Objet du Conseil n. 452 du 10 mars 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 452/XII - Progetto del centro commerciale e ricreativo "Millennium Canavese" di Albiano Canavese. (Interrogazione)
Interrogazione
Appreso che l'Assessore regionale al Turismo ha inviato una lettera al Sindaco del Comune di Albiano Canavese chiedendo che nel corso della procedura autorizzativa del progetto "Millennium Canadese" sia richiesto ed acquisito il parere della Regione Valle d'Aosta;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore regionale al Turismo per conoscere le valutazioni ed i giudizi della Giunta regionale in merito al progetto del grande centro commerciale e ricreativo denominato "Millennium Canadese".
F.to: Riccarand
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio, trasporti e affari europei, Caveri.
Caveri (UV) - È vero, Consigliere Riccarand, ho scritto al Sindaco del Comune di Albiano Canavese la seguente lettera:
"Si fa riferimento al progetto di realizzazione del complesso polivalente denominato "Millennium Canavese", di cui alla deliberazione di approvazione del piano particolareggiato esecutivo con variante del piano regolatore generale adottato dalla Giunta regionale del Piemonte in data 26 giugno 2003. In relazione all'impatto che, nell'ambito dell'iniziativa di cui si tratta, avrà l'apertura del nuovo centro commerciale, su un bacino di utenza che ricomprende buona parte del territorio della scrivente Regione, si sottolinea la necessità di attivazione delle procedure di consultazione, previste al IV° comma dell'articolo 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 114".
Il sindaco ha risposto per adesso a mezzo stampa, nel senso che si è molto risentito, ma non ha ancora spedito una risposta. Nei prossimi giorni cautelativamente scriverò anche al collega della Regione Piemonte, anche se vorrei ricordare che il comma IV di tale decreto legislativo, noto come "decreto Bersani", che si riferisce all'apertura di grandi superfici di vendita, recita:
"Alle riunioni della Conferenza dei servizi svolte in seduta pubblica, partecipano a titolo consultivo i rappresentanti dei comuni contermini…" - perché la legge prevede che siano i comuni a predisporre questa Conferenza dei servizi - "… delle organizzazioni dei consumatori e delle imprese del commercio più rappresentative, in relazione al bacino di utenza dell'insediamento interessato. Ove il bacino di utenza riguardi anche parte del territorio di altra regione confinante, la Conferenza dei servizi ne informa la medesima e ne richiede il parere non vincolante ai fini del rilascio dell'autorizzazione".
Ci tengo a ricordare che scrissi io stesso questa norma nel "decreto Bersani", presentai l'emendamento, che venne poi accolto dal Consiglio dei ministri, quando ero Vicepresidente della Commissione bicamerale per la riforma amministrativa, pensando in prospettiva al rapporto fra Valle d'Aosta e Canavese. In quegli anni - il Consigliere se ne ricorderà - aprì il famoso grande centro commerciale di Ivrea, che ebbe nel tempo una serie di ripercussioni.
Aspetto dunque la documentazione ufficiale che ci dovrà essere inviata, perché dovremo esprimerci proprio sull'insieme della parte commerciale del progetto "Millennium Canavese" o "Mediapolis", credo che "Mediapolis" sia in realtà la società promotrice dell'iniziativa. Guardando il sito internet di "Mediapolis" - fra l'altro, fra breve vi leggerò alcuni passaggi con una prosa piena di anglicismi -, si ha l'impressione che il centro commerciale sarà - usando già un anglicismo - un "core business" dell'attività di "Millennium". La citazione è questa:
"Le aree commerciali saranno…" - si legge nel sito - "… strutturate in tre "ancore" destinate ad ospitare grandi e medie superfici specializzate e scenografate in modo coerente rispetto alle altre componenti del progetto, un'ampia galleria di piccole superfici commerciali ed un "food store" di nuova concezione…" - perché in quell'area non può sorgere una vendita di prodotti alimentari, per capirci, non può sorgere un altro "Bennet" ma, in realtà, quando leggiamo le caratteristiche di questo "food store", ci rendiamo conto che l'alimentare c'è, eccome! - "… grandi e medie superfici (2.000-4.000 metri quadrati) di vendita dedicate al commercio specializzato per categorie merceologiche (sport, giochi, elettronica, abbigliamento, pelletteria, arredamento, infanzia, giardinaggio, dischi, libri) gestite da operatori di "brand" riconosciuti a livello nazionale…" - fanno l'esempio di "Benetton", "Bata", "Prenatal", "Feltrinelli" - o internazionale, come "Leroy Merlin", "Obi", "Media world"…" - ed altri - "… I negozi saranno impostati dai singoli "tenants"…" - anche qui un anglicismo - "… in chiave di negozi bandiera e momento di vetrina dei propri valori aziendali e identità di marca. Alcuni di questi "format" saranno integrati da aree test per i prodotti (elettronica di consumo, sport) e aree vetrina, ad esempio per il giardinaggio…".
Vi saranno poi "… gallerie di collegamento allestite di piccole superfici commerciali destinate ad ospitare commercio al dettaglio indipendente specializzato, "franchising", prodotti tipici, artigianato locale, "merchandising" legato ai contenuti di intrattenimento del parco a tema".
Vi è poi un ""food store" da 7.500 metri quadrati direttamente gestito da aziende di qualità top del settore alimentare industriale".
La descrizione dell'operazione nel suo complesso viene sempre fatta in un'altra parte del sito, dove si ricorda che la Giunta regionale del Piemonte ha già approvato questo piano particolareggiato, che è stato pubblicato il 3 luglio 2003.
