Objet du Conseil n. 2808 du 16 octobre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2808/XI Problemi concernenti l'organizzazione del servizio del Centro trasfusionale dell'Ospedale regionale di Aosta. (Interpellanza)
Interpellanza A conoscenza delle delibere USL in merito alla pronta disponibilità diurna feriale sostitutiva della guardia attiva concernente il "Servizio di Immunoematologia e trasfusione" dell'Ospedale regionale di Aosta;
Preso atto della richiesta di tentativo di conciliazione presentata da tre medici del servizio suddetto all'Ufficio regionale del Lavoro di Aosta, onde ottenere il rispetto dell'art. 20, comma 3, del Contratto di lavoro della dirigenza medica che prevede che il Servizio di disponibilità debba essere limitato ai soli periodi notturni e festivi;
Vista la disponibilità di un medico di usufruire dell'istituto della mobilità interregionale e quindi di assumere il servizio a tempo indeterminato presso il Servizio Trasfusionale dell'Ospedale regionale di Aosta;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale e l'Assessore competente per sapere:
1) se, e come, intende evitare il contenzioso aperto con i medici del Servizio del Centro Trasfusionale a seguito del mancato rispetto delle norme contrattuali da parte dell'USL di Aosta;
2) se per risolvere il problema di "pronta disponibilità diurna feriale" ritiene opportuno accogliere la domanda di mobilità interregionale presentata da un medico, e respinta dall'USL;
3) se intende attivarsi, qualora si renda necessario, perché l'USL proceda ad una revisione della dotazione organica, in modo da dare all'intera struttura un'organizzazione più razionale per quanto riguarda il personale medico, tecnico e non medico.
F.to: Beneforti
Presidente La parola al Consigliere Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Utilizzerò il tempo a disposizione facendo una sintesi dei fatti accaduti e che hanno portato alla presentazione di questa interpellanza. Con la delibera n. 2014/1999, per far fronte alla richiesta degli utenti, il Commissario allora in carica ha autorizzato il personale medico del Centro trasfusionale a svolgere turni di pronta disponibilità feriale, dal lunedì al sabato, di dodici ore; con la delibera successiva, la n. 2733/1999, ha autorizzato, per i motivi indicati nella premessa della delibera, l'istituzione in via sperimentale, per quattro mesi, di un turno di guardia notturna al Dipartimento di patologia clinica riguardante le analisi cliniche, il Centro trasfusionale e la microbiologia. Il Commissario, in precedenza, con la delibera n. 2131 del 13 settembre 1999, aveva definito il piano per le situazioni di emergenza del 1999 del personale dipendente appartenente all'area della dirigenza non medica.
In data 9 febbraio 2000 i dirigenti medici e biologi di primo livello del Centro trasfusionale, non soddisfatti delle delibere assunte dal Commissario, hanno scritto a lui e ai tre responsabili dell'unità di base del dipartimento per ribadire l'urgenza di trovare una soluzione alla situazione di persistente disagio degli operatori del Centro trasfusionale impegnati in turni di pronta disponibilità, che di fatto sono una guardia domiciliare, e per chiedere un pronunciamento immediato al riguardo da parte dell'amministrazione. Il Direttore generale, subentrato al Commissario, in data 30 marzo 2001, ha trasmesso al Primario del Centro trasfusionale la scheda riepilogativa di negoziazione del budget 2001.
A giugno-luglio 2001 alcuni dirigenti medici del primo livello presso il Servizio trasfusionale, visto che la lettera scritta non aveva avuto risposta, stanchi della situazione che si era venuta a creare, si sono rivolti alla Direzione provinciale del lavoro richiedendo, come previsto dalla legge, l'istituzione del Collegio di conciliazione ed arbitrato per ottenere il rispetto del contratto di lavoro della dirigenza medica per quanto riguarda il comma 3 dell'articolo 20, concernente la pronta disponibilità. Questo articolo prevede solo che la disponibilità riguardi i periodi notturni e festivi e non più di 10 disponibilità mensili, mentre ne venivano richieste molte di più; di qui la lettera, di qui il ricorso alla Commissione di conciliazione arbitrale.
