Objet du Conseil n. 270 du 2 décembre 2003 - Resoconto
OBJET N° 270/XII - Suite de l'examen de la loi de finance pour l'année 2004. (Continuation de la discussion générale)
Président - Je rappelle que nous sommes toujours en discussion générale, dont au point n° 2 à l'ordre du jour.
La parole au Conseiller Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - Con questo intervento di carattere generale sulla legge finanziaria vorrei sia richiamare alcune questioni di metodo e di forma che abbiamo sollevato nel pomeriggio di ieri, sia una serie di contenuti che la caratterizzano.
Per quanto riguarda gli aspetti di metodo, su cui ci siamo già soffermati ieri pomeriggio, ritengo necessario richiamarli perché ci troviamo di fronte a un passaggio molto delicato, che deve portare ad una riflessione da parte di tutto il Consiglio, in modo che ci sia una scelta chiara anche rispetto al futuro su come ci si vuole comportare.
Abbiamo già richiamato il contenuto della legge n. 90/1989, che definisce i connotati della legge finanziaria, dicendo che in tale legge devono essere presenti solo i provvedimenti aventi riflesso sul bilancio; si tratta cioè di un provvedimento di supporto al bilancio regionale, che non deve contenere altre normative, norme avulse rispetto alla manovra di bilancio. Qui è stato detto più volte che è vero che c'è questa normativa, ma non sempre è stata applicata, anzi è consuetudine che la legge finanziaria vada ben oltre quelli che sono i confini tracciati dalla legge regionale. Spiegherò dopo, entrando nel dettaglio, come questa affermazione non sia vera, nel senso che per molti anni, dopo l'approvazione della legge n. 89, la legge finanziaria è rimasta prettamente attinente al dispositivo di legge. Il rigonfiamento della legge finanziaria è cosa recente, di questi ultimi anni, ed ha anche un'evoluzione linguistica, se vogliamo, molto chiara.
Se leggiamo il titolo della finanziaria oggi in discussione, vediamo che è composta da 2 titoli: il primo, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Valle d'Aosta (legge finanziaria 2004-2006)" e questa è la legge finanziaria; vi è poi il titolo: "Modificazioni di leggi regionali ed altri interventi" e questo è un titolo che riguarda un altro provvedimento, connesso alla finanziaria, ma non riguarda la finanziaria! Se andate a prendere le finanziarie di una decina di anni fa, vedrete che non sono formulate così già a partire dal titolo; solo legge finanziaria… della Valle d'Aosta.
Ora, noi abbiamo sollevato, prima, in commissione e, poi, con una lettera al Presidente della Regione questo problema, eccependo anche un problema di legittimità di questa impostazione. Il Presidente ci ha risposto, dicendo che il disegno di legge finanziaria non può dirsi illegittimo per violazione dell'articolo 19, poiché esso non esprime un principio capace di vincolare o di limitare la legislazione regionale successiva. È vero questo, è vero giuridicamente che una legge successiva modifica la legge precedente, ma qui il concetto è un altro! Noi abbiamo una legge che ci dice che dobbiamo comportarci in un certo modo per predisporre la legge finanziaria; allora noi dobbiamo dire se riteniamo che questo si debba applicare - e, se la legge c'è, dobbiamo applicarla -, oppure se riteniamo che questa cosa non si debba rispettare, come si può… allora bisogna con una legge successiva modificare l'articolo 19 e dire che in quella legge si mettono anche altri provvedimenti.
Riconoscere che, di fatto, si va oltre il dettato dell'articolo 19 e poi dire che lo possiamo fare perché è un'altra legge, può darsi che giuridicamente abbia qualche giustificazione ma, dal punto di vista della correttezza dei comportamenti, questa argomentazione non sta in piedi! Il problema quindi è di attenersi a questa norma; oppure, se ritenete che la legge finanziaria sia uno strumento che non va più bene, modificate la legge del 1990 e proponete un iter normativo diverso! Questo aspetto formale si collega poi a degli aspetti sostanziali molto rilevanti, perché fatta in questo modo la legge finanziaria by-passa dei passaggi fondamentali sia a monte che a valle. Ne abbiamo già parlato ieri, ma voglio tornarvi, perché un disegno di legge della Giunta regionale come una proposta di legge di un Consigliere segue un certo iter, non è che non vi sono procedure codificate!
Sono stato anch'io all'interno della Giunta e so che ogni disegno di legge arriva in Giunta con la firma di un compilatore e di un dirigente che dà il parere di legittimità; non mi risulta che il sistema sia modificato! Ora, noi abbiamo chiesto di sapere chi erano i compilatori, coloro che hanno attestato la legittimità di questi articoli del Titolo III e non ci è stata data una risposta… e qui sono persone fisiche. Lo abbiamo chiesto, tanto più che alcune disposizioni inserite nel Titolo III di questa finanziaria sono disposizioni - si legge chiaramente - fatte da persone non competenti, da persone che non conoscevano bene la normativa; disposizioni che sono pericolose rispetto alla normativa regionale.
Abbiamo la sensazione che siano state by-passate anche delle competenze all'interno della dirigenza regionale per una procedura che non è assolutamente corretta, anche perché esiste una legge regionale, la legge n. 45, la quale prevede che il dirigente regionale ha il diritto/dovere di firmare i provvedimenti di propria competenza. Noi non conosciamo di tutti gli articoli della Parte III né i compilatori, né coloro che attestano il parere di legittimità su questo tipo di provvedimenti.
Vi è poi l'iter successivo all'approvazione del disegno di legge, quindi se già l'iter che è stato fatto da questo provvedimento prima di arrivare alla Giunta non è corretto, la stessa cosa, dal punto di vista del Consiglio regionale, è ancora più grave se riprodotta anche dopo, perché ogni disegno di legge, in base al Regolamento del Consiglio, deve essere assegnato all'esame della competente commissione consiliare: la competente commissione consiliare è quella che ha il compito istituzionale di andare ad approfondire nel settore di propria competenza. Ora, lo abbiamo detto e ridetto e lo ripetiamo ancora che in questa finanziaria, Titolo III, vi sono disposizioni di legge importanti di competenza della III, IV e V Commissione, ma questo disegno di legge non è stato assegnato all'esame della III, IV e V Commissione! Non è un problema di buona volontà o meno dei presidenti di commissione, è un problema di procedure istituzionali! Se si vuole fare una legge che contiene diverse normative, bisogna che queste passino all'interno delle commissioni competenti.
Ora, qui, invece, abbiamo un Titolo I e un Titolo II, che è composto da 28 articoli, che sono quelli di competenza propria della finanziaria e c'è invece…
Presidente - Chiedo un po' di silenzio ai Consiglieri per consentire al collega Riccarand un corretto intervento.
Riccarand (Arc-VA) - … a nostro avviso, esiste un problema di violazione anche dell'articolo 37 del Regolamento del Consiglio, il quale afferma che non possono essere iscritti ai lavori del Consiglio provvedimenti di legge privi del parere della competente commissione. Ora, qui, le competenti commissioni non hanno potuto esprimere il parere, ad esse non è stato assegnato il provvedimento e non hanno avuto l'assegnazione del provvedimento perché si è considerato che questa, essendo una legge finanziaria, andava di competenza alla II Commissione! Noi sottolineiamo però che, siccome tutto il Titolo III va al di là della parte finanziaria, il disegno di legge andava assegnato alla III, IV e V Commissione.
Dicevo prima, riferendomi al passato, che non è vero che sia sempre stato così; ho ancora copia delle leggi finanziarie approvate fra il 1993 e il 1997: tutte queste leggi finanziarie sono composte da 28 articoli, che corrispondono esattamente alla I e alla II Parte di questa legge finanziaria, quindi non è vero che in passato la legge finanziaria è sempre stata così! È vero che un colpo forte è venuto - come diceva ieri il collega Curtaz - con l'alluvione perché, lì, c'è stata l'urgenza: l'alluvione è stata ad ottobre, la finanziaria si è fatta a novembre-dicembre, si sono inserite una serie di normative contingenti per far fronte a quell'evento eccezionale, ma dopo si è continuato ad andare avanti sull'emergenza. Quest'anno siamo andati al di là dell'emergenza, per cui ribadiamo la nostra protesta rispetto a questo metodo. Chiudo questo capitolo che abbiamo già evidenziato più volte ieri, ma rispetto al quale il "vulnus" non è chiuso, quindi insistiamo perché questa problematica non ci sembra irrilevante.
Entrando nel merito delle disposizioni della finanziaria, vi sono alcune considerazioni che vorrei fare.
Titolo I della finanziaria: "Disposizioni in materia di entrate"; Assessore alle finanze, qui ce la caviamo in fretta perché sono 3 articoli che si possono riassumere in 2 parole: "poche imposte e tanti mutui", perché l'impostazione che abbiamo nella legge finanziaria e poi nel bilancio è questa. La vostra impostazione, che è anche elettoralmente pagante, dice: "facciamo pagare poche imposte ai Valdostani, andiamo a ridurre anche quelle imposte regionali che lo Stato ci attribuisce come competenza, non attiviamo mai le nostre competenze tributarie, quindi scontiamo su tutto anche sull'IRAP, i diritti regionali non li tocchiamo, e se mancano i soldi che facciamo? Facciamo i mutui". Questa è la vostra impostazione e infatti c'è un articolo 1, "riduzione sulle imposte IRAP", e articolo 2, "mutui per la viabilità", per gli impianti a fune. Questa è l'impostazione, la parte entrata è finita lì; quindi poca attenzione sulle entrate, poca preoccupazione di incrementare anche le entrate proprie della Regione e, invece, facile ricorso all'indebitamento per far quadrare i numeri del bilancio!
