Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 344 du 14 janvier 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 344/XII - Approvazione del nuovo rendiconto al 31 dicembre 2002 del Casinò de la Vallée - Gestione Straordinaria, a norma dell'articolo 8 della l.r. n. 88/1993 modificata.

Il Consiglio

Premesso che la legge regionale 21 dicembre 1993, n. 88 recante "Istituzione della Gestione Straordinaria per l'esercizio della Casa da Gioco di Saint-Vincent", come modificata con legge regionale 7 giugno 1999, n. 13, prevede, all'articolo 8, che la Gestione Straordinaria presenti all'approvazione del Consiglio regionale il bilancio consuntivo dell'attività svolta, comprensivo della relazione del Collegio dei revisori e della relazione della società di revisione;

Premesso che con atto della Giunta regionale n. 4112 del 3 novembre 2003 è stato trasmesso al Consiglio regionale il bilancio relativo all'esercizio 2002 della Gestione Straordinaria attualmente in liquidazione;

Preso atto che il liquidatore in data 27 novembre 2003 ha trasmesso una nuova versione del bilancio dell'esercizio 2002 in ossequio al Principio Contabile n. 29 emanato in materia dai Consigli Nazionali dei Dottori e Ragionieri Commercialisti;

Preso atto che in data 9 dicembre 2003 il Collegio dei Revisori ha trasmesso una nuova relazione del bilancio rielaborato dal liquidatore esprimendo parere favorevole alla sua approvazione;

Preso atto dell'aggiornamento della relazione della società di revisione Deloitte & Touche S.p.A. ricevuto il 10 dicembre 2003 che rileva che la nuova versione del bilancio fa venir meno il rilievo espresso nel punto 3 della relazione originaria e che accoglie correttamente eventi divenuti noti successivamente alla data di chiusura dell'esercizio;

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 3049 in data 13 agosto 2003 concernente l'approvazione del bilancio di gestione ai fini della riassegnazione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi finanziari correlati per il triennio 2003/2005, nonché di disposizioni applicative;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Coordinatore del Dipartimento Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni regionali - nell'esercizio delle funzioni del Commissario regionale presso la Casa da gioco di Saint-Vincent il cui posto è vacante, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della IV Commissione consiliare permanente;

Delibera

di approvare il nuovo allegato rendiconto della Gestione Straordinaria della Casinò de La Vallée di Saint-Vincent, ora in liquidazione, relativamente all'esercizio 01 gennaio 2002 - 31 dicembre 2002 a norma dell'articolo 8 della legge regionale 21 dicembre 2003, n. 88 e s.m.i., in sostituzione di quello trasmesso con nota a firma del Presidente della Regione in data 4 novembre 2003 prot. n. 3457/sgt e successiva nota in data 7 novembre 2003 prot. n. 3508/sgt.

Allegato

(Omissis)

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Direi che il Consiglio, ai sensi della legge regionale, affronta con notevole ritardo l'approvazione di un bilancio che è ormai riferito all'esercizio 2002.

Faccio una premessa metodologica, perché probabilmente in quest'aula si faranno tutta una serie di riflessioni e quindi su queste riflessioni, a mio modesto modo di vedere, prima di entrare nel merito del bilancio, occorre fare un breve percorso del perché siamo arrivati ad oggi.

La legge regionale n. 88/93 prevede che la Gestione straordinaria, entro 3 mesi dalla chiusura dell'esercizio o entro 30 giorni dall'affidamento della nuova gestione, presenti all'approvazione del Consiglio regionale il bilancio annuale. Ricordo che il 31 dicembre 2002 fu il momento in cui la gestione di fatto cambiò: da un soggetto individuato con legge regionale definito Gestione straordinaria la gestione fu trasferita ad un soggetto di diritto privato: una S.p.A.. Ora, in una situazione del genere il bilancio avrebbe dovuto essere effettuato nel termine di 30 giorni, così non è stato e il bilancio è stato trasmesso il 1° aprile 2003. Nei 2 mesi successivi il Consiglio avrebbe dovuto approvare il rendiconto; chiaramente, essendoci le elezioni regionali, vi è stato il periodo di non convocazione del Consiglio, quindi il nuovo Consiglio regionale si è trovato a dover effettuare un'approvazione che oggi viene sottoposta all'attenzione di noi tutti, con delle perplessità sui tempi evidentemente.

Ricordo che la Giunta si è insediata l'8 luglio; che, a fronte di questo tema così complesso, la Giunta e il sottoscritto hanno voluto fare una serie di verifiche meramente contabili, di cui poi entreremo nel merito. Cominciamo ad entrare nel dettaglio dal punto di vista della sostanza, perché questo tipo di operazione ha destato anche in commissione una serie di perplessità.

La legge n. 88 all'articolo 9 prevede espressamente che la Giunta regionale effettui tutte le verifiche e tutti i controlli del caso per cui, a fronte di una situazione non conosciuta, ai sensi dell'articolo 9, lo scrivente si è adoperato per valutare tutta una serie di fatti. Da lì ebbe inizio una corrispondenza con gli organi preposti, quindi il liquidatore che in quel momento era rappresentante legale della Gestione straordinaria, il collegio sindacale e i dirigenti di allora, al fine di poter avere degli elementi che permettessero di arrivare con serenità all'approvazione di questo bilancio.

