Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2274 du 14 novembre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2274/XI Tempi di ripresa del servizio ferroviario sulla tratta Aosta/Pont-Saint-Martin. (Interpellanza)

Interpellanza Preso atto che in data 17.10.2001 il Ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, ha riferito in Parlamento che i lavori di ripristino della linea ferroviaria Aosta/Chivasso saranno completati solo nel settembre 2002;

Preso atto altresì che nei giorni successivi l’Assessore regionale ai Trasporti ha dichiarato di aver ricevuto garanzie circa l’ultimazione dei lavori entro giugno 2002;

Osservato che tali scadenze superano di gran lunga il termine finale dei lavori, già previsto per il mese di dicembre 2001;

Ribadito il giudizio critico nei confronti dell’Amministrazione regionale, che ha affrontato il problema con sufficienza e con grave ritardo, ignorando sostanzialmente le sollecitazioni pervenute da più parti circa la gravità della situazione;

Ritenuto che, quantomeno in riferimento alla tratta Aosta/Pont-Saint-Martin, il servizio possa riprendere con sollecitudine;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l’Assessore competente per sapere:

1) quali iniziative intende assumere per favorire una sollecita ripresa del servizio ferroviario sulla tratta Aosta/Pont-Saint-Martin e quando ritiene che la medesima possa "riaprire" agli utenti;

2) quali garanzie ha ottenuto circa la riapertura dell’intera tratta per la (pur tardiva) data del giugno 2002.

F.to: Curtaz

PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU)Rimaniamo in tema di ferrovia con un'interpellanza che è connessa con l’interrogazione appena discussa dalla collega. I fatti rispetto alla problematica della riapertura della linea ferroviaria Aosta-Chivasso sono noti, li diamo per acquisiti. Il 17 ottobre 2001 il Ministro delle infrastrutture, Lunardi, ha riferito in Parlamento, rispondendo ad un'interrogazione dell’On. Collé, che i lavori di ripristino della ferrovia sarebbero stati completati nel settembre 2001, quindi nove mesi dopo il termine originariamente previsto del dicembre 2001 che poi è slittato per le note vicende relative a quel fenomeno di corruttela relativamente alla costruzione di un ponte.

Questa data ha allarmato giustamente, ancorché tardivamente, l’Amministrazione regionale. L’Assessore Lavoyer si è attivato e ha dichiarato agli organi di stampa di aver ricevuto garanzie circa l’ultimazione dei lavori entro giugno 2002, quindi questa scadenza del settembre viene anticipata di tre mesi rendendo minore il ritardo originario che risulterebbe a questo punto contenuto in sei mesi.

Ribadendo - e questa è una valutazione politica che abbiamo più volte espresso in quest’aula e che mi sento di ribadire - che su questo punto c’è stato un atteggiamento non "sufficientemente presente" da parte dell’Amministrazione, si è affrontato cioè questo problema con sufficienza e con ritardo, vogliamo avere degli elementi ulteriori su queste scadenze. Anche perché la tratta Aosta/Pont-Saint-Martin potrebbe essere riaperta in tempi assai inferiori, basterebbe che si facessero i pochi lavori che su questo tratto della ferrovia sono ancora da fare. Mi pare che peraltro su questo punto l’Assessore avesse condiviso le nostre proposte di una riapertura più rapida della tratta Aosta/Pont-Saint-Martin.

L'interpellanza è stata presentata quindi per chiedere: quali iniziative intende assumere la Giunta per favorire una sollecita ripresa del servizio ferroviario sul tratto Aosta/Pont-Saint-Martin e quando ritiene che la medesima possa riaprire agli utenti; quali garanzie la Giunta ha ottenuto, anche alla luce dell’incontro di ieri a Roma, circa la riapertura dell’intera tratta per la data del giugno 2002.

PrésidentLa parole à l’Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (SA)Prima di affrontare l’interpellanza in questione, visto che parliamo sempre di ferrovie, inviterei la Consigliera Squarzino ad essere più educata e rispettosa, penso di essere normodotato, probabilmente la Consigliera ha delle qualità dal punto di vista dell'intelligenza superiori alla media, ne prendiamo atto, però le stesse capacità non sono probabilmente sufficienti a capire l’italiano: ho detto che questi provvedimenti sono adottati in base a direttive impartite dalla direzione centrale al fine di uniformare il passo di distanziamento. Sul fatto che questo porti dei rallentamenti e che anche i bambini lo sanno, quello lo dice lei, Consigliera Squarzino che sa sempre tutto.

