Objet du Conseil n. 349 du 6 octobre 1977 - Verbale
OGGETTO N. 349/77 - PARERE FAVOREVOLE DEL CONSIGLIO SULLA PROPOSTA DI SOTTOSCRIZIONE DI NUOVO CAPITALE AZIONARIO DELLA "CENTRALE LAITIERE D'AOSTE", S.p.A., CON SEDE IN AOSTA.
Il Vice Presidente CHANU dichiara aperta la discussione sulla seguente proposta relativa all'oggetto: "Parere sulla proposta di eventuale sottoscrizione di nuovo capitale azionario della "Centrale Laitière d'Aoste", S.p.A., con sede in Aosta", proposta trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 6 e 7 luglio 1977:
All'ultima assemblea degli azionisti il Presidente del Consiglio di Amministrazione della S.p.A. "Centrale Laitière d'Aoste" ha riferito quanto segue:
""Signori Soci,
il Bilancio consuntivo per l'esercizio 1976 della ns. Società chiude con una perdita di lire 188.222.844, il 21,5% in meno rispetto alla perdita dell'anno 1975.
Dobbiamo però sottolineare che il 53,60% di detta perdita, pari a lire 101.389.945 è da imputarsi a costi e mancati ricavi avuti senza alcuna contropartita per la Società, esulando quindi dalla gestione tecnico-amministrativa attuale, ma che sono da imputarsi esclusivamente a decisioni prese o sostenute dai Signori Soci: a L. 26.096.701 assomma infatti l'aumento retroattivo, luglio 1976, concesso ai Produttori Latte ed è di lire 25.715.625 l'aumento della tangente ai rivenditori, due decisioni prese con l'intervento dell'Amministrazione regionale e senza relativo adeguamento del prezzo di vendita al pubblico. Abbiamo infine lire 49.577.619 per interessi bancari passivi, dovuti, come al solito, al mancato tempestivo ripianamento del capitale sociale.
Dal prospetto qui sotto riportato si può notare che per il latte alimentare si è avuta una perdita di lire 30,20 il Kg.: se si tiene conto che la media nazionale di vendita al pubblico, e non solamente dal 1976, era senz'altro superiore alle 300 lire il Kg., si può concludere che con solleciti adeguamenti del prezzo, che nei 12 anni di vita della Centrale non si sono mai verificati, si sarebbe potuto portare il Bilancio molto vicino al pareggio, diminuendo conseguentemente gli interessi passivi e riducendo l'incidenza negativa del latte lavorato industrialmente.
COSTI
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Latte alimentare |
Latte industriale |
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Prezzo medio acquisto latte |
195,90 |
195,90 |
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Manodopera |
34,96 |
56,49 |
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Distribuzione |
15,56 |
2,86 |
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Trattamenti e manutenzioni |
3,19 |
4,02 |
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Trasporti |
7,95 |
6,97 |
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Contenitori e imballi |
18,38 |
2,36 |
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Energia elettrica |
0,96 |
0,95 |
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Forza motrice |
0,90 |
0,90 |
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Ammortamenti |
1,29 |
1,76 |
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Spese generali e oneri amministrativi |
3,84 |
3,82 |
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Interessi passivi |
10,27 |
10,21 |
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TOTALE COSTI |
293,20 |
286,24 |
Nella vendita di latte alimentare il ricavo è stato di lire 263 il Kg., portando quindi una differenza in perdita di lire 30,20, come già sopra accennato, che moltiplicata per Kg. 3.466.375 venduti nell'anno darà una perdita di lire 104.684.525. Il latte industriale lavorato è stato pari a Kg. 1.366.800, che moltiplicati per lire 236,24 danno un costo di lire 391.232.832, a cui vanno aggiunte lire 79.222.874 per acquisto di burro, formaggi e yogurt, con un totale di lire 470.455.706, contro ricavi pari a lire 386.828.757: ulteriore perdita quindi di lire 83.626.949.
