Objet du Conseil n. 2179 du 19 septembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2179/XI Commemorazione dell’architetto Domenico Prola.
Président La parole au Conseiller Fiou, qui souhaite rappeler à nous tous dans le dixième anniversaire la disparition de l’ancien Surintendant aux beaux arts de la Vallée d’Aoste, Domenico Prola.
Fiou (GV-DS-PSE)Domani, 20 settembre, ricorre il decennale della scomparsa di Domenico Prola, primo Soprintendente ai beni culturali e ambientali presso la nostra regione.
Ho chiesto la parola perché ritengo doveroso cogliere questa occasione per ricordare un insigne ricercatore culturale, oltre che prezioso funzionario nella fase di formazione della Sovrintendenza regionale. Nato a Torino il 15 gennaio 1931, Domenico Prola si laurea in architettura al Politecnico di Torino, partecipa ai lavori per la creazione del collettivo di architettura di Torino, dando un apporto allo schema ideale su cui lo stesso nascerà.
Da questa cosa si evidenzia la sua grande vivacità intellettuale, però non entrerà operativamente nello stesso perché ad Aosta, dove dopo alcuni anni - siamo nel 1964 - diventa Sovrintendente ai beni culturali e ambientali.
In quegli anni, siamo nei primi anni ’60, ho avuto il privilegio di conoscere Domenico Prola, quando io, giovane studente, mi trovavo a fare un po' di pratica come disegnatore nello studio in cui gli architetti Prola, Castelli e altri stavano progettando i piani regolatori di Torgnon, Chamois ed altri; in quel periodo ho avuto modo di scoprire anche un Domenico Prola schierato politicamente. Stimolato in quegli anni dai cortei operai della Cogne durante lo storico sciopero dei 40 giorni, proponeva le sue riflessioni di uomo di Sinistra, e tale coerentemente sarà per tutta la vita, schierato, ma non settario, semmai, dalle convinzioni politiche, traeva spunto per un maggior rigore nel suo lavoro. Sotto la sua guida la Sovrintendenza ha visto gradualmente articolarsi un'organizzazione complessa, per intervenire con puntualità in ogni settore; lungo è l’elenco di opere che hanno visto importanti interventi di conservazione, che sono state rese accessibili alla fruizione del pubblico. Questi erano i due elementi che caratterizzavano la sua opera: quello della conservazione e dall’altra parte quello della fruibilità delle opere stesse.
C’è poi tutto un lavoro di ricerca personale di Domenico Prola, con un importante studio sull’architettura barocca, con un’attenzione particolare per gli esempi minori dell’area piemontese. Ha poi pubblicato un libro sui caratteri iconologici prospettici del Castello di Fénis, in collaborazione con Bruno Orlandoni, alcuni brevi saggi sull’architetto Sebastiano Guala, su Alfredo Dandrale. È anche suo il volume "Architetture barocche in Piemonte". È stato membro dell’Accademia di Sant’Anselmo dal 1966 e ha rappresentato la Regione Valle d’Aosta nel Consiglio nazionale per i beni culturali. C’è ancora del suo materiale di ricerca che speriamo di vedere oggetto di pubblicazione.
In conclusione, voglio ricordare soltanto più la grande dimensione umana di Domenico Prola. L’abbiamo apprezzato sul lavoro come nei momenti di svago, quando ad esempio proiettava per gli amici le diapositive, magari del barocco leccese, oppure quando discuteva di qualche argomento di attualità politica, sempre aperto e disponibile anche a misurarsi sulle posizioni altrui.
PrésidentJe remercie M. le Conseiller, nous avons tous une pensée reconnaissante à l’adresse de cet illustre intellectuel et fonctionnaire.
