Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3134 du 2 avril 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 3134/XI Rispetto degli impegni assunti dalla società "Abit" relativamente alla "Centrale laitière d'Aoste". (Interpellanza)

Interpellanza Considerato che il prossimo 30 aprile scadrà il contratto biennale tra la Finaosta e la Società Cooperativa Abit, che impegna quest'ultima a rispettare obblighi particolari indicati nel suddetto contratto definitivo di acquisizione della società Centrale Laitière d'Aosta siglato tra la Finanziaria regionale e l'Abit Cooperativa Produttori Latte;

Viste le vicissitudini che hanno riguardato la Centrale Laitière d'Aoste prima e dopo l'ingresso dell'Abit nella società;

Considerato che la Centrale Laitière, negli intenti dei suoi realizzatori, doveva divenire uno strumento per la diversificazione e la valorizzazione di tutto il settore lattiero-caseario valdostano;

Tenuto conto che il contratto di cui sopra non è stato mai portato a conoscenza dei singoli consiglieri regionali, nonostante ripetute richieste;

Richiamate le numerose dichiarazioni d'intenti rese in aula dall'Assessore competente;

Venuti a conoscenza delle ennesime preoccupazioni, in merito al mantenimento dei livelli occupazionali, espresse dalle organizzazioni sindacali, che recentemente si sono incontrate con il Presidente della Regione;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) quali sono in dettaglio gli adempimenti e gli impegni specifici, indicati all'interno del contratto, a carico della Cooperativa Abit;

2) in caso di mancato rispetto delle suddette clausole contrattuali, se è prevista una clausola che preveda l'annullamento del contratto e/o se esistono eventuali penali e in che cosa consistono;

3) se ritiene che gli impegni assunti dall'Abit siano stati interamente rispettati e, in caso negativo, quali sono gli intendimenti che la Giunta regionale, tramite la Finaosta, potrebbe attuare, oltre all'applicazione delle eventuali penali previste.

F.to: Lanièce - Viérin M.

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (SA) In questi anni la "Centrale latière" d'Aoste è stata oggetto di numerose iniziative consiliari da parte di vari consiglieri di opposizione, sia prima che avvenisse la sua cessione "all'Abit", sia successivamente alla stessa.

Oggi, a circa un mese dalla scadenza del contratto biennale fra la Finaosta e "l'Abit", abbiamo voluto riprendere tale problematica, mossi anche da talune perplessità oggetto di precedenti iniziative consiliari di altri gruppi, derivanti dalla situazione complessiva in cui versa lo stabilimento della "Centrale laitière" dopo due anni di gestione "dell'Abit". È proprio per rimuovere finalmente questi dubbi che con questa interpellanza vogliamo sapere in dettaglio quali sono gli impegni specifici assunti e sottoscritti "dall'Abit" nel famoso "contratto definitivo" siglato dalla Finaosta e dalla società "Abit", se è prevista la clausola rescissoria, quali sono le eventuali penali previste a fronte di eventuali inadempimenti degli impegni assunti, infine qual è la valutazione sul rispetto o meno degli impegni indicati nel suddetto contratto e gli intendimenti in merito della Giunta. Queste sono le nostre domande, sennonché sono ultimamente sopravvenuti dei fatti che, se confermati, potrebbero essere clamorosi, fatti che ora evidenzierò, sperando che oggi questi dubbi vengano chiariti, perché non si tratta di perplessità di poco conto.

Ciò di cui siamo venuti a conoscenza in merito alla "centrale" deve essere smentito o confermato da questa Giunta, perché è solo con la piena chiarezza amministrativa che possiamo sperare che fatti come quelli discussi nella scorsa seduta consiliare straordinaria non si ripetano più. Abbiamo appreso dai giornali di vicissitudini attinenti la vita aziendale ed amministrativa della "centrale", che ritengo meritevole di attenzione da parte di questo Consesso. Solo recentemente, ad esempio, sui giornali locali è apparsa la notizia che la Corte dei Conti sta indagando sulla vendita della "centrale" "all'Abit", cessione gestita direttamente dalla Finaosta su mandato della Regione. Pare cioè, leggendo quanto riportato sui giornali, che la Finaosta abbia operato un ripianamento dei conti dello stabilimento di Gressan, versando una somma di denaro alquanto superiore al valore di mercato stabilito poi per la vendita della stessa "centrale" "all'Abit". In merito a tale problematica, l'Assessore all'agricoltura ha ammesso pubblicamente di non essere stato messo a conoscenza dalla Finaosta circa i parametri e le valutazioni decise dalla finanziaria regionale per la vendita dello stabilimento. Ovviamente, non parleremo di questo, mentre ci interessa approfondire un altro aspetto particolare e anche un po' preoccupante, perché, se da un lato i giornali non ci hanno rincuorato circa il buon andamento e le prospettive di sviluppo della "centrale", ancor meno ci è riuscito un fatto recentemente avvenuto, ovvero il ricevimento di una copia del possibile contratto biennale stipulato fra la Finaosta e "l'Abit" nell'aprile 2001, pervenutaci in via discrezionale in busta chiusa senza indicazione di mittenti.