Andando all'interpellanza del Consigliere Curtaz, su questo argomento mi pare di aver già illustrato quali sono stati i meccanismi che hanno portato all'ipotesi di dichiarazione che i lavori potranno essere ultimati entro giugno 2001. Come il Consigliere Curtaz sa bene, il Ministro Lunardi ha dato la risposta acquisendo gli elementi che gli venivano forniti dalle strutture tecniche del Compartimento di Torino, che sono quelle che hanno la responsabilità dell’esecuzione dei lavori, ma, proprio perché non siamo soddisfatti di come si sta comportando questa struttura tecnica e di come sta andando avanti l’evoluzione del ripristino, a suo tempo avevamo chiesto un incontro ai vertici della RFI, in particolare il Presidente Giorgio Bernini, l’Amministratore delegato Mauro Moretti, con i quali lo abbiamo avuto.

Voglio sottolineare che questo incontro lo abbiamo ottenuto circa una settimana dopo la loro nomina perché, come sa bene l’interpellante, nell’estate scorsa ci sono state delle elezioni che hanno cambiato sia la maggioranza governativa che le strutture tecniche. In questo incontro abbiamo sollecitato una maggiore attenzione a questo tipo di problematica e abbiamo verificato e smentito quanto ha sempre sostenuto la struttura tecnica facente capo all’Ing. Palmieri, che fra l’altro è prodigo di conferenze stampa, di riunioni, di meeting, di convegni con organizzazioni più o meno politiche, e cioè che i lavori sulla tratta regionale, che potrebbero poi dare luogo alla possibilità di riaprire almeno questa tratta al pendolarismo locale, non possono essere effettuati se prima non viene realizzato il ponte di Borgo Franco.

Non voglio tornare a discutere delle vicende relative alla realizzazione del ponte di Borgo Franco perché tutti sappiamo che il problema non è quello di interrompere un appalto, riappaltare, fare uno "stato di consistenza", ripartire con i lavori; il problema è stato quello di verificare se quanto è stato fatto è idoneo alla realizzazione dell'infrastruttura: dagli esami che sono stati fatti dal Politecnico di Torino risulta che gli interventi sono stati assolutamente idonei quindi, oltre a costruire il ponte e a ripartire da zero per realizzare il ponte, bisogna demolire quanto è stato fatto.

Abbiamo cercato di verificare se era possibile spostare quel macchinario complesso, di dimensioni tali da non poter essere trasportato neanche come convoglio eccezionale su gomma e che quindi può essere trasportato solo su rotaia, se era possibile spostarlo da valle del ponte, portarlo a monte prima che il ponte sia realizzato. I sopralluoghi sono stati effettuati in questi giorni, abbiamo creato una commissione tecnica, con un responsabile dell’Assessorato e le strutture del Dipartimento di Torino, su disposizione della RFI, in particolare dell’Ing. Moretti, per verificare la possibilità di spostare questo macchinario; una delle ipotesi è quella di costruire una pista all’interno dell’alveo, una pista provvisoria su rotaia in modo da avere le pendenze necessarie e poter trasportare questo macchinario.

L’obiettivo pare raggiungibile, quindi con lo spostamento di questa struttura sarebbe possibile realizzare, testare e collaudare la tratta ferroviaria sul territorio valdostano, questo permetterebbe di accelerare di circa 3-4 mesi la definizione dei lavori in senso complessivo perché non dobbiamo aspettare il lavoro del ponte per ultimare questa tratta. Adesso i tempi sono difficili da quantificare però, se erano stati calcolati tre o quattro mesi al termine della realizzazione del ponte per ultimare i lavori, pensiamo che in tre o quattro mesi, con lo spostamento di questo macchinario, il lavoro interno della tratta ferroviaria Aosta/Pont-Saint-Martin possa essere realizzato, quindi ci potrebbe essere da una parte un anticipo dell’apertura della tratta fino a Pont-Saint-Martin e dall’altra una riapertura complessiva accelerata di tre o quattro mesi.

