Objet du Conseil n. 466 du 10 mars 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 466/XII - Intendimenti in ordine al potenziamento del sistema turistico-ricettivo della Regione. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso:
- che se le statistiche diffuse dall'assessorato in relazione ai flussi turistici paiono incoraggianti, analoga sensazione non si rileva presso gli operatori del settore ricettivo-alberghiero, che lamentano una crisi alquanto profonda ed evidenziano una fragilità strutturale del sistema;
- che agli affollamenti delle stazioni alpine durante le festività e alcuni week-end si contrappongono ampi periodi in cui le presenze turistiche sono ridotte ai minimi termini;
- che si accentua sempre di più la concorrenza di regioni limitrofe, come quella del vicino Piemonte che sta organizzando alacremente l'evento olimpico del 2006 e sta potenziando notevolmente l'offerta turistica;
- che per rilanciare l'offerta turistica valdostana, specie durante le stagioni intermedie, sono state più volte annunciate diverse iniziative, ma non si comprende in quale misura esse si siano effettivamente concretizzate;
tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore delegato per sapere:
1) quali considerazioni esprime sulla fragilità del sistema turistico-ricettivo valdostano;
2) quali sono - in termini statistici - i numeri del comparto alberghiero valdostano (nel 2003), quanto a strutture operative, posti letto disponibili e occupati (titolari e dipendenti), e quali differenze si possono rilevare nell'ultimo decennio;
3) se vi sono intendimenti in merito al potenziamento del sistema turistico-ricettivo: in caso affermativo, quali sono.
F.to: Tibaldi - Frassy
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Questa interpellanza tocca un argomento di fondamentale importanza dal punto di vista economico, ovvero: il comparto turistico valdostano. Comparto turistico che rappresenta - come più volte è stato sottolineato -, un pilastro dell'economia locale e che naturalmente merita tutta l'attenzione per il suo sviluppo, per i suoi riflessi che ha e sul comparto e sull'indotto.
Naturalmente l'interpellanza prende spunto da alcune informazioni, in particolare da alcuni dati che sono stati divulgati dallo stesso Assessore Caveri recentemente, in merito ai flussi turistici inerenti i vari comprensori regionali. Flussi turistici che sono all'insegna dell'ottimismo, secondo quello che è stato evidenziato dallo stesso Assessore; in particolare, si rileva un aumento degli arrivi e però una staticità, se non addirittura un calo delle presenze. Sono dati che si riferiscono alle festività natalizie e naturalmente prendono in considerazione un periodo determinato dell'anno, un periodo durante il quale l'affluenza di turisti e visitatori nella nostra regione è, per antonomasia, una delle più elevate insieme a quel frammento estivo che si concentra intorno al periodo di ferragosto.
A questi dati, che rappresentano una - anche se moderata e cauta - ripresa rispetto al passato, fanno da contrappeso delle sensazioni altrettanto diffuse presso gli operatori del settore ricettivo-alberghiero di staticità o, meglio, di stagnazione delle presenze all'interno delle loro strutture. Nella fattispecie, diversi operatori del settore lamentano una situazione che è ancora critica e naturalmente, come è stato evidenziato nella stessa interpellanza, si fa riferimento a una fragilità strutturale del sistema; fragilità strutturale che è stata presentata come tale qualche anno fa, in occasione di un'assemblea dell'Associazione degli albergatori dal suo residente, quando tracciò un'evoluzione del settore alberghiero valdostano, con una diminuzione, anche drastica, di esercizi alberghieri nell'arco degli ultimi 25 anni.
Naturalmente la diminuzione degli alberghi non significa solo crisi, ma sta ad indicare anche una razionalizzazione del settore, una selezione nell'ambito degli albergatori, in cui viene premiata la qualità e la professionalità e, di conseguenza, c'è una concorrenza che porta ad una selezione degli operatori del settore turistico-ricettivo.
Agli affollamenti delle stazioni alpine durante le festività, fanno da contrappeso dei periodi "di stanca", che coincidono normalmente con quella che avrebbe dovuto essere individuata come una terza stagione da rilanciare, ma che stenta a prendere avvio, nonostante una pluralità di iniziative meritevoli, ideate dai diversi assessori o dagli addetti ai lavori del settore promozionale turistico, rimane comunque difficile aumentare la ricettività turistica valdostana nei periodi non tradizionalmente festivi o in prossimità delle grandi vacanze. Nonostante un tempo clemente in certi periodi dell'anno, si può verificare di persona come stazioni sciistiche di prestigio soffrano della carenza di presenze, non solo di sciatori, ma di turisti, presso i rispettivi comprensori. Presenze quindi che, se sono evidenti e importanti durante i periodi festivi, sono ridotte ai minimi termini durante le stagioni intermedie!
