Objet du Conseil n. 2206 du 3 octobre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2206/XI Interventi di sistemazione della pista dell’Aeroporto Corrado Gex di Saint-Christophe. (Interrogazione)
Interrogazione Osservato che sono in fase di ultimazione i lavori di illuminazione della pista dell'Aeroporto Corrado Gex di Saint-Christophe;
Ritenuto (quantomeno all'interrogante) poco chiara l'utilità immediata di tale intervento e il senso complessivo del progetto di ampliamento dell'aeroporto regionale;
Creduto necessario avere maggiori informazioni al riguardo;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l’Assessore competente per sapere:
1) se l'installazione delle luci sulla pista hanno comunque un senso o se la loro utilità è condizionata al successivo allungamento della pista;
2) se il successivo allungamento non comporterà necessariamente un nuovo intervento sull'illuminazione che dovrà avere, con ogni probabilità, un diverso grado di angolazione;
3) in caso di potenziamento dello scalo, come verranno superati gli attuali problemi di segnale radio che comportano una "zona d'ombra" in prossimità del nostro aeroporto e, più in generale, come verranno affrontati i problemi determinati dagli imponenti ostacoli naturali presenti nel nostro territorio.
F.to: Curtaz
PrésidentLa parole à l’Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.
Lavoyer (SA) Sul primo quesito: "se l'installazione delle luci sulla pista hanno comunque un senso o se la loro utilità è condizionata al successivo allungamento della pista", posso rispondere che hanno un senso e che il loro utilizzo - più che utilità - immediato non è assolutamente condizionato dall’allungamento della pista, infatti il sistema AVL (aiuti visivi luminosi), tuttora in corso di realizzazione, consentirà di estendere l’operatività sull’Aeroporto in quelle ore e in quei giorni in cui la normale visibilità del pilota di un aeromobile in partenza o in avvicinamento è compromessa a causa di diversi fattori, partenza dopo il tramonto e anche in caso di nebbia e di nubi basse.
Detto impianto, associato ad un sistema di radioassistenza a terra - è in atto da parte degli uffici l’iter per la fornitura e l’installazione dell’apparecchio Doppler Vor DME di tipo tradizionale -, come richiesto dalle attuali norme e dalle relative procedure di avvicinamento e mancato avvicinamento, appena redatte dall'IDS di Pisa, consentirà in pratica una totale ed ottimale utilizzazione dello scalo valdostano. L’utilità di tale sistema non è pertanto in alcun modo condizionata dal successivo allungamento della pista, intervento di per sé atto principalmente a fornire un margine di sicurezza migliore nelle fasi di decollo e di atterraggio agli aeromobili, oltre che ad ampliare la gamma di velivoli idonei ad operare sull’Aeroporto, consentendo loro di aumentare il carico di decollo e quindi la capacità di trasporto. Nella sostanza l’impianto di illuminazione che si sta predisponendo adesso renderà l’attuale pista idonea all’atterraggio anche nei momenti di non visibilità, notturni e via dicendo.
L’illuminazione deve essere collegata chiaramente all’impianto di avvicinamento in quelle situazioni o notturne o di scarsa visibilità, questo permette all’aeromobile di raggiungere una quota di avvicinamento con un avvicinamento strumentale anziché a vista, quota idonea eventualmente a ripartire qualora ci fossero dei problemi e quindi non ci fosse la possibilità di atterraggio oppure di arrivare alla quota necessaria per attuare le manovre di atterraggio.
La scelta di fare l’impianto di illuminazione sull’attuale pista deriva soprattutto dal fatto che le apparecchiature iniziali dal punto di vista tecnologico per l’avvicinamento erano previste sui due lati della vallata; la cosa non è stata possibile per motivi di conduzione di linea elettrica, quindi si è scelta un'apparecchiatura che può essere messa in testata alla pista. A questo punto non c’è nessun problema perché è un’apparecchiatura che, nel momento in cui la pista viene allungata, può essere spostata nella nuova testata, quindi si rende immediatamente funzionale l’attuale ingombro di pista anche nei periodi di scarsa visibilità e soprattutto nei voli notturni.
Questo è il motivo per cui si è proceduto intanto a fare questo impianto di illuminazione, a fissare l’apparecchiatura sull’attuale testata, apparecchiatura che può essere spostata, quindi l’intervento dà la possibilità di rendere completamente funzionale l’attuale pista anche nelle situazioni di scarsa visibilità, notturne, eccetera con un'apparecchiatura che è stata prescelta, quella per l’avvicinamento strumentale, che può essere spostata senza che la stessa venga smantellata o ci siano ulteriori costi.
Per quanto attiene invece il progetto di allungamento della pista, sul quale l’interrogante chiede se ci sarà un ulteriore intervento di impianto di illuminazione con un diverso grado di angolazione, la risposta è affermativa.
È chiaro che, nel momento in cui si sarà allungata la pista, anche quel tratto di pista verrà illuminato. Il tratto di pista di allungamento è con un'angolazione un tantino diversa perché è proprio la parte di pista che prende quell’angolazione per il decollo e per l’atterraggio in base alle normative. Questo progetto prevede dal punto di vista altimetrico in prossimità delle testate una modifica altimetrica che si rende necessaria al fine di rispettare le separazioni degli aeromobili in decollo e in atterraggio nei coni di avvicinamento, soprattutto in testata est. Oltre a questa separazione l’angolazione serve anche a creare quei presupposti di sicurezza che la normativa prevede sui numerosi ostacoli che nel frattempo sono sorti o che potrebbero sorgere nelle adiacenze, quindi l’autostrada, la discarica, le rampe di accesso, i caselli, le barriere, la torre dell’autoporto.
