Objet du Conseil n. 287 du 18 décembre 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 287/XII - Interventi per la soluzione della situazione della Centrale Laitière S.p.A.. (Interrogazione)
Interrogazione
Richiamato il contenuto della interrogazione (prot. n. 98/03), discussa in occasione del Consiglio regionale del 1/12/2003;
Ricordato che, in tale occasione, la Giunta ha rappresentato la disponibilità all'acquisizione della Centrale Laitière d'Aoste, da parte della Cooperativa Produttori Latte e Fontina;
Osservato che nella risposta alla detta iniziativa l'Assessore competente ha fatto cenno ad alcune problematiche legate alla messa in liquidazione della Centrale Laitière, ma non le ha sufficientemente approfondite;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per sapere:
1) perché nel 2001 non si pensò di far acquisire la Centrale Laitière d'Aoste dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina;
2) quanto personale dell'attuale Centrale verrà assunto dalla Cooperativa acquirente;
che ne sarà del marchio della Centrale Laitière e dei crediti vantati dalla Regione nei confronti dell'ABIT.
F.to: Curtaz - Squarzino Secondina - Riccarand
Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture, aux ressources naturelles et à la protection civile, Vicquéry.
Vicquéry (UV) - Rispondendo puntualmente alle domande poste, confermo che la "Cooperativa Produttori Latte e Fontina" è interessata ad utilizzare tutti i locali o, in parte, della "Centrale Laitière" e alcuni fra gli impianti che risultassero idonei o funzionali alle proprie esigenze. Questa prima indicazione di interesse non può peraltro essere immediatamente definita come disponibilità all'acquisizione della "Centrale Laitière": in questa fase, siamo a una semplice indicazione di interessi.
Precisato questo punto importante, venendo alle domande, riferisco che, già nel 2001, la cooperativa era stata interpellata per verificare quale potesse essere il suo ruolo nel contesto lattiero-caseario valdostano, nell'acquisire come ulteriore punto di lavorazione la struttura della Centrale. Ricordo però che, allora, né le condizioni di mercato, né quelle gestionali della cooperativa avessero permesso di approfondire il discorso. È un tema complesso, c'è un'interrogazione con risposta scritta a cui verrà data una risposta nei tempi dovuti. Di fatto, quando si dice che né le condizioni di mercato, né quelle gestionali della cooperativa lo permettevano, significa fondamentalmente, rispetto al discorso delle condizioni di mercato, il prezzo di acquisto del latte, che era già superiore ai prezzi di mercato medi piemontesi e italiani in generale, che non permetteva né alla cooperativa, né ad altri, di acquisirlo, e rispetto alle questioni gestionali la cooperativa stava uscendo da un difficoltoso periodo di ristrutturazione non solo e non tanto edilizia, ma legata ai noti problemi che hanno investito tutte le cooperative valdostane ed europee: il fatto che non venissero più trasferiti alla cooperativa i fondi per le spese gestionali, per cui è stata fatta una scelta di campo di investire sulla ristrutturazione della loro sede, ristrutturazione che è avvenuta brillantemente con investimenti pesanti. In quella fase, si doveva scegliere o l'uno o l'altra, si è scelto di non fare il passo più lungo della gamba perché non si voleva giustamente bloccare quel tipo di indirizzo strategico intrapreso, avventurandosi in una seconda iniziativa, il cui esito avrebbe creato probabilmente difficoltà gestionali all'attività istituzionale della cooperativa stessa.
Nelle mutate condizioni odierne, con la cooperativa che ha rafforzato il suo ruolo e il suo assetto gestionale, i contatti avuti hanno evidenziato un approccio diverso oltre che alcuni gradi di possibilità, per il momento non certo in modo tale da dare risposte precise al secondo quesito dell'interpellanza. Posso tuttavia già riferire che si tratterà di pochissime unità o, addirittura, nessuna unità di personale verrebbe assorbita dalla cooperativa perché, se si fa l'operazione, se vi saranno le condizioni per farlo, la cooperativa intende utilizzare risorse che ha già a disposizione: ciò è stato riferito alle organizzazioni sindacali, perché questa manifestazione di interesse, se si concretizzerà, si tradurrà in un'iniziativa di condizioni minime per poter far ripartire il sistema.
