Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2676 du 12 juin 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2676/XI Disegno di legge: "Interventi per la valorizzazione della riserva naturale denominata Mont Mars, e del territorio circostante, in Comune di Fontainemore".

Articolo 1 (Finalità)

1. La Regione promuove, d'intesa con il Comune di Fontainemore, la valorizzazione naturalistica e la riqualificazione funzionale ed economica del territorio compreso all'interno della riserva naturale denominata Mont Mars, istituita ai sensi della legge regionale 30 luglio 1991, n. 30 (Norme per l'istituzione di aree naturali protette), nonché delle aree ad essa circostanti, caratterizzate da significativi elementi paesaggistici e socio-culturali e funzionalmente connesse con la riserva stessa.

Articolo 2 (Tipologia degli interventi)

1. Per il perseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 1, la Regione ed il Comune di Fontainemore promuovono la realizzazione di interventi finalizzati a:

a) attività di ricerca scientifica e di promozione connesse alle caratteristiche dell'area;

b) realizzazione di strutture e infrastrutture destinate alla fruizione turistica e naturalistica;

c) riqualificazione architettonica e funzionale degli edifici ubicati all'interno della riserva naturale e nel territorio circostante, in comune di Fontainemore;

d) acquisto delle aree a ciò necessarie.

Articolo 3 (Accordo di programma)

1. Per la definizione e la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 2, la Regione ed il Comune di Fontainemore promuovono, ai sensi dell'articolo 105 della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta), la stipulazione di un accordo di programma che:

a) individui e definisca sia le azioni diffuse sia le iniziative specifiche;

b) assicuri il coordinamento dei differenti soggetti cointeressati;

c) stabilisca i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro adempimento connesso;

d) individui le modalità di concessione o di trasferimento al Comune di Fontainemore degli immobili di proprietà della Regione ubicati all'interno della riserva e destinati alla valorizzazione dell'area.

Articolo 4 (Disposizioni finanziarie)

1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge è determinato in euro 466.500 per l'anno 2002, in euro 958.000 per l'anno 2003 ed in euro 1.366.000 per l'anno 2004.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nell'obiettivo programmatico 2.2.1.08. (Parchi, riserve e beni ambientali) mediante la riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al capitolo 69020 (Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento) dell'obiettivo programmatico 3.1. (Fondi globali), a valere sull'accantonamento previsto al punto D.2. (Valorizzazione ambientale delle località Mont Mars e Cheney) dell'allegato n. 1 dello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2002 e di quello pluriennale per gli anni 2002/2004.

3. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio e finanze, le occorrenti variazioni di bilancio.

Presidente La parola al relatore, Consigliere Cerise.

Cerise (UV) Questo disegno di legge è il risultato dell'originale elaborazione di un'idea e del suo successivo sviluppo da parte dell'Amministrazione comunale di Fontainemore, idea che ha trovato piena condivisione nella Regione che l'ha concretizzata mediante scelte politiche appropriate e il ricorso agli strumenti legislativi e amministrativi richiamati nello stesso disegno di legge e i cui contenuti sono stati illustrati in modo esaustivo nella relazione di accompagnamento allo stesso.

Parlo della legge n. 30/1991, del decreto del Presidente della Regione n. 513/1993 che istituiva la riserva, della legge n. 11/1998, del Piano territoriale paesistico. L'idea è costituita dalla convinzione che la riserva naturale del Mont Mars rappresenti per la comunità di Fontainemore un'occasione unica alla condizione che l'intero territorio sia messo in relazione con essa. Da questo punto di partenza è stata avviata la riflessione prima e l'elaborazione dopo di uno schema di "Progetto per lo sviluppo della riserva? strettamente relazionato con il territorio comunale. Lo schema ha preso avvio dalla riconsiderazione complessiva delle potenzialità del territorio e delle loro condizioni. Sono state valutate le valenze attuali e future derivanti dalla presenza della riserva, considerandola l'asse portante di una politica di riequilibrio interno alla comunità e di sviluppo della stessa, da una parte consolidandone la presenza e il significato ambientale e dall'altra considerandola strumento della rinascita e di riscatto.

È così stato possibile individuare sia realistiche prospettive di sviluppo, sia meccanismi di regolazione a cui affidare l'inversione di tendenza in atto da troppi anni, tendenza che portava ad un'involuzione di questa comunità con pericolosi segnali di abbandono e di spopolamento del territorio, in una condizione di chiusura tra le opportunità di un fondo valle relativamente lontano e privo di certezze e l'assistere al transito, in alcuni casi insostenibile, prodotto da coloro che si dirigevano in zone più alte, forse ancora più lontane e per certi versi esclusive, capaci in quanto dotate dei presupposti richiesti di crescita e sviluppo economico, sebbene anch'essi oggi meno sicuri.