Continuo a parlare di bilancio perché è questo il termine utilizzato dalla legge regionale e, siccome in aula vi sono autorevoli consiglieri con una dimestichezza particolare con il Codice civile, vorrei rileggere la definizione di bilancio…

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

… no, non è una lezione! Ho imparato nella mia modesta carriera che a volte è opportuno rileggere le cose, anche quelle più elementari e l'articolo 2.423 del Codice civile dice: "Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio", leggo questo perché per consuetudine abbiamo adottato i criteri che vengono adottati dalle S.p.A., allora, quando si parla di bilancio, si dice bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Questo è quello che dice la legge, legge che regola in modo specifico il bilancio la norma non cita null'altro; quindi il termine "bilancio" non è vago, ma preciso ed è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Se volete andare ad integrare la lettura dei documenti di cui siamo in possesso, dobbiamo trasferirci all'articolo 2.428, dove si parla della relazione sulla gestione, ma quella è un'altra cosa, è un documento diverso, tant'è che si dice: "il bilancio deve essere corredato da un altro documento", esattamente come la relazione del collegio sindacale.

Ci troviamo di fronte ad un documento che è stato costruito a più mani perché, se andiamo a vedere il primo documento che è stato a disposizione della Giunta, troviamo una relazione sulla gestione, che è un documento a parte, firmato dall'ex comitato di gestione e, per presa d'atto, dal liquidatore. Dopodiché abbiamo il bilancio propriamente detto, quello previsto peraltro dalla legge regionale, firmato dal liquidatore e, da questo punto di vista, ci troviamo con una certezza: il nostro referente per avere tutta una serie di chiarimenti sul bilancio è il liquidatore. Da lì inizia una corrispondenza con il liquidatore per avere i chiarimenti del caso, poi entreremo nel particolare, ma prima vorrei finire questo ragionamento metodologico.

Nel momento in cui la bozza di bilancio non è legittimata da una sua approvazione, rimane bozza di bilancio. Oggi se questa Assemblea approverà il bilancio, questo sarà effettivamente il bilancio, finché non sarà approvato è una bozza di bilancio.

Nelle nostre corrispondenze abbiamo cercato di fare chiarezza su dei punti non chiari e da questa corrispondenza sono emerse delle cose che non andavano bene, nella continuità dei principi contabili e non è per il fatto che è cambiata una persona che si valutano le cose in modo diverso, no, siamo in presenza di continuità. Cosa accade nel momento in cui sopraggiungono delle cose nuove? Qui abbiamo il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e il Consiglio nazionale dei ragionieri, che hanno approvato nel tempo i principi contabili, che si collegano a quelli internazionali e sono seguiti da qualsiasi estensore di bilancio per fare un bilancio che sia corretto. Si deve verificare fra la data di formazione del bilancio e la data di approvazione da parte dell'organo assembleare che - cito - "se si verificassero eventi tali da pregiudicare l'attendibilità del bilancio nel suo complesso, gli amministratori dovranno opportunamente modificare il progetto di bilancio". Il termine utilizzato è "dovranno", non è una facoltà, è un obbligo. Qualcuno ha voluto riprendere con me una definizione: "il bilancio è una fotografia", non possiamo introdurre al suo interno elementi falsi o inesistenti, ma dobbiamo fotografare quello che c'è. Faccio un esempio: se qualcuno di voi avesse una mia foto di 20 anni fa, avrebbe la foto di una persona che pesava 25 chilogrammi di meno, quindi nel tempo questo peso si evolve (però prometto di dimagrire). La foto quindi è un qualcosa che rappresenta un soggetto vero, che nel tempo si può modificare, così come i crediti e i debiti. Quando voi prendete in considerazione un credito - e qui anche abbiamo delle persone che possono darmi dei consigli: abbiamo consulenti finanziari -, il credito nel tempo può deteriorarsi, può anche valere di meno. Oggi quindi lo fotografo in un certo modo, ma fra un anno o due questo credito potrebbe valere di meno, è pur sempre un credito; quello che non esiste non lo posso fotografare. Questo per dare un "cappello" metodologico a questo tipo di rapporto.

Entrando nel particolare, ci troviamo di fronte ad un bilancio che ha perfezionato il suo ciclo, che ha dei valori diversi rispetto alle prime bozze di bilancio che abbiamo visto, ma che è un bilancio corredato dal parere della società di revisione, dal parere del collegio sindacale ed è un bilancio che viene approvato da tutti i soggetti che istituzionalmente hanno un ruolo. Qualcuno mi dirà: "avete fatto dei pasticci in Giunta, avete trasmesso un bilancio che sarebbe la seconda versione, che era diverso rispetto a quello che era stato inviato, ma senza la relazione del collegio sindacale e la relazione della società di revisione". Ho già avuto modo di rappresentarvi, con un parere legale dello studio "Iorio-Fubini-Cavalli", chiesto dal collegio sindacale, in cui si dice che la bozza di bilancio, se viene modificata accogliendo dei rilievi fatti dal collegio sindacale o dalla società di revisione, non necessita di una nuova relazione… La Giunta quindi, nel momento in cui ha inviato la seconda, ha inviato un documento che era coerente con il primo, perché non c'era nulla di nuovo se non l'accoglimento dei rilievi del collegio sindacale.

La seconda versione modificata, in ordine di tempo la terza, poneva delle modifiche diverse rispetto a quelle sollevate dal collegio sindacale, quindi questa nuova versione ha dovuto avere una riformulazione sia del parere del collegio dei revisori, sia della società di revisione. Ecco che a questo punto l'Assemblea ha un documento che viene presentato tardivamente, questo nessuno lo può negare, ma un documento che ha tutte le coerenze con il nostro ordinamento.

