Objet du Conseil n. 266 du 1er décembre 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 266/XII - Criteri per l'affidamento di appalti in base alle procedure d'urgenza previste dalla legge Soverato alla luce dell'intervento della Magistratura. (Interrogazione)
Interrogazione
Premesso che:
· la Procura di Aosta ha aperto un'inchiesta su presunte tangenti versate dalle imprese Piemonte Costruzioni S.r.l. e Geoservice S.r.l. per l'esecuzione di lavori appaltati dalla Regione in seguito all'alluvione dell'ottobre 2000;
· gli appalti oggetto di indagine sono stati assegnati in base alla legge Soverato sulle opere d'urgenza senza gara d'appalto;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Regione e l'Assessore OOPP per sapere:
1. l'ammontare complessivo delle varianti e perizie suppletive, con relativa incidenza percentuale sugli importi delle opere appaltate, approvate sui lavori assegnati rispettivamente a Geoservice S.r.l. e Piemonte Costruzioni S.r.l.;
2. quali criteri e quali soggetti operavano le scelte di affidare gli appalti in base alle procedure d'urgenza della legge Soverato;
3. qual è la percentuale delle opere pubbliche appaltate alle due imprese indicate in premessa rispetto alla totalità dei lavori assegnati con la legge Soverato;
4. se vi sono ancora opere pubbliche da appaltare con procedura semplificata.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.
Cerise (UV) - Le due premesse dell'interrogazione riguardano: la prima, presunte tangenti versate dalle imprese "Piemonte Costruzioni" e "Geoservice" per l'esecuzione di lavori appaltati dalla Regione in seguito all'alluvione di ottobre 2000 (interpreta le notizie di stampa apparse negli ultimi giorni; sull'indagine non sono disponibili, al momento, informazioni specifiche e puntuali diverse da quelle fornite dagli organi di stampa); la seconda, appalti assegnati in base alla "legge Soverato" sulle opere di urgenza senza gara di appalto (travisa e confonde il quadro giuridico nel quale è stata operata la ricostruzione). La legge n. 365 dell'11 dicembre 2000: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 12 ottobre 2000, n. 279, recante interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato ed in materia di protezione civile, nonché a favore delle zone della Regione Calabria danneggiate dalle calamità idrogeologiche di settembre e ottobre 2000" - "decreto Soverato" appunto - disciplina solo, per quanto riguarda l'evento di ottobre 2000 sul territorio regionale, le modalità di erogazione dei contributi ai privati e alle attività produttive che sono stati danneggiati dall'evento alluvionale stesso, quindi non si rapportano con la questione degli appalti.
Per l'illustrazione della risposta devo fare altre due premesse. È necessario innanzitutto fare riferimento al quadro giuridico nel quale si è operato come interventi pubblici da parte della Regione e dei comuni e che è rappresentato dall'ordinanza del Ministro dell'interno n. 3090 del 18 ottobre 2000, "Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali e ai dissesti idrogeologici che dal 13 ottobre 2000 hanno colpito il territorio della Regione autonoma della Valle d'Aosta e delle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna". Tale ordinanza stabilisce, all'articolo 1, che le Regioni che hanno subito danni adottino un piano di interventi straordinari - in seguito definito convenzionalmente "piano", visto che lo richiamerò più volte -, nei limiti delle somme assegnate, per il ripristino in condizioni di sicurezza delle infrastrutture pubbliche danneggiate, per la pulizia e la manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi d'acqua e per la stabilizzazione dei versanti, nonché per adeguate opere di prevenzione dei rischi. Il piano può ricomprendere ulteriori interventi urgenti finanziati dalla Comunità europea, dalle amministrazioni statali, dalle Regioni, dagli enti locali e da enti o società erogatori di servizi pubblici connessi con l'evento calamitoso e finalizzati alla riparazione dei danni, alla rimozione del pericolo o alla prevenzione dei rischi. Il piano degli interventi urgenti previsto dall'ordinanza n. 3090/2000 costituisce poi uno stralcio del più generale piano di ripristino dei danni previsto dall'articolo 19 della legge regionale n. 37 del 31 luglio 1986: "Interventi urgenti in occasione del verificarsi di eventi calamitosi ed eccezionali avversità atmosferiche".