Il Titolo II, "Disposizioni in materia di spesa", è molto più ampio, perché si tratta di spendere, quindi c'è una certa abbondanza. C'è finanza locale, e i comuni della Valle d'Aosta sono sicuramente in una condizione privilegiata rispetto a tutti i comuni italiani, perché siamo in una condizione talmente privilegiata, abbiamo talmente tante risorse nel nostro bilancio, che possiamo permetterci di attribuire ai comuni il 95% dell'IRPEF, che dovrebbe essere - da noi non è così! - la principale entrata di una regione, comunque il pilastro delle entrate. Vi è quindi questo 95% che va ai comuni; non lo contestiamo, però prendiamo atto che sicuramente esiste una situazione di privilegio finanziario che dalla Regione si diparte su tutto il sistema degli enti locali.
La parte che più ci preoccupa in questo Titolo II è quella che ha incidenza sulle spese correnti e sulle spese obbligatorie; è contenuta nell'articolo 11 e concerne le disposizioni della finanziaria per quanto riguarda il personale regionale. Noi qui registriamo che c'è la scelta - peraltro qualificante - della finanziaria di andare ad ampliare ulteriormente i numeri di quello che si chiama "personale regionale" in senso ampio, andiamo di nuovo ad incrementare di 8 unità. Direte: "sono poche 8 unità", però guardate che ormai siamo vicini alla soglia delle 3.000 persone pagate dalla Regione, siamo a 2.950. Un aumento di 8 persone che contestiamo perché, siccome è da anni che si sta decentrando, che si stanno attribuendo competenze maggiori ai comuni e alle comunità montane, che su questa base si giustifica il fatto che il 95% dell'IRPEF va alla finanza locale, non capiamo come mai si continua ad ampliare il numero dei dipendenti della Regione se poi si fa questo discorso di decentramento!
A noi sembra che questo discorso non sia fatto in modo corretto; a noi parrebbe un segnale forte, da parte di una Giunta che inizia una nuova legislatura, di una nuova Giunta, dire: "qui, anno dopo anno, unità dopo unità, siamo arrivati a 3.000 persone; perché non cominciamo ad invertire la tendenza ed iniziamo a scendere?". Noi non diciamo di scendere di 100 o 200 persone, ma di cominciare a ridurre tali numeri: poi questi numeri della finanziaria sono il tetto massimo, non tutti questi posti vengono coperti, ma almeno cominciare a scendere e invece di scrivere 2.866 unità, comma 1 dell'articolo 11, a cui si aggiungono quelli del Consiglio, cominciamo a ridurre! La nostra proposta è questa: è chiaro che se ci si mette nell'ottica di continuare ad espandere, non si arriverà mai a quell'inversione di tendenza che è stata indicata.
Fra l'altro, ho notato che, pur non avendo, noi, una sintonia particolare con associazioni economiche come quella degli industriali, anch'esse hanno fatto una nota in cui dicono esattamente tali cose, perché il fatto che l'Amministrazione regionale continua ad espandere il proprio personale è un dato anomalo! Un'espansione che ha incidenze sugli aspetti finanziari perché, al comma 7 dell'articolo 11, vediamo che la spesa per il personale ha, di nuovo rispetto alla finanziaria dello scorso anno, un balzo in avanti non di poco conto, in quanto vi è un aumento del 9% sul personale regionale: è un aumento che è ben al di là di qualsiasi indice fisiologico di incremento. C'è un incremento molto forte, legato sia al fatto che c'è un aumento del numero dell'organico previsto, sia il fatto che vi sono dei contratti e delle scelte che portano ad un rigonfiamento della spesa; anche su questo aspetto riterremmo opportuna una scelta di inversione di tendenza.
Come vedremo quando discuteremo il bilancio regionale, questo ha visto, anno dopo anno, un'espansione della parte corrente, in cui le spese del personale incidono in maniera significativa. Ora, se si vuole procedere ad un'inversione nella legge finanziaria occorre fare delle scelte, che mancano. Non vediamo queste scelte e vediamo, invece, la continuazione di una politica che porta ad un continuo incremento sia dell'organico regionale, sia della spesa della Regione.
Un altro articolo che ci sembra qualificante della parte spesa è l'articolo 21, il quale interviene in maniera pesante sulla legge regionale che riguarda la delocalizzazione di strutture, abitazioni, infrastrutture che sono in zone a rischio di alluvione. Questa legge, fatta nel 2002 dopo l'alluvione, l'abbiamo considerata interessante perché faceva una riflessione preoccupata rispetto a quanto successo, al fatto che l'alluvione ha fatto emergere l'esistenza di troppe infrastrutture insediate in zone a rischio, e che bisognasse cambiare questo tipo di politica andando a delocalizzare una serie di insediamenti. Erano state poste anche delle risorse di un certo significato, non sufficienti, ma che potevano esprimere un indirizzo, che poi si sarebbe dovuto consolidare e sviluppare nel corso degli anni.
Cosa vediamo nella finanziaria rispetto a questa situazione? La finanziaria, per l'anno del 2003, metteva a disposizione per il 2004 1.582.000 euro; con questa finanziaria questa cifra non diventa più la competenza del 2004, ma diventa la competenza di ben 3 anni: 2004-2005-2006, mentre la competenza del 2004 viene ridotta a 582.000 euro, una cosa insignificante: questo vuol dire che è stata abbandonata tale strada, che non si vuole fare niente di incisivo sul piano della delocalizzazione delle zone soggette a rischio di inondazione, perché con 582.000 euro non si fa niente! Si faceva molto poco con 1,5 milione di euro all'anno e infatti noi abbiamo proposto e proporremo di incrementare questa cifra, ma con 500.000 euro all'anno non si fa nulla.
Riteniamo questo tipo di impostazione una retromarcia rispetto a una sensibilità che era emersa e che, invece, vediamo pesantemente rimessa in discussione da questa scelta della finanziaria. Questa impostazione - criticabile, a nostro avviso - è poi ben presente in una serie di dati, e qui vado all'allegato B del Titolo II, in cui si interviene sulla modulazione di spesa di una serie di leggi regionali: è una parte tipica della legge finanziaria, una parte che legittimamente la Giunta fa, ma nel merito su alcune di queste scelte non siamo assolutamente d'accordo, e porto alcuni esempi.
Per quanto riguarda lo sviluppo del servizio ferroviario è previsto un fondo di 2,5 milioni nel 2004 e di 3 milioni nel 2005-2006; è un fondo che indica un'attenzione ma, rispetto alla necessità di intervento, rispetto al trasporto ferroviario e all'ammodernamento della ferrovia qui non ci siamo assolutamente, perché questi fondi non sono sufficienti neanche ad iniziare un lavoro serio di intervento, né sull'Aosta/Chivasso, né sull'Aosta/Pré-Saint-Didier! Tale finanziamento è del tutto inadeguato, bisogna operare altri tipi di scelta: ne avevamo già discusso e noi avevamo peraltro presentato una mozione di indirizzo; ci era stato detto che c'era sensibilità, ma non troviamo uno stanziamento adeguato per interventi significativi della ferrovia.
Per quanto riguarda altri settori del trasporto pubblico, avremo occasione, nel corso del dibattito, di capire meglio alcune cose, perché qui vediamo che anche per quanto riguarda la legge regionale n. 15/1995, interventi regionali per investimenti nel settore del trasporto pubblico, c'è una riduzione, non c'è un incremento delle risorse previste rispetto ad un settore. Ho visto poi che c'è un fondo globale che è stato messo nel bilancio, non so se c'è un'intenzione di modificare la normativa, però in legge finanziaria vediamo che c'è una riduzione rispetto agli anni passati e, se andiamo a vedere al 2005-2006, vi è ancora un'ulteriore riduzione rispetto al 2004; quindi, anche qui, siamo di fronte a dei fondi inadeguati.
Cosa analoga si può dire rispetto alla legge n. 36/1998, Fondo regionale per l'abitazione, che è di competenza dell'Assessore ai lavori pubblici. Avevamo già discusso in aula di questo tema: in tale fondo ci è stato detto che vi è un problema perché lo Stato sta diminuendo le assegnazioni, quindi la Regione deve far fronte in maniera più significativa. A me era anche parso di capire - dalla risposta che l'Assessore aveva dato ad un'interpellanza del Consigliere Salzone - che ci sarebbe stato un intervento significativo in questo settore, ma in legge finanziaria non c'è perché passiamo da 125 mila a 150 mila euro di finanziamento, con un incremento di 25 milioni, modestissimo, insufficiente a far fronte alle riduzioni dei trasferimenti statali e insufficiente a far fronte alle esigenze che sono rivolte nei confronti di questo fondo.
Prendiamo atto con soddisfazione invece che c'è stato un incremento dei fondi sulla legge n. 43/1998 che riguarda le norme in materia di uso razionale dell'energia e risparmio energetico, sviluppo e fonti rinnovabili, per il 2004, e quindi c'è stato un incremento positivo, perché si va a dare una risposta alle domande che ci sono di utilizzo di fonti di energie alternative. Anche qui, però, vediamo che nel 2005-2006 non vengono confermate le stesse cifre, anzi, c'è una riduzione significativa rispetto a quanto previsto nel 2004; quindi anche qui interverremo con un emendamento perché ci sembra sbagliato andare a proporre una riduzione nel 2005-2006 rispetto a quanto previsto negli anni precedenti.