Dal punto di vista sostanziale, abbiamo un bilancio relativo ad un'annualità che non è particolarmente brillante per la Gestione straordinaria e quella del 2003 forse è anche meno, tant'è che abbiamo fatto delle riflessioni. Questa stessa Assemblea nel corso del 2003 ha modificato radicalmente anche il disciplinare di questa gestione: ricordiamo che questo bilancio, come è scritto nella relazione sulla gestione, è il risultato di un disciplinare ante-modifiche del marzo-aprile 2003, per cui, se andate a vedere la percentuale media della ripartizione fra i proventi di spettanza della Gestione straordinaria, di spettanza della Regione, troverete che la percentuale media di riparto ha portato alla Gestione straordinaria il 45,96% dei proventi, contro il 93,61 dei proventi che erano pervenuti alla Gestione straordinaria nel 2001.

Voi sapete bene - mi rivolgo a coloro che erano in questa sala al momento dell'approvazione del nuovo disciplinare - che per il 2003 la percentuale della casa da gioco è il 48%, quindi il Consiglio regionale è già consapevole della necessità di andare a modificare queste regole, perché il mercato del gioco muta; quindi nel vecchio disciplinare, che si basava su una ripartizione che differenziava le percentuali singole, il riparto era differenziato a seconda della tipologia del gioco. Abbiamo sempre detto, e continuiamo a dirlo oggi, che i cosiddetti "giochi francesi", i cosiddetti "giochi lavorati", ancorché americani, sono quelli che l'Amministrazione regionale privilegia, non per una questione di "noblesse", ma per una questione occupazionale, perché, aumentando le slot machines, si possono aumentare i proventi, ma non si aumenta l'occupazione.

Una delle finalità di questa casa da gioco è quella di dare del lavoro e noi abbiamo fra gli occupati diretti e gli indiretti un migliaio di persone che lavorano; quindi anche qui, nell'ambito della discussione, pregherei di considerare questo non come un giochino per gestire più o meno dei personalismi, ma come un'azienda che permette a mille famiglie di avere un reddito, che produce proventi importanti per l'Amministrazione regionale. Dilungarci oggi su un'analisi attenta di tutta una serie di situazioni potrebbe non essere particolarmente proficuo, perché il quadro oggi è completamente cambiato non solo dal punto di vista giuridico, perché non abbiamo più una gestione straordinaria, abbiamo una S.p.A.; non solo perché non abbiamo più un disciplinare ormai superato, ma un altro tipo di disciplinare, ma anche perché sono cambiate le condizioni di tipo commerciale.

Ricordo che nel 2002 c'era un contratto particolare, tecnicamente si chiamava "vuoto per pieno", che stravolgeva i rapporti e una gestione ordinaria della casa da gioco perché, in una situazione del genere, l'interesse per gestire correttamente la promozione o meno forse poteva essere sminuito. È chiaro che, oggi come oggi - e non voglio anticipare nulla -, noi siamo di fronte ad una situazione che via via si deteriora sia dal punto di vista degli ingressi, sia dal punto di vista dei proventi. Ho una tavola comparata, dove i proventi complessivi della casa da gioco del 2003 sono 139.130.350, quelli del 2002 147.507.701, quelli del 2001 148.666.911 ed è chiaro che tutto questo è stato superato dai fatti, il bilancio del 2002 è superato dai fatti!

Le determinazioni dell'Amministrazione regionale, della Giunta vanno nel senso di mettere mano ad una situazione anche e soprattutto dal punto di vista numerico: gli ingressi nel 2001 erano 834.000, nel 2003 709.000, quindi abbiamo un'evoluzione che non è una "preoccupazione" della maggioranza o della Giunta, è una questione che è sotto l'attenzione di tutti, quindi eviterei delle speculazioni. È chiaro che questo tipo di ragionamento non può essere in alcun modo imputato al fatto che è stata introdotta la Gestione straordinaria, in quanto questa è stata una scelta inevitabile dal punto di vista politico. Dovevamo percorrere questo tragitto che oggi ci ha portato ad una normalizzazione; ricordo a tutti che, nel momento in cui è stata scelta la Gestione straordinaria, c'era un serio rischio di chiusura del Casinò; ecco perché direi che è sterile e fuorviante il fatto di dire che la Gestione straordinaria dal punto di vista politico deve essere bocciata, non è questo quello che dobbiamo fare! Lo strumento è corretto, dobbiamo utilizzarlo bene, quindi, da questo punto di vista, questo bilancio e le cose che stiamo dicendo non sono assolutamente una bocciatura del percorso fino ad oggi fatto, perché riteniamo che sia corretto quello che è stato fatto fino ad oggi.

Dal punto di vista sostanziale, prima vi ho espresso le entrate complessive, non le entrate di pertinenza di Gestione straordinaria ma, se entrate nello specifico, Gestione straordinaria nel 2002 ha dei ricavi per 85.888.786, che vedono un miglioramento parziale rispetto ai ricavi del 2001, soprattutto in virtù del disciplinare che anche nel 2002 fu ritoccato e quindi, nonostante vi sia stata una flessione in linea generale, i ricavi della Gestione straordinaria hanno avuto un leggero incremento dovuto ad un riparto che è stato modificato (ho fatto l'esempio prima del 43 e 45%).

