Objet du Conseil n. 2226 du 3 octobre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2226/XI Disegno di legge: "Modificazione alla legge regionale 28 giugno 1982, n. 16 (Costituzione della società finanziaria regionale per lo sviluppo economico della Regione Valle d’Aosta), da ultimo modificata dalla legge regionale 3 gennaio 2000, n. 1"
Articolo 1 (Sostituzione dell'articolo 8)
1. L'articolo 8 della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16 (Costituzione della società finanziaria regionale per lo sviluppo economico della Regione Valle d'Aosta), da ultimo sostituito dall'articolo 4, comma 5, della legge regionale 17 dicembre 1997, n. 41 (Legge finanziaria per gli anni 1998/2000), è sostituito dal seguente:
"Articolo 8
(Capitale sociale)
1. Il capitale sociale della Finaosta è fissato fino ad un massimo di euro 112.000.000, suddiviso in 112.000.000 azioni di valore nominale unitario pari a euro 1, da sottoscrivere nei tempi e con le modalità stabilite dall'assemblea straordinaria dei soci.".
Articolo 2 (Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Président Le projet de loi a eu l’avis favorable à la majorité de la IIème Commission.
La parole au rapporteur, le Conseiller Cerise.
Cerise (UV) La modifica alla legge regionale n. 16 istitutiva della società Finaosta S.p.A. proposta da questo disegno di legge intende consentire a quest’ultima di convertire il capitale sociale in euro, effettuare un aumento di capitale sociale a titolo gratuito per un ammontare di circa 20 miliardi mediante l’utilizzo delle riserve, e proporre successivamente un aumento di capitale pari a euro 1.807.600, passando da euro 110.192.400 a euro 112.000.000.
Nella sua nuova formulazione l’articolo 8 sostituisce la precedente indicazione puntuale del capitale sociale, con la determinazione del limite massimo del capitale sociale della Finaosta. Esso è individuato in euro 112.000.000 suddiviso in 112.000.000 azioni di valore nominale unitario pari a euro 1. La sottoscrizione del suddetto capitale sarà effettuata nei tempi e nei modi stabilite dall’assemblea straordinaria dei soci. L’aumento di capitale a titolo oneroso permetterà di portare alla pari la partecipazione finanziaria dei due soci bancari, in quanto quello attualmente minoritario potrà sottoscriverlo.
Président La discussion est ouverte.
La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI)Su Finaosta sono molte le cose da dire e sono molte le cose che vorremmo dire. Ci limiteremo a fare un intervento che sia attinente a questo disegno di legge, che si limita ad una variazione del capitale sociale e che apparentemente potrebbe essere un disegno di legge di quelli secondari, stringato nei contenuti, stringato nell'articolazione.
Riteniamo però che una riflessione politica, o di politica economica e finanziaria sul ruolo di Finaosta in questa regione debba essere fatta, perché Finaosta è forse una delle maggiori realtà finanziarie al di fuori degli enti pubblici operanti in Valle d’Aosta, ed è paradossalmente una realtà finanziaria che opera con un significativo capitale, che è di provenienza pubblica, tant’è che oggi siamo chiamati a ratificarne la variazione e la modificazione. Paradossalmente è anche uno dei pochi momenti in cui abbiamo l’opportunità, al di fuori delle iniziative ispettive fatte normalmente dai banchi dell'opposizione, di ragionare ad alta voce su quali siano i ruoli e gli spazi che competono - o che non dovrebbero competere - a un soggetto come Finaosta.
Facciamo la prima considerazione partendo dalla relazione e dal disegno di legge. Abbiamo denunciato, sin da sempre, la carenza di trasparenza nei meccanismi gestionali e operativi di Finaosta e devo dire che questa nostra considerazione, semmai ce ne fosse bisogno, anche oggi, in un aspetto che può essere banale, che qualcuno può dire essere sottinteso, traspare, perché nell’andare a leggere questa relazione, due sono i passaggi significativi: l’aumento di capitale a titolo gratuito, e l’aumento a titolo oneroso.
