Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2216 du 3 octobre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2216/XI Procedure delle iniziative concernenti l’accertamento del rischio amianto alla Cogne Acciai Speciali. (Interpellanza)

Interpellanza Vista l'attesa che esiste fra i lavoratori della "Cogne Acciai Speciali" che hanno richiesto il riconoscimento dei benefici previdenziali previsti dalla Legge 257/92 (rischio amianto);

Ritenuta urgente la risoluzione del problema relativo alla conoscenza del rischio amianto alla "Cogne Acciai Speciali";

Preso atto delle risposte date dall'Assessore competente in sede di Consiglio regionale, nonché del piano di interventi sottoscritto tra le Organizzazioni sindacali dei lavoratori e i vertici aziendali;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale e l’Assessore competente per conoscere:

1) se quanto previsto dal piano di interventi sottoscritto fra le parti a partire dal 4 giugno u.s. è stato realizzato, e, se ciò non fosse avvenuto, come intende procedere;

2) se gli accertamenti da parte dell'INAIL sono continuati e i tempi entro i quali sarà formulato l'esito degli accertamenti stessi;

3) l'esito degli accertamenti svolti dall'ARPA, ed eventualmente dall'USL, alla Cogne Acciai e come intenda procedere a fronte dei dati raccolti;

4) se il censimento è avvenuto anche negli edifici privati, con priorità agli ambienti di lavoro, come previsto dal DPR 8 agosto 1994, inserito fra le attività del Piano di bonifica dell'amianto.

F.to: Beneforti - Squarzino Secondina

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Grazie, Presidente. Sono trascorsi oltre due mesi dall’ultima volta che abbiamo affrontato, in questa sede, il problema del rischio da amianto alla Cogne Acciai Speciali.

È trascorso giusto il tempo entro il quale - come previsto dal piano sottoscritto fra la CAS e le organizzazioni sindacali - gli accertamenti avrebbero dovuto terminare, per cui oggi si dovrebbero conoscere le condizioni che esistono all’interno dello stabilimento. Infatti, oltre al censimento all’interno dello stabilimento, che doveva essere effettuato entro il 30 giugno di quest’anno, si vorrebbe conoscere anche l’esito dei rilievi ambientali effettuati dall’ARPA nelle aree dove è stato riscontrato il rischio da amianto, rilievi che a fine luglio erano ancora in corso.

Oggi, visto il tempo trascorso, anche l’ARPA avrebbe dovuto terminare il lavoro. Si dovrebbe essere a conoscenza del piano per la rimozione e la messa in sicurezza dell’amianto individuato e, guarda caso, anche questo piano doveva essere presentato entro il 31 luglio ultimo scorso. Si dovrebbe essere a conoscenza del piano di bonifica riguardante le situazioni a rischio e anche l’esito di tutte le altre iniziative che si rendono necessarie in simili situazioni.

Da quanto soprarichiamato si può valutare se c’è stato il rispetto degli impegni presi fra le parti, se c’è stato il rispetto della legge n. 257/92, se c’è stato il rispetto della legge n. 271/93, che prevede i benefici previdenziali a favore dei lavoratori. Si può quindi valutare se gli enti e le istituzioni, come l’USL, l’ARPA e lo stesso INAIL, hanno rispettato i compiti loro assegnati. Si può altresì valutare se gli stessi Assessori competenti hanno rispettato gli impegni che hanno assunto all’esterno, e anche in questa sede, da quando la vertenza è stata aperta. Oggi, si può infine valutare, conoscendo le indagini effettuate, se i lavoratori valdostani - nel caso in discussione della Cogne Acciai Speciali - potranno accedere ai benefici di cui hanno goduto e godono i lavoratori del resto del Paese da molto tempo. Considerato che i benefici dei lavoratori devono essere attestati e riconosciuti dall’Istituto Infortuni, riteniamo che ci siano stati dei gravi ritardi da parte dell'Istituto stesso nello svolgimento dei compiti istituzionali affidatigli. Abbiamo presentato perciò questa interpellanza per conoscere:

- se quanto previsto dal piano di interventi, sottoscritto fra le parti il 4 giugno u.s., è stato realizzato e, se ciò non fosse avvenuto, come si intende procedere da parte della Giunta e degli Assessori competenti;

- se da parte dell'INAIL sono continuati gli accertamenti e le verifiche e, se ciò non fosse avvenuto, entro quali tempi sarà formulato l'esito degli accertamenti stessi;

- l'esito degli accertamenti svolti dall'ARPA, ed eventualmente anche dall'USL, alla Cogne Acciai e come si intenda procedere di fronte ai dati se sono stati raccolti;

- se il censimento è continuato anche negli edifici privati con priorità agli ambienti di lavoro.