Per quanto riguarda la legge n. 47/1999, "Interventi per la valorizzazione del comprensorio del Marais nei Comuni di Morgex e La Salle", vediamo una modulazione di spesa che non ci convince, nel senso che soprattutto per il 2004-2006 le risorse ci sembrano insufficienti rispetto all'entità e alle caratteristiche del progetto. È chiaro che se si va avanti con 500.000 euro all'anno, prima che questo progetto trovi una realizzazione ci vorrà un ciclo decennale, altrimenti non si arriva a conclusione con questo tipo di investimenti, quindi bisogna investire in modo più significativo.
Sull'area Cogne troviamo una conferma delle difficoltà o delle prospettive poco interessanti di intervento rispetto alla posta previsione di spesa del 2004, che è molto ridotta rispetto alle previsioni del 2005-2006; nel 2004 sono previsti 340.000 euro per gli interventi a favore di imprese industriali, per la realizzazione di insediamenti produttivi nell'area industriale Cogne: ci sembra una cifra molto limitata e molto inadeguata. Viceversa, abbiamo il capitolo sul piano di sviluppo rurale in cui c'è abbondanza, perché qui abbiamo ben 55-60-61 milioni di euro; a volte abbiamo nel bilancio dei capitoli di spesa di 2 mila o di 8 mila euro, qui abbiamo una massa indistinta di 60 milioni di euro che sono messi tutti lì! Ci saranno tante cose che vanno bene, ci sono anche cose che non vanno affatto bene, da noi già sollevate con alcune interpellanze, perché vi sono alcuni interventi che non sono assolutamente accettabili. È un settore forse in cui alcuni contenimenti farebbero bene, perché qui, con 60 milioni di euro, rispetto a quello che vediamo in altri settori dell'Amministrazione c'è una pioggia sovrabbondante di risorse!
Ritengo che vi sia anche - lo dico forse più come elemento di curiosità - un'abbondanza di risorse sulla legge n. 32/2001, finanziamenti regionali per l'effettuazione del servizio di soccorso sulle piste di sci da discesa: è una cosa sicuramente importante, ma che si investa di più per il soccorso sulle piste di sci da discesa rispetto all'ammodernamento della ferrovia mi sembra una cosa strana! Ho elencato alcuni esempi, però in questo allegato "B" - che poi è un allegato di peso perché qui significa fare politica spostando risorse - vi sono delle non scelte che, secondo noi, fanno male alla Valle d'Aosta, vi sono delle scelte di continuare con un certo tipo di politica di spesa che non possiamo assolutamente condividere.
Vorrei fare ancora alcune considerazioni rispetto al Titolo III che è la parte più contestata di questa legge finanziaria: qui, bisognerebbe prendere ogni articolo - ripeto - come se fosse una legge a sé perché con la finanziaria non c'entra niente! In questo Titolo III mi soffermerò solo su alcuni articoli che mi sembra meritino una particolare attenzione; ripeto, ognuno di questi articoli richiederebbe una discussione da solo, ma mi voglio soffermare in particolare sull'articolo 30 che riguarda disposizioni in materia urbanistica e di pianificazione territoriale.
Non voglio essere offensivo, però mi chiedo chi ha scritto la redazione di questo articolo e l'articolato, perché, secondo me - ed è una materia che conosco discretamente -, è persona che non conosce la materia affrontata in questo articolo, in modo approssimativo. Sulla materia urbanistica in Valle d'Aosta vi sono state, a partire dagli anni '50, delle discussioni furibonde; negli anni '60 è stata una delle materie che ha appassionato e impegnato di più il Consiglio regionale, c'era l'anziano Presidente "dell'Union Valdôtaine", Severino Caveri, una delle persone che più ha dato impegno in materia urbanistica e, se vi andate a rileggere cosa diceva Caveri nel rapporto fra Regione e comuni rispetto alla pianificazione urbanistica, vi renderete conto di come certe preoccupazioni che abbiamo oggi in realtà siano preoccupazioni antiche, e che vi siano dei ritardi nella pianificazione urbanistica in Valle d'Aosta.
Nel 1960 la Valle d'Aosta ha fatto una buona legge e poi purtroppo non è stata in grado di applicarla. Siamo andati avanti per molti decenni senza dare applicazioni, siamo arrivati all'approvazione di piani regolatori con un enorme ritardo: solo nella scorsa legislatura c'erano ancora 1/3 di comuni della Valle d'Aosta senza i piani regolatori approvati. Lo dico come premessa, perché in questo Consiglio quella dell'urbanistica non è una questione nostra o del piano territoriale paesistico, è una questione che ha impegnato molto il Consiglio e c'è stata una legislatura in cui non noi, ma gran parte di questo Consiglio ha lavorato e votato perché si arrivasse a un punto fermo. I punti fermi sono stati di una estrema rilevanza, perché con le leggi n. 11 e n. 13, con il piano territoriale paesistico e con la legge urbanistica si è dato un assetto di avanguardia alla pianificazione in Valle d'Aosta e si è finalmente compiuto un processo che da 25-30 anni non si riusciva a portare in porto.
È stato un processo fatto con una partecipazione come non mai rispetto ad una serie di normative regionali, perché non è vero che il PTP e la legge urbanistica sono stati approvati in questo Consiglio in contrapposizione agli enti locali, è vero esattamente il contrario, perché quanto approvato è stato concordato attraverso un iter che è stato meticoloso, è durato degli anni e ha fatto sì che vi fossero delle consultazioni preventive, addirittura un comitato tecnico che si chiamava "CTEL", nominato dagli enti locali che si è affiancato ad un comitato tecnico della Regione ed hanno lavorato insieme per riscrivere le norme del piano. Queste norme riscritte sono state poi sottoposte alle osservazioni di tutti i comuni, e la Giunta ha esaminato osservazione per osservazione; è stato un processo partecipativo come non mai. La stessa cosa è stata fatta sulla legge urbanistica.
Trovarsi una relazione come questa che dice che: "l'articolo individua un percorso che tende a recuperare gli aspetti positivi del PTP"… ma quali aspetti positivi del PTP? Perché il PTP ha degli aspetti negativi? Oppure viene detto: "tale processo permette, da una parte, di verificare area per area l'attualità e l'applicabilità concreta del PTP, alla luce delle esigenze e caratteristiche specifiche delle aree stesse e, dall'altra, di apportare le modifiche e gli aggiustamenti necessari al PTP stesso". Ma voi volete modificare il PTP? Dovete dirlo se lo volete modificare e in tal caso fatelo, ma non potete dire ai comuni, da una parte, di applicarlo e, dall'altra, che volete modificarlo! Certo che chi ha scritto queste cose, o aveva la mente fuori dal senno o non so cosa aveva in mente! Tale relazione è offensiva rispetto a chiunque abbia lavorato su questa tematica e abbia approvato i documenti che stanno alla base della nostra pianificazione. Il contenuto di questa relazione denota un atteggiamento molto deresponsabilizzante e pericoloso.
Per quanto riguarda il testo che è stato proposto, non è assolutamente condivisibile. È vero che vi possono essere dei problemi, che vi sono dei ritardi, che il processo di adeguamento dei piani regolatori va lentamente, che bisogna collaborare al massimo… chi nega questo? Discutiamo di proroghe, ma non con un atteggiamento in cui si dice che tutto quello che è stato fatto adesso non conta più, ripartiamo da zero, stabiliamo nuove modalità. A noi sembra che questo tipo di impostazione non sia stata sufficientemente meditata da parte della Giunta, purtroppo non è stata discussa all'interno della commissione consiliare perché non è stata assegnata per un esame di sua competenza e ci troviamo con un testo che va radicalmente modificato, perché in questo modo non è accettabile e produrrebbe dei danni gravissimi rispetto ai passi avanti che si sono compiuti.
L'Assessore al territorio, ieri, negli incontri notturni, diceva che la metà dei comuni ha già avviato i lavori di adeguamento del piano regolatore agli orientamenti definiti dalla Regione. Noi, alla vigilia del nuovo ciclo dei piani regolatori, andiamo a dire che bisogna ridefinire tutto, che bisogna cambiare le modalità e la pianificazione urbanistica regionale? Mi sembra una cosa che non sta in piedi, siamo autolesionisti se facciamo una cosa di questo genere. Rispetto a questo articolo la nostra preoccupazione è estrema, ci sembra anche un metodo superficiale quello con cui si affrontano problematiche così complesse e delicate, in cui bisognerebbe essere chiari rispetto agli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Per quanto riguarda l'articolo 32, questo è un capitolo totalmente diverso; purtroppo la composizione di questa legge finanziaria ci costringe a saltare dall'urbanistica alla vendita degli alloggi e a tutta una serie di tematiche poco collegate fra di loro. Sull'articolo 32 vi sono problemi di formulazione tecnica di una normativa piuttosto complessa anche sul valore da attribuire agli alloggi che vengono venduti e, anche qui, non possiamo che rilevare l'anomalia del fatto che una normativa così delicata venga in Consiglio senza un esame da parte della competente commissione, perché questa non è stata posta di fatto nelle condizioni di poterla esaminare.
Al di là di questi aspetti di carattere tecnico, vogliamo evidenziare ancora una volta una preoccupazione che abbiamo nei confronti di questa filosofia della vendita del patrimonio abitativo pubblico. Abbiamo chiesto all'Agenzia regionale per l'edilizia residenziale di darci alcuni dati di qual è stata l'evoluzione del patrimonio immobiliare gestito dall'ARER negli ultimi 10 anni, perché volevamo vedere se questo patrimonio si è incrementato o si è ridotto. Dal momento che è stato detto che bisognava vendere per incassare dei soldi, per investire e realizzare nuovi alloggi di edilizia residenziale, se la filosofia è quella di incrementare il patrimonio o comunque di mantenerlo stabile, possiamo concordare; ma noi, fin dall'inizio, abbiamo detto che questa sarebbe stata un'operazione in perdita e i numeri sono qui: se nel 1993 c'erano 820 alloggi in locazione di proprietà ARER, 10 anni dopo, giugno 2003, siamo scesi a 657, dunque abbiamo perso una fetta importante di patrimonio abitativo pubblico!
