Objet du Conseil n. 2260 du 18 octobre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2260/XI Impegni per la riduzione del traffico pesante all’interno del Tunnel del Monte Bianco. (Reiezione di mozione)
Mozione Preso atto che negli ultimi mesi si sono svolte sia in Francia, sia in Valle d'Aosta, consultazioni popolari relative al problema del passaggio dei mezzi pesanti all'interno del tunnel del Monte Bianco;
Osservato che tali consultazioni, sebbene svolte con forme e modalità diverse, hanno evidenziato con chiarezza l'orientamento della popolazione, che si esprime con netta prevalenza per il "no" al passaggio dei "poids lourds" (come in Francia) oppure per un transito che preveda una limitazione di peso e di numero dei T.I.R. (come nella nostra Regione);
Ritenuto che tale orientamento prescinda dal problema della sicurezza all'interno del tunnel, che pure va garantita in ogni modo, per porsi un obbiettivo più ampio e lungimirante, consistente nella drastica limitazione del passaggio dei mezzi pesanti nella nostra Regione, per evitare di trasformarla in un corridoio per il traffico commerciale, con ricadute negative in termini ambientali, sanitari, turistici ed economici;
Creduto che le Autorità preposte debbano tener conto degli orientamenti espressi dalla popolazione;
il Consiglio regionale
Impegna
il Presidente della Regione a farsi interprete, in ogni sede, degli orientamenti della popolazione valdostana, intesi ad ottenere significative limitazioni di numero e di peso relativamente al passaggio dei T.I.R. all'interno del tunnel del Monte Bianco.
F.to: Curtaz - Squarzino Secondina
PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)La mozione in esame si occupa certo di TIR e di trasporto pesante all’interno del Tunnel del Monte Bianco e nella nostra regione, ma a ben vedere si occupa anche un po' di democrazia. Direi che si occupa di democrazia in un duplice senso: sotto un primo profilo per la necessità a nostro giudizio che si tenga conto in tutta questa vicenda degli orientamenti della popolazione e si occupa di democrazia sotto un secondo profilo perché riteniamo che sia giusto che l’intero Consiglio si esprima su questa tematica, superando il solito dialogo tra il nostro gruppo e il Presidente della Regione.
Venendo al merito della mozione, il passaggio del traffico pesante, chiediamo che il Presidente in tutte le sedi si impegni a tener conto dell’orientamento della popolazione, sul quale abbiamo già discusso a fondo in altre occasioni e sul quale per ora non tornerò, si impegni il Presidente della Regione a battersi per una significativa limitazione di numero e di peso del transito dei mezzi pesanti.
Peraltro riteniamo che la nostra mozione sia a questo proposito assai tempestiva perché il 30 ottobre prossimo si svolgerà l’ennesima conferenza intergovernativa che, come dichiarato dal Presidente, deciderà sulla regolamentazione dei TIR all’interno del traforo, regolamentazione che è cosa diversa rispetto a una limitazione tout court del traffico pesante, ma che può volendo notevolmente condizionarla. Io temo, e questa è una preoccupazione che abbiamo, che questa volontà di condizionare, di limitare in termini assoluti il traffico dei TIR nella nostra regione non ci sia.
E a questo proposito siamo molto preoccupati per le notizie che filtrano, non so se siano fondate o meno. So che "Il Sole 24ore", la stampa francese - non ricordo se "Le Monde" o "Le Figaro" -, lo stesso TG3 regionale hanno scritto e parlato di un'ipotesi di transito all’interno del traforo di 240 mezzi all’ora: 120 in senso di andata e 120 in senso di ritorno.
Se moltiplichiamo questa cifra per le 24 ore, otteniamo un dato di 5.760 veicoli al giorno. Ricordo che prima, senza regolamentazione, passavano mediamente all’interno del Tunnel del Monte Bianco circa 2.000 TIR al giorno. Se i dati saranno dunque quelli che vengono rappresentati dalla stampa, la regolamentazione all’interno del tunnel consentirà il passaggio di un numero di TIR vicino al triplo di quanto passava mediamente fino al marzo 1999. Sono veritiere le notizie che riportano questi dati o verranno smentite? A questo riguardo aspettiamo notizie. Dicevo aspettiamo notizie perché se così fosse, quella regolamentazione costituirebbe - peso la parola - una sciagura per la nostra Regione, che sarebbe ancor più penalizzata in termini ambientali, sanitari, turistici ed economici.
Ma voglio portare all’attenzione dell’Assemblea un’altra preoccupazione. Non siamo preoccupati solo per gli spostamenti di terra; siamo preoccupati anche che la vicenda della regolamentazione all’interno del tunnel apra un duro confronto fra i vari soggetti interessati, che apra un braccio di ferro fra autorità locali e centrali, magari a livello centrale anche all’interno del Governo francese, a cui potrebbero aggiungersi giustificate e clamorose forme di protesta di chi si oppone al passaggio dei TIR.
Con quale conseguenza? Con la possibile conseguenza di ritardare l’apertura al traffico anche ai mezzi leggeri. Oggi dunque denunciamo un rischio: che gli intoppi che potrebbero crearsi in riferimento alla regolamentazione del traffico pesante finiscano con il ritardare l’apertura del tunnel.
A tale proposito rilancio una proposta non mia, ma che è stata autorevolmente avanzata: quella della moratoria, in sostanza l’impedimento al passaggio dei TIR ai fini della sicurezza per un periodo determinato di tempo - si è parlato di un anno o due anni -, proposta che gode di un certo credito fra le autorità locali francesi.
