Objet du Conseil n. 2284 du 14 novembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2284/XI Interventi per la corretta gestione dei bacini idrici della Valle d’Aosta dopo l’alluvione dell’ottobre 2000. (Interpellanza)
Interpellanza Premesso:
- che l’evento alluvionale del 13-15 ottobre 2000 ha causato il deposito di ingenti quantità di materiale litoide nella Dora Baltea e nelle principali aste torrentizie;
- che è urgente e necessario procedere a operazioni di disalveo al fine di evitare, qualora il livello delle acque aumenti, pericolosi fenomeni di esondazione o di ostruzione dei corsi fluviali;
- che la legislazione nazionale si è arricchita di recenti disposizioni e fissa criteri per la corretta gestione dei bacini idrici;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l’Assessore regionale delegato per sapere:
1) se gli uffici competenti hanno effettuato una stima della quantità di materiale che si è riversata nei corsi d’acqua e, in particolare, nella Dora Baltea, a seguito dell’evento calamitoso di cui in Premessa: in caso affermativo, quali sono i valori calcolati;
2) in quali zone si è già provveduto all’asportazione del materiale (o di una parte di esso) in esubero, quali sono le rispettive quantità estratte, quali soggetti privati (imprese) sono stati coinvolti in tali operazioni di ripulitura e dove sono stati stoccati gli accumuli;
3) secondo quale programma (tempi e modalità) intende procedere alle ulteriori operazioni di disalveo della Dora Baltea e degli affluenti interessati;
4) se, nelle zone più a rischio, sono previsti ampliamenti delle aree naturali di esondazione.
F.to: Tibaldi - Frassy
PresidenteLa parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI)L’alveo della Dora Baltea e quelli di altri torrenti affluenti dello stesso fiume sono colmi di materiale inerte. Il fenomeno è ben visibile percorrendo il fondovalle, dove si può notare come il fiume principale della nostra regione, in diversi punti, abbia dei cumuli di materiale litoide, di inerti, che sono più alti delle sponde laterali.
È naturale che questo fenomeno è stato causato principalmente dall’evento alluvionale che ha colpito la nostra regione un anno fa, ma è altrettanto vero che la sedimentazione di questo materiale si è costituita anche ad opera di fenomeni meteorologici e di dissesto idrogeologico che risalgono ad anni precedenti.
Non dimentichiamo che altre alluvioni, anche se meno gravi, hanno colpito Valle d'Aosta intorno alla metà degli anni ’90. Questo materiale che si sta sedimentando sui letti fluviali ha creato degli isolotti di ghiaia e pietrisco che, come segnaliamo nell’interpellanza, sarebbe opportuno rimuovere. Sappiamo bene che la rimozione o meglio il disalveo di questi fiumi potrà evitare un domani, se si ripresentano fenomeni meteorologici come quelli che si sono verificati, esondazioni, ostruzioni degli stessi letti fluviali e di conseguenza danni e fenomeni calamitosi di cui abbiamo avuto testimonianza in passato.
Il problema è stato più volte sottolineato, proprio all’indomani dell’alluvione dello scorso anno, ed è stato constatato che le arginature di per sé non sono sufficienti, ma devono essere affiancate dalla pulizia dei fiumi, perché la politica dei corsi mantenuti allo stato naturale risulta essere è più un danno che non un vantaggio. Ovviamente questo non vuol dire che bisogna sostituire il cemento al letto del fiume, né che bisogna procedere ad escavazioni selvagge nell’ambito del letto fluviale, però è altrettanto vero che la regimazione e il controllo dei bacini idrici è di fondamentale importanza per la tutela dello stesso bacino e di conseguenza per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio che sono circostanti a questo bacino. Se le arginature sono importanti, nel senso che contengono il flusso d’acqua, anche se ne aumentano la velocità, sappiamo anche che il disalveo, ovvero l’asportazione del materiale litoide, è importante perché aumenta la sezione del fiume e di conseguenza migliora la portata oraria dello stesso, evitando in caso di sovrabbondanza di acqua fenomeni tipo esondazioni o ostruzioni.
Con questa interpellanza si chiede quali sono le iniziative e le attività che finora sono state svolte ed adottate dall’Assessorato competente in materia. Le prime due domande sono meramente di tipo cognitivo perché si chiede quali sono i dati finora in possesso degli uffici competenti dell’Assessorato, cioè se è stata stimata la quantità di materiale presente nei letti fluviali e di questa quantità qual è l’entità che è stata asportata; in quali sono intervenute queste attività di tipo estrattivo; come sono stati coinvolti i soggetti privati, nella fattispecie le imprese e dove sono stati stoccati gli accumuli.