Con questa politica delle vendite si è venduto, ma non si è ricostruito il patrimonio e, se continuiamo ad andare avanti così, la situazione sarà sempre peggiore perché il problema vero non è la disponibilità di risorse finanziarie, che c'erano, il problema vero era una politica capace, di intervento, per recuperare immobili, per costruire, per ampliare un patrimonio abitativo pubblico. È facile vendere, più difficile è programmare e realizzare costruzioni e più difficile ancora recuperare abitazioni, centro storico, è questo il problema; quindi, rispetto a questa filosofia di fondo, noi esprimiamo tutte le nostre perplessità e le nostre critiche.
Rispetto all'articolo 33 ci permettiamo intanto di fare osservazione anche rispetto al titolo; presenteremo un emendamento a questo articolo, il titolo non c'entra con il contenuto dell'articolo, perché qui si parla di disposizioni in materia di sostegno al settore dell'edilizia residenziale pubblica e non c'entra niente il settore dell'edilizia, in quanto questo è il capitolo che riguarda la questione del Fondo regionale per l'abitazione. Mi ricollego alle cose già dette prima sull'inadeguatezza delle risorse previste dal fondo, in quanto cumuliamo risorse dello Stato e risorse della Regione, ma le risorse dello Stato diminuiscono e le risorse della Regione non aumentano in maniera significativa e adeguata.
Per quanto riguarda la sistemazione dell'Aeroporto regionale, anche qui presenteremo alcuni emendamenti integrativi rispetto a questo articolo, perché abbiamo forti riserve sulle procedure seguite. Una questione sostanziale che riguarda l'Aeroporto regionale e su cui invito la Giunta a fare particolare attenzione, è quella di valutare bene le scelte da farsi, gli oneri finanziari che comportano anche espansioni dell'Aeroporto, l'esistenza o meno di giustificazioni rispetto all'ampliamento dell'Aeroporto regionale in termini di allungamento della pista, di nuove aerostazioni e di sistemi di radioassistenza che siano eccessivamente onerosi: si tratta di un'infrastruttura che, se non viene correttamente dimensionata, diventa una spesa folle da parte della Regione. Richiamo - lo faremo anche con un emendamento - una procedura di impatto ambientale che esiste rispetto al dimensionamento dell'Aeroporto, che si è conclusa con una presa di posizione chiara da parte della Giunta regionale, la quale ha detto "sì" a certi interventi e "no" ad altri perché era necessario riflettere bene. Prima di allungare la pista, prima di fare nuove aerostazioni, bisogna valutare bene tutta una serie di aspetti, perché si può andare incontro a dei costi enormi, a oneri finanziari che non sono assolutamente giustificabili e che poi diventeranno pesantemente ripetitivi.
In conclusione, contestiamo l'impostazione e, sotto certi aspetti, anche la legittimità di questa legge finanziaria. Abbiamo chiesto che si procedesse ad un esame separato fra bilancio di previsione e legge finanziaria, perché con questa finanziaria si è andati ben al di là di quelli che sono gli scopi di una legge finanziaria, quindi ci sembra che sia necessario un lavoro di approfondimento specifico rispetto a tali contenuti.
Intendiamo fare il massimo sforzo - lo diciamo apertamente - anche nella direzione di un'azione di mediazione rispetto alle nostre posizioni; ci rendiamo conto che siamo una forza di minoranza, che esprimiamo dei punti di vista molte volte non condivisi e accettiamo serenamente questa posizione di minoranza. Ci preoccupa che vi siano delle disposizioni, delle scelte fatte in modo - secondo noi - poco meditato, senza valutare tutta una serie di conseguenze. Noi siamo impegnati anche in questa discussione, negli emendamenti che abbiamo presentato, nelle valutazioni che abbiamo fatto insieme ieri sera, a cercare di ridurre i danni di un provvedimento che riteniamo pericoloso. Non possiamo stravolgerlo, però possiamo almeno limitare i danni di alcune normative, cerchiamo di farlo, perché a noi non interessa fare la contestazione in sé o fare azioni ostruzionistiche, ci interessa migliorare questo provvedimento perché ne intravediamo dei profili di pericolosità notevoli.
Alla fine di questo percorso vedremo quali risultati saranno stati ottenuti e quale sarà il volto definitivo di questo provvedimento, che è partito, a mio avviso, molto male!
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Il mio intervento sarà più breve di quelli che lo hanno preceduto, anche perché ieri sera la collega Squarzino e, stamani, il collega Riccarand, sono entrati nel dettaglio della legge finanziaria; mi sembrerebbe un esercizio superfluo ripetere cose che loro, meglio di me, hanno detto. Vorrei invece cercare una breve sintesi politica sul documento; vorrei fare cioè delle osservazioni di carattere generale sulla legge in discussione. Le osservazioni che intendo fare sono 3.
Voglio tornare brevemente sul metodo; ieri, in alcuni interventi dei Consiglieri di maggioranza e in occasione degli incontri nel momento in cui il Consiglio si è interrotto, abbiamo colto dei segnali di autocritica. Credo che questi segnali vadano apprezzati, perché pur non condividendo le giustificazioni poste alla base delle ammissioni, riteniamo sia positivo che anche all'interno delle forze di maggioranza questo provvedimento abbia suscitato un certo dibattito, abbia evidenziato una certa carenza di approfondimento e la necessità di cambiare metodo.
Su questo punto sarebbe interessante che anche il Presidente della Regione esplicitasse nella sua replica questa esigenza di "cambiare rotta", in modo che dall'anno prossimo vi siano meno problemi, sia per quanto riguarda il metodo della finanziaria - in quanto, questa, a nostro giudizio, deve rimanere lo strumento che affianca il bilancio, che aiuta le scelte finanziarie ed economiche della Regione, ma non deve sconfinare in campi che non le sono propri - sia sul rispetto dei tempi. Questo aspetto è passato un poco "in sordina" perché siamo stati tutti impegnati sulle questioni del merito; invece, secondo me è una critica che è giusto avanzare, critica che, del resto, spesso ci fanno i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di categoria auditi dalle commissioni in sede di esame del bilancio e della finanziaria, i quali, nel ringraziarci per averli invitati a dire la loro, si rammaricano di aver avuto poco tempo per approfondire il documento.
La nostra iniziativa di una mozione che desse già degli indirizzi alla Giunta sul bilancio in formazione andava in questo senso; credo che anche in riferimento ai tempi sia necessaria una riflessione. Ci auguriamo, sia da parte della maggioranza che del Governo regionale, che vi sia un atteggiamento più collaborativo nei confronti del Consiglio e dei rappresentanti delle organizzazioni sociali, in modo che il confronto possa essere più serio, anche perché la fretta è cattiva consigliera. Sono rimasto particolarmente impressionato dalla cattiva qualità del prodotto legislativo che ci viene presentato, ci sono degli "strafalcioni", ci sono delle contraddizioni, cose non chiare e gli esempi che faceva il collega Riccarand sono illuminanti. Chiusa questa prima osservazione sul metodo, una seconda osservazione riguarda le entrate.
Credo che faccia un certo effetto, soprattutto se si guardasse con l'occhio di un osservatore esterno, il fatto che una Regione come la nostra, per far quadrare un bilancio, debba ricorrere all'indebitamento e ai mutui. Il fatto che la nostra Regione, con delle entrate - lo vedremo domani quando affronteremo il bilancio - che non hanno paragoni da nessuna parte d'Europa, debba ancora ricorrere a pesanti indebitamenti per riuscire a far quadrare un bilancio, sembra una cosa inaudita!
In un certo senso, noi abbiamo - se non condiviso - capito un ricorso all'indebitamento di fronte ad eventi eccezionali: parliamo dell'alluvione, parliamo "dell'operazione ENEL", si trattava di pagare "all'ENEL" l'acquisizione delle centrali per 800 miliardi di lire, si trattava di una spesa eccezionale e assai consistente, per cui, in quel caso, aveva senso ricorrere all'indebitamento. Ricorrere all'indebitamento per fare strade o parcheggi o per fare la funivia da Courmayeur a Punta Helbronner, a noi sembra assai discutibile, perché indica l'incapacità di questa maggioranza di fare delle scelte con le risorse che ha a disposizione!
È chiaro che, pur di fronte al fiume di denaro che arriva nelle casse regionali, occorre fare delle scelte, occorre scegliere se investire rispetto a un progetto o rispetto a un altro, se proseguire con questo "trend" di aumento delle spese correnti oppure scegliere di investire un poco di più sulle spese di investimento: questo lo si può fare tranquillamente con le risorse assai cospicue che la Regione ha a sua disposizione; il ricorrere all'indebitamento ci sembra una scelta assai discutibile.
Terza osservazione, di carattere generale, relativa alle spese. Esprimo, a questo proposito, una delusione che credo non sia solo del sottoscritto: da una Giunta neo costituita, da un nuovo Governo regionale che si presenta al primo bilancio di una lunga legislatura, ci si aspettava di più! Ci aspettavamo come minimo che voi avreste preso il programma da voi votato a luglio e che avreste fatto un bilancio annuale e triennale di prospettiva, lungimirante, che facesse capire quali scelte di fondo sta facendo la Giunta! In questo bilancio e in questa finanziaria non vediamo tale lungimiranza; ancora una volta andremo ad approvare un bilancio dell'ordinaria amministrazione, con alcune scelte forse dispendiose come può essere quella funiviaria Courmayeur-Punta Helbronner, ma non si percepisce un progetto economico complessivo della società valdostana.