Questa proposta consentirebbe la riapertura immediata del traforo nei tempi previsti - e ormai ci siamo: circa un mese - al traffico leggero privato e commerciale in un clima meno acceso e in modo da decidere su di un'effettiva limitazione del traffico pesante con ulteriori dati a disposizione, in termini di sicurezza, ma anche sotto altri profili. Decidere, dicevo, con maggiori elementi di riflessione a disposizione.
Mi pare che la carne al fuoco sia sufficiente, mi riservo di tornare eventualmente sul tema nel secondo intervento.
PresidenteÈ aperta la discussione generale. Se non vi sono richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Viérin Dino.
Viérin D. (UV)Je pense que sur ce thème tout a été dit au sein de cette Assemblée et donc moi aussi, pour ce qui est du problème de fond soulevé par cette motion, je renvoie et au compte rendu de l’Assemblée du 5 avril 2000 et notamment à la réponse que j’ai donnée à ce Conseiller, il y a quinze jours, le 3 et le 4 octobre, en répondant à la même interpellation. Mais je voudrais quand même faire quelques réflexions, tout en confirmant une position qui n’étonnera pas ou ne surprendra pas nos collègues qui ont présenté cette motion. Notre collègue Curtaz a parlé de démocratie du point de vue de l’avis de la population et du point de vue de l’expression de la volonté de cette Assemblée.
Nous nous posons, nous aussi, ce thème et ces questions et il nous semble qu’on se trouve confrontés à une mystification des règles de la démocratie parce qu’affirmer, comme vous êtes en train de le faire, que la majorité de la population valdôtaine s’est exprimée en faveur de vos thèses, je pense que c’est une thèse quelque peu forcée, sous le profil du respect des règles de la démocratie.
Et ce, surtout si nous considérons que le référendum de Courmayeur a vu une faible participation d'électeurs de cette commune. Il me semble donc que, du point de vue de la démocratie et de ses règles, il faudrait considérer avant tout le taux de participation.
Il faudrait également nous poser la question sur la validité des sondages, car si nous devons suivre, comme règles de représentativité et d’expression de la volonté d’une population, les sondages, je me demande ce que nous devrions faire si demain un sondage nous disait que les électeurs valdôtains sont favorables à la peine de mort. Est-ce que vous seriez là à dire que nous devons, sur la base de ce sondage, nous ranger automatiquement du côté de la peine de mort et promouvoir partout cette expression de la volonté du peuple valdôtain? J’ai quelques doutes à ce propos.
Ce Conseil s’est exprimé à maintes reprises et c’est en vertu des dispositions réglementaires permettant chaque quinze jours de proposer le même thème que nous discutons aujourd'hui. Mais, ce n’est pas vrai que ce Conseil ne s’est pas exprimé; d’ailleurs la déclaration de M. Curtaz a eu ici une réponse évidente. Sa thèse est: "Quand nous présentons des interpellations, c’est la faute du système parce qu’il y a le dialogue simplement entre nous et le Président de la Région". Aujourd’hui vous avez présenté une motion et vous avez obtenu le même résultat, donc non pas?
(interruzione del Consigliere Curtaz, fuori microfono)
? c’est vrai, parce que vous êtes minoritaire et vous ne voulez pas, oui, en fonction des règles de la démocratie, accepter l’avis et l’opinion de la majorité de cette Assemblée, toutes positions politiques confondues? Le fait que M. Beneforti n’ait pas signé votre motion a, je pense une signification?
(la Consigliera Squarzino Secondina protesta, fuori microfono)
? je ne pense pas que mon ami Valerio partage tout à fait votre opinion; je ne le pense pas au moins? mais c’est une opinion, je n’ai pas dit que c’est une certitude. Nous verrons bien ce qu’il dira à ses électeurs, quant à cette position rigide sur le problème des transports et sur l’ouverture du Tunnel du Mont-Blanc.
Mais en tout cas, ces réflexions pour exprimer, contrairement à ce que nos collègues Curtaz et Squarzino pensent, notre idée de la démocratie et les principes de la démocratie. Là encore nous ne sommes pas des irresponsables et donc nous agissons avec réalisme et détermination, de concert - je veux, encore une fois, le souligner - avec les institutions de la Savoie et de la Haute-Savoie. J’ai déjà exposé quelle était la position officielle des deux Conseils généraux, donc je ne pense pas que le Conseil de la Vallée soit le seul à s’exprimer de cette façon.
Mais il y a plus, il y a aussi les gens; à cet égard je cite une lettre qui a été envoyée au journal "Le Monde" de la part d’un maire de Saint-Alban des Villards. Cet élu mauriennais exprime "? l’exaspération qui monte dans la vallée devant l’invasion des poids lourds et le refus de nos voisins chamoniards d’accepter une part du fardeau au nom d’une sauvegarde de leur site qui de fait réduit la Maurienne au statut peu enviable de site de seconde zone, donc polluable à merci. La seule bataille qui mérite d’être menée n’est pas une bataille égoïste cherchant à transformer une vallée en sanctuaire au détriment des voisins. La bataille à mener consiste d’abord à peser en commun de tout notre poids pour transférer au rail une partie du trafic routier, pour accélérer la réalisation de la liaison Lyon-Turin, pour éliminer les véhicules non conformes à la réglementation européenne et, au-delà de ces objectifs concrets, à nous efforcer de faire avancer les interrogations sur la forme actuelle de la mondialisation. Nul ne peut aujourd’hui en Maurienne garantir la réaction des Mauriennais, si le Tunnel du Mont-Blanc ne prenait pas sa part du fardeau."