Chiedevano inoltre che venissero chiariti i criteri relativi alla suddivisione fra di loro dell'indennità di posizione prevista per il servizio medico, ma a tale richiesta non pervenivano risposte. A questo punto, visto forse che con la monetizzazione il problema non si risolveva e vista la situazione venutasi a creare e lo scontento esistente fra il personale e i ricorsi che potevano essere presentati alla Magistratura, il Direttore generale con la delibera n. 571/2002 ha revocato le delibere del Commissario n. 2014 e n. 2131 del 1999, ma nello stesso tempo ha respinto la domanda di mobilità interregionale presentata da un medico con le carte in regola per essere assunto e per far fronte alle necessità del servizio, in questo modo si sarebbe potuto risolvere il problema del Centro trasfusionale e quello della mancata applicazione del contratto di lavoro, ma il Direttore generale ha asserito che la dotazione del Centro trasfusionale non presentava disponibilità di posti vacanti.
Questi ed altri sono gli aspetti da ricordare in merito alla pronta disponibilità diurna feriale sostitutiva della guardia attiva al Centro trasfusionale, poi c'è anche tutta la documentazione che ho letto, gli ordini di servizio del primario al proprio personale, le contestazioni avvenute in merito al budget di spesa previsto dalla Direzione generale, l'intervento dell'ANPO che non portava alla risoluzione del problema. Siamo venuti a conoscenza di tutta questa documentazione di cui io sono in possesso; la necessità di avere alcuni chiarimenti, e quindi di presentare questa interpellanza, è scaturita in seguito all'esame di questa documentazione. Termino qui il mio intervento e mi riservo di intervenire dopo la risposta dell'Assessore. Ho cercato di elencare dall'inizio i fatti accaduti in questi quattro anni in cui il contratto di lavoro al Centro trasfusionale non è stato rispettato. Questa è la verità!
Presidente La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Chiedo conferma alla Presidenza del Consiglio se l'interpellanza consiste nella risposta alle domande poste, se, come ritengo, la risposta è affermativa, mi limito a rispondere alle domande poste.
La prima domanda che mi è stata posta è: "se, e come, intende evitare il contenzioso aperto con i medici del Servizio del Centro trasfusionale a seguito del mancato rispetto delle norme contrattuali da parte dell'USL di Aosta". Risposta dell'Assessore: la domanda è fuori tempo massimo perché l'interpellanza doveva semmai essere presentata l'11 marzo 2002 perché, con la delibera n. 571 dell'11 marzo 2002, l'USL ha revocato la delibera del 1999 che era stata presa con provvedimento straordinario ed è stata chiusa la vertenza.
Alla seconda domanda: "se per risolvere il problema di "pronta disponibilità diurna feriale" ritiene opportuno accogliere la domanda di mobilità interregionale presentata da un medico e respinta dall'USL", interpella la Giunta regionale e l'Assessore, risposta: la Giunta regionale e l'Assessore non sono competenti in materia di mobilità interregionale, come è ben noto. Questo punto non era accoglibile, Presidente del Consiglio, ma non ne faccio una responsabilità perché è il metodo di lavoro del Consigliere Beneforti, che è sempre più interessante dal punto di vista statistico.
Terza domanda: "se intende attivarsi, qualora si renda necessario, perché l'USL proceda ad una revisione della dotazione organica, in modo da dare all'intera struttura un'organizzazione più razionale per quanto riguarda il personale medico, tecnico e non medico"; anche a questa domanda rispondo che l'Assessore non può attivarsi per modificare la pianta organica dell'USL, pena accusa di gravissime interferenze da parte dell'Assessore nei confronti della libera autonomia della Direzione aziendale, accuse che lei ha fatto non più tardi di mezz'ora fa. Aggiungo a questo ultimo punto che gli stessi medici hanno scritto con una lettera che non si tratta di modifica di pianta organica, cioè gli stessi medici ribadiscono che non chiedono la modifica della pianta organica; per cui, stando alla lettera delle domande, la mia risposta così si conclude.
