Objet du Conseil n. 1991 du 9 mai 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 1991/XI Realizzazione di una nuova funivia per il Monte Bianco. (Interpellanza)
Interpellanza Saputo che è stato presentato alla popolazione di Courmayeur lo studio preliminare per la realizzazione di una nuova funivia per il Monte Bianco, che dovrà sostituire la vecchia funivia, la quale andrà a "scadenza" alla fine del 2005;
Osservato che l’opera riveste un interesse quantomeno regionale;
Appreso che, secondo il progetto preliminare, la funivia avrà una portata di circa 800 persone all’ora e che la stazione di partenza verrebbe realizzata sui prati di Entrèves;
Appreso altresì, che nelle stazioni intermedie (Pavillon) e d’arrivo (Punta Helbronner) verrebbero realizzate nuove strutture ricettive;
Creduto, ad una prima sommaria valutazione, che l’impianto previsto dal progetto di massima sia sovradimensionato e in totale contrasto con l’esigenza (ambientale, turistica ed economica) di tutelare il sito del Monte Bianco, che costituisce un "patrimonio" naturale per l’umanità;
Ritenuto opportuno avere chiarimenti sul progetto e sugli intendimenti dell’Amministrazione regionale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta per sapere:
1) se non ritiene il progetto sovradimensionato, anche in riferimento alle ovviamente limitate possibilità "ricettive" di Punta Helbronner e del relativo comprensorio;
2) se non ritiene ambientalmente incompatibile il posizionamento della mega-stazione di partenza sui prati di Entrèves, che eliminerebbe l’unico piccolo polmone verde della zona e ferirebbe irrimediabilmente la vista sul Monte Bianco;
3) se ritiene ragionevole tutelare il sito del Monte Bianco e come intende procedere per evitare che la realizzazione della nuova funivia infligga un altro danno irreversibile all’ambiente alpino della nostra Regione.
F.to: Curtaz - Squarzino Secondina
PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Sono colto di sorpresa perché immaginavo che questa interpellanza venisse discussa dal Presidente della Giunta e quindi rinviata al pomeriggio, ma poco male se l’interlocutore è l’Assessore Lavoyer, vorrà dire che cercheremo di ottenere da lui le risposte che questa interpellanza pone.
Facevo prima una battuta, discutendo con l’Assessore Perrin: dicevo che in genere quando c’è da prendere posizione, il sottoscritto e il suo gruppo prendono spesso posizioni nette. Io credo che rispetto a questa problematica le nostre posizioni saranno di questo tipo.
Cosa è successo? È successo che circa venti giorni or sono è stato presentato a Courmayeur, prima al Consiglio comunale e poi alla popolazione, lo studio preliminare per la realizzazione di una nuova funivia per il Monte Bianco che dovrà sostituire la vecchia funivia che andrà a scadenza d’esercizio fra qualche anno.
L’opera che viene prospettata da questo studio preliminare è di enorme consistenza. Dico enorme consistenza per due ordini di ragioni: perché la portata della funivia viene aumentata da circa 250 persone/ora dell’attuale a 800 persone/ora circa per quanto riguarda la prima tratta Courmayeur-Pavillon e a circa 600 persone/ora per quanto riguarda la seconda tratta Pavillon/Punta Helbronner. Si capisce che si parla non del rifacimento di una funivia, che ha svolto egregiamente il suo ruolo, ma della triplicazione delle potenzialità di trasporto di utenza, con la costruzione di un nuovo mega impianto.
Associato a questo progetto funiviario c’è la progettazione di un complesso commerciale molto ampio che riguarda la possibilità di costruire degli esercizi commerciali molto significativi dal punto di vista quantitativo sia alla stazione di partenza, sia al Pavillon, sia a Punta Helbronner.
La prima domanda che ci poniamo tutti è la seguente: portiamo 6-800 persone in cima al Monte Bianco e poi dove le mettiamo? Come modesto escursionista spero che non tutte vadano sul Monte Bianco a camminare, altrimenti troveremmo le vie intasate e quindi l’idea sarà quella di costruire tutta una serie di esercizi commerciali, ivi compreso un ristorante sulla cima di Punta Helbronner attraverso delle ardite opere di ingegneria dalla capienza di 450 posti. Questo è il progetto.