Essendo anonima la provenienza di questo documento, abbiamo scelto di confrontarlo oggi con voi per stabilire l'eventuale natura originale ed autentica del suo contenuto o - come in realtà speriamo - falsa e menzognera e, se possiamo permetterci la battuta, da pesce d'aprile. Sì, Assessore Perrin, spero davvero che la copia del contratto pervenutaci sia un falso, perché, se così non fosse, i casi sarebbero due: o lei ha mentito a questa Assemblea sapendo di mentire - e non voglio credere ciò visto che la ritengo una persona corretta - o altrimenti la Finaosta l'ha tenuta all'oscuro di importanti aspetti, ben diversi da quelli finora conosciuti.

Da questo "contratto", che ancora definisco fra virgolette, evinco subito un particolare negativo assolutamente contrario a ogni buona norma contrattuale. Fra le varie penali previste in caso di inadempienze da parte della società acquirente, non è specificato in alcun modo una forma di rescissione del contratto da parte della Finaosta; la mancanza del titolo rescissorio rappresenta forse una dimenticanza del tutto involontaria da parte degli stipulatori oppure un preciso intento finalizzato a non imporre "all'Abit" alcuna clausola definitiva? Uso il termine "alcuna" per dire nessuna clausola, tale è il significato di questa parola chiave in questo mio intervento.

Restando sulle penali, mi preme far notare l'aspetto più contraddittorio di questo presunto contratto. Al punto 1 dell'articolo 9 si legge che: "In caso di mancato rispetto dell'impegno di non procedere ad alcuna alienazione delle azioni della società o dell'azienda della stessa per il periodo di 24 mesi dalla sottoscrizione del contratto definitivo e di mantenere la sede fiscale e legale della società in Valle d'Aosta, così come previsto all'articolo 7, che precede, l'Abit dovrà corrispondere alla Finaosta, per ciascuna delle violazioni, la somma di 1 miliardo di lire, salvo il maggior danno". Al punto 2 invece si legge: "In caso di mancato rispetto di alcuno degli impegni di cui all'articolo 8 che precede…", ovvero - leggo testualmente -: "Salvo diverso accordo fra le parti, l'Abit si impegna a non procedere direttamente, o per il tramite della società, alla produzione del formaggio denominato fontina, prodotto regionale tipico della Valle d'Aosta". Articolo 8, punto 2: "Con riferimento al marchio "Centrale laitière d'Aoste", posseduto dalla società, l'Abit si impegna a procedere alla sua valorizzazione, nonché ad un utilizzo continuativo, costante e analogo a quello perseguito dalla società, fino alla sottoscrizione del contratto definitivo e consono al prestigio che lo stesso vanta attualmente sul mercato". Punto 3: "L'Abit si impegna altresì a procedere ad ogni tutela giudiziaria in caso di abuso da parte di terzi del marchio stesso "Centrale laitière d'Aoste" e a non procedere alla sua alienazione separatamente dall'azienda di cui la società è titolare". Punto 4: "L'Abit si impegna a preferire per la produzione dei prodotti della società, a parità di condizioni, il latte prodotto nel territorio della Valle d'Aosta e a favorire l'ingresso nella propria compagine sociale da parte degli allevatori valdostani, riuniti in associazione". Punto 5: "In coerenza con il piano industriale presentato, l'Abit si impegna a non effettuare licenziamenti salvo che per giusta causa". Punto 6: "Le parti espressamente convengono che, nel caso in cui, per effetto di accordi o impegni di qualsiasi natura già presi con gli allevatori valdostani, Centrale laitière d'Aoste dovesse trovarsi nell'obbligo di ritirare dagli stessi il latte a prezzi superiori a quelli medi di mercato del latte alimentare, ricercheranno una soluzione di comune e completa soddisfazione entro il termine ultimo del 31 marzo 2002". Punto 7: "La Finaosta farà in modo che venga stipulato dalla società un contratto di locazione avente ad oggetto gli immobili attualmente in uso e che tale contratto abbia una durata alla prima scadenza di nove anni e canone annuo non superiore a lire 200 milioni".