Quindi, a distanza di due mesi, visti gli accordi presi, visti gli impegni che dovevano assolvere gli enti preposti agli accertamenti, vogliamo conoscere la situazione all’interno della Cogne Acciai Speciali. Credo che oggi non si possano avere risposte interlocutorie o risposte elusive sulla realtà che abbiamo di fronte. Attendo la replica dell’Assessore competente e mi riservo di intervenire successivamente.

Si dà atto che, dalle ore 11,36, presiede il Vicepresidente Lattanzi.

PresidenteLa parola all’Assessore all’industria, artigianato ed energia, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE)Prima di tutto vorrei precisare che dall’inquinamento da amianto i lavoratori non traggono alcun beneficio neppure se questi venissero intesi sotto la forma di un aumento delle contribuzioni previdenziali. Devo dire con altrettanta serenità che i dati sono del tutto tranquillizzanti rispetto alla presenza di amianto all’interno della Cogne.

Comunque, per rispondere alla prima domanda, il piano sottoscritto dall’azienda, dalle organizzazioni sindacali e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza prevedeva una serie di interventi, una parte già attuati e una parte di prossima realizzazione.

Gli interventi riguardano l’effettuazione di un censimento relativo alla presenza di amianto all’interno dello stabilimento, l’effettuazione di rilievi ambientali nelle diverse aree dello stabilimento e l'elaborazione di un piano per la rimozione e la messa in sicurezza dell’amianto eventualmente individuato. Rispetto a questi tre impegni sono state attuate le rilevazioni della presenza di fibre di amianto da parte dell’azienda attraverso una ditta privata specializzata, sul cui esito avevo già riferito nella seduta di fine luglio. A questo punto, secondo quanto concordato, l’azienda ha potuto operare il monitoraggio di tutte le zone in cui risultavano fibre di amianto, seppure in minime quantità. Successivamente è stata incaricata l’ARPA di procedere alle rilevazioni, che sono state effettuate sia con microscopio ottico, che con quello elettronico.

Ciò si è reso necessario perché solo con il microscopio elettronico è possibile individuare meglio la natura di alcune fibre che al microscopio ottico potrebbero essere confuse per fibre di amianto. D’altra parte, il microscopio elettronico consente di rilevare la presenza di fibre eventualmente sfuggite all'osservazione ottica, quindi si è cercato di utilizzare un metodo d’indagine il più raffinato possibile.

Le rilevazioni sono state effettuate con la massima attenzione e i riscontri finora giunti confermano quanto rilevato nelle prime analisi effettuate dalla Cogne, ovvero il fatto che i valori rilevati sono ampiamente al di sotto della soglia. Rispetto a ciò si è comunque in attesa della controanalisi di un reperto relativo a un’indicazione di presenza di amianto rilevato in un reparto dello stabilimento che si discosta da quanto segnalato negli altri luoghi concordati per la campionatura, nel senso che, mentre negli altri luoghi i limiti erano estremamente bassi - voi sapete che il limite soglia è di 100 fibre/litro, nelle analisi siamo altamente al di sotto di questo dato, (mediamente intorno alle 5 fibre/litro) -, in un reparto dello stabilimento si è arrivati a 11,3 fibre/litro.

Ma, per conoscere meglio la situazione, l’ARPA ha ritenuto di far analizzare all’ARPA di Grugliasco questo prelievo in quanto quella struttura è dotata delle strumentazioni idonee a fare questo tipo di analisi. L’esito di questo ultimo rilievo sarà disponibile fra una decina di giorni.

Per quanto riguarda la CAS, l’azienda ha presentato a fine luglio il piano di bonifica dello stabilimento dall’amianto. Tale piano è stato esaminato dall’USL che ha provveduto a richiedere di propria iniziativa alcune modificazioni e integrazioni all’azienda, in particolare rispetto alle diverse tipologie di amianto presenti, se solide o friabili, rispetto al personale che opera nelle zone in cui tale amianto è presente, rispetto alla necessità di interventi di manutenzione nei reparti in questione, rispetto anche a sollecitazioni esterne che tali reparti ricevono, intendendo per sollecitazioni esterne il fatto che i reparti possano essere interessati da agenti esterni come getti di vapore o altro che possono aumentare il rischio di una presenza di fibre nell’aria.

