Objet du Conseil n. 2678 du 12 juin 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2678/XI Approvazione dell'elenco annuale per il 2002 e del programma lavori per il triennio 2002/2004 per la realizzazione di interventi di conservazione, di restauro e di scavo archeologico del Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali.
Deliberazione Il Consiglio
Viste le funzioni del Dipartimento Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali che prevedono la realizzazione di interventi di conservazione, restauro e scavo archeologico;
Esaminati i programmi di intervento da effettuarsi sul territorio regionale nell'anno 2002 nonché il piano pluriennale 2002/2004 redatti sui modelli di scheda forniti su programma informatico dell'autorità dei LL.PP. ai sensi del decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 21 giugno 2000, dai Servizi della Direzione Beni Archeologici e Paesaggistici e della Direzione Beni Architettonici e Storico Artistici, in base alle valutazioni riguardanti le necessità di tutela del patrimonio archeologico artistico e architettonico regionale;
Evidenziato che sono stati effettuati da parte degli uffici competenti preventivi e valutazioni per ogni singolo cantiere e che gli interventi sono stati a loro volta suddivisi per tipologia e costi presunti come riportato negli allegati alla presente deliberazione, dai quali traspare anche l'entità globale degli interventi ripartita nel triennio di programmazione;
Richiamata la delibera consiliare n. 2051/XI del 6 giugno 2001 con la quale si approvava il piano annuale 2001 e il programma lavori per il triennio 2001/2003;
Richiamata la delibera della Giunta regionale n. 3841 del 22 ottobre 2001 relativa all'adozione preliminare, ai fini della pubblicità prevista dall'articolo 2, comma 2, del decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 21 giugno 2000, del piano annuale per il 2002 e del programma lavori per il triennio 2002/2004 per la realizzazione di interventi di conservazione, di restauro e di scavo archeologico della Direzione Beni Archeologici e Paesaggistici e della Direzione Beni Architettonici e Storico Artistici;
Verificata la restituzione con relata da parte della Direzione Affari Legislativi, avvenuta con lettera del 31 gennaio 2002 n. prot. 1270/BUR, del Programma Lavori per il triennio 2002/2004 e del Piano Annuale per il 2002, dopo l'esposizione nell'elenco affisso all'Albo dell'Amministrazione regionale e che lo stesso non ha ricevuto alcun rilievo concernente il programma e il suo contenuto;
Visto il Decreto Ministeriale dei Lavori Pubblici del 21 giugno 2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 148 del 27 giugno 2000;
Richiamata la legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni e in particolare l'articolo 14;
Richiamata la L.R. n. 12/96 articolo 46 comma 5 e successive modificazioni e integrazioni, riguardanti l'applicazione della stessa al settore dei Beni Culturali;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 5186 in data 31 dicembre 2001 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2002/2004, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole rilasciato dal Soprintendente per i beni e le attività culturali, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;
Verificato che l'attuale programma può discostare dalle previsioni, relative agli anni 2002 e 2003, già espresse nella deliberazione del Consiglio regionale n. 2051/XI del 6 giugno 2001, effettuate per i vari Servizi e a seguito delle seguenti motivazioni:
- beni architettonici: si è potuta effettuare una migliore individuazione degli stanziamenti a seguito dell'espletazione delle procedure progettuali e di affido tramite gara pubblica;
- beni artistici e storici: la definizione del programma manutentivo ha enucleato le attività che si possono considerare di programmazione e di promozione ritenute necessarie a seguito degli attuali lavori di adeguamento dei castelli;
- beni archeologici: è stato necessario comprendere nel piano annuale attuale parte dei lavori previsti per il 2003 relativi alla chiesa di St. Etienne in Aosta, in considerazione delle necessità scientifiche e per ridurre gli inconvenienti legati all'utilizzo della Chiesa stessa.