Un fattore importante che intendiamo sottolineare è la concorrenza di regioni limitrofe, e quando parliamo di "concorrenza di regioni limitrofe" ci riferiamo al vicino Piemonte, perché è la concorrenza dei vicini di casa, è la concorrenza di coloro che si stanno attrezzando per ospitare una vera e propria invasione olimpica, non solo sui campi di sci o nelle strutture sportive create "ad hoc", ma anche e soprattutto negli hotel. L'80% delle camere migliori risulta già prenotato da sponsor e da organizzatori. Secondo una statistica fatta recentemente e pubblicata su "Il Sole 24Ore" di mercoledì 3 marzo scorso, l'8% degli Italiani si dichiara interessato ad assistere, di persona, ad almeno un evento olimpico, ma è una percentuale che sale addirittura al 24% se il campo d'indagine si restringe ai soli Piemontesi. Questo sta a significare che sta crescendo vertiginosamente l'interesse dei turisti per il Piemonte e si sta allungando la permanenza nel territorio regionale.
Sono state avviate diverse iniziative che dobbiamo guardare, da un lato, con uno sguardo di preoccupazione, perché è una concorrenza vicina a casa che rischia di distrarre l'attenzione di flussi turistici dalla nostra regione verso i comprensori piemontesi; d'altro canto, non sarebbe male trovare delle forme collaborative per dirottare verso le nostre stazioni alpine, che non hanno nulla da invidiare a quelle piemontesi, consistenti flussi turistici.
Per tornare all'aspetto ricettivo-alberghiero di cui facevo cenno prima, sono da segnalare anche delle situazioni definite "fra luci ed ombre" del turismo valdostano; situazioni che sono riassunte anche in un indebitamento che si sta facendo sentire a livello di esposizione del settore turistico-ricettivo nei confronti della finanziaria regionale dei "Confidi Albergatori". È un indebitamento che oggi viene quantificato in circa 450 miliardi e sta a dimostrare che la carenza di turisti si ripercuote direttamente sugli andamenti economico-finanziari delle singole attività imprenditoriali: dato, questo, che è direttamente correlato anche all'occupazione media delle camere che, su base annua, rispetto a valori di città o di zone a maggior vocazione turistica, oscilla in Valle d'Aosta da un 36 a un 39%, si tocca difficilmente e raramente in alcuni casi i dati vicino al 50% e questi margini economici collegati all'occupazione media alberghiera consentono ben pochi spazi di manovra per ulteriori investimenti, ammodernamenti e potenziamenti della ricettività in termini di qualità e professionalità. Questi sono dati sui quali si possono fare anche ulteriori riflessioni, però il tasso di occupazione sta ad indicare quanto lavora l'albergatore mediamente in Valle d'Aosta sulla base della domanda turistica.
Per rilanciare l'offerta turistica valdostana, specie durante le stagioni intermedie, come dicevo, sono state più volte annunciate diverse iniziative - e non ho paura a sottolinearlo - anche meritevoli, ma in quale misura esse abbiano avuto concretezza non lo si riesce molto facilmente a delineare! Se lo guardiamo in termini meramente statistici, vediamo che i risultati sono piuttosto insoddisfacenti; se lo analizziamo con un occhio un poco più ampio, e non solo matematico, confidiamo nel medio-breve periodo di avere qualche risultato che derivi dalle numerose iniziative.
L'interpellanza formula 3 domande, in particolare vorremmo soffermarci sull'ultima: se la Regione ha intendimenti in merito al potenziamento del sistema turistico-ricettivo; in caso affermativo, quali sono, e poi quali sono le considerazioni che esprime su quella che riteniamo essere una vera e propria fragilità del sistema stesso. Ascoltiamo l'Assessore e ci riserviamo un'eventuale replica.
Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.
Caveri (UV) - Le domande che lei pone sono naturalmente molto complesse, sotto certi profili credo che sarò anche in grado di farle avere della documentazione, perché è del tutto evidente che, nella brevità del tempo a disposizione, sarebbe ciclopico e anche noioso fornirle degli aspetti comparativi.