Il piano, rivisto secondo le indicazioni dell’USL, è stato presentato intorno al 20 settembre dalla CAS e approvato dalle parti interessate, i lavoratori, l’azienda e l’USL, nella giornata di ieri. Il piano approvato prevede entro il 31 dicembre il confinamento e l’incapsulamento dell’amianto che potrebbe risultare maggiormente pericoloso secondo una scala di priorità degli interventi che ricalca proprio le integrazioni al piano richieste dall’USL, in particolare gli interventi riguarderanno soprattutto le zone dove si trovano gli occupati e riguardano le aree di manutenzione. Il piano prevede che nel corso del 2002 vi sia il completamento della bonifica per quanto concerne l’amianto nell’intero stabilimento.

In risposta alla seconda domanda, per quanto concerne le procedure relative all’INAIL, è stato individuato da parte della direzione centrale il funzionario incaricato di proseguire e di concludere gli accertamenti per il riconoscimento dei benefici di cui alla legge n. 257/92.

Il professionista, che è stato nominato di recente, incontrerà il comitato costituito in rappresentanza dei lavoratori nel periodo compreso fra l’8 e il 12 ottobre, quindi la prossima settimana e in tale occasione verrà effettuata, oltre ad una prima valutazione dell’attività finora svolta, anche una previsione dei tempi di rilascio delle apposite certificazioni.

Rispondendo alla terza questione, i dati raccolti, come dicevo prima, sono tranquillizzanti, vi è un rilevamento che ha un valore un poco superiore a quelli mediamente riscontrati; come dicevo si è in attesa di un approfondimento di analisi di questo dato, approfondimento che è in corso presso l’ARPA di Grugliasco.

Per quanto riguarda in ultimo il censimento relativo agli edifici privati, siamo in attesa che il Governo emani il decreto di attuazione relativo al primo comma dell’articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93 recante disposizioni in materia ambientale. Solo con tale atto sarà possibile conoscere i criteri per la realizzazione di una mappatura completa della presenza di amianto sul territorio nazionale e regionale, i soggetti deputati e gli strumenti per realizzarla, le fasi di attuazione oltre alla disponibilità di fondi necessari per realizzare questo tipo di analisi.

Al momento è stato attivato un gruppo tecnico dalle regioni che entro la fine di settembre avrebbe dovuto predisporre una prima bozza delle parti del decreto riferite all’attuazione dei rilievi. Al momento non si hanno informazioni rispetto a tale risposta, quindi c’è un ritardo del Governo rispetto a questo tipo di intervento.

PresidenteLa parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Prendo atto della risposta dell’Assessore, ma devo dirgli che non sono per niente soddisfatto perché è una risposta ancora, purtroppo, interlocutoria. E, nonostante che sia interlocutoria, si dice che i dati sono tranquillizzanti.

Saranno anche tranquillizzanti, ma si può essere tranquilli solo ad accertamenti ultimati. Non è stato attuato nemmeno il piano che doveva essere ultimato entro sessanta giorni e già si porta avanti un discorso diverso da quello che dovrebbe essere fatto, quindi non sono soddisfatto come non lo sono i cinquanta e forse più lavoratori che hanno presentato la domanda all’Istituto Infortuni per avere i benefici di legge previsti. Il tempo passa, sono trascorsi diversi mesi da quando il problema è stato affrontato, ma le domande per i benefici giacciono sempre nella sede dell’INAIL. L’INAIL da circa due mesi ha bloccato le verifiche all’interno dello stabilimento.

Oggi l’Assessore ci comunica che dall’8 al 12 incontrerà il nuovo funzionario incaricato, ma qui si va avanti di quindici giorni in quindici giorni perché questa storia l’ho seguita anch'io con l’Istituto Infortuni, ho sentito anch’io i motivi per i quali le verifiche erano bloccate, ma bisogna anche di fronte all’Istituto Infortuni assumere un atteggiamento diverso da quello che abbiamo avuto, anche come Regione! Se l’INAIL non trova il funzionario, le pratiche restano inevase e i lavoratori non possono usufruire dei benefici previsti.