Si dice quindi che, in caso di mancato rispetto di alcuno degli impegni di cui all'articolo che precede, "l'Abit" dovrà corrispondere alla Finaosta la somma di 1 miliardo, fatto salvo comunque il maggior danno. Mentre per la prima clausola, relativa al divieto di cessione delle partecipazione e di spostamento fuori Valle della sede legale e fiscale, è prevista una penale di 1 miliardo per ciascuna violazione dei due impegni, per l'articolo 9, punto 2, relativo a ben otto determinati impegni - collegati essenzialmente all'essenza produttiva della "centrale", ovvero alle problematiche che più da vicino riguardano il mondo agricolo valdostano -, con un'abile, ma grammaticalmente errata contorsione lessicale sembrano essere stati aggirati tutti i paletti, così ben specificati all'articolo 8.

La dicitura "mancato rispetto di alcuno degli impegni" difatti si dovrebbe leggere in italiano: "mancato rispetto di nessuno degli impegni", perché il termine "alcuno" in una frase negativa significa inequivocabilmente "nessuno". In altre parole, se diamo al termine "alcuno" usato in una frase negativa il suo vero significato, cioè "nessuno", dobbiamo intendere che "all'Abit" basterebbe ottemperare a uno solo degli impegni prima letti da me per evitare il pagamento di penali per tutte le altre eventuali violazioni. Se invece vogliamo credere che quel termine sia stato utilizzato forse in modo ambiguo, nel suo più remoto significato arcaico, ormai poco utilizzato nella lingua corrente, "alcuno" si potrebbe tradurre con "qualcuno" o "più di uno", ma in questo caso mancherebbe il riferimento della penale per ogni singola violazione e il miliardo previsto di sanzione potrebbe essere applicato a seguito del mancato rispetto di due o più tra gli otto impegni assunti.

A questo punto chi mi può spiegare se veramente gli intenti della Regione, che hanno motivato il passaggio della "centrale" "all'Abit", erano quelli di garantire e salvaguardare la produzione del settore lattiero-caseario valdostano? Chi ci può spiegare perché quella frase non è stata scritta nel modo corretto? Perché mai nell'articolo 9, punto 2, al posto di quella che sembra una palese presa in giro sulle penali applicate alle clausole dell'articolo 8, non è stato scritto: "Per ogni singola violazione sarà applicata una penale di…"? Se il contratto che ho in mano è quello realmente stipulato tra le parti e non è un falso, ci troveremmo di fronte a una serie di mancanze gravi, che andrebbero a ledere seriamente la buona fede e gli onesti intenti, da quest'aula spesso indirizzati verso il mondo agricolo valdostano, legato al settore lattiero-caseario. Il gioco dialettico dell'articolo 9, o meglio l'infelice ed errata, grammaticalmente parlando, espressione dello stesso, francamente non fa onore ai sottoscrittori regionali del contratto, anzi sembra farli collocare in una sorta di posizione di incomprensibile sudditanza rispetto a un ente privato qual è "l'Abit".

L'assenza di una clausola rescissoria in caso di inadempienza è anch'essa preoccupante, perché rende difficile, se non impossibile, alla Finaosta, e di conseguenza alla Regione, a difesa di tutto il comparto lattiero-caseario valdostano, di far valere le loro ragioni; altro non resterebbe, se il contratto che ho in mano è autentico, che appellarsi al suo articolo 15, che dispone il lodo arbitrale in caso di controversie inerenti la validità e l'interpretazione del contratto. Qui mi rivolgo necessariamente a lei, Assessore: lei infatti ha sempre sostenuto l'importanza della presenza nel contratto di impegni a carico "dell'Abit", voluti e sostenuti dalla Regione a difesa dei propri interessi e di quelli dei produttori di latte. È una frase che darebbe per scontata l'attenta lettura da parte sua dell'articolato contrattuale e non è affatto credibile l'ipotesi che la Finaosta non abbia mai sottoposto a lei e al Presidente della Regione il contratto siglato con "l'Abit". Il Consiglio di amministrazione della Finaosta è composto per otto noni da membri designati dalla Giunta regionale e tutti sappiamo che le linee guida di azione della Finaosta sono decise dal Consiglio di amministrazione della finanziaria unitamente alla Presidenza della Regione. È impossibile quindi che un documento così importante sia stato accettato passivamente da questa Giunta, in particolar modo dall'Assessorato dell'agricoltura, senza prima la lettura e il confronto, senza una partecipazione attiva nella sua compilazione da parte del potere politico della Regione.