La riserva è al tempo l'equivalente della fabbrica e dell'impianto di sci in una proiezione di sviluppo sostenibile basato sul recupero di un rapporto con l'ambiente che riscopra il passato in chiave moderna. Nessuna supina subordinazione all'imposizione di vincoli ha connotato questo percorso che al contrario ha preso avvio dalla scelta della comunità locale di percorrere la strada di costruire un presidio protettivo alla parte di eccellenza del proprio territorio. La consapevolezza del valore intrinseco di questo bene ha determinato, con una scelta condivisa, la ricerca di un vincolo che fosse di tutela e promozione. È percettibile in questo comportamento un forte e istintivo legame di questa popolazione alla terra percepita come parte integrante della propria identità, valore che resta irrinunciabile e che trova in questo processo motivo per ricomporsi e rinnovarsi rinsaldando le sue componenti.

L'obiettivo definito con sufficiente precisione nel rispetto delle caratteristiche e delle finalità naturalistiche della riserva naturale dunque è costituito dalla sua connotazione di effettiva potenzialità economica, attribuendole il ruolo di principale strumento di rinascita per la comunità sul cui territorio è insediata, di riequilibrio nei processi di sviluppo dell'intera Valle del Lys e di fattore per l'apporto di valore aggiunto all'intero "sistema Valle d'Aosta". Con queste prospettive gli sforzi principali sono stati fatti per individuare: razionali possibili ipotesi di intervento, la stima degli investimenti, i percorsi per la predisposizione della risorsa umana.

Il disegno di legge, che mette a disposizione le risorse finanziarie per l'avvio di questo programma, sottolinea la valenza naturalistica dell'area naturale protetta e non individua solamente l'obiettivo della sua riqualificazione funzionale ed economica, ma estende tale concetto anche alle aree circostanti la riserva stessa in quanto caratterizzate dalla presenza di significativi elementi paesaggistici e socio-culturali, ritenendole geograficamente, funzionalmente ed economicamente connesse con la riserva stessa. Il disegno di legge rinvia l'individuazione puntuale degli interventi al successivo accordo di programma e si limita alla definizione delle tipologie in un elenco nel quale sono proposte a grandi linee le finalità generali, come riportate all'articolo 2.

Per quanto riguarda i singoli progetti, occorre avviare la fase di confronto per la loro individuazione sulla base dello schema di "Progetto di sviluppo della riserva?, tenendo in debito conto la possibilità di altre fonti di finanziamento e fatta salva ogni ulteriore verifica durante la fase di definizione dell'accordo di programma.

Si possono tuttavia dare in questa sede alcune tracce sulle azioni che saranno avviate con probabile certezza, relative alle tipologie degli interventi indicati all'articolo 2.

Al punto a): dare al centro visita la possibilità di svolgere appieno il suo ruolo di perno delle diverse attività.

Per quanto riguarda il punto b), infrastrutturazione, gli interventi riguarderanno: l'adeguata segnalazione della riserva, la sistemazione della viabilità di accesso all'area, il completamento della rete sentieristica, l'elaborazione di un'ipotesi di "museo del territorio? distribuito appunto sul territorio che consenta di leggere le testimonianze e i processi, compresi quelli culturali, posti alla base degli insediamenti.

Al punto c), la riqualificazione degli edifici dovrebbe riguardare: la realizzazione del "rifugio diffuso? nell'adiacenza del lago della Barma recuperando tutti gli edifici esistenti - Barma Piccola e Barmetta - e adeguando la baita di Barma in modo da rispondere alle esigenze del personale di vigilanza o al servizio della riserva; la ristrutturazione dell'alpeggio di Ley Long con il recupero e la riattivazione a scopo agricolo di tutti gli edifici esistenti - ricordo come sia il complesso di Barma che quest'ultimo non sono e non saranno servite da strade -; la realizzazione della "porta della riserva? in località Lac del Vargno con recupero dell'edificio esistente e la sua trasformazione in struttura di attestazione e presentazione per quanti provengono dal fondo valle, costituendo il prolungamento del centro visita; utilizzazione turistico-sportiva del lago Vargno e delle aree ad esso circostanti.

L'acquisizione delle aree dovrebbe prevedere l'acquisto di porzioni di aree necessarie all'infrastrutturazione e l'acquisto di alcuni edifici particolarmente significativi sia dal punto di vista dell'ubicazione, della tipologia edilizia, dell'originaria destinazione d'uso, ad esempio il mulino di Farettaz.

La spesa prevista dal disegno di legge ammonta ad euro 2.290.500 di cui euro 466.500 per l'anno 2002 e graverà sul capitolo dei fondi globali come stabilito nel bilancio di previsione per l'anno finanziario 2002 e per quello pluriennale 2002-2004.

Presidente È aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Borre.