Presidente La parola al Consigliere Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Assessore, se lei non ha voglia di entrare nel merito degli argomenti, me lo dica! È così: lei non vuole entrare nel merito degli argomenti che qui vengono posti! È chiaro che le domande che le ho posto erano correlate alla relazione illustrativa che un consigliere può fare in dieci minuti. Le ho chiesto come intende evitare il contenzioso! L'ho citata io la delibera di revoca, ma a lei sembra logico che dei medici del Centro trasfusionale, per vedere rispettato il loro contratto di lavoro, debbano fare ricorso alla Commissione di conciliazione e successivamente minacciare di adire le vie legali per ottenere il rispetto dei loro diritti? Che solo dopo si faccia la delibera di revoca? Lei mi deve dire se ritiene giustificabile questo comportamento dell'USL.
Lei mi ha risposto che non è di sua competenza quanto richiesto nel secondo quesito. È stata presentata una domanda da parte di un medico che poteva venire in Valle d'Aosta, gli è stato risposto che la pianta organica non prevede… e via dicendo. Voglio capire allora se lei non ritiene che, per risolvere certi vuoti esistenti, prima di non rispettare il contratto di lavoro, si possa rivedere la pianta organica in modo da suddividere il personale in modo diverso e da aumentarlo laddove è necessario. Questo è il senso del mio discorso che lei non vuole capire! Lei ha detto che i medici non hanno chiesto la revisione della pianta organica… i medici hanno chiesto che si portasse lì un altro medico, è il nostro gruppo che le chiede se è necessario rivedere la pianta organica per aumentare il personale e rispettare il contratto di lavoro! Vogliamo sapere: intende o no rivederla?
Lei a volte fa capire che il padrone è lei, altre volte non lo è, ma la responsabilità politica e giuridica della politica sanitaria in Valle ce l'avete lei e la Giunta! Cosa ci sta a fare allora, Assessore, seduto su quella sedia, se non si assume le sue responsabilità! Le responsabilità politiche di quello che avviene sono sue, come accade per gli altri Assessori regionali, che nei loro ambiti si assumono le proprie responsabilità! Non doveva accettare di svolgere le mansioni da Assessore altrimenti!
Lei giustifica sempre tutto quello che avviene all'USL e infatti c'è malcontento all'interno e all'esterno dell'USL, per cui mi auguro che si arrivi ad un momento nel quale da parte vostra si comprenda che con questo metro di misura non si può andare avanti! Tanto più che c'era un medico che poteva venire, che poteva risolvere il problema di carenza di personale, oppure si poteva trovare un medico da un'altra parte per compiti di reperibilità, l'altro giorno lei ha detto qui che c'è un medico ogni due posti letto in Ospedale…
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… no, non siamo "fuori", è lei che è "fuori" perché non vuole comprendere che, quando c'è da coprire certi vuoti, bisogna coprirli in un modo o nell'altro, non si può pretendere sempre che i dipendenti debbano non rispettare il contratto e che si debba sempre monetizzare tutto e tutti! Certi contratti, poiché li avete sottoscritti, vanno rispettati, altrimenti si crea il malcontento fra il personale e poi accade quello che accade all'Ospedale di Aosta, dove i medici migliori se ne vanno e trovano attività lavorativa da altre parti.
Noi non possiamo perdere i medici migliori e avere i peggiori nell'Ospedale, dobbiamo cercare di portare avanti una politica dei servizi, ma è anche necessario che questi servizi siano resi da personale preparato e specializzato. E lei se ne lava le mani, fa sempre come Ponzio Pilato, e dice che non conta niente lì! No, caro Assessore, le ripeto che le responsabilità politiche sono sue, come lo sono degli altri Assessori per quanto riguarda l'area di competenza!
Presidente Si chiude la seduta del mattino perché il Consigliere Rini invita tutti i consiglieri e i giornalisti e i dipendenti del Consiglio a un vin d'honneur in onore della nascita della sua nipotina Iris.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 12,36.