Rispetto al marchio, devo dire - come già è stato riferito - che lo stesso è di proprietà della "Centrale Laitière", ha valore se utilizzato e gestito nel territorio della Valle d'Aosta; allora, delle due, l'una: o si riprende l'attività in Valle d'Aosta, con un latte prodotto in Valle d'Aosta, oppure il marchio non ha alcun valore commerciale. Stando così le cose, ribadisco che sicuramente l'Amministrazione regionale - che è terza rispetto a questo tipo di ragionamento - farà di tutto perché l'eventuale acquirente, sia essa la cooperativa o altri, riutilizzi il marchio "Centrale Vallée d'Aoste" per mantenere in piedi un prodotto che aveva ed ha una sua validità.
Rispetto ai crediti, c'è stata una corrispondenza fra l'Amministrazione regionale - Presidenza della Regione e Dipartimento legislativo e legale - e la "Centrale Laitière" di cui vi do lettura. Scrive il direttore del Dipartimento legislativo e legale alla Centrale:
"Con la presente si rappresenta che codesta impresa occupa dal 1° maggio 2001 l'immobile di proprietà regionale sito nel Comune di Gressan. Si rileva che tale occupazione è allo stato qualificabile come "senza titolo", non essendo stato stipulato alcun contratto di locazione, e inoltre che codesta impresa non ha mai versato alcunché alla Regione, risultando pertanto debitrice della somma di euro 279.338,88, a titolo di indennità di occupazione extracontrattuale, corrispondente all'importo massimo del canone di locazione stabilito nel contratto di acquisto delle quote della "Centrale Laitière" da parte della impresa "ABIT" da Finaosta S.p.A., interessi legali e rivalutazione. Si ricorda, tuttavia, che sussiste la possibilità di addivenire alla stipulazione di un contratto di locazione con applicazione, oltre che per il futuro, anche al periodo dal 1° maggio 2001 e fino alla stipulazione del contratto di un canone determinato con riferimento e in ragione del 2% al valore dell'immobile, quale risultante dal conto di patrimonio della Regione al 31 dicembre 2000. In tale ipotesi il canone annuo ammonterebbe a euro 30.223,89, oltre alla rivalutazione monetaria nella misura del 75% dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, e il debito pregresso calcolato al 30 novembre 2003 a euro 81.781,27 comprensivo di interessi legali e rivalutazione.
Qualora non sia intendimento di codesta impresa proseguire nell'utilizzo dell'immobile in oggetto, si chiede di provvedere, entro e non oltre 10 giorni dal ricevimento della presente, al versamento della complessiva somma di euro 279.338 a titolo di indennità di occupazione extracontrattuale per il periodo 1° maggio 2001-30 novembre 2003.
Nel caso in cui codesta impresa intenda stipulare il contratto di locazione di cui sopra, si prega di dare riscontro in tal senso alla direzione scrivente entro 5 giorni dal ricevimento della presente".
Ben oltre i 5 giorni è pervenuta la risposta della "Centrale Laitière", in data 10 dicembre 2003, avente per oggetto: "Occupazione immobile Regione Valle d'Aosta":
"Con la presente riscontriamo la vostra del 25 novembre 2003, confermandovi che stiamo valutando con estrema attenzione le opzioni da voi proposte. La soluzione relativa alla formalizzazione di un contratto di locazione, che riterremmo preferibile, dovrà essere considerata nell'ottica di clausole di recesso favorevoli per il conduttore. Fermo restando quanto espresso, riteniamo opportuno che il contratto di locazione debba essere definito nel più breve tempo possibile, considerando anche eventuali proposte per l'acquisto dell'azienda o di rami di azienda "Centrale Laitière d'Aoste".
Cogliamo l'occasione per comunicarvi inoltre che con decorrenza 5 dicembre 2003 la "Centrale Laitière" è stata trasformata da S.p.A. a S.r.l. per problemi legati alla necessità, in caso di S.p.A., di ricapitalizzare il capitale per pagare i debiti.