Visto il parere della V Commissione consiliare permanente;
Delibera
1) di approvare le linee programmatiche di intervento per il triennio 2002/2004, come da piano allegato alla presente deliberazione e costituito da relazione esplicativa, relazione programmatica e tabelle riassuntive;
2) di stabilire che la Giunta regionale possa, nella realizzazione degli interventi, operare scostamenti del 10 percento rispetto al costo preventivo previsto per ognuno, nel limite della spesa impegnata;
3) di prendere atto che, in considerazione dell'entrata in vigore del Piano Lavori 2002-2004 e relativo Elenco Annuale per il 2002, la deliberazione della Giunta regionale n. 915/2001 nonché la deliberazione del Consiglio regionale n. 2051/XI-2001, mantengono la loro efficacia unicamente per l'ultimazione degli interventi approvati con l'anzidetta deliberazione consiliare;
4) di approvare a tale titolo la spesa complessiva per il triennio 2002/2004 di € 15.996.654,06 (quindicimilioninovecentonovantaseimilaseicentocinquantaquattro/06), di cui:
- € 3.544.178,40 (tremilionicinquecentoquarantaquattromilacentosettantotto/40) per l'anno 2002;
- € 4.920.135,84 (quattromilioninovecentoventimilacentotrentacinque/84) per l'anno 2003;
- € 7.532.339,82 (settemilionicinquecentotrentaduemilatrecentotrentanove/82) per l'anno 2004;
Queste somme troveranno copertura per:
Anno 2002
- Cap. 65920 (Spese per restauro e manutenzione straordinaria di beni mobili e immobili di interesse artistico e storico nonché installazione impianti e sistemazione museale - comprende interventi rilevanti ai fini IVA) per un totale di € 2.442.363,92 (duemilioniquattrocentoquarantaduemilatrecentosessantatre/92);
- Cap. 66000 (Spese per scavi e ricerche di interesse archeologico) per un totale di € 382.178,09 (trecentottantaduemilacentosettantotto/09);
- Cap. 66060 (Spese per restauri e opere di manutenzione del patrimonio archeologico) per un totale di € 719.636,39 (settecentodiciannovemilaseicentotrentasei/39);
TOTALE ANNO 2002 € 3.544.178,40 (tremilionicinquecentoquarantaquattromilacentosettantotto/40)
Anno 2003
- Cap. 65920 (Spese per restauro e manutenzione straordinaria di beni mobili e immobili di interesse artistico e storico nonché installazione impianti e sistemazione museale - comprende interventi rilevanti ai fini IVA) per un totale di € 4.102.024,51 (quattromilionicentoduemilaventiquattro/51);
- Cap. 66000 (Spese per scavi e ricerche di interesse archeologico) per un totale di € 51.645,48 (cinquantunomilaseicentoquarantacinque/48);
- Cap. 66060 (Spese per restauri e opere di manutenzione del patrimonio archeologico) per un totale di € 516.465,85 (cinquecentosedicimilaquattrocentosessantacinque/85);
- Cap. 66090 (Spese per la realizzazione del parco archeologico nell'area megalitica di Saint Martin de Corléans nel Comune di Aosta) per un totale di € 250.000 (duecentocinquantamila/00)
TOTALE ANNO 2003 € 4.920.135,84 (quattromilioninovecentoventimilacentotrentacinque/84)
Anno 2004
- Cap. 65920 (Spese per restauro e manutenzione straordinaria di beni mobili e immobili di interesse artistico e storico nonché installazione impianti e sistemazione museale - comprende interventi rilevanti ai fini IVA) per un totale di € 4.419.174,54 (quattromilioniquattrocentodiciannovemilacentosettantaquattro/54);
- Cap. 66000 (Spese per scavi e ricerche di interesse archeologico) per un totale di € 51.645,48 (cinquantunmilaseicentoquarantacinque/48);
- Cap. 66060 (Spese per restauri e opere di manutenzione del patrimonio archeologico) per un totale di € 361.519,80 (trecentosessantunmilacinquecentodiciannove/80);
- Cap. 66090 (Spese per la realizzazione del parco archeologico nell'area megalitica di Saint Martin de Corléans nel Comune di Aosta) per un totale di € 2.700.000 (duemilionisettecentomila/00)
TOTALE ANNO 2004 € 7.532.339,82 (settemilionicinquecentotrentaduemilatrecentotrentanove/82);
5) di approvare come parte integrante della seguente deliberazione gli allegati relativi al Programma Lavori e le tabelle descrittive, compilate secondo i moduli e le modalità richieste dall'Autorità e fornite dal Ministero per i Lavori Pubblici, su cui nessuna obiezione è stata fatta a seguito di pubblicazione all'albo notiziario per 60 giorni consecutivi (D.G. 3841 del 22 ottobre 2001).
