Objet du Conseil n. 2839 du 6 novembre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2839/XI Disegno di legge: "Disposizioni in materia di personale del Dipartimento delle politiche del lavoro dell'Amministrazione regionale".
Articolo 1 (Finalità)
1. La Regione disciplina l'inquadramento nel ruolo unico regionale del personale assunto con contratto di lavoro di natura privatistica, a tempo indeterminato, presso il Dipartimento delle politiche del lavoro dell'Amministrazione regionale.
Articolo 2 (Modalità di inquadramento)
1. L'inquadramento del personale di cui all'articolo 1 avviene mediante corsi-concorso riservati a coloro i quali sono in possesso dei seguenti requisiti:
a) essere titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato di natura privatistica, da almeno tre anni, presso il Dipartimento delle politiche del lavoro dell'Amministrazione regionale;
b) essere in possesso di uno dei seguenti titoli di studio:
1) per il profilo professionale di operatore per l'integrazione lavorativa, indicato all'allegato A alla presente legge, il titolo finale di studio di istruzione secondaria di secondo grado valido per l'iscrizione all'università, come previsto all'articolo 5, comma 1, lettera c), del regolamento regionale 11 dicembre 1996, n. 6 (Norme sull'accesso agli organici dell'Amministrazione regionale, degli enti pubblici non economici dipendenti dalla Regione e degli enti locali della Valle d'Aosta);
2) per il profilo professionale di funzionario per le politiche del lavoro, indicato all'allegato A alla presente legge, il diploma di laurea o diploma universitario, come previsto all'articolo 5, comma 1, lettera d), del regolam. reg. 6/1996.
2. Il personale di cui al comma 1, lettera b), numero 2), può avvalersi, ai fini dell'ammissione al corso-concorso, del disposto dell'articolo 5, comma 3, del regolam. reg. 6/1996. In tal caso, l'anzianità minima richiesta di cinque anni è riferita all'intero rapporto di lavoro di natura privatistica, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, presso il Dipartimento delle politiche del lavoro ed il titolo di studio richiesto è il diploma di istruzione secondaria di secondo grado valevole per l'iscrizione all'università, oppure il diploma di maturità magistrale, ai sensi dell'allegato A del contratto collettivo regionale di lavoro sottoscritto in data 12 giugno 2000.
3. La Giunta regionale, con apposita deliberazione, stabilisce le modalità ed i criteri di svolgimento dei corsi di formazione di cui al comma 1.
Articolo 3 (Inquadramento del personale)
1. Il personale che ha superato con esito positivo i corsi-concorso di cui all'articolo 2 è inquadrato nella dotazione organica della Giunta regionale di cui all'articolo 26, comma 1, lettera b), della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e revisione della disciplina del personale), come modificato dalla legge regionale 19 marzo 1999, n. 7.
2. L'inquadramento del personale decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del provvedimento di inquadramento.
3. Al personale inquadrato nel ruolo unico regionale è attribuito il trattamento economico previsto per la categoria e posizione corrispondente a quelle indicate all'allegato A alla presente legge, oltre alle eventuali indennità previste dai contratti collettivi regionali di cui al titolo III della l.r. 45/1995. Nel caso in cui il trattamento economico lordo, composto dagli emolumenti fissi, continuativi ed aventi carattere di generalità, sia inferiore a quello in godimento, la differenza è conservata a titolo di assegno ad personam riassorbibile con i futuri miglioramenti contrattuali.
4. L'inquadramento nel ruolo unico regionale è subordinato al possesso della conoscenza della lingua francese da accertarsi, in sede concorsuale, ai sensi dell'articolo 7 del regolam. reg. 6/1996.
Articolo 4 (Disposizione finale)
1. La presente legge non comporta oneri aggiuntivi a carico della Regione, in quanto le spese per il personale di cui alla legge stessa sono già poste a carico del bilancio regionale dall'articolo 16 della legge regionale 11 dicembre 2001, n. 38 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Autonoma Valle d'Aosta. Legge finanziaria per gli anni 2002/2004. Modificazioni di leggi regionali).
Allegato A
(Omissis)
Président La IIème Commission a examiné le projet de loi en question, exprimant à la majorité un avis favorable.
La parole au rapporteur, le Conseiller Cerise.
Cerise (UV) Il disegno di legge individua i meccanismi per consentire a 16 addetti, dei quali 14 di categoria D e due di categoria C, di acquisire lo stato giuridico di dipendente del comparto unico del pubblico impiego all'interno del Dipartimento delle politiche del lavoro. Si tratta di dipendenti già compresi all'interno dell'organico regionale e che dal 1999 godono di un contratto privatistico a tempo indeterminato, dopo avere prestato servizio per un decennio con contratto a tempo determinato triennale. Va ricordato come si tratti esclusivamente di dipendenti dell'Agenzia del lavoro a suo tempo selezionati e per i quali è stata perfezionata la professionalità sia con l'esperienza, sia attraverso percorsi formativi. Il ricorso a questa formula di assunzione era prevista e autorizzata dall'articolo 16 della legge regionale n. 13/89: "Riorganizzazione degli interventi regionali di promozione all'occupazione".
Ciò detto, occorre rilevare che il disegno di legge va collocato nell'ambito di una riflessione più complessiva sull'assetto del Dipartimento politiche del lavoro, alla luce dei due elementi che caratterizzano la situazione che si sta delineando:
1) La prossima regionalizzazione di molte delle funzioni dell'Ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione, che impone di ridisegnare l'impianto del settore e dell'insieme dei servizi, con un loro sviluppo quantitativo e qualitativo che si accompagna con l'individuazione di migliori prestazioni e di nuovi ruoli e competenze per gli addetti, compresi quelli tradizionalmente preposti al collocamento ed agli adempimenti amministrativi connessi. Si apre qui il capitolo dell'integrazione delle risorse umane e operative attualmente dipendenti del Ministero del lavoro nelle strutture dirigenziali della Regione che hanno in carico questo settore.
2) L'attuazione del Piano operativo regionale a valere sul FSE 2000-2006, con i suoi assi di intervento, obiettivi e misure, che ha imposto l'organizzazione di un complesso servizio rivolto sia alla formazione e di supporto all'occupazione delle persone, sia per la competitività delle imprese, in modo coerente con le linee tracciate nel Piano di politica del lavoro. Tutto questo ha comportato l'ampliamento degli interventi in carico all'agenzia, ampliamento che si è accompagnato con una modifica dell'impianto generale relativo alla programmazione, al monitoraggio e al controllo degli stessi interventi. Da tutto questo è derivato ovviamente un cambiamento nei rapporti tra le varie istituzioni e le strutture preposte alle varie funzioni.