Rimaniamo a disposizione per definire e chiarire i dettagli di quanto sopra esposto e vi porgiamo i più cordiali saluti".
Al momento posso dire che l'ufficio competente dell'Amministrazione regionale, che è il Dipartimento legislativo e legale, sta valutando questa risposta per addivenire ad una conclusione positiva del contratto, con alcune clausole contrattuali che possano accontentare le due parti: l'eventuale clausola di recessione e le clausole relative alla risoluzione del contratto in caso di cessazione dell'attività.
Ribadisco che l'Amministrazione regionale sta seguendo dall'esterno l'evolversi della situazione, i sindacati hanno preso atto di fatto che si procederà con una procedura di mobilità, che è scontata; da parte nostra, l'interesse è quello che l'attività della "Centrale Laitière" venga ripresa nell'ambito della filiera del latte.
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Mi dispiace di aver fatto solo un'interrogazione, forse ne andavano fatte due, anche perché così si poteva replicare più compiutamente alle risposte dell'Assessore. Dico "due", perché in definitiva stiamo parlando di due problematiche distinte: una, relativa al futuro della Centrale e, l'altra, relativa ai canoni di locazione, che non sono mai stati pagati dall'ABIT alla Regione.
Prima questione - se non interpreto male le parole dell'Assessore -: oggi possiamo dire che si registra un passo indietro rispetto a quanto l'Assessore aveva riferito in Consigli precedenti; mi sembra di capire che c'è un "raffreddamento" della trattativa con la "Cooperativa Produttori Latte e Fontina", anche perché, se questa è solo interessata ad utilizzare i locali, capiamo tutti che si tratta di una scelta irrilevante sia sotto il profilo occupazionale che della salvaguardia dell'azienda. Se c'è l'interesse ad utilizzare i locali… può darsi che si trovino società di autolinee che hanno bisogno di garage piuttosto che qualcun altro che deve fare un deposito di scarpe… ma non è questo, non è il problema dell'utilizzazione dei locali, anche se quei locali all'epoca furono sovradimensionati… quella era l'epoca dei palazzetti dello sport, delle olimpiadi e… avanti!
Sono allarmato dalle risposte dell'Assessore, anche quando rileva che, qualora la cooperativa dovesse acquisire qualcosa, le possibilità di assunzione sarebbero poche o addirittura nulle; ci troviamo di fronte a un problema occupazionale non irrilevante! Per tacere poi del problema del marchio: il marchio perso, quindi ulteriore danno all'immagine della produzione agricola valdostana!
Per quanto riguarda il secondo aspetto, quello del canone di locazione, non esito a dire che si tratta di uno scandalo! Faccio un breve riassunto di quanto è successo: dal 1° maggio 2001 l'ABIT acquista la "Centrale Laitière", entra nell'edificio di Gressan dove aveva sede già la "Centrale Laitière"; in 2 anni e 1/2, nonostante i solleciti da parte del gruppo dell'Ulivo, prima, e dell'Arcobaleno, poi, e diversi interventi in Consiglio in tutte le occasioni, non si è mai trovato il tempo di formalizzare un contratto di locazione, e la "Centrale Laitière" in 2 anni e 1/2 non ha versato una lira all'Amministrazione regionale! Tutto ciò fa pensare a degli strani scenari: o a gravissime negligenze o a degli "strani scenari", perché questa è la realtà, non sto esagerando!
Sulle proposte che sono state fatte oggi del risarcimento per l'occupazione extracontrattuale, metto un pietoso velo. Ho capito una cosa, da Consigliere: che se si riesce a prendere qualche soldo, lo si porta a casa, va bene così, perché il rischio è che oggi non si prenda più una lira, questi signori sono in liquidazione, l'ABIT è in situazione prefallimentare, lo sappiamo tutti, basta leggere i giornali, le cronache di Torino e del Piemonte!
Se devo darle un consiglio da avvocato, se le danno 4 soldi, li prenda, altrimenti non li prende più! Questa è una cosa che in ogni caso non può che essere da noi biasimata, perché è un ennesimo segnale di come, in alcune occasioni, questa Regione viene amministrata!