Una battuta iniziale sul Piemonte: tanti auguri agli amici delle Olimpiadi, i bilanci si tirano alla fine, vedremo i conti finali delle Olimpiadi e avremo modo di riflettere non solo sull'esito delle Olimpiadi 2006, ma anche sull'impatto degli enormi investimenti che lo Stato ha fatto, soprattutto in Val di Susa. Collaboreremo con il Piemonte sia in campo preolimpico sia in periodo olimpico, speriamo vi sia un effetto virtuoso e che, come è capitato per altre manifestazioni sportive e turistiche, vi sia un riflesso positivo. Peraltro devo dire che, per fortuna, il mese di febbraio - mese in cui si svolgeranno le Olimpiadi - è tradizionalmente il mese di "pienone" per le settimane bianche anche in Valle d'Aosta, quindi probabilmente anche l'ospitalità di eventuali turisti o squadre riguarderà soprattutto il fondovalle.
L'ottimismo fa sempre bene anche in economia, nessuno può pensare di avere la bacchetta magica, per cui condivido anch'io alcune criticità espresse nelle premesse dell'interpellanza; conosciamo i problemi, li stiamo studiando e indagando ancora meglio, le risposte che sono state date finora mi auguro possano aver successo, così come le risposte che verranno, questo lo vedremo. Non credo che lo vedremo solo nei dati quantitativi, credo che ci doteremo come osservatori del turismo di strumenti più sofisticati che ci consentano di capire meglio il fenomeno.
È vero che oggi siamo "a macchia di leopardo": ad esempio, il sistema alberghiero nella zona di Saint-Vincent soffre parecchio anche delle vicende del casinò; abbiamo zone, invece, in cui l'incremento è molto buono (penso alla zona del Monte Rosa o al comprensorio di Cervinia), contraddittorio talvolta è il risultato di Courmayeur, possiamo essere soddisfatti della zona del Gran Paradiso; insomma è veramente un risultato a macchia di leopardo.
Vorrei dare, a questo punto, i numeri che sono stati richiesti, senza dare troppo i numeri… I numeri del comparto alberghiero relativi al 2003 sono i seguenti: 490 esercizi alberghieri con una capacità ricettiva di 23.349 posti letto per un totale di 6.304.407 giornate-letto; 365 esercizi extra-alberghieri con una capacità ricettiva di 29.931 posti letto per un totale di 7.321.695 giornate-letto; in totale, sono 846 esercizi per una capacità ricettiva di 53.280 posti letto e 13,5 milioni di giornate-letto. Nell'ultimo decennio c'è stato uno sviluppo sinusoidale: nel 1994 - ma i dati vanno poi spiegati - c'erano 512 esercizi alberghieri, 279 esercizi extra-alberghieri per un totale di 791 esercizi, 23.501 posti letto alberghieri, 31.289 extra-alberghieri per un totale nel 1994 di 54.790 posti letto. La comparazione ci porta quindi a +55 esercizi, -22 alberghieri, +77 extra-alberghieri, con un -1.510 posti letto totali…
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
… sono 54.790 in totale, mentre oggi sono 53.280, c'è una differenza di 1.510.
Come dicevo, è sinusoidale, nel senso che per esempio nel 1995 c'era stato un incremento di posti letto, nel 1996 un decremento, un decremento nel 1997, un decremento nel 1998, un aumento nel 1999, un decremento nel 2000 e, poi, costante un aumento, +738 posti letto nel 2001, +629 posti letto nel 2002, +131 nel 2003. Dall'andamento degli ultimi 10 anni emerge una diminuzione di posti letto totali disponibili: 1.510; questa diminuzione incide per soli 252 posti letto nel settore alberghiero e per 1.358 posti letto nell'extra-alberghiero. La flessione più importante nell'extra-alberghiero si segnala fra il 1995 e il 1996, significativamente questo dato corrisponde con l'approvazione della legge n. 11/1996 che ha incrementato l'extra-alberghiero.
Per quanto riguarda gli esercizi alberghieri però è il caso di segnalare che, a fronte della chiusura di strutture vecchie e in stato di degrado o di bassa classificazione, sono sorti alberghi meno capienti, ma di standard più elevato. Quanto alla consistenza delle strutture, si evidenzia un aumento considerevole delle strutture ricettive extra-alberghiere (+77), a fronte di un calo della loro capienza quanto a posti letto. Anche in questo caso, secondo i tecnici, siamo di fronte a un miglioramento complessivo della qualità. Diminuiscono invece, le strutture alberghiere (-22) con questa perdita di 252 posti letto, come già segnalato.