Credo che qui occorra dare una risposta agli interrogativi posti da alcuni e secondo i quali l'Agenzia del lavoro avrebbe assunto un ruolo incerto e improprio con perdita di professionalità da parte degli addetti. In merito a questa seconda critica dirò subito che è vero il contrario, nel senso che proprio la professionalità acquisita dagli operatori dell'Agenzia del lavoro ha consentito loro di svolgere i compiti che si sono aggiunti con ottimi livelli di efficienza. Contestualmente gli esperti, che costituiscono il maggior numero di addetti interessati da questo disegno di legge, hanno saputo cambiare la natura delle loro prestazioni passando da compiti di progettazione degli interventi, di coordinamento e di realizzazione, anche parziale, degli stessi, a quello di indirizzo, programmazione, controllo e valutazione - ex ante, in itinere, ex post - degli interventi stessi la cui progettazione e gestione è affidata a terzi. Si tratta di un'evoluzione chiara, in parte imposta dalla stessa normativa comunitaria, che segue un disegno lucido e preciso in materia di politiche attive del lavoro.
Dobbiamo sottolineare che agli stessi assi di intervento del Piano operativo regionale a valere sul Fondo sociale europeo vengono ricondotti, per maggiore semplicità e funzionalità organizzativa, anche gli interventi ricompresi nel Piano di politica del lavoro - la cui realizzazione è anch'essa in capo all'agenzia - così come i cosiddetti "PIC" (piani di intervento comunitario) dell'Unione europea.
Lo stesso operatore è stato messo e sempre di più dovrà essere quindi in grado da un lato di presidiare tutti i contenuti relativi agli ambiti di intervento di propria competenza, richiamati sopra, e dall'altro di presidiarli con riferimento a tutte le fasi del ciclo di realizzazione degli interventi. Alcune conseguenze di ciò sono così sintetizzabili: aumento della qualità del lavoro in capo all'Agenzia del lavoro; aumento della complessità professionale del lavoro che si realizza all'interno dell'Agenzia del lavoro; aumento delle esigenze di coordinamento e integrazione. Si realizza pertanto una situazione che impone un diverso rapporto tra questa nuova Agenzia del lavoro e addetti altamente professionalizzati, rapporto che richiede per questi lo status giuridico proprio dei dipendenti regionali al posto di quello di collaboratori "esterni" anche dipendenti, ma con contratto di natura privatistica.
La necessità di riconsiderare il rapporto di lavoro degli attuali "esperti" dell'Agenzia del lavoro costituisce poi il preambolo necessario di uno sviluppo normativo che si concretizzerà con successivi provvedimenti legislativi conseguenti all'attuazione del decreto legislativo n. 183/2001 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, concernenti il conferimento di funzioni in materia di impiego). L'iter volto all'integrazione fra servizi di collocamento - statali - e servizi all'impiego - regionali - registra un'importante evoluzione con la proposta di legge regionale n. 175, all'esame delle commissioni consiliari, con la quale la Regione propone un ridisegno complessivo delle norme in materia di lavoro. Ricordiamoci tuttavia che attualmente al completamento del quadro normativo manca l'emanazione da parte del Consiglio dei ministri del DPCM, previsto per la fine del 2001, di conferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali al sistema di collocamento locale.
Va quindi evidenziato che, pur in assenza del processo di riorganizzazione dei servizi per l'impiego, ormai avvenuto in tutte le regioni italiane, l'Agenzia del lavoro si è strutturata al fine di garantire l'erogazione di servizi all'impiego innovativi - Servizio orientamento, Punto neo impresa - evitando quindi che il ritardo normativo abbia avuto e abbia gravi ripercussioni sull'offerta dei servizi.
Alla luce di queste considerazioni appare perlomeno inopportuno ipotizzare la regionalizzazione di personale ministeriale, senza prima consolidare la situazione del personale da lungo tempo avente un rapporto di dipendenza dalla Regione all'interno dell'Agenzia del lavoro, che di fatto è l'unica struttura attualmente in grado di garantire i servizi necessari in materia di politica attiva del lavoro e di molta parte di quella per l'impiego.
I quattro articoli che formano il disegno di legge sono chiari, per cui non ritengo necessario aggiungere altre considerazioni sottolineando che questo disegno di legge non comporta oneri aggiuntivi a carico della Regione.
Président La discussion est ouverte.
La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Alcune brevi considerazioni su questo disegno di legge che abbiamo cercato di capire nel suo sintetico articolato, così come lo ha definito il relatore.
Devo dire che, nonostante gli sforzi di comprensione da parte nostra, ma anche nonostante gli sforzi del relatore di dare una visione di quelli che sono stati in passato i compiti dell'Agenzia del lavoro e di quelli che saranno i nuovi scenari nei quali tale agenzia dovrà operare, riteniamo che ci sia una stonatura in questa impostazione ed è l'evidenza di come si cerchi o, meglio, non si cerchi di ipotizzare un armonico sviluppo delle future politiche del lavoro. Dal punto di vista pratico e funzionale non ha senso sostenere, come si sostiene nell'impostazione di questo disegno di legge, che sia necessario sistemare prima il personale dell'agenzia, sottintendendo che sia un personale più preparato - me lo chiedo - o più affidato, non lo so, rispetto al personale di quello che attualmente è un comparto pubblico ministeriale, cioè l'Ufficio del Ministero del lavoro. Le professionalità che possiamo rinvenire all'agenzia piuttosto che all'ufficio ministeriale, che dovrà essere quanto prima oggetto di regionalizzazione, sono sicuramente professionalità diverse, ma professionalità che vanno comunque valorizzate in un quadro armonico. Emerge invece che la preoccupazione preliminare è quella di creare una testa di ponte sulla quale verrà attestato l'intero impianto delle politiche del lavoro. Non capiamo quale sia stata la fretta di portare oggi questo disegno di legge quando nei giorni scorsi la Giunta ha approvato il disegno di legge per la regionalizzazione dell'Ufficio ministeriale del lavoro. Riteniamo che questa sia una maniera difficile da condividere, ma dal punto di vista della funzionalità della macchina regionale e non tanto da quella che può essere l'esigenza dei 16 o dei 14 funzionari dipendenti che vengono qui regolamentati.