Allegati
(Omissis)
Président Au sujet de cette délibération je vous rappelle que la Vème Commission à la majorité a énoncé un avis favorable avec des amendements.
La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.
Pastoret (UV) Permettez-moi avant tout de remercier les collègues qui se sont penchés sur ce plan de travaux pour 2002 et pour le triennat 2002-2004 au sein de la Vème Commission. Comme j'ai déjà eu occasion de le dire, cette année le plan de travaux se présente sous une veste un peu différente par rapport à celle des autres années car nous avons présenté ce plan sur la base des strictes dispositions de la loi n° 109/1994 mieux connue comme "loi Merloni". Cela parce que, suite au contentieux suivant l'avis de la Cour constitutionnelle sur la loi n° 12/1996 de la Région, on n'avait pas les éléments et les certitudes pour assurer l'approbation des dispositions prévues à l'article 46 de la loi n° 12, dispositions prévoyant une loi spécifique pour les biens culturels en matière d'?uvres publiques.
Dans l'attente d'avoir davantage des certitudes et de pouvoir donc disposer d'un projet de loi dans spécifique en la matière, on a pourvu à présenter un plan n'étant pas un simple document portant une liste d'interventions, mais un instrument de coordination des différents travaux, prévu sur la base des dispositions législatives en vigueur et contenues dans la loi n° 109/1994.
Voilà pourquoi cette année les fiches annexes sont reprises intégralement de la "loi Merloni" et elles sont assez techniques et complexes et, afin de permettre aux collègues de mieux évaluer les actes soumis à leur attention, on a joint en annexe d'autres tables même que celles de 2001 afin de permettre une meilleure lecture et une compréhension plus agile des différentes interventions prévues.
Cependant, au-delà des changements, le plan de travaux a conservé un rôle de programmation pour les activités futures des services concernés et représente un élément de transparence et d'information sur l'activité et sur les interventions dans le secteur archéologique, des biens architecturaux, artistiques et historiques.
Ce document présente le programme annuel et pluriannuel des interventions en rapport avec le budget annuel et pluriannuel de l'Administration qui a fixé le montant nécessaire à financer les ouvrages présentés en détail dans ce document.
Les fiches annexes présentent la situation de chaque intervention, elles contemplent une série de travaux à réaliser à partir d'une estimation des besoins en fonction des différentes nécessités de récupération et de restauration des monuments, des sites archéologiques, des biens historiques et artistiques sur la base des disponibilités inscrites au budget des années 2002-2003-2004.
Les fiches détaillent aussi les responsables de la procédure d'exécution des travaux, les sommes disponibles au cours de l'année courante, les sommes nécessaires disponibles pour la sécurisation des ?uvres et la prévision d'achèvement des travaux et de l'utilisation de l'?uvre. Les fiches résument enfin les priorités des interventions sur la base des paramètres qui sont définis sur la base d'un cadre de référence des dispositions en matière de biens culturels; la moyenne des priorités associées donne l'ordre d'importance prioritaire des interventions et cela comme il en était déjà pour l'année passée.
Ces fiches reportent aussi le total des disponibilités financières sur les trois ans, ce qui fournit les éléments nécessaires pour la réservation des dépenses afférentes aux différentes interventions. Les services et les bureaux compétents ont rédigé les devis et les estimations de chaque chantier et les travaux ont été repartis en fonction du type de la prévision de dépense, comme cela appert des annexes de la présente délibération.
