Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2817 du 16 octobre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2817/XI Iniziative per un'informazione politica corretta e trasparente. (Approvazione di mozione)

Mozione Preso atto che da qualche mese alcuni settimanali locali pubblicano pagine di pubblicità politica, indicandole (invero, con modestissima evidenza) come "comunicazione politica", "comunicazione associativa" o altre indicazioni similari;

Preso inoltre atto che in data 21/08/2002 l'ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta ha opportunamente inviato ai Direttori delle testate giornalistiche, alle Autorità regionali, al CO.RE.COM. e ai Segretari di Partito una missiva in cui si rammenta la normativa che impone di separare in modo inequivocabile la pubblicità e l'informazione "con modalità grafiche di evidente percezione" e si ricorda che "dizioni generiche quali comunicazione associativa o comunicazione politica non sono sufficientemente chiare, anzi risultano equivoche";

Rilevato che detta nota è stata correttamente dibattuta dalla IIa Commissione permanente, la quale ha richiesto un approfondimento al CO.RE.COM.;

Osservato che tale tipo di pubblicità politica, di per sé ovviamente legittimo, risulta da un lato poco chiaro in riferimento alle responsabilità del contenuto degli articoli pubblicati e dall'altro ingannevole per i lettori, che non sono messi in condizione di percepire che si tratta di comunicazione pubblicitaria a pagamento;

Ritenuto che, anche in vista della prossima campagna elettorale, sia necessario da parte di tutti il rispetto delle regole di correttezza e trasparenza, ciò al fine di evitare che comunicazioni propagandistiche di partiti politici appaiano come informazioni curate dai redattori della testata;

Creduto inoltre che compito della libera stampa sia soprattutto quello di dare un'informazione completa e corretta, che stimoli il cittadino ad un approccio consapevole e critico all'attività politica;

Il Consiglio regionale

Sottolinea

l'importanza che l'informazione, la comunicazione e la pubblicità politiche avvengano secondo criteri di correttezza e di trasparenza;

Auspica

che le Forze politiche e i Direttori responsabili delle testate giornalistiche operino nel pieno rispetto delle regole giuridiche e di quelle di carattere deontologico;

Chiede

che il Presidente del Consiglio, facendo proprie le preoccupazioni e gli auspici dell'assemblea, inviti gli organi competenti (Ordine dei giornalisti e CO.RE.COM) a vigilare sul rispetto delle norme di legge e di quelle deontologiche di settore.

F.to: Curtaz - Squarzino Secondina - Beneforti

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Questa mozione affronta senz'altro un tema delicato, quindi avremo, in questo tardo pomeriggio della seduta odierna del Consiglio regionale, due questioni delicate da affrontare. Un tema tanto delicato sul quale, in occasione dello scorso Consiglio, come i colleghi ricorderanno, il sottoscritto ha chiesto il rinvio, in attesa che la II Commissione facesse degli approfondimenti. Sapevamo in via informale di una lettera che era stata inviata dal CO.RE.COM. - nel frattempo l'abbiamo avuta -, si tratta di una lettera interlocutoria, ma che dà già delle prime indicazioni circa la competenza o meno del CO.RE.COM. nell'occuparsi di questa vicenda.

La mozione in esame, che riguarda la correttezza e la trasparenza dell'informazione, ha preso spunto da un'altra lettera che tutti i consiglieri hanno ricevuto per conoscenza, una lettera dell'Ordine dei giornalisti in data 21 agosto 2002 inviata ai direttori delle testate giornalistiche, alle autorità regionali, al CO.RE.COM., ai segretari di partito e per conoscenza ai consiglieri regionali, una lettera in cui si rammenta la normativa che impone di separare in modo inequivocabile la pubblicità e l'informazione con modalità grafiche di evidente percezione e si ricorda che dizioni generiche, quali comunicazione associativa o comunicazione politica, non sono sufficientemente chiare, anzi risultano equivoche. Il riferimento implicito era a pagine di pubblicità a pagamento che forze politiche presenti in Valle hanno ritenuto, legittimamente, di acquistare presso alcuni periodici locali. Ci è sembrato, anche all'esito della prima discussione avvenuta in II Commissione, che questa vicenda potesse presentare delle criticità che noi evidenziamo nella nostra mozione, criticità perché da un lato potrebbe risultare poco chiaro il riferimento alle responsabilità del contenuto degli articoli pubblicati e dall'altro tale forma di comunicazione politica potrebbe risultare ingannevole per i lettori. Da qui la nostra iniziativa nel richiedere, anche in vista delle prossime elezioni regionali - il dibattito politico sarà necessariamente più serrato entrando nel vivo della campagna elettorale -, che ci sia una correttezza da parte di tutti gli organi regionali.