La terza domanda invece è quella più sostanziale di questa interpellanza perché chiede qual è il programma, quali sono i tempi, le modalità e le procedure per intervenire. Sappiamo che la legge è piuttosto restrittiva in materia ma che sono allo studio delle modifiche normative per poter rendere più agevole l’asportazione di questo materiale. La stessa società Geval ha chiesto di poter procedere allo sghiaiamento dei bacini idrici che sono stati intasati da un eccesso di materiale litoide, la stessa società quindi ha chiesto che la Regione proceda alle operazioni di disalveo e giustamente, come si legge nella delibera n. 3.674, la Regione ha riconosciuto che queste operazioni di disalveo devono essere effettuate non solo nei bacini di accumulo, ma anche in tutte le aste torrentizie regionali, oltre che nella Dora Baltea.
Si parla di progetti di gestione, che sono in capo ai soggetti privati, in questo caso alla Geval che ho citato, ma è auspicabile che ci siano altri progetti di gestione, che dovranno poi essere approvati dalla Regione ai sensi della legge n. 152/99 la quale che prevede una competenza in capo alla stessa Regione in materia di tutela dei bacini idrici.
L’Assessore, rispondendo ad un'interpellanza un anno fa del gruppo dell’Ulivo, ha detto che si doveva procedere alla definizione di un programma di pulizia e disalveo della Dora. A distanza di un anno ci permettiamo di chiedere cosa è stato fatto. Abbiamo visto che è stato costituito un gruppo di lavoro pochi giorni fa - perché la delibera che ho citato prima porta la data dell’8 ottobre - che dovrebbe stabilire le modalità di elaborazione di questo programma, di questa linea di interventi che si presume l’Assessorato vorrebbe portare a compimento.
Ecco che l’interpellanza verte soprattutto su questo punto e anche sul quarto punto che è quello di sapere se nelle zone più a rischio sono stati previsti ampliamenti delle aree naturali di esondazione. Abbiamo potuto constatare, proprio in occasione dell’evento alluvionale dello scorso anno, che alcune abitazioni sono state pregiudicate in maniera grave, possiamo ricordare il fatto di Pollein con il torrente Comboé dove le case erano state costruite in prossimità eccessiva di questo corso d’acqua.
L’esondazione quindi interessa anche delle aree golenali che prevedano una distanza da dove avvengono le opere di urbanizzazione, dove si creano insediamenti umani o abitativi o di attività e, visto che le leggi comprendono anche una mappatura dei vari territori comunali, sarebbe interessante sapere se nelle zone più a rischio sono state inserite delle aree di protezione, cioè aree che sarebbero suscettibili di fenomeni di questo tipo, cioè di esondazione e di conseguenza non dovrebbero essere costruite, urbanizzate o antropizzate.
PresidenteLa parola all’Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Vallet.
Vallet (UV)L’evento alluvionale dell’ottobre scorso è stato caratterizzato da un elevato trasporto di materiale solido da parte dei corsi d’acqua. Per una stima del materiale depositato all’interno degli alvei è necessario distinguere fra i corsi d’acqua laterali e la Dora Baltea, questo perché operiamo con due modi assolutamente diversi per il disalveo. Nel primo caso, e cioè per quanto riguarda i bacini laterali, i quantitativi sono valutati man mano che si effettuano i lavori di disalveo e di riparazione delle sponde; in genere le due operazioni coincidono e non esiste al momento una stima complessiva.
Possiamo ipotizzare valori di alcune centinaia di migliaia di metri cubi, 200.000 metri cubi di materiale delle aste laterali. Invece per quanto riguarda il corso della Dora Baltea abbiamo eseguito dei rilievi puntuali, effettuati nei primi mesi del 2001, finalizzati alla redazione del progetto di disalveo, che permettono di indicare una cifra di 800.000 metri cubi di materiale depositato. Quindi, complessivamente è circa 1 milione di metri cubi il quantitativo di materiale depositato all’interno dei corsi d’acqua regionali che è necessario asportare per ricondurre alla normalità il regime idraulico dei torrenti laterali e della Dora.
Per quanto riguarda i disalvei, i Comuni hanno iniziato ad effettuare interventi di disalveo, specie in prossimità degli attraversamenti dal 14 e 15 ottobre, cioè in corso di evento. Dal 16 ottobre i Comuni, con l’ausilio delle Strutture regionali, hanno operato secondo due direttrici strategiche: la prima, per asportare il materiale laddove questo costituiva un ingombro al regolare deflusso delle acque, nei tratti in cui le opere di difesa spondale non hanno subito danni rilevanti e hanno continuato a delimitare il corso d’acqua, quindi per ridare un letto al corso d’acqua; la seconda, per creare una sede invece dove il fiume o il torrente ha "divagato", quindi mediante la movimentazione sulla sponda del materiale, creando a volte anche delle protezioni con massi alla rinfusa per limitare i fenomeni erosivi al "piede".
Il piano degli interventi urgenti, predisposto ai sensi dell'ordinanza n. 3090, prevede un programma di disalveo dei corsi d’acqua. Nel corso della Dora Baltea l’asportazione del materiale avviene secondo un programma di intervento specifico con il sistema della concessione. In questo caso l’Amministrazione regionale ha redatto i progetti di asportazione del materiale dalle aree di sovralluvionamento determinando le quote di progetto oltre che i quantitativi da rimuovere.