J’ai voulu le citer parce que je me place exactement dans la même logique que celle de M. Curtaz lorsque celui-ci nous dit: "Faites attention parce que vous êtes des irresponsables; si vous n’acceptez pas nos positions, vous êtes responsables des manifestations qui seront organisées ensuite et donc vous serez les responsables des retards concernant l’ouverture du Tunnel du Mont-Blanc". C’est exactement ce que vous venez d’affirmer, M. Curtaz. Vous avez voulu soulever un problème ultérieur; je vous le dis aujourd’hui parce que si vous continuez dans cette direction, il y aura, il est vrai, une réaction du côté de Chamonix. Cette réaction n’empêchera pas seulement le passage des camions, mais même le passage des véhicules, des voitures et donc vous êtes les responsables de cette attitude qui aura des effets contraires.
Alors, si ce que le maire de Saint-Alban des Villards dit est vrai, je ne pense pas que l’on puisse procéder de la sorte. C’est la raison pour laquelle nous continuerons à soutenir dans toutes les instances les positions officielles exprimées par une large majorité de cette Assemblée. C’est le sens de la démocratie parce que la représentativité du peuple valdôtain à notre avis encore, jusqu’à preuve du contraire, se trouve à l’intérieur de ce Conseil qui, lui, est le tenant de cette représentativité quoi qu’en disent les Verts et leurs sondages.
Je me dois par contre de fournir à notre collègue Curtaz une réponse, car il a posé un problème important: celui de la régulation. C’est un problème qui n’a pas encore été défini, tant il est vrai que les deux ministres (parce que c’est une décision qui revient en tant que choix final aux deux Gouvernements) qui devaient se rencontrer le 14, ont reporté la date et ils se rencontreront la semaine prochaine. Je peux en tout cas réaffirmer notre position vu que nous sommes, sur la base des décisions de cette Assemblée, favorables à une régulation qui prenne en compte non seulement les problèmes de sécurité, mais aussi les problèmes environnementaux.
En attendant qu’au-delà des conclusions techniques, des calculs qui ont été faits et qui peuvent amener, sur la base des prévisions concernant le respect uniquement des règles de sécurité, à certains chiffres - mais c’est une partie du problème parce qu’en plus du problème de sécurité il faudra tenir compte des autres problèmes liés aux questions environnementales -, je disais, notre position c’est qu’évidemment cette régulation devra engendrer une diminution du nombre des passages des poids lourds au Tunnel du Mont-Blanc par rapport au nombre des poids lourds qui passaient avant le 24 mars 1999. Telle est notre position et telle est la position que nous adopterons lors de la prochaine réunion du groupe mixte de travail franco-italien et de la réunion de la commission intergouvernementale prévue pour le 30 octobre prochain.
C’est pour ces raisons que, tout en confirmant une volonté exprimée par ce Conseil et notre volonté de lui donner application, nous nous abstiendrons sur cette motion.
PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)L’intervento del Presidente mi impone una replica su alcune questioni che sono state affrontate. Intanto trovo che sia un peccato che il Consiglio non abbia discusso e che non discuta. Sentiamo da più parti giustamente preoccupazioni circa il fatto che l’organo legislativo e di massimo controllo amministrativo è sostanzialmente esautorato, non svolga la funzione che gli sarebbe propria e, quando qualche Consigliere propone una mozione, che è uno degli strumenti di discussione della politica nella nostra Regione? giustamente faceva rilevare il Presidente: il dialogo su questo tema, che finora si è svolto fra il Presidente della Regione e il nostro gruppo, è rimasto tale. E di questo mi rammarico.
Ha purtroppo ragione il Presidente quando dice: "Volevate sollevare il dibattito e invece siete sempre voi a discutere con me". Si vede che questa cosa fa piacere ai colleghi di maggioranza e alla Giunta, vorrà dire che continueremo a sentire i mugugni nei corridoi e il silenzio in aula. È una scelta. Ognuno si prende le sue responsabilità e tiene conto della propria dignità di Consigliere. Evidentemente basta che parli qualcuno per tutti. Io non la penso così e cercherò sempre di attivarmi affinché ci si confronti e si dibatta.
Rispetto alla democrazia, penso che il Presidente abbia utilizzato una parola sbagliata dicendo che le iniziative che ci sono state sono una mistificazione della democrazia; lo stesso testo della nostra mozione è molto moderato, non contiene nessuna rigidità. Non facciamo mai riferimento a degli orientamenti vincolanti o qualcosa del genere.
Mi rendo conto anch'io, che gli strumenti di consultazione utilizzati sono stati insufficienti. Ma perché sono stati insufficienti? Andiamo al punto, al quale si gira intorno. Sono stati insufficienti perché la Regione si è rifiutata di approvare un nostro disegno di legge che avrebbe ammesso il referendum consultivo regionale su questo tema. Se voi, invece di dare del mistificatore a chi cercava delle forme di partecipazione della gente, aveste ammesso il referendum consultivo in tutta la Regione e aveste evitato di boicottare i referendum laddove ci sono stati, probabilmente un orientamento più chiaro e più forte sarebbe venuto fuori.