E se c'è un problema, perché un problema c'è, di ricondurre al comparto pubblico regionale determinati lavoratori che hanno rapporti di dipendenza, ma di tipo privatistico, con l'Amministrazione regionale, pensiamo che bisognerebbe avere il coraggio, collega Cerise e colleghi della Giunta, di fare la riflessione a tutto campo. Ci sono 800 dipendenti forestali che voi annualmente assumete, licenziate e avete l'obbligo di riassumere in parte per quelli che sono diritti acquisiti da questo altalenante rapporto anomalo a tempo determinato, che poi più che un tempo determinato lo definirei un part-time di tipo verticale: si lavora sei mesi, si sta a casa altri sei mesi e in questi sei mesi per tre mesi si percepisce l'indennità di disoccupazione. Ci sono gli 80 dipendenti che si occupano delle mostre in questa Regione e che dipendono dall'Assessorato dell'istruzione pubblica; ci sono 80 fra assistenti ed educatori che dipendono in parte dalla sanità e in parte dall'istruzione pubblica. Sicuramente sono numeri molto più importanti di quanto non possano essere quelli dell'Agenzia del lavoro e se fosse vero che l'intendimento, collega relatore, è solo quello di definire in maniera chiara una posizione lavorativa, mi domando per quale motivo vi siete dimenticati di questi dipendenti che ho citato: i forestali, gli addetti alle mostre, gli assistenti, gli educatori. Sono una marea di persone, che lavorano per l'Amministrazione regionale e che voi tenete sulla corda di quello che è un contratto privatistico, che ha diverse - non voglio dire minori - garanzie dal punto di vista di determinati diritti: ferie, malattia, permessi e via dicendo e che tenete sulla corda con questo meccanismo del lavoro a tempo determinato, ma se andiamo a vedere chi sono le persone che hanno il rinnovo di questo rapporto a tempo indeterminato ormai da anni, scopriamo che all'80 percento sono sempre le stesse.
Se non ci spiegate in sede di discussione generale quali sono le motivazioni vere e funzionali che stanno alla base di questo disegno di legge allora siamo legittimati a credere che quanto avete scritto e quanto avete testé dichiarato sia forse sì funzionale, ma non alle cose alle quali dovremmo essere attenti nel momento in cui ci occupiamo di amministrazione pubblica e di un interesse pubblico.
Il nostro parere su questo atto, di conseguenza - che è un parere disgiunto e diverso da quello che può essere il parere sulla valenza professionale delle persone che operano all'interno dell'agenzia - è un parere negativo perché è un disegno di legge che anticipa - non sappiamo poi con quali fortune e quali risultati - quello che dovrebbe essere un più ampio riordino dell'intero comparto che si occupa delle politiche del lavoro. Ci piacerebbe sapere se l'Assessore Ferraris illustrerà o forse anticiperà quella che sarà la sua visione, ammesso che sia una visione destinata a "trovare gambe" in corso di legislatura, sul più volte preannunciato riordino delle politiche del lavoro. In questi anni di legislatura abbiamo solo assistito a dei giochini, ogni volta che veniva presentato il documento triennale, il "lavoro per l'occupazione" e "l'occupazione per il lavoro" ma, al di là dei giochini dialettici con cui si cambiava l'intestazione anteponendo le parole dell'anno prima rispetto all'anno in cui venivano discussi i documenti, di novità non ne abbiamo viste.
Brevemente, entrando nel cuore del provvedimento, non possiamo non evidenziare come ancora una volta si presenterà quella che ormai è una costante di tutti i momenti in cui si tratta di rapporto di lavoro ossia l'accertamento della conoscenza della lingua francese.
L'articolo 3 nel suo comma 4, ovviamente, subordina a questo accertamento l'inserimento nei ruoli pubblici. Non so se probabilmente ci sarà l'intendimento di far sì che la prova sia un proforma e che consenta un passaggio non traumatico, globale, totale di tutti i dipendenti - pochi - dell'agenzia o se invece potrebbe essere l'ennesima situazione sulla quale poi andremo a contare "i morti" di questa solita prova di sbarramento. Presidente, auspico di poterla sentire dopo, anche perché non riesco a sovrastare la sua voce fuori microfono, perché proprio non posso alzarla di più. Di conseguenza, rimane il problema del francese. Nessuno ha detto - o almeno non mi sembra di averlo né letto, né sentito dire, ma è bene comunicarcelo - che il sindacato su questo tipo di provvedimento ha espresso un parere negativo; nessuno si è preoccupato di fare l'inciso e di smontare, da un punto di vista politico, da un punto di vista della gestione amministrativa, il parere negativo del sindacato, che in questo caso è stato espresso in maniera chiara in sede di commissione, ma è stato completamente dimenticato in sede di relazione in aula.
L'insieme di queste situazioni ci porta di conseguenza ad anticipare quello che sarà il nostro giudizio negativo su questo provvedimento.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Quando si interviene tardi su una situazione, in cui nel tempo le situazioni eterogenee si sono anche stratificate, succede che, nel momento in cui si prendono dei provvedimenti, è difficile individuare un intervento che sia coerente, che sia lineare, che sia condivisibile ed omogeneo con altre tipologie di situazioni simili, almeno formalmente.
Cosa fa questo disegno di legge? Cerca di incardinare all'interno dell'ente Regione un centro di elaborazione di strategie, di predisposizione di ricerche, uno sguardo attento sul mercato del lavoro, possiamo dire uno sguardo anche in grado di esprimersi qualitativamente sempre meglio. Diciamo che questo centro di elaborazione era incardinato già come lavoro all'interno della Regione, perché faceva parte della Regione e la Regione utilizzava questo strumento per le sue politiche del lavoro, ma non ancora come personale. Nella relazione alla legge abbiamo visto qual è la storia di questo personale, come sia stato nel tempo reclutato, selezionato, formato; personale che è preparato, competente e che attualmente gestisce i due piani di politica del lavoro: il POR e il piano regionale, per un totale di 30 miliardi di vecchie lire all'anno. Abbiamo visto in questi anni i lavori fatti da questo personale, dall'Agenzia del lavoro: le iniziative per le fasce più deboli, le ricerche sulle esigenze del mercato del lavoro, l'individuazione di tipologie nuove di formazione, di avvicinamento al lavoro, ivi compreso l'orientamento, la gestione dei progetti europei. Nulla da dire sul valore professionale di queste persone; semmai le nostre osservazioni sono sempre state fatte in questi anni relativamente alla situazione di precariato del loro rapporto di lavoro.