Passerei alla seconda parte, che riguardava invece una riflessione sull'occupazione, cioè sui titolari dipendenti e cose del genere. Da questo punto di vista le assunzioni del settore aggiornate al 2002 - tra poco saranno disponibili anche i dati del 2003 - ci danno per circoscrizione dell'impiego accorpate (perché c'è una differenza ovviamente, bisogna sommare Aosta, Morgex, Verrès e si ha il totale della Valle d'Aosta), per il 1995 nel settore bar e alberghi 7.409 assunzioni, che diventano 8.483 nel 2002, quindi ci sono un migliaio di occupati in più, la media 95,02 è di 7.569 assunzioni. Per quel che riguarda gli impianti di risalita, nel 1995 avevamo, in totale, 1.120 occupati; oggi ce ne sono 1.337, la media del periodo dal 1995 al 2002 è 1.126 occupati.
Ho poi altri dati che risalgono al censimento del 1996, che sono poco probanti; purtroppo non abbiamo ancora il censimento 2001, dovrebbe essere noto a breve. Devo dire che non è molto chiaro il censimento…
(nuova interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
… 2001, 2003 sono i dati delle assunzioni che non abbiamo ancora, che sono interessanti per la sostanza, e anche il censimento… purtroppo abbiamo dati che risalgono al 1996 che non sto a leggere, perché non sono significativi, visto il tempo trascorso. Fra breve l'indagine ISTAT arriverà, anche se fra le attività di servizio viene distinto solo il commercio, quindi sono dati non disaggregati e di non facile lettura; diciamo che siamo di fronte a dati non molto significativi.
Per quanto riguarda l'occupazione nel settore, in assenza di dati ufficiali come questi, a suo tempo era stata attivata una collaborazione con l'Agenzia del lavoro per monitorare la situazione. La collaborazione, nel tempo, si è purtroppo esaurita; gli ultimi dati che abbiamo di uno studio - che le farò avere -, poi pubblicato su un libro della "Franco Angeli Editore", risale al 1997.
Poche settimane fa abbiamo stabilito, come Assessorato, un accordo con l'Agenzia del lavoro per attivare uno studio "POR" sul mercato del lavoro nel settore turistico-alberghiero. Per esempio, un dato interessante è il fatto che complessivamente, fra stagionali e fissi - che poi finiscono tutti nel "calderone" degli assunti -, sappiamo che il 52% degli addetti del turismo mediamente proviene da fuori Valle. La ragione per la quale abbiamo deciso di chiedere all'Agenzia del lavoro di fare uno studio "POR" è che, avendo anche noi la titolarità dei corsi della scuola alberghiera e dell'IPR di Châtillon, se dobbiamo programmare un minimo il settore, a cui si aggiungono poi le IPR turistiche, dobbiamo essere in grado di capire le richieste. Da questo punto di vista devo dire che, purtroppo, finquando non avremo lo studio - cosa che spero avremo entro la fine di quest'anno - viaggiamo con i dati del 1997, dati purtroppo non esemplificativi. Naturalmente abbiamo i dati delle assunzioni, ma questi sono aggregati, non disaggregati. Questo studio mi auguro venga effettuato entro pochi mesi.
Quali sono gli intendimenti in merito al potenziamento del sistema turistico-ricettivo? Un "mea culpa" naturalmente da fare. Abbiamo, di recente, per discutere con la Commissione europea in materia di impianti di risalita, effettuato uno studio su 192 stazioni alpine; abbiamo verificato come le prime 15 stazioni di impianti di risalita dell'arco alpino hanno una media di posti letto alberghieri molto elevata. La Val di Fassa conta circa 50.000 posti letto per capirci; la prima, che è Les Trois Vallées, ha 110.000 posti letto, quindi noi siamo comparativamente molto piccoli e abbiamo bisogno di sviluppare questo settore, naturalmente non pensando - l'impostazione liberista del suo movimento politico ci conforterà - di sostituirci all'imprenditoria privata, ma trovando quegli strumenti compatibili con gli aiuti di Stato, che consentono uno sviluppo del settore.