Avant de porter très brièvement votre attention sur des points plus spécifiques, je voudrais rappeler que les fiches, étant les mêmes prévues par la loi n° 109/1994, ne sont pas modifiables. Elles ont été reprises intégralement par les procédures informatisées de l'Autorité de surveillance pour les ?uvres publiques et les cadres y afférents ne peuvent donc pas être dépassés ou modifiés. Les procédures prévues par la loi ont été respectées à partir de la publication des avis déjà au mois de septembre, 60 jours avant que le budget de la Région soit approuvé et cela comme le prévoit la "loi Merloni".
La particularité de cette loi prévoit que soient inscrites au plan de travaux seulement les ?uvres qui feront l'objet des nouvelles interventions à partir de 2002, voilà pourquoi on ne retrouvera pas dans la liste des interventions prévues les ?uvres qui étaient déjà présentées dans le plan des années précédentes et pour lesquelles les engagements de dépense ont déjà été pris en charge les années précédentes et les travaux sont en train d'être réalisés.
Pour venir aux chiffres, le plan de travaux pour 2002-2004 prévoit un engagement total de dépense de 15.996.000 euros, qui sont prévus en mesure de: 3.544.000 euros pour 2002, 4.920.000 euros pour 2003, 7.532.000 euros pour 2004.
Ces dépenses sont prévues au soutien des secteurs des biens historiques et artistiques, des biens architecturaux et des biens archéologiques, tout en particulier sont à retenir les suivantes interventions: en ce qui concerne les biens historiques et artistiques, interventions diverses d'entretien des meubles de propriété de la Région, meubles du Château de Fénis et collection du Château d'Aymavilles, ainsi que d'objets de propriété de privés qui nécessitent d'être restaurés; biens archéologiques, complètement des fouilles archéologiques diverses dans les Eglises de Morgex et de Saint-Etienne, mise en valeur des fouilles dans l'Eglise paroissiale de Saint-Vincent, mise en valeur du cryptoportique d'Aoste et réouverture du même au public, restauration de la façade principale du Théâtre romain échelonnée sur trois ans, entretiens divers du patrimoine meuble et immeuble de la Région: objets, murs romains, et cetera; dans le secteur archéologique, à partir de 2003 lancement de l'appel d'offres pour la réalisation du parc archéologique de Saint-Martin de Corléans; en ce qui concerne les biens architecturaux, consolidation et restauration des façades du Château d'Aymavilles, réfection du système d'éclairage et révision des processus de visite des Châteaux de Gressoney-Saint-Jean et de Fénis, récupération de la Maison dite "Lostan", réfection des implants d'éclairage du Château de Verrès, entretiens divers sur châteaux et monuments.
Je voudrais aussi rappeler que, par rapport à toute une série d'interventions qui avaient été prévues au cours des années précédentes, trois éléments sont à retenir: le premier, vous ne retrouvez plus ici la partie concernant la ville romaine de la Région dite "Consolata" car les travaux de réfection et d'aménagement sont terminés et elle est disponible pour la visite, une visite qui sera possible d'après les dispositions qui seront prises par le Gouvernement valdôtain dans une des prochaines séances pour assurer les dispositions de visite et d'accès à ladite structure; le deuxième, concernant les travaux de mise en sécurité et de réaménagement du Château Sarriod de la Tour de Saint-Pierre qui fait actuellement l'objet de travaux importants; le troisième, concernant le parc de l'aire mégalithique de Saint-Martin pour lequel le projet et les interventions de mise en sécurité se sont achevés.
Je disais tout à l'heure que toute une série d'interventions ne sont pas prévues; les Commissaires de la Vème Commission avaient demandé une liste à leur remettre quant aux ?uvres d'entretien et aux interventions différentes, j'ai envoyé il y a une semaine au Président de la Commission toutes les fiches avec les ?uvres d'entretien et les interventions différentes, je souhaite que les Conseillers puissent l'avoir reçu.