Il Presidente sicuramente ricorda come fosse una costante, nel momento della discussione del bilancio regionale, la nostra attenzione verso queste persone, verso tutti questi esperti, questi operatori, per i quali non si prevedevano meccanismi di carriera e per i quali, essendo assunti con contratti di diritto privato, prima a tempo determinato e poi a tempo indeterminato, non era riconosciuto anche dal punto di vista economico quella crescita professionale, quelle competenze, quella "expertise" che invece andavano maturando nel tempo, anche a fronte dei sempre nuovi compiti assegnati all'agenzia. Finora mi si rispondeva che i tempi non erano maturi per decidere cosa fare dell'agenzia, cosa fare quindi del personale ivi impegnato. Si è esitato per anni a trovare una soluzione e a decidere quale scelta fare: agenzia esterna a cui affidare un compito preciso, quindi una struttura esterna alla macchina organizzativa della Regione, oppure un'agenzia interna alla Regione. Per anni si sono mantenuti fra l'altro in piedi due centri diversi per elaborare le politiche del lavoro: una all'interno e una all'esterno della Regione; per anni la Regione ha gestito due piani diversi e paralleli di politica del lavoro.
Ora finalmente si decide, si decide sotto la spinta normativa che prevede il trasferimento dallo Stato alla Regione delle funzioni e dei compiti relativi al servizio dell'impiego, relativi al collocamento e alle politiche attive del lavoro. Questo comporterebbe il trasferimento alla Regione del personale e dei compiti sia dell'Agenzia del lavoro, sia dell'Ufficio del lavoro. Qui ci troviamo invece di fronte ad un atto che prende in esame solo "un corno" della questione, si prende cioè in considerazione solo la regionalizzazione del personale dell'Agenzia del lavoro e non quello dell'Ufficio del lavoro. È stata avanzata da parte di tutte le organizzazioni sindacali la richiesta di agire in modo contestuale nei confronti delle due strutture.
C'è un altro elemento dubbioso: all'interno della Regione ci sono altre categorie di lavoratori che si trovano in una situazione analoga a quella dell'Agenzia del lavoro. In commissione, durante le audizioni, si sono ricordati come esempi gli assistenti alle mostre e gli educatori nelle scuole, qui ora si regionalizzano gli operatori dell'Agenzia del lavoro. Ci si chiede se questo atto rappresenta l'avvio di una procedura di regionalizzazione, che andrà perfezionata anche in altri settori, o se è una rara "avis" riservata solo a questo personale. Capisco che la situazione degli operatori dell'Agenzia del lavoro vada finalmente risolta, ma, come dicevo in apertura, l'aver aspettato tanto tempo ha fatto sì che questo intervento, nel momento in cui viene fatto, si trova ad essere confrontato con altre situazioni e allora sorge spontanea la domanda: perché solo ora e perché solo questo personale?
Président Je n'ai plus de conseillers inscrits. La discussion générale est close.
La parole au Conseiller Cerise.
Cerise (UV) Credevo di essere stato chiaro nel rapporto, evidentemente mi sono sbagliato, chiedo scusa, ma non replicherò, nel senso che nella mia relazione di accompagnamento alla legge il percorso era tracciato molto chiaramente. Avrei potuto dire che manca ancora un terzo passaggio, che sarà quello di una futura legge regionale che dovrà andare a definire i criteri per il collocamento a seguito di quel decreto che è adesso in discussione al Parlamento, per concludere il quadro. Devo però smentire assolutamente quanto ha detto il collega Frassy circa una presa di posizione dei sindacati in merito alla prova di francese. Qui ho i verbali della commissione e sicuramente qualcosa di questo genere non compare da nessuna parte.
Volevo rispondere alla Consigliera Squarzino che non è tutto giusto quello che lei ha detto, anche in merito alla posizione dei sindacati, perché intanto c'è solo un sindacato che si è permesso di fare un distinguo, nel senso che avrebbe preferito che ci fosse stato un unico progetto, ma ha preso atto del fatto che, di fronte a delle insufficienze da parte dello Stato e dei ritardi da parte dello Stato, si è dovuto procedere in questo modo, nell'interesse di questi lavoratori. Posso anche riportare la valutazione fatta dal segretario di un sindacato, nella quale aveva espresso una perplessità, che ho cercato di rimuovere nella mia relazione, perché a lui era sfuggito il disegno generale, nel senso che, mentre prima aveva ben chiaro cosa faceva l'Agenzia del lavoro, ad un certo punto ha detto che non aveva più chiaro quale fosse il suo ruolo. Il suo ruolo è quello di assolvere a quelli che sono gli impegni della Regione nei confronti delle politiche del lavoro: è chiaro che se queste evolvono, di fatto devono evolvere anche quelle altre.
Era inevitabile poi che si volesse far passare questo disegno di legge come una sorta di cavallo di Troia, per poter dire: "Se approvate questo disegno di legge, dovete prendere in considerazione le posizioni di tutta una serie di altre persone". Questa affermazione è sicuramente un'affermazione che si inquadra in questo clima pre-elettorale, magari per far dire alla maggioranza che si è contrari ad una regionalizzazione di questo personale. È un punto estremamente delicato perché sono sicuro che il giorno che si arrivasse ad una proposta di questo genere, qualcuno direbbe che si gonfiano gli organici dell'Amministrazione regionale, che si mettono all'interno dell'Amministrazione regionale compiti che non le spettano, che si va contro un percorso di Amministrazione regionale leggera e altre cose che sappiamo…
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
… allora questa è già la risposta a quello che ha detto il Consigliere Frassy, però dimostra anche un'altra cosa ed è la mancanza di conoscenza della storia di certe realtà…
Lattanzi (fuori microfono) … ci illumini…
Cerise (UV) … no, vi risparmio. Lo farò nelle sedi opportune.
Voglio ribadire solo che questo non è il cavallo di Troia per spalancare le porte a delle assunzioni generalizzate magari per scopi di tipo elettorale, che non vuol dire che il Consiglio regionale un giorno o l'altro non dovrà fare una riflessione molto approfondita su questo tipo di rapporti esistenti, ma andrà fatta prendendo in considerazione gli strumenti opportuni per dare ancora più dignità a questi lavoratori, ma nel contesto in cui loro si trovano anche per scelta personale.
Ribadisco l'importanza di questo disegno di legge finalizzato a dare delle risposte a coloro che hanno bisogno di vedere attuare una politica del lavoro; un disegno di legge che è propedeutico, ripeto, per un'azione più organica in questa materia, al quale peraltro seguiranno anche delle decisioni che dovranno essere prese a livello statale.