La descrizione di "Mediapolis" viene fatta nel modo seguente:
"L'operazione "Mediapolis" consiste nel lancio di un polo di intrattenimento e commerciale di nuova concezione. Il complesso avrà sede in un'area di 500.000 metri quadrati localizzata in posizione baricentrica rispetto a Torino e a Milano sulle grandi arterie di comunicazione del nord-ovest, affacciata per un fronte di un chilometro sull'asse autostradale in corrispondenza dell'uscita del casello di Albiano di Ivrea. Un parco a tema di primario livello nazionale costituisce il "key-asset" del modello di "business", il motore in grado di generare…" - qui abbiamo qualche cifra - "… visibilità e capacità di attrazione su un bacino di 4 milioni di persone nell'ora di percorrenza…" - loro cioè fanno il calcolo su 4 milioni di persone che transitano lì sull'autostrada - "… 12 milioni nelle 2 ore e 20 milioni nelle 3 ore, con una previsione di circa 12 milioni di visitatori per ciascun anno, dei quali 1,6 milioni di ingressi paganti al parco.
Il modello si completa con altre funzioni commerciali (centro commerciale, servizi, cinema, teatri, ristoranti, alberghi) inserite in un contesto architettonico e paesaggistico di grande suggestione".
Ho ricevuto su questo ulteriore documentazione proprio dal Fondo dell'ambiente italiano, che, a nome anche di altre associazioni che combattono l'insediamento, proprio per quelle ragioni paesistiche che vengono citate come elemento suggestivo da "Mediapolis", ha espresso apprezzamento per la nostra richiesta di notizie.
La Regione Valle d'Aosta esprimerà dunque un parere ed è inutile negare una certa preoccupazione per il sistema commerciale dell'intera Valle, perché questo insediamento, che ha caratteristiche gigantesche… sempre che sia realizzato, perché talvolta sembra "l'Araba Fenice": "che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa", perché 5 anni fa, quando ero in piena campagna elettorale delle elezioni europee, si annunciava questa costruzione come assai imminente ed è quanto accade ancora oggi, comunque, al di là di tutto, è evidente che, per il "tessuto" della Valle d'Aosta, questo parco, se concepito in realtà con elevatissimo impatto di tipo commerciale, non può che creare preoccupazione e dovremo adoperare quegli strumenti che ci sono consentiti dalla legge, in particolare da questo articolo della "legge Bersani".
Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - Riteniamo che l'Assessore al turismo abbia fatto bene a scrivere al Sindaco di Albiano di Ivrea e a chiedere che la Regione Valle d'Aosta possa esprimere un parere, sia pure consultivo, ma obbligatorio ai sensi di legge, in modo che si possa tener conto nelle valutazioni rispetto all'autorizzazione di questo progetto del parere della Regione Valle d'Aosta.
Rispetto a questo progetto esprimiamo preoccupazione; abbiamo visto anche le valutazioni espresse da numerose associazioni ambientaliste operanti nel Canavese, che vi è anche un ricorso al TAR piemontese nei confronti della deliberazione della Giunta piemontese del giugno 2003 che ha approvato la variante al piano regolatore comunale di Albiano proprio per consentire l'insediamento di questo parco. Si tratta di un ricorso presentato da "Lega Ambiente", "Pro Natura", "FAI", "Italia Nostra", "WWF", eccetera, proprio sulla base di due elementi che sono molto significativi, cioè si va ad edificare in modo massiccio su un'area molto estesa in una zona agricola, una zona in cui vi era una coltivazione di tipo tradizionale molto interessante rispetto alle caratteristiche del Canavese, un'area definita inedificabile dal piano regolatore, perché di alto valore paesistico-ambientale - siamo nella zona della morena di Ivrea, siamo nei pressi del Castello del Masino -, e si costruisce un grande parco giochi turistico-commerciale, poi l'evoluzione dei contenuti di questo parco è anche cambiata nel corso del tempo, che crea grosse preoccupazioni. Oltretutto, questa è un'area esondabile, nel senso che anche recentemente, nel corso non solo delle alluvioni, ma anche di piogge un po' intense, quest'area è stata completamente allagata; questo significa che, per edificare una struttura così imponente in quest'area, bisognerà porre mano ad imponenti opere per ridurre il rischio idraulico e quindi ritorniamo a tutti i problemi di cementificazione del corso della Dora Baltea, con i problemi che ben conosciamo, e che nel Canavese si ripercuotono in modo pesante.
Infine, direi che si tratta di un modello di sviluppo anche economico molto discutibile, cioè noi in Valle d'Aosta… ma anche il Canavese ha cercato di darsi una caratterizzazione più legata non solo alle attività industriali tradizionali della zona, ma anche ad una rivalutazione dell'attività agricola e dell'interesse turistico legato all'agricoltura e alle bellezze paesaggistiche ed architettoniche della località. Tutto questo non c'entra niente con questo enorme centro commerciale ricreativo, che potrebbe essere insediato da qualsiasi altra parte e che non ha alcun collegamento reale con quel territorio. Riteniamo che si tratti di un progetto che può avere un impatto negativo dal punto di vista commerciale rispetto alla nostra Regione, ma anche rispetto ad un modello di sviluppo su cui ci può essere una sinergia positiva fra bassa Valle d'Aosta e Canavese rispetto a una valorizzazione integrata fra agricoltura e turismo, che è completamente stravolgente. L'Assessore, quindi, ha fatto bene; noi gli chiediamo di continuare a seguire questa vicenda e, per quanto ci riguarda, ci associamo alle valutazioni critiche che già abbiamo sentito rispetto a questo progetto.