I casi, allora, sono due: o questa copia che abbiamo in mano rappresenta un palese falso, un documento artefatto - e allora possiamo sorridere pensando a un pesce di aprile - oppure fino ad oggi, in merito alla questione della "centrale" e la sua cessione "all'Abit", sono state raccontate agli agricoltori valdostani, in modo particolare ai produttori di latte, un sacco di bugie. Nel primo caso, tiriamo un respiro di sollievo, certi della comprensione di questo Consesso per la nostra preoccupazione e la nostra premura di chiarire i punti oscuri di un documento di cui fino ad oggi non potevamo accertare la veridicità o meno, visto che non ci è mai stato fornito, nonostante le ripetute richieste dei colleghi del gruppo "dell'Ulivo"e nostre. Nel secondo caso, ovvero se il contratto che ho in mano è la copia di quello vero, cioè di quello che a suo tempo sicuramente ha letto anche lei, Assessore, le chiediamo di assumersi l'intera responsabilità politica su questa vicenda, che potrebbe avere conseguenze negative per il settore lattiero-caseario e di tentare immediatamente di porvi rimedio, ricorrendo nei 28 giorni, che ancora rimangono prima dello scadere del contratto, all'arbitrato previsto all'articolo 15.

Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) Je pense que l'illustration de M. Lanièce a peu à faire avec le texte de l'interpellation. Je crois avant tout devoir préciser quelques détails avant de donner une réponse ponctuelle. Le Conseiller Lanièce a lu les journaux, mais il n'a pas lu la précision que l'Assesseur à l'agriculture a faite à l'article paru sur "La Vallée Matin" et "La Vallée". A savoir, il n'est pas correct affirmer que le Gouvernement régional n'a pas pris acte ou n'a pas lu le contrat avec "l'Abit" absolument, c'est pas cela. Nous sommes conscients de ce que nous avons signé, même si justement l'analyse économique de l'offre de "l'Abit" a été faite par la Finaosta, c'est-à-dire par des personnes qui sont préparées à faire une analyse économique du projet présenté par une société. L'offre de "l'Abit" a été faite tenant compte des conditions que le Gouvernement avait posées et ces conditions, elles, ont été précises. Nous devons encore une fois tenir compte que nous nous trouvions face à la "Centrale", société qui avait une perte importante et que nous ne pouvions plus supporter, donc nous avons alors décidé de chercher un partenaire. Je veux encore réaffirmer que la seule offre, contenant un projet industriel complet, était celle de "l'Abit", donc comme l'on dit: "prendere o lasciare", la perspective étant celle de fermer la "Centrale" tout court. Nous avons préféré essayer de donner la possibilité à une société, dont la proposition a été examinée d'un point de vue économique et de la fiabilité, de continuer l'activité de Centrale, surtout pour le maintien de la main d'?uvre, et de donner la possibilité aussi aux producteurs, s'ils le retenaient, de conférer leur lait.

Il me semble donc hors de lieu de faire des accusations, comme elles ont été faites dans cette salle, qui sont absolument fausses. Moi, j'ai répondu une quinzaine de fois dans cette salle, j'ai dit la vérité sur "l'Abit", j'ai toujours expliqué quelles étaient les conditions qu'avaient été de quelque façon acceptées par le Gouvernement régional et ratifiées par ce Conseil. Voilà donc que je trouve absolument inopportunes les expressions que M. Lanièce a évoquées dans son illustration. Je refuse absolument qu'on m'accuse de peu de transparence dans cette affaire, car elle a été extrêmement transparente. Nous aurions souhaité bien sûr une autre solution pour la "Centrale", c'est-à-dire la gestion directe par les producteurs, mais cela n'a pas été possible et donc nous avons choisi le mal mineur, comme j'ai toujours dit.

