Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2787 du 1er octobre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2787/XI Eventuali modifiche alla legge regionale n. 31/2000 "Disciplina per l'installazione ed esercizio di impianti di radiotelecomunicazioni". (Interpellanza)

Interpellanza Preso atto delle procedure, tempi e modalità previsti dalla legge regionale n. 31/2000 "Disciplina per l'installazione e l'esercizio di impianti di radiotelecomunicazioni";

Ricordate le diverse osservazioni che sono state formulate da parte di enti gestori, Enti Locali, tecnici, in questa prima fase di attuazione della legge, sia in convegni, sia su organi di informazione, sia in sede di audizione presso la seconda commissione consiliare, riguardanti in particolare:

- l'onerosità della documentazione richiesta, che penalizza i piccoli gestori;

- la non distinzione tra impianti gestiti da enti privati, a scopo di lucro, e impianti finalizzati ad un pubblico servizio, quali ponti radio per la protezione civile, per la sicurezza del personale che opera in montagna, ecc.;

- la tempistica rigida;

- l'esclusione dalla legge degli impianti di radiotelecomunicazioni per telefonia cellulare installati su stazioni non fisse;

Appreso che Assessorato, Enti Locali, tecnici, stanno lavorando per un'eventuale modifica dell'attuale legge, così da eliminare o attutire gli inconvenienti trovati;

Ritenendo opportuno ed urgente intervenire sulla legge regionale n. 31/2000 per renderla più coerente con le finalità enunciate all'art. 1;

la sottoscritta Consigliera

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) se intende modificare la legge n. 31/2000 per dare una risposta alle difficoltà finora emerse in sede di applicazione, e in quali tempi;

2) quali sono le eventuali modifiche che intende apportare, anche in riferimento ai temi indicati in premessa.

F.to: Squarzino Secondina

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) La legge regionale n. 31/2000 è stata voluta per disciplinare l'installazione e l'esercizio di impianti di radiotelecomunicazioni. In questo primo periodo di applicazione si sono verificati alcuni inconvenienti segnalati da più parti; sono stati anche fatti in quest'aula diversi interventi in merito a questa legge anche dai colleghi del gruppo di "Forza Italia", sono stati fatti degli interventi fuori di questo Consiglio; le osservazioni emerse da chi è stato chiamato ad applicare, quali la comunità montana e gli enti locali, sono numerose e anche nel corso di audizioni che sono avvenute in II Commissione consiliare sono emerse una serie di osservazioni che ho ricordato nell'interpellanza e che riprendo.

È richiesta una documentazione onerosa, nel senso che anche i piccoli gestori devono sottostare alle medesime procedure dei grandi gestori: ci si chiede allora se non sarebbe opportuno utilizzare la documentazione già a suo tempo allegata per la richiesta della concessione ministeriale e, ancora, se non sarebbe possibile utilizzare mappe o carte già presenti in Regione. D'altra parte le banche dati a cosa servono se non vengono utilizzate al momento opportuno? La documentazione, ancora, richiede dei dati molto costosi da raccogliere e a volte sono dati poco significativi. Lei sa benissimo, Assessore, che la richiesta di indicare anche i piani fuori terra di tutti gli edifici che si trovano nell'arco di 300 metri, rispetto al luogo in cui si vuole collocare una stazione base, se è comprensibile in zone altamente popolate, lo è meno per zone a bassa densità, dove ci sono agglomerati sparsi. Teniamo conto che quasi tutte le località prese in considerazione da chi vuole mappare la zona dove collocare una stazione base sono in territorio montuoso, quindi anche noi abbiamo una situazione disuguale fra il centro abitato di Aosta e la Valle in generale. Le stesse Comunità Montane hanno sottolineato che hanno speso almeno mezzo miliardo, se non di più, di vecchie lire solo per pagare gli incarichi dei professionisti, incarichi necessari per predisporre il piano della Comunità.

C'è poi il problema della definizione degli impianti. La definizione degli impianti soggetti alla legge è imprecisa per cui le stesse procedure onerose si applicano sia ad impianti per radiotelecomunicazioni, impianti fissi delle reti che forniscono il servizio di diffusione televisiva e radiofonica, sia per i ponti radio. Ci chiediamo: anche quelli che vengono utilizzati esclusivamente per la sicurezza in montagna? Cosa capita? Capita che impianti che sono finalizzati a svolgere una funzione di servizio pubblico - ponti radio, appunto, per la sicurezza di chi opera in montagna, Protezione civile, forestale, eccetera -, quindi impianti che emettono e ricevono bassi segnali a intermittenza, sono soggetti alla stessa documentazione, alla stessa procedura, alla stessa tempistica delle stazioni radiofoniche e televisive della RAI; questo fa capire il grosso divario esistente.