L'ordinanza fissa le priorità da assegnare all'attuazione degli interventi - ripristino delle infrastrutture essenziali danneggiate, pulizia e manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi d'acqua e delle opere di difesa idraulica - e una serie di deroghe normative per il sollecito espletamento delle fasi di progettazione, approvazione, affidamento ed esecuzione degli interventi. Nella logica dell'emergenza, l'ordinanza introduce una serie di deroghe per l'attuazione degli interventi diretti a fronteggiare le conseguenze dell'evento stesso, introducendo meccanismi di semplificazione e accelerazione che riguardano tutte le fasi del procedimento amministrativo che disciplina l'esecuzione di lavori pubblici. Il complesso delle deroghe offre alle pubbliche amministrazioni la possibilità di operare secondo schemi procedurali più liberi al di fuori della gran parte dei vincoli e delle rigide regole imposte dalla normativa in materia di lavori pubblici. Tale libertà si traduce, quindi, nel ricorso a forme di contrattazione assimilabili a quelle di tipo privatistico, utilizzando forme di trattativa diretta o comunque di gare informali precedute da rapidi sondaggi di mercato. In ogni caso l'annullamento dei predetti complessi meccanismi procedurali ordinariamente previsti lascia libera la pubblica amministrazione di operare con la massima discrezionalità con il solo limite di rispettare i principi generali dell'ordinamento. In sostanza, questo richiamo al rispetto dei principi generali dell'ordinamento implica che l'attività della pubblica amministrazione di scelta del contraente, sia esso progettista o appaltatore, sia condotta nell'osservanza dei principi di correttezza e imparzialità che devono comunque sempre ispirare l'azione amministrativa, senza tuttavia che tali principi trovino forme procedimentali predefinite. Le possibilità di deroga e le connessioni tra legge nazionale sugli appalti e legge regionale sono state approvate con la deliberazione di Giunta n. 4033 del 27 novembre 2000.
È necessario premettere poi che gli interventi della Regione sono stati rivolti: a fronteggiare le situazioni nelle quali era necessario intervenire con urgenza per ripristinare le condizioni di sicurezza per l'incolumità delle persone e la salvaguardia dei beni (opere di difesa del suolo, opere idrauliche gravemente danneggiate o distrutte, frane incombenti su centri abitati ed infrastrutture), nonché per il ripristino urgente dei servizi pubblici interrotti (acquedotti, fognature e collegamenti viari); al ripristino di opere danneggiate, ma che non avevano perso completamente la loro funzionalità (opere idrauliche parzialmente danneggiate, servizi pubblici non interrotti, collegamenti viari interrotti, ma con soluzioni alternative).
Nel primo caso tale periodo è stato definito della "somma urgenza" e si è protratto, per la Regione, fino nei primi mesi del 2001, i comuni e le strutture specialistiche regionali si sono attivati per fronteggiare i danni causati dall'evento calamitoso attraverso l'esecuzione di interventi di somma urgenza, volti a salvaguardare la pubblica incolumità e ripristinare la viabilità e i servizi primari distrutti o danneggiati. La realizzazione degli interventi stessi ha tenuto conto dell'esigenza di provvedere con immediatezza alla sicurezza delle aree antropizzate, sia per evitare ulteriori danni agli abitati ed alle infrastrutture aventi rilevanza economica per la vita della popolazione locale, sia perché costi e tempi di intervento sull'intero bacino non avrebbero consentito di raggiungere rapidamente sufficienti condizioni di sicurezza nelle zone più esposte. La priorità è stata quindi data al ripristino delle vie di comunicazione e dei servizi primari - acquedotto, telecomunicazioni, energia elettrica -, al fine di consentire in tempi brevissimi il ritorno di condizioni minime di vivibilità delle aree colpite. Si è quindi proceduto ad effettuare la pulizia dei centri abitati colpiti dai materiali inerti trasportati dalle frane e dalle piene dei corsi d'acqua. Sulle strade regionali le innumerevoli interruzioni e situazioni di pericolo hanno richiesto interventi urgenti atti a ripristinare i collegamenti viari garantendo nel contempo condizioni di sicurezza al transito. Contemporaneamente alle operazioni di sgombero delle frane ed ai disgaggi del materiale instabile, sono stati intrapresi i lavori necessari all'allontanamento delle acque dal corpo di frana, alla ricostruzione dei rilevati stradali asportati dai torrenti e dei muri di sostegno crollati a seguiti di smottamenti o cedimenti delle fondazioni.