Raffronti 1975/1976
Latte entrato: - Kg. 808.085,7 con un decremento del 16,95%
Latte venduto: - Kg. 191.122,0 con un decremento del 5,83%
Latte industriale: + Kg. 361.030,0 con un incremento del 35,49%
Panna: - litri 6.371,750 con un decremento del 15,05%
Burro: + kg.2.679,100 con un incremento del 6,87%
Toma: + Kg. 6.632,600 con un incremento dell'11,15%
Fontina: + Kg. 28.210,100.
Con questo esercizio, che porta, come già ricordato, un disavanzo di lire 188.222.844, il totale delle perdite assomma a lire 543.639.134 cioè lire 103.639.134 in più del capitale sociale in dotazione alla Società, che è interamente sottoscritto alla data odierna.
Si invitano i Signori Soci, in ossequio a precise disposizioni di legge, a voler provvedere all'azzeramento del capitale stesso e ad un suo congruo reintegro, onde poter consentire una regolare attività del servizio, che, come è noto, è di prevalente interesse pubblico. A questo proposito il Consiglio d'Amministrazione uscente propone che il capitale sociale sia elevato da 440 a 500 milioni.
È necessario però che l'operazione di ripianamento e versamento del nuovo capitale avvenga con la massima rapidità, onde evitare il pagamento di interessi bancari che nel 1976 ammontavano a circa 50 milioni.
L'esposizione che è stata fatta non è certamente molto confortevole in quanto una volta si devono registrare delle perdite di esercizio notevoli: va però sottolineato che per la prima volta esse tendono a diminuire e diminuiranno anche per l'anno in corso se vi sarà la volontà politica per un intervento rapido e consistente.
Proposte per eliminare le perdite: data la dimensione della nostra Centrale una sola: aumento e diversificazione della produzione, ricercando uno spazio e un rapporto commerciale con gruppi esterni, senza venir meno con ciò alla funzione che svolge la Centrale attualmente.""
Poiché la Regione Valle d'Aosta possiede la maggioranza assoluta delle azioni della "Centrale Laitière d'Aoste", la Giunta regionale sottopone al preventivo parere del Consiglio la proposta per la eventuale sottoscrizione di nuovo capitale azionario della predetta S.p.A.
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L'Assessore all'Agricoltura e Foreste MARCOZ, sulla base della relazione, indica quali sono i motivi che inducono la Giunta a chiedere al Consiglio di dare parere favorevole alla sottoscrizione di nuovo capitale azionario della "Centrale Laitière d'Aoste" S.p.A.
Il Consigliere BONDAZ riconosce che la Centrale del Latte ha indubbiamente una sua funzione, ma, dato che la sottoscrizione di nuovo capitale azionario è una prassi che si ripete ogni anno costringendo la Regione ad esborsare parecchi milioni, chiede di conoscere a quali risultati sia pervenuta la Commissione consiliare speciale per l'esame dei problemi della Centrale del Latte di Aosta.
Il Consigliere FOURNIER afferma che la Centrale è una S.p.A. in stato fallimentare. Evidenzia il fatto che mentre il latte alimentare ha provocato una perdita di 30 lire al kg., non si può conoscere quale è la perdita che è da imputare alla lavorazione del latte industriale, in quanto nella relazione viene indicata soltanto la perdita complessiva".
Dichiara che se si può ammettere che un Ente pubblico si sobbarchi una perdita per una necessità primaria come il latte alimentare, questa considerazione non regge per la lavorazione industriale.
Concorda sul fatto che il servizio svolto dalla Centrale è troppo importante per poterlo interrompere e quindi la Regione si vede obbligata a sottoscrivere nuovo capitale azionario, ma sottolinea la necessità di porre rimedio a questa situazione che comporta e comporterà sempre più un notevole sforzo finanziario da parte della Regione.
Ritiene opportuno che, per quanto riguarda l'ammontare del finanziamento, la Regione si mantenga entro il limite di 500 milioni perché oltre tale cifra è necessaria l'autorizzazione della Banca d'Italia.
Il Consigliere PARISI afferma che una nuova sottoscrizione di capitale azionario parte della Regione costituirebbe, a suo avviso, una spesa inutile e si dimostra decisamente contrario ad una tale eventualità.