Ritengo che sia stata positiva l'esperienza della legge regionale n. 19/2001, interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali, che è diventata operativa all'inizio del 2002, a seguito dell'approvazione del regolamento di attuazione. La legge ha come finalità la riqualificazione e il potenziamento delle strutture ricettive commerciali, attraverso la concessione di mutui a tasso agevolato e/o contributi a fondo perso, nell'ottica di una modernizzazione, razionalizzazione degli interventi e di un adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato - la legge fu notificata, come lei sa - e ha introdotto, rispetto alle precedenti normative, delle innovazioni. Fra queste, l'aumento della spesa ammissibile - da 2,3 milioni di euro a 5,2 milioni di euro -, l'estensione dei benefici a categorie economiche che non erano contemplate nella legislazione precedente (affittacamere, case, appartamenti per vacanze), l'ampliamento degli interventi finanziabili (macchinari, attrezzature, arredi) indipendentemente dagli interventi di ristrutturazione, oneri di urbanizzazione, studi di pianificazione e organizzazione aziendale, attestazioni di qualità, vale a dire certificazioni "ISO". Vi sono poi mutui a tasso agevolato per la costituzione di liquidità in caso di creazione di nuova azienda e, infine, la possibilità anche per le imprese turistico-ricettive di accedere a contributi a fondo perso.
In 2 anni circa di applicazione della normativa sono state concesse agevolazioni a favore del settore alberghiero e dei campeggi per un ammontare complessivo di 1.700.000 euro, sotto forma di contributi a fondo perso, per un totale di investimenti di 9 milioni di euro circa, a fronte di 143 domande presentate e 40 milioni di euro, sotto forma di mutui a tasso agevolato, per un ammontare complessivo di circa 54 milioni di investimenti ammessi, a fronte di 44 domande presentate, di cui una decina circa per nuove realizzazioni. Si evidenzia che molte delle iniziative finanziate sono in fase di realizzazione, quindi avremo una concretizzazione a breve.
I posti letto aggiuntivi che si creeranno quando queste iniziative andranno a regime, saranno circa 400. Gli incrementi più significativi di posti letto nelle strutture alberghiere si avranno: ad Ayas, con 154 nuovi posti letto; Gaby, con 80 posti letto; Courmayeur, con 100 posti letto; Pollein, con circa 90 posti letto; Saint-Vincent, con 50 posti letto.
Per quanto riguarda le attività extra-alberghiere finanziabili con contributo a fondo perso in regime di "de minimis", cioè gli esercizi di affitta camere - minimo 4 camere, massimo 6 - e di case appartamenti per vacanze - minimo 5 unità abitative con il distinguo che noi sappiamo che con la finanziaria, per evitare speculazioni, per il momento le case per vacanze da fine anno sono sospese, in attesa che i piani regolatori dei comuni si adeguino - gestite a livello imprenditoriale, sono stati effettuati 11 milioni di euro di investimenti finalizzati alla ristrutturazione e all'arredo di edifici già esistenti, ma non precedentemente adibiti ad utilità ricettiva, che creeranno un totale di 480 posti letto, fra i quali: 28, ad Allein; 26, ad Arvier; 42, a Brusson; 44, a Challand-Saint-Anselme; 22, a Bionaz; 41, a Verrayes; 17, a Montjovet; 12, a Issogne; 8, a Hône; 10, a Lillianes; 25, a Torgnon, oltre che in altre località, ed evidenziare che la possibilità di intervenire a favore di attività extra-alberghiere quali gli affitta camere e le case appartamenti per vacanze ha certamente contribuito a realizzare una serie di interventi su quella parte di patrimonio edilizio, considerata fatiscente o in stato di abbandono, quindi rivitalizzando anche località minori.
L'occupazione nel settore turistico-ricettivo si incrementerà, a seguito degli interventi finanziati, perché questo è uno dei criteri del finanziamento, in circa 120 unità. A queste cifre bisogna aggiungere le domande in corso di istruttoria per circa 40 milioni di euro di investimenti, e le domande che saranno probabilmente presentate nel corso del 2004 per circa 20 milioni di euro, che portano ad un potenziale di investimenti complessivi, fra quelli concessi e quelli in corso, di circa 110 milioni di euro, con un incremento di oltre 800 posti letto.