Mi sembra che il contenuto di questa mozione sia tempestivo anche rispetto a più recenti polemiche, che hanno riguardato il servizio pubblico in particolare, perché se alle testate private abbiamo il diritto-dovere di richiedere trasparenza e correttezza, al servizio pubblico abbiamo il diritto-dovere di chiedere un altro requisito, quello dell'imparzialità dell'informazione, imparzialità che, a mio giudizio, recentemente e non - mi riferirò a due casi dell'ultima settimana - è stata pesantemente messa in discussione dal servizio pubblico televisivo nella nostra Regione. Penso che gli episodi a cui mi riferisco siano abbastanza noti, abbiamo tutti letto la pagina, anche questa a pagamento, pubblicata dall'Assessorato dell'agricoltura, che lamenta come il servizio pubblico abbia quasi ignorato un evento importante come quello della Desarpa, 40.000 persone… e solo un servizietto sul TG3 locale… quando sappiamo che nel settore dell'agricoltura ci sono personaggi che ottengono servizi se non proprio settimanali, quasi, sulle loro iniziative.

Un secondo esempio che ho vissuto direttamente con rammarico è stata la rendicontazione della giornata di protesta, avvenuta a Courmayeur due sabati or sono, se non ricordo male, relativamente alla manifestazione di protesta delle associazioni ambientaliste a proposito del traffico dei TIR. Lo ricordo per chi non abbia visto il TG3, questa nostra manifestazione, pacifica come tutte quelle che l'hanno preceduta, è stata presentata al venerdì con un servizio dove si vedevano botte dei gendarmi francesi contro dei manifestanti alla Maurienne, quasi a significare che, visto che arrivavano un paio di pullman di ambientalisti francesi, ci sarebbero stati incidenti. C'è stato quindi l'intervento massiccio della Digos, ad un certo punto sembrava quasi di essere davanti ad uno stadio o a Genova, con agenti che, facendo il loro dovere, hanno perquisito ad uno ad uno questi poveri e pacifici ambientalisti francesi, sono stati controllati i pullman, quasi dovessero arrivare i carri armati dalla Francia! Ecco, questo era il clima, tant'è che qualcuno, magari qualche madre o padre di famiglia che voleva portare i bambini, come hanno fatto in tanti, alla manifestazione, ci hanno telefonato dicendo: "Se arrivano questi, che picchiano, io me ne sto a casa!". Quel servizio televisivo è stato associato ad un altro servizio, un'intervista a una ditta della bassa Valle, di cui non ricordo il nome, il cui titolare ha spiegato, in maniera a me incomprensibile, ma per mio difetto, come non solo fosse penalizzato dalla chiusura del tunnel - e questo lo posso capire - ma come fosse penalizzato dal senso unico alternato e questo anche ai più sprovveduti come me risultava incomprensibile.

Da una parte la presentazione di un servizio condito da possibilità di violenza, ma ovviamente violenza non c'è stata, e dall'altra l'intervista all'unico imprenditore valdostano, credo, che sarebbe danneggiato dal senso unico alternato. Nella rendicontazione della manifestazione il giorno successivo, il TG3 ha introdotto un'anomalia. In genere in queste manifestazioni abbiamo sempre due dati: ci sono quelli della polizia e quelli degli organizzatori. Negli scioperi generali, per esempio a Roma, le forze dell'ordine dicono che ci sono 500 mila manifestanti, gli organizzatori dicono che ce ne sono un milione e mezzo, sappiamo tutti che ce ne sono un milione, cioè la verità di queste cose sta in genere a metà strada.

Secondo i dati della polizia, quelli ufficiali, c'erano 600 partecipanti - uno può dire sono tanti o sono pochi, anche se nessuno ha mai visto 600 partecipanti a Courmayeur, a me sembrano tanti, comunque si può dire anche che siano pochi -, il servizio pubblico televisivo, rendicontando questo avvenimento, ha parlato di 300 partecipanti; bastava forse un fermo immagine, contare chi si vedeva sul video ed era facile capire che i partecipanti erano, come in effetti erano, almeno il doppio. Con questo voglio dire, sulla base di un episodio che ho vissuto personalmente, che l'imparzialità e la correttezza dell'informazione sono un valore: sono un valore sempre, ma sono un valore soprattutto quando ci si avvicina ad una campagna elettorale.