Borre (UV) È vero, si è detto e scritto innumerevoli volte che la Valle d'Aosta costituisce un insieme ambientale e culturale irripetibile, è altrettanto vero che la Regione ha voluto con la legge n. 30/1991, recante norme per l'istituzione di aree naturali protette, non solo affermare questa realtà, ma ha voluto garantire e promuovere la valorizzazione di questo patrimonio che ha permesso la sopravvivenza per decenni alle popolazioni residenti, popolazioni che con sacrifici e duro lavoro hanno contribuito al loro sostentamento e al mantenimento del territorio, purtroppo nell'ultimo trentennio il boom del settore terziario ha portato anche il popolo valdostano alla scelta di guadagni più sicuri e lavori più facili. Innumerevoli sono i tentativi: convegni, leggi regionali e leggi statali, interventi comunitari per riportare la presenza continua dell'uomo in quei territori rurali oggi in abbandono e grande degrado. Non è demagogia, non è semplicistica risposta agli eventi calamitosi dire che la presenza dell'uomo e dei lavori agricoli che esso faceva avrebbe in parte limitato i danni che siamo abituati, ormai sempre più spesso, a vedere a seguito di temporali e piogge continue.

La Regione con la legge n. 30/1991 vuole porre un ulteriore tentativo per invertire la rotta, cercando di fissare norme a tutela del territorio e nel contempo mettere a disposizione contributi finanziari per chi viene coinvolto nei vincoli o limiti che le aree protette richiedono.

Bisogna comunque dire che lo spirito autonomo, quasi anarchico dei nostri montanari, mal vedeva e forse ancor peggio accettava il concetto di parco o riserva. Era visto solo come limiti e vincoli imposti da gente che poco conosceva la loro realtà e il loro lavoro. Illustri e storici rapporti fra una realtà di parco, Grand Paradis, e la popolazione e gli enti locali coinvolti non avevano certo facilitato la cultura dei parchi e delle riserve della nostra gente. È sotto gli occhi di tutti che il territorio valdostano, almeno nell'ultimo trentennio, non sia più stato seriamente considerato quale elemento costitutivo dell'identità valdostana, quindi caratterizzante dell'identità stessa di un popolo.

Una breve riflessione: nella stessa considerazione era tenuta anche la nostra lingua, considerazione che purtroppo oggi si trova assente in tanti Valdostani. Due realtà queste, territorio e lingua, certamente belle, ma considerate collaterali, tenute a lato, certamente non disprezzate se non da alcuni per la lingua, allora come oggi, ma neppure considerate per quello che effettivamente sono, così facendo se ne è a volte perduto il rapporto diretto, si vuole dimenticare l'insolubile vincolo fino a perdere la coscienza stessa della loro esistenza.

Da alcuni anni stanno avanzando tenui segnali dell'avvio di una certa controtendenza, l'evoluzione stessa del dibattito ecologico da una parte e della riscoperta delle radici culturali dall'altra hanno favorito anche in Valle l'avvio, seppure ancora disordinato e isolato, di una riflessione in tal senso.

Sono sicuro che ormai è convinzione di tutti che il territorio costituisce risorsa per la popolazione che vi risiede e che questa risorsa non è riproducibile, non solamente con riferimento agli aspetti meramente economici, bensì, e oserei dire soprattutto, con riferimento agli aspetti culturali e identitari, infatti un territorio modificato disordinatamente, scimmiottando malamente richiami economici provenienti dall'esterno, è consumato non solamente dal punto di vista economico, ma diventa, oltre che non più reimpiegabile dal punto di vista culturale, anche pericoloso dal punto di vista dell'inquinamento sociale. Il disegno di legge oggi in esame costituisce un altro importante passo, un momento fondato sulla condivisione che il territorio costituisce una risorsa economica e culturale per l'intero Comune.

Credo sia necessario, indispensabile porre in evidenza che questo atto è il risultato finale dell'originale elaborazione di un'idea e del suo successivo sviluppo da parte dell'Amministrazione comunale di Fontainemore che, dopo aver preso coscienza senza timori della difficile situazione socio-economica del proprio Comune, ha avviato l'elaborazione di un progetto che risponde alle urgenti esigenze della propria comunità e non solo, progetto che peraltro gli amministratori di Fontainemore hanno costruito con la popolazione in continui incontri, progetto che vede la Regione non prevaricatrice e tanto meno a traino, ma coinvolta e convinta in questa iniziativa, iniziativa che vuole confermare la bontà del rapporto che si è creato negli anni fra comunità e la riserva naturale stessa. Credo di poter dire di avere avuto la sensazione della condivisione da parte della popolazione di questo progetto durante il sopralluogo della III Commissione nella passata legislatura, non solo, ma anche durante una gita che mi ha permesso di visitare alcuni villaggi e diverse baite.

Ho parlato con diversi abitanti che ancora oggi, con sacrifici incredibili, lontani da strade trattorabili, senza luce elettrica e senza altri servizi di primaria necessità, continuano il loro lavoro agricolo, amano questa terra e sono riusciti ad infondere nei loro figli lo stesso amore. Questi stessi contadini sono convinti che il futuro di quel territorio potrà migliorare anche grazie a questo progetto. Rimanendo al sopralluogo e alla gita mi tornano alla mente alcune riflessioni. Questa zona comporta un insieme di piccole realtà paesaggistiche e rurali portatrici di un retaggio culturale, configurate e curate per decenni da mani umane e in talune parti anche magnifici paesaggi di alta montagna. Il mantenimento e la cura di questa zona va a beneficio non solo del Comune di Fontainemore, dei Comuni limitrofi e della Valle di Gressoney, ma di tutta la nostra Regione.