La tempistica è rigida. Dal momento dell'applicazione della legge sono state cambiate alcune date, anche perché l'alluvione ha fatto slittare tutta una serie di termini e ha fatto anche ritardare altre attività non finalizzate strettamente alla ricostruzione, ma ciononostante esiste una questione: tutti i progetti devono essere presentati entro il 31 dicembre di ogni anno e tutti vanno esaminati ed approvati entro tre mesi da questa data. Tre mesi di tempo per dare la risposta al richiedente è un tempo ragionevole. Ma non è proponibile che progetti pensati e presentati a febbraio debbano aspettare il 31 marzo dell'anno successivo per avere una risposta. Era comprensibile una data ultimativa nella fase di avvio, nel momento in cui occorreva mettere un punto fermo, dopo il quale la Comunità Montana avrebbe avuto in mano tutti gli elementi per valutare diversi progetti e fare il suo piano. Ma la stessa Comunità Montana, nell'applicare la legge, si è resa conto che non poteva aspettare che tutti i gestori degli impianti predisponessero la documentazione adeguata per incominciare a dare una risposta a tutti, quindi ha cominciato a dare l'autorizzazione a mano a mano che i progetti di rete venivano presentati. Si sta consolidando una prassi, per cui la risposta viene data entro due-tre mesi dal momento in cui la documentazione è stata presentata. Ma questo è in contrasto con la legge che prevede un solo momento di esame dei progetti: dopo il 31 dicembre, termine di scadenza della presentazione delle domande. In tal modo, viene considerato un solo momento annuale di esame dei progetti.

C'è ancora un punto che noi abbiamo qui sottolineato, cioè il fatto che la legge non prende in conto gli impianti di radiotelecomunicazioni che sono installati su stazioni non fisse. L'esperienza di questi mesi ci dimostra purtroppo come può esistere un gestore che, non volendo sottoporsi alla procedura della legge, può aggirare la normativa ricorrendo ad impianti collocati su stazioni mobili: un camioncino, un carrello con le ruote che può essere spostato, questo è sufficiente per eludere la normativa. Occorrerebbe forse precisare in legge che anche queste stazioni dovrebbero essere soggette alle normative previste per gli altri enti gestori in quanto anche esse concorrono ad incrementare le emissioni di onde elettromagnetiche, quindi anch'esse contribuiscono ad aumentare l'inquinamento dell'aria.

Ho fatto alcuni esempi di punti critici della legge che richiederebbero una modifica, punti su cui credo che alcuni tecnici dell'Assessorato, dell'ARPA, degli enti locali, abbiano cominciato a lavorare.

La domanda che poniamo è questa: se l'Assessorato, se la Giunta, se il Governo regionale intendono modificare la legge n. 31/2000 per rispondere alle difficoltà che sono finora emerse in sede di applicazione, se si sono posti dei tempi entro cui procedere alla revisione della legge e poi se sono già state individuate le eventuali modifiche da apportare.

Ho fatto alcuni esempi, può darsi che ci siano anche altri esempi, comunque quali sono i punti, compresi questi esempi o esclusi questi esempi, che l'Assessorato intende sottoporre a particolare attenzione o fare oggetto di eventuali modifiche?

Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) La prima applicazione della legge n. 31/2000 ha prodotto osservazioni molto eterogenee, formulate in momenti diversi e da più soggetti, portanti interessi a volte assolutamente contrastanti e quindi che è poi difficile portare a sintesi. Eravamo perfettamente consci delle difficoltà a cui andavamo incontro cercando di dettare le regole per pianificare un settore che non voglio dire fosse privo di regole, ma rispetto al quale tanti si sono "avvicinati" con uno spirito di deregulation, quindi, nel momento in cui ci si trova confrontati a delle procedure, evidentemente sorgono delle difficoltà.

Ci siamo attivati fin da subito, in collaborazione con le Comunità montane e il Comune di Aosta, per verificare quali erano i problemi sorti e, in collaborazione con le Comunità montane e in particolare con la Comunità montana Grand Combin, che si è fatta capofila delle altre comunità montane, abbiamo evidenziato una serie di problemi e a questi problemi è stata data una prima, immediata, risposta - mi riferisco ai problemi connessi con l'approvazione dei progetti di rete - andando ad individuare una procedura particolarmente favorevole per i gestori per la presentazione della documentazione necessaria, riconoscendo che l'allegato A, cioè la parte della legge che individua i contenuti del progetto di rete, poteva essere semplificato e integrato per ridurne in particolare l'onerosità.

Abbiamo verificato come era possibile risolvere i problemi connessi all'autorizzazione degli impianti. Abbiamo verificato con l'ARPA se era possibile diminuire i diritti di istruttoria richiesti per le verifiche di natura sanitaria richieste all'ARPA stessa; qui si tratta di capirci e di definire se i costi di un'attività privata devono essere sostenuti dall'Amministrazione o se, come mi parrebbe più logico, di questi costi deve farsi carico il privato titolare dell'attività. Ricordo che l'ARPA è un ente strumentale, che dà delle prestazioni che sono onerose, quindi si tratta di un rimborso spese e credo che questo rimborso spese debba far capo al gestore e non all'Amministrazione. Con le Comunità montane e con il Comune di Aosta abbiamo definito il procedimento amministrativo necessario per la presentazione, l'esame e l'approvazione dei progetti di rete, comprese le bozze di tutti gli atti amministrativi da adottarsi in relazione a tale procedimento da parte di tutti i soggetti coinvolti, oltre che i fac-simili delle domande, e insieme alle Comunità montane abbiamo cercato di dare il massimo della disponibilità possibile ai gestori affinché si potesse affrontare questo primo impatto con la legge nel migliore dei modi.