Sull’aumento a titolo gratuito pensavamo che la Giunta, nell’esigenza di fare la legge per delle operazioni imminenti, avesse dimenticato di fare la relazione al disegno di legge, di conseguenza auspicavamo che il relatore colmasse le lacune che la Giunta aveva lasciato. Dobbiamo dire invece che la relazione di un Consigliere peraltro attento, perché al Consigliere Cerise va riconosciuta la capacità di fare approfondimenti sulle leggi, e voglio ricordare all’aula il dibattito sulla zootecnia, al quale penso che il Consigliere Cerise abbia portato un contributo importante e soprattutto abbia consentito nella prospettiva una conclusione positiva a un disegno di legge che forse non sarebbe arrivato da nessuna parte.
Arriverà dopo, però arriverà a concretizzare gli scopi che in Assessorato, Assessore Perrin, erano stati mal definiti, o meglio i percorsi di quegli scopi e invece qui non si dice nulla!
Normalmente in un'azienda l’aumento di capitale è finalizzato a un qualcosa, altrimenti non ha motivo di essere; o l’azienda va male - di conseguenza bisogna ripristinare il capitale - oppure entrano nuovi soci, oppure ci sono investimenti, prospettive di sviluppo per cui è necessario attingere a nuove risorse. Implicitamente ci sembra di capire che Finaosta abbia delle riserve talmente esagerate, talmente inutilizzate che le deve appalesare, non le distribuisce.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, è vero, lo sappiamo perché queste cose le sappiamo, ma sarebbe stato opportuno magari scriverle e dire quale dei due istituti - San Paolo e CRT - aveva, o meglio, non aveva a suo tempo sottoscritto il precedente aumento di capitale, capire per quali motivi in questo momento ha espresso questa esigenza, capire per quali motivi in questo momento l’assemblea, o meglio il Consiglio di amministrazione, o meglio il Consiglio regionale, hanno deciso di addivenire alla richiesta di quel socio, che, se non ricordo male, quando non sottoscrisse quell’aumento di capitale non lo fece in totale armonia con l’indicazione di quello che possiamo definire con espressione poco felice, ma sintetica, il "potere pubblico", l’Amministrazione regionale. Allora, scusate, non voglio aprire la parentesi su tutto ciò che è o che non è Finaosta in questa regione, avremo modo e tempo, Presidente, di farlo, però almeno attenendoci alla legge che oggi viene messa in discussione penso sia un diritto-dovere dei Consiglieri capire cosa c’è dietro all’aumento di capitale; forse non c’è niente, e questo potrebbe preoccuparci; forse c’è qualcosa, e questo potrebbe preoccuparci ancora di più! Non si può portare una legge che si sminuisce, sostenendo che un banale aumento di capitale è, in parte massima, a titolo gratuito e, in parte minima, per riportare uno dei soci a ricoprire quelle che erano le posizioni azionarie, ma - aggiungo io - anche di potere, all’interno di Finaosta.
Presidente Viérin e Assessore Agnesod, il nostro gruppo gradirebbe avere delucidazioni più serie e approfondite rispetto a quello che non sia il senso letterale delle parole contenute nell’articolato di legge e rispetto a quella, mi scusi il Consigliere Cerise, alla "non relazione" che è stata fatta, in quanto è stata una parafrasi dell’articolato.
Président Y a-t-il d’autres collègues qui souhaitent intervenir en discussion générale? La discussion générale est close.
La parole à l’Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.
Agnesod (UV) Credo che l’interpretazione sia molto semplice rispetto all’operazione che viene presentata con questo disegno di legge, cioè l’aumento di capitale gratuito, attingendo alle riserve: è per dare alla società un grado di copertura di rischi nelle operazioni maggiori, quindi essere maggiormente in grado di far fronte agli impieghi, prestiti obbligazionari, partecipazioni, crediti a rischio diretto e, di conseguenza, rafforzare la società. Questa è l’operazione gratuita.