Fa presente che la quantità di latte necessaria per il fabbisogno giornaliero di Aosta e dintorni, secondo quanto affermato dallo stesso Assessore Marcoz in data 6 giugno 1975, è all'incirca di 100-120 quintali al giorno, mentre nel periodo da ottobre a maggio confluiscono alla Centrale 200-240 quintali di latte al giorno che vengono ceduti ad aziende operanti fuori Valle ad un prezzo che pare sia inferiore a quello di acquisto.
Fa presente al Consigliere Bondaz che la Commissione consiliare speciale per l'esame dei problemi della Centrale del Latte di Aosta ha concluso i suoi lavori ed ha evidenziato nella relazione numerose responsabilità.
Il Consigliere TAMONE si dichiara favorevole alla sottoscrizione di capitale azionario della Centrale del Latte di Aosta, sottoscrizione che si rende indispensabile per evitare la chiusura della Centrale stessa. Fa però presente che si rende necessario dare un indirizzo ben preciso all'attività della Centrale, ad evitare, per l'avvenire, una gestione deficitaria.
Rappresenta, pertanto, l'opportunità che la Centrale del Latte di Aosta si dedichi esclusivamente alla lavorazione del latte alimentare, lasciando ad altri caseifici, esistenti e da costituire, la trasformazione casearia che, nel caso della produzione di fontina, è più redditizia.
Pertanto non esclude la necessità di sovvenzionare l'attività della Centrale del Latte, allo scopo di mantenere un prezzo politico competitivo del latte alimentare e, in tale prospettiva, suggerisce la possibilità di acquistare il latte, da destinare ad uso alimentare, al di fuori della Valle d'Aosta, destinando il latte prodotto in Valle alla più remunerativa trasformazione in Fontina.
Il Consigliere TONINO concorda con la soluzione proposta dal Consigliere Tamone.
Il Consigliere DOLCHI dichiara che il Gruppo consiliare comunista è favorevole alla sottoscrizione di nuovo capitale azionario.
Concorda con quanto detto dal Consigliere Tamone, sottolineando che si deve tener conto dello stretto collegamento esistente tra prezzo della fontina e prezzo del latte perché, a suo avviso, se il prezzo pagato al conferitore del latte è inferiore al realizzo derivante dalla trasformazione dello stesso latte in fontina, il conferitore sceglierà questa seconda strada.
Il Consigliere LUSTRISSY afferma che il Consiglio non può far altro che sottoscrivere nuovo capitale azionario. Però, pone all'attenzione del Consiglio il fatto che nella produzione di fontina si è registrato un calo e chiede all'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz se rispondono a verità le voci allarmistiche secondo le quali si sarebbe verificata una restituzione di intere partite di fontina ritenute non rispondenti alle esigenze di mercato.
A suo avviso il calo nella vendita del latte, evidenziato dalla relazione, può essere stato determinato dal fatto che il latte ultimamente ha cambiato gusto assumendo un sapore amarognolo non gradito ai consumatori.
Stigmatizza il comportamento della Giunta la quale, a suo giudizio, nella relazione non ha offerto sufficienti elementi di valutazione sul destino futuro della Centrale del Latte.
Dichiara di aver apprezzato la proposta del Consigliere Tamone, ma ritiene che, se tale proposta non rappresenta il punto di vista personale del Consiglio stesso, ma manifesta un'intenzione dell'intera maggioranza, il vuoto falla relazione debba essere colmato integrandolo mediante l'inserimento della proposta.
Annuncia il parere favorevole del Gruppo democratico popolare alla sottoscrizione di nuovo capitale azionario da parte della Regione a condizione che si ponga fine alla politica di aumento dei conferimenti e di diversificazioni di produzione e si riporti la Centrale alle funzioni originarie, di lavorazione e distribuzione del latte alimentare.
Auspica che questo problema possa anche essere esaminato dalla Commissione consiliare permanente per l'agricoltura.
Il Consigliere BORDON afferma che il passivo della Centrale continuerà a sussistere finché sarà necessario fissare un prezzo politico alla produzione ed al consumo.
In conclusione sostiene che la sottoscrizione di nuovo capitale azionario da parte della Regione è inevitabile perché, in caso contrario, bisognerebbe chiudere la Centrale del Latte e ciò, a suo avviso, non è neppure pensabile. Ritiene, però, necessario che la Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura si riunisca al più presto e studi delle soluzioni atte ad eliminare o, perlomeno, a ridurre il passivo.
