Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2140 du 25 juillet 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2140/XI Accertamento del rischio di amianto negli ambienti di lavoro e cantieri della Regione. (Interpellanza)

Interpellanza A conoscenza degli accertamenti effettuati dall’INAIL – sede di Aosta – in merito al rischio di amianto allo stabilimento "Cogne-Acciai Speciali";

Constatato che il rischio sussiste e quindi della necessità che i lavoratori siano sottoposti agli accertamenti sanitari previsti e che vengano messe in atto le bonifiche necessarie;

Constatata la necessità che vengano rispettate tutte le leggi in vigore e riconosciuti i diritti dei lavoratori, come previsto dalla Legge 217/92;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

il Presidente della Regione e l’Assessore competente per conoscere:

1) quale è stato ad oggi l’esito degli accertamenti messi in atto dall’INAIL;

2) se l’azienda ha il registro del "censimento amianto", obbligatorio per legge;

3) se l’azienda ha le schede personali da cui risulti lo stato lavorativo dei lavoratori e quindi l’individuazione dei periodi di tempo "a rischio di amianto";

4) se, e come, ritiene estendere tramite l’USL gli accertamenti del rischio di amianto negli ambienti e cantieri di lavoro esistenti nella Regione.

F.to: Beneforti

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)A distanza di oltre due mesi torniamo a parlare, in questa sede, del rischio di amianto esistente alla Cogne Acciai Speciali. Lo facciamo con la convinzione di dare un sostegno, una spinta alla vertenza che, iniziando dalla Cogne, è stata aperta su questo problema nella nostra regione.

Una cosa è certa: alla Cogne Acciai Speciali il rischio di amianto esiste ed esiste in termini che forse nessuno poteva immaginare; pertanto proseguire nel disinteresse verso il problema, come è avvenuto nel passato, sarebbe stato grave per le conseguenze che lo stesso comporta.

Siamo del parere che ognuno debba assolvere al compito che gli è stato assegnato: l’INAIL, l’USL, l’ARPA, enti ed istituzioni, per quanto di competenza, devono vigilare ed accertare la situazione esistente, devono denunciare pubblicamente ciò che si riscontra alla Cogne Acciai Speciali come in tutti gli ambienti di lavoro. I lavoratori, la comunità, hanno diritto di conoscere i rischi che possono correre per gli effetti che l’amianto ha sull’uomo.

Rispettare e far rispettare le norme di sicurezza significa prevenire gravi rischi negli ambienti di lavoro, significa prevenire le "morti bianche", il cancro e il tumore, significa prevenire le malattie professionali come l’asbestosi, significa richiamare l’attenzione delle imprese, degli enti e delle istituzioni nonché dell'intera società, sul dramma degli infortuni e sulla piaga degli incidenti e degli omicidi bianchi che oggi avvengono in tutto il Paese. Per questo abbiamo presentato questa ulteriore interpellanza, per conoscere qual è stato l’esito degli accertamenti fatti fino ad oggi, messi in atto dall’INAIL alla Cogne Acciai Speciali, se sono stati colmati i ritardi che si erano registrati.

Sono passati dei mesi da quando i lavoratori hanno avanzato la richiesta per ottenere il rispetto dei loro diritti, come previsto del resto dalle leggi vigenti, per cui è tempo che sia data loro la risposta che aspettano. Riteniamo che lo stesso Consiglio regionale debba essere informato, che debba essere informata l’opinione pubblica tramite gli organi di informazione. L’ho detto e l’ho scritto, ma lo ripeto: non si deve aver paura di disturbare il manovratore! Nei confronti della Cogne, si ha l’impressione che non si voglia disturbare il manovratore.

Un manovratore che dà lavoro, è vero, ma che è anche obbligato al rispetto della salute e della vita dei suoi dipendenti. Con questo, come ho già affermato nel precedente confronto avvenuto in questa sede, non voglio drammatizzare, ma di fronte al rischio che i lavoratori siano colpiti da certe malattie mortali dobbiamo intervenire per riportare, se necessario, la legalità all’interno degli ambienti di lavoro.

Per questo con la nostra interpellanza chiediamo, oltre al primo punto per sapere qual è stato l’esito dell'indagine, se la Cogne Acciai Speciali ha tenuto, tiene o ha aperto il registro del "censimento amianto", che del resto è obbligatorio per legge; se ha già, (o sono in corso di compilazione) le schede personali di ogni lavoratore, da cui risulti il percorso lavorativo di ognuno, in modo da individuare i periodi di tempo in cui ha lavorato a rischio di amianto. Ciò anche per permettere ai lavoratori interessati di poter beneficiare dei diritti previdenziali previsti dalla legge n. 271/1993.