Questa è la motivazione per la quale parrebbe contraddittorio quanto ha detto il Ministro rispetto a quanto ho affermato: è solo perché l’incontro tecnico è avvenuto dopo che c’è stata la risposta del Ministro che, peraltro, ha risposto in base ad indicazioni che hanno fornito le strutture tecniche di Torino. Sempre le stesse strutture tecniche sostengono che l’apertura fino a Pont-Saint-Martin non può essere attuata perché, fintanto che non è realizzato il ponte, c’è l’interruzione del collegamento del controllo automatico delle stazioni. Queste sono le posizioni che vengono sostenute, posso anche far vedere il dossier e le lettere. Riteniamo che questo sia un problema superabile, nel senso che al limite andremo a presidiare i punti con del personale che verrà fornito dalle Ferrovie dello Stato in base a quello che è il contratto di servizio. Si potrebbe comunque, quanto la tratta è ripristinata, riaprire immediatamente almeno fino a Pont-Saint-Martin.

Penso di avere risposto alle iniziative e di avere anche sottolineato i motivi per i quali si può parlare del giugno 2002 per la riapertura totale della tratta.

Si dà atto che dalle ore 11,17 presiede il Vicepresidente Viérin Marco.

PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (PVA-cU)Ho ascoltato con attenzione le risposte dell’Assessore. L’Assessore in buona sostanza ha indicato come cause dei ritardi ancora significativi, rispetto al ripristino di questa linea, problemi di carattere tecnico, che sono - se non ho capito male - sostanzialmente due: quello di trasportare una particolare macchina da una parte all’altra della Dora, superando il letto del fiume; l’altro, quello del sistema di automatizzazione che, dipendendo da Torino, non sarebbe utilizzabile nel momento in cui venisse riaperta solo la tratta fra Aosta e Pont-Saint-Martin.

Premesso che non ho motivo di dubitare della veridicità di quello che l’Assessore ha appena affermato, anche perché tutti noi conosciamo la mentalità delle persone che si occupano di queste questioni, mi chiedo come in un Paese occidentale di alta civiltà tecnologica problemi di questo genere possano significare mesi di ritardo perché, portare una macchina per quanto grande da una parte all’altra della Dora, quando trentun anni fa l’uomo è andato sulla Luna, a me sembrerebbe un'operazione che, utilizzando i mezzi tecnologici a disposizione delle imprese, fattibile, così come mi sembra che sia fattibile - parlo da ignorante - un piccolo by-pass in cui si facciano transitare dei cavi, sempre fra le due sponde della Dora, in modo che l’automatizzazione della linea sia salva. L’alternativa potrebbe essere quella di far presidiare le stazioni. Un'alternativa che se vale per un periodo di tempo limitato può essere anche valida.

Mi sembra che dietro queste scuse - io le chiamo così - ci sia da parte di chi fa i lavori e di chi gestisce la ferrovia poco interesse a finire presto questo tratto e il motivo è facile da indovinare: perché questo tratto non rende abbastanza, forse non rende per niente perché, se la stessa società gestisse ad esempio un tunnel autostradale, i metodi per spostare una macchina li troverebbe in poche ore, ne sono convinto.

C’è questo atteggiamento defaticante, di decidere sempre il giorno dopo quando invece le decisioni sarebbero urgenti. È per questo che è ancora più urgente la pressione politica. Mi aspettavo che l’Assessore avesse detto qualcosa in più rispetto a questo tema specifico rispetto a quanto già ha dichiarato il Presidente della Regione relativamente all’incontro di ieri. Può anche darsi che non sia emerso niente di particolare, ma allora temo che queste volontà manifestate a livello ministeriale difficilmente si concretizzino in azioni efficaci.

Assessore, ci sono - e qui termino - 5.000 ex utenti giornalieri della ferrovia che aspettano la riapertura del traffico su rotaia; se non avremo problemi di salute, sia io che lei nel giugno 2002 saremo ancora qua, quindi verificheremo se le garanzie che lei ha ottenuto, se gli impegni che sono stati presi dai vari attori di questa vicenda, sono stati rispettati oppure no.