Non entro oggi nel dettaglio di questioni tecniche, non entrerò assolutamente nel merito delle questioni; rispondo alle due domande poste dicendo che, sulla base delle osservazioni che abbiamo ricevuto e recepito, disponiamo oggi di una bozza contenente le modifiche che le Comunità montane e il Comune di Aosta ritengono necessario apportare alla legge n. 31/2000, le stiamo esaminando tenendo conto delle osservazioni che i gestori, le associazioni e quant'altro hanno evidenziato. Esamineremo con particolare attenzione il dossier relativo alle audizioni effettuate di tutti i soggetti interessati, che la II^ Commissione mi ha messo a disposizione nella giornata odierna e credo di potermi impegnare a presentare entro la fine di novembre all'esame del Consiglio delle modifiche alla legge n. 31/2000. Le modifiche riguardano in particolare la definizione delle procedure di presentazione e approvazione dei progetti e dei piani dei siti, per tenere conto delle difficoltà emerse in sede di prima applicazione, cercando di dare una risposta; la definizione più precisa delle procedure autorizzative in relazione alla normativa urbanistica e la definizione dei contenuti, dei progetti e dei piani. Evidentemente, non mancheremo di prendere in considerazione anche i temi trattati nella premessa dell'interpellanza.

Un'ulteriore difficoltà si è aggiunta in queste settimane tenuto conto che il 14 settembre è stato pubblicato il decreto legislativo n. 198 che detta disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni, eccetera, che pare contenere più di una norma in contrasto con la nostra normativa urbanistica e limitante della nostra potestà primaria in materia di urbanistica. Cercheremo di mettere insieme tutte le cose e di produrre nei tempi che ho detto le modifiche necessarie.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) La quale si ritiene soddisfatta della risposta dell'Assessore e le dico il motivo: l'obiettivo principale dell'interpellanza non era avere la risposta puntuale ad ogni singolo problema, ma era verificare se c'era, oppure no, la volontà di modificare questa legge e di farlo in tempi brevi. Mi sembra che su questo punto l'Assessore abbia risposto positivamente, non solo, ma ha dato anche un tempo relativamente breve, fine novembre. So che da mesi si sta lavorando ad una bozza, e so anche che le difficoltà sono tante.

L'Assessore ha elencato le varie difficoltà, volevo solo ricordare all'Assessore che è compito del politico operare delle scelte, quindi distinguere tra le richieste che rispondono ad interessi "particolari" e quelle che invece rispondono ad interessi più generali. Credo che sia compito del politico essere capaci di distinguere fra queste varie richieste e fare delle scelte precise.

Nell'interpellanza ho esplicitamente fatto riferimento all'audizione in commissione proprio perché speravo che lei si attivasse per avere i testi di queste audizioni e che avesse il tempo di leggerli prima di rispondermi. Vedo che lei ha solo richiesto i documenti, ma non li ha ancora…

(interruzione dell'Assessore Vallet, fuori microfono)

… analizzati. Eppure avrebbe avuto il tempo per farlo, dato che il quesito è stato posto il 18 settembre. Al di là di questi particolari, comunque, credo che sia importantissimo affrontare alcuni problemi di fondo. Mi permetto di considerare per adesso secondari, quelli finora regolamentati, quelli cioè che riguardano il procedimento amministrativo e i modelli: sono importanti per l'Amministrazione, ma non colgono alcune questioni di fondo e io la prego, nel momento in cui andrà ad esaminare con i suoi tecnici la questione, di porre particolare attenzione alle questioni che ho sollevato, che non sono questioni sollevate dalla sottoscritta, ma da chi lavora nel settore. Le faccio un esempio preciso, uno per tutti - che non concerne i grandi gestori, che non riguarda interessi di singoli, di cui non sono portavoce, che sia chiaro! -: oggi come oggi gli stessi impianti degli acquedotti, anche se presentano un bassissimo livello di emissioni, perché lavorano solo ad intermittenza pochissime volte, sono sottoposti alle stesse procedure di un impianto della radiotelevisione italiana. Lei capisce che c'è una differenza enorme fra quelli che sono i ponti radio che servono alla Protezione civile, a chi vive in montagna, alle guardie forestali, a chi lavora in zone pericolose e invece i ponti radio che delle società private vogliono installare per gestire un servizio, che poi mettono in vendita sul mercato. C'è una differenza enorme, quindi su questo io richiamo la sua attenzione perché credo che, nel mettere delle regole, bisogna chiarire anche il peso di queste regole in relazione alle persone che sono chiamate a gestire un servizio. Mi fermo qui e l'aspettiamo poi in commissione nel momento in cui saranno analizzate le modifiche alla legge.