Je voudrais rappeler aussi que ne sont plus présentes sur ce plan des interventions telles que le Château Sarriod de la Tour de Saint-Pierre, mais aussi le bâtiment annexe au Château d'Aymavilles parce que là l'engagement de dépense a déjà été pris par l'Administration régionale, donc les travaux ont commencé et donc on ne retrouvera pas sur les fiches ces travaux, ainsi que ce sera pour la Tour du Bailliage d'Aoste où l'intervention prévue est de 4 millions d'euros et pour laquelle l'appel d'offres est terminé. Pour les interventions relatives aux systèmes d'éclairage du Château d'Issogne, les travaux ont commencé, pour le Château Baron Gamba de Châtillon a été prévue une dépense de 8 milliards de lires, les travaux ont été confiés à l'entreprise il y a tout juste quelques jours. Vous ne trouvez pas ces interventions dans la liste de cette année parce que les engagements de dépenses ont déjà été faits à partir de l'année précédente.
Président La discussion est ouverte.
La parole à la Conseillère Charles Teresa.
Charles (UV) Nous destinons aux biens culturels des ressources imposantes et dignes d'une terre et d'un Pays qui a un grand patrimoine à gérer: fouilles, sites archéologiques et artistiques, châteaux, églises, fresques, routes romaines, sculptures, fragments, pièces archéologiques, etcetera. Toutes ces richesses ont souvent des caractéristiques d'excellence historique, artistique, architecturale, environnementale. Dans le plan trisannuel le coût pour les biens culturels s'élève à presque 16 millions d'euros, un chiffre donc imposant qui démontre l'effort de l'Administration régionale dans ce sens.
J'avais dit l'année dernière, au moment du débat sur les biens culturels, que je reconnaissais des remarquables capacités professionnelles auprès d'un grand nombre de personnes qui travaillent à la Surintendance aux beaux-arts et que je me rendais compte de l'engagement du Gouvernement régional dans ce domaine et dans la recherche de fonds qui nous permettent d'intervenir de manière substantielle dans la sauvegarde de notre patrimoine et dans ces opérations de restauration et de maintien qui sont délicates et complexes.
Si nous examinons le plan qu'on nous présente, nous constatons qu'on a fait des choix pour des projets de grande envergure, certains qui ne sont pas loin de la conclusion, d'autres qu'on amorcent ces années-ci, c'est le cas notamment du Château de Quart, complexe riche avec des bâtiments d'époques différentes et avec fonctions diverses qui mérite un projet de restauration et d'utilisation qui doit être fait avec pondération, sans "pericolose fughe in avanti, insufficienti rispetto alla conservazione dell'importante valore che il complesso possiede" comme l'on lit dans le rapport d'un des membres de l'équipe chargée de l'étude du monument. En conséquence sont évidemment nécessaires des consultants, des comités scientifiques de haut niveau et sous ces aspects il n'y a rien à redire.
En même temps je conseillerais de soigner parfois des choses très secondaires, ou qui paraissent secondaires, celles qui ne sont que des détails, mais qui permettent une approche facile aux monuments, aux ruines éparses, comme pancartes, indications même pour les sites secondaires, l'entretien et le chemin et voies d'accès à ces châteaux qui ne sont pas aménagés. Je fais un exemple ou deux. Voulant me rendre au Château de Chenal, il y a déjà quelque temps, je n'ai pas su trouver le bon chemin, peut-être pour ma faute, et j'ai renoncé pour ne pas me perdre dans la brousse valdôtaine. A Arnad au Château supérieur, qui n'est pas de propriété régionale, mais où la Surintendance à travers une convention avait créé une entrée et un parcours qui portait au créneau, la situation s'est détériorée et, si j'étais responsable de la sûreté de ces lieux, je ne dormirais pas toujours tranquille. Ce ne sont que des détails, des exemples pas de grande valeur, mais je crois qu'ils sont significatifs suivant la règle qui dit que c'est par les petites choses qu'on voit les grandes.
J'avais souhaité l'année dernière la publication du travail fait en équipe par tous ceux qui avaient travaillé à l'inventaire de notre patrimoine rural. Je suis très satisfaite parce qu'un premier tome de cette imposante recherche sous le type d'une grande maison d'éditions a été impeccablement soignée par la responsable du secteur. Toujours, quant à l'aspect rural de notre patrimoine culturel, je viens de visiter la Maison Gérard-Dayné de Cogne, siège d'un futur musée ethnographique.
