Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2824 du 6 novembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2824/XI Situazioni di inquinamento elettromagnetico nel Comune di Hône. (Interrogazione)

Interrogazione Visti i risultati delle rilevazioni dell'ARPA sui livelli di inquinamento nei comuni di Châtillon e Hône;

Constatato che la popolazione dei comuni interessati esposta al campo magnetico non subisce valori superiori ai 0,3 microtesla;

Constatato invece che la casa dei coniugi Praduroux, data la vicinanza a due elettrodotti ad alta tensione, è sottoposta a valori di 0,8 microtesla;

Preso atto che ora è certificata ufficialmente l'alta esposizione ai campi elettromagnetici della casa dei coniugi Praduroux;

Ritenuto che ora non si possa più rinviare la ricerca di una soluzione che tuteli la salute di questi cittadini;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interroga

la Giunta regionale per sapere:

1) quali sono le misure che ritiene possano essere prese per sanare tale situazione di inquinamento elettromagnetico.

F.to: Squarzino Secondina

Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Lo studio condotto dall'ARPA nel Comune di Hône, studio che peraltro non ci è stato ancora trasmesso dal comune, ha tracciato una mappa dell'esposizione della popolazione in quel comune ai campi elettromagnetici. I livelli di esposizione riscontrati vanno confrontati innanzitutto con i valori limite stabiliti dalla normativa attualmente vigente per poter definire "alta" o "bassa" l'esposizione stessa. Mi rendo conto dal sorriso della Consigliera Squarzino che sto ripetendo cose che ci siamo detti altre volte, ma d'altra parte non credo sia possibile fare altrimenti.

Per quanto riguarda i campi a 50 hertz, il riferimento è sempre e ancora allo stato attuale il DPCM 23 aprile 1992, che ha fissato i limiti massimi di esposizione relativamente all'ambiente esterno e abitativo ai campi elettrico e magnetico generati dalla frequenza industriale nominale, 50 hertz, e le distanze di rispetto degli elettrodotti. Ricordo, questi limiti, per quanto riguarda i limiti di esposizione fissati dall'articolo 4 per i residenti in aree o ambienti in cui si possa ragionevolmente attendere che individui della popolazione trascorrano una parte significativa della giornata: campo magnetico = cento microtesla; campo elettrico = mille volt/metro; per esposizioni limitate a poche ore: campo magnetico = mille microtesla; campo elettrico = diecimila volt/metro. Per quanto riguarda le distanze di rispetto dagli elettrodotti fissate dall'articolo 5, per gli elettrodotti fino a 15 kv, distanze maggiori di 3,15 metri e via di seguito, fino a distanze maggiori di 28 metri per gli elettrodotti con potenza 380 kv. Sull'inadeguatezza di tali limiti, in particolare rispetto alla possibilità di insorgenza di eventuali effetti a lungo termine, abbiamo già detto, ma oggi questi sono i limiti e con essi bisogna confrontarsi. È da tenere presente che sembra ormai entrata nella fase conclusiva la predisposizione del decreto previsto dalla legge n. 36/2001, che deve fissare i limiti massimi di esposizione e i valori obiettivo, rispetto ai quali potranno essere confrontati i valori misurati a Hône.

Per quanto riguarda l'interrogazione - e anche qui non posso che ripetere cose che abbiamo ripetutamente detto - il concetto di inquinamento presuppone giuridicamente l'esistenza di limiti massimi di concentrazione di una certa sostanza o di un valore fisico che, quando vengono superati, causano una modifica dello stato ambientale originario con possibili conseguenze per gli esseri umani o per l'ecosistema. In tale ottica viene perseguito il solo superamento del limite previsto dalle norme in materia in quanto ritenuto lesivo di interessi diffusi, cioè di posizioni giuridiche che riguardano non un singolo soggetto, ma gruppi di persone. Tali fondamentali interessi, quali ad esempio la salute o la salvaguardia dell'ambiente, non sono invece tutelati qualora ci si trovi di fronte a valori anche di poco inferiori a quelli previsti come massimi, in quanto tali valori vengono considerati "condizioni normali", e dunque tollerati.

Nell'ultimo decennio, sulla scorta della normativa comunitaria e degli approfondimenti sanitari, si considera sempre più importante distinguere fra i possibili obiettivi del superamento dei limiti e livelli diversi di limiti. Lo stato di qualità dell'ambiente, rispetto ad un particolare fenomeno fisico o chimico, è cioè caratterizzato da livelli diversi che provocano o possono provocare conseguenze differenti, rispetto alle quali è necessario tutelare tutta o parte della popolazione secondo parametri differenti in funzione della loro vulnerabilità. In virtù di ciò la nuova normativa in corso di predisposizione distingue valori medi, valori massimi e obiettivi di qualità diversificati per oggetto da tutelare.