Je voudrais rappeler pour l'énième fois les passages que nous avons faits. En 2001, après avoir pris acte de la situation négative de la "Centrale", qui a été mise en évidence par l'analyse économique conduite par la Finaosta, le Gouvernement avait choisi de céder la totalité de sa participation dans la société à un sujet garantissant continuité de gestion et disposé à souscrire une série d'engagements allant du maintien de la production et des places de travail à la récolte du lait produit en Vallée d'Aoste et au maintien du label "Centrale laitière d'Aoste". La recherche du partenaire avait été confiée à la Finaosta et le choix est tombé sur "l'Abit", en tel que seul proposant - je répète - d'un projet industriel porteur de perspectives de développement de l'établissement de Gressan, ainsi que pour une série d'autres évaluations d'ordre économique. Par la suscription du contrat d'achat de la "Centrale", "l'Abit" s'était engagée pour une période de 24 mois à ne pas transférer les actions à d'autres sociétés, à ne pas produire de la fontine, à valoriser le label, à préférer le lait produit en Vallée d'Aoste, à ne pas licencier les dépendants, sauf juste cause, à maintenir le siège légal de la "Centrale" en Vallée d'Aoste. Pour ce qui concerne les pénalités, là vous vous êtes engagés dans un exercice de style autour de cette définition, mais il me semble qu'elles sont claires. En cas de violation d'une des clauses, "l'Abit" est appelée à verser à la Finaoste un milliard de lires. Selon la Finaosta, organisme chargé de la vigilance sur le respect des engagements suscrits par "l'Abit", la société n'a pas dérogé aux clauses du contrat: cela a été écrit par la Finaosta.

Lors des rencontres et même par écrit, l'Administrateur de la "Centrale" a réaffirmé à maintes reprises qu'il n'y a pas de la part de "l'Abit" aucune intention de réduire le personnel, ni le niveau de production prévu à Gressan, mais au contraire - ce sont des propos et, je le répète, ce sont des déclarations de "l'Abit", pas de l'Assesseur Perrin - la société songe un développement futur de l'établissement, après avoir atteint un équilibre financier de la société. Cela a toujours été posé comme but fondamental, c'est-à-dire arriver à un équilibre financier, afin de pouvoir réinvestir et repartir aussi avec une production adéquate. Il y avait en outre le problème de réduire le déficit que la société avait auparavant. Pour ce qui est de la situation du personnel, encore récemment, lors d'une rencontre que nous avons eue - les représentants syndicaux, les dépendants de la "centrale" avec le Président de la Région et le soussigné -, face aux préoccupations exprimées, le Président de la Région s'est engagé à rencontrer les administrateurs de "l'Abit", pour chercher encore une fois, comme nous l'avons déjà fait d'autres fois, de mieux comprendre les stratégies concernant la future activité de la "Centrale", surtout face à la prochaine échéance des 24 mois.

Au-delà des programmes de la société, qui est quand même - je le répète - une société privée, c'est-à-dire une société qui a son plan industriel et qui décide aussi de ses investissements, nous tâcherons encore une fois de vérifier la possibilité que la "Centrale" rentre dans le système laitier de la Région, afin de retrouver les justes synergies entre les différentes composantes, à partir des producteurs - aujourd'hui nous n'avons que deux producteurs qui confèrent le lait à la "Centrale" et je crois que ces producteurs, malgré tout, ils ont été payés et n'ont pas de grandes plaintes à porter à la "Centrale" - aux différents acteurs qui sont engagés dans la commercialisation et la promotion de nos produits laitiers et fromagers. Les perspectives donc vont dans cette direction, parce que "l'Abit", isolée, a des problèmes à produire et à s'insérer dans le contexte du secteur valdôtain. Là il faut que l'Administration publique puisse favoriser les contacts, afin de réussir à retrouver une place précise pour la "Centrale", qui était celle de faire de "poumon" au secteur laitier. C'était le but pour lequel on l'avait bâtie et surtout pour trouver un équilibre dans le système laitier. Je crois qu'il faudra reconduire, même en respectant le plan de "l'Abit", la Centrale dans le contexte.

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (SA) La risposta dell'Assessore è un po' contorta come l'articolo 9, punto 2, che a questo punto è il contratto definitivo, quello veritiero, perché non mi sembra che l'Assessore abbia detto che quello che ho letto fossero cose non vere. Entrando nel merito, l'Assessore ha detto che le penali sono giuste; ora, il fatto che un contratto tanto importante non preveda una clausola rescissoria - e qui abbiamo anche degli avvocati - mi sembra che sia non dare molta garanzia. Il fatto che una delle due penali non faccia riferimento a ogni singola variazione, quando queste stesse penali fanno riferimento a ben 8 impegni, non mi sembra che sia una cosa normale, come pure il fatto di scrivere "alcuno" in una frase negativa - e qui leggo la dicitura del vocabolario ad uso e consumo dei consiglieri -: "alcuno in frase negativa vuol dire nessuno".