Gli indicatori che trovate sono indicatori che vi permettono di definire la gestione come una gestione di continuità rispetto al 2001, abbiamo un incremento importante, ma nelle norme del personale, che ha avuto una progressione di circa 2 milioni di euro, ma nel complesso ci troviamo di fronte ad uno strumento che ha prodotto un bilancio nel 2002 che è in linea rispetto a quello del 2001. Quali sono le poste che stravolgono e che portano a più di 9 milioni la perdita? Sono relative a poste straordinarie e qui inizio ad evidenziare una delle poste più importanti che ha peggiorato il risultato di esercizio, ovvero la svalutazione del credito nei confronti dell'INPS. Antepongo una cosa recente, perché è una corrispondenza inviata dal liquidatore il 17 dicembre, in cui segnala che la Corte di appello di Torino ha discusso la sentenza di appello sull'ENPAS, che è l'altro istituto di previdenza insieme all'INPS che è chiamato in causa su questa vertenza, dando torto alla casa da gioco. Evidentemente ogni causa ha la sua storia, vi dico solo che il giudice relatore è lo stesso, quindi vuol dire che vi sono degli orientamenti; poi in diritto ogni causa va discussa e va affrontata, ma questa è la sostanza.

Dal punto di vista sostanziale, ci troviamo di fronte ad una bozza di bilancio, che era stata presentata con un avviso negativo, un parere non favorevole del collegio sindacale e, poiché la formulazione del parere del collegio dei revisori poteva dare adito a delle incomprensioni, il 26 settembre, per fare queste valutazioni, lo scrivente chiede al collegio dei revisori: "in buona sostanza cosa volevate dire con quella frase finale?" Il collegio dei revisori, senza esitazioni, dice che la conclusione - qui leggo di nuovo testualmente - "va intesa nel senso che, ad avviso del collegio, il bilancio stesso poteva essere approvato solo rettificando la postazione del credito INPS, la cui iscrizione per l'incertezza del credito stesso non era ritenuta conforme ai principi contabili". È chiaro che questo tipo di operazione, proseguendo il periodo in cui il bilancio non si "cristallizzava" e rimaneva bozza di bilancio, ha costretto il liquidatore a riflettere su delle richieste del soggetto controllore se quel credito era buono o no e lì non ci sono tante interpretazioni, vi ho letto prima il principio contabile, il principio contabile nel particolare dice in modo specifico: "in presenza di questi fatti i valori del bilancio devono riflettere l'effetto che tali eventi comportano sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico". Fa poi alcuni esempi dove vi è l'obbligatorietà, quindi non è un vezzo.

Nel modo specifico la definizione dopo la chiusura dell'esercizio di una causa legale in essere alla data di bilancio per un importo diverso a quello prevedibile a tale data… abbiamo proprio un dato puntuale, ma che non viene scritto da Marguerettaz o da qualcun altro su ordine; si tratta di principi contabili universalmente accolti ed accettati che creerebbero dei problemi a qualcuno, se non venissero adottati da questo qualcuno nel momento in cui viene chiamato a fare un certo tipo di mestiere. Ecco perché le valutazioni ad un certo punto hanno concordato su un certo tipo di operazione, perché quel credito via via, con la giurisprudenza che si consolidava negativamente e con tutta una serie di rilievi… andava a creare un'insussistenza della posta di credito.

Dopodiché sono a disposizione se qualcuno volesse avere dei dettagli, ma non credo perché su questa vicenda fra interrogazioni e altre iniziative la cosa mi pare sia conosciuta ai più.

Altro elemento importante, e non ultimo, è quello del "Disco per l'estate", perché uno dei primi compiti che ha un responsabile del Dicastero delle finanze è quello di verificare se va ad approvare un bilancio in cui vi sono debiti e crediti nei confronti del soggetto che approva, che corrispondono alla contabilità regionale. Questo credo sia il minimo indispensabile e questo è quello che è stato fatto dagli uffici, non dall'Assessore, ma dagli uffici. Gli uffici, a fronte di una verifica puntuale sui rapporti reciproci di debito e credito, hanno rilevato che nel bilancio della Gestione straordinaria esisteva un credito nei confronti della Regione che non era supportato da nulla. Ora, una delle varie corrispondenze che ha ricevuto la IV Commissione… vi sono corrispondenze anche di precedenti organi in cui si dice: "il Consiglio, nel momento in cui approva il bilancio, ratifica tutte le poste che ci sono". Se è vero questo - e non vi era un supporto dentro la contabilità -, cosa accadeva? Che approvava un debito fuori bilancio e poi lascio a voi le conseguenze del caso. Era indispensabile quindi fare chiarezza su questo punto.

Non sto a valutare cosa si è detto e cosa si è fatto, ovviamente non posso entrare nel merito; devo entrare nel merito delle cose che ci sono perché - lo abbiamo detto più volte - l'amministrazione parla per atti. Considerato che non avevamo nessun impegno formale, nessuna deliberazione, nessun capitolo specificatamente previsto per questo tipo di attività e capitoli generici all'interno del bilancio regionale, non abbiamo potuto far altro che trasmettere queste informazioni all'Assessorato di competenza, che doveva rispondere negativamente rispetto a queste pretese. Da questo punto di vista è chiaro che, andando a rileggere le carte nel passato, fa specie che qualcuno abbia indicato in vari passaggi societari che quel credito era certo, liquido ed esigibile. Questo è stato detto, scritto ed autenticato da un notaio, quindi anche lì allora devo dire la verità che sui criteri di certezza, esigibilità e liquidità comincio ad avere dei dubbi. Anche qui però la corrispondenza degli assessorati non ha potuto che essere molto trasparente e molto lineare.