Conosco poco il progetto perché ho fatto richiesta alla Presidenza della Giunta di avere i documenti, ma non mi sono stati ancora dati, però di fronte a questo tipo di opera rimango, per usare un eufemismo, perplesso, perché?
Perché ci sono almeno tre tipi di problemi legati al dimensionamento di questa struttura.
C’è un problema ambientale perché la partenza della funivia non viene riproposta nel sito della Palud, ma viene proposta nel piano di Entrèves eliminando così l’unico piccolo polmone verde presente nella zona di Entrèves.
Faccio anche presente l’impatto ambientale perché spostando la funivia in quel modo si vedrebbe visivamente una sorta di ferita che attraversa verticalmente la catena del Monte Bianco.
Connesse a queste problematiche ci sono poi le problematiche ambientali rispetto a una frana ma oggi non voglio allargare troppo l’ambito dell'interpellanza, anche perché avremo occasione di tornare sulla vicenda.
C’è poi un profilo che definirei etico-alpinistico - guardo il Consigliere Nicco perché ogni tanto facciamo discussioni su questi temi: è giusto portare chiunque a 3.300 metri senza fatica per poi fargli fare la vita da "giapponese" in cima al Monte Bianco?
C’è infine un discorso economico: a chi giova una mega struttura che verrà gestita – immagino - da un'unica società, da un'unica mega società che avrà i negozi a valle, avrà la struttura del Pavillon, avrà il ristorante e le strutture collegate a Punta Helbronner?
Il rischio è di fare una mega struttura, che poi occorrerà riempire con i tour operators che portano i pullman dei "Giapponesi" che, dopo aver visto lunedì Roma, martedì Venezia e Firenze, mercoledì verranno al Monte Bianco, qui scaricati, faranno un salto su, mangeranno, compreranno un ricordino, torneranno in pullman e poi via subito verso Parigi dove sono destinati il giorno successivo. Credo che questo tipo di turismo sia un turismo di cui la Valle d’Aosta deve fare volentieri a meno.
Vengo rapidamente alle domande dell'interpellanza che riguardano un taglio più di carattere ambientale, mentre i discorsi di carattere geologico oppure economico ci riserviamo di approfondirli con iniziative che verranno presentate nei prossimi tempi anche in riferimento alla fattibilità giuridica di questa vicenda perché, i problemi saranno dal punto di vista giuridico analoghi a quelli affrontati per la Dolonne-Plan Checrouit: il piano turistico, le varianti al piano regolatore che non c’erano per quel progetto, ovviamente non ci sono neanche per questo progetto, quindi il problema che verrà posto.
Fra l’altro credo che a giorni saremo a conoscenza del dispositivo della sentenza del TAR sulla Dolonne-Plan Checrouit che sarà per certi versi illuminante, in un senso o nell’altro, circa le possibilità giuridiche di realizzare questo impianto.
Chiediamo nell'interpellanza se la Giunta:
- "non ritiene il progetto sovradimensionato, anche in riferimento alle ovviamente limitate possibilità "ricettive" di Punta Helbronner e del relativo comprensorio;
- se non ritiene ambientalmente incompatibile il posizionamento della megastazione di partenza sui prati di Entrèves, che eliminerebbe l’unico piccolo polmone verde della zona e ferirebbe irrimediabilmente la vista sul Monte Bianco;
- se ritiene ragionevole tutelare il sito del Monte Bianco e come intende procedere per evitare che la realizzazione della nuova funivia infligga un altro danno irreversibile all’ambiente alpino della nostra Regione".
PrésidentLa parole à l’Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.
Lavoyer (SA)Sulle premesse, per poi rispondere puntualmente ai tre quesiti, va sottolineato che l’argomento sul quale discutiamo non è un progetto esecutivo definitivo. È semplicemente un'ipotesi di progetto che è stata sottoposta all’attenzione "in primis" del Consiglio comunale di Courmayeur oltre che all'intera popolazione del Comune di Courmayeur.
Contestualmente l’esame di questa problematica, che coinvolgerà l’eventuale partecipazione finanziaria da parte dell’Amministrazione regionale, è stata fatta contestualmente al Consiglio comunale di Courmayeur anche ai rappresentanti del Governo regionale: il Presidente della Giunta e l’Assessore al turismo che erano presenti a questa presentazione, quindi vorrei intanto portare il termine del problema nel posizionamento corretto.