Fra l’altro devo rilevare una contraddizione, perché, gli esponenti del suo partito prima hanno votato a favore, a Courmayeur, dell’ipotesi referendaria, o consultazione come si chiamava, e poi non sono andati a votare facendo campagna per non esprimerci, lo facevano sulla base di un'argomentazione che vorrei ricordare. Dicevano che l’iniziativa era demagogica perché il risultato era scontato. Ma scontato in che senso? Scontato nel senso che la gente vuole la limitazione del transito dei TIR, quindi rilevo un'altra contraddizione. Si dice: "Guardate che i referendum sono inutili perché l'orientamento è scontato, perché basta camminare per strada, discutere in un bar per capire cosa pensa la gente del passaggio di 2.000 TIR al giorno" o forse non ci ricordiamo più come erano le nostre autostrade fino a due anni e mezzo fa? Penso che la gente se lo ricordi. Lo so anch'io che il sondaggio non è uno strumento di democrazia, ma per carità!
A parte che sulla serietà del sondaggio risponderà la SVG, che è un'azienda primaria del settore, e non il sottoscritto, però è evidente che non è quella la democrazia. Ma anche in quel caso il sondaggio ad Aosta è stata una scelta obbligata delle associazioni che si occupano di questo tema perché il Comune di Aosta ripetutamente ha negato la possibilità di far svolgere un referendum. Allora, di fronte all'impossibilità di svolgere un referendum, si cerca uno strumento sostitutivo per capire cosa pensa la gente. Quindi non si può dire: "Ma la vostra è una mistificazione della democrazia". No, abbiamo utilizzato degli strumenti sostitutivi perché la democrazia che poteva essere piena, totale, diretta, non è stata attivata, perché non è stato consentito di attivarla.
Mi permetto di dire - forse sarò anche un po' altezzoso - che le argomentazioni che vengono opposte alle nostre su questo tema sono abbastanza inconsistenti. Tranne una; c’è un'argomentazione, che viene utilizzata sempre, di un certo peso: è il discorso della posizione egoistica: "Noi senza TIR, mentre poveretti, quelli in Val di Susa e in Maurienne con tutti i TIR". Questa è l’unica argomentazione che mi fa riflettere. Anche se si potrebbe replicare a mo' di battuta: da che pulpito! Perché se c’è una Regione che ha basato la propria politica verso l’esterno sull’egoismo, questa è la Valle d’Aosta, ma chiudiamo la parentesi. Ritengo che non c’è da parte nostra una posizione egoistica. Intanto due sabati fa c’era una manifestazione alla Maurienne e accanto a quei sindaci che il Presidente ha citato noi c’eravamo, io c’ero, non ho visto nessun rappresentante della Giunta o della maggioranza a sostegno solidale con i sindaci della Maurienne?
Viérin D. (fuori microfono) ? non c’erano neanche i sindaci della Maurienne!
Curtaz (PVA-cU)? c’erano, c’erano.
Viérin D. (fuori microfono) ? uno?
Beneforti (fuori microfono) ? basta la rappresentanza?
Curtaz (PVA-cU)? sarà che come qua uno parla per tutti?, anche lì hanno deciso che uno parlava per tutti?
Beneforti (fuori microfono) ? o qui non parli solo te per tutti?
Curtaz (PVA-cU)? a parte le battute, perché la nostra posizione non è egoistica? Cerco di spiegarlo più o meno con le parole che usa il Sindaco di Chamonix, perché è un tema che viene sottoposto in ogni dibattito. La risposta: perché il Monte Bianco deve essere il primo passo forte di una battaglia che deve coinvolgere tutti. Io dico sempre che si deve cominciare da qualche parte a tener duro perché se non si tiene duro sulle problematiche dei TIR, il problema del passaggio dalla route al ferroutage ce lo ritroviamo fra quindici anni quando avremo le autostrade e i tunnel tutti intasati.
È un problema che spostiamo di dieci o vent’anni. La resistenza forte oggi sul Monte Bianco obbliga e obbligherà sempre più i governi, l’Europa, ad occuparsi di questo tema perché il trasporto su gomma è incompatibile con l’economia e con l’ambiente alpino. Quindi la battaglia va fatta oggi e subito per far cambiare orientamento ai governi. Lo affronteremo altrimenti con altri quindici anni di ritardo. Saremo allora con quindici anni di ritardo, anzi siamo già in ritardo, ma continuiamo a spostare il problema. Quindi è inutile dire che noi dobbiamo far passare dei camions che adesso passano in Maurienne; avremo alleggerito un po' la Maurienne, ma non avremo affrontato il problema nel suo complesso. La nostra posizione non è quella di dire: no a Monte Bianco e sì da tutte le altre parti, non ho mai sentito nessun ambientalista o associazione che si occupa del Tunnel del Monte Bianco dire una cosa del genere. Partiamo da qui per allargare il discorso ad ogni sito. Il problema è quello dell’attraversamento delle Alpi, in primo luogo delle montagne, perché lo stesso problema ce l’hanno i Pirenei, les Jura e nelle altre zone di montagna, dove il traffico dei camions è particolarmente intollerabile.
Quanto al fatto dell’attribuzione di responsabilità, Presidente, ho parlato di una preoccupazione. Non ci si può nascondere dietro un dito e pensare che il Tunnel del Monte Bianco venga aperto ai TIR senza nessuna reazione da parte delle associazioni che hanno portato avanti questa battaglia, e lo dico proprio perché sono stato in Maurienne dove non c’è la riapertura di nulla, eppure c’era un clima incandescente su questo problema.