C'è l'idea di un "tirare a campare" magari nell'investire un poco di più in un settore piuttosto che in un altro, secondo noi, in questo caso, facendo molti errori, ma non si percepisce il progetto di questa Giunta. Se poi sarete bravi a farci capire qual è, ci farà piacere; da quello che leggiamo ci aspettiamo che voi diciate: "per noi l'essenziale è una linea di continuità, è mantenere lo "status quo" e "tirare a campare". E questo è un "delitto": con tutte le risorse che abbiamo dovremmo avere un'amministrazione che costruisce per i cittadini dei servizi di eccellenza, non possiamo accontentarci della normalità.
Sappiamo che abbiamo la normalità, forse anche qualcosa in più rispetto ad altre zone d'Italia, nella sanità, nella scuola, nel settore agricolo e in tanti servizi, ma noi non dobbiamo accontentarci di questo qualcosa in più; qui abbiamo tutti gli strumenti per fare della Valle d'Aosta una situazione di eccellenza. Invece vediamo, prendendo il settore della sanità, medici che scappano e non è una cosa degli ultimi giorni, sono scappati bravi medici anche tempi addietro! Vediamo la bilancia dei pagamenti della sanità che è in negativo, ci sono più Valdostani che vanno fuori rispetto a persone non valdostane che vengono ad usufruire della nostra sanità, e questi sono degli indici. Lo vedremo ancora domani - se riusciremo ad approfondire anche questo tema - la carenza di progettualità, la modesta entità dei fondi globali in bilancio; è paradossale che una Giunta nuova al suo primo bilancio abbia dei fondi globali così modesti: questo significa che si hanno poche idee in testa, si ha poca voglia e poca capacità di costruire un progetto.
Rispetto al settore delle spese il nostro giudizio è negativo. Il settore delle spese è quello sul quale possiamo più direttamente incidere, le entrate per noi sono come una specie di "manna" blindata da una legislazione che finora ci ha garantito una situazione di assoluto privilegio.
Concludo sulla finanziaria; sui singoli aspetti di questa "finanziaria omnibus" ci sono tante cose da dire, il nostro gruppo presenterà degli emendamenti sulle singole questioni in numero ragionevole, li depositeremo in Presidenza in mattinata, ma stiamo facendo un'opera di sfoltimento perché abbiamo lavorato molto per rimpolpare il nostro numero di emendamenti; adesso li stiamo sfoltendo e abbiamo bisogno ancora di tempo. Su questi emendamenti chiediamo che ci sia, come da parte nostra c'è un atteggiamento di responsabilità, un atteggiamento altrettanto responsabile da parte del Governo regionale; laddove i nostri emendamenti, che hanno scopo costruttivo, vengono accolti ce ne rallegreremo, laddove non sarà possibile ce ne rammaricheremo.
Credo sia giusto che noi esigiamo - e questo chiedo veramente - che da parte dell'Esecutivo ci sia la massima attenzione e il massimo rispetto delle nostre iniziative e delle nostre proposte.
Président - La parole au Conseiller Comé.
Comé (SA) - Vorrei anch'io - prima di iniziare a sviluppare le mie considerazioni sulla finanziaria e, domani, sul bilancio - sollevare un'eccezione di metodo.
Penso che le consultazioni consiliari sul bilancio e sulla finanziaria devono essere intese come un momento di confronto con le forze economiche e sociali e, alla luce delle analisi e delle proposte sviluppate, il singolo Consigliere o la maggioranza hanno la possibilità di cogliere utili suggerimenti e adeguare la manovra di bilancio e finanziaria alle giuste richieste degli interlocutori. Nel corso delle audizioni abbiamo dovuto prendere atto che quasi tutte le associazioni delle varie categorie economiche e sociali hanno lamentato di non aver potuto analizzare la finanziaria e il bilancio, avendo ricevuto la documentazione, sovente anche incompleta, solo pochi giorni prima della convocazione; quindi il loro giudizio in merito è stato comprensibilmente molto schematico e limitato.
Mi sembra perciò serio fare una proposta alla maggioranza per il bilancio prossimo. Se l'organizzazione delle audizioni con le varie associazioni sarà impostato allo stesso modo, chiedo di evitare tale perdita di tempo, sia per i commissari, sia per le persone che ricoprono incarichi nelle associazioni economiche e sociali, stante l'inutilità delle riunioni, in quanto non producono risultati e nessun effetto. Se, invece, vogliamo continuare a presentarci in Consiglio e dire che abbiamo ascoltato, per l'alto senso di democrazia, tutti i possibili attori del bilancio, possiamo anche farlo, ma esclusivamente nelle intenzioni di salvare un metodo consolidato nel tempo; nei contenuti, però, sicuramente non avremo la possibilità di ottenere suggerimenti migliorativi.
La seconda eccezione è stata ampiamente dibattuta ieri, ma consentitemi di fare alcune riflessioni. Già in fase di commissione avevamo anche noi sollevato delle perplessità e non eravamo tanto entrati nel merito della legittimità, ma avevamo ribadito con forza il nostro dissenso sulla decisione a chiaro contenuto politico che questo Governo vuole portare avanti e che ben poco ha a che fare con l'amministrazione della cosa pubblica, quindi con il bilancio e con la finanziaria. È vero che ogni decisione può essere fatta ricadere nel bilancio per gli effetti finanziari che può comportare, ma esiste un limite identificabile nella correttezza e nel rispetto delle funzioni del Consiglio regionale; limite individuabile, fra l'altro, nella proposta di delegare alla Giunta l'identificazione anche del colore del taxi: è uno di quegli articoli che è stato citato più volte. Concordiamo sulla necessità di andare a determinare il colore del taxi, ma è sbagliato che una tale proposta sia fatta in sede di approvazione della legge finanziaria; mi si deve far capire quale attinenza il problema evidenziato possa avere con il bilancio, se non quello di arricchire la nostra discussione con una mano di vernice colorata, come ci ha detto l'Assessore Marguerettaz in commissione!
Assessore, lei aveva difeso la legittimità della legge finanziaria in relazione al principio della semplificazione e della riduzione degli atti legislativi, ma ciò non può significare che con legge finanziaria possa essere modificata una gamma infinita di provvedimenti legislativi per modifiche che ben pochi effetti hanno sul bilancio, se non quello di delegare alla Giunta la competenza e la ripartizione dei vari stanziamenti di bilancio! Non mi sembra che questo sia il modo corretto di interpretare quella parte del programma di questa maggioranza, in cui si impegnava a valorizzare il ruolo del Consiglio regionale nel rispetto della ripartizione delle proprie funzioni fra esecutivo e legislativo. In effetti, Presidente Perrin, lei aveva anche ricevuto il nostro riconoscimento positivo al momento del suo insediamento, lo scorso mese di luglio, quando, sviluppando la relazione programmatica, ha sostenuto di voler esaltare il ruolo del Consiglio regionale. In pratica, non possiamo che constatare che è stato solo un buon proposito ma, da allora, non si è visto il minimo segnale di un maggiore coinvolgimento; al contrario, le scelte inserite nella finanziaria ci portano a sostenere che si sono fatti dei passi indietro.
La determinante scelta di inserire nella legge finanziaria articoli che modificano sostanzialmente precedenti leggi avviene superando un doveroso, corretto, giusto e democratico confronto, sia attraverso le commissioni consiliari, sia attraverso l'audizione delle organizzazioni istituzionali, nonché quelle economiche e sociali. Mi auguro, visto anche l'impegno da parte del Presidente Perrin di ieri, che questo non avvenga più nelle prossime finanziarie; questa scelta segna una storica svolta nei rapporti, ma non fra maggioranza e minoranza, bensì fra Governo e Consiglio regionale. Questa scelta penalizza definitivamente anche i Consiglieri regionali di maggioranza che oggi si vedono costretti ad approvare la proposta della Giunta, ma che da domani in poi saranno sempre più esclusi, alla pari dei Consiglieri di minoranza, nella determinazione delle decisioni politico-amministrative concernenti la nostra comunità regionale. Penso sia meglio cogliere gli aspetti positivi della gestione della cosa pubblica che ci vengono da organismi a noi sovraordinati, e non quelli deteriori. Se la legge finanziaria dello Stato è quella che è, tanto che i nostri 2 Parlamentari hanno ritenuto di votare contro la proposta, forse è meglio fare una scelta più rispettosa di quello che è il coinvolgimento di tutto il Consiglio regionale!
Venendo all'analisi di alcuni articoli della legge finanziaria, vorrei soffermarmi sull'articolo 1, inerente l'imposta regionale sulle attività produttive. È condivisibile la proposta della Giunta concernente la riduzione dell'aliquota dell'IRAP a carico di alcuni soggetti di imposta, da definire però mediante un provvedimento organico di attuazione dell'imposta di cui si tratta, ai sensi dell'articolo 24 del decreto legislativo n. 446/1997 istitutivo dell'IRAP. In proposito, non si condivide la decisione della Giunta di limitare alle sole categorie indicate nel disegno di legge: soggetti operanti nel settore agricolo e cooperative di produzione e lavoro. La riduzione è di 1 punto dell'aliquota IRAP. Non essendoci alcuna motivata giustificazione che legittimi la proposta discriminatoria fra le imprese, il beneficio nei limiti del "de minimis" deve essere esteso a tutti i soggetti di imposta in un quadro di rilancio delle attività economiche regionali e per attrarre nuove attività, in relazione ad un regime fiscale competitivo.