È concretamente pensabile che si riprendano vecchie attività, che si rivitalizzino villaggi, che si realizzino infrastrutture per l'avvio e lo sviluppo della fruizione turistica e naturalistica, è presupposto fondamentale e irrinunciabile al fine di creare la salvaguardia del territorio rurale e montano la presenza di una popolazione locale stabile, bisogna però creare tutti i presupposti necessari affinché questa popolazione abbia la possibilità di organizzare e configurare autonomamente e responsabilmente i propri spazi di vita. Va ricordato che vi sono dei valori, quali gli spazi incontaminati, le riserve d'acqua, gli ecosistemi, aree di biodiversità, luoghi di riposo nel silenzio di grandi e incontaminati paesaggi, vanno ricordati certi valori che, benché apparentemente privi di ogni carattere utilitario, vanno protetti ed hanno un costo, un costo che non può e non deve essere a carico solo di quella comunità, ma della Regione tutta.

Parlando con gli Amministratori di Fontainemore ho avuto la convinzione che l'idea con cui si sono mossi è fondata sulla certezza che la riserva naturale del Mont Mars potrebbe costituire per la loro comunità o un vincolo, o un obbligo o un'imposizione, che, oltre che inutili, sono anche dannosi e soprattutto non modificano lo stato delle cose e la loro condizione, oppure potrebbe costituire un'occasione per il futuro a patto che l'intero territorio comunale, e quindi anche quello posto all'esterno dei confini della riserva naturale, sia messo in stretta relazione con quella porzione sottoposta a tutela all'interno della riserva. Lo sforzo degli amministratori è quindi stato quello di mettere in relazione la riserva con l'intero territorio comunale, affidandosi a questa prospettiva per progettare la ripresa di uno sviluppo economico, invertendo la tendenza in atto da anni.

È evidente che è questo uno sforzo iniziale e che dovrà svilupparsi negli anni con continuità ed unità di intenti. Gli amministratori e la popolazione considerano l'area naturale protetta area importante per la politica di riequilibrio interno alla comunità e quindi di sviluppo della stessa, consolidandone la presenza e il significato ambientale e considerandola ragione e strumento di ripresa e crescita.

Lavorando Comune, popolazione, dipartimenti regionali competenti, credo che si possa dire che sono state individuate prospettive di sviluppo realistiche, in grado di concretizzare il progetto, facendo sì che la parziale marginalizzazione comune a tante altre realtà si trasformi in conseguenza delle limitate modificazioni ambientali in una prospettiva positiva per il futuro.

È quindi necessario uno strumento legislativo che permetta l'avvio della trasformazione dell'area protetta del Mont Mars in un'effettiva potenzialità economica per la comunità in cui è insediata. Nel momento dell'accordo di programma saranno utili strumenti legislativi, soprattutto urbanistici, che dovranno tenere bene in considerazione ogni singola realtà, quasi scendere edificio per edificio, villaggio per villaggio, e uno studio approfondito per l'arricchimento del territorio, strumenti cioè che abbiano la capacità di cogliere tutti gli interventi necessari a non stravolgere l'esistente, permettendo però l'inserimento di modifiche e la costruzione di strutture capaci di rispondere alle esigenze di un vivere civile e al richiamo di un turismo naturalistico a cui la zona è predisposta.

È indispensabile la continuità del percorso che vede un pieno coinvolgimento dei proprietari, del Comune, della Regione e del professionista incaricato, solo costruendo insieme si vincerà la scommessa: trasformare l'area naturale protetta in un'effettiva potenzialità economica e non solo per questo caso, ma per altre zone protette già riconosciute o da riconoscere e questo progetto potrà essere il progetto pilota per altri comuni.

Presidente La parola al Consigliere Nicco.

Nicco (GV-DS-PSE) Il bilancio di previsione per il 2002 conteneva precisi e consistenti impegni nei fondi globali per iniziative di valorizzazione ambientale su due aree importanti della nostra regione: Mont Mars e Cheney.

A pochi mesi di distanza quegli impegni trovano oggi, per il Mont Mars, piena attuazione. Penso che dobbiamo dare atto con soddisfazione al Governo regionale ed all'Assessore Perrin del lavoro compiuto.

Quella del Mont Mars è una vicenda lunga, per molti aspetti esemplare, iniziata molti anni fa, nell'ormai lontano 1992, e anche prima. Fontainemore, come è già stato detto dal relatore e dal Consigliere Borre, come altri comuni di media montagna, si trovava in una situazione difficile con scarse prospettive, se non senza prospettive di sviluppo economico e sociale, un Paese tagliato fuori dal turismo tradizionale che lo attraversava frettolosamente per raggiungere la testata della valle del Lys e tagliato fuori anche dalle prospettive industriali, commerciali, artigianali che erano concentrate nel polo di fondovalle di Pont-Saint-Martin e Donnas.

