Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2850 du 20 novembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2850/XI Piano di lotta alla mastite bovina. (Interrogazione)

Interrogazione Premesso:

- che in attuazione della legge regionale 22 aprile 2002, n. 3 è stato avviato un piano di lotta alla mastite bovina;

- che per tale programma, gestito dall'Anaborava, è già stata concessa la somma di 1.587.250 euro;

- che sono previsti contributi a favore degli allevatori che siano costretti a procedere all'abbattimento di animali malati;

- che l'entità del contributo è fissato nella misura massima del 50% del valore di mercato individuato con DGR 3532/2001;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore delegato per sapere:

1) quanti capi, ad oggi, sono stati sottoposti a controllo e quanti sono gli allevamenti monitorati; inoltre, quanti se ne prevedono di controllare entro la fine del corrente anno;

2) quali considerazioni esprime sulle risultanze emerse dai controlli effettuati ed entro quando prevede di eradicare il morbo.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) Faccio una piccola introduzione prima di rispondere puntualmente alle domande degli interroganti. Il piano in questione è stato approvato dalla Giunta regionale ed era stato predisposto da un comitato tecnico specifico allo scopo di fornire una completa assistenza alle aziende produttrici di latte della Regione ed è articolato su tre anni. È un piano obbligatorio e ha degli obiettivi molto precisi: il miglioramento del benessere animale, la sicurezza dell'alimento latte e della sua qualità, l'incremento del reddito degli allevatori. Il piano si attua attraverso tre tipologie di intervento che si possono riassumere così: c'è una grossa azione di prevenzione, una fase di controllo e cura adeguata al tipo di infezione per raggiungere poi, secondo i casi, l'eradicazione del morbo o almeno il suo contenimento.

In particolare, una volta ultimato il piano, dovremmo trovarci in una situazione di eradicazione dello streptococcus agalactie, che è il responsabile di almeno il 30 percento dei casi di mastite - ci sono diverse forme di mastite -, al contenimento invece dello staphilococcus aureus, che è il responsabile del 20 percento circa dei casi di mastite ed è molto più difficilmente curabile e, infine, anche al contenimento di tutta una serie di altri patogeni che vanno ad influire sulla mastite e in particolare sulla qualità del latte. Ripeto, parliamo di contenimento, l'eradicazione è materialmente impossibile, anche perché gli animali non possono vivere in condizioni ambientali sterili e quindi ci saranno sempre forme di contaminazione possibili. Il piano ha preso avvio nel mese di giugno del 2002, mentre, nel periodo gennaio-maggio 2002, l'Anaborava aveva già attuato un programma di lotta alla mastite su base volontaria ed è attualmente in corso quella che avevamo indicato in delibera come "seconda fase del primo periodo". Vengo quindi ai dati, che mi sono richiesti dagli interpellanti. Gli allevamenti produttori di latte controllati dall'Anaborava fino ad oggi sono stati 922 su circa 1.100 allevamenti di vacche in produzione, cioè vacche che producono latte: siamo ad un abbondante 80 percento dello screening a questo punto del piano e la previsione è di controllarli tutti entro la fine dell'anno. Prima della fine dell'anno pertanto prevediamo di controllare 18.500 capi. Tutti questi capi saranno sottoposti al cosiddetto "controllo delle cellule somatiche". I capi che hanno superato gli indici citologici di riferimento sono sottoposti ad ulteriori controlli batteriologici.

Al momento i capi controllati batteriologicamente, che quindi hanno superato questi indici di riferimento della conta delle cellule somatiche, sono 5.484; 1.518 capi sono risultati positivi da staphilococcus aureus, 2.014 risultano positivi allo streptococcus agalactie e 1.952 sono risultati o negativi o in alcuni casi positivi ad altri patogeni, però qui non ho un dato preciso. I capi macellati sono in totale 1.352, di questi 491 affetti da staphilococcus, 379 da streptococcus e i restanti 482 sono stati macellati per la perdita della funzionalità mammaria. Gli allevamenti che hanno dovuto procedere alla macellazione di almeno un capo sono 536 di quelli controllati.

Due parole sulle modalità di eliminazione. Qui faccio riferimento alla delibera con la quale è stato approvato il programma, dove si dice che, per poter procedere all'eliminazione dei capi, questi devono aver subito un prelievo di latte mirato seguito da un esame batteriologico il cui esito deve dare il seguente risultato: positività allo staphilococcus aureus, a condizione che il capo abbia successivamente subito almeno un'adeguata terapia, che risulti non risolutiva della certificazione del veterinario incaricato; positività allo streptococcus o altro patogeno, a condizione che il capo abbia successivamente subito almeno due adeguate terapie, che risultino non risolutive della certificazione del veterinario incaricato, o i capi presentino gravi difetti funzionali derivanti da infezioni mastitiche pregresse, che abbiano comportato la perdita di almeno un quarto mammario ed è il terzo dato a cui facevo riferimento.