Les travaux avancent et ils me paraissent presque achevés et je me réjouis que dans la haute Vallée il y ait bientôt un autre bâtiment après celui, en particulier, de la Maison de Mosse de Runaz, il s'agit d'une admirable récupération qui ne peut que nous faire honneur.
Nous avons un grand besoin aussi dans la basse Vallée de sièges de ce type et nous pouvons peut-être compter sur l'émulation des administrations communales pour repérer quelque chose de semblable et, si possible, les pousser dans cette direction. Un vrai musée ethnographique ou plus d'un serait nécessaire pour illustrer et honorer la famille valdôtaine de notre civilisation.
On devrait à mon avis rendre permanent un siège comme la Maison de Mosse; je viens d'apprendre par une délibération du Gouvernement régional que la Maison de Mosse ouvrira sous peu, mais il y a des moments vides et la troisième saison, dont parle souvent aussi l'Assesseur au tourisme, nous offre parfois trop peu. Il semble que nous avons plusieurs musées en préparation, celui de l'IVAT à la Maison Nicoletta de Fénis du ressort de l'Assessorat de l'industrie où les travaux vont se conclure, il s'agira de la grande collection de l'IVAT, c'est-à-dire d'une recherche pendant plus de 50 ans de Foire de Saint-Ours après la seconde guerre mondiale.
Moi je sais que là il ne s'agit pas d'un discours strictement lié aux biens culturels, mais l'image de la Région est pour moi, et surtout pour la collectivité, une seule et il me paraît juste de voir et de considérer les choses dans leur ensemble.
Nous avons la précieuse Collection Brocherel qui aura peut-être son siège au Fort de Bard ou ailleurs, des projets nous en avons, mais nous n'avons pas de musées en ce moment de l'Assessorat de la culture, nous avions ce petit morceau du musée, qui ne devait pas, à mon avis tout à fait personnel, être fermé, même pas pour une exposition qu'on qualifie comme importante, mais qui reste tout de même une exposition temporaire. Si on pouvait garder ouverte la Maison de Mosse toute l'année par un musée non statique mais vivant, comme doivent être les musées d'aujourd'hui, et surtout permanent, l'image de la Vallée d'Aoste en gagnerait encore et on aurait un point de repère pour le tourisme culturel, dont on parle souvent.
Je ne veux pas insister là-dessus, je souhaite simplement que le Musée archéologique soit réouvert, métaphoriquement, le jour qui suit la fermeture de l'exposition sur le verre et donc qu'on prédispose le calendrier et le nouveau projet à temps et pas seulement cela, mais qu'il puisse ce musée rapidement s'élargir à toutes les salles des trois étages du bâtiment qu'on appelle improprement "Musée archéologique" et encore qu'on se mette en branle pour exposer le grand patrimoine numismatique de la Collection Pautasso qui nous a été généreusement offerte par la veuve Pautasso dans les années '80, que les spécialistes du secteur nous envient et dont l'exposition se limite pour le moment à quelques dizaines de mètres carrés.
La modernité qui conquiert l'Occident un jour après l'autre, une modernité qui tend à effacer le passé et l'histoire, ne peut que se servir de projets de très haut profil pour intégrer le passé et l'avenir. La Bibliothèque d'Aoste est un de ces exemples.
La Vème Commission a pu visiter dans les derniers mois plusieurs chantiers et toute la Commission a été bien satisfaite aussi pour la qualité des personnes qui nous ont accompagnés. Bien sûr nous écoutons et parfois nous avons même la prétention de dire la nôtre tout en n'étant point de spécialistes, cela peut paraître une ingérence excessive mais, lorsque j'ai entendu parler d'un grave problème statique de la Porte Prétorienne, avec lequel il faudra se mesurer sous peu, j'ai pensé à une vieille lecture dont je ne rappelais plus grand-chose.