Nel sostenere questo problema aperto dalle organizzazioni sindacali non pensavamo certo che venisse risolto in tempi brevi, ma nemmeno di registrare un ritardo così ingiustificato come quello verificatosi. Devo dire che di fronte a un rischio, come quello da amianto, non pensavamo di assistere a tanta negligenza e la definisco così per non dire parole più grosse. Si ha l’impressione che non ci sia una forte volontà politica di andare in fondo alla vicenda.

Sembra quasi che si cerchi di accreditare nell'opinione pubblica che non sussiste pericolo per la salute dei lavoratori in quanto il rischio sarebbe in percentuale inferiore a quello previsto dalle leggi e considerato dannoso. Ora, se può essere plausibile che la tesi del rischio minimo sia sostenuta dall'azienda, è inammissibile che l'USL, l'ARPA e l'INAIL seguano questa direzione prima del completamento degli accertamenti.

Anzi gli enti preposti agli accertamenti dovrebbero giustificare i ritardi nelle verifiche delle situazioni di eventuale pericolo "amianto", già noto fin dal 1990. È triste dover assistere all’immobilismo di fronte a un'emergenza sociale, di fronte a una spada di Damocle sospesa sulla testa dei lavoratori nella fabbrica e sui cittadini in alcune parti del territorio, perché c’è anche il territorio di mezzo. Occorre pertanto impedire che di lavoro ci si ammali e che di lavoro si debba morire. Occorre ricordarsi che la sicurezza si realizza solo creando una cultura e un'organizzazione aziendale e sul territorio coerente e partecipata. Questa è la strada per prevenire.

Da molte parti, in altre regioni, province e comuni, il problema del rischio da amianto è stato affrontato in modo diverso che da noi, per rendersene conto basta leggere l’elenco delle intese che sono state raggiunte in sede locale e di Ministero del lavoro, basta vedere i convegni organizzati dalle organizzazioni sindacali sulla sicurezza. È di ieri quello nazionale della CISL indetto per portare gli attuali responsabili del Governo a una maggiore comprensione e conoscenza delle problematiche complesse legate all’amianto. Da altre parti si lavora, ci si incontra, si discute. La "Settimana per la salute e sicurezza sul lavoro" del 2001 quest’anno si svolgerà in Italia dal 22 al 26 ottobre.

Vogliamo, Assessore, per quella data dimostrare al mondo del lavoro e alla comunità valdostana che la Valle d’Aosta non è seconda a nessuno anche in questo campo? Che siamo attivi? Che le sue strutture, USL e ARPA, sono operative ed esercitano la loro funzione di vigilanza e controllo, che sono al servizio della gente anche in questo campo? Vogliamo dimostrare che la Valle d’Aosta è capace di imporre all’INAIL, checché ne dica l’azienda, di fare le verifiche necessarie perché ai lavoratori siano riconosciuti i diritti previsti dalla legge?

Che la Valle d’Aosta è capace di non subire ma, per quanto possibile, di opporsi al comportamento della Cogne Acciai Speciali e anche ad ogni forma di omertà che circonda la vicenda? Perché del rischio di amianto alla Cogne se ne parla, ma se ne parla molto poco, se ne parla solo nelle sedi istituzionali eventualmente, ma non se ne parla all’esterno. Come ho già detto in altre occasioni - non voglio drammatizzare -, ma non siamo disposti ad accettare le giustificazioni di chi è più preoccupato a non disturbare il "manovratore" che a tutelare gli interessi dei dipendenti.

Pretendiamo di conoscere l’esito delle verifiche e il rischio di amianto che sussiste, così come è avvenuto nelle altre aziende del settore siderurgico, dove è stato possibile raccogliere ed aggiornare i dati sufficienti per determinare l’entità dello stesso. Ciò è avvenuto all’ILVA di Taranto e di Genova, all’ITALSIDER, alla BREDA ANSALDO e in tante altre aziende.

Noi vogliamo che sia imposto all’INAIL di svolgere il ruolo a cui è chiamato per legge. Vogliamo essere consapevoli di qual è la dimensione del problema. Vogliamo chiamare direttamente in causa le responsabilità dell’azienda. Vogliamo operare per prevenire le sostanze cancerogene che stanno colpendo o potrebbero colpire i lavoratori della Cogne Acciai Speciali. Avrei altre cose da dire, le riporterò in altra occasione visto che il tempo è tiranno.