Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 578 du 12 mai 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 578/XII - Progetti di allargamento della strada collegante St-Rhémy-en-Bosses al Colle del Gran San Bernardo. (Interrogazione)

Interrogazione

Appreso che sarebbe previsto un massiccio ed esteso intervento di allargamento della storica strada che da St-Rhémy-en-Bosses sale al Colle del Gran San Bernardo;

Rilevata l'inopportunità di interventi che possano sconvolgere un percorso che ha una forte valenza paesaggistica e turistica;

Ricordato che sul versante svizzero del Colle del Gran San Bernardo, in conseguenza del voto popolare favorevole alla "Iniziative des Alpes", non è consentito l'allargamento ed il potenziamento della strada;

Ricordato altresì che il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi, che il Consiglio regionale, con la votazione dello scorso 25 marzo, si è impegnato ad applicare, contiene precise disposizioni per la concertazione transfrontaliera nel caso di progetti come quelli sulla strada del Colle del Gran San Bernardo;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:

1) quali sono i progetti di allargamento ed ampliamento che si intendono realizzare sulla strada del Gran San Bernardo, da Saint-Rhémy-en-Bosses al Colle;

2) se tali progetti sono stati concertati con le competenti autorità svizzere.

F.to: Riccarand

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Il tratto di strada statale 27 del Gran San Bernardo, che è compreso tra le progressive 20 e 33,075, oggetto di questa interpellanza, è stato già in passato oggetto di interventi straordinari di ripristino del corpo stradale, in relazione ai danni causati da alcune slavine, al crollo di alcuni muri di sostegno e di controripa e dallo smottamento di qualche scarpata.

La strada denota un diffuso generale stato di degrado ed è quasi completamente priva di protezioni marginali, molti muri sono prossimi al collasso e la regimazione delle acque è pressoché assente con conseguenti danni alle scarpate e ai terreni sottostanti, con l'innesco peraltro di processi di erosione del suolo. Il tracciato è poi caratterizzato da alcune curve particolarmente strette che determinano situazioni di pericolo, da un lato, e in qualche caso sono ostative alla fluidificazione del traffico, in particolare quando si incrociano degli autobus. Per ragioni di sicurezza e tenuto conto di questa situazione, sono stati imposti sull'intero tratto un limite di velocità (50 Km/h) e un peso limite (16 tonnellate).

Il compartimento ANAS della Valle D'Aosta - peraltro interpellato per avere conferma anche in relazione a questa interpellanza - ha previsto e ci ha confermato di realizzare un intervento di riordino complessivo, finalizzato alla messa in sicurezza, quindi rifacimento muri e scarpate, la regimazione delle acque e la realizzazione delle barriere stradali di tutto il tronco, uniformando la larghezza della sede viaria a 7 metri. Gli interventi e le modifiche al tracciato sono stati concordati con la Soprintendenza ai beni culturali della Regione e sono da ritenersi rispettosi della situazione ambientale e paesaggistica, come richiesto dal parere dell'Assessorato istruzione e cultura, protocollo n. 13015 del 19 luglio 2000. Per i progettati interventi è stata altresì acquisita la valutazione positiva di impatto ambientale con deliberazione di Giunta regionale n. 2440 del 19 luglio 1999 e la deliberazione di Giunta regionale n. 1310 del 15 aprile 2002, che prorogava la validità della valutazione precedentemente assentita.

Il compartimento ANAS della Valle D'Aosta ci ha assicurato di aver costantemente informato sugli sviluppi della progettazione di messa in sicurezza di questo tronco stradale in questione i responsabili del Cantone svizzero del Vallese, i quali si sono sempre dichiarati concordi e favorevoli all'intervento. L'iniziativa è articolata in 2 lotti funzionali, ambedue in fase di appalto, di importo rispettivamente di 5.000.000 euro e di 7.000.000 euro, che sono inseriti nell'ultimo piano triennale ANAS 2002-2004.

Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Arc-VA) - La risposta che lei ci ha dato conferma che questo progetto dell'ANAS è molto discutibile e preoccupante, perché un conto è parlare di sistemazione dell'attuale strada, rifacimento di muretti, posa di protezioni, rifacimento di muri e scarpate che hanno subito degli smottamenti - e questo credo che sarebbe un intervento sicuramente necessario ed apprezzabile -, altra cosa è cambiare completamente il volto di questa strada, perché quando si dice che tutta la strada verrà portata ad una larghezza di 7 metri per tutto il suo tratto da Saint-Rhémy-en-Bosses al Colle del Gran San Bernardo significa modificare radicalmente questa strada, che ha delle caratteristiche storiche, quindi fare un intervento che ha un impatto ambientale pesantissimo, con dei costi che sono enormi, perché qui si parla di 12 milioni di euro, che poi magari cresceranno ancora.

Si tratta quindi di un intervento che deve essere riesaminato da parte del Governo regionale, anche perché bisogna tener conto che, rispetto ai progetti iniziali del momento in cui è partita questa idea, il contesto è completamente modificato, nel senso che non basta dire che le autorità svizzere sono state informate, il problema è di vedere se lo stesso intervento viene fatto sul versante svizzero o meno, perché se viene fatto solo sul versante italiano, intanto ci sarebbe da chiedersi se è opportuno farlo - ci arriverò dopo -, ma se viene fatto solo sul versante valdostano e non sul versante svizzero che senso ha? Sul versante svizzero non viene fatto semplicemente perché esiste un divieto, inserito nella Costituzione svizzera dopo il referendum sull'iniziativa delle Alpi, che per strade come quella del Gran San Bernardo e del Colle del Gran San Bernardo non è consentito l'allargamento e il potenziamento per una scelta di politica dei trasporti che hanno fatto in Svizzera.

Che senso ha stravolgere completamente una strada storica con un impatto ambientale pesantissimo, realizzare un'opera dai costi enormi, per avere un risultato che è del tutto inadeguato rispetto a migliorare il collegamento con la Svizzera attraverso il Colle, perché questo obiettivo non viene comunque raggiunto? Oltretutto qui siamo in una situazione in cui questa viabilità che va verso il Colle ha una rilevanza meramente turistica, perché non c'è collegamento transfrontaliero, non c'è trasporto di merci, perché questo utilizza il traforo esistente che è stato fatto appositamente per agevolare questi scambi; quindi non c'è uno stato di necessità per cui bisogna intervenire. Si tratta di un intervento che, a nostro avviso, deve assolutamente limitarsi al mantenimento in ordine e in efficienza dell'attuale strada, che è una strada con caratteristiche dal punto di vista estetico molto interessanti.

Chiediamo all'Assessore e alla Giunta di riprendere in mano questo argomento, di riprendere i contatti con l'ANAS, di valutare l'opportunità di realizzare un intervento così pesante in alta quota, in una zona che ha un valore storico e non ha nessuna utilità. Questi sono soldi buttati, sono soldi che forse nelle logiche dell'ANAS possono essere utilizzati perché sono strane e misteriose queste motivazioni, per cui, in certe zone del territorio l'ANAS, ha i soldi a disposizione e in altre parti non li ha, ma sicuramente si possono utilizzare questi fondi - se l'ANAS li ha a disposizione - in modo molto più utile, che non andare a rovinare una strada che ha un suo valore così com'è e deve essere sistemata, ma non stravolta completamente.

Torneremo su questa vicenda e chiediamo, fin da ora, che da parte della Giunta regionale ci sia una iniziativa per rimettere in discussione, prima che siano espletati gli appalti, questa scelta malaugurata da parte del compartimento dell'ANAS.