Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2262 du 18 octobre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2262/XI Assunzione di iniziative per consentire ai docenti valdostani di partecipare a corsi fuori Valle per l’abilitazione all’insegnamento. (Reiezione di mozione)

Mozione Preso atto che l’Assessore all’Istruzione e Cultura ha deciso di non organizzare in loco le sessioni riservate per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, previste dall’Ordinanza Ministeriale n. 1 del 2/1/2001;

Preso atto che tali docenti interessati a conseguire l’abilitazione sono stati invitati dalla Sovrintendenza agli Studi della Valle d’Aosta a frequentare i corsi organizzati dal Provveditorato di Torino;

Constatato che di norma le lezioni di detti corsi sono collocate fuori dall’orario di servizio, così da consentire ai docenti supplenti di parteciparvi;

Atteso che l’orario di servizio adottato nella scuola primaria del restante territorio nazionale è diverso da quello adottato nelle scuole della Regione, per cui a Torino le lezioni dei corsi abilitanti per tali docenti possono essere collocate nei pomeriggi dei giorni feriali, dato che il servizio contempla la presenza in classe solo nella mattinata;

Constatato che, essendo diversi gli orari dei due sistemi scolastici, gli insegnanti elementari della Regione si trovano nella condizione di non poter frequentare i corsi abilitanti perché impegnati a scuola, o di non poter accettare delle supplenze perché impegnati nei corsi abilitanti;

Ritenuto opportuno consentire ai docenti valdostani la possibilità di frequentare i corsi abilitanti che si svolgono a Torino, condizione indispensabile per accedere all’abilitazione;

il Consiglio regionale

Impegna

l’Assessore alla Istruzione e Cultura a:

- mettere in atto le azioni opportune, ivi compreso, se necessario, l’esonero temporaneo dal servizio, in modo da consentire ai docenti valdostani che sono in servizio, o che sono chiamati in servizio, di partecipare ai corsi.

F.to: Squarzino Secondina - Beneforti

Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Con questa mozione non viene trattato uno dei grossi temi che abbiamo affrontato con le precedenti mozioni; è un argomento molto più modesto, che però interessa una serie di persone ed è anche, in un certo senso, Assessore, una questione di principio. Mi riferisco al fatto che sono stati istituiti i corsi per conseguire l’abilitazione all’insegnamento, mediante una sessione riservata di concorso.

La Sovrintendenza ha ritenuto non opportuno - e sulla bontà o meno della decisione non mi pronuncio, ne abbiamo già discusso l’altra volta – istituire, in loco, questi corsi. Ha detto ai docenti iscritti alle diverse classi di concorso che dovevano andare a seguire i corsi a Torino, in Piemonte. E questi docenti sono andati. Tali corsi vengono svolti in ore che sono al di fuori dal normale orario di servizio, quindi vengono svolti nel pomeriggio.

Peccato che nelle scuole di base materne ed elementari gli insegnanti in Valle d'Aosta vadano a scuola anche il pomeriggio! Gli insegnanti, che si sono iscritti a "questi" corsi, che frequentano "questi" corsi e che sono supplenti, si trovano di fronte ad una scelta: o vanno a Torino a frequentare i corsi di abilitazione riservata - ma in questo caso devono assentarsi dalla valle in orari di servizio e rinunciare ad eventuali supplenze che vengono loro affidate - oppure se accettano le supplenze nelle classi, devono rinunciare ai corsi abilitanti: questo è il dilemma, che, a nostro avviso, deve essere risolto.

L’Assessorato, nel momento in cui ha scelto di non organizzare in loco i corsi, ma di dirottare i docenti a Torino, doveva anche trovare degli interventi, delle azioni opportune che consentissero ai docenti valdostani la possibilità di frequentare i corsi abilitanti che si svolgono a Torino, senza per questo dover rinunciare alle eventuali supplenze. La proposta che noi facciamo è un po' un escamotage, ma si tratta di poche persone, per poco tempo.

