Objet du Conseil n. 726 du 14 juillet 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 726/XII - Intendimenti in merito alla rivista "L'Ecole Valdôtaine". (Interpellanza)
Interpellanza
Avendo sentito che ci sarebbero dei cambiamenti per quanto riguarda la rivista "L'Ecole Valdôtaine" rispetto alla sua redazione ("Directeur", "Equipe pédagogique");
Tenuto conto della storia di tale rivista e della sua diffusione sul territorio regionale, nazionale ed internazionale, che consente di far conoscere anche al di fuori dei confini regionali le peculiarità e le potenzialità della scuola che è in Valle d'Aosta;
Tenuto conto che la rivista nel suo piano editoriale si avvale della competenza e delle indicazioni fornite da due Comitati, l'uno Tecnico con rappresentanti di docenti di ogni ordine e grado della scuola valdostana, l'altro Scientifico con esperti universitari di didattica e di bi-plurilinguismo italiani e francofoni, nominati dalla Giunta;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) se sono vere le informazioni di cui in premessa e, in tal caso, quali sono le motivazioni che detterebbero tali cambiamenti nella rivista;
2) se intende modificare il progetto editoriale e in quale direzione;
3) se ha parlato di eventuali cambiamenti con la redazione e con i membri dei due Comitati e con quale esito.
F.to: Squarzino Secondina
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Credo che molti conoscano la rivista "L'Ecole Valdôtaine", la cui storia risale agli anni '50. È una rivista che ha avuto e ha un ruolo importante nella nostra scuola, fa parte della nostra scuola, l'accompagna. Questa rivista, nel 1968, è stata sospesa e, dopo vent'anni di silenzio, nel 1988, ha ripreso la sua attività. La rivista si è occupata all'inizio, in particolare, della scuola elementare e, poi, nel 1998 è stata sollecitata ad occuparsi di tutti gli ordini di scuola.
L'Assessore conosce molto bene questa storia, fra l'altro l'ha anche riassunta in poche righe nella sua presentazione al numero del Portfolio, là dove dice: "Notre région, par son identité historique, trouve un intérêt particulier à la mise sur pied d'un Portefeuille adapté à une réalité plurilingue; rappelons que "L'Ecole Valdôtaine" a toujours tenu à affirmer cette vocation et elle est même née comme la revue de l'école primaire valdôtaine, entièrement rédigée en langue française. Petit à petit, au fil des décennies elle a ouvert ses pages à un public plus ample, celui des enseignants de tous les niveaux scolaires, de l'école de l'enfance, à l'enseignement secondaire, jusqu'à la récente Université de la Vallée d'Aoste". Ha quindi delineato il carattere di questa rivista che fa parte della storia della scuola valdostana, l'accompagna, ed è una rivista che presenta le esperienze che vengono fatte nelle scuole sul piano didattico sperimentale, in modo che possano diventare consapevolezza e patrimonio comune. Potremmo dire che è una vetrina di queste esperienze più significative. È interessante anche perché, tenendo conto del cambiamento della scuola, affronta i temi che riguardano tutti gli ordini di scuola, in modo da offrire contributi per alimentare il dibattito nel mondo della scuola in un momento così cruciale.
Leggevo prima la presentazione del Portfolio e credo che questa pubblicazione sia anche un esempio di come questa rivista, rispondendo alle sollecitazioni degli insegnanti, metta a disposizione degli strumenti, i quali possono poi essere utilizzati e che anzi, nella nuova riforma, dovrebbero diventare strumento didattico condiviso da tutti.
Perché mi occupo oggi di questa rivista? Diciamo con una frase molto semplice: la Regione è piccola, la gente mormora e, proprio per evitare che i mormorii diventino valutazioni e giudizi, mi sembrava opportuno chiarire con l'Assessore il futuro di questa rivista, nel senso che fra i mormorii vari c'erano anche quelli che raccoglievano una volontà dell'Assessore di modificarne la struttura.