Président La parole au Président de la Région, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Tout d'abord, permettez-moi de remercier le rapporteur ainsi que les membres de la commission pour l'examen attentif qu'ils ont effectué de ce projet de loi. J'ai apprécié tout particulièrement le rapport du Conseiller Cerise parce que ce rapport a mis en relief les véritables raisons de cet acte et, à cet égard, je ne peux, une fois de plus, que constater, du point de vue au moins de la compréhension - je ne dis pas du partage du choix -, "qu'il n'y a pire sourd que celui qui ne veut entendre" parce qu'on ne peut pas parler d'incompréhension. Evidemment si l'on se refuse d'entendre certaines choses, on est sourd. Surtout que - là encore pour rassurer - le Gouvernement a approuvé ce projet de loi le 16 septembre 2002; mais une semaine après il a approuvé l'autre projet de loi, le 23 septembre, parce qu'il est vrai que nous ne pouvons considérer ce projet de loi sans l'autre et que ce projet s'insère dans un contexte de caractère général. Ce n'est pas le fait de les approuver en même temps; nous les avons présentés et surtout, quand nous avons discuté avec les organisations syndicales, comme nous l'imposent les procédures des relations syndicales, nous avons discuté les deux projets de loi en même temps…
(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)
… mais ici la question n'est pas de donner priorité à un personnel plutôt qu'à l'autre, en exprimant des jugements et des considérations sur leur professionnalisme. C'est que nous voulons définir, compte tenu du transfert de compétences que nous avons eu en matière de Bureau de l'emploi et des politiques de travail, une maison commune afin que la Région puisse exercer ses pouvoirs en la matière.
Or, dans quelle situation nous nous trouvons aujourd'hui? Nous avons présenté le projet de loi pour la régionalisation du Bureau du travail, nous ne savons pas quand ni comment cette régionalisation aura lieu, vu que le Ministère qui devait approuver - et le rapporteur Cerise l'a bien précisé - déjà au mois de décembre 2001 l'arrêté pouvant donner cours à ce transfert ne l'a pas encore fait! Nous avons sollicité cette approbation mais, pour l'instant, nous n'avons aucune réponse…
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
… mais nous savons tout, nous connaissons toutes les interférences qui d'Aoste vont vers Rome écoutez, ne me faites-moi pas toujours faire référence aux proverbes qui, comme vous le savez, ont un fondement; vous savez que l'on dit que "qui s'excuse s'accuse". Tout d'abord, il y a un retard; deuxièmement le passage de ce personnel ne s'effectue pas d'office, il est sur demande. Comment pouvons-nous imaginer alors de construire une maison commune, si nous nous trouvons avec un personnel qui exercera les mêmes fonctions, mais avec un statut juridique différent?
Voilà pourquoi, parallèlement à la régionalisation du personnel de l'Etat, nous voulons donner le même statut juridique à ce personnel, qui depuis 15-16 années exerce déjà ces mêmes fonctions. Nous avons voulu le faire non pas en prévoyant un passage tout court, mais par le biais d'un cours-concours avec vérification de la connaissance de la langue française. Telles sont les dispositions qui actuellement régissent le statut de la fonction publique au Val d'Aoste. Je sais bien que vous voulez tout chambouler, tout modifier, comme vous avez déjà l'intention de le faire en rendant le tout facultatif, vous arriverez au point que même cette Assemblée pourrait devenir facultative vu que, selon vos principes, M. Frassy, la souveraineté n'est plus à l'intérieur de cette salle, donc elle pourrait…
(commenti dei Consiglieri di Forza Italia, fuori microfono)
… néanmoins, M. Frassy, tout à l'heure vous m'avez dit que vous aviez perdu la voix, vous l'avez retrouvée! J'en suis heureux pour vous parce que vous me manquez parfois! Je dois aussi vous féliciter, car vos interventions nous aident beaucoup. Vous avez réussi à réunir ceux qui jusqu'à il y a quelque temps étaient des éléments opposés. Aussi vous redonnez de la cohésion à cette communauté et surtout vous nous redonnez de la cohésion et donc continuez…
(nuova interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
… là nous vous donnons raison. Ce sont les élections qui seront le banc d'essai et alors nous pourrons vérifier le bien-fondé de nos propos.
Quant à la réflexion, ce n'est pas que nous ne voulions pas aborder une réflexion à 360 degrés. Il y avait une priorité, une exigence. Par ailleurs nous n'avons pas compris quand ni comment on avait deux centres, deux plans; j'aimerais comprendre, j'avoue mon incompréhension. Je ne parle pas des syndicats, mais nous nous sommes, il est vrai, posé la question d'autres personnels qui depuis des années exercent leur activité au sein de l'Administration régionale. Mais, lors de la période budgétaire, la première chose que quelqu'un va voir c'est le nombre des personnels de l'Administration régionale. Alors si nous voulions effectivement lancer des politiques pré-électorales, aujourd'hui nous vous proposerions de régionaliser mille personnes. Je me demande quelle aurait été alors votre réponse.
Sur ce thème, quant à la question qui est posée, c'est-à-dire: "Qu'est-ce que vous envisagez pour ces personnels?", Je me serais attendu: "Bon, vous présentez une proposition qui est limitée, vu qu'elle concerne une seule catégorie, mais vous devez penser également aux forestiers, au personnel des expositions, au personnel de la santé". Néanmoins, je commence à voter favorablement, vu que je stabilise déjà ces personnels et ensuite j'engage l'Administration à se pencher sur ce problème. Non; il faut voter "non" en tout cas". Alors si on vote "non" à ce projet, on a déjà donné une réponse aussi aux propositions pour l'autre personnel et donc on peut penser qu'il s'agit simplement d'une remarque instrumentale.
Pour revenir aux problèmes de substance, ce n'est pas une "rara avis", vu qu'avant de prendre toute décision concernant l'autre personnel, nous devons définir quelles seront les fonctions que la Région exercera. Vous le savez, quant à l'application de l'article de la loi n° 54, deux années sont prévue pour définir les fonctions qui seront exercées et par l'Administration régionale et par les communes; mais cette définition signifiera également un transfert de personnel.
Nous ne pouvons donc pas nous permettre aujourd'hui de régionaliser, par exemple, le personnel du secteur forestier, sans avoir au préalable défini quel sera le modèle de gestion: est-ce qu'on transférera cette compétence aux communes, ou est-ce qu'on créera une agence externe? C'est la raison pour laquelle aujourd'hui nous ne pouvons donner une réponse pour le personnel des expositions ou pour celui du domaine de la santé. Nous nous devons là aussi, après avoir défini la répartition de compétences, savoir exactement quel est le nombre de personnel qu'il nous est indispensable, dont nous avons besoin toute l'année, vu que, pour faire face à des exigences extraordinaires, il y aura toujours la nécessité de recourir à un personnel extraordinaire.
