Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 230 du 20 septembre 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 230/73 - Commemorazione di Salvador Allende, Presidente della Repubblica cilena. Condanna dei fatti del Cile.

Dolchi (Presidente) - Signor Presidente della Giunta, Signori Assessori e Signori Consiglieri.

Prima dell'inizio della trattazione dell'ordine del giorno a seguito dell'accordo intervenuto nella riunione dei Capi Gruppo i quali avranno la possibilità di intervenire brevemente su quanto dirò, sono stato incaricato di rievocare in quest'aula un tragico e drammatico avvenimento, che ha dolorosamente colpito i cittadini di tutto il mondo, amanti della libertà, della democrazia e dei diritti sanciti dalle leggi e dalle Costituzioni.

Il colpo di Stato reazionario che ha portato alla morte di Salvador Allende, legittimo Presidente della Repubblica cilena, alla liquidazione di ogni libertà costituzionale ed alla soppressione delle rappresentanze parlamentari, democraticamente elette dal popolo, ha provocato esecrazione, accorate proteste ed unanimi condanne.

È sembrato pertanto più che logico oltreché doveroso che anche il Consiglio regionale della Valle d'Aosta unisse, a mio mezzo, la sua voce a quante si sono levate in tutto il mondo ed accomunasse le proprie espressioni di condanna a quelle che quasi tutte le regioni italiane hanno in questi giorni manifestato sia a livello di Giunta che di Consiglio.

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, il cui gonfalone è decorato di medaglia d'oro al valor militare per attività partigiane e antifasciste, ha in numerose occasioni, all'unanimità, condannato le violenze e i soprusi. Non può oggi, di fronte al colpo di stato militare fascista, alla morte del Presidente Allende e di migliaia di cittadini, oltre alle rappresaglie, agli imprigionamenti, che rinnovare ancora una volta i suoi sentimenti antifascisti, democratici e la sua condanna.

Gli autori del colpo di stato in Cile hanno tradito la loro parola, hanno infranto le proprie leggi democratiche e costituzionali, hanno tradito pure la tradizione democratica delle forze armate cilene.

Il regime che tendono ad instaurare dovrebbe essere quello dell'ordine e della pace sociale, ma intanto al popolo cileno vengono riservati coprifuochi, arresti, fucilazioni, stato d'assedio, abolizione della libertà di stampa, scioglimento delle Camere.

Un colpo di stato ha rovesciato il Governo del Presidente Allende, democraticamente eletto nelle elezioni del settembre del 1970, e poi riconfermato il 6 marzo del 1973.

Un potere, quello di Allende, che proveniva dal consenso popolare e dalla regola democratica, osservata fino allo scrupolo, fino alla morte.

Ma il colpo di stato, nella spirale della violenza, sta tentando di distruggere un esperimento di politica nuova, popolare, progressista, che aveva impegnato le forze della Sinistra cilena. La lunga, esasperata opposizione dei gruppi più conservatori ed economicamente potenti, legati all'imperialismo internazionale, aveva per obiettivo di ostacolare i processi rinnovatori aperti nel Cile con mille difficoltà e con prezzi elevatissimi per le forze popolari cilene. Si è voluto colpire freddamente, colpire con le armi un'esperienza che con la sua grande forza, ma anche con le sue debolezze, era qualcosa di più di un'esperienza nazionale di liberazione. Un'esperienza nazionale di liberazione che si andava compiendo per quel paese, era un'esperienza ma anche una speranza, un punto di riferimento per le forze popolari del Sud America, ma anche per tutti i popoli che ricercano la liberazione e l'emancipazione sulla strada della democrazia.

Allende e il suo governo costituzionale sono stati soppressi nel grande quadro della logica imperialista.

Signori Consiglieri, le notizie che ci vengono da quel lontano Paese sono ancora contraddittorie e confuse, i tragici avvenimenti che sono succeduti in questi giorni sono stati vissuti da ciascuno di noi e da ciascuno di voi, non è certo mia intenzione rievocarli.

Ho cercato di assolvere al compito che mi era stato affidato, sottolineando i sentimenti di cordoglio e di condanna che possono unirci in questa occasione al di sopra di ogni divisione di gruppo e mi permetto, mi permetto di concludere citando testualmente due frasi del documento che i nostri colleghi democristiani, socialisti, comunisti, socialdemocratici, repubblicani e liberali hanno votato al Consiglio Regionale Piemontese. Il documento conclude, ed io concludo anche affermando: "l'esperienza tragica che il popolo cileno sta vivendo quella che il popolo italiano ha vissuto nel periodo fascista fanno esprimere ai rappresentanti delle forze politiche e democratiche del Consiglio regionale e la solidarietà e il sostegno a tutti coloro che in questo momento nel Cile difendono eroicamente le istituzioni, la libertà, l'indipendenza del proprio Paese. Essi auspicano che il lungo, tragico travaglio attraverso il quale è passato un Paese dalle nobili tradizioni civili e democratiche rapidamente si risolva con la restaurazione della libertà e delle garanzie democratiche, nonché con la ripresa dello sviluppo sociale e civile".

Ci sono dei Consiglieri che chiedono la parola, dei Capigruppo, scusami, correggo, in seguito all'accordo.

Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, quale rappresentante del Movimento Sociale Destra Nazionale, a cui ho l'onore di appartenere, mi spiace, ma non posso esimermi dal prendere la parola su una commemorazione, Signor Presidente, che credevo fosse veramente una commemorazione, ma è una esaltazione che, a mio giudizio, può anche offendere il laborioso popolo italiano.