Questi esami dei corsi abilitanti si svolgeranno a novembre, quindi è questione di pochi giorni, per questo volevo discutere stasera la mozione. Noi chiediamo all’Assessore di impegnarsi a cercare delle soluzioni che consentano ai docenti che sono in servizio o che sono chiamati in servizio, di partecipare a questi corsi, ricorrendo anche, se è necessario, all’esonero temporaneo dal servizio. Sappiamo che sicuramente i docenti fanno già tutti i cambi di orario possibili.

Ma come fanno ad essere presenti contemporaneamente a scuola e a Torino? D’altra parte lei non può, Assessore, mettere i docenti nella condizione di non frequentare i corsi a Torino, impedendo loro di conseguire un'abilitazione, che è un titolo importantissimo per poter diventare di ruolo. E non può neanche impedire a questi docenti supplenti di farsi un po' di supplenze, perché hanno bisogno anche di continuare ad accumulare punteggi, per poter entrare eventualmente in ruolo con le sessioni riservate. Se lei, Assessore, ha altre idee oltre a questa, benissimo! Noi chiediamo quali sono le iniziative che lei intende adottare, per venire incontro a questi docenti.

Presidente È aperta la discussione generale. Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all’Assessore all’istruzione e cultura, Pastoret.

Pastoret (UV) Cette initiative suit de quelques semaines une question traitant le même sujet, que la collègue avait déjà présentée au cours du dernier Conseil. Je croyais avoir donné déjà toutes les informations sur ce thème: j’avais fourni le numéro des candidats valdôtains concernés par la session réservée pour l’habilitation, j’avais aussi dit pourquoi les cours n’ont pas été organisés dans notre région, suite au contenu de l’arrêté ministériel concernant l’organisation de ces mêmes cours.

Compte tenu des dispositions ministérielles et étant ainsi impossible d’organiser ces cours au niveau régional, on a ?uvré pour permettre aux candidats d’obtenir leur habilitation dans la région la plus proche, et pour ce faire, des contacts ont été pris avec la Direzione scolastica regionale du Piémont. La disponibilité de Turin à accepter les candidats du Val d’Aoste a permis d’éviter que le Ministère de l’éducation nationale n’affecte pas ces candidats à d’autres bureaux scolaires régionaux.

La collègue Squarzino avait déjà parlé, il y a 15 jours, d’éventuels soutiens aux enseignants suivant ces cours, et je lui avais dit, à l’époque, que la Surintendance applique les mêmes dispositions de tous les bureaux périphériques du Ministère de l’éducation nationale sur la base de ce qui est prévu par les dispositions ministérielles. Voilà donc, en bref, les faits dont on discute.

Avant de débattre la motion dans ses contenus, je voudrais revenir aux affirmations contenues dans les prémisses et qui ont été aussi représentées par la Conseillère lors de son exposition.

Elle a dit que: "L’Assessore non ha ritenuto opportuno istituire qui i corsi", et a écrit dans la motion: "Preso atto che l’Assessore all’istruzione e cultura ha deciso di non organizzare in loco le sessioni riservate per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, previste dall’Ordinanza Ministeriale n. 1 del 2/1/2001"; enfin la Conseillère a conclu son intervention en disant que: "L’Assessore non può impedire ai docenti di frequentare i corsi o di fare le supplenze".

Je trouve que là ce sont des affirmations qui ne répondent pas au vrai: ce n’est pas l’Assesseur qui a décidé de ne pas organiser au Val d’Aoste les sessions réservées, comme prévu par l’arrêté ministériel n° 1 du 2 janvier 2001. Il y a eu, contre c?ur il faut bien le dire, de la part de la Surintendance aux études, l’application de ce qui est prévu par les dispositions du ministère, et tout en particulier par l’alinéa 5, article 3, de l’arrêté n° 153/1999. Je vais citer ces dispositions: "Quando il numero dei candidati da iscrivere a un corso sia inferiore a venti, essi saranno assegnati a corso di livello interprovinciale o regionale. A tale fine, nell’ambito di apposita conferenza di servizio convocata dal Provveditore agli studi avente sede nel capoluogo di regione viene scelto l’ufficio scolastico provinciale a cui è affidata l’istituzione del corso".