Abbiamo un ultimo episodio che crea un poco di perplessità, sempre sul ragionamento della reciprocità di questo bilancio ed è la componente di debito che avremmo voluto riscontrare all'interno del bilancio di esercizio del 2002 del Casinò, relativo a delle fatture che la Regione aveva emesso nei confronti di Gestione straordinaria. Come vedete, nella relazione del liquidatore si danno indicazioni su questo passaggio in quanto si dice: "ci sono delle fatture, ma noi non le abbiamo mai ricevute". Qui devo farvi perdere di nuovo un momento, perché questi crediti li abbiamo all'interno della nostra contabilità, essendo delle fatture del 2002 sono dei residui attivi, quindi crediti che noi vogliamo incassare. Se è vero questo, è vero anche che, non accogliendo questo, per loro, debito con la Gestione straordinaria… vi sarà un confronto successivo che ci permetterà di definire se questi erano dovuti oppure no. Su questo però devo dire che le pretese della Regione sono corrette, non solo sono fondate su fatture che abbiamo emesso nei confronti di Gestione straordinaria e che, grazie a questa emissione, hanno permesso alla Giunta di allora di fare una variazione di bilancio, ma riscontriamo all'interno della documentazione, che è stata acquisita dalla Procura nell'ambito di altre vicende, un'accettazione implicita di queste fatture, dove il responsabile dell'Ufficio stampa, scrivendo al responsabile amministrativo, dice:

"Gentile ragioniere, faccio seguito ai colloqui intercorsi per confermarle che la Regione autonoma Valle d'Aosta emetterà documento contabile di debito nei nostri confronti, pari all'importo netto dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso in occasione delle manifestazioni "Trofeo Valle d'Aosta" e "Trofeo Monte Bianco" da noi organizzate".

Se questo non è un qualcosa che con chiarezza evidenzia che c'è un accordo in cui l'Amministrazione regionale emetteva delle fatture e questi tali fatture le pagavano, dico che avremmo delle difficoltà. Ecco perché questa attività per avere la fondatezza dei numeri, perché fare dei ragionamenti oggi nel 2004 su una gestione del 2002, quando il quadro è completamente cambiato, non credo che ci possa dare dei valori aggiunti. Ho voluto fare questo tipo di ragionamento ed ho voluto fare anche quella premessa, perché questa non vuole essere una bocciatura e un giudizio su un percorso, che il sottoscritto, la Giunta condivide nella sua totalità perché non vi erano altre soluzioni.

Da un certo punto di vista, abbiamo voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a che si possa parlare oggi ancora di Casinò, perché, con una situazione di indeterminatezza - e non vorrei tornare agli anni 1993-1994, qualcuno di voi lo ricorda meglio di me - , con una serie di imbarazzi si poteva rischiare la chiusura del Casinò, quindi è stato correttamente intrapreso un percorso che, per via di contenzioni ed altri problemi, si è concluso solo nel 2002.

Ora, ritengo che il bilancio, così come è stato proposto, sia coerente con le risultanze, con le scritture contabili e con le manifestazioni che vi sono state, quindi sottoponiamo questo documento alla discussione per poi chiedere all'Assemblea di approvare il documento.

Président - Je déclare ouverte la discussion générale.

La parole au Conseiller Praduroux.

Praduroux (UV) - Nella prima seduta l'11 novembre 2003 era iniziato l'esame del dossier relativo al rendiconto al 31 dicembre 2002 della Gestione straordinaria della Casa da gioco di Saint-Vincent.

In quella occasione la IV Commissione, "sviluppo economico", aveva riscontrato la mancanza della relazione del collegio dei revisori e della società di revisione del bilancio incaricata, rinviando così la proposta di atto amministrativo alla pronuncia di un parere in merito. Il lavoro relativo all'iter di approvazione del rendiconto proseguito nelle settimane successive è stato svolto con impegno e puntualità dalla IV Commissione. Nel corso della propria attività la commissione ha proceduto all'audizione dell'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz, del Presidente della Gestione straordinaria, del collegio dei revisori e del liquidatore, per consentire ai componenti di mettere in luce ogni aspetto utile e i chiarimenti necessari per poter essere in grado di esprimere una valutazione compiuta. A questa attività conoscitiva si è aggiunta la possibilità di approfondire la materia per il tramite del parere dell'Avv. Dal Piaz, con successiva integrazione di quello trasmesso dall'Assessore Marguerettaz dell'Avv. Saracco. Nel corso della seduta del 15 dicembre scorso, al termine della lunga serie di audizioni, dopo aver preso conoscenza della documentazione pervenuta e dopo ampio confronto, la IV Commissione ha formulato parere favorevole alla proposta di atto amministrativo che la Giunta regionale aveva presentato l'11 dicembre, relativamente all'approvazione del nuovo rendiconto al 31 dicembre 2002 del Casino de la Vallée, Gestione straordinaria.

