leggi e non le rispetta, perché è questo poi il paradosso... ed è il secondo motivo per il quale non esprimeremo voto favorevole a questo provvedimento. Il Regolamento interno del Consiglio prevede che le commissioni abbiano un termine di 60 giorni come "spatium deliberandi" - questo significa che comunque hanno tale termine a disposizione e che possono anche anticipare la conclusione dei loro lavori, ma quei 60 giorni gli sono dovuti - e che nei 60 giorni non venga computata l'interruzione per ferie estive dei lavori consiliari, che, sempre per Regolamento, va dal 1° agosto al 15 settembre; abbiamo fatto prima il conto, lo ripetiamo adesso: dal 30 giugno al 30 settembre vi sono 45 giorni.

Caro collega Curtaz, questo documento - che dovrebbe essere quello più importante e più bello che tu hai visto discutere in questo Consiglio; che dovrebbe, secondo le dichiarazioni di qualcuno, riportare la centralità della programmazione e della pianificazione politica, economica, finanziaria all'Assemblea - mortifica il Consiglio: in primo luogo, perché non gli dà una natura cogente, perché può essere anche non presentato; in secondo luogo, perché, nell'ipotesi - legittima in base a questa legge, peraltro illegittima - in cui vi fosse l'applicazione dei termini ultimi: presentazione al 30 giugno da parte della Giunta al Consiglio ed approvazione in Consiglio entro il 30 settembre, verrebbero rubati 15 giorni ai lavori di approfondimento delle commissioni. Mi domando come faccia un organo legislativo, che dovrebbe fare della legittimità la sua "bussola" di percorso, ad approvare una legge palesemente in violazione di una norma regolamentare non secondaria come è quella di funzionamento del Consiglio e delle commissioni, che ne sono organismi di approfondimento.

Mi si dirà: "ma il termine ultimo non necessariamente deve essere usufruito fino all'ultimo", questo potrà sicuramente essere vero, ma sta di fatto che questa norma, così come è concepita, è in palese violazione dei tempi assegnati alle commissioni.

Che poi si dica che vi è la preoccupazione di dare e creare vincoli... di paralisi con leggi che demandino - non è stato detto, Assessore, ma penso fosse sottinteso - troppo potere al Consiglio regionale, mi sembra veramente il paradosso! Il fatto di dire che lei non si fida della sua maggioranza, che, nel momento in cui dovesse gestire questo strumento, potrebbe metterla in forte crisi, penso sia un'affermazione grave sulla quale vanno fatte delle riflessioni, perché, se queste cose già le facevate in maggioranza, senza formalizzarle con questo pseudo-disegno di legge, potevate continuare a farle. Forse questo disegno di legge serve a compensare alcuni squilibri che recentemente si sono visti a livello regionale nell'ambito della vostra maggioranza, serve forse a ridefinire una maggioranza diversa, non lo sappiamo, sicuramente non serve a portare alla centralità dei lavori consiliari il Consiglio stesso.

Per l'insieme di questi motivi perciò esprimiamo il nostro totale disappunto sul metodo e sulla sostanza del provvedimento; di conseguenza, ribadiamo il nostro giudizio e il nostro voto negativo.

Presidente - Pongo in votazione il disegno di legge nel suo insieme:

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 31

Contrari: 3

Il Consiglio approva.