L'esistenza di un obiettivo di qualità prevede, dunque, in tempi che la legge dovrebbe prefissare, l'attivazione di politiche di risanamento nei casi in cui il limite previamente stabilito dovesse essere superato. Il testo del decreto in discussione contiene quindi i limiti che non dovranno essere superati al fine di prevenire gli effetti nocivi che possono derivare alla popolazione da una prolungata esposizione ai campi elettrici e magnetici a 50 hertz.

Al momento attuale - e questo è lo stato della discussione - il testo del Decreto fissa i valori di riferimento per il campo magnetico validi per edifici adibiti a permanenze non inferiori a 4 ore giornaliere, a valori limite di esposizione cento microtesla per l'induzione magnetica e 5 kv/m per il campo elettrico; fissa come valore di attenzione dieci microtesla, come valore medio nelle 24 ore, e fissa come obiettivo di qualità tre microtesla per l'induzione magnetica, valore medio nelle 24 ore. Le Regioni, in Conferenza Stato/Regioni, hanno chiesto di abbassare la soglia del limite per quanto riguarda gli obiettivi di qualità, introducendo tre microtesla per il valore di attenzione e cinque microtesla per l'obiettivo di qualità. Ribadisco, per l'ennesima volta, che all'Amministrazione non resta che attenersi alle disposizioni vigenti. Attendiamo che i nuovi limiti di esposizione vengano fissati con il Decreto applicativo della legge n. 36/2001 per valutare le iniziative da intraprendere.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Capisco che l'Assessore ripeta le cose che già qui sono state dette da lui e ribadisca che la volontà della Regione è quella di aspettare che siano fissati nel decreto i limiti di qualità e di attenzione. Posso capire che questo sia l'atteggiamento che il Sindaco di Hône ha assunto, secondo quanto appare sugli organi di informazione, nel senso che ha detto: "Nel momento in cui i decreti applicativi saranno emanati avrò strumenti per intervenire". Capisco che il Sindaco abbia detto questo nell'ambito delle sue competenze, fra l'altro gli va riconosciuto di aver attivato uno specifico studio sulla situazione di Hône e di questo gli va dato atto perché l'ARPA ha esaminato con attenzione tutta la zona e finalmente abbiamo un dato chiaro e preciso: che quella situazione che da anni i coniugi Praduroux denunciavano è sotto quel limite di qualità che le stesse regioni chiedono che sia indicato nel decreto applicativo. Si tratta dello 0,8, quindi sono sopra al limite di 0,5 che è il limite di qualità che le stesse regioni hanno chiesto al Governo di indicare nel decreto applicativo.

Seconda osservazione. Ripeto: capisco l'atteggiamento del Sindaco, ma non capisco e continuo a chiedere spiegazioni nell'atteggiamento politico assunto dalla Regione perché, è vero che il Sindaco non può definire diversamente i livelli, ma la Regione no, la Regione ha la possibilità di intervenire. Capisco che gli enti gestori cerchino in tutti i modi di contrastare le decisioni del Governo, abbiamo visto che questo Governo ha emanato quel decreto legislativo n. 198/02 in cui chiama opere di interesse nazionale quelli che sono progetti di sviluppo industriali di singoli gestori, ma come Regione noi abbiamo queste competenze, ripeto, perché abbiamo il diritto-dovere di tutelare la salute della popolazione.

Altre regioni sono già intervenute in questo modo e la Corte costituzionale ha dato loro ragione. Ricordo il Veneto, che ha introdotto nella sua legge regionale limiti inferiori rispetto a quelli statali, dieci volte per il campo elettrico e cinquecento volte in meno per il campo magnetico, legge che è stata riapprovata nel 1997, legge contro la quale il Governo ha ricorso, legge che è stata giudicata legittima dalla Corte costituzionale. Ed è interessante leggere la motivazione perché dice che "la normativa regionale implica limiti più severi di quelli fissati dallo Stato", ma "non vanifica in alcun modo gli obiettivi di protezione della salute da questo ultimo perseguiti".

Solo recentemente la stessa Regione Lombardia, in un altro ambito, ha definito e approvato una legge contro la quale il Governo è di nuovo ricorso perché questa legge adottava una disciplina maggiormente rigorosa. Allora la Corte ha detto che la Regione Lombardia può ragionevolmente adottare, nell'ambito delle proprie competenze concorrenti, una disciplina che sia maggiormente rigorosa rispetto ai limiti fissati dal legislatore statale proprio in quanto diretta ad assicurare un più elevato livello di garanzia per la popolazione e i territori interessati. Cioè il bene della salute è un bene su cui la Regione può chiedere di intervenire in modo più rigoroso rispetto allo Stato e prendo atto ancora una volta che questo Governo e questo Assessore non intendono attivarsi in questa direzione!