J'ai par la suite cherché et trouvé ce texte et je veux le faire connaître aux collègues, comme pour un devoir d'ingérence, mais limité à ce Conseil, sans avoir la prétention de le faire connaître aux spécialistes, qui peuvent toujours en tenir compte s'ils le désirent et qui probablement le connaissent.
Il s'agit d'un texte daté d'un grand Surintendant des biens culturels du passé, Carlo Promis, il est prophétique dans son intuition que la Porte aura des problèmes ou pourra avoir des problèmes dans le futur, il faudra partir peut-être de là pour comprendre les problèmes d'aujourd'hui. Je vais vous lire ce texte en italien du XIXème siècle et qui est intéressant: "Edificio intiero trovasi interrato a meglio che a due metri di profondità, ogni parte però ho veduta e misurata mercé gli scavi e le perlustrazioni nelle cantine moderne verso nord, visitando le quali trovai non senza maraviglia che hanno per copertura la superficie inferiore del fondamento, fatto alla romana, in discesa di 15 a 20 centimetri, ed in uno strato unico di solidissimo ed alquanto elastico emplecton, la quale cosa facendo, che una metà del lato anteriore della fabbrica stia sospesa in aria, sarà cagione forse non remota della rovina dell'edificio intiero?.
Nous espérons que ce ne soit pas comme ça et que nos spécialistes puissent trouver au plus vite des solutions. Je passe à autre chose et vous me permettrez maintenant une petite note chauvine: la route romaine de Donnas encore fermée. Je dois tout de même reconnaître qu'on a fait cette fois le possible pour avancer et résoudre les choses, maintenant il existe des problèmes géologiques en amont et la sûreté ne se discute pas, un petit pas de l'avant nous l'avons fait en ayant la garantie du nettoyage ponctuel et de l'entretien du site archéologique.
Je passe au dernier argument qui touche de près les biens culturels: les bourgs moyenâgeux. On sait qu'une loi est en préparation ou qu'elle est prête. Moi je ne la connais pas encore et j'attends avec impatience la loi sur les bourgs.
J'espère et je souhaite, dans une optique de développement des valeurs environnementales, sociales, culturelles, touristiques et pour le bien-être de qui habite les bourgs, que la loi soit un bon acte législatif. Cette loi est nécessaire afin que des administrations communales sensibles puissent préparer des programmes extraordinaires pour des opérations de restauration et d'adaptation fonctionnelle des bâtiments destinés ou à des finalités scientifiques ou culturelles ou - pourquoi pas? - pour habitations et préparer en même temps des interventions dans les infrastructures.
Cette loi devra sauvegarder justement les valeurs historiques, artistiques, ethnographiques des bourgs valdôtains et de leur tissu urbain et social après les destructions, les mutilations, les dépouillements surtout du siècle dernier. Cette loi devra favoriser aussi le privé qui a fait un choix courageux de vivre ou de restaurer dans les bourgs en tenant compte de la vraie dimension collective d'un bien privé. J'ai cherché dans le PTP ce qu'on prévoit pour les bourgs, on en a censé 20 et il y a peut-être dans la loi une distinction à faire entre bourg et bourg; ce n'est qu'une suggestion.
Il y a des bourgs en Vallée d'Aoste qui sont des bourgs importants à la base des vallées latérales, mais il y en a d'autres qui sont délaissés mais, puisqu'ils ont été abandonnés depuis longtemps, ils se sont pour cette raison maintenus beaucoup plus intègres. Le PTP n'a pas dicté de vraies règles, dans les pages relatives aux biens culturels je lis: "la promotion et le contrôle des processus de conservation, de remise en état et de réutilisation des centres d'intérêt historique, artistique, documentaire ou environnemental", c'est donc une adresse générale.
Il me semble que les bourgs répondent à toutes ces caractéristiques et pas seulement pour la conservation, mais encore pour la réutilisation, ce qui signifie qu'ils sont un réservoir des logements, pour ne plus envahir improprement les campagnes avec toutes les conséquences des inondations par exemple, et par conséquent la loi sur les bourgs, comme je la vois, serait une garantie environnementale pour deux raisons: 1) parce qu'on pourra avoir des bourgs propres et sains, attrayants au point de vue touristique; 2) parce qu'on préservera la nature d'autres zones qui autrement serait peut-être menacées. Il nous faudra réglementer l'accès aux bourgs, fixer quelques principes de viabilité intérieure, il faudra être attentifs aux liens avec le territoire des environs.