Il Consigliere Giovanna SIGGIA chiede all'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz se risponde a verità la voce secondo la quale il Presidente del Consorzio avrebbe avanzato una richiesta per l'acquisto da parte della Regione della cisterna con la quale viene effettuato il trasporto del latte in bassa Valle.
In attesa di conoscere la risposta, anticipa il parere contrario del Gruppo comunista all'acquisto della cisterna per l'antieconomicità dell'operazione.
L'Assessore all'Agricoltura e Foreste MARCOZ si compiace con i Consiglieri intervenuti nel dibattito perché tutti, a suo avviso, hanno portato un contributo costruttivo al tentativo di risolvere i problemi della Centrale del Latte.
Fa presente che eccedenze di latte si determinano perché i produttori di latte preferiscono conferire il latte alla Centrale con minori rischi, in quanto hanno la garanzia di ricevere un compenso prestabilito, ciò che non avviene nel caso di conferimento ad un caseificio.
Comunica che un suo invito ai conferitori della Centrale perché si riunissero in cooperativa o in consorzio per costruire un nuovo caseificio nel circondario di Aosta, non ha ancora ricevuto risposta.
Ritiene quindi necessaria una decisa presa di posizione della Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura, nei confronti dei conferitori, in modo da risolvere il problema delle eccedenze e eliminare la situazione di privilegio che caratterizza i conferitori della Centrale del Latte nei confronti dei conferitori delle latterie turnarie.
Propone la sottoscrizione di capitale azionario per un ammontare di 440 milioni di lire.
Condivide pienamente la proposta formulata dal Consigliere Tamone a titolo personale.
Comunica in risposta al Consigliere Lustrissy che, effettivamente, per un certo periodo il latte della Centrale di Aosta aveva un sapore amarognolo, causato da certe partite di latte provenienti dall'estero e non sottoposte a preventivo controllo.
Fa però presente che si è subito provveduto ad eliminare questo inconveniente e che attualmente il latte importato viene analizzato ogni giorno.
Comunica altresì che risponde a verità il fatto che vi sia stato un calo nella vendita delle fontine.
Concorda con l'affermazione del Consigliere Lustrissy secondo la quale la Centrale dovrebbe limitarsi alla lavorazione e alla distribuzione del latte in quanto essa non è attrezzata per altri tipi di lavorazione.
Conferma al Consigliere Giovanna Siggia che, effettivamente, il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Centrale ha avanzato alla Regione la proposta di acquisto dell'autocisterna.
A tale proposito precisa di non avere ancora esaminato la questione, ma assicura che, al momento di prendere la decisione, valuterà attentamente la questione.
Conclude invitando il Presidente della Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura a convocare la Commissione stessa per esaminare il problema.
Il Consigliere FOURNIER formula un appunto di natura tecnica sostenendo che ai sensi delle leggi vigenti, essendo le perdite di gestioni presumibilmente superiori ad un terzo del nuovo capitale sociale, il nuovo apporto di capitale verrebbe svalutato sin dall'inizio.
L'Assessore all'Agricoltura e Foreste MARCOZ comunica in risposta che lo scopo della sottoscrizione di nuovo capitale è quello di eliminare i passivi della vecchia gestione.
Il Consigliere DOLCHI suggerisce che la sottoscrizione di nuovo capitale sia portata dai 440 milioni proposti dall'Assessore a 499 milioni.
Il Vice Presidente CHANU, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, invita il Consiglio a procedere alla votazione per l'approvazione della proposta.
IL CONSIGLIO
preso atto di quanto riferito dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz e concordando sulle proposte del medesimo;
con voti favorevoli diciotto e un voto contrario, espressi per alzata di mano Consiglieri presenti e votanti: diciannove);
DELIBERA
di esprimere parere favorevole sulla proposta di sottoscrizione di nuovo capitale azionario della S.p.A. "Centrale Laitière d'Aoste", con sede in Aosta.
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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore dodici e trentatré minuti e rinviata alle ore sedici e minuti trenta.
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