Per quanto riguarda l’operazione onerosa, questa viene fatta, come detto in relazione e come chiarito bene dal relatore prima, perché un componente della società vuole riportare la sua partecipazione ad un livello pari a quello dell’altro socio bancario, che sono la CRT e il San Paolo, come soci bancari, la Finaosta, la Regione Valle d’Aosta e altri soci.
Mi è sembrato di sentire che l’utile non viene diviso. Non è vero. Noi abbiamo avuto, dal 1993 in poi, un dividendo che è salito da 2,5 miliardi del 1993 a 2,8 miliardi nel 1994, e poi 3,3 miliardi, 3,5 miliardi, 4,1 miliardi fino ad arrivare a 4,876 miliardi nel 2000. Questo è quanto la Regione ha introitato dalla sua partecipazione in Finaosta; mi pare che non ci sia altro da dire. Questo è un disegno di legge che ha solo queste finalità!
Président Nous procédons à l’examen de la loi, article par article.
La parole au Conseiller Frassy sur l’article 1er.
Frassy (FI) Sull’articolo 1 faremo la dichiarazione di voto, che non potrà che essere negativa a questo disegno di legge, per i motivi che penso di avere espresso in sintesi nella discussione generale, e che vengono confermati dalla breve replica dell’Assessore Agnesod.
Una breve replica, Assessore, che apre scenari preoccupanti, perché se il vero e unico scopo - non mi sembra di averne sentiti dichiarare altri - dell’aumento di capitale, seppure a titolo gratuito, è la copertura di maggiori rischi, vuol dire che lei sa qualcosa che avrebbe dovuto forse illustrare e comunicarci meglio. Infatti, è quanto meno paradossale che si faccia un aumento di capitale per coprire maggiori rischi, anche se forse non è così paradossale, in base alla risposta che l’Assessore Agnesod ha fornito al nostro gruppo riguardo alle sofferenze di Finaosta ad oggi, e probabilmente rispetto a quelle che saranno le nuove sofferenze di Finaosta nei mesi a venire, perché mi sembra che il quadro non sia così roseo come spesso si cerca di far passare. Vado a memoria, Assessore, perché non ho i dati sottomano, ma se la memoria non mi tradisce le "sofferenze" di Finaosta sono stimate in una cifra che si avvicina ai 40 miliardi.
Ora, in una realtà come la nostra, dove i bilanci delle nostre amministrazioni comunali maggiori non superano - o se lo superano, lo superano di poco - i dieci miliardi, lei si rende conto come una sofferenza di questa entità non possa non destare qualche preoccupazione.
E si rende anche conto come questa preoccupazione legittimamente aumenti a fronte degli scenari poco rosei, di cui apprendiamo anche oggi in relazione ad aziende che sono a libro paga - mi consenta l’espressione brutale, ma efficace - dell’Amministrazione regionale per i mutui e per tutta una serie di interventi finanziari, che l’Amministrazione, tramite Finaosta, continua a fare con una logica, non dico più politica, ma tecnica, discutibile.
Qui, Assessore, le anticipo un oggetto di confronto politico che il nostro gruppo porterà all’attenzione dell’aula; il modo con cui Finaosta sta gestendo le aperture di credito, controllando le situazioni e le sofferenze delle società deve cambiare!
Non è credibile, Assessore, che una classe dirigente capace e in buona fede, riesca a prendere tali e tanti abbagli come ha preso Finaosta negli ultimi tempi! Allora, o ci sono dei meccanismi che non sono rodati, ci sono dei funzionari che non sono all’altezza - e in quel caso il compito politico è quello di prendere delle decisioni e di arrivare a delle determinazioni dure che possono riportare ad altri livelli di maggior severità e serietà l’apertura di linee di credito - o, se questo non avviene, Assessore, vuol dire che il potere politico è compiacente, non voglio dire complice, ma "compiacente" di una certa gestione quanto meno disinvolta di quelle che continuo a chiamare "finanze pubbliche". Perché è facile fare la S.p.A. con i soldi di Cottino, di Frassy, di Tibaldi, con i soldi della comunità valdostana, Assessore, perché Finaosta è una S.p.A. con i soldi di tutti noi!