Fontainemore individuò allora negli aspetti naturalistici, ambientali, paesaggistici del suo territorio una potenziale ricchezza e manifestò perciò l'interesse all'istituzione in una porzione di quel territorio, la località Vargno e dintorni sulle pendici del Mont Mars, di un'area naturale protetta. L'Amministrazione regionale accolse favorevolmente la richiesta e con una deliberazione, che poi fu molto discussa, la n. 10745/1992, diede avvio all'iter di istituzione di una riserva naturale.

Non era un'iniziativa estemporanea, non era un atto isolato, la riserva naturale del Mont Mars andava ad inserirsi in un ampio progetto che quel Governo regionale stava elaborando per la salvaguardia e la valorizzazione delle aree più significative da un punto di vista ambientale, ma in senso lato, della Valle d'Aosta e ciò in attuazione della ricordata legge n. 30/1991. Furono infatti allora assunte altre iniziative simili - ricordo il Marais a Morgex, il lago di Villa a Challand-Saint-Victor, Tzatelet ad Aosta, Côte de Gargantua à Gressan, Lolair ad Arvier, les Iles a Saint-Marcel ed altre ancora - e, proprio perché non erano iniziative estemporanee, per tracciare un quadro di assieme fu allora promossa la redazione di uno studio preliminare al piano regionale delle aree protette, che dovrebbe essere ancora in qualche cassetto di qualche struttura dell'Amministrazione.

Il Governo regionale approvò quello studio importante e lo trasmise ai Comuni territorialmente interessati perché si esprimessero in merito e quel Governo iscrisse a bilancio, nei fondi globali 1993, 3,5 miliardi in lire, che nel 1992 costituivano una risorsa di qualche rilievo, per finanziare questo tipo di politica, una politica ambientale che, per l'appunto, tendeva a realizzare le finalità chiaramente indicate nell'articolo 1 della citata legge e cioè: "La Regione, nell'ambito delle proprie competenze statutarie, tutela l'ambiente naturale in tutti i suoi aspetti e ne promuove e disciplina l'uso sociale e pubblico, compatibilmente con le esigenze di generale salvaguardia delle risorse naturalistiche, paesaggistiche ed ecologiche, coerentemente ad obiettivi di crescita socio-economica delle popolazioni locali...".

Ebbene, quella politica suscitò anche forti opposizioni che si espressero pienamente e si focalizzarono proprio in relazione alla riserva naturale del Mont Mars. Vi fu chi cercò di contrastare in ogni modo l'istituzione di questa riserva con una coordinata ed articolata azione. Con iniziative in questo Consiglio. Ricordo una mozione con cui si chiedeva la revoca dell'avvio dell'iter di istituzione di quella riserva. Nel corso del dibattito in quest'aula, un consigliere ipotizzò addirittura l'esistenza di un contesto tale da essere definito "piaga purulenta".

Ci furono varie opposizioni indirizzate al Presidente della Commissione di coordinamento in cui il riferimento era a "mercanteggiamenti che hanno quale soldo la dignità e la personalità delle popolazioni interessate?, e addirittura "i presupposti stessi della democrazia?, ho letto testualmente. Ci fu un ricorso all'autorità giudiziaria tramite un esposto alla Procura della Repubblica. Ci fu una velenosa ed insinuante campagna di stampa di cui ricordo in particolare un articolo, con titolo a cinque colonne, comparso sulla prima pagina regionale de "La Stampa": "Troppi interessi dietro il parco"; in questo articolo si coniava fra l'altro un neologismo ad effetto: "In Valle d'Aosta stava per avviarsi un'Ambientopoli", termine a cui dubito si volesse attribuire il senso vero, proprio, etimologico, di città dell'ambiente, era piuttosto sulle assonanze con un altro termine allora in auge - siamo all'inizio degli anni '90 -, e cioè con Tangentopoli, che evidentemente si giocava. Ricordo anche alcuni servizi televisivi, se li ricorderà anche il collega Tibaldi, Tg3 e anche Telealpi - il collega era redattore di Telealpi in quella occasione -, in cui si parlava di "ambientalismo prezzolato?, si "stigmatizzava un'azione politica piuttosto singhiozzante e poco lucida?, si accusava l'Amministrazione regionale di "scelte improvvisate?, di "correre dietro ad interessi precostituiti?, di "dispersione di denaro? e quant'altro.

Nonostante questo dispiegamento di forze, questo fuoco incrociato, la cortina fumogena creata ad arte si diradò ben presto e l'iniziativa seguì il suo corso. Un corso che ha dimostrato ampiamente a tutti quanto quelle polemiche fossero pretestuose, strumentali, ridicole. L'istituzione della riserva naturale del Mont Mars non è stata l'inizio di un'Ambientopoli in Valle d'Aosta e non celava alcun oscuro interesse, era una lungimirante iniziativa del Comune di Fontainemore appoggiata pienamente dall'Amministrazione regionale, attorno alla quale quella comunità ha cercato e cerca tuttora di costruire una parte importante del proprio futuro. Non a caso "Mont Mars, mon futur? titola una recente pubblicazione del Comune di Fontainemore.