Ritengo che il lavoro compiuto in IV Commissione sia stato ispirato, oltre che dalla massima trasparenza, dalla preoccupazione principale di consentire entro i tempi più brevi all'Assemblea regionale di poter esaminare e dibattere l'argomento e le modalità che lo hanno caratterizzato. Avendo già avuto modo di confrontarmi con la materia oggi in discussione, ho potuto rendermi conto che ogni aspetto legato a questo atto amministrativo deve essere preso in esame, tenendo ben presente la collocazione temporale dell'oggetto al centro dell'analisi; si sta trattando cioè di un rendiconto al 31 dicembre 2002. A partire da quella data si sono infatti succedute alcune situazioni che, trascinate a cavallo da una legislatura all'altra, potrebbero ad oggi essere considerate in un'ottica diversa. Sono convinto che sia necessario recuperare la dovuta serenità quando si affronta un tema importante, come quello legato alla Casa da gioco di Saint-Vincent.

Non possiamo non considerare che in questi ultimi mesi abbiamo assunto decisioni importanti per voltare pagina, per dotare questa risorsa importante per l'intero tessuto economico e sociale valdostano di strumenti e di professionalità come quelle insediate nel nuovo consiglio di amministrazione, tali da poter intervenire con serietà e decisione al suo rilancio. Certo, una riflessione va fatta: analizzando con la dovuta obiettività e pacatezza le azioni del passato, con l'obiettivo di acquisire da questa analisi la concretezza dell'esperienza per porla al servizio dello sviluppo di un'attività, che permetta alla nuova società di disegnare linee di intervento al passo con i tempi e con la concorrenza del mercato a livello nazionale ed internazionale, un mercato in rapida evoluzione che presenta sfide nuove e sulle quali è bene ponderare scelte in grado di non snaturare la fisionomia della casa da gioco, sia sotto il profilo della professionalità di chi ci lavora, sia sotto l'aspetto occupazionale… poter contare su risorse umane motivate consentirà anche di puntare su obiettivi impegnativi. Siamo convinti che questa azienda possieda i mezzi adeguati per stare al passo con i tempi e per crescere: la sua è una funzione importante anche per le positive ricadute che possono dare qualificazione all'offerta turistica, culturale e del tempo libero per l'intera Regione. È indispensabile dunque seguire con attenzione questo cammino costruttivo, lungo il quale sarà necessario far sentire all'azienda la fiducia nostra e di tutti i Valdostani, al fine di contribuire a creare un clima favorevole per cogliere le occasioni di sviluppo per il futuro.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Abbiamo anche apprezzato la lezione che ci ha fatto in materia societaria il super Assessore Marguerettaz, che si è cimentato nella citazione di principi contabili, nel ribadire norme di carattere civilistico e societario, dimenticando che i principi contabili da lui affermati con grande erudizione, in realtà a Saint-Vincent appaiono completamente dimenticati se non addirittura affossati, poi entreremo nella sostanza di questa considerazione. Prima una breve premessa sull'aspetto procedurale, sul quale peraltro non ci vorremmo dilungare, per il semplice fatto che l'aspetto procedurale è importante ma, secondo noi, prevale l'importanza dell'aspetto sostanziale.

Quanto all'aspetto procedurale, se è vero quello che lei ha detto che il bilancio è una fotografia di un certo momento, non riusciamo a capire come mai questa fotografia è stata "violentata" nel corso del 2003 con operazioni di "maquillage" che sono state fatte con la cazzuola, nel senso che è stato modificato in una prima istanza per il credito INPS il bilancio e in una seconda istanza per il presunto credito relativo al "Disco per l'estate"…

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

… ha rimosso le irregolarità, però avremmo apprezzato nell'ambito del suo intervento una distinzione fra bilancio di gestione e bilancio di liquidazione, principio che è stato più volte ribadito dal liquidatore nei diversi incontri effettuati in IV Commissione. Se il bilancio è una fotografia, comunque sappiamo oggi che il bilancio della Gestione straordinaria 2002 è diventato un film, perché è una somma di fotogrammi che si sono sovrapposti ed è un film di qualità decisamente scadente, anzi è un horror, perché ne è uscita una situazione che non è senz'altro difendibile, come lei ha cercato di fare. È un film fra l'altro redatto a più mani, c'è una difficoltà di riconoscimento anche della paternità di questo film, perché lo ha iniziato un regista e lo hanno finito altri soggetti. L'aspetto procedurale quindi è deprecabile, perché questo bilancio doveva essere portato in approvazione innanzitutto prima della fine della scorsa legislatura, come poteva essere fatto e come è stato fatto nel 1998 con l'ultimo esercizio del 1997 da parte della Giunta precedente e non "tirato con le pinze" per arrivare ad un'operazione di "maquillage" decisamente scadente, come oggi andiamo ad esaminare. Su tutta la corrispondenza che è intercorsa… ha arricchito con informazioni ulteriori quelle che sono delle situazioni di deterioramento che si stanno verificando nella casa da gioco. Lei, Assessore, ha avuto le risposte - a differenza di tanti di noi consiglieri, che hanno presentato tante interrogazioni ed interpellanze nel corso di questi anni e non sempre hanno avuto le risposte - da quella amministrazione che, di fatto, è stata in parte licenziata, però non riusciamo a capire come mai lei oggi tenda a fare una difesa di ufficio di una gestione i cui risultati negativi non sono imputabili al mercato, ma solo alla cattiva amministrazione, alla cattiva conduzione.