Stante la proposta della Giunta, quindi, noi presenteremo un emendamento all'articolo 1 del disegno di legge, mediante il quale si estende a tutti i soggetti di imposta IRAP la riduzione di 1 punto percentuale dell'aliquota dell'imposta considerata.
Gli articoli 2 e 3 della finanziaria, che vanno ad individuare dei mutui per la copertura di spesa, ci preoccupano fortemente; questo ricorso all'indebitamento quest'anno è particolare perché, mentre gli altri anni il ricorso avveniva su interventi anche qualificanti, interventi che avevano delle possibilità di dare delle ricadute sul bilancio regionale, vedasi ad esempio "l'operazione ENEL", qui constatiamo, per la prima volta, che vengono fatti dei mutui per costruire dei parcheggi, delle strade, per finanziare il Parco di Mont Avic e per finanziare Saint-Vincent. Siamo preoccupati, perché riteniamo che il ricorso all'indebitamento deve essere fatto su interventi qualificanti; interventi che - come diceva anche il Consigliere Curtaz prima - non siamo riusciti, pur facendo un'attenta lettura, a vedere nel bilancio di previsione per il 2004 e per il triennale!
Un altro punto su cui volevo soffermarmi riguarda l'articolo 30 sull'urbanistica. In base alla legge n. 11, al termine della determinazione che dava la possibilità ai comuni di fare le varianti non sostanziali, avevamo in uno spirito collaborativo presentato una proposta di legge al riguardo. Ebbene, anziché aver avuto la possibilità di fare un confronto con la maggioranza, abbiamo visto invece che è stato inserito nella finanziaria un articolo che, a nostro avviso - adesso vedremo se, a seguito dell'incontro avuto ieri sera, vi saranno dei ripensamenti e delle modifiche sull'articolo formulato dalla Giunta - è una proposta che non incide sui comuni per accelerare l'adeguamento al PTP. Adesso aspettiamo per vedere se, in base alle analisi fatte ieri, e come è stato già sollevato da alcuni colleghi, queste erano un tentativo di andare a ridurre l'impatto devastante che la legge finanziaria voleva proporre, e se l'impegno che si è preso il Presidente della Regione per le prossime finanziarie verrà rispettato.
Per ora il nostro giudizio è negativo; presenterò l'emendamento per l'IRAP e sentiremo dopo quali sono le considerazioni da parte della Giunta.
Président - La parole au Conseiller Cesal.
Cesal (UV) - Devo dire che, come nuovo arrivato, assistendo alle discussioni di questo Consiglio ho spesso la sensazione di assistere alla celebrazione di una liturgia e la discussione sul bilancio rappresenta una liturgia di tipo solenne, perché è un momento importante in quanto si va ad esaminare il documento di programmazione annuale e pluriennale della nostra Regione.
In ogni liturgia vi sono degli aspetti scenografici che sono importanti ai fini della buona riuscita: espressione, toni vocali adeguati, tutta una serie di situazioni che tendono ad attirare l'attenzione dei mass media, colpire l'immaginazione, e via dicendo. In ogni liturgia poi vi sono delle recite di litanie, vi sono pochi concetti espressi però in mille modi diversi, e in questa sala ho sentito ultimamente alcune di queste litanie: l'economia valdostana perde colpi, la crisi strozza qualsiasi iniziativa, il turismo è in declino, la Regione non è in grado di effettuare una politica di sviluppo, stiamo lentamente e inesorabilmente profondando verso una fase recessiva, c'è un aumento delle spese correnti, c'è un eccessivo ricorso all'indebitamento, le classi abbienti vengono meno considerate, non c'è sufficiente attenzione all'ambiente, rischiamo la catastrofe ambientale, i soliti catastrofismi insomma!
Queste considerazioni vengono ripetute fino alla nausea in tutte le situazioni e parrebbe difficile andare a confutarle; del resto, come si potrebbe fare per confutarle? O si viene qui e si afferma il contrario cercando di far passare un messaggio più che altro propagandistico, per ottenere comunque l'effetto contrario che possono avere queste dichiarazioni sull'opinione pubblica, per l'effetto negativo che queste affermazioni buttate lì possono avere sull'opinione pubblica, oppure si controbattono con dei dati oggettivi.
Il mese di luglio scorso la Banca d'Italia, come al solito, ha presentato il suo studio "Note sull'andamento dell'economia della Valle d'Aosta", è stato presentato nel 2002 con i dati aggiornati al mese di aprile 2003 ed è stato pubblicato a luglio di quest'anno. Stranamente questo documento è passato quasi sotto silenzio da parte dei mass media; dico "stranamente" perché a volte quando vi sono delle notizie di tipo negativo, queste vengono immediatamente amplificate. Vi voglio leggere alcune delle premesse a questo studio, perché credo che siano illuminanti per andare a fotografare una situazione reale della nostra Regione, perché non credo che la Banca d'Italia sia un organismo che fa capo all'Amministrazione regionale, non credo che possa essere manipolato da parte della classe politica valdostana. È un malloppo di una cinquantina di pagine, dal quale leggo alcune parti significative:
"Nel 2002 l'economia della Valle d'Aosta ha avuto un andamento nel complesso positivo; secondo le stime disponibili il tasso di crescita del PIL regionale sarebbe stato ampiamente superiore alla media nazionale. A tale risultato hanno contribuito principalmente le costruzioni ed il terziario. È continuata l'espansione del comparto edile, vi hanno contribuito le opere pubbliche con l'affidamento dei residui lavori post-alluvione, anche l'edilizia privata ha mostrato segnali di ripresa per l'avvio di un processo di ristrutturazione nei comparti commerciale e turistico…" - sappiamo che nella nostra Regione il settore edile è un settore trainante per la nostra economia - "… è proseguito il buon andamento della grande distribuzione commerciale, in controtendenza rispetto agli anni precedenti. Anche l'attività degli esercizi al dettaglio è migliorata. Le presenze di turisti sono cresciute dell'1,4% rispetto all'anno precedente. Il tasso di disoccupazione…" - altro elemento caratterizzante di un'economia sana - "… si è ulteriormente ridotto portandosi a livelli storicamente molto bassi, 3.6%".
A questo proposito devo dire che la settimana scorsa, nell'inserto nord-ovest de "Il Sole 24Ore" si affermava, con dati certi, che nel 2003 l'occupazione è cresciuta in Valle d'Aosta, in quanto gli avvii ai lavori sono stati superiori rispetto alle uscite, quindi più assunzioni rispetto ai licenziamenti: questo è un altro degli elementi che, secondo me, in un'occasione importante come quella della discussione sul bilancio, devono essere affrontati ed analizzati, se vogliamo essere credibili perché non possiamo solo ed esclusivamente sbilanciarci verso il negativo, ma dobbiamo anche portare sul tavolo della discussione questi che sono elementi positivi.
"L'occupazione è aumentata nell'industria, nelle costruzioni e nel commercio; i finanziamenti bancari sono aumentati e l'incremento ha riguardato tutti i comparti produttivi, ad eccezione dei servizi diversi dal commercio. È proseguito il calo delle sofferenze bancarie sia in termini assoluti che in rapporto ai prestiti…" - credo che anche questo sia un elemento importante per valutare il grado di salute di un'economia - "… la raccolta bancaria è aumentata a ritmi sostenuti, sospinta dalla crescita delle disponibilità sui conti correnti da parte della clientela. È ulteriormente cresciuto il ricorso della clientela ai canali telefonici e telematici…": questo significa che ci stiamo adeguando alle nuove tecnologie, sono indici positivi, per cui pregherei tutti coloro che vogliono affrontare tali temi in maniera seria e corretta, di tener anche conto di questi dati.
Quest'anno poi - a proposito di litanie - c'è stato un altro "leitmotiv" che ha condotto la discussione, quanto meno nelle sue fasi preliminari sul bilancio, quello dell'illegittimità non tanto in aula - perché credo ci sia resi conto che si è andati fuori dal seminato -, ma soprattutto nella fase iniziale con comunicati stampa o affermazioni nelle varie commissioni. Si è parlato di "deriva istituzionale", di "atti di arroganza politica", di "brutta pagina della democrazia". Questo, oltre ad essere un elemento di novità in rapporto a tale bilancio, credo abbia anche una platealità molto accentuata e io lo considero anche per questo, cioè tutto sommato si tendeva a dare delle sottolineature forti.
Rifiuto comunque la logica delle legittimità, perché credo che si tratti di una sottolineatura eccessiva, anche perché le espressioni che ho sentito di "golpe istituzionale" le ritengo troppo forti: sono termini che dovrebbero essere utilizzati in maniera più parsimoniosa perché le parole, alle volte, pesano come dei macigni! Non sono un giurista, ma credo che una legge di pari grado possa modificarne un'altra di pari grado, la gerarchia delle fonti è uno dei primi concetti che vengono insegnati ad un allievo alle prime lezioni di diritto…
(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)
… io l'ho ascoltata per un'ora, abbia pazienza, sono stato calmo e tranquillo, pretendo anche da lei la stessa attenzione, se vuole! Se non vuole…
In una discussione di questo genere ritengo debbano essere usate espressioni più sobrie, perché qui abbiamo degli incarichi istituzionali di responsabilità. Sono delle scelte opinabili che rientrano nella sfera dell'opportunità, non certo in quella dell'opinabilità. Si è voluto dare delle risposte ad esigenze che, forse, inserite nel grande contenitore della legge finanziaria, hanno trovato un'immediata soluzione. È vero, qualcuna avrebbe potuto portare questo Consiglio ad affrontarle in maniera più approfondita, ad esempio quella sulla modifica dei termini relativi alla legge n. 11, la legge urbanistica. Capisco l'amarezza del collega Comé, che per primo ha presentato un atto legislativo al riguardo, però era un problema che conoscevamo tutti, non lo si era potuto o voluto affrontare nel periodo pre-elettorale; vi sono poi state le elezioni con le varie carenze, fra queste la impossibilità da parte del Consiglio di lavorare, per cui questo problema è andato avanti e i sindaci su questo tema aspettavano e aspettano una risposta. Ripeto, si tratta di affrontarlo in maniera da poter dare delle risposte, perché il nostro compito, qui, è quello di dare risposte alla società civile e quindi l'intervento veloce credo che sia auspicabile.