Il relatore Cerise ha detto giustamente che quella riserva rappresenta "l'asse portante di una politica di riequilibrio interno alla comunità e di sviluppo della stessa? e che quella riserva è "il principale strumento di rinascita per la comunità sul cui territorio è insediata?.

È un'iniziativa significativa anche per quanto concerne il metodo. Fin dall'inizio, fin dal momento in cui si discuteva dell'opportunità o meno di istituire la riserva naturale, l'Amministrazione comunale di Fontainemore procedette con un'assemblea pubblica al pieno e diretto coinvolgimento di tutta la comunità in quelle scelte così importanti e così è stato sempre in seguito: nessuna decisione verticistica è stata presa a Fontainemore nel chiuso di qualche ufficio, ma sempre c'è stato confronto aperto con tutta la popolazione.

Ogni passaggio è stato presentato, spiegato, discusso in altre innumerevoli assemblee pubbliche, fra l'altro sempre affollate e io credo che di ciò si debba dare pienamente atto al Comune, agli Amministratori di Fontainemore, quale esempio di positivo rapporto fra amministratori e amministrati che non si risolve nel momento delle elezioni con una delega in bianco, ma che prosegue poi con un confronto continuo, costruttivo per tutti i cinque anni del mandato.

Da allora sono stati compiuti passi importanti, in particolare la realizzazione di uno splendido centro visita, con museo naturalistico, multivisione sui vari aspetti della riserva, anche storici, una sala polivalente. Un centro visita che costituisce non solo la porta di accesso al Mont Mars, ma che sta diventando una delle strutture portanti di aggregazione e di incontro della comunità di Fontainemore. Importanti sono - e devono essere continuati - anche i rapporti che l'Amministrazione comunale di Fontainemore ha incominciato ad intessere con il versante biellese del Mont Mars per un coordinamento delle politiche ambientali sui due versanti.

Con la legge oggi in discussione compiamo un altro passaggio determinante, decisivo per la comunità di Fontainemore, ma il cui significato, a mio avviso, è ben più ampio, infatti questo è un tentativo di realizzare su un determinato territorio - oggi a Fontainemore, ma domani potrà essere un altro comune - un intervento che superi la settorialità, che promuova sinergie e che delinei un quadro organico per favorire quello "sviluppo sostenibile? a cui spesso ci richiamiamo. Questa maggioranza, questa Amministrazione più in generale, prova in questo modo a tradurre in azioni concrete quel concetto e cioè passa dalle pur necessarie, ma a volte fumose elaborazioni teoriche, alla realizzazione di un progetto con il quale si ricerca quel difficile, ma necessario equilibrio fra l'obiettivo di salvaguardia ambientale, naturalistica, paesaggistica e l'esigenza di mantenere l'uomo sul territorio, a cui accennava bene anche il collega Borre, quindi alla messa in opera di quegli interventi che consentano all'uomo di continuare a vivere ed operare in quel territorio proprio valorizzandone gli elementi e gli aspetti peculiari.

Ecco perciò le ragioni di una legge ad hoc, una legge semplice, concisa, chiara, come credo dovrebbero essere sempre le leggi che approviamo in questo Consiglio. Una legge che all'articolo 2 definisce il quadro generale delle iniziative e la necessità poi di uno strumento, l'accordo di programma, tra Comune e Regione in cui tradurre quelle indicazioni in precise scelte operative.

Alcune già sono state delineate, tra queste la realizzazione di un rifugio, precisando con espressione pregnante che è un "rifugio diffuso" definito così, giustamente, perché interesserà una serie di strutture edilizie esistenti in località La Barma e La Barmetta funzionalmente collegate ad una struttura principale ed è un rifugio che potrà essere un punto di riferimento per due importanti iniziative di cui si sta discutendo da tempo, cioè l'Alta Via n. 3, dal Monte Rosa alla Rosa dei Banchi, quale completamento del Grand Tour della Valle, e la Via Alpina, che, percorrendo l'intero arco alpino da Monaco a Trieste, attraverserà la Valle d'Aosta e con una variante dovrebbe toccare anche il Mont Mars.

Altre cose già sono state dette: ristrutturazione degli alpeggi a Ley Long, sistemazione della strada interpoderale di accesso e della rete sentieristica, ma soprattutto di particolare rilievo il recupero e la valorizzazione dello straordinario patrimonio edilizio dei villaggi di Fontainemore, villaggi di media quota, come Farettaz, che dovrebbero costituire una cerniera tra il capoluogo nel fondovalle e la riserva e non a caso il disegno di legge che stiamo per approvare ha come titolo: "Interventi per la valorizzazione della riserva naturale denominata Mont Mars e del territorio circostante".