De plus, vous avez aussi affirmé, Madame la Conseillère, une autre chose qui n’est pas vraie, quand vous dites toujours dans les prémisses de votre initiative que: "L’orario di servizio adottato nella scuola primaria del restante territorio nazionale è diverso da quello adottato nelle scuole della regione, per cui a Torino le lezioni dei corsi abilitanti per tali docenti possono essere collocate nei pomeriggi dei giorni feriali, dato che il servizio contempla la presenza in classe solo nella mattinata".

Ce n’est pas vrai ce que vous dites, il faudrait que vous vous informiez, et vu que vous utilisez souvent l’ordinateur, il suffirait là de faire un demi-tour sur Internet et de vérifier dans les sites des écoles du Piémont pour voir que nombre d'écoles au Piémont fonctionnent aussi en après-midi, et d’ailleurs il vous suffirait de poser cette question aux enseignants concernés des écoles maternelles et élémentaires du Val d’Aoste qui suivent ces cours. Moi, je les ai rencontrés, et ils m’ont confirmé qu’il y a pas mal des collègues à eux venant du Piémont, qui ont la rentrée scolaire dans l’après-midi. Voilà donc que votre motion se fonde sur des prémisses qui ne sont pas vraies.

Au-delà de ces considérations, je trouve que votre motion n’est pas acceptable pour des raisons plus sérieuses, car vous prétendez faire voter le Conseil sur cette motion pour engager l’Assesseur à assumer des décisions qui ne lui reviennent pas. Vous savez très bien que dans ce cas ni le Conseil de la Vallée, ni le Gouvernement, ni l’Assesseur, peuvent dépasser les dispositions de l’Etat, et cela bien avant que Mme Moratti s’installe au ministère. En effet, la loi n° 124/1999 est précise à cet égard, le 4ème alinéa de l’article 3 dit: "la frequenza del corso non comporta l’esonero dal servizio". Vous présentez donc cette motion, ici, sous prétexte d’engager l’Assesseur à faire quelque chose que la loi interdit carrément.

Ce que je trouve censurable c’est que vous demandez au Conseil d’approuver un acte engageant l’Assesseur à ne pas respecter la loi. Voilà donc les faits. Je pensais que peut-être vous auriez une autre solution, mais d’après votre exposé je ne l’ai pas retrouvée. Vous dites dans votre motion: "invita l’Assessore a mettere in atto le azioni opportune, ivi compreso, se necessario, l’esonero temporaneo dal servizio", ce qui est interdit par la loi. En effet à l’article 9 de la même disposition il est prévu que des exceptions seraient faites: "Deroghe saranno consentite nel limite del 40 percento esclusivamente nei casi di corsi interprovinciali, regionali o interregionali a favore di candidati che documentino obiettive e gravi difficoltà, che abbiano ostacolato la regolare frequenza". Cela on l’a garanti aux candidats, et on a aussi envisagé l’éventualité d’intervenir auprès des commissions des cours, pour vérifier si ces dispositions sont respectées. Et sur le fait de rendre possible la fréquentation aux cours, les dirigeants scolaires cherchent de favoriser la participation aux cours éventuellement avec les adaptations possibles de l’horaire. Là aussi nous avons demandé aux dirigeants scolaires de faire en sorte que ces enseignants puissent être aidés dans leur suivi des cours.

A toutes les questions que vous posez des réponses ont déjà été données par les dispositions ministérielles que nous sommes censés appliquer, au-delà de ces éléments que je viens de citer, et nous les appliquons parce que pour le moment l’état juridique des enseignants valdôtains est le même de celui de tous leurs collègues des autres régions d’Italie. Voilà pourquoi aucune facilitation dépassant ces dispositions de l’Etat en matière de cours interprovinciaux ne peut être prévue.