L'avvicinarsi della stagione invernale 2000, la necessità di garantire stabilità ai manufatti, esposti al concreto rischio di nuovi o maggiori danni, e l'obiettivo di assicurare le maggiori garanzie di sicurezza al transito hanno in molti casi indotto a realizzare manufatti definitivi. La prima fase di intervento è stata anche finalizzata a ristabilire condizioni minime di sicurezza a garantire un sufficiente e ripristino dei danni in modo tale da permettere l'esercizio delle attività turistico-alberghiere connesse con la stagione invernale. Si è puntato quindi non solo sul ripristino delle vie di comunicazione, ma anche delle infrastrutture sportive e di supporto all'attività sciistica.
Nel secondo caso comuni e Regione hanno operato nell'ambito del piano degli interventi straordinari di cui all'ordinanza n. 3090/2000, impiegando le possibilità di deroga previste dall'ordinanza stessa e utilizzando, a seconda della gravità delle situazioni, tutte le modalità di affidamento dei lavori: somma urgenza, trattativa privata - preceduta da una gara -, cottimo fiduciario e pubblico incanto.
Una volta inquadrata la questione, vengo ai quesiti dell'interrogazione. Nel primo quesito si chiede "l'ammontare complessivo delle varianti e perizie suppletive, con relativa incidenza percentuale sugli importi delle opere appaltate, approvate sui lavori assegnati rispettivamente a Geoservice S.r.l. e Piemonte Costruzioni S.r.l.". Ora, per quanto riguarda i lavori affidati in somma urgenza alle ditte "Piemonte Costruzioni" e "Geoservice", non risultano perizie suppletive perché gli interventi sono stati quantificati in via di larga massima e poi liquidati sulla base di una contabilità finale: per i lavori connessi all'alluvione le approvazioni e quindi gli impegni di spesa sono tutti avvenuti a consuntivo.
Alla "Piemonte Costruzioni" sono stati affidati complessivamente lavori per un totale di euro 5.931.671,37, secondo le seguenti modalità: 10 lavori in somma urgenza per complessivi euro 3.828.236,71, di cui 6 nel 2000 per complessivi euro 2.112.308,69, 3 nel 2001 per complessivi euro 1.479.390,77 e 1 nel 2002 per euro 236.537,25; 3 lavori mediante la procedura di cottimo fiduciario per complessivi euro 457.827,65; 2 lavori mediante pubblico incanto per complessivi euro 1.032.626,89 elevati a euro 1.176.666,66 per perizie suppletive pari al 13,9% in aumento - l'aumento complessivo è di euro 144.039,77 -; 4 lavori mediante trattativa privata - preceduta da gara - per complessivi euro 2.365.075,68.
Per quanto riguarda i lavori affidati con le modalità della trattativa privata, la situazione è rappresentata da questa tabella: le trattative private esperite nel 2001 sono state complessivamente 43, l'impresa "Piemonte Costruzioni" se n'è aggiudicate 3 con una percentuale di incidenza del 6,98%; nel 2002 ne sono state esperite 7, l'impresa "Piemonte Costruzioni" se n'è aggiudicata 1 con un'incidenza che qui diventa alta: del 14,29; nel 2003 ne sono state esperite 3 e non vi è stata alcuna aggiudicazione da parte dell'impresa "Piemonte Costruzioni". Sono state esperite complessivamente 53 trattative private e l'impresa "Piemonte Costruzioni" se n'è aggiudicate 4 con un'incidenza complessiva del 7,55%. Nei dettagli, l'impresa "Piemonte Costruzioni" si è aggiudicata 3 gare nella categoria OG8 (interventi geologici) e 1 gara nella categoria OS21 (interventi sulle aste torrentizie).
Alla "Geoservice" risulta aggiudicato un unico lavoro in somma urgenza per euro 349.124,86 e due lavori mediante cottimo fiduciario per complessivi euro 169.404,03 per un totale di euro 518.528,89.