Penso che i dati che lei ha sottomano come tutti noi… se lei guarda al mercato, nel mercato c'è chi cresce e chi cala, cioè ci sono due casinò che sono cresciuti e Saint-Vincent è calato ed è diventato il fanalino di coda nella crescita 2003. Ci ha poi anticipato i dati del 2003, che sono addirittura più bassi come proventi rispetto al 2002, ad un 2002 che, sulla base dei risultati di gestione, potremmo definire come "l'annus horribilis", proprio facendo riferimento a quel film horror di cui dicevamo, perché 9,1 milioni euro di deficit di bilancio indicano il picco più basso di risultato negativo in questo caso in un decennio che segna un "trend" di costante declino.

Vorrei soffermarmi su alcune considerazioni che ha fatto lei, prima di entrare in alcuni aspetti sostanziali.

Oggi è inutile dilungarci - lei dice - in un'analisi di questo bilancio, ma allora quando ci dilunghiamo? Non possiamo immaginare di poter cancellare l'esercizio 2002 della Gestione straordinaria; purtroppo arriva con un solenne ritardo in quest'aula, ma non è un esercizio contabile che si può cancellare, che si può tralasciare. Oggi, quindi, dobbiamo invece dilungarci in un'analisi più approfondita di questo fatto, non solo procedurale, ma anche sostanziale, perché lei stesso, non appena si è insediato, ha iniziato una fitta corrispondenza con l'amministrazione della Gestione Straordinaria, attuale "Casino S.p.A.", per avere delle risposte chiare su aspetti che anche a lei, come Assessore, erano oscuri.

Come mai prima istituisce questa fitta corrispondenza al fine di avere delle risposte ed oggi dice che le colpe sono ascrivibili al mercato? Sta difendendo l'indifendibile. Se vale questa sua teoria, perché cambiare il consiglio di amministrazione? Potevano essere quei 5 nomi che hanno preceduto gli attuali, altrimenti ha tutto il sapore di una lottizzazione politica: cambiano i soggetti, di fatto la musica resta la stessa, anche perché lei prima ha recitato la stessa versione che fino allo scorso anno ha recitato il Presidente della Regione Viérin. Il Casinò cioè è un ente che ha una funzione di un certo tipo in prevalenza sociale, di occupazione - che nessuno gli vuol negare -, ma trascura l'aspetto economico e tutti quegli aspetti deteriori che hanno caratterizzato un decennio di "mala gestio".

Perché allora ha iniziato una fitta corrispondenza e un braccio di ferro, come descrivevano i giornalisti, con la passata amministrazione e poi oggi viene a dirci che è inutile dilungarci perché il fenomeno è congiunturale? Lei ha detto: "il mercato del gioco si evolve" - l'ho annotato -, ma tutti i mercati procedono verso una naturale evoluzione. Ci spieghi a questo punto perché ha sostituito il consiglio di amministrazione, se andava così bene!

"Questa annualità non è particolarmente brillante", lei ci ha detto. No, non è particolarmente brillante, è devastante, è disastrosa, a differenza anche di quanto ha detto il Capoufficio stampa durante una serie di interviste nel periodo di Natale, il quale ha dichiarato: "tutto sommato, i dati sono molti buoni", ma se non arriva la clientela a Natale, quando arriva al Casinò? È normale che vi siano dei risultati confortanti a Natale poi, se guardiamo gli altri 350 giorni precedenti, erano in profondo rosso, perché lei ci ha detto che vi è un'ulteriore contrazione, anticipando le risultanze in termini di volume di gioco del 2003.

Per quanto riguarda la gestione, l'esercizio si inserisce in un periodo di costante declino, nonostante la ripartizione dei proventi in senso ancora più favorevole alla casa da gioco, perché la ripartizione dei proventi su quella cifra del 46% che lei ha detto è stato il frutto di una modifica intervenuta 2 anni fa e pensiamo che nel 2003 questo "range" vada dal 46 al 48%, quindi ad ulteriore beneficio della gestione, senza contare che la gestione - adesso "Casino S.p.A." - avrà anche la sovvenzione del 6%, ai sensi del disciplinare, per quanto riguarda il piano di sviluppo e del 14% per quanto riguarda le manifestazioni. È un ente quindi iper sovvenzionato, che dovrebbe "macinare" denaro, perché di denaro ne transita quotidianamente ma, di fatto, i dati sono in caduta libera. Se guardiamo i dati del 2002, introiti totali: 149,7 milioni di euro, di cui proventi di gioco: 147,5; la quota lorda della Regione è nel 2002 di 79 milioni di euro ed è già in calo di 4 milioni di euro rispetto al 2001, quindi la Regione anche lei, a causa di questa caduta di gestione della casa da gioco, sta perdendo entrate. La quota del Casinò si mantiene su un livello di 70 milioni di euro e vi è da dire che il risultato netto si conferma su 9,1 milioni con segno negativo. La quota netta della Regione, se togliamo i contributi in conto esercizio che la Regione ha dato nel corso del 2002, passa da 79,7 milioni a 72,3 milioni, perché la Regione nel corso del 2002 ha erogato 7,4 milioni di euro per le manifestazioni e per altre iniziative promozionali a Gestione straordinaria; quindi vuol dire che il netto che la Regione nel 2002 ha incassato è solo di 72 milioni di euro, dico "solo" perché, rispetto agli anni passati, la cifra segna un "trend" in discesa. I 9,1 milioni di euro poi chi li paga? Li aggiorniamo ai prossimi esercizi o bisognerà fare una legge speciale per ripianare il debito? A questi bisogna aggiungere quelle eventuali spese, che derivano dalla "soccombenza" delle controversie giudiziarie che sono state avviate dal "gruppo Lefevre", tutto a carico sempre di "Pantalone" e il tutto va a decurtazione di queste somme che vengono elogiate come tenuta dei dati rispetto alle risultanze degli anni precedenti.