Quindi mi sembra prevedibile che in caso di riapertura del Monte Bianco ai mezzi pesanti ci sarà chi vi si opporrà con ogni mezzo. Questa è una, non la sola, delle argomentazioni che rendono credibile e praticabile il discorso della moratoria, che avrebbe l’effetto di pacificare gli animi attivando una fase di sperimentazione in cui i mezzi leggeri privati e commerciali passano e i mezzi pesanti vengono tenuti fuori dal Tunnel del Monte Bianco per un anno o due. Credo che un'ipotesi del genere alla Valle d’Aosta non possa che fare del bene, su questo possiamo essere tutti d’accordo, quindi mi sembra una proposta di buon senso.
Infine, prendo atto che il Presidente afferma che la decisione finale spetterà ai ministri, questo lo so anch'io formalmente, ma mi consenta: non credo che sia indifferente la posizione che assumono gli enti locali, il Presidente della Haute Savoie, il Presidente della Regione Valle d’Aosta, penso che il peso politico in questa decisione, se decidiamo di contare, deve essere importante perché o ci tiriamo fuori e lasciamo decidere agli altri, ma non credo che sia questo l’orientamento di alcuno, oppure se decidiamo di contare, dobbiamo contare sostenendo una posizione forte.
I dati che circolano sono quelli che il Presidente mi ha accennato. Accolgo con soddisfazione, ma con riserva. La dichiarazione del Presidente rispetto al fatto che questi dati non vengono considerati soddisfacenti neppure per lui, la apprezzo, perché per una volta è stata chiara - non è solo quello della sicurezza all’interno, ma è quello di una limitazione più generale ai fini ambientali.
Quindi io ribadisco la validità di questa mozione, che poi nel suo impegno è stata formulata non in maniera rigida, come ha detto il Presidente, ma in maniera moderata e generica per consentire un dibattito e anche un ampio consenso. Anche perché credo che un Presidente, che va ad un tavolo di trattativa con una deliberazione del Consiglio regionale votata all'unanimità, possa esprimere una posizione politica più forte.
PresidenteLa parola al Vicepresidente Lattanzi.
Lattanzi (FI)Per dichiarare l’astensione del gruppo che rappresento, per un dato oggettivo del dispositivo di questa mozione e per una serie di riflessioni soggettive politiche che farò. Il dato oggettivo è che questa mozione chiede al 90 percento quello che già si sta facendo: che il Presidente della Regione si faccia interprete, in ogni sede, degli orientamenti della popolazione valdostana intesi ad ottenere significative limitazioni di numero e di peso - di questo non abbiamo mai parlato - relativamente al passaggio dei TIR all'interno del Tunnel del Monte Bianco, cioè che l’Amministrazione si faccia interprete della riduzione del numero dei TIR in quel tunnel, noi constatiamo che è attività quotidiana sia da parte dell’Amministrazione sia da parte di tutti quelli, Valdostani, noi, voi, opposizione e maggioranza, che hanno qualcosa da dire sui tavoli in cui si discute della riapertura del Tunnel del Monte Bianco.
In questo senso Forza Italia ha messo in gioco la propria attività politica su questo tema, su tutte quelle che sono le relazioni con i Sottosegretari e i Ministri che stanno decidendo su questo insieme all’Amministrazione regionale e agli enti interessati, perché si giunga a una limitazione, amici Verdi, del passaggio dei TIR sotto il tunnel, limitazione che è una volontà della maggioranza della popolazione valdostana.
Credo che siano pochissimi quelli che rappresentino i due estremi delle posizioni, cioè quelli che non vogliono nessun TIR, e quelli che vogliono i passaggi di prima, con 3.000-3.500 passaggi di TIR al giorno; sono due posizioni estreme che non ho visto rappresentate in nessun sondaggio o strumento, come lo chiama il Consigliere Curtaz, alternativo al referendum. Per questo dato oggettivo, del fatto che la mozione ribadisce un impegno che vedo già attivato, e anche per una parola che è stata aggiunta in questa mozione, il peso, di cui non si è mai parlato, siamo costretti ad astenerci, anche se votare contro sarebbe forse più giusto.
Poi mi permettano i presentatori della mozione di fare una riflessione di tipo politico. Essi si sono fatti interpreti di uno strumento sostitutivo: consultazione, sondaggio, perché questo Consiglio non ha voluto il referendum, così ha detto. Ma io non so che concetto ha della democrazia il Consigliere Curtaz o almeno è un concetto della democrazia che mi lascia sbalordito perché, mentre da una parte comprendo che una persona che crede in un qualcosa che non vede riconosciuto dalla maggioranza degli altri con cui convive in una società, si batta fuori da quest’aula perché questa sua idea passi nella gente?, non comprendo però che si ricorra a uno strumento alternativo quando quest’aula, a maggioranza democratica, aveva votato contro il referendum e questo per un motivo molto semplice, lo stesso che dite voi, perché si sapeva che la maggioranza dei Valdostani voleva la limitazione dei TIR.
E quindi era inutile andarlo a chiedere, andare a spendere energie e risorse di danaro pubblico per chiedere una cosa sulla quale, a maggioranza, quest’aula si era già espressa in termini favorevoli, come indirizzo politico all’Amministrazione regionale. Pertanto l’accusa del Consigliere Curtaz è inaccettabile, secondo il quale quello strumento alternativo di consultazione e di sondaggio nasce perché qui non si è voluto fare il referendum. Lui faccia tutte le sue battaglie, come noi facciamo le nostre quando non vediamo riconosciute le nostre idee all’interno di quest’aula a maggioranza, nella quale noi il più delle volte non partecipiamo, a parte questo caso. Però un conto sono le battaglie politiche che si portano in quest’aula e che poi per ragioni di numero non si vincono, un altro sono le attività che si fanno al di fuori di questo Palazzo che hanno tutta la legittimità di esserlo, ma in nulla possono essere sostitutive delle decisioni assunte a maggioranza nell'Assemblea.