Qui non stiamo discutendo di questo progetto come se fosse un progetto approvato e dunque se va bene o non va bene; stiamo discutendo su una proposta che la società ha illustrato, una proposta di fattibilità relativa al rifacimento dell’attuale impianto, poi risponderò puntualmente sugli aspetti di carattere ambientale, però voglio sottolineare quanto ci è stato detto in quella sede dai tecnici incaricati: che il semplice rifacimento, mantenendo l’attuale posizionamento del punto di partenza, non era fattibile.
Le altre ipotesi esaminate, che sono circa dieci diverse possibilità di posizionamento, erano tutte ipotesi che non potevano essere concretizzate per problemi di ordine geologico, prova ne è che su questo aspetto di forte condizionamento geologico dell’attuale posizionamento del sito, se ho ben capito in sede di quell’incontro, il consiglio comunale nominerà dei tecnici di fiducia per verificare se queste sono problematiche oggettive insuperabili e questo mi pare in accordo anche a suggerimenti e proposte fatte dall’opposizione del Consiglio comunale di Courmayeur.
Quindi per quanto riguarda le premesse volevo sottolineare che noi abbiamo esaminato una proposta di progetto e che a quanto mi risulta, anche dal punto di vista del Comune di Courmayeur, nulla è stato deciso, comunque rispondo ai quesiti che sono relativi a questa proposta di progetto, che è una cosa concreta, e ci sono dei documenti che l’interpellante potrà esaminare.
In ordine al dimensionamento va precisato che il primo tronco è stato previsto con una portata oraria di 800 persone, mentre il secondo tronco è previsto con una portata oraria teorica di 600 persone. Parliamo sempre di una proposta.
Peraltro va sottolineato che la portata reale degli impianti a fune è normalmente dell’ordine dell’80 percento della portata teorica, quindi la vera capacità di trasporto prevista è di circa 640 persone/ora per il primo tronco e 480 persone/ora per il secondo tronco.
Il maggior dimensionamento del primo tronco è legato da un lato all’obiettivo di trasformare il Pavillon nel baricentro del sistema di trasporto turistico e dall’altro di agevolare la discesa degli utenti a fine giornata.
Questi valori di portata sono da un lato analoghi alla capacità di trasporto della funivia, che da Chamonix consente l’accesso all'Aiguille du Midi, pari a circa 550/600 persone/ora e dall’altro, se vogliamo, possono ritenersi congruenti alle attuali esigenze di trasporto per questo tipo di impianto. Perché questo? Perché nelle giornate di affluenza con gli impianti attuali vengono trasportate al massimo circa 1.700 persone/giorno interrompendo la possibilità di trasportare tutti coloro che in più fanno richiesta e quindi interrompendo anche la vendita di biglietti al fine di non penalizzare gli utenti con tempi di attesa eccessivi per la discesa.
La domanda complessiva stimata in tali giornate molte volte supera le 2.000 persone/giorno. Questi sono i dati che ci sono stati forniti.
Considerato che per essere qualitativamente accettabile il nuovo impianto deve considerare un tempo di accesso massimo di tre ore, le esigenze di trasporto da contemplare sono comprese fra le 1.700 persone/giorno attuali, che diviso tre ore danno 576 persone/ora, e le 2.000 persone/giorno stimate come domanda complessiva che diviso tre ore danno 667 persone/giorno.
Va ancora ricordato che nel periodo primaverile e con il Tunnel del Monte Bianco agibile si hanno sino a mille clienti che effettuano la discesa della Vallée Blanche e che devono poter accedere a Punta Helbronner in non più di 2 ore determinando quindi un'esigenza di trasporto reale di circa 500 persone/ora.
Per quanto riguarda la stazione di partenza della funivia, al di là di quanto ho illustrato in premessa, i volumi previsti sono limitati alle necessità di carattere funiviario e logistico: casse, uffici, magazzini e officina e in misura modesta alla localizzazione di un bar negozio.
Le aree di sosta sono quelle indispensabili per garantire un corretto accesso all’impianto e sono previste in larga misura in sotterraneo mantenendo quindi la superficie esterna nella sua configurazione naturale, inoltre dette aree di sosta potrebbero di fatto essere utilizzate anche a beneficio della funivia della Val Veny riducendo la necessità di realizzare posteggi a raso di maggior impatto ambientale.