Dai dati di cui sopra emerge la dinamicità del settore turistico-ricettivo, con una sempre più marcata propensione agli investimenti, sicuramente dovuta in buona parte a questi incentivi della legge n. 19/2001, quindi va fatto un riconoscimento a chi definì tale legge. Naturalmente questo non significa essere soddisfatti, perché è chiaro che esiste un problema di occupazione di posti letto rimarcato dal Consigliere, però paradossalmente non possiamo non avere nuovi posti letto, altrimenti, soprattutto rispetto alla portata oraria degli impianti di risalita, che è di circa 192.000 persone/ora, abbiamo dei giganti dell'impiantistica e siamo dei "nani" nel settore ricettivo. Occorre che in qualche maniera questa cosa si equilibri con la legge n. 19, ma anche con dei cambiamenti.
Un primo cambiamento, richiesto anche dalla Consigliera Squarzino, è quello di immaginare di allargare la legge agli ostelli della gioventù, ma soprattutto in fase di presentazione alla Giunta regionale una modifica della deliberazione applicativa della legge n. 19, che prevedrebbe - se i colleghi di Giunta lo consentiranno - un aumento del contributo a fondo perso in regime di "de minimis" dal 20 al 30%, con una ulteriore possibilità di erogare fino al 40%, in alcuni casi: ad esempio, interventi su strutture di interesse storico, artistico, ambientale, recupero e riqualificazione di edifici di pregio storico architettonico; interventi su strutture non raggiungibili con strade aperte alla pubblica circolazione; interventi di ampliamento degli spazi a servizio degli ospiti per aggiungere aree di benessere, sale congressi, autorimesse. Si tratta perciò di usare questo strumento dell'incremento dell'aiuto a beneficio di un miglioramento di strutture già esistenti, o anche andare a fare strutture in luoghi particolarmente difficili dove svolgere il proprio intervento.
Un cenno conclusivo alla classificazione alberghiera. Entro quest'anno - se il Consiglio ci aiuterà - modificheremo la legge regionale del 1984 sulla classificazione alberghiera. La disciplina è vecchia, superata dalle nuove esigenze di mercato; la nuova disciplina dovrà tenere conto di molti mutamenti come la qualità dell'offerta, i servizi, la tipologia delle aziende. Occorre riprendere questi parametri che risalgono agli anni '80 e modificarli. Il tutto, quindi, dovrebbe migliorare l'offerta turistica in un contesto globale di programmazione che si affronterà in questa legislatura.
Ripeto e concludo - perché sono stato un po' lungo - anche nell'assicurarle di farle avere i dati più probanti sulle vecchie pubblicazioni concernenti l'occupazione, ma anche nel fornirle - quando verrà terminato - lo studio sul "POR", naturalmente nulla di miracolistico. Ci rendiamo conto dei problemi contingenti che in alcune zone picchiano duro, ma confidiamo che questo insieme di strumenti, accanto ad altri strumenti di cui avremo altre occasioni di parlare in Consiglio, possa portare ad un complessivo miglioramento.
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Ringrazio l'Assessore per aver risposto in maniera puntuale alle domande di carattere statistico che chiedevano dei dati precisi sull'evoluzione del settore turistico-ricettivo, quindi ci dichiariamo soddisfatti per quanto riguarda la risposta al punto 2, quella relativa ai numeri del comparto alberghiero valdostano nelle sue diverse disaggregazioni, fermo restando che manca ancora il censimento del 2001 e dei dati più precisi per quanto concerne l'occupazione.
Non è solo attraverso una interpellanza che si può esaurire la disamina estremamente vasta sul comparto turistico valdostano, sui suoi problemi, sulle sue prospettive e sugli intendimenti di un esecutivo al momento. Alcune riflessioni sono state fatte, altre se ne possono aggiungere.
La crisi della montagna coinvolge non solo la Valle d'Aosta, ma anche altre realtà alpine e similari di montagna che sono dislocate nelle diverse parti d'Europa. È una crisi generale, a fronte della quale le diverse aree alpine non stanno cercando di farvi fronte, proprio perché c'è stato un calo di interesse generalizzato, in particolare negli anni 2000-2002; la fine del 2003 sembra all'insegna di un cauto ottimismo e di una piccola ripresa.