Su questo noi chiederemo chiarezza; chiederemo chiarezza prima in commissione, vorremo vedere i conti e le anticipiamo che vorremo avere audizioni con i funzionari responsabili per capire dall’Akerlund in giù cosa è successo, e per capire dall’Akerlund in avanti cosa accadrà! Assessore Ferraris, non basta scrivere su carta non intestata all’Akerlund, senza protocollo e senza data, che gradiremmo poi essere ristornati dai danni!
Ma di questo parleremo nel prossimo Consiglio, perché sarà oggetto di un’altra interrogazione. Non si può gestire così, Assessore Ferraris, la finanza pubblica! Perciò noi siamo sconcertati dalla leggerezza con cui vengono affrontate, Presidente Viérin, questioni che hanno un grande rilievo non solo dal punto di vista finanziario, ma anche dal punto di vista economico, in quanto riteniamo che Finaosta abbia delle responsabilità nello sviluppo, ma abbia delle responsabilità anche nel mancato decollo di molti settori della politica economica valdostana!
Qui il discorso probabilmente ci porterebbe a fare mattina, di conseguenza mi siedo confermando il voto negativo del nostro gruppo.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Per una breve dichiarazione di voto e una giustificazione al voto negativo che andremo ad esprimere su questo disegno di legge. Le ragioni sono sostanzialmente due, una di carattere più specifico: in sostanza, le stesse domande che ha posto il collega Frassy, avrei voluto e potuto farle mie, ma avendole egli avanzate prima di me, non ho ritenuto di intervenire per chiedere all’Assessore competente le motivazioni che sono alla base di questo aumento di capitale.
E queste motivazioni, Assessore, sono state espresse in maniera troppo generica; non si può liquidare una questione di tale rilevanza anche in termini economici con il dire: "la società ha bisogno di capitalizzarsi per garantirsi contro rischi maggiori"! Noi avremmo voluto sapere quali sono questi rischi, qual è la situazione di sofferenza, quali sono le difficoltà dei debitori nei confronti della Finaosta. Ecco che, di fronte a una risposta più esauriente, avremmo potuto fare delle considerazioni eventualmente diverse. Invece, ancora una volta rispetto alla Finaosta - ma io dico a tutte le società a partecipazione regionale - c’è una mancanza di trasparenza, che riguarda la comunicazione al Consiglio.
E qui vengo al secondo tema più generale, a costo di apparire una Cassandra, perché il difetto della trasparenza sta all'origine. Nel momento in cui il Consiglio, come è avvenuto per Finaosta, come è avvenuto per altri casi, come temo avverrà per il Casinò, costituisce una società per azioni che opera in regime privatistico, si spoglia di ogni possibilità di controllo, di stimolo, di indagine per l'opposizione, ma anche di stimolo amministrativo da parte della maggioranza del Consiglio. In pratica significa dare una cambiale in bianco alla Giunta, che ha poi rapporti fiduciari e diretti con gli amministratori della società a partecipazione regionale.
Il Consiglio viene completamente esautorato e io trovo "drammatico" che un problema di questa grandezza, che una questione così rilevante per la democrazia in questa regione, interessi a così poca gente.
Può darsi che noi, che diciamo queste cose, siamo gente fuori dal mondo, non lo so, lo chiedo anche ai colleghi: è mai possibile che ogni volta il Consiglio, che dovrebbe essere l’organo centrale della democrazia in questa regione - ci vogliamo credere, altrimenti saremmo qui per scaldare le sedie -, non si ponga con serietà questo problema? Noi approviamo una legge e poi facciamo un salto al buio, non sappiamo più niente di quello che capita, non possiamo più sapere niente o quasi!