La comunità di Fontainemore ha saputo, ha voluto imboccare una strada che, come ho ricordato, non è stata sempre agevole e su cui non sono mancati gli ostacoli, ma la determinazione, la perseveranza di amministratori e cittadini hanno consentito di proseguire lungo questo cammino e noi dobbiamo essere loro riconoscenti perché quella comunità ha così dimostrato che non ci sono solo Valdostani disposti a rinunciare al bene più prezioso, alla propria terra, per qualche, certo appetibile, ma effimero guadagno, e diventare così stranieri a casa loro, ma ci sono anche e ancora Valdostani che la propria vera ricchezza, il territorio, vogliono continuare a gestirla in prima persona.

Noi ci auguriamo che, proprio sulla base di questa esperienza di Fontainemore, altri comuni della Valle d'Aosta sappiano e vogliano intraprendere un percorso analogo, individuando ognuno di essi, sulla base della propria particolare realtà geografica, economica, storica, culturale, quel volano, quell'elemento centrale determinante che per Fontainemore è oggi rappresentato dal Mont Mars. Per tutte queste ragioni il nostro voto positivo a questa legge sarà espresso con particolare ed anche personale soddisfazione e convinzione.

Presidente La parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Dopo gli interventi totalmente condivisibili dei colleghi che mi hanno preceduto ci chiedevamo persino se era il caso di intervenire perché raramente ho sentito in questa aula cose tanto condivisibili. Io non penso fra l'altro che anche una certa enfasi che ho sentito in qualche intervento sia spropositata, io credo invece che ci troviamo oggi di fronte ad un passaggio importante nella storia di questa Regione.

È vero che approviamo una legge, quindi diamo uno strumento giuridico che poi dovrà avere "gambe", dovrà essere concretamente promosso da domani, però è anche vero che questo strumento giuridico mi sembra che sia una pietra miliare di un certo cambiamento di mentalità che è maturato in questi anni ed io ritengo immodestamente anche un po' grazie alla nostra opera di persuasione politica e culturale perché l'esempio del Mont Mars è la dimostrazione di come sia possibile ottenere quegli obiettivi che spesso abbiamo dichiarato in quest'aula e che hanno trovato finalmente un riscontro concreto.

Mi riferisco agli obiettivi della salvaguardia ambientale associata alle opportunità economiche che si esplicano con uno sviluppo turistico sostenibile. Perché dico che è una pietra miliare? Perché mi auguro intanto che questa iniziativa abbia il successo che merita, ma mi auguro anche che questo sia l'esempio per iniziative analoghe.

Infatti, conosciamo in Valle d'Aosta delle analoghe situazioni, dei siti che andrebbero valorizzati, non solo perché il paesaggio è bello e va conservato per la vista dei turisti, va conservato e va tutelato anche perché deve costituire una risorsa economica che deve scaturire da un suo utilizzo naturale, da un suo sfruttamento a misura d'uomo rispetto allo sfruttamento che è avvenuto nel nostro territorio soprattutto negli anni '50-'60.

Quel modello di sfruttamento del nostro territorio ci ha resi forse più ricchi dal punto di vista economico, o forse ha reso più ricco solo qualcuno, ma ci ha resi sicuramente più poveri dal punto di vista culturale, dal punto di vista ambientale perché abbiamo importato dei modelli che non erano neppure consoni alla nostra cultura e alla nostra tradizione. Io credo che invece quello di oggi sia un modello che è consono alla nostra tradizione e alla nostra cultura e che anzi interpreti modernamente l'esigenza che il Valdostano ha sempre vissuto di attaccamento al proprio territorio, di possibilità di utilizzare il proprio territorio rispettandolo e ricavando le proprie risorse economiche.

Queste quattro parole mi sentivo di dirle perché spero che l'iniziativa del Mont Mars abbia successo - e da qui anche l'augurio agli amministratori locali e a chi gestirà questa iniziativa - perché il successo potrà incentivare altre iniziative, che devono partire localmente, dagli stessi proprietari, dalle comunità locali. La Regione dovrà quindi farsi interprete di queste esigenze incentivando questo tipo di iniziative. Ovviamente il nostro voto sarà favorevole al disegno di legge in oggetto e speriamo che da qui a qualche anno il Consiglio possa occuparsi di iniziative analoghe.

Si dà atto che dalle ore 19,14 riassume la presidenza il Presidente Louvin.

Président La discussion générale est close.

La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) Avant tout pour remercier les membres de la IIIème et IIème Commission pour leur travail, pour remercier le rapporteur et les Conseillers qui sont intervenus. Je crois que dans leurs interventions nous avons parcouru tout ce qui a été fait pendant ces années heureusement, nous sommes loin des préoccupations d'Ambientopoli: il s'agit vraiment d'un parcours de respect et d'approche différente au territoire ce qui a été fait pendant ces années.

Je me permets encore de faire deux considérations d'ordre général quant au territoire de notre Région, notre richesse la plus importante. Dans ce territoire nous trouvons quand même des endroits qui par leur position, leur utilisation et leur particularité représentent des richesses d'un point de vue naturel, environnemental et culturel, des endroits qui méritent une attention tout à fait particulière aussi que des interventions visant à valoriser leurs caractéristiques, tout en respectant les valeurs dont elles sont porteuses.