Può essere legittimo che un Assessore detti la linea politica di una rivista didattica, chiedendo che rispecchi alcuni punti del proprio programma politico; quello che noi auspichiamo è che qualunque decisione venga presa, venga fatta in modo chiaro, trasparente e motivato; per questo chiediamo quali sarebbero eventualmente le motivazioni che dettano i cambiamenti di linea della rivista, quali sono le valutazioni che l'Assessore dà della stessa, e se di queste sue intenzioni ne ha fatto parte anche a coloro che lavorano per la sua stesura.
Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Charles Teresa.
Charles (UV) - La collègue a compris le malaise, parce que moi j'ai éprouvé un grand malaise lorsque j'ai lu le texte de cette interpellation, qui reprend, bien que de façon inexacte, la conversation réservée que j'ai eue avec une seule personne, sur quel sujet? Sur des sujets réservés, certes, non pas à cacher maintenant car il y a une interpellation à ce propos, parce que tout et trop est passé à travers des conjectures, des commentaires inutiles et malveillants.
La discussion du départ, s'est basée sur la nécessité de revoir quelque chose, de modifier éventuellement la ligne éditoriale, la porter, si possible, plus proche de l'école valdôtaine, suivre en partie la ligne des cahiers pédagogiques français que nous avons examinés. Cela après avoir moi-même pris en considération les derniers numéros de "L'Ecole Valdôtaine", les avoir lus et examinés, les avoir confrontés avec ceux d'il y a quelques années, et même avec le premier qui date de 1949, orgueilleusement pauvres, mais pleins de suggestions et de contenus.
J'avais dit que j'en ai parlé exclusivement avec une personne, j'ai formulé un certain nombre de questions, j'ai discuté de certains aspects et de certains choix, j'ai demandé des détails pratiques, j'ai demandé du matériel qui m'a été gentiment fourni. Pourquoi, je me demande, je me retrouve avec cette interpellation qui a voulu rendre public le fruit d'une méditation réservée? Ceci c'est les interpellants qui le savent et pas moi! Les raisons pour lesquelles on a voulu faire déclencher le problème, moi je ne le connais pas, mais je regrette la méthode et le manque de clarté, et c'est le minimum que je puisse affirmer!
Venons maintenant à la revue et aux valeurs de la revue. L'effort économique pour cette revue est très important: 80.000 euros par an pour 4 numéros, plus parfois, comme l'année précédente un portefeuille, un portfolio, alors là 80.000 euros au budget plus 2 enseignants détachés pour l'activité, outre le directeur, un grand nombre de collaborateurs de 40 à 50 pour chaque numéro; une secrétaire de rédaction, une conseillère linguistique, un comité scientifique qui se réunit une fois par an et un comité technique qui se réunit - on m'a dit - 2 fois par an. Quelque chose d'imposant pour un produit éditorial d'excellence, certes, mais d'après les données que j'au, trop peu ou pas assez utilisé dans les écoles, aussi en considération des grandes ressources que cela utilise; donc, une modification de la politique éditoriale pourrait être envisagée, mais la réflexion est en cours et aucune décision définitive n'a été prise pour le moment.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Vorrei solo ricordare all'Assessore che "les méditations réservées" sono possibili sempre, ma qui si tratta non di fatti personali, ce ne sont pas "méditations réservées sur des faits personnels": è meditazione riservata, come lei dice, su atti pubblici, su oggetti pubblici, pagati con soldi pubblici, come lei prima ricordava.
Allora non capisco questa difficoltà di esplicitare, spiegare le riflessioni che si stanno facendo. E' sempre opportuno che l'Assessore rifletta; noi chiedevamo che queste riflessioni fossero spiegate, altrimenti una persona che svolge un ruolo pubblico e che deve amministrare denaro pubblico e prendere decisioni pubbliche, non può limitarsi a decidere di "méditations réservées". Deve accettare di rendere trasparenti le sue riflessioni. Le "médiations réservées" sono - ripeto - per altre situazioni.
Prendiamo atto che, tenendo conto delle osservazioni fatte dall'Assessore, se ho capito bene c'è una valutazione critica sul rapporto costi-benefici; prendiamo atto che c'è una riflessione in corso e speriamo che questa riflessione si concretizzi con decisioni chiare, motivate e condivise.