Credo che l’indirizzo politico che la Giunta su questo tema importante tiene ha avuto il nostro appoggio nel momento in cui abbiamo votato contro il referendum e ha avuto il nostro appoggio quando sono state votate le mozioni per la riduzione del numero dei TIR. Ripeto, a livello governativo stiamo attivando tutti i nostri contatti perché si arrivi alla riduzione; nessun Valdostano, noi "in primis", vuole più 3.000 TIR al giorno, però anche qui dobbiamo mantenere una posizione di coerenza.
Ricordo che i Verdi fecero negli anni ’80 di tutto e di più per non avere l’autostrada. Faceste delle battaglie radicali terrificanti con ricorsi ai TAR, denunce, esposti, blocco dei lavori, fino a quando, dopo l'ingresso in maggioranza, abbandonaste queste posizioni radicali. Oggi siete d’accordo che l’autostrada ci debba essere: c’è, funziona, è un servizio che i cittadini utilizzano e oggi sarebbe quanto mai anomalo vedervi ancora combattere per eliminare il tratto autostradale che porta al Monte Bianco.
Quando eravate in maggioranza, alla fine avete accettato il compromesso pragmatico del buon senso che l’autostrada in Valle d’Aosta è un servizio che vogliono i Valdostani oltre che tutti i turisti che devono venire in Valle d’Aosta e oltrepassarla per andare in Europa. Però avevate posizioni radicali contro l’autostrada, ma poi il radicalismo è sparito, perché è subentrato - auspico - il buon senso. È lo stesso buon senso che ci fa dire che forse è anche perfino fastidioso, sotto l’aspetto personale, sentire che certi temi siano oggetto specifico della nascita di un partito: "Il Sole che ride", come se l’ecologia, il benessere dei nostri figli abbiano necessità che qualcuno si occupi esplicitamente di quell’aspetto. Credo che tutti i partiti se ne debbano far carico, così come ce ne siamo fatti carico noi che abbiamo esternato nei nostri programmi in maniera pubblica i nostri progetti in materia di ecologia.
Credo che la demagogia e il radicalismo non facciano bene neanche alla battaglia del Tunnel del Monte Bianco, dei TIR, della sicurezza, di tutto quello che ci ha sconvolto e che oggi ci fa riflettere e ragionare.
Tanto il nodo lo sappiamo qual è. Che senso ha oggi battersi perché i TIR domani non ci siano? I TIR ci sono e, finché non facciamo le ferrovie - cosa che non possiamo fare perché voi vi opponete, vedi la Torino-Lione, voi vi opponete alla costruzione delle ferrovie e delle gallerie, perché "fate" i Verdi - non si risolverà il problema del trasporto su gomma.
E non è un problema che ci giochiamo in quest’aula, è un problema mondiale, frutto ed eredità di uno sviluppo che ha visto l’Italia e l’Europa procedere per il trasferimento delle merci su una strada, che oggi diciamo sbagliata, da ridurre, e su questi giudizi siamo tutti d’accordo, ma che non è modificabile dall’oggi al domani, con la chiusura del tunnel ai TIR, perché poi voi vi battete per non aprire le ferrovie. Perché dove ci sono i cantieri per fare le ferrovie e i tunnel per le ferrovie, vi opponete per anni, come avete fatto per la Torino-Lione, rallentando anche i lavori del Tunnel del Monte Bianco.
Intanto prendo atto che siete passati da nessun TIR alla razionalizzazione del passaggio dei TIR, siete arrivati sulle posizioni della maggioranza dei Valdostani. Voi eravate contro i TIR, e non per la razionalizzazione o la diminuzione dei TIR, come la maggioranza di tutti; noi non eravamo contro i TIR, nel senso che, in assenza di altre alternative viarie, rappresentano l'unica soluzione cui ricorrere, seppure a malincuore.
PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)Chiedo scusa all’Assemblea, ma sono obbligato a far perdere due minuti perché ho sentito da parte del collega Lattanzi una serie di inesattezze che non mi basterebbe mezz’ora per rettificarle tutte. Alcune cose le ho apprese per la prima volta, cose che avrebbero fatto i Verdi, che io non ho mai sentito. Non so quali siano le sue fonti, manderò una rassegna stampa, ma qui riprendo solo due cose.
La prima è che la posizione nostra, relativamente alla problematica del passaggio dei TIR, non è mai stata modificata neanche di una virgola. Quella che oggi sosteniamo è esattamente quella che sostenevamo un mese fa, due mesi fa, tre mesi fa?
Lattanzi (fuori microfono) ? stop ai TIR è diverso?
Curtaz (PVA-cU) ? manderò al collega Lattanzi, così prima di dire inesattezze potrà leggere le posizioni nostre relativamente allo stop ai TIR e alle limitazioni di peso e di numero. Bisognerebbe, prima di aprire bocca, informarsi.
Seconda cosa, rispetto alla posizione sull’autostrada, neppure quella non è mai stata modificata di una virgola; la posizione sfumata perché l’autostrada è stata fatta, quindi cosa potevamo fare? Prendiamo anche noi l’autostrada come tutti i cittadini, ora che è stata fatta. Smentisco nella maniera più assoluta che rispetto ai TIR i Verdi abbiano fatto delle denunce o degli esposti. Siccome queste storielle negli ambienti girano, allora io dico, e attendo smentita, che i Verdi non hanno mai fatto da quando sono nati una denuncia penale nei confronti di qualcuno, mai, né mai hanno esercitato un'azione civile.