Io rinnovo per l’ennesima volta questa preoccupazione, la porto all’attenzione dei colleghi, della stampa, dell'opinione pubblica, perché abbiamo un Consiglio che quasi "masochisticamente" si espropria via via delle proprie competenze, delegandole alla Giunta che agisce attraverso società per azioni; e poi ci lamentiamo della mancanza di trasparenza! Giusto, però, a mio giudizio, il peccato è originale e vedo che non solo c’è un'inversione di rotta su questo tema ma, da quello che leggiamo una situazione analoga, verrà utilizzata anche per quanto riguarda la gestione del Casinò.
Président Je soumets au vote l’article 1er:
Conseillers présents et votants: 26
Pour: 21
Contre: 5
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l’article 2:
Conseillers présents et votants: 26
Pour: 21
Contre: 5
Le Conseil approuve.
La parole au Président de la Région, Viérin Dino, pour déclaration de vote.
Viérin D. (UV) Tout en confirmant que nous sommes pour le projet de loi, qui, avec cette augmentation du capital social de Finaosta, permettra d’atteindre deux finalités: tout d’abord, d’élargir davantage la participation en son sein de l’un des deux partenaires bancaires mais, ensuite, du fait que les activités de Finaosta sont rapportées au montant de son capital social, à Finaosta aura la possibilité de mieux atteindre ses objectifs, parce que comme tout le monde le sait, Finaosta agit sur deux régimes: en régime spécial sur pouvoir du Gouvernement, et en régime ordinaire, en pleine autonomie. Or, l’exercice de ses fonctions en régime ordinaire est rapporté à un barème, sur la base du montant du capital social. Je voudrais également profiter des réflexions exprimées par M. Curtaz pour ajouter quelques considérations.
Le collègue Curtaz s’est limité à présenter le problème en termes absolus, mais il a oublié toute une série d’éléments qui doivent être considérés. Il ne s’agit pas en effet uniquement de définir en absolu les compétences d’un gouvernement et d’une assemblée; il s’agit également de prendre en compte les moyens ou les instruments dont dispose une collectivité publique pour agir dans le secteur économique.
C'est l’assemblée dans son ensemble qui doit définir la gestion d'une société qui agit sur la base du droit privé et selon une logique commerciale, avec des conseils d’administration au sein desquels il y a des représentants de majorité et de minorité? Ou bien, ce n’est-il pas le cas de reconduire, comme souvent on nous réclame dans d’autres occasions, à cette Assemblée uniquement les pouvoirs d’ordre général: de constitution, de définition des règles de fonctionnement, de contrôle. Pour ce qui est de la gestion, ce n’est pas une responsabilité de l’Assemblée, il c’est difficile de faire partager à la minorité la responsabilité de résultats et d’actions de sociétés qui sont constituées par la majorité.
La responsabilité est définie, et elle revient au Gouvernement, qui engage lui, vis-à-vis du Conseil, sur ce thème spécifique, sa responsabilité politique; par contre, la responsabilité des résultats revient aux gestionnaires, aux responsables de la société, et il y a par là même la possibilité d’exercer une fonction beaucoup plus actuelle et plus réelle qui n’est pas celle de contrôler le processus, mais celle de contrôler les résultats. Et, sur cette base, il n’y a aucune limite quant aux possibilités d’inspection, de contrôle et de vérification de cette Assemblée.
Nous aurons donc certainement l’occasion de revenir sur ce thème, mais j’inviterais à élargir le cadre de la réflexion, à considérer tous les éléments sans se limiter à considérer en absolu des compétences ou une répartition des compétences. Une question celle-ci, telle qu’elle a été posée, qui ne correspond plus à la réalité des faits, je ne dis pas de cette collectivité territoriale, mais de toute collectivité territoriale, gouvernement étatique compris.
Président Je soumets au vote le projet de loi dans son ensemble:
Conseillers présents et votants: 29
Pour: 24
Contre: 5
Le Conseil approuve.
Sur cet objet s’achèvent les travaux de la journée du Conseil de la Vallée.
La séance est levée.
La prochaine séance sera convoquée pour les 17 et 18 octobre prochains.
