Objet du Conseil n. 2791 du 1er octobre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2791/XI Ritiro della mozione: "Predisposizione di una proposta di legge organica in tema di referendum regionali".
Mozione Preso atto che la legge costituzionale n. 2/2001 ha attribuito alla Valle d'Aosta la potestà di disciplinare i referendum abrogativo, consultivo e propositivo;
Evidenziato che, a quasi due anni dall'approvazione della normativa costituzionale, la Valle d'Aosta non ha ancora disciplinato tale materia, non provvedendo a colmare un inammissibile vuoto legislativo;
Osservato che nel mese di luglio 2002, un'iniziativa legislativa tendente a disciplinare organicamente la materia non ha ottenuto l'approvazione del Consiglio regionale;
Ricordato peraltro che in occasione del dibattito che scaturì su tale iniziativa, le forze politiche di maggioranza espressero l'intenzione di affrontare l'argomento alla ripresa autunnale dei lavori consiliari;
Tenuto conto che a tutt'oggi nessuna proposta è stata avanzata e che ai cittadini valdostani continua ad essere impedito l'eventuale esercizio di un diritto costituzionalmente garantito;
Il Consiglio regionale
- Demanda alla Ia Commissione permanente la predisposizione di una proposta di legge organica in tema di referendum regionali;
- Si impegna ad approvare la normativa attuativa del disposto costituzionale in esame entro il 30 novembre 2002.
F.to: Curtaz - Squarzino Secondina - Beneforti
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Siamo costretti a tornare per l'ennesima volta su questa materia, chiedo scusa ai colleghi più attenti se ripeterò brevemente cose già ripetute almeno tre o quattro volte in questo Consiglio, ma è necessario visto che, a tanta distanza dall'approvazione della legge costituzionale n. 2/2001, la Valle d'Aosta non ha ancora provveduto a disciplinare i referendum abrogativo, consultivo e propositivo.
Brevemente, la storia. A gennaio 2001, quindi ormai siamo quasi a due anni di distanza, il nuovo articolo 15 dello Statuto ha previsto che la Regione disciplinasse queste forme di referendum: una forma di referendum, quello abrogativo, già conosciuta dall'ordinamento costituzionale valdostano, mentre le altre due forme di referendum hanno caratteristiche nuove perché non erano precedentemente contemplate dall'ordinamento.
In questi anni l'unica proposta di disciplina organica di questa materia è stata fatta dal nostro gruppo quando si è parlato della legge elettorale. Avevamo presentato una proposta di legge che si occupava della cosiddetta "legge elettorale" - e non solo, dal momento che è improprio parlare solo di legge elettorale perché si trattava di forma di governo e conseguentemente della legge elettorale - e che nella prima parte proponevamo di disciplinare gli strumenti di democrazia diretta, in particolare organicamente tutta questa materia dei referendum. Come i colleghi ricorderanno, la nostra proposta subì il voto di astensione all'articolo 1 da parte del Consiglio, quindi tutta la proposta decadde per far posto alla leggina elettorale che ha appassionato anche le forze di maggioranza negli ultimi giorni per quanto riguarda i ricorsi e le resistenze di fronte alla Corte costituzionale, ma quella leggina elettorale prevedeva dei piccoli meccanismi in materia elettorale, nulla innovava in materia di forma di governo e nulla diceva in tema di referendum.
Morale: noi ci troviamo a quasi due anni dall'approvazione di quella normativa costituzionale con un macroscopico vuoto legislativo. Adesso non voglio utilizzare un linguaggio e degli aggettivi "pannelliani" però, di fronte ad un vuoto legislativo di questa natura, di fronte a un diritto costituzionale che viene garantito ai cittadini valdostani, il fatto che il Consiglio regionale non legiferi mi sembra estremamente grave perché viene violato un diritto, ripeto, costituzionalmente garantito. Se utilizzassi una terminologia "pannelliana", potrei dire che si tratta di un'espropriazione degli strumenti di partecipazione diretta e della manifestazione della volontà popolare. Nessuno parla di questo vuoto legislativo, che a me sembra piuttosto importante, dunque non ci rassegniamo.
Non possiamo più ripresentare un testo di legge, non solo per opportunità politica, ma credo anche per questioni regolamentari perché un testo di legge non approvato non può essere ripresentato dagli stessi proponenti per almeno sei mesi, però noi riteniamo che il Consiglio si debba fare carico di questa problematica a maggior ragione perché, quando venne bocciata attraverso l'astensione la nostra proposta di legge, dai banchi della maggioranza, il Capogruppo "dell'Union Valdôtaine", di fronte alla mia osservazione della mancata normativa in tema di referendum, disse: "Oggi approviamo la legge elettorale e alla ripresa autunnale dei lavori…" - che ormai è abbondantemente avvenuta - "… la maggioranza formulerà una proposta in materia di referendum".