Infine l’ubicazione scelta per la stazione di partenza della funivia consente di limitare l’altezza dell’edificio sia della stazione vera e propria, sia dei volumi accessori relativamente alle visuali predominanti.
Da quanto ho potuto esaminare in base agli elaborati che ci sono stati presentati, per la conformazione del territorio, che ha un certo avvallamento sulla destra della strada statale, sembrerebbe che l’impatto ambientale sia minimo tenuto conto che la quasi totalità dei parcheggi viene fatta nell’interrato, quindi il volume dovrebbe superare di poco quella che è l’attuale quota della strada.
Ripeto sono elaborati che abbiamo esaminato e che ci sono stati sottoposti; non sono elaborati né approvati né esaminati da un punto di vista tecnico.
Per quanto attiene all’ultimo quesito posto dall'interpellanza, ovvero: "se ritiene ragionevole tutelare il sito del Monte Bianco e come intende procedere per evitare che la realizzazione della nuova funivia infligga un altro danno irreversibile all’ambiente alpino della nostra Regione", crediamo che occorra innanzitutto chiarire cosa si intende per tutela.
A nostro avviso tutelare il patrimonio ambientale e naturalistico, e qui non ci troviamo certamente d’accordo con l’interpellante, significa anche conciliare la salvaguardia del nostro patrimonio con esigenze di sviluppo sostenibile e di crescita della comunità alla quale quel patrimonio afferisce, in particolare attraverso una fruizione turistica in quel di Courmayeur sostenibile per le nostre risorse.
Questo impianto ha una rilevanza non solo per la località di Courmayeur, ma è stato uno strumento per far conoscere la Valle d’Aosta e la sua potenzialità turistica non solo a livello nazionale, ma a livello internazionale.
Questo è anche l’obiettivo del progetto della nuova funivia del Monte Bianco che prevede la realizzazione di due soli impianti al posto dei tre esistenti, riducendo sensibilmente le opere che insistono sul territorio.
Inoltre i volumi previsti a Punta Helbronner sono equivalenti a quegli attuali e anzi le opere previste sono per certi versi più rispettose degli aspetti legati alle caratteristiche particolari del sito.
L’ampliamento dei volumi al Pavillon invece sarà realizzato per quanto possibile in sotterraneo.
PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) L’Assessore ha esordito dicendo che si trattava solo di un'ipotesi di progetto che doveva essere ancora vagliato e posto all’attenzione poi, dal mio punto di vista contraddittoriamente, ha fatto un intervento tutto a difesa di questo progetto. Contraddittoriamente con la premessa dunque, ma non con quelle che sono le intenzioni dell’Amministrazione perché nessuno mi toglie dalla testa che se il Presidente della Giunta e il Sindaco sono andati alla presentazione di questo progetto è perché lo conoscevano e lo condividevano. Siamo abbastanza ingenui, ma non ancora da ritenere che il Presidente della Giunta e il Sindaco vadano ad una presentazione senza sapere di cosa si parla.
Rispetto ai dati, l’Assessore ha confermato i dati che io avevo, ha fornito un dato che secondo me è significativo e corretto; la grossa funivia che va all'Aguille du Midi ha una capienza di 500-550 posti/ora contro gli 800 che andiamo a realizzare.
Voglio far presente che l’afflusso turistico a Chamonix è qualcosa come da 5 a 10 volte quello di Courmayeur. Ne deriva che questa non è un'opera adeguata alla richiesta turistica perché la richiesta turistica per andare a Punta Helbronner oggi non c’è o meglio non c’è in misura maggiore a quella che viene soddisfatta.
Quando l’Assessore mi dice che per andare a Punta Helbronner si fanno le code?, è un'esperienza che ho provato anch'io. In un incontro che ho avuto recentemente con alcuni abitanti de la Palud, cercando di valutare tale problema, ho detto che le code, un po' di code, potevano esserci per 20-25 giorni all’anno. Loro, guardandomi con gli occhi strabuzzati, mi hanno corretto: "No, è questione di sette, otto giorni all’anno, di quelli tre o quattro sabati e domeniche degli inizi di agosto e di fine luglio", quindi non esiste un discorso del tipo: "Abbiamo tantissime richieste, dobbiamo fare un impianto che è il triplo dell’attuale in modo da soddisfare tutte le richieste turistiche".