Lo scopo della nostra iniziativa quindi è solo di rendere pubbliche queste preoccupazioni, agire tutti con serenità. Il nostro gruppo non intende fare polemiche con altre forze politiche o con chicchessia, si tratta però di fare una riflessione se da parte di tutti si sta facendo uno sforzo affinché le regole del gioco siano corrette o se c'è qualcosa che non funziona. Questo è lo scopo della mozione e personalmente sono soddisfatto, con il senno del poi, di aver rinviato di quindici giorni questa discussione perché mi sembra che, rispetto al precedente Consiglio in cui gli animi erano forse surriscaldati per ragioni a me sconosciute, oggi ci possano essere le condizioni per arrivare ad un testo condiviso. Fatte queste premesse, credo che tutte le forze politiche debbano essere consenzienti rispetto a un'impostazione di questo tipo, quindi annuncio fin d'ora la nostra disponibilità ad emendare la nostra mozione in modo da arrivare ad un testo ampiamente condiviso che porti ad un voto unanime da parte del Consiglio su queste tematiche.

Président La discussion est ouverte.

La parole au Conseiller Martin.

Martin (SA) Signor Presidente, penso che i toni pacati e gli argomenti concreti che ha sollevato il Consigliere Curtaz, e soprattutto il suo auspicio per una rivisitazione di questa mozione che possa trovare l'accordo di gran parte del Consiglio, siano da valutare. Evidentemente, quando si parla di imparzialità e correttezza dell'informazione, non si può che essere d'accordo, pertanto ritengo che sia utile richiedere una piccola sospensione per vedere se si riesce a trovare un testo sul quale poi ci possa essere il massimo di accordo possibile.

Président Je pense qu'il n'y a pas d'objections à ce que le Conseil soit suspendu pendant dix minutes pour une confrontation.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 17,56 alle ore 18,06.

Président La parole au Conseiller Martin.

Martin (SA) Signor Presidente, devo dire che la pausa è stata proficua in quanto ha premesso a tutte le forze rappresentate in questo Consiglio di preparare un nuovo testo della mozione che presento alla Presidenza di questo Consiglio.

Président Est-ce que cela nous permet de procéder immédiatement à la votation du document? Tout le monde est d'accord pour que l'on procède immédiatement à la votation du texte qui nous a été remis par le Conseiller Martin?

Je soumets au vote la motion:

Mozione Preso atto che in data 21/08/2002 l'ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta ha inviato ai Direttori delle testate giornalistiche, alle Autorità regionali, al CO.RE.COM. e ai Segretari di Partito una missiva in cui si rammenta la normativa che impone di separare in modo inequivocabile la pubblicità e l'informazione "con modalità grafiche di evidente percezione" e si ricorda che "dizioni generiche quali comunicazione associativa o comunicazione politica non sono sufficientemente chiare, anzi risultano equivoche";

Rilevato che detta nota è stata dibattuta dalla II Commissione permanente, la quale ha richiesto un approfondimento al CO.RE.COM.;

Osservato che tale tipo di pubblicità politica, di per sé ovviamente legittimo, potrebbe risultare da un lato poco chiaro in riferimento alle responsabilità del contenuto degli articoli pubblicati e dall'altro ingannevole per i lettori;

Ritenuto che, anche in vista della prossima campagna elettorale, in materia di informazione, sia necessario da parte di tutti il rispetto delle regole di correttezza e trasparenza;

Creduto inoltre che compito dell'informazione sia soprattutto quello di dare notizie complete e corrette, che stimolino il cittadino ad un approccio consapevole e critico all'attività politica;

Il Consiglio regionale

Sottolinea

l'importanza che l'informazione, la comunicazione e la pubblicità politiche avvengano secondo criteri di correttezza e di trasparenza e massima libertà, e che in particolare il servizio pubblico si ispiri a criteri di imparzialità;

Auspica

che le Forze politiche e i Direttori responsabili delle testate giornalistiche operino nel pieno rispetto delle regole giuridiche e di quelle di carattere deontologico;

Chiede

che il testo della presente mozione sia trasmesso ai competenti organi di garanzia e di vigilanza.

F.to: Martin - Curtaz - Tibaldi - Cottino - Fiou

Conseillers présents et votants: 27

Pour: 27

Le Conseil approuve à l'unanimité.