Infine, con la nostra interpellanza chiediamo se la Regione intende estendere, tramite l’USL, gli accertamenti negli altri ambienti e cantieri di lavoro esistenti nella regione. Si tratta di mettere in atto un'azione a largo raggio, capace di mettere in luce l’esistenza o meno del rischio da amianto in tutti gli ambienti di lavoro e sul territorio.

A livello nazionale e in altre regioni e province le organizzazioni federali di categoria e di azienda hanno sollevato il problema, perché di amianto si è fatto uso, e molto, prima della legge n. 257/92, ma forse si è continuato a farne uso anche dopo.

Le denunce nelle altre regioni hanno riguardato oltre alla siderurgia, cantieri di costruzioni e riparazioni ferroviarie, cantieri navali, anche imprese di altro genere, dove era presumibile che si fosse fatto uso di amianto. Del resto, lo dimostrano le notizie e i documenti in nostro possesso, nonché le circolari dello stesso Istituto infortuni e del Ministero del lavoro.

Il Ministero del lavoro è stata la sede di incontro e il tavolo tecnico per il riesame del contenzioso amministrativo, che si era aperto fra i sindacalisti e l’INAIL competente per territorio, dopo aver espletato tutte le procedure previste: se c’era contenzioso, si andava in sede di Ministero del lavoro per affrontare il problema e cercare di risolverlo.

In sostanza, riteniamo che in Valle d’Aosta si sia in grande ritardo rispetto al resto del Paese, ritardo che riteniamo debba essere recuperato nel più breve tempo possibile, nell’interesse di chi lavora nei cantieri, nelle fabbriche e nelle imprese, e anche nell’interesse della collettività.

Mi riservo di reintervenire dopo la risposta dell’Assessore.

PrésidentLa parole à l’Assesseur à l’industrie, à l’artisanat et à l’énergie, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) Per quanto riguarda il primo quesito, qual è "l’esito degli accertamenti messi in atto dall’INAIL", l’INAIL comunica che non si è ancora addivenuti da parte della consulenza tecnica per l’accertamento dei rischi professionali, che era l’organismo a cui era demandato questo lavoro, alla formulazione dell’esito degli accertamenti che sono tuttora in corso. Si precisa inoltre che è stato previsto, per il mese di settembre, un primo esame valutativo della situazione anche alla luce dei più recenti indirizzi ministeriali.

Per quanto riguarda la seconda questione, legata al registro del "censimento amianto", come avevo già avuto occasione di dire nella passata interrogazione fatta dal Consigliere Beneforti il 6 giugno, è emerso da un'ispezione effettuata dai tecnici dell’USL che nello stabilimento Cogne Acciai Speciali non era stata effettuata l’operazione di mappatura delle zone a rischio di amianto, ai sensi di quanto previsto dalla legge n. 257/1992, ai fini dell’inserimento dei relativi dati nell’apposito registro. Successivamente a detta ispezione, come avevo ricordato anche il 6 giugno, i vertici aziendali, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza hanno sottoscritto un piano di interventi.

Dirò quanto prevede il piano e cosa si è fatto fino adesso a partire dal 4 giugno.

Era prevista entro 30 giorni l’effettuazione di un censimento all’interno dello stabilimento mediante società specializzata operante nel settore con l’assistenza delle rappresentanze sindacali, che tenesse conto anche di tutte le indicazioni raccolte dai singoli lavoratori. Per quanto riguarda questa prima questione, il censimento è stato effettuato entro il 30 giugno, quindi il censimento c’è.

Per quanto riguarda invece l’effettuazione dei rilievi ambientali, la situazione è la seguente: l’accordo prevedeva che entro 45 giorni si effettuassero rilievi, per quanto riguarda la ditta specializzata incaricata dall’azienda, questa ha concluso i rilievi, mentre quelli dell’ARPA sono in fase di conclusione. Quindi per la fine del mese è prevedibile che l’ARPA abbia concluso la propria attività.

Per quanto riguarda invece l’elaborazione di un piano per la rimozione o la messa in sicurezza dell’amianto, cosa che l’azienda era stata invitata a fare da parte dell’USL, che aveva indicato anche la data del 31 luglio come data migliore per fare questo tipo di attività, la situazione è la seguente: l’azienda ha dichiarato che il piano verrà predisposto entro la fine di luglio e sulla base del piano presentato l’USL e la CAS definiranno un piano di bonifica per le situazioni a rischio. Per quanto riguarda le visite specialistiche, l’azienda si fa carico degli oneri derivanti dall’effettuazione di queste visite.