Cela aurait été par contre bien possible, si nos enseignants jouissaient d’un état juridique régional, dépassant - comme je vous l’ai dit il y a quinze jours - la loi n° 861. Voilà une proposition que je pouvais m’attendre de votre part, une proposition qui aurait du sérieux aussi pour le futur, parce que, Madame, puisque vous demandez de façon générique des soutiens, que vous savez pertinemment bien ne pas pouvoir être accordés, je trouve que vous feriez beaucoup mieux à avancer des propositions plus sérieuses, en entrant dans le mérite! Si l’on veut résoudre le problème, il faut que l’on soit conscient qu’il est nécessaire d’avoir des instruments pour le faire, et ces instruments on ne peut pas les avoir qu’en ayant des rôles régionaux nous permettant d’exercer d’une manière bien plus ample des compétences, que nous avons à l’heure actuelle en matière d’état juridique.

Je sais que votre position là-dessus est bien différente de la mienne; je sais que vous êtes, ou bien vous l’étiez, juste il y a quelque temps, profondément contraire à cette hypothèse, et alors je trouve que pour ne pas aborder la substance du problème vous vous êtes retranchée derrière une initiative peut-être louable, mais inutile et stérile, comme il appert de cette motion. Je comprends aussi très bien que vous le faites pour essayer de donner une réponse, pour démontrer que vous n’êtes pas insensible aux exigences de ces enseignants, et qu’évidemment après une réponse négative de ma part, il pourrait sembler que les intentions de résoudre le problème n’appartiennent qu’à vous, et que l’Assesseur, le Gouvernement, la majorité, sont insensibles à ce geste de bon c?ur et aux exigences des enseignants. Mais il me semble que vous essayez là de défendre une position qui ne peut pas être défendue, parce que les solutions possibles sont contenues dans les dispositions que je viens de vous lire et il n’y a aucune possibilité de s’y soustraire.

Nous les avons cherchées toutes, et vous le savez bien; comme vous devez bien savoir, soit en tant qu’enseignant, soit encore comme Conseillère régionale, qu’à ces dispositions nous sommes censés donner suite. Je trouve qu’il y a, là, une attitude grave de votre part, parce que vous essayez par cette initiative d’attribuer aux autres des responsabilités qui ne leur appartiennent pas.

Vous savez très bien que les problèmes sont d’autres et qui dépendent dans ce cas, comme j’ai bien eu l’occasion de le dire aussi aux enseignants que j’ai rencontrés il y a quelques jours, du fait que sans un état juridique régional des enseignants du Val d’Aoste nous avons aucune possibilité de nous soustraire aux dispositions de l’Etat.

Là il n’y a pas question d’interprétation! Voilà pourquoi je ne définirais pas cette fois votre motion provocatrice, comme je l’ai fait autrefois. Je trouve tout simplement qu’elle se base sur des éléments qui sont nuls, et donc qu’elle est tout à fait inutile, car vous nous demanderiez, si celle-ci était approuvée, de violer des dispositions auxquelles nous sommes obligés de nous soumettre.

Pour ces raisons nous ne voterons pas en faveur de cette initiative que vous nous proposez.

Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) In primo luogo, questa è una iniziativa che porta avanti richieste che un sindacato della scuola ha fatto in modo preciso, la CGIL scuola. In secondo luogo, questa iniziativa era il tentativo per rimediare a un errore che era stato fatto, quello di non organizzare in loco i corsi almeno là dove c’era un numero consistente di docenti, cosa che in passato è sempre stata fatta. Quindi non è che si chiedevano cose impossibili.

In terzo luogo, penso che l’Assessore abbia un obiettivo ben preciso, che è quello di regionalizzare gli insegnanti; allora ogni iniziativa che un consigliere fa sulla scuola, la utilizza come momento per spiegare quali sarebbero le condizioni rosee, dorate, di cui godrebbero gli insegnanti se fossero regionalizzati; cosa in cui non credo, Assessore.

Noi manteniamo questa mozione.

Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto:

Consiglieri presenti: 23

Votanti e favorevoli: 3

Astenuti: 20 (Agnesod, Bionaz, Borre, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Il Consiglio non approva.

La seduta è tolta.

La riunione termina alle ore 18,20.