Si è anche proceduto a caratterizzare qualitativamente il materiale ai fini del suo riutilizzo commerciale e quindi per poter effettuare la valutazione del canone demaniale da corrispondere. Nei bacini laterali, dove il valore commerciale del materiale non è sufficiente per incentivare l’interessamento del privato, le situazioni sono tali da richiedere quasi sempre non solo la semplice asportazione del materiale, ma anche un intervento di manutenzione delle opere presenti e di realizzazione di sistemi di protezione delle sponde dall'erosione dell’acqua.
L’intervento previsto si configura quindi come un classico lavoro pubblico retribuito nel quale l’imprenditore eventualmente interessato può richiedere di acquisire la quota di materiale commercializzabile dietro corresponsione del canone demaniale. La differenza è sostanziale: lungo il corso della Dora c’è interesse per il materiale e quindi gli imprenditori pagano per poterlo estrarre, nei corsi d’acqua laterali quasi sempre è l’Amministrazione che deve pagare per avere l’intervento di disalveo. Lungo il corso della Dora Baltea dal mese di febbraio 2001 è stata avviata la realizzazione del programma di cui dicevo, previsto dall'ordinanza n. 3090.
Attraverso il rilievo puntuale dei tratti sovralluvionati è stato possibile individuare i tratti dei corsi d’acqua dove intervenire e fissare i quantitativi di materiale da asportare per ricostituire le sezioni di deflusso ante alluvione. Una parte di questi interventi non ha potuto concludersi nella stagione invernale-primaverile scorsa per il sopraggiungere evidentemente della morbida primaverile.
Questi lavori verranno ripresi nei mesi prossimi di dicembre e gennaio e verranno conclusi. In questo senso darò al Consigliere una tabella che ricapitola lo stato di attuazione degli interventi lungo la Dora che sono stati affidati in concessione già al febbraio 2001, in parte completati e in parte da completare, per un complessivo disalveo previsto in 540 mila metri cubi.
Nei tratti dove non si è ancora operato oppure dove i lavori non sono stati completati, dicevo, nei mesi di dicembre, gennaio prossimi, le imprese che si sono rese disponibili opereranno, previa ulteriore puntuale ricognizione delle quantità da asportare perché nel frattempo la morbida primaverile ed estiva ha in certe situazioni ancora portato del materiale, come normalmente avviene ogni anno. Quindi, del programma predisposto rimangono da affidare nei prossimi mesi interventi complessivi per 200-250 mila metri cubi. Anche qui abbiamo il programma pronto, darò al Consigliere una tabella con l’elenco degli interventi da realizzare nei prossimi mesi che sommano a circa 250 mila metri cubi di materiale inerte.
Per quanto riguarda l’ultima domanda, che poi è la questione di sostanza dal punto di vista della programmazione, va precisato che le operazioni di disalveo avvengono all’interno delle sponde dei corsi d’acqua e sono mirate a ricostituire le sezioni di passaggio originarie. Bisogna dire che l'individuazione e la creazione di zone di esondazione viene attuata attraverso la realizzazione di progetti di sistemazione idraulica.
I progetti di sistemazione delle aree dissestate a causa della piena in un corso d’acqua tendono infatti ad individuare e delimitare, anche con opere di contenimento, le aree nelle quali lasciare divagare le acque, evitando di danneggiare le zone antropizzate. Tale indicazione rappresenta poi la concreta realizzazione di una delle linee strategiche del piano degli interventi urgenti approvato con delibera di Giunta n. 73/2001 che prevede infatti di salvaguardare e, ove possibile, ampliare le aree di esondazione dei corsi d’acqua.
Nel concreto va detto che al momento le aree naturali di esondazione, derivanti dall’espansione delle acque durante l’evento di ottobre, sono ad oggi salvaguardate con un vincolo di inedificabilità che abbiamo posto con la deliberazione n. 4.268/2000 e questo in attesa delle risultanze dello studio affidato dall’Autorità di bacino, finalizzato alla modellizzazione dell’evento di piena della Dora Baltea, che costituirà lo strumento operativo che ci consentirà di valutare la necessità di intervenire lungo il corso della Dora, magari proprio prevedendo ampliamenti delle aree naturali di esondazione, coerentemente con la valutazione della correttezza e della coerenza dell'efficienza delle opere che già sono state realizzate in passato lungo il corso della Dora.
Ugualmente, procederemo per la definizione di eventuali ulteriori aree esondabili lungo il corso dei torrenti laterali, affideremo di qui a qualche settimana i rilievi preliminari poi allo studio e alla modellizzazione per i corsi d’acqua laterali dell’evento di piena, che ci consentirà anche qui di valutare se le opere che sono state realizzate e che già ci sono sono coerenti oppure no e quindi l'eventuale necessità di provvedere con la delimitazione di ulteriori aree di espansione.
PresidenteLa parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI)Mi dichiaro soddisfatto della risposta, riservandomi di prendere visione dei documenti che l’Assessore ha affermato potermi consegnare.