La patologia deve essere certificata dal veterinario incaricato, corredata da documentazione comprovante l'avvenuta adeguata terapia che risulti non risolutiva. Per rispondere all'ultima domanda, ritengo che l'esito finora fornito dall'attuazione del piano sia in linea con le previsioni fatte all'atto della sua predisposizione e anche con gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Ricordo che avevamo già a disposizione dei dati della conta leucocitaria degli allevamenti che sono sottoposti ai controlli funzionali per il libro genealogico, dove ad ogni prelievo corrispondeva anche un'analisi per quanto riguarda la conta leucocitaria, quindi avevamo già un'idea di quanti animali avessero problemi di mastite. In base a questi dati, riferiti ai soli animali sottoposti a controlli funzionali, gli animali, che superavano questi minimi di riferimento per la conta leucocitaria, erano circa 3.500.

Questo è un piano triennale per cui è prematuro fare dei bilanci. L'obiettivo di questa prima fase è fare questo screening, eliminare gli animali infetti, per passare ad una seconda fase con un programma più preciso di cure, perché questo è l'obiettivo. Alla fine dell'anno infatti il comitato tecnico si riunirà, farà un esame preciso dei dati che avremo a disposizione e predisporrà per la prossima campagna un piano mirato in base anche ai dati forniti da questa prima fase di attuazione.

Ricordo ancora che l'obiettivo non può essere l'eradicazione della mastite, poiché sarebbe impossibile da raggiungere, ma la sua riduzione ad una percentuale di casi che si potrebbe definire fisiologica, in modo che la sua presenza non incida troppo pesantemente sull'andamento produttivo dell'allevamento. L'obiettivo finale è molto importante, cioè quello di avere degli animali sani, che producano un buon latte, e in questa direzione andiamo con tutta una serie di misure come il pagamento del latte secondo la qualità. La volontà è di incentivare la qualità della produzione e questo innanzitutto per tutelare il consumatore, per garantire poi il prodotto per la trasformazione e di conseguenza riuscire a garantire un reddito adeguato all'allevatore. Questi sono gli obiettivi finali di questo piano.

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Nel ringraziare l'Assessore Perrin per le informazioni fornite ed anche i dati divulgati, vorremmo fare alcune considerazioni. Innanzitutto condividiamo questo piano di lotta nei confronti di questo morbo, che, in base ai dati divulgati dall'Assessore, coinvolge un certo numero di capi: quelli sospetti sono 5.484 sulla base dei 922 allevamenti che sono stati censiti e monitorati, ma che non rappresentano ancora la totalità. Le considerazioni che vogliamo fare, tuttavia, sono le seguenti. Il piano prevede l'erogazione di contributi in conto capitale nella misura del 50 percento su un valore di mercato che viene individuato dalla Giunta regionale, valore di mercato che, come ben sa l'Assessore, è un valore di tutto rispetto e di conseguenza vanno anche a concretizzare quel terzo obiettivo che ha citato lo stesso Assessore, cioè dare una certa redditività agli allevatori. Parallelamente sappiamo anche che le bovine affette da mastite e conseguentemente eliminate, oltre a far beneficiare, sulla base di questa delibera, l'allevatore di un certo ristoro, possono anche essere commercializzate in quanto la carne è commestibile, di conseguenza vengono anche vendute per la macellazione. Già una volta avevamo richiesto una certa prudenza da parte dell'Assessorato e soprattutto dell'Anaborava, verificando che non ci siano abusi da parte di certi allevatori, anche perché una cattiva tecnica di mungitura o un'alimentazione inadeguata sono fattori che possono favorire con una relativa semplicità l'insorgenza del morbo e la sua propagazione se l'animale infetto viene mantenuto in stabulazione insieme ad altri capi.

Seconda considerazione: a fronte di 5.484 capi sospetti, i capi macellati sono 1.352, il che vuol dire che l'intervento di profilassi e di eradicazione investe una minima parte degli animali censiti come sospetti e ci potrebbe essere anche il rischio di propagazione del morbo se alcuni animali infetti vengono lasciati nella stalla. L'Assessore parlava di un programma di cure da far seguire al programma di eliminazioni; è auspicabile che queste cure servano anche ad arginare un'eventuale diffusione del morbo, perché non vorremmo che tutti questi interventi importanti, sia dal punto di vista profilattico sia del punto di vista finanziario, perdano la loro reale efficacia nei confronti di tutto il comparto bovino valdostano.

Ci è giunta notizia che l'Anaborava procederebbe a una sorta di contingentamento dei capi sospetti e faccio un esempio: se un allevatore possiede venti bovini e cinque sono affetti da mastite, sembrerebbe che solo quattro - così almeno si dice - possano essere macellati e quindi siano indennizzabili, mentre un bovino viene lasciato in stalla. Non so se la notizia corrisponde al vero ma, se così fosse, si rischia di alimentare ulteriormente il contagio…

(interruzione dell'Assessore Perrin, fuori microfono)

… l'Assessore mi tranquillizza dicendo che non è così.

Concludo invitando alla prudenza e all'attenzione nella gestione di questo piano, che è importante per il comparto zootecnico, ma non vorremmo che da esso qualcuno ne traesse un beneficio indebito.