Per realizzare le pendenze necessarie dovranno essere effettuati riporti di materiali di risulta per rialzare parzialmente le testate. Il raccordo con la pista attuale inizierà a circa 120 metri dalla testata est verso est e a circa 120 metri dalla testata ovest verso ovest.
La pista attualmente è lunga 1.240 metri; ne consegue, per rispondere alla domanda per capire se gli attuali lavori, nel momento in cui verrà fatto l’allungamento della pista, potrebbero essere danneggiati, che le uniche cose che potranno essere ritoccate sono alcune canalizzazioni per lo scolo delle acque, alcuni pozzetti, parte limitatissima dell’asfalto e alcuni metri di cavi che potranno essere rimossi oppure anche riattati in base al nuovo intervento, comunque saranno tutti interventi minimi dal punto di vista delle spese. I corpi luminosi, che costituiscono forse la preoccupazione dell’interrogante, saranno completamente recuperati e quelli attuali che possono essere interessati al cambiamento di quota per il raccordo con l’allungamento della pista saranno recuperati e riposizionati.
Quindi possiamo fin da subito dire che non ci sarà nessuno spreco. I dati precisi relativi ai metri di pista da rilevare non sono ancora disponibili in quanto è in atto la revisione del progetto delle rampe, in particolare quelli di accesso alla barriera per i TIR in uscita nell’area di regolamentazione diretta verso il Monte Bianco, quindi non ci sarà in conclusione nessun problema per l’attuale impianto di illuminazione che viene realizzato.
Per quanto attiene il terzo quesito, possiamo dire che dagli studi effettuati dalla società IDS di Pisa, che è stata incaricata della predisposizione dell’attrezzatura per l’avvicinamento strumentale, emerge che questa apparecchiatura ha la piena compatibilità elettromagnetica dell’apparato Vor DME, nonché la piena rispondenza alle minime richieste dalle norme in materia.
Sui problemi relativi alla particolare orografia della Valle, sulla verticale dell’Aeroporto e sul circuito di mancato avvicinamento, probabilmente, soprattutto in situazioni di scarsa visibilità o notturne, si richiederà la collocazione di alcuni punti luminosi che potranno essere collocati sulle colline o sulle asperità circostanti più "vocate" a una situazione di pericolo.
Questo oggetto è tuttora in fase di discussione e di approfondimento con gli enti preposti che dovranno poi collaudare l’intervento stesso. Tutto ciò servirà a meglio evidenziare il sentiero di circuitazione dell’aeromobile considerata anche la forte distribuzione di luci sulle aree urbanizzate in caso di allontanamento dallo scalo per ragioni di sicurezza.
PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Prendo atto della risposta dell’Assessore, il quale ha messo molta carne al fuoco; io cercherò, nei limiti di tempo che mi sono concessi, di approfondire soprattutto un punto che mi interessava di più perché mi sembra che l’Assessore in luogo di fugare i miei dubbi me li abbia confermati. Qual è un mio dubbio? Il dubbio è che si stiano facendo dei lavori di illuminazione della pista attuale dell’Aeroporto, lavori che dovranno essere rifatti nel momento in cui la pista viene allungata.
L’Assessore cosa mi ha risposto? Mi ha detto che non verranno fatti sprechi, ma non mi ha smentito. Mi ha detto che non verranno fatti sprechi perché da una parte bisognerà illuminare i due tratti di pista che vengono allungati, dall’altra bisognerà rifare le angolazioni dell'illuminazione perché, pur non essendo un esperto di geometria, avevo intuito che allungando la pista il segnale luminoso per chi deve atterrare cambia a seconda del punto di atterraggio, quindi l’angolazione deve essere modificata. Allora non è che il problema non c’è. Il problema c’è. L’Assessore mi ha detto che verranno recuperati i segnali luminosi che già si stanno ponendo a terra per cambiare poi l’angolazione.
Mi chiedo e chiedo all’Assessore se non sarebbe stato più logico fare una volta sola il lavoro dopo l’allungamento della pista perché sappiamo già oggi che dovremo intervenire non solo per l'illuminazione sulla parte nuova, ma dovremo intervenire per l'illuminazione sulla parte vecchia e, visto che l’allungamento della pista è cosa imminente, credo, a differenza di quello che ha detto l’Assessore, che si verificherà uno spreco perché dovremo fare due volte il lavoro che poteva farsi una volta. Vedremo poi quanto questo doppio lavoro ci costerà.
Per quanto riguarda invece i problemi che avevo evidenziato con la domanda al punto n. 3, circa la zona d’ombra, l’Assessore mi ha confermato che ci sono questi problemi e che potrebbero essere parzialmente risolti attraverso l'installazione di punti luminosi sulle colline e sulle asperità.
Sono preoccupato di queste cose, perché non vorrei che il piccolo Aeroporto di Aosta diventasse l’occasione, anche per necessità di sicurezza, per interventi che aumentino l’inquinamento luminoso e l’inquinamento tout court nella nostra Regione, anche perché una cosa che mi viene in mente è che nelle vicinanze dell’Aeroporto c’è l’Osservatorio di Saint-Barthélemy e non vorrei che sulle colline adiacenti a quella località fossero posti in opera dei segnali luminosi che finirebbero per compromettere anche quella attività.
Concludo quindi chiedendo che da parte della Giunta ci sia un'estrema prudenza, che vengono studiate soluzioni che evitino delle soluzioni inquinanti anche dal punto di vista luminoso. Comunque, Assessore, su questo punto staremo bene attenti e faremo i rendiconti dei due lavori: quello fatto oggi e quello fatto magari fra un anno o un anno e mezzo, quando la pista sarà allungata, per capire quanto denaro pubblico è stato speso e se, come dice lei, non saranno stati fatti sprechi; purtroppo temiamo che gli sprechi ci saranno.