La Valle d'Aosta, grazie alle sue risorse finanziarie, ha delle possibilità che vanno utilizzate al meglio. L'Assessore ricordava la positiva esperienza della legge n. 19/2001 che ha dato un certo dinamismo al settore turistico-ricettivo, nel senso che ha ampliato la gamma degli investimenti e i volumi dei finanziamenti, tanto che oggi l'indebitamento complessivo è di 450 miliardi di vecchie lire. È auspicabile che questo indebitamento sia fruttifero e un domani non consolidi delle posizioni in sofferenza con disagi che possono essere facilmente immaginabili.
Sono stati fatti diversi studi in passato - ne attendiamo ancora uno, diceva l'Assessore, quello sul profilo occupazionale disaggregato -, fra questi ricordo quello della "Cà Foscari" che fu commissionato dall'allora Assessore Agnesod, per tracciare una fotografia più profonda della domanda turistica nei confronti della Valle d'Aosta e dell'offerta turistica valdostana. Emerse già allora che la Valle d'Aosta era poco appetibile nei confronti dei giovani, mentre era discretamente appetibile nei confronti delle famiglie. Furono pertanto attivate diverse iniziative, riassumibili in 2 interventi legislativi importanti: la legge n. 19/2001 e la legge n. 6 di riorganizzazione del comparto turistico.
Se, da una parte, la legge n. 19 ha generato un'esperienza positiva, stando alle considerazioni dell'Assessore, sulla legge n. 6 più volte abbiamo espresso qualche riserva, perché la frammentazione della promozione turistica articolata fra Regione, che è l'ente di promozione, AIAT, che sono enti di accoglienza e di informazione, di difficile coordinamento e sovrapposta, ha comportato un dispendio di energie in termini di risorse non indifferenti.
Noi auspichiamo anche una revisione di questa legge negli anni a venire, anche perché si rischia di fare delle duplicazioni probabilmente inutili - se non dannose! - di enti che sul territorio agiscono in maniera scomposta. Sappiamo che l'Assessore si sta adoperando per cercare di ricoordinare tutto questo sistema turistico-promozionale; speriamo che questa sia una iniziativa che contribuisca anche ad attivare un'offerta valdostana più appetibile, anche ad altre fasce di utenza.
La permanenza media dei turisti stanziali è in calo, l'Assessore penso lo abbia segnalato anche nel corso di una sua recente conferenza stampa; oggi la permanenza media di un turista stanziale che si ferma in Valle d'Aosta è di soli 3 giorni e 1/2, è estremamente bassa. È un turismo sempre più "mordi e fuggi", un turismo che privilegia delle soluzioni anche alternative all'offerta alberghiera, un turismo che fruisce dei comprensori sciistici anche perché gli investimenti in quel settore sono stati ingenti in questi anni, tanto che abbiamo delle strutture all'avanguardia e il comparto alberghiero fatica a starvi dietro.
Auspichiamo che studi, visto che il turismo "brulica" di studi, consulenze, enti, commissioni, osservatori che si sono dedicati ai numerosi problemi, siano in grado di sintetizzare le risultanze di queste analisi e individuare una linea d'attacco, anche aggressiva. È vero, Assessore, lei dice: "i conti li faremo alla fine per quanto concerne l'evento olimpico di Torino", però le premesse sono quelle di un'affluenza mostruosa - perlomeno in termini quantitativi - nelle stazioni del vicino Piemonte e nella stessa metropoli piemontese. Speriamo che questa affluenza ingente propaghi effetti benefici anche per la vicina Valle d'Aosta e che non si trasformi, un domani, in una concorrenza devastante, dovuta al fatto che stazioni oggi sconosciute delle valli piemontesi acquisiscano una notorietà e diventano dei "competitors" pericolosi e aggressivi nei confronti di stazioni rinomate come le nostre: Courmayeur, Cervinia, Pila, La Thuile, che oggi sono all'altezza di un confronto, ma che domani possono trovarsi di fronte stazioni omologhe, più organizzate e più competitive.
Il settore del turismo deve essere monitorato, non c'è stata una specifica domanda sull'osservatorio, l'abbiamo fatta questo autunno; naturalmente auspichiamo che questo organismo, uno dei perni centrali della legge n. 6, abbia iniziato a funzionare e sia non solo un ente di raccolta di informazioni e di dati, ma anche di propulsione, di conforto e di consulto per lo stesso Assessore.
L'argomento "turismo" è all'attenzione di tutti noi in questo Consiglio; pertanto torneremo con iniziative specifiche sui molteplici aspetti che lo contraddistinguono.