Nel secondo quesito si chiede: "quali criteri e quali soggetti operavano le scelte di affidare gli appalti in base alla procedure di urgenza…", come abbiamo visto, non secondo la "legge Soverato", ma l'ordinanza n. 3090/2000. Per gli interventi affidati con le modalità della somma urgenza, il tecnico regionale presente sul posto - qui va precisato che sia per la viabilità, sia per i corsi d'acqua ad ogni tecnico è assegnato un ambito territoriale da controllare e nel quale operare sotto la supervisione di un istruttore tecnico, vale a dire un direttivo… è stata individuata una ditta - in genere quella già operante sul posto fin del 13 ottobre perché o già presente o chiamata a sua volta dal comune - e ad essa è stato affidato l'incarico di svolgere i lavori. Tale procedura è prevista dalla normativa in materia di lavori pubblici regionale e nazionale, oltre che essere confermata dall'ordinanza n. 3090/2000, ogni qualvolta si suppone che possa sussistere un pericolo per la pubblica incolumità.
In generale però si sono seguite le seguenti modalità di affidamento dei lavori, subito dopo la cosiddetta "fase della somma urgenza": la trattativa privata preceduta da una gara, le ditte da invitare a presentare offerta, da 10 a 15 per ciascun lavoro, sono state scelte tra quelle in possesso dell'iscrizione ARP (albo regionale di preselezione) prima e SOA dopo, secondo un principio di rotazione, nessuna impresa è stata invitata a tutte le gare, la scelta delle ditte è stata operata dal Coordinatore del Dipartimento opere pubbliche; il cottimo fiduciario, per interventi di importo inferiore ai 200.000 euro, si è proceduto con una gara informale tra almeno una decina di ditte - iscritte all'ARP prima e alla SOA dopo - dell'area nella quale si doveva svolgere il lavoro - in genere per importi inferiori si fa riferimento alle imprese già operanti in loco e quelle dei comuni limitrofi, per importi maggiori in genere si considera alta, media e bassa valle -, alla scelta delle ditte ha provveduto il dirigente della struttura competente; l'asta pubblica: unica deroga qui consentita è una riduzione a soli 16 giorni dei tempi di pubblicazione del bando di gara, per cui ogni ditta interessata poteva fare la propria offerta.
Nel quesito n. 3 si chiede: "qual è la percentuale delle opere pubbliche appaltate alle due imprese indicate in premessa rispetto alla totalità dei lavori assegnati". Se si fa riferimento all'insieme dei lavori contenuti nel piano degli interventi straordinari di cui all'ordinanza n. 3090/2000, escludendo quindi quelli della prima fase detta della "somma urgenza", abbiamo: numero dei lavori del piano 229, importo complessivo dei lavori 171.598.724,22 euro, numero lavori aggiudicati per la "Piemonte Costruzioni" 12, per la "Geoservice" 2, importo complessivo dei lavori per la "Piemonte Costruzioni" 3.978.687,16 euro, per la "Geoservice" 169.404,03 euro. In termini percentuali quindi risulta: 2,3% "Piemonte Costruzioni" dell'importo complessivo dei lavori; 0,09% "Geoservice" dell'importo complessivo dei lavori; 5,2% "Piemonte Costruzioni" del numero complessivo e 0,87% "Geoservice" del numero complessivo.
Nel quesito n. 4 si chiede se vi sono ancora opere pubbliche da appaltare con procedura semplificata. Nell'ambito dell'attuazione del piano degli interventi straordinari, ai sensi dell'ordinanza n. 3090/2000, non si prevede al momento di utilizzare altre modalità diverse da quelle del pubblico incanto o del cottimo fiduciario, ipotizzando che non aggravino le situazioni di dissesto rispetto alle quali intervenire.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Ringrazio l'Assessore per una risposta direi di tipo "alluvionale", però probabilmente era necessaria per poter avere un quadro preciso di una materia complessa. Chiederei all'Assessore di farci avere quei dati che ho visto che leggeva e che potranno essere esaminati con maggiore attenzione e sui quali ci riserviamo di ritornare.