Il est vrai qu'en tout cas aujourd'hui au moins une partie de ces personnels devrait avoir son rapport de travail stabilisé, vu que depuis des années nous faisons recours à ces personnels. C'est un engagement que nous avons pris et que nous confirmons aujourd'hui, avec les organisations syndicales mais, si vous me le permettez, après avoir vérifié quelles seront les compétences que la Région exercera par rapport à celles qui seront transférées soit aux communes soit aux communautés de montagne, soit en fonction d'autres solutions que l'on peut envisager, notamment pour le secteur forestier. Moi aussi je regrette que, contrairement à notre volonté, nous avons approuvé le 16 ce projet de loi et le 23 l'autre projet de loi; je regrette que d'autres problèmes aient empêché les commissaires de prendre connaissance également du deuxième projet de loi, vu que je considère que les deux projets soient liés, qu'ils font partie d'un même projet. Mais une fois cette remarque faite, il s'agit ici de donner une réponse à ces personnels, avant de définir cette maison commune, de façon qu'il n'y ait pas de différence de statut juridique entre personnel qui exercera les mêmes fonctions.
Président La parole au Conseiller Lattanzi, pour déclaration de vote.
Lattanzi (FI) Mi perdoni, Presidente, lei lo sa e non ho difficoltà a ribadirlo, molte sono le cose sulle quali ci siamo già battuti, ce le siamo dette senza peli sulla lingua, ci sono stati molti momenti di confronto su vari temi, nei quali le differenze fra noi e lei si sono evidenziate, però abbiamo sempre riconosciuto le sue capacità, le sue abilità, non abbiamo mai messo in discussione la sua onestà intellettuale, anche se io abuso di questo termine, ma per far comprendere che, al di là delle differenti posizioni, mai si è disquisito. Oggi però mi permetta su certi passaggi è "volato" anche abbastanza basso, perché se lei dice che non c'è "peggior sordo di chi non vuol capire", vuol dire che o lei non ha ascoltato l'intervento del collega Frassy, che ha detto cose diverse da quelle che lei ha interpretato, oppure lei ha capito male e allora gliele ribadisco.
Il collega Frassy non ha detto: "Guardi che, siccome adesso regionalizziamo i sedici dell'Agenzia del lavoro, dobbiamo regionalizzare gli ottocento della Forestale", ha detto: "Guardate che con questo provvedimento di quattro articolini mettiamo a posto le sedici persone, ma ce ne sono altre mille che sono in condizioni simili". Vi siete posti il problema di come fare? E lei ha risposto: "Dovremo affrontare le questioni perché non abbiamo ancora deciso, per esempio per le questioni forestali se le dovrà gestire il comparto della Regione piuttosto che i comuni" e quindi in qualche modo ha evidenziato una certa assenza di ragionamento perlomeno pubblica, perché immagino che nelle stanze del potere certi ragionamenti abbiate cominciato a farli. Questo lui ha sollecitato. Stiamo approvando un provvedimento di soli quattro articoli, che sistemano, previo esame di francese, sedici persone, poi si possono aprire una marea di quesiti che noi abbiamo sollevato anche in commissione e lei fa bene a dire che le dispiace il fatto che questo provvedimento di soli quattro articoli, che sistema quelle sedici persone - forse, se superano l'esame di francese -, doveva essere valutato insieme all'altro successivo presentato sei giorni dopo, che noi andiamo a dibattere in commissione lunedì prossimo, cioè quello di una visione più ampia, di un disegno di legge più ampio che dovrebbe dare un'indicazione nel momento in cui si regionalizza anche l'altro comparto, quello ministeriale, di un comparto unico, lei l'ha chiamata casa comune, chiamiamola casa comune, a noi il termine casa ci piace, quindi la casa comune dell'impiego e della formazione del lavoro.
Noi ci chiediamo: ma possibile che dobbiamo qui oggi dare l'ok, ma anche il Consiglio, che può essere anche favorevole a questo singolo provvedimento, senza aver discusso in termini più organici di quello che andremo a discutere in commissione lunedì e nel prossimo Consiglio probabilmente, è possibile che questo provvedimento non poteva essere analizzato con più apertura, così come hanno potuto fare i sindacati? Perché lei qualche minuto fa ha fatto una battuta, fra il serio e il faceto, e io le ho detto: "Non scherzi su queste cose "finché questo Consiglio, viste le azioni di "Forza Italia" sul Governo romano, ha ancora un senso di esistere".
Noi non mettiamo in discussione questo Consiglio, è lei che lo mette in discussione perché, nel momento in cui presenta un provvedimento di quattro articolini che vanno a risolvere una singola specifica situazione e sei giorni dopo presenta un disegno di legge, che noi non abbiamo ancora visto - quindi il Consiglio non lo ha ancora aperto e lo vedrà in commissione lunedì - e che dà un senso a questo piccolo provvedimento, buon senso avrebbe voluto dire: "Signori, la Giunta ritira il provvedimento, lo vedete insieme la prossima settimana e forse capirete meglio quello che lei probabilmente ha capito, ma che noi continuiamo a non capire" e cioè anche il prossimo provvedimento, quello che dovremo andare ad analizzare, dovrà dare una serie di risposte su una serie di quesiti che non sono stati ancora posti. Le faccio un esempio solo: la futura regionalizzazione dovrebbe prevedere l'adesione di almeno il 70 percento del personale ministeriale ai ruoli regionali, qualcuno dice che sono stati fatti dei sondaggi, sembrerebbe che ci siamo. Ma se non ci siamo? Quindi disegnare una casa comune dell'impiego, del lavoro, della formazione, utilizzare le risorse qualificate…
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
… c'è nel dispositivo: si prevede che almeno il 70 percento dei dipendenti ministeriali aderiscono alla regionalizzazione…
Viérin D. (fuori microfono) … decreto…
Lattanzi (FI) … ma il decreto attuativo di una legge, scusate, la legge c'è già, andatevela a leggere. Allora, ci sono una serie di quesiti, come il quesito di cui nessuno ha ancora parlato, mentre i sindacati lo hanno sollevato: "Ma questi sedici signori, ammesso e non concesso che superino l'esame di francese e vengano assunti come dipendenti regionali, hanno una retribuzione superiore a tutti gli altri, si scatena una rincorsa!" I sindacati hanno trattato con il Presidente della Regione un assorbimento di questa differenza attraverso la rinuncia ai futuri aumenti, cosa che è stata fatta già in altre situazioni, ma siamo sicuri che a tutti vada bene? Cioè non è un provvedimento di quattro articolini che volete far passare come un disegno iniziale di un progetto che voi avete in testa, su cui dalla prossima settimana possiamo cominciare a riflettere! Noi abbiamo semplicemente detto che era più opportuno, visto che ci sono due provvedimenti, che si fossero utilizzati due tempi: nel primo, avere i due provvedimenti in un tempo unico ma, Presidente, non si tiri indietro, anche lei ha avuto qualche perplessità in commissione sull'opportunità di trattare un singolo argomento che con quattro articolini apriva un ragionamento molto più ampio. Adesso, se vogliamo fare il gioco del "gatto che si nasconde", giochiamo "al gatto che si nasconde", ma non è vero.