Probabilmente c'è un errore grammaticale, perché? Forse per rendere la situazione ambigua? Questa è un'ipotesi, non possiamo esserne sicuri, però sta di fatto che, per la penale riguardante gli 8 punti fondamentali, troviamo la dicitura: "in caso di mancato rispetto di alcuno degli impegni". Perché non si è detto di ogni singolo impegno? Perché questo vuol dire che "all'Abit" basta esclusivamente non produrre fontina per non pagare mai nessuna penale. Esiste l'articolo 15, dove si parla di creare un lodo per verificare l'interpretazione delle clausole, utilizziamolo!

Se per caso "alcuno" fosse usato in termine arcaico, ovvero "più di uno", dovrebbero esserci già due clausole non rispettate, in quanto una clausola non rispettata non vuol dire niente: da due clausole in su si paga un miliardo, non si paga un miliardo per ogni clausola non rispettata. Questo è normale per voi? Per me no. Al di là della scelta "dell'Abit" - adesso non possiamo entrare nel merito, questa interpellanza non era nel merito della scelta o meno "dell'Abit" -, è sul contratto che vogliamo avere chiarimenti: vogliamo sapere se quello che leggiamo è quello vero, perché finora ci hanno detto cose non troppo corrette e tutti questi paletti, attorno ai quali c'era un controllo effettivo e una corrispondente penale, non ci sono. Per questo siamo dubbiosi di come sia stata portata avanti la vicenda e il fatto stesso che l'Assessore ribadisca che ha letto il contratto mi sembra una cosa non positiva. Rimango pertanto convinto della necessità di utilizzare l'articolo 15, che prevede il lodo di arbitrato, per verificare almeno l'interpretazione dell'articolo 9, punto 2, che è il punto essenziale e che dimostrerebbe che c'è stata da parte della Finaosta una certa accondiscendenza verso "l'Abit", in modo che non sia possibile rilevare alcuna inadempienza prima dello scadere del contratto.

Président La parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (SA) Il collega Lanièce ha fatto un intervento molto tecnico, io invece farò un intervento di tipo politico, perché di questa vicenda - ha ragione l'Assessore - ne abbiamo discusso tante volte. Non era di facile soluzione, sono il primo ad ammetterlo, riconosco però anche che oggi l'Assessore ha detto esplicitamente che la Giunta ha letto e visto il contratto con "l'Abit" anche se fatto dalla Finaosta. Ringrazio l'Assessore per la sua correttezza e serietà, in questo senso però dico che, se è vero che il potere politico non si può sostituire a chi si occupa degli aspetti economici, tuttavia ci sono, se questo documento che ci è giunto è veritiero, degli aspetti inquietanti. Mettere 8 condizioni e dire che non devono avverarsi tutte, cioè se "l'Abit" non faceva 7 cose e 1 sì, "l'Abit" era a posto; se invece la si legge in senso diverso, se ne rispettava 2, era a posto, oppure…

(interruzione dell'Assessore Perrin, fuori microfono)

… guardi che ci sono delle cose che, se andiamo a disquisire, non sono state fatte. C'è anche il discorso della produzione, il problema del prezzo del latte entro il 31 marzo 2002, ci sono altre cose non definite.

La nostra interpellanza chiede all'Assessore al punto 3: "se ritiene che gli impegni assunti dall'Abit siano stati interamente rispettati…"; mi pare che l'Assessore ci abbia risposto affermativamente e, se è così, è chiaro che non può risponderci "quali sono gli intendimenti che la Giunta regionale, tramite la Finaosta, potrebbe attuare, oltre all'applicazione delle eventuali penali previste", perché la risposta dell'Assessore ci è sembrata molto chiara, ha detto che, secondo lui, questi impegni sono stati…

(nuova interruzione dell'Assessore Perrin, fuori microfono)

… ah, secondo la Finaosta! La precisazione è importante: questi impegni sono stati rispettati secondo la Finaosta, quindi la Giunta non si è sbilanciata se questi impegni politicamente per lei sono stati rispettati! Direi che la nostra interpellanza è ancora più attuale. Ripeto: non abbiamo ricevuto risposta in merito a cosa vuol fare la Giunta su quanto abbiamo chiesto al punto 3. Spero che in questi trenta giorni la Giunta possa chiarirci, se non tramite il Consiglio, anche tramite comunicati stampa, come ormai siamo abituati a leggere, cosa intende fare. Se questa vicenda finisce in una "bolla di sapone", credo che non faccia bene al mondo agricolo valdostano e neppure alla politica valdostana.