J'ai pensé à cela et je relie le territoire des environs des bourgs, je le relie maintenant à ce que j'ai entendu à propos du Mont Mars lorsque M. Nicco parlait de "territorio circostante". Ici "territorio" c'est beaucoup plus limité, mais au fond c'est le territoire autour qu'il faut sauvegarder et, quand je dis "territoire", j'entends les rochers, les jardins et les terrasses en hauteur, certaines épaves de vignes héroïques qui existent encore, la floraison et la végétation de la biodiversité et après les parties de l'architecture, escaliers publics et privés, ruisseaux, rues, écoulements des eaux pluviales, petits canaux. Il faudra conserver à tout prix ce qui reste: fontaines, bassines, oratoires, chapelles, fresques, lampes, enseignes et nous pouvons ajouter encore tant d'autres choses et encore il faudra chercher à mettre en relief les stratifications successives des constructions où chaque époque a donné sa contribution qui s'est superposée à la précédente.
J'espère que la loi sera la résultante de toutes ces suggestions, j'entends dire de tout le monde, pas les miennes ou aussi les miennes, et j'espère qu'elle soit aussi un acte de foi envers notre territoire et tout cela avec l'archéologie, la restauration des châteaux et les biens culturels en général afin que nous puissions découvrir dans la gestion des biens culturels la clé cachée de notre passé pour essayer, si nous en sommes dignes, de maîtriser notre avenir.
Président La discussion générale est close.
La parole à la Conseillère Squarzino Secondina, pour déclaration de vote.
Squarzino (PVA-cU) Non sono intervenuta in sede di discussione generale perché abbiamo già lavorato parecchio in sede di commissione ed era inutile ripetere qui tutti gli elementi, le domande, le osservazioni fatte in sede di commissione.
Volevo solo dare ragione del nostro voto. Noi ci asteniamo su questo atto per due motivi: uno di fondo che è la scelta delle politiche culturali dell'Assessorato riguardo ai beni architettonici ed artistici, nel senso che emerge con forza e in termini di risorse messe, che la priorità riguarda la manutenzione, mentre c'è pochissimo per quanto riguarda la valorizzazione. In commissione si era detto: "Non è compito dell'Assessorato provvedere anche a questo".
Io credo che sia compito di una direzione, che si occupa dei beni architettonici ed artistici, non solo scavare e mantenere quello che c'è, ma anche metterlo in evidenza.
Io porto solo un dato che ci ha colpiti tutti, cioè con gli scavi che sono stati effettuati sono state riempite diciassettemila cassette che contengono oggetti di ceramica ritrovati.
Questo per dire che abbiamo un patrimonio enorme; non tutti i pezzettini saranno utilizzabili, però abbiamo un patrimonio enorme che non valorizziamo abbastanza. Ci sono alcuni siti archeologici, come il sito di Vollein e altri siti di questo genere, che non vengono valorizzati.
Credo che sia compito dell'Amministrazione non solo provvedere alla manutenzione, ma anche valorizzare, mettere a disposizione del pubblico perché, come ricordava molto bene prima la collega Charles, questo patrimonio può essere un'attrattiva importantissima proprio per lo sviluppo turistico della Regione, quello sviluppo dolce che prima è stato esaltato discutendo il progetto su Mont Mars e che andrebbe anche in questo settore portato avanti.
Président Je vous rappelle qu'au sujet de cet acte trois amendements ont été apportés par la Vème Commission; je vous propose par conséquent de procéder à l'adoption de cet acte en tenant compte des trois amendements et en votant par une seule délibération l'acte dans le texte qui découle de ces mêmes amendements:
Conseillers présents: 23
Votants: 20
Pour: 20
Abstentions: 3 (Curtaz, Squarzino Secondina, Tibaldi)
Le Conseil approuve.