Abbiamo tutti sollevato la perplessità di dover discutere di quattro articoli che - lei dice - cominciano a sistemare queste persone, perché poi in previsione arrivano gli altri e non possiamo avere situazioni diverse. Ma chi ha detto che dovremmo avere situazioni diverse? Chi ha detto che necessariamente nel futuro della casa comune del collocamento del lavoro ci deve essere spazio anche per questi sedici? Di quanti ne avremo bisogno? Non può essere che forse il 70 percento di quelli ministeriali ci bastano e ci avanzano o magari saranno in più? Tutti questi ragionamenti non li abbiamo sentiti, abbiamo percepito l'esclusiva motivazione corretta: "Sono sedici professionalità, in futuro ci sarà la regionalizzazione del lavoro, cominciamo ad assumerci questi e poi vediamo, intanto così li regionalizziamo". Va bene, non discutiamo della professionalità, della competenza dei sedici; noi stiamo discutendo di un metodo operativo che, ancora dopo il suo intervento, Presidente, e dopo l'espressione della sua pur buona volontà, Presidente della II Commissione, non ci ha convinto. Non ci aveva convinto in commissione, dove infatti abbiamo votato contro e non ci convince neanche adesso e neanche molti consiglieri di maggioranza sono convinti di questo procedimento, perché ancora nessuno sa dirci di quanti addetti avremo bisogno per regionalizzare tutte queste funzioni. Presidente, lei almeno lo sa? Perché se lei non lo sa, cosa approviamo provvedimenti?
Dichiariamo quindi il nostro voto contrario per tutte queste ragioni e molte altre, che abbiamo già esposto, ed auspichiamo che la casa comune del collocamento e del lavoro abbia una sua migliore organicità, perché se è vero, come è vero, che arriva la regionalizzazione di certe competenze, siamo sempre una regione, è vero, ma di 100.000 abitanti con un bilancio da 3.000 miliardi, che non è che può comportarsi come se fosse la Lombardia. Noi regionalizzeremo quasi tutti i servizi e le competenze che verranno regionalizzate e che ancora non abbiamo, ma ci dobbiamo chiedere con quante risorse o quanti costi. O facciamo così: perché siamo Regione, allora dobbiamo essere come gli altri? Parliamone, è probabile che la nostra Regione abbia necessità di avere una struttura forse più leggera visto che comunque, per quanto ricco sia il nostro bilancio, già adesso non basta.
Président La parole au Président de la Région, Viérin Dino, pour déclaration de vote.
Viérin D. (UV) Tout en confirmant le vote pour, j'interviens lors du premier article pour préciser certaines questions qui doivent être mieux approfondies. Tout d'abord, il s'agit d'un personnel qui travaille déjà et qui continuera à travailler à l'Agence de l'emploi. Ce projet de loi veut lui donner un autre statut juridique, de façon qu'au moment où le personnel de l'Etat fera aussi partie des bureaux du travail régionalisés, nous puissions disposer de personnels avec le même statut juridique.
La mesure en tant que telle, c'est vrai, s'insère dans ce projet d'ordre général, mais elle n'interfère pas dans le projet. C'est la raison pour laquelle nous pouvons très bien aujourd'hui approuver ce projet de loi et discuter de l'ensemble. Il aurait été certainement mieux d'avoir une vision d'ensemble, mais on ne peut pas affirmer que l'un projet ne puisse être voté sans l'autre vu que, même sans la présentation de ce projet de loi, nous sérions confrontés au même problème concernant la définition de la nouvelle structure. C'est vrai, il y a aussi un problème de ressources. Quel est le nombre des personnels qui effectuera le choix? Nous ne pouvons le définir vu que c'est sur demande, mais ce que nous pouvons souligner - et c'est peut-être la raison pour laquelle le Ministère a quelques difficultés à adopter l'arrêté - c'est qu'en plus du personnel, l'Etat doit nous transférer également des ressources financières. La lecture du décret d'application dans ce cas prévoit non seulement un transfert de compétences, mais aussi les personnels et les ressources financières…
(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)
… oui, mais le moment où ces personnels passent à la Région, l'Etat doit nous transférer également les fonds…
Lattanzi (fuori microfono)… fa adesso…
Viérin D. (UV) … oui, et c'est ce qu'ils ne veulent pas faire jusqu'à présent, M. Lattanzi!
Je voudrais que le collègue Frassy se penche sur des données précises, vu que les jugements qu'il a apportés quant à l'efficacité des politiques du travail au Vallée d'Aoste ne tiennent pas compte de la réalité et des données. Je suis en mesure, s'il le désire, de lui fournir toutes ces données pour qu'il puisse modifier son jugement, qui est un jugement à priori…
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
… non, vous avez parlé des politiques du travail et vous avez fait référence également au plan triennal. Je vous invite à vérifier non pas du point de vue idéologique, mais sur la base des données précises quels ont été les résultats de ces politiques du travail, vu que je pense que ces résultats sont importants du point de vue de l'aide et du soutien concret que nous avons apporté dans le secteur du travail avec différentes initiatives; initiatives qui ne se limitent pas simplement à un slogan, comme vous avez voulu le faire, parce que vous avez joué sur les mots; c'est toujours une façon que je considère peu positive d'aborder un problème, car il faut s'en se tenir aux faits.
Pour ce qui est des résultats de ces actions, nous savons gré à l'Agence de l'emploi et à ses personnels qui, au cours de ces années, ont rempli une fonction importante, significative, même du point de vue de la gestion des programmes communautaires et de la formation. Aujourd'hui il s'agit de reconnaître à son personnel un statut juridique, qui soit identique à ces personnels de l'Etat qui - sous peu - fera partie également de nos services, afin qu'il puisse continuer à exercer au mieux les fonctions qu'il a si bien remplies jusqu'à présent.
Président La parole au Conseiller Frassy, pour déclaration de vote.
Frassy (FI) Sull'articolo 1, più che come dichiarazione di voto.