Ora siamo ad ottobre, ma non abbiamo la benché minima notizia di proposte ufficiali, ufficiose o di qualsivoglia altra natura, da qui la nostra mozione che prevede che il Consiglio regionale demandi alla I Commissione la predisposizione di una proposta di legge organica in tema di referendum regionali. Perché chiediamo di demandare alla I Commissione? Perché riteniamo che sia l'organismo preposto, anche perché crediamo che in materia istituzionale non ci debbano essere maggioranze ed opposizioni, che invece ci devono essere in campo politico-amministrativo, e che di conseguenza il confronto debba avvenire nella maniera più rappresentativa ed ampia possibile. La I Commissione, quindi, è a nostro giudizio il luogo dove questa proposta può nascere e può essere convenientemente discussa da tutte le forze politiche.
Chiediamo che, svolta questa attività di predisposizione del testo, sia poi il Consiglio regionale ad approvare la materia in un termine che riteniamo congruo… perché immaginiamo il termine del 30 novembre 2002, quindi che entro due mesi il Consiglio regionale disciplini questa materia. Mi sembra - oltre che una proposta dal punto di vista politico obbligata, perché non possiamo andare avanti con un voto legislativo continuando a constatare questa enormità - una proposta di buon senso quella di demandare alla I Commissione, entro dei termini relativamente ristretti, il compito di predisporre una proposta di legge la più ampiamente condivisa, che venga poi discussa in Consiglio regionale.
Questo è in sintesi il testo della nostra mozione che ci auguriamo possa essere approvata all'unanimità da questo Consiglio. Ovviamente, laddove si trattasse di esaminare ed eventualmente accogliere emendamenti che non snaturino la mozione, ma che possano essere di maggior chiarimento o che vengano incontro ad esigenze di carattere temporale e quant'altro, siamo disposti a discutere di eventuali proposte al riguardo.
Si dà atto che dalle ore 18,42 presiede il Vicepresidente Lattanzi.
Presidente È aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Piccolo.
Piccolo (SA) A me tocca il compito di rispondere, anche a nome delle forze di maggioranza che sono state richiamate anche dal collega che mi ha preceduto, relativamente alla richiesta avanzata nella mozione. Confermo che la volontà politica di questa maggioranza è quella di affrontare l'argomento importante relativo ai referendum abrogativo, consultivo e propositivo, volontà fra l'altro già espressa in quest'aula recentemente in occasione della discussione sulla legge elettorale per l'elezione del Consiglio regionale. Rassicuro pertanto i proponenti la mozione annunciando, nella mia veste di Presidente della I Commissione, che verrà presentata al più presto ai singoli componenti della I Commissione una bozza di legge, che è in fase di predisposizione, in tema di referendum regionali, affinché possano esprimere le loro valutazioni sulla bozza di legge. Sarà compito della I Commissione, una volta recepite le valutazioni e le eventuali proposte sulla bozza di legge, di presentare una legge organica in materia referendaria a questo Consiglio. Questo è l'impegno che sentiamo di assumerci oggi, cercando di rispettare anche la data indicata nella mozione.
Lo strumento di democrazia, qual è quello del referendum, è riconosciuto anche dalle forze di maggioranza, in particolare dal movimento della "Stella Alpina" che rappresento. A fronte dell'impegno assunto a nome delle forze di maggioranza e della I Commissione, l'invito che farei ai proponenti è quello di ritirare la mozione, ribadendo, circa i tempi della discussione della proposta di legge in Commissione, che cercheremo di rispettare la data del 30 novembre.
Presidente Se non ci sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Accolgo l'invito che mi viene formulato dal Presidente della I Commissione a nome della maggioranza e ritiro questa mozione, ma non è un ritiro incondizionato, lo dico subito, perché le stesse parole che sono state utilizzate oggi dal Presidente Piccolo furono utilizzate non più di tre mesi fa in Consiglio dai componenti della maggioranza, che promisero di portare all'attenzione della I Commissione alla ripresa dei lavori una proposta di legge. Oggi siamo alla promessa di un'altra promessa, mi sembra un po' - mi si consenta la battuta - la finanziaria del "Governo Berlusconi": è una nuova promessa delle promesse, vi abbiamo mantenuto le promesse facendovi altre promesse. Augurandomi che l'esito sia diverso rispetto alle altre volte, ritiriamo la mozione.
Se ci accorgeremo che i tempi non verranno rispettati - e il Presidente Piccolo lo sa perché già recentemente, proprio in materia di referendum, abbiamo avuto anche qualche polemica anche mediatica e devo dire che, alla luce di quello che è successo, le mie polemiche di allora non erano pretestuose in quanto quello che temevo si è puntualmente verificato, sono stato un buon profeta, ma in questi casi è facile -, appena ci accorgeremo di un atteggiamento dilatorio, dicevo, torneremo con tutti gli strumenti istituzionali e politici che avremo a disposizione per sollecitare il Consiglio regionale a deliberare su questa materia.
Il Consiglio prende atto.