Assessore, probabilmente lei ha tutti i dati, ma vorrei lasciarle una serie di specchietti che sono stati realizzati dal nostro gruppo sull'andamento degli introiti della Regione, sugli introiti e sulle presenze in termini assoluti a livello di giochi. Le curve sono inesorabilmente in discesa e questo non depone a favore di una sua difesa di ufficio, che poteva essere assolutamente evitata.

Le uniche curve in salita sono quelle relative ai costi. Le due principali voci di costo sono quelle per il personale e per i servizi, le prime per 1.995 euro, 61,5 miliardi, nel 2002 siamo a 89,2 miliardi - ho convertito la cifra in lire -, più 45%. Vi è un aumento fisiologico dei salari, le posizioni retributive che non confutiamo; siamo passati da 815 dipendenti del 1995 a 865 in questo arco di tempo del 2002, con un aumento di 50 unità, ma 50 unità non rappresentano quella proporzione di più 45% di aumento del costo del personale e non giustificano neppure un incremento del costo salariale o stipendiale di chi lavora lì dentro. Il dato drammatico sono i servizi, dove nella voce "servizi" vi è tutta una serie di sottovoci fra le quali anche i porteurs sui quali dopo ci soffermiamo.

I servizi nel 1995 ammontavano a 39 miliardi, nel 2002 sono saliti a 71,7 miliardi, più 83% rispetto al 1995. Se nella grande categoria di servizi rientrano anche gli investimenti promozionali, con un più 83% in questi 8 anni uno si aspetta non dico risultati corrispondenti, ma una proporzione perlomeno: crescono gli investimenti in termini promozionali, che vi siano anche delle risultanze in termini meno che proporzionali, ma pur sempre proporzionali; invece no, perché il 2002 è il picco negativo in termini di risultati di bilancio nonostante la variazione delle aliquote di ripartizione. Questi dati - lei è commercialista lo sa meglio di noi - deve focalizzarli e chiedere conto a chi ha amministrato, anziché difenderlo oggi, perché siamo arrivati a questa situazione nonostante che i presupposti economici vi fossero tutti.

Alla luce di questa lievitazione esponenziale dei costi, mentre i proventi di gioco sono calati e, di conseguenza, anche l'utile non esiste più, forse perché questa Gestione straordinaria, ora "Casino S.p.A.", è concepita meramente in termini politico-assistenziali, è una sorta di grande contenitore dove viene praticata la regola dell'ammortizzatore sociale, dove dobbiamo garantire il vitto e la sopravvivenza di mille dipendenti e rispettive famiglie, ma dove la logica del ritorno economico per la casa da gioco e per la Regione, per la prima è completamente scemata, per la seconda sta venendo meno anno dopo anno.

Assessore, se lei vuole dare un'inversione di tendenza a questo "trend" drammatico, che si è innestato e consolidato negli anni scorsi, lo deve fare non solo cambiando consiglio di amministrazione, ma intraprendendo tutta una serie di azioni che virino a 180° la rotta di questa conduzione e innanzitutto si cominci a riconoscere che la casa da gioco è anche un ente economico, anche perché la logica politico-assistenziale conduce all'estinzione di qui a qualche anno, oppure al fatto che la Regione di qui a qualche anno non solo non vedrà più introitare nulla, ma dovrà andare a ripianare i debiti, che saranno ormai talmente ingenti che non potranno essere imputati ad una logica del mercato che declina, perché in Croazia o altre regioni d'Europa i casinò stanno facendo un mucchio di soldi e invece qui non ne fanno.

Venezia e Sanremo, senza uscire dai confini nazionali, hanno segnato, nonostante la congiuntura, dei risultati positivi; questo significa o che abbiamo degli handicappati che stanno guidando la casa da gioco, oppure individuiamo le persone che sono in grado di dare sostanza a questa tendenza.

La conduzione, che è stata espletata dal comitato di gestione straordinaria, è stata costellata da episodi infausti che noi auspichiamo non abbiano più a verificarsi, ridicoli, spregevoli dell'esercizio imprenditoriale e li abbiamo riportati più volte con iniziative in questo Consiglio. Ricordiamo - e vengo al discorso del porteur - i "cadeaux" dei pomodori pelati che sono stati elargiti a dirigenti e a dipendenti, questo risale al 2002, in spregio anche qui ad un regolamento che vieta che a dirigenti e dipendenti della casa da gioco vengano fatti doni da parte di clienti, anche perché poi è facile immaginare una collusione. Abbiamo poi scoperto che era un cliente facoltoso o, meglio, era uno di coloro che si occupano di portare i clienti a Saint-Vincent, e anche qui vi è un altro dato in contraddizione: le voci di costi, che rientrano nella categoria dei servizi che riguardano i porteurs, sono inspiegabilmente cresciute, questo significa che i porteurs guadagnano di più nonostante i cali della clientela e dei proventi. Chi è che mangia qui? Chi è che sta ingrassando a spese nostre? Tutte voci in contraddizione che un commercialista come lei avrà senz'altro già verificato e le saranno balzate agli occhi. Oggi allora non può venire qui a difendