Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2090 du 20 juin 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2090/XI Sostegno della campagna contro la tortura promossa da Amnesty International. (Approvazione di risoluzione)

Risoluzione Premesso che:

- la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata nel 1948 dall’Assemblea Generale dell’Onu, afferma "Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o punizioni crudeli, inumane o degradanti" (art. 5);

- nel 1966 l’Assemblea Generale approvava il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR), che ribadiva con effetti giuridicamente vincolanti il divieto assoluto dell’uso della tortura. Nel 1984 l’Assemblea Generale approvava il documento delle Nazioni Unite più importante in materia di messa al bando della tortura: la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;

- il Consiglio d’Europa ha adottato nel 1987 la Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti disumani o degradanti, ed ha anche predisposto il sistema più avanzato per quanto concerne i ricorsi individuali, anche in materia di tortura. La Convenzione infatti prevede la giurisdizione della Corte europea per i diritti umani, automaticamente riconosciuta dagli stati firmatari, fra cui l’Italia;

- la Costituzione della Repubblica italiana recita all’articolo 11 "L’Italia (?) consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo";

Considerato che:

- torture e maltrattamenti sono pratiche diffuse in oltre 150 paesi;

- chiunque può essere vittima di torture, a prescindere dall’età, dal genere, dall’appartenenza etnica e dalle convinzioni politiche o religiose;

- in molti paesi l’impunità della tortura è un problema endemico. Le indagini sono spesso bloccate, laddove sarebbero necessarie, a causa dell’inazione, dell’inefficienza o della complicità dei corpi investigativi: raramente i torturatori sono portati a giudizio, fatto che crea un ciclo di impunità che permette il ripetersi di atti di tortura;

Ritenuto che uno degli strumenti principali per combattere la tortura sia la sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso campagne di informazione, educazione ai diritti umani delle giovani generazioni, coinvolgimento e presa di posizione delle istituzioni democratiche a tutti i livelli, attraverso atti concreti e significativi;

Sapendo che Amnesty International, movimento volontario per la difesa dei diritti umani composto da oltre un milione di persone, promuove la campagna internazionale "Non sopportiamo la tortura" in oltre settanta paesi del mondo;

Il Consiglio regionale

condanna incondizionatamente ogni forma di violazione dei diritti umani;

Impegna

Il Presidente del Consiglio regionale e il Presidente della Regione a:

- sostenere la campagna "Non sopportiamo la tortura" attraverso azioni ed iniziative volte a promuovere la più ampia consapevolezza su tali violazioni e a diffondere un’autentica cultura dei diritti umani;

- approvare mediante la presente risoluzione le seguenti proposte e raccomandazioni di Amnesty International rivolte a tutti i rappresentanti delle istituzioni al fine di sostenere la campagna "Non sopportiamo la tortura":

1) condannare ufficialmente e incondizionatamente la tortura quale pratica inumana e degradante in tutte le sue forme;

2) garantire ai prigionieri l’accesso immediato e regolare a familiari, avvocati e medici;

3) non ricorrere alla detenzione segreta;

4) fornire garanzie nel corso della detenzione e degli interrogatori;

5) proibire la tortura nella legislazione;

6) indagare sulle denunce;

7) punire i responsabili;

8) vietare l’utilizzo di dichiarazioni estorte mediante tortura;

9) addestrare in modo adeguato tutti i pubblici ufficiali;

10) risarcire le vittime;

11) ratificare i trattati internazionali che contengano garanzie contro la tortura;

12) esercitare la responsabilità internazionale.

F.to: Fiou - Cottino - Marguerettaz - Squarzino Secondina - Lattanzi – Aloisi

PresidenteLa parola al Consigliere Fiou.

Fiou (GV-DS-PSE)Amnesty International con l’intento di promuovere una crescita di coscienza sui diritti umani organizza una campagna caratterizzata dallo slogan: "Non sopportiamo la tortura", campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica intesa come strumento importante per combattere l’uso della tortura.

Tale campagna è caratterizzata da una serie di iniziative, infatti il 18 ottobre scorso ha interessato la scuola con lo slogan: "Le scuole si proclamano zone libere dalla tortura", il 20 novembre 2000 è stata organizzata la "Giornata internazionale dell’infanzia" con lo slogan: "Mai più tortura sui minori", il 10 dicembre 2000 "Giornata internazionale dei diritti umani" con lo slogan: "Rendiamo realtà la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura", l’8 marzo "Giornata internazionale della donna": "Mai più tortura sulle donne" e il 26 giugno, data alla quale facciamo riferimento con questa mozione, "Giornata internazionale delle vittime della tortura".

Mi pare importante che alla luce di queste iniziative i momenti istituzionali, perciò anche questo Consiglio, contribuiscano a far crescere la presa di coscienza contro l’uso della tortura.

Il problema è molto più attuale e drammatico di quanto appaia all'attenzione pubblica, ancora oggi in molti paesi la tortura è strumento sovente istituzionalizzato o tollerato, i torturatori sono spesso poliziotti, soldati, agenti segreti, guardie carcerarie o altri funzionari dello stato, membri di forze armate, di gruppi politici e anche semplici cittadini privati.

Le vittime più comuni della tortura sono i detenuti, i sospetti criminali, i militari delle parti avversarie, ma anche i cittadini inermi, donne e bambini. La mobilitazione popolare su questo tema è ancora scarsa, anche se tantissime purtroppo sono le testimonianze sull’uso della tortura. In Cina la tortura e il maltrattamento dei detenuti sono prassi comune; tortura sono le condizioni carcerarie disumane, crudeli e degradanti ad esempio in Brasile; tortura è l’uso dell’isolamento carcerario utilizzato in tantissimi paesi; tortura è l’uso dello stupro durante molte guerre come nell'ex Jugoslavia o in Congo.

Mutilazioni e maltrattamenti caratterizzano conflitti politici o militari in Colombia, nello Sri Lanka, in Algeria. In molti paesi poi le donne sono oggetto di moltissime e gravi forme di violenza fisica e psicologica in nome di discriminazione di ruolo sociale.

Di fronte a queste piaghe non possiamo chiamarci fuori, non possiamo essere indifferenti. Abbiamo la responsabilità istituzionale e individuale di impegnarci perché la tortura venga messa al bando e perché i torturatori vengano puniti.

Oggi con questa risoluzione vogliamo sostenere l’iniziativa più generale di Amnesty International e in particolare vogliamo partecipare all’appuntamento della "Giornata internazionale delle vittime della tortura" che si tiene il 26 giugno 2001.

PresidenteApro la discussione generale. Se nessuno chiede di intervenire, pongo in votazione la risoluzione in oggetto:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all’unanimità.

Dichiaro chiuso il Consiglio.

La seduta è tolta.

La riunione termina alle ore 21.