Sull'articolo 1 si fa riferimento all'inquadramento nel ruolo unico. Voglio riprendere le mie affermazioni, sulle quali il Presidente è intervenuto in riferimento alle politiche del lavoro. Le politiche del lavoro vanno intese sia come scenario nel quale l'Amministrazione regionale si deve muovere nell'ambito delle politiche del lavoro, sul quale avete sempre detto: "Dovremo pensare a superare la frammentazione attuale, l'Agenzia del lavoro, quelle che sono le strutture interne attualmente all'Amministrazione", mi riferisco alle deleghe che gestisce l'Assessore Ferraris, e agli uffici ministeriali… Ma se vogliamo parlare delle politiche del lavoro, possiamo aprire una parentesi che diventa forse difficile chiudere nel tempo dedicato all'articolo 1, perché voglio ricordare gli approfondimenti sui quali mai ci sono stati chiarimenti, sui risultati e sui costi unitari orari della formazione nei vari progetti che sono stati messi a beneficio delle varie aziende disseminate lungo l'asse di fondovalle.
Voglio solo ricordare che avevamo dei costi orari che andavano dalle 15 mila lire alle oltre 80 mila lire, perciò la discussione su quello che è stato il beneficio di aziende come l'Elelys o altre aziende per le quali sono note le vicende sulle quali anche la Magistratura sta indagando… non voglio aprire una polemica su questo aspetto però, Presidente, non è che le politiche del lavoro siano quel capolavoro con cui voi in cinque anni avete affrontato il problema. Abbiamo la fortuna di vivere in una Regione, dove il tasso di disoccupazione è al 50 percento rispetto alla media nazionale, anche perché - aggiungiamo noi - c'è una fortissima presenza del pubblico sul comparto del lavoro, perciò è evidente che c'è meno disoccupazione.
L'inquadramento nel ruolo unico regionale di conseguenza vuol dire sostanzialmente una cosa: che oggi voi iniziate a costruire questo scenario senza preoccuparvi di quello che sarà lo scenario a regime. C'è il trasferimento imminente di questo personale ministeriale, ma non dimentichiamoci che, mentre stiamo aspettando il trasferimento del personale ministeriale, c'è già una novità a livello governativo su quello che sarà il decentramento delle funzioni dell'impiego, del collocamento.
Le problematiche inerenti la gestione delle politiche del lavoro o, meglio, la gestione del mercato del lavoro, di conseguenza sono in continua evoluzione. La sensazione nostra è che con questa legge e con questo articolo 1 che riassume le finalità abbiate perso di vista quello che è l'obiettivo più generale.
Di più, attenzione, Presidente: non è vero che questa legge non comporti oneri aggiuntivi per la Regione o, meglio, non li comporta limitatamente ai sedici dipendenti: questi venivano pagati prima, vengono pagati adesso. Crea un precedente sul quale sarebbe stato responsabile forse aprire una riflessione politica o, meglio, di politica finanziaria, perché sarà difficile far capire agli altri 2.300-2.600 - non so quanti siano attualmente - dipendenti dei ruoli regionali che nell'ambito della struttura regionale si sono creati dei dipendenti di serie A e dei dipendenti di serie B perché il trattamento retributivo di queste persone - Presidente, lei ride ma lo sa benissimo - è diverso rispetto a quello che è il trattamento tipo del personale regionale e lo sa tanto che lo scrivete in legge, perché all'articolo 3, comma 3, si dice che: "Nel caso in cui il trattamento economico lordo, composto dagli emolumenti fissi, continuativi ed aventi carattere di generalità, sia inferiore a quello in godimento, la differenza è conservata a titolo di assegno ad personam"…
Viérin D. (fuori microfono) … vada avanti…
Frassy (FI) … possiamo andare avanti e leggerla tutta, anche perché è finito.
Viérin D. (fuori microfono) … "riassorbibile"…
Frassy (FI) … "riassorbibile", Presidente, è indice di una discrezionalità, altrimenti in italiano si sarebbe scritto in maniera diversa. Riassorbibile può essere riassorbibile, non avete scritto che verrà riassorbito…
Viérin D. (fuori microfono) … azzeccagarbugli…
Frassy (FI) … Presidente, io sono un azzeccagarbugli, lei invece è un creatore di ingarbugliamenti, perché questa legge è stata scritta in maniera abile, ma non a sufficienza per evitare quella che sarà una querelle inevitabile. Il passaggio ai ruoli regionali dei dipendenti ministeriali che dovranno occuparsi di politiche del lavoro a che condizioni economiche avverrà? A quelle attuali di cui godono i ministeriali, a quelle del personale regionale o a quello del personale regionale dell'agenzia transitato nel ruolo regionale?
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
… ma no, Presidente, non sta in piedi il suo ragionamento, vorremmo vedere la trattativa sindacale come riuscirà a portarla avanti perché, a parità di funzioni, c'è un principio riconosciuto da quella che è la giurisprudenza del lavoro che vieta la discriminazione. O avete un disegno, che non ci portate in aula, che è quello di tenere comunque binari distinti sui quali gestire le politiche del lavoro o, se è vero quello che avete dichiarato in quattro anni, che volete unificare la gestione delle politiche del lavoro, è impensabile pensare che ci siano sedici dipendenti di serie A e ce ne siano settanta di serie B, perché non ci sarà nessuno dei settanta dipendenti che accetterà di essere di serie B. Questo è un problema che di conseguenza comporterà degli oneri aggiuntivi su quella che è la prospettiva di gestione di questa problematica. Questi sono ulteriori elementi, che dimostrano come voi abbiate perso di vista l'insieme, per concentrarvi su sedici casi personali.
Président On passe à l'examen de la loi, article par article.
Je soumets au vote l'article 1er:
Conseillers présents: 31
Votants: 28
Pour: 25
Contre: 3
Abstentions: 3 (Beneforti, Curtaz, Squarzino Secondina)
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l'article 2:
Conseillers présents: 31
Votants: 28
Pour: 25
Contre: 3
Abstentions: 3 (Beneforti, Curtaz, Squarzino Secondina)
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l'article 3:
Conseillers présents: 31
Votants: 28
Pour: 25
Contre: 3
Abstentions: 3 (Beneforti, Curtaz, Squarzino Secondina)
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l'article 4:
Conseillers présents: 31
Votants: 28
Pour: 25
Contre: 3
Abstentions: 3 (Beneforti, Curtaz, Squarzino Secondina)
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l'annexe A:
Conseillers présents: 31
Votants: 28
Pour: 25
Contre: 3
Abstentions: 3 (Beneforti, Curtaz, Squarzino Secondina)
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote le projet de loi dans son ensemble:
Conseillers présents: 31
Votants: 28
Pour: 25
Contre: 3
Abstentions: 3 (Beneforti, Curtaz, Squarzino Secondina)
Le Conseil approuve.