A cet effet nous avons voulu prévoir une première disponibilité financière sur les fonds globaux prévoyant une valorisation environnementale du Mont Mars et, comme deuxième exemple, nous avons l'intention de procéder avec un projet de loi spécifique pour la zone de Cheneil qui est une autre zone d'une grande valeur environnementale et culturelle.

Il s'agit donc d'une première intervention qui vise à valoriser la réserve naturelle, mais qui vise surtout à rendre fonctionnelle la réserve avec le Pays de Fontainemore afin de produire des opportunités de développement quant aux activités agricoles, artisanales et touristiques. La réserve, riche en valeurs naturelles, peut représenter un grand atout d'image pour toute la basse vallée du Lys et représente aussi une offre touristique alternative et complémentaire à l'activité touristique traditionnelle, une image qui, avec d'autres endroits particuliers, peut dignement représenter toute la Vallée d'Aoste pour ses valeurs les plus authentiques et représenter une véritable richesse pour notre offre touristique générale.

Il est d'ailleurs indispensable que dans les années 2000 nous ayons défendre et valoriser les sites pas compromis, qui nécessitent d'une attention particulière et d'interventions de valorisation bien ciblées qui évitent le risque de l'oubli et de l'abandon.

Ces considérations d'ordre général faites, le projet de loi en question, qui est très simple et efficace, cherche à donner une réponse concrète partant d'une Commune qui s'est démontrée particulièrement sensible à un développement durable, une Commune qui dispose d'un territoire difficile, mais très intense, étendu et riche en ressources naturelles. Le défi des Administrateurs communaux de Fontainemore est bien celui de créer des conditions minimales de travail, mais surtout de fournir des opportunités pour la création des activités économiques pour les petites entreprises, soit agricoles, agrotouristiques, artisanales et touristiques, condition de base pour garantir un minimum de présence humaine sur le territoire, un minimum de tissu social nécessaire afin d'éviter l'abandon total de la montagne avec toutes les conséquences que cela peut comporter.

La Région donc dans ce domaine fournit les instruments et des disponibilités financières afin que la Commune avec sa population puisse développer un programme d'interventions nécessaires à utiliser de façon convenable les ressources de son territoire. L'accord de programme définira les procédures, les projets et les financements, il reviendra donc à la Commune de Fontainemore de donner pleine application aux différentes interventions prévues dans le sens de reconnaître pleine autonomie de gestion à la collectivité locale.

Je suis sûr que cette collectivité saura tirer profit de cette opportunité et sur ce sillon l'on pourra dans les prochaines années envisager d'autres interventions pour d'autres sites dont notre Région est encore si riche.

Président On procède à l'examen, article par article.

Sur l'article 1er, la parole au Vice-président Lattanzi, pour déclaration de vote.

Lattanzi (FI) Per dichiarare il voto favorevole del gruppo di Forza Italia a questo disegno di legge e per aggiungere due riflessioni alle molte riflessioni condivisibili che abbiamo sentito in questa aula, ma anche per porre un accento diverso alla lettura delle riflessioni che abbiamo sentito.

Siamo assolutamente d'accordo che il turismo ambientale diventi uno dei fulcri della proposta turistica valdostana. Qualcuno oggi "tira la giacca" a questo provvedimento per assumersene i meriti, credo che sarebbe uno "sport" inutile vedere quale pezzetto di questa cultura sia di uno piuttosto che dell'altro, penso che per Fontainemore sia importante che ci sia questa cultura oggi. Da parte nostra noi possiamo solo dire che, per quanto ci riguarda e per quello che è stato l'iter di questo provvedimento e la storia lunga, complessa di questo provvedimento, come diceva il collega Nicco, questo è un provvedimento che arriva con almeno dieci anni di ritardo. Siamo tutti contenti, ma dobbiamo dire che qui arriva con dieci anni di ritardo ed è il primo aspetto.

Secondo aspetto: io non enfatizzerei più di tanto perché non è con questa destinazione di risorse che risolviamo i problemi della zona turistica di Fontainemore. Diciamoci anche le cifre: 1 miliardo per il 2002, 2 miliardi per il 2003, poco meno di 3 miliardi per il 2004.

Io direi che è un primo segnale, ma è tardivo e titubante, poi vedremo se la convinzione del turismo di questa Regione... con le decine e centinaia di miliardi spesi in consulenze per studiare l'industria del turismo in Valle d'Aosta, possano partorire, invece che tante idee, magari dei fatti più concreti.

Président Je soumets au vote l'article 1er:

Conseillers présents et votants: 28

Pour: 28

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Je soumets au vote l'article 2:

Conseillers présents et votants: 28

Pour: 28

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Je soumets au vote l'article 3:

Conseillers présents et votants: 29

Pour: 29

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Je soumets au vote l'article 4:

Conseillers présents et votants: 29

Pour: 29

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Je soumets au vote la loi dans son ensemble:

Conseillers présents et votants: 29

Pour: 29

Le Conseil approuve à l'unanimité.