Per quanto riguarda i ricorsi al TAR, per conoscenza del Consigliere Lattanzi rispetto all’autostrada non fu fatto alcun ricorso dai Verdi, fu fatto un ricorso da parte di alcuni privati e di associazioni ambientaliste con il consenso politico da parte dei Verdi, questo per la precisione. Però invito il Consigliere Lattanzi, prima di dire un quarto d’ora di cose inesatte, quanto meno di informarsi perché non si può fare politica così.
Quanto al suo ecologismo, mi sembra abbia posizioni diverse rispetto al Ministro Lunardi, che propone addirittura il raddoppio del tunnel per aumentare il numero dei passaggi dei TIR...
Lattanzi (fuori microfono) ? per far passare il treno?
Curtaz (PVA-cU)? ma quale treno?
PresidenteLa parola al Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (SA) Due brevi considerazioni, anche per smentire l’ipotesi del Consigliere Curtaz, che non c’è dibattito, che parla uno per tutti. C’è chi bene o male condivide le posizioni del Presidente della Regione e le vuole, è quanto mi concerne, puntualizzare in alcuni passaggi.
La prima considerazione che faccio è banale, l’ha già fatta il collega Lattanzi, forse lo stesso Presidente della Regione. È chiaro che i TIR non piacciono a nessuno, sembra di scoprire l’acqua calda, ma non credo che ci sia un innamorato del TIR se non chi ha un'azienda dei TIR, ma non è il nostro caso. E questo è l’assunto dal quale parte la politica del Consiglio regionale, che in passato, come ricordato, si è più volte espresso in questo senso attraverso risoluzioni e prese di posizione. Quindi il Consiglio regionale è con questa coscienza che cerca di interpretare la volontà della Regione Valle d’Aosta.
La considerazione che voglio fare a margine di questo, è che se invece, come sembrerebbe doversi dedurre dalla mozione dei Verdi, dovessimo basare l’orientamento della popolazione valdostana dal referendum e dai sondaggi, probabilmente questo Consiglio avrebbe magari preso posizioni diverse. Queste cose sinceramente non le capisco. Come si faccia a dire poi con delle motivazioni politiche non condivisibili, ma comunque lecite, quali quelle che ha fatto il collega Curtaz relativamente al referendum svoltosi a Courmayeur, che con un 30 percento di partecipazione al voto, pur con un 90 percento e rotti di espressione di voto in una certa direzione, questo è il mezzo per leggere l’orientamento della popolazione...
Quindi già l’impostazione strumentale, a mio avviso, data alla mozione sta proprio in questo: perché non c’è stato in questo Consiglio mai un partito dei TIR, non è mai esistito un partito dei TIR. Ora, che si voglia far cambiare parere al Consiglio sulla base di un referendum il cui risultato, ripeto, semmai dovrebbe far riflettere il Consiglio stesso in un’altra direzione, è estremamente pericoloso, se non strumentale da parte vostra.
L’altra questione totalmente non condivisibile dell'impostazione data alla vostra mozione è che non è realistica. Perché? Non so se avete cercato un'originalità o se invece avete ritenuto opportuno seguire questa strada piuttosto che altre, ma avete seguito una strada diversa da quella seguita in Francia.
Ho avuto modo di assistere, come credo anche Curtaz e altri consiglieri qui presenti, al dibattito che c’è stato alla vigilia del referendum a Courmayeur fra il Sindaco di Chamonix e il Sindaco di Courmayeur. Ricordo che a una domanda della moderatrice della serata rivolta al Sindaco di Chamonix: "Ma voi che uso ne avete fatto dell’esito del referendum di Chamonix?", la risposta data lì per lì mi aveva sconcertato, poi riflettendoci ho concluso che è l’unica strada giusta da percorrere.
Cosa hanno fatto le forze politiche sensibili a questo discorso dall’altra parte del Monte Bianco, nell’equivalente Consiglio regionale della Haute Savoie? Hanno presentato una risoluzione in cui si diceva: "Noi crediamo che la politica del trasporto su gomma vada modificata, la gente non la vuole. Non esiste il partito dei TIR". E cosa propongono di fare? Non quello che proponete di fare voi, perché questo è il gatto che si morde la coda, perché il mercato oggi impostato com’è - ha detto bene il collega Lattanzi - obbliga l’uso del TIR; l’unica soluzione per ovviare a questa cosa è cambiare il tipo di trasporto, offrire al mercato opportunità di trasporto diverso, il famoso trasporto su rotaia. Infatti i vostri colleghi d’oltralpe hanno chiesto questo in Consiglio regionale: una risoluzione del Consiglio nei confronti dello Stato francese in cui si pretendevano maggiori investimenti verso quello che è il trasporto su rotaia.
Su questo, non voglio leggere il pensiero del Presidente, ma su questo avreste trovato l’unanimità del Consiglio regionale perché, come non esiste un partito dei TIR, esiste però una trasversalità coscienziosa che su questi punti, che sembrano l’acqua calda, può convergere.
Se vogliamo allora cercare una convergenza su questioni quali quelle che sto cercando di illustrare, che ripeto sembrano banali ma non ne vedo altre, ricerchiamo questa convergenza e allora anche voi abbiate un atteggiamento diverso. Se invece volete il bollino, la paternità di un’azione politica, vi tenete la responsabilità, andate avanti su questa strada e i TIR continueranno a passare sotto il Monte Bianco.