Concordo con quanto sostenuto da qualche rappresentante del gruppo "Arcobaleno", quando dice che su questa legge forse bisogna ragionare più approfonditamente; sono il primo a sostenere tale tesi, anche se ho la sensazione che i presupposti che ci portano ad andare a rimettere in discussione questa legge, sono, se non contrastanti, quanto meno diversi, per cui partiamo da 2 situazioni diverse.
Il nostro compito è quello di dare delle risposte, abbiamo cercato di darle e sotto questo profilo anche il collega Comé sarà soddisfatto, perché anche lui ha contribuito a sollevare un problema cercando di dargli una sua soluzione: questi sono alcuni aspetti in difesa di un metodo. Non ho poi difficoltà ad ammettere che anch'io avrei voluto partecipare di più alla decisione di questo bilancio, alle scelte fondamentali; avrei voluto soprattutto discutere di un bilancio magari più incisivo.
Sono cosciente del fatto che abbiamo appena assistito ad un cambio di legislatura, c'è una nuova Giunta, nuovi Assessori, nuovi assetti dirigenziali, c'è stata la necessità di prendere coscienza dei vari problemi; sono elementi che vanno considerati, per cui ritengo che questo bilancio abbia degli obiettivi importanti, ad esempio quello del mantenimento del trasferimento di fondi ai comuni, che ritengo essenziale per la salvaguardia delle nostre autonomie comunali, oppure l'altro, strategico, relativo al rifacimento della funivia del Monte Bianco, anche se poi si ricorre nel triennio all'indebitamento.
Per gli aspetti negativi stranamente oggi concordo con il Consigliere Riccarand quando si parla del "Marais": c'è una scarsità di risorse rispetto alle aspettative del triennio per quanto riguarda la realizzazione di questa opera, che ritengo fondamentale per uno sviluppo equilibrato dell'economia turistica della Valdigne; però c'è la possibilità di discutere di tutto.
Evidentemente sono a disagio per il ruolo che ha il Consigliere regionale in questo caso, proprio perché c'è un pizzico di frustrazione, in quanto anche noi abbiamo avuto poca possibilità di discutere del bilancio, soprattutto di entrare nel merito di alcune scelte strategiche. Siamo però nella fase iniziale di questa legislatura, tutto è possibile. Sostanzialmente il bilancio è un bilancio positivo e credo possa essere condiviso da parte di tutto il Consiglio regionale ed eventualmente votato; dobbiamo però impegnarci tutti, nel prossimo futuro, a dare corso a quelle che sono le dichiarazioni di principio, vale a dire di un maggior coinvolgimento delle forze politiche e dei consiglieri alla discussione e alla definizione di obiettivi e di scelte.
Président -- La parole au Conseiller Maquignaz.
Maquignaz (UV) - Signor Presidente, egregi colleghi, in questa occasione ci è offerta l'opportunità di dedicare la nostra analisi ad una legge finanziaria di grande concretezza, come concreti sono stati il programma presentato agli elettori e il consenso che l'attuale maggioranza ha ricevuto.
Al forte segnale pervenuto dall'elettorato valdostano, la finanziaria, oggetto del presente dibattito, risponde con evidente senso di responsabilità, affrontando e proponendosi di risolvere problemi che, anche non nuovi, risultano comunque di massima e, a questo punto, di urgente rilevanza: cito fra tutti, a titolo di esempio, il rinnovamento della linea ferroviaria. A differenza di chi ci ha preceduto, speriamo infatti di procedere senza dover affrontare gravi emergenze, sebbene il contesto internazionale non appaia certo dei più sereni sul fronte economico come sul fronte della sicurezza: un elemento, quello della sicurezza, che una regione di confine, quale la Valle d'Aosta, dovrà saper affrontare con fermezza ed efficacia, a fronte del clima di generalizzato allarme maturato in seguito ad una manifesta recrudescenza del fenomeno terroristico interno al nostro Paese, ma anche e soprattutto internazionale.
Dato che il documento oggi in esame consentirà, come tutti i bilanci di previsione, di apportare modifiche nel corso del triennio di programmazione, consentimi alcune personali considerazioni che, mi auguro, contribuiranno ad arricchire il dibattito e forse potranno essere condivise dalla Giunta.
Per indole e formazione, un tema che fra tutti mi preme affrontare nel dettaglio riguarda il turismo e l'articolata serie di provvedimenti che il Governo regionale prevede di attuare nel triennio 2004-2006. Sia per l'esperienza che ho potuto maturare nel settore, ma soprattutto in ragione dell'approssimarsi di quell'evento di impatto mondiale che sono le Olimpiadi invernali - occasione da non perdere di promozione internazionale della Valle d'Aosta! - ritengo opportuno sottolineare l'urgenza di condurre a buon fine, ed entro i termini programmati, alcune operazioni previste a bilancio. Tra queste, il rifacimento delle funivie Monte Bianco e si spera, in contemporanea, per amplificarne l'impatto promozionale, lo sviluppo del servizio ferroviario e la riqualificazione della linea Aosta/Pré-Saint-Didier, nonché la rivitalizzazione delle strutture afferenti all'Espace Mont Blanc, la conclusione del Progetto "Aosta città capoluogo", lo sviluppo e l'adeguamento al terzo livello dell'Aeroporto regionale "Corrado Gex" e, a discendere, la creazione del Parco archeologico nell'area megalitica di Saint-Martin de Corléans, la realizzazione delle infrastrutture tecniche a servizio del Parco del Mont Avic, la valorizzazione della riserva naturale Mont Mars e il recupero del patrimonio storico ambientale della conca di Cheney.
Si tratta di investimenti importanti, talvolta addirittura coraggiosi e di grande impatto internazionale, che tutti sicuramente concorrono, anche quando territorialmente localizzati, a creare una nuova e migliore immagine della nostra Regione e a rilanciare la Valle d'Aosta sul competitivo mercato del turismo globale. In merito vale segnalare che, per presentarci uniformemente preparati all'appuntamento delle Olimpiadi, sarebbe auspicabile che anche il progetto di riqualificazione del Comune di Saint-Vincent si concludesse, se possibile, entro il 2006. La scadenza pluriennale del bilancio proprio al 2006 ci permette soprattutto di sottolineare l'urgenza di presentarci a quella data con un piano di gestione del Forte di Bard, già consolidato e in grado di rispondere correttamente a 3 diverse, ma collegate, esigenze: la riqualificazione paesaggistica e turistica della bassa Valle, la costituzione di un polo attrattivo di forte impatto turistico in entrata e in uscita dalla nostra Regione, l'individuazione di una vetrina di prestigio per promuovere la formazione professionale turistica e la cultura dell'accoglienza in Valle d'Aosta, ad ideale prosecuzione e in stretta relazione con gli investimenti cospicui destinati al funzionamento della Fondazione per la formazione professionale turistica e per la realizzazione di un collegio a servizio dell'Istituto professionale regionale alberghiero di Châtillon. È di vitale importanza per la sopravvivenza stessa di quel turismo invernale che in Valle d'Aosta rappresenta oltre il 70% delle entrate del settore, risulta essenziale che i provvedimenti legislativi e finanziari previsti nel documento finanziario in materia di impianti a fune trovino pronta esecuzione.
Gli impianti a fune rappresentano ancora e sempre il volano principale dell'economia turistica regionale, da cui dipendono direttamente un numero elevatissimo di attività del terziario, non solo strutture ricettive, ma anche pubblici esercizi, attività commerciali, servizi pubblici e privati e la sopravvivenza stessa demografica ed economica di molti piccoli centri abitati, diffusi su tutto il territorio valdostano.
A fronte degli investimenti previsti dalla finanziaria per lo sviluppo degli impianti a fune e delle connesse strutture di servizio, non posso pertanto che confermare, con forza, la necessità di assicurare alla nostra Regione uno degli strumenti cardine di riuscita e competitività all'intero sistema turistico locale e di avanzare l'ipotesi di un incremento dei fondi a bilancio, magari attingendo a risorse collegate all'evento olimpico. Caso esemplare, l'attuale situazione di criticità - non di crisi - vissuta dalla società "Cime Bianche" di Valtournenche che, nel 2004, dovrà effettuare, oltre a una serie di revisioni generali, la sostituzione della sciovia Motta con una seggiovia quadriposto; nel 2005, la sostituzione della seggiovia Bec Carré con una seggiovia di agganciamento automatico e attivare adeguati sistemi di innevamento artificiali, indispensabili nel garantire alla Valtournenche competitività turistica.
Parlando della seggiovia Motta, mi fa piacere vedere che, con deliberazione di Giunta del 24 novembre, è stata stilata una graduatoria degli interventi sugli impianti a fune; vedo che la seggiovia Motta è messa al primo posto della classifica, per cui mi fa piacere vedere che ci si renda conto dei problemi reali delle varie società. Parlando di Valtournenche - ma ne approfitto per parlare anche del Breuil - colgo l'occasione per evidenziare l'esigenza anche di investire al più presto e addivenire alla costruzione degli impianti già in previsione anche nella conca del Breuil, Cervinia, Campetto, località Plan Maison, la cui realizzazione è in ritardo, sembra a causa della mancanza di finanziamenti sospesi in attesa della definizione di quella normativa che deve essere adeguata alle direttive europee.