La cosa che hanno in testa i progettisti non è quella, è quella di fare un impianto sovradimensionato e poi cercare di riempirlo.
Il discorso della stazione di partenza, Assessore, è conseguente alla scelta di fondo perché rispetto a questo impianto le soluzioni sono due:
- la prima: fare un impianto che abbia all’incirca la stessa portata dell’attuale, secondo me ampiamente sufficiente;
- la seconda: fare un mega impianto per ragioni di carattere economico-speculativo e allora ecco l’esigenza di fare un’altra stazione di partenza che forse non può più essere fatta a La Palud dove già c’è.
Dico forse perché, se qualcuno vuole venire con me a fare un sopralluogo, spazio ce n’è ancora tanto, io adesso non conosco le questioni geologiche, ma spazio a valle della stazione ce n’è ancora tanto per allargarla e oggi di soluzioni tecniche in tema di impianti funiviari ce ne sono ad iosa, quindi credo che tecnici adeguati possano far partire questa funivia già da dove parte?
(interruzione dell’Assessore Lavoyer, fuori microfono)
? questa è un'argomentazione giusta, è un’argomentazione che è stata avanzata. Addirittura la società dice: "Bisogna chiudere per tre anni l’impianto se si vuole ripartire".
Non lo so per quanto tempo bisogna chiudere. Voglio far presente una cosa: che sessanta anni fa per fare l’opera ex novo, senza un traliccio, senza una stazione, senza una fondazione, ci hanno messo un anno, questo a me risulta, quindi personalmente non mi scandalizzerei se si chiudesse un anno la funivia e la si rifacesse nello stesso posto in cui oggi sono sistemate le stazioni con obiettivamente un impatto ambientale che è infinitamente inferiore a quello progettato.
Assessore, alla fine di tutto è proprio la filosofia di questa iniziativa turistica che non è condivisibile. Mi sembra che nel settore, nell’ultimo decennio c’era stata una certa inversione di tendenza: referendum sulle olimpiadi, condivisione sul fatto che si erano costruiti dei palazzetti dello sport sovradimensionati ecc.
Dopo questi dieci anni di calma apparente si sta riprendendo un tipo di opera infrastrutturale di grandi dimensioni, secondo me incompatibili non solo dal punto di vista ambientale, ma incompatibili con il turismo che andiamo a proporre.
Siamo d’accordo sulla premessa che i siti vanno valorizzati e devono essere una risorsa economica per la popolazione, ma abbiamo bisogno di quel tipo di struttura? Abbiamo bisogno di quel turismo di tipo "mordi e fuggi"? O abbiamo bisogno di un turismo stanziale?
Non so Courmayeur dove stia andando. Vogliono attrarre i turisti e per due anni non hanno detto niente sui TIR, adesso, dopo che i giochi sono fatti, c’è una timida presa di posizione da parte del Consiglio comunale che dice che avrebbe sperato in un po' di regolamentazione, ma ha capito che neanche quella si farà. La Valle d’Aosta sarà come prima: TIR a volontà. Per la stazione turistica più importante della Valle d’Aosta, TIR a volontà.
Volete fare una funivia a Dolonne che comporterà dei problemi di tipo urbanistico, viario, di parcheggio che intaserà tutta una zona.
Adesso si vuole fare una funivia che per le sue dimensioni è economicamente in contrasto con gli interessi dei piccoli commercianti, delle persone che vivono sul piccolo esercizio della località, per far gestire questo enorme baraccone a qualche mega società, perché di questo si tratterà in quanto nessun piccolo proprietario di Courmayeur sarà mai in grado di gestire una struttura del genere. Questo è il modello di turismo che si affaccia in Valle d’Aosta per il decennio 2000-2010.
Noi dissentiamo da quest’idea di turismo e della realizzazione di queste infrastrutture a quel tipo di turismo. Come con i TIR speriamo nei Francesi, che hanno un po' più di buon senso? perché per nostra fortuna metà di Punta Helbronner è dei Francesi, quindi prima di fare i ristoranti con la giostra a rotazione per 450 posti in punta alla Punta Helbronner occorrerà avere il consenso dei Francesi. A questo penso che nessuno ci abbia ancora pensato.