PresidenteLa parola al Consigliere Cottino.
Cottino (UV)Voglio, solo per amore della verità - e non certamente per la tiratina di orecchie che ci è venuta da Curtaz - fare alcune precisazioni.
Primo: non è vero che su questo argomento c’è sempre solo stato un dibattito fra il Consigliere Curtaz e il Presidente della Regione. Evidentemente a forza di ripetere le stesse cose qualcuno si è stancato e ritiene di aver già detto a più riprese qual era la propria opinione e soprattutto qual era l’opinione del proprio gruppo e del proprio partito. E non ci pare molto logico ad ogni piè sospinto ripetere sempre le stesse argomentazioni.
Un’altra precisazione è obbligatoria. Quando il Consigliere Curtaz viene qui a sostenere che è sempre stato per la regolamentazione e non per lo stop ai TIR? Voglio leggere le testuali parole della sua dichiarazione in quest’aula nell’aprile 2000, dice: "? C’è poi una valutazione più specifica che mi impedisce di votare la risoluzione proposta da tutte le forze politiche presenti in quest’aula, esclusa la nostra, ed è quella della regolamentazione?". Poi è vero che fa tutta una serie di precisazioni al riguardo, ma questo è specifico?
Curtaz (fuori microfono)? ma leggi tutto?
Cottino (UV)? l’ho detto: che poi fai tutta una serie di considerazioni e precisazioni.
Queste però non cambiano il senso della dichiarazione che ho appena letto.
Il discorso dello stop ai TIR non lo abbiamo fatto noi. Noi fin dall’inizio abbiamo detto che la nostra posizione non era di innamoramento dei TIR, ma fin dall’inizio abbiamo precisato che eravamo tutti convinti della necessità di una regolamentazione per far sì che passassero sotto il Monte Bianco meno TIR che nel passato. Credo che questa posizione sia stata ancora una volta ribadita in quest’aula oggi a più riprese e siamo convinti che questa è la linea giusta.
Ha ragione Lattanzi quando dice rivolto ai Verdi: "Benvenuti nella maggioranza dei Valdostani" perché, le domande che si pongono ai Valdostani devono essere chiare e precise se si vogliono avere domande altrettanto chiare e precise. Non si possono avere risposte precise facendo domande capziose. Nessuno, neanche il sottoscritto, ha mai detto di essere a favore dei TIR o di essere contento che passino molti TIR. D’altronde abbiamo fatto come movimento delle riunioni a Courmayeur e abbiamo sempre ribadito le stesse precise e identiche motivazioni. Oggi siamo ancora convinti che è necessario regolamentare il passaggio dei TIR, siamo contenti che tutto sommato oggi siate qui a dirci in modo indiretto che questa era la posizione giusta perché finalmente ci siete arrivati anche voi.
L’impegno del Presidente e della Giunta è sempre stato in questa direzione, sono convinto che lo sarà anche per il futuro, indipendentemente dal dare o meno oggi la paternità a voi della regolamentazione del passaggio dei TIR sotto il Monte Bianco.
PresidenteLa parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Per ribadire che noi abbiamo sempre precisato che vogliamo la limitazione di peso e di numero e abbiamo sempre detto no alla regolamentazione perché il termine "regolamentazione" era troppo vago e generico tant’è vero che anche oggi, a un mese dalla preannunciata apertura del tunnel, nessuno sa ancora dire cosa vuol dire questo termine: "regolamentazione".
Si confrontano due dati, uno, che è stato pubblicato anche da "Il Sole 24Ore" e che il collega Curtaz ha ripreso, secondo cui la regolamentazione comporta il passaggio di 120 TIR all’ora per direzione. Limite che la società autotrasporti dice è troppo "limitante" tanto che propone di aumentare il numero dei passaggi. Poi abbiamo un secondo dato, l'impegno del Presidente Viérin che dice: "Per noi "regolamentazione" vuol dire un numero inferiore di TIR rispetto ai 2.000 che passavano prima".
Ma siamo arrivati ad un mese dall’apertura, ripeto, senza sapere con esattezza cosa significa "regolamentazione". Sotto il nome "regolamentazione" ci stanno 5.600 TIR al giorno oppure 1.000 TIR al giorno? Siamo contro al concetto di regolamentazione perché non costituisce un elemento oggettivo, chiaro, preciso. Abbiamo parlato di limitazione rispetto al numero e al peso, alle misure, perché fosse chiaro che non vogliamo certo che passino i TIR da 40 tonnellate, questo lo abbiamo sempre detto.
No ai TIR da 40 tonnellate, ma sì al trasporto leggero. Allora credo che un minimo di onestà intellettuale non debba portare ad estrapolare una parola dal contesto di un intervento e a "sbatterlo" lì, dando un significato diverso. Ripeto: abbiamo chiarito sempre che siamo per limitare peso e numero perché la parola "regolamentazione" per noi non è significativa come è dimostrato ancora oggi "regolamentazione" per la società autotrasporti significa più di 5.600 TIR al giorno; l’auspicio del Presidente è di meno di 2.000 TIR al giorno. Come facciamo a dire: "Vogliamo la regolamentazione?" Quale regolamentazione? Dateci una cifra, un numero e poi su questo ci confronteremo chiaramente.
Votiamo a favore di questa mozione.
Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto:
Consiglieri presenti: 26
Votanti e favorevoli: 3
Astenuti: 23 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lattanzi, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Praduroux, Rini, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)
Il Consiglio non approva.
La seduta è sospesa, riprende alle ore 16.
La seduta è tolta.