Qui abbiamo, e credevo di trovarmi in Consiglio, vero, per cercare e per sentir parlare di una calamità che ha provato duramente il popolo italiano: il colera, il cui evione ha fatto esplodere un'epidemia del grave morbo a Napoli e a Bari e in talune città costiere della Campania e della Puglia. E poiché il grave morbo non può essere attribuito esclusivamente ai mitili di mare, anche se essi possono essere considerati un veicolo portatore di tale grave infezione e di altre, credevo sinceramente che oggi, in questo Consiglio, tutti animati dagli stessi intendimenti, si fosse affrontato il gravissimo problema che per quanto ci riguarda, dovrebbe essere soltanto di prevenzione ed esaminare se non ci fossero, come al centro, carenze di adeguate scorte di vaccino, di prodotti farmacoterapici, di strumenti sanitari, di idonea e funzionaria pezzatura ospedaliera, ambulatorio ecc. di medici, assistenti.

Dolchi (Presidente) - Consigliere Parisi, mi scusi, io devo richiamarla.

Prima, all'accordo dei capigruppo sulla commemorazione di Allende che aveva concluso con l'invito ad ogni capigruppo di brevemente esprimere, consenso o dissenso, alla relazione del Presidente.

Le cose che lei dice, sono interessanti, ma vanno fuori dall'ordine del giorno, ed io la richiamo al Regolamento, che prevede, da parte di ogni Consigliere delle iniziative su ogni argomento, mediante interpellanze, mozioni, interrogazioni. L'argomento che lei adesso sviluppa, può fare oggetto, se lo ritiene da parte sua, di una delle indicative previste dal Regolamento.

Quindi la pregherei di attenersi alla decisione che è stata adottata nella riunione dei Capi Gruppo circa la possibilità, dopo la mia commemorazione dei fatti del Cile, di prendere brevissimamente la parola per esprimere o consenso o dissenso.

Parisi (MSI-DN) - Si è andati oltre la commemorazione, ad ogni buon fine non posso che dire questo: "Per quanto concerne il Presidente Allende, egli ha per 33 mesi governato contro il popolo e contro il Parlamento.

In 33 mesi ha formato 22 rimpasti ministeriali tale, che ha cercato la libertà con l'avvento che noi tutti conosciamo. Per tutte queste ragioni dissento dalla commemorazione e non mi associo. Grazie".

Dolchi (Presidente) - Ci sono altri Consiglieri?

Milanesio (PSI) - In nome del Partito Socialista Italiano, ci associamo con profonda commozione alle parole di commemorazione usate dal Presidente Dolchi, ci associamo ovviamente per le ragioni diametralmente opposte, che sono state anche citate dal Consigliere Parisi, in questo momento.

Monami (PCI) - Porto la incondizionata adesione del Gruppo Comunista alle parole del Presidente dell'Assemblea. Allende ha governato con il popolo, per il popolo, contro ogni forma di dittatura e contro ogni forma di ingerenza straniera nel suo Paese come le compagnie americane e la CIA; per questo motivo e sempre sul terreno della democrazia e della libertà il nostro partito ancora una volta esprime tutta la sua solidarietà per il fronte popolare cileno, per il popolo cileno, per i lavoratori cileni.

Jorrioz (PSDI) - Porto il mio assenso alle parole espresse dal Presidente sia come... del partito sia come persona.

Chanu (DC) - In nome dei Democratici Popolari mi associo alla commemorazione fatta dal Presidente del Consiglio sottolineando ancora una volta per parte del nostro gruppo, la incondizionata adesione alle sue parole e l'esecrazione ed il cordoglio per quanto al popolo cileno è stato dato di sopportare e di sorbire in questi momenti così tragici, solidarietà, cordoglio ed esecrazione con l'augurio che il popolo cileno sappia sull'esempio di Salvador Allende trovare in sé stesso la forza per risalire la china di quelle conculcate libertà democratiche per le quali gli italiani e i valdostani tutti si sono battuti anche a prezzo del loro sangue e che quindi sanno apprezzare per quanto esse valgono.

Andrione (UV) - Nous nous associons aux paroles du Président du Conseil en commémoration de la figure du Président Allende.

Marcoz (UVP) - Condividiamo pienamente le parole dette dal Presidente Dolchi.

Viglino (RV) - Au nom du Rassemblement Valdôtain, pardon, au nom du Rassemblement Valdôtain je déclare m'associer aux paroles prononcées par le Président du Conseil et simplement je voudrais rappeler que chaque forme de violence est toujours, doit être toujours condamnée.

Bordon (DC) - La Democrazia Cristiana si associa a quanto ha detto il Presidente del Consiglio e potrei fermarmi lì però desidero aggiungere che queste parole sono inutili in quanto che la Democrazia Cristiana ha sempre combattuto tutti i colpi di forza non su un solo binario ma su tutti i binari per tutti i gesti di forza che possono venire dalla destra, dalla sinistra e d'altronde ha dimostrato anche per la difficoltà che ha sempre incontrato in Italia di aver difeso questi principi a spada tratta nell'interesse della libertà di tutto il popolo italiano.

Pedrini (PLI) - Il Partito Liberale si è sempre battuto per la libertà contro qualsiasi forma di violenza, per questo motivo ci associamo alle parole del Presidente Dolchi.