Nel frattempo, ai primi di giugno, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e le organizzazioni sindacali hanno indetto assemblee con tutti i lavoratori per spiegare le questioni legate alla situazione dell’amianto all’interno dello stabilimento e i rischi legati all’amianto stesso.

Per quanto riguarda la terza questione, relativa alle schede personali, l’azienda attualmente non dispone delle schede di cui trattasi, che dovranno essere redatte a seguito dell'operazione di mappatura delle zone a rischio. Sotto il profilo di possibili danni alla salute, dalle primi indagini svolte dai tecnici ARPA il rischio amianto per i lavoratori della CAS appare estremamente ridotto.

Le risultanze dei prelievi eseguiti per verificare la reale esposizione dei lavoratori alle polveri di amianto hanno evidenziato che la presenza di fibre totali, quindi non solo le fibre di amianto, varia da 5 a 14 fibre/litro, quantità che sta al di sotto delle 100 fibre/litro per le quali il decreto n. 277/1991 impone l’adozione immediata di precauzioni particolari. Quindi le prime indagini dimostrano che ci troviamo in una situazione che non necessita di precauzioni particolari.

Per l’ultima questione, quella relativa ad estendere tramite USL l’accertamento "del rischio da amianto negli ambienti e nei cantieri di lavoro", le norme contenute dalla legge n. 257, che è quella relativa alla cessazione dell’impiego di amianto, prevedono l’effettuazione di censimenti negli edifici, nei quali sono presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile, con priorità per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico o di utilizzazione collettiva.

La Regione Valle d’Aosta ha provveduto ad incaricare l’ARPA con deliberazione della Giunta regionale n. 2457/1999 all'effettuazione del censimento suindicato, con riferimento agli edifici pubblici o soggetti ad uso pubblico. Tale censimento è stato concluso. L’estensione del censimento anche agli edifici privati con priorità agli ambienti di lavoro è previsto dal DPR 8 agosto 1994 ed è inserita tra le attività del Piano regionale di bonifica dell’amianto, allegato al Piano regionale di gestione di rifiuti. Il censimento dovrà fra l’altro evidenziare le situazioni di criticità nelle quali intervenire con azioni di bonifica ed in modo collaterale, in relazione alle criticità che saranno eventualmente evidenziate, prevedere l’avvio da parte del competente servizio dell’USL della Valle d’Aosta degli accertamenti di legge sui lavoratori esposti.

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Prendo atto della risposta che l’Assessore ha dato a questa interpellanza.

Innanzitutto si rileva che nonostante tutti gli impegni che sono stati presi, e che sono stati ricordati dall’Assessore, siamo ancora in grande ritardo per la definizione degli accertamenti. Questo lo riconoscono gli stessi rappresentanti dell’INAIL e i rappresentanti sindacali che ci hanno riferito la situazione e quello che sta accadendo all’interno della Cogne.

Non ci aspettiamo l’esito dall’oggi al domani, ma in tempi più ristretti, questo sì! Qui si tratta di mettere in pratica quanto sul problema sicurezza prevede anche l’attuale Piano sociosanitario (in via di confronto, di discussione e anche di approvazione in questa sede), per cui ritengo che si debba sollecitare la definizione di questa vertenza all’interno della Cogne e la si debba estendere al livello regionale nel più breve tempo possibile.

Non entro nel merito dei punti che l’Assessore ha affrontato, però devo dire che molte risposte che sono state date non mi trovano d’accordo. Non mi possono trovare d’accordo, perché addirittura qui si mette in dubbio che esista o meno il rischio di amianto all’interno della Nazionale Cogne, mentre da parte dell’INAIL è stata mandata addirittura in Magistratura una relazione sulla situazione che in un primo tempo era stata rilevata all’interno della Cogne.

Assessore, le chiedo soltanto copia della relazione con la quale lei ha risposto alle mie domande e che ha letto in questa sede, perché non voglio rispondere punto per punto, ma voglio fare una valutazione di quello che ha detto, insieme agli addetti ai lavori all’esterno di questo Consiglio e con coloro che si occupano di questo problema.

Una cosa però me la permetta ed è anche una raccomandazione: che passate le ferie - siccome si rimanda molto a settembre - che quando si tornerà in questo Consiglio, a settembre, ci siano le verifiche, gli accertamenti fatti e le soluzioni da dare al problema, in modo da salvaguardare la salute e la vita di chi lavora all’interno della Cogne e negli altri ambienti di lavoro, e da permettere a chi rimane colpito da certe malattie di beneficiare di quanto prevedono le norme di legge.

Per quanto ci riguarda, torneremo sull’argomento a settembre, per puntualizzare la situazione, riprendere il discorso e vedere se i ritardi che oggi si sono registrati verranno colmati o meno.