Objet du Conseil n. 544 du 22 avril 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 544/XII - Applicazione in Valle d'Aosta del condono edilizio. (Interrogazione)
Interrogazione
Ricordato che il Governo italiano e la maggioranza parlamentare, al fine di reperire risorse finanziarie per le casse dello Stato, hanno deciso di condonare una serie di abusi edilizi a condizione che venga pagata un'oblazione la cui misura varia a seconda della tipologia dell'abuso e della superficie indebitamente realizzata;
Ricordato altresì che la Giunta e la maggioranza consiliare della Valle d'Aosta, con l'approvazione della legge regionale n. 1/2004 hanno deciso di applicare anche in Valle d'Aosta il condono edilizio, contrariamente a quanto deciso da numerose Regioni italiane;
Rilevato che le domande per usufruire del condono edilizio dovevano essere presentate entro il 31 marzo 2004;
Evidenziata la necessità di sapere quanti cittadini valdostani hanno fatto domanda di condono entro il 31 marzo 2004, anche per valutare atteggiamenti e comportamenti nei confronti della proroga della scadenza recentemente decisa dal Governo;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1. quante domande di condono sono state presentate in ogni Comune della Valle d'Aosta entro la scadenza del 31 marzo 2004;
2. quali sono le valutazioni della Giunta regionale sul numero e la tipologia delle domande di condono presentate in Valle d'Aosta;
3. qual è l'ammontare delle oblazioni versate nelle casse dello Stato entro la scadenza del 31 marzo;
4. se la Valle d'Aosta attinge o meno ad una quota delle oblazioni versate.
F.to: Riccarand
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Ricordo che il termine per la presentazione della domanda di condono edilizio è stato prorogato al 31 luglio con il decreto legge 31 marzo 2004, n. 82. Questa nuova scadenza è stata scelta dal Governo per dare sufficiente tempo a chi volesse presentare l'istanza di condono anche dopo l'eventuale pronunciamento positivo della Corte costituzionale previsto per la metà di maggio, vista la scarsa adesione allo stesso, evidenziata negli organi di stampa.
Devo poi ricordare come la gestione delle procedure di condono edilizio compete ai singoli comuni, che devono provvedere a raccogliere ed istruire le istanze per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria. Come abbiamo evidenziato in altre occasioni relativamente ad altri condoni, quelli del 1985 e del 1994, alla Regione pervengono solo le richieste di parere nelle materie di competenze, quando richiesto dalla normativa stessa. A maggior ragione, ora che siamo in una fase transitoria, vista la situazione generale, non sono ancora pervenute richieste in tal senso ai sensi della nuova normativa regionale, né si hanno dati sulle domande presentate ai comuni.
Per quanto riguarda l'importo dell'oblazione, è d'obbligo ricordare che la legge regionale n. 1/2004 non nasce con l'intento di perseguire la raccolta di finanziamenti - come invece è intendimento della norma nazionale -, quindi non viene aumentato l'importo dell'oblazione previsto al comma 34 dell'articolo 32 della legge n. 326/2003. A questo riguardo non è chiaro, ma dai primi accertamenti risulterebbe che su questa oblazione non si applicano i 9/10. Con la legge regionale n. 1/2004 si applica una normativa nazionale secondo il principio dell'equità, dando quindi la possibilità di sanare i piccoli abusi che non creano un danno ambientale. Si tratta quindi di una norma che in molti casi va a sanare delle situazioni che derivano da una rigidità urbanistica, non sempre coerente con gli intendimenti che si vorrebbero perseguire nelle politiche urbanistiche. Il comma 5 dell'articolo 4 aumenta invece del 100% gli oneri di concessione relativi alle opere abusive oggetto di sanatoria che vengono introitati dai comuni, poiché si ritiene corretto riconoscere al comune stesso una remunerazione per il disagio e il costo derivanti dall'applicazione della legge sul condono.
Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - Non sono per nulla soddisfatto della risposta dell'Assessore. Lo sappiamo tutti benissimo che le domande di condono vanno presentate ai comuni. La prima domanda della nostra interrogazione era per sapere quante domande di condono sono state presentate in ogni comune della Valle d'Aosta entro la scadenza del 31 marzo 2004. Il fatto che le domande vengano presentate ai comuni non impedisce alla Regione di informarsi per sapere quante domande sono state presentate; ci vuole solo il tempo di una telefonata, di un fax o della trasmissione di una lettera. Non essendo, con ogni probabilità, dei quantitativi di migliaia di domande, è un dato facilmente reperibile. Mi sorprende quindi che oggi questo dato, a 3 settimane dalla scadenza della prima data del condono, che era stabilita al 31 marzo, non sia in possesso dell'Assessorato. Anche perché il dato non è irrilevante. Siccome è stata decisa una proroga al 31 luglio, siccome vi sono anche proposte di ulteriore revisione della normativa regionale, è importante sapere intanto cosa è successo entro la data del 31 marzo. La proroga è intervenuta all'ultimo momento, e anche per questo è sicuramente indicativo sapere quante persone hanno presentato alla scadenza del 31 marzo domanda di condono. È ben diverso se sono state presentate 2.000 o 3.000 domande o se ne sono state presentate 200 o 300. Non è la stessa cosa rispetto alle riflessioni che dobbiamo fare. Non è la stessa cosa se sono state presentate domande di condono per certe tipologie oppure per altre. Ma sembra che l'Assessorato non sappia nulla di tutto questo e non sappia nulla anche dopo essere stato sollecitato con un'interrogazione. Dopo la presentazione, se i dati non c'erano, era sufficiente fare un giro di telefonate per reperire i dati.
Il fatto di non sapere nulla evidenzia un atteggiamento di scarsa attenzione rispetto a questa problematica, di scarso seguito che viene dato ad una questione di estrema rilevanza per quanto riguarda la gestione del territorio. L'Assessore ha detto che vi è stata scarsa adesione al condono, sulla base di quello che dicono i giornali; ma questi sono dati nazionali, nelle altre regioni si conoscono i dati delle domande che sono state presentate al 31 marzo e, sulla base di questi dati, laddove sono state presentate, laddove le regioni hanno aderito a questa iniziativa di condono, si ha a disposizione il quadro della situazione. Noi invece non abbiamo assolutamente il quadro della situazione, non sappiamo nulla; non so su che base si vorranno fare nelle prossime settimane dei ragionamenti in Giunta, in III Commissione e in Consiglio per vedere come comportarsi rispetto a questa proroga.
Esprimo quindi un giudizio fortemente negativo su questa risposta, sollecito l'Assessore ad acquisire questi dati, che sono facilmente reperibili, altrimenti ci preoccuperemo noi di reperirli direttamente come gruppo consiliare.
