Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2781 du 1er octobre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2781/XI Interventi per facilitare il trasporto su mezzi pubblici di disabili. (Interrogazione)

Interrogazione Preso atto dei servizi di trasporto per persone disabili che la regione garantisce a chi deve spostarsi per lavoro o per cure mediche;

Constatato che molte persone disabili desidererebbero spostarsi anche al di fuori degli orari di lavoro e che potrebbero farlo se esistessero autobus di trasporto a ciò attrezzati;

Constatato che in molte altre città esistono tali mezzi pubblici che consentono all'utente la possibilità di salire direttamente sull'autobus con la carrozzella;

Ritenendo che sarebbe opportuno che almeno per qualche linea urbana potesse essere erogata tale tipologia di servizio;

Considerando che tale tipologia di servizio faciliterebbe l'autonomia e la vita di relazione delle persone disabili;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) se nei programmi regionali finalizzati a facilitare il trasporto delle persone disabili sono previsti interventi per dotare il parco macchine del trasporto pubblico anche di mezzi idonei per l'accesso a utenti in carrozzella;

2) in tal caso, quali sono i tempi, le modalità e i finanziamenti previsti.

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz

Président La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (SA) Il problema di attrezzare i mezzi pubblici di linea per il trasporto di disabili in carrozzella è stato nel passato affrontato più volte, come ad esempio nel corso degli incontri con i rappresentanti di categoria nella fase di predisposizione del regolamento per l'accesso al Servizio regionale di trasporto disabili.

Come dimostra la sperimentazione in altre città, Torino ad esempio, si sono riscontrati sulla soluzione di questo problema diversi aspetti di criticità.

Il primo riguarda i tempi di salita e di discesa di un utente disabile, legati essenzialmente alla fuoriuscita e al recupero della pedana mobile, si parla di alcuni minuti. Questi tempi morti chiaramente fanno sì che la percorrenza della linea del trasporto pubblico in senso lato cresca eccessivamente e scoraggi poi l'utilizzo del mezzo stesso di trasporto, che non sarebbe più concorrenziale in termini di velocità e di spostamento rispetto al mezzo privato.

L'altro aspetto nella fase di sperimentazione che si è riscontrato è che, a seconda di ogni singola situazione, potrebbe rendersi necessario realizzare interventi infrastrutturali in corrispondenza della fermata in modo da ottenere delle banchine di sosta sopraelevate e da ridurre il dislivello per la pedana mobile; tale operazione peraltro non è sempre possibile.

Terzo aspetto: si rischia, nell'eventualità - purtroppo tutt'altro che remota - di situazioni dovute al fatto che il cittadino a volte non rispetta queste aree di sosta dei mezzi pubblici, quindi nel caso di veicoli privati parcheggiati male, che l'autobus non possa accostare al bordo della strada e che quindi il disabile incontri un'ulteriore seria difficoltà oggettiva di raggiungere il marciapiede.

In tale ottica l'Amministrazione regionale ha a suo tempo disposto con la legge n. 29, con l'articolo 56, l'istituzione di servizi integrativi di trasporto pubblico per il trasporto delle persone disabili, usufruibili in base a specifiche esigenze. Capisco che questa non è la risposta che sta alla base dell'interrogazione.

Per quanto concerne i costi, faccio presente che il costo per attrezzare un autobus varia a seconda dei modelli e si aggira intorno ai 20 mila euro; a questi costi vanno aggiunti quelli relativi alle fermate per determinare i quali chiaramente necessiterebbe una valutazione puntuale di ogni singola situazione, ma non penso che sia il problema dei costi a scoraggiare questo tipo di intervento. Attualmente, la legislazione vigente non prevede strumenti specifici per sostenere interventi di questo tipo.

Cosa voglio dire con questa risposta? Ho cercato di evidenziare quali sono i punti critici qualora si volesse affrontare concretamente il problema. Nella risposta poi sui costi finanziari si può evincere chiaramente che non sta nel costo economico di attrezzatura dell'autobus e neanche dell'organizzazione della fermata l'impedimento alla realizzazione di un progetto di questo tipo.

Voglio dire quindi che questo è un problema aperto, la risposta non deve essere interpretata come una non volontà di approfondire una tematica, sulla quale peraltro la Giunta - anche il sottoscritto - condivide la sensibilità del collega che ha sollevato il problema. Prendo pertanto questa interrogazione e questo intervento come uno stimolo a riprendere in mano seriamente la problematica e a cercare, nei limiti del possibile, almeno in via sperimentale, magari su alcune linee, di trovare una soluzione.

Président La parole à la Conseillère Secondina.

Squarzino (PVA-cU) La ringrazio, Assessore, delle risposte, ma devo dire che non sono pienamente soddisfatta e spiego il perché.

Lei ha preso atto che esiste questa esigenza, un'esigenza che le associazioni hanno sollevato, presentato all'Assessorato, un'esigenza che anche gli utenti, in un questionario che è stato sottoposto a chi usa l'autobus nella città di Aosta, hanno evidenziato. È quindi un'esigenza esistente, esigenza a cui giustamente, come lei ricordava, gli interventi previsti dalla Regione a favore dei disabili non danno una risposta.

Il servizio integrativo per i disabili è importante, utile, però - lo sa benissimo anche lei - è limitato, ed è stato ulteriormente limitato con l'ultima delibera, a momenti essenziali di vita del disabile, quelli a cui il disabile non può sottrarsi per diritto e per dovere, cioè il momento del lavoro e quello della salute, ad esempio visite in Ospedale, ma tutte le altre possibili attività che una persona normale può fare non sono contemplate nella delibera della Giunta, che ha peggiorato la situazione rispetto a prima. Per questo motivo emerge con più forza, Assessore, l'esigenza che gli interpellanti hanno voluto sottolineare.

Noi siamo contenti che lei sia sensibile a questa esigenza e che prenda la nostra iniziativa come un suggerimento per ritornare sul problema, però lei ha esordito nella sua risposta con l'elenco delle difficoltà che la sperimentazione di tali mezzi ha avuto a Torino, quasi a dire implicitamente: "Guardate che, mettersi nell'ottica di attrezzare alcuni autobus, alcune stazioni per questi disabili, è un problema quasi irrisolvibile". Lei infatti ha detto che aumenta il tempo di percorrenza e che gli altri utenti sani non sarebbero disposti ad aspettare tanto, che è necessario fare interventi strutturali per costruire delle pedane e infine ha anche messo in luce il fatto che ci sono dei comportamenti poco corretti da parte degli automobilisti.

Ora, tutto questo è vero, ma tutto questo rimane, nonostante la sua buona volontà un'ipotesi. Allora io mi chiedo come lei intenda attivarsi, quali tipi di soluzioni intravede: dato che la sperimentazione, avviata a Torino, da lei criticata, a suo parere non va bene. Lei ha detto che vuole dare una risposta agli utenti. Ma che tipo di risposta? Se la risposta è la sperimentazione, mi chiedo perché ha criticato ed ha messo così in cattiva luce questa sperimentazione. Comincio a dubitare - mi permetta, Assessore - dell'esistenza di una volontà politica reale. Le chiedo pertanto, nel giro di alcuni mesi, di presentare qui in aula la proposta che lei intende attuare, altrimenti lei dice solo parole e non fa fatti e l'affermazione di una sensibilità a questi problemi è "un'affermazione parlata", che è affidata al vento, ma non ai fatti concreti!