Del documento in esame esistono poi altri temi che vale, a mio parere, evidenziare. Mi chiedo, infatti, se ad esempio la concessione di contributi per l'incentivazione all'utilizzo del gas metano, regolata dalla legge regionale n. 43/1998, non potrebbe essere estesa anche alle piccole e medie imprese del turismo e del commercio, come già avvenuto con legge regionale n. 9/1995 sull'abbattimento delle dispersioni termiche e in risposta a quelle esigenze di qualità ambientale globale, che sono fondamentali nel processo di miglioramento della qualità della vita nostra, dei nostri ospiti e, nel contempo, fattori non trascurabili di promozione dell'immagine non solo turistica della nostra Regione. In alternativa si potrebbero ricomprendere le attività turistiche commerciali negli interventi regolati dalla legge regionale n. 31/2001 in favore della qualità dell'ambiente e della sicurezza, attualmente a sostegno delle sole imprese artigiane e industriali. Colgo l'occasione per ricordare gli importanti interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali, disciplinati dalla legge regionale n. 19/2001 con stanziamenti calcolati in oltre 16 milioni di euro sul triennio.
A chiusura del mio intervento, consentitemi un'ultima osservazione sul tema della viabilità e soprattutto dei parcheggi; se, infatti, è importante assicurare alla Valle d'Aosta un'efficace competitività turistica, occorre investire molto affinché a residenti ospiti siano offerti servizi che non vengano avvertiti come ostacolo alla fruibilità serena delle sue infrastrutture di richiamo. Il nostro turista, nella maggior parte dei casi proveniente dalle grandi città, non concepisce di dover percorrere chilometri fra parcheggio e impianto di risalita, e mal si adatta a certi tratti di strada che invitano noi stessi, nativi del luogo, alla massima prudenza! I tempi di percorrenza delle strade si decuplicano e i nostri paesi sono vittime del parcheggio selvaggio, invasi da auto in tutti gli spazi immaginabili: ne perdiamo in qualità della vita, in capacità di accoglienza, in competitività turistica. In proposito, cito il caso della risoluzione presentata in Consiglio per la realizzazione di una circonvallazione a Valtournenche che impegna la Giunta ad elaborare un progetto definitivo e un programma di investimenti dettagliato.
Per concludere, mi preme sollecitare l'impegno dell'esecutivo nella realizzazione del parcheggio interrato Golf Château a servizio dell'abitato di Breuil Cervinia, opera che già iscritta nel programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2003-2005 è urgente avviare e portare a compimento, in considerazione della drammatica situazione vissuta dalla località a causa della totale assenza di parcheggi coperti.
Presidente - Approfitto per ricordare che gli emendamenti vanno presentati prima della chiusura della discussione generale; la Presidenza ha solo 2 emendamenti depositati fino a questo momento. Invito, qualora gli emendamenti fossero già disponibili, di farli pervenire alla Presidenza in modo da permettere una migliore organizzazione dei lavori.
La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Per mozione d'ordine. Ritengo che sia necessario, prima della presentazione degli emendamenti, proseguire quel confronto che si era avviato stanotte fra Capigruppo e Giunta.
Presidente - La Giunta concorda con questa richiesta? Facciamo una breve sospensione.
Proseguiamo la riunione concordata questa notte, il Consiglio è sospeso fino alle ore 11,30.
La séance est suspendue de 11 heures 12 à 12 heures 24.
Presidente - Se siete d'accordo, pur riprendendo la discussione generale, aspetterei a chiuderla, perché tutti gli emendamenti che devono essere presentati necessitano il parere delle Finanze. Pertanto riapro la discussione generale chiedendo se vi sono altri interventi da parte di consiglieri e chiedendo un poco di comprensione da parte vostra se andremo a rallentatore con l'andamento dei lavori. Sollecito di nuovo tutti i gruppi politici, Giunta compresa, laddove vi sono degli emendamenti, a farli pervenire al più presto alla Presidenza in modo che i competenti assessorati possano esprimere il parere di merito sugli emendamenti proposti.
La parola al Consigliere Isabellon.
Isabellon (UV) - Pensavo di intervenire sui singoli articoli per alcune considerazioni; comunque, se mi è permesso, vorrei fare una considerazione ora, visto che siamo sempre accusati da alcuni esponenti della minoranza di essere un po' i "servi sciocchi" del Consiglio nella nostra veste di Consiglieri di maggioranza.
Condivido quanto ha detto il Capogruppo Borre sul fatto che, vista la situazione di recente nomina della Giunta regionale e visto che i lavori di presa in mano dei singoli assessorati hanno comportato un grosso impegno, per il futuro è necessaria una maggiore disponibilità di rapporto fra i singoli assessori e il Consiglio. Questo deve avvenire nelle commissioni, ma credo che tutti noi siamo disponibili ad un rapporto diretto per una collaborazione che possiamo dare presso i singoli assessorati.
Siamo sollecitati, dicevo prima, da alcune affermazioni della minoranza su temi specifici; ad esempio, ieri, il Consigliere Tibaldi sollecitava il Consigliere Maquignaz su alcuni problemi che riguardano la zona e cose del genere. È chiaro che tutto questo è un'esigenza che ognuno di noi ha, quindi auspico che per il futuro, sia nelle apposite commissioni, sia nei rapporti della vita amministrativa di tutti i giorni, questo si manifesti in maniera produttiva con un nostro maggiore coinvolgimento.
La mia esperienza amministrativa di Consigliere, prima, e poi di Assessore e Vicesindaco di Saint-Vincent, anche se ragioniamo su enti diversi, mi ha portato alla conclusione che alle volte è molto utile avere l'apporto dei consiglieri per affrontare le varie tematiche nella vita amministrativa degli enti e può essere utile anche in questa sede. Faccio poi 2 considerazioni di carattere generale, riservandomi di intervenire sui singoli articoli.
Si è parlato molto di opportunità di legare alla finanziaria degli interventi che tendono a dare delle risposte su problematiche particolari. Vorrei fare una considerazione su un aspetto specifico. Mi fa piacere che, a seguito delle posizioni nette che c'erano ieri, si sia addivenuti a un compromesso su certi argomenti, tipo quelli urbanistici, per i quali all'esterno vi sono grosse attese; attese non solo per quel che riguarda le varianti dei piani regolatori dei comuni, varianti non sostanziali, che sono ferme, ma anche per quelle specifiche, a volte circoscritte, che provengono da privati. Ad esempio, sono a conoscenza di richieste di varianti di tipo non sostanziale per la classificazione degli edifici, in cui l'andare a modificare la classificazione di un edificio in tempi utili può permettere di dare una risposta per quel che riguarda l'attività edilizia che può essere importante per il richiedente, perché può accedere dal punto di vista finanziario a dei fondi di rotazione. Vi sono quindi tutta una serie di risposte che, secondo me, è opportuno possano essere date da parte degli enti locali.
Per le varianti di tipo non sostanziale che riguardano le amministrazioni, invece, anche qui, anziché andare a fermare la macchina in questo momento dopo che vi sono stati problemi legati ai ritardi nella definizione delle varianti di piano degli ambiti inedificabili, dopo che c'è stato un problema legato ad eventi eccezionali come l'alluvione, ritengo sia importante continuare a dare questa opportunità. Sono venuto a conoscenza che è stato fissato un termine che prima non c'era; comunque non è quello il problema, l'importante è non bloccare la macchina amministrativa e in questo caso sicuramente si è adottata una linea di buon senso.
Altre risposte specifiche che possono essere contenute nella finanziaria vanno su temi che personalmente conosco perché li ho vissuti direttamente. Ad esempio, l'articolo 7 riguarda una proroga del piano sessennale del Comune di Saint-Vincent, dove il fatto di andare ad accettare questa richiesta di slittamento dei termini, che prima erano individuati nel 2002 e portati al 2007, non è andare a riconoscere un'inerzia che può aver interessato questa situazione. In realtà, lì si è operato in maniera molto complessa; di conseguenza, lo strumento che adesso noi andremo ad approvare permette di riconoscere la complessità di questo tipo di intervento, quindi ben vengano queste ritarature. Altri passaggi su altri articoli saranno esaminati successivamente, quando si farà un discorso, articolo per articolo. Io sono un po' nuovo a questa esperienza, quindi volta per volta devo chiedere quello che è opportuno fare anche per quanto riguarda le tempistiche.
Un articolo molto interessante, che fino adesso è passato in sordina, è l'articolo 31 che riguarda l'utilizzo dei mezzi meccanici dell'Amministrazione regionale, per poter dare delle risposte sugli enti locali. Infatti, molto spesso questa elasticità di manovra è quella che permette di fare interventi da parte degli enti locali con delle tempistiche ristrette e permette con un'economia di gestione di dare risposte; è quindi positivo che vengano prese in considerazione queste opportunità.
Qui chiudo e mi riservo di intervenire all'esame dei singoli articoli successivamente.
Presidente - Se non vi sono altri interventi, vorrei proporvi questa metodologia di lavoro: anziché chiudere in questo momento la discussione generale, preferirei chiuderla magari alle 15,30, così date la facoltà agli uffici e al competente Assessorato delle finanze di valutare, nel merito, tutti gli emendamenti.
Sospendiamo pertanto il Consiglio e chiuderemo la discussione generale alle 15,30, quando riprenderemo il Consiglio; in tal modo, se vi saranno delle modificazioni da apportare agli emendamenti, saremo ancora in tempo a farlo.
La seduta è tolta.
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La séance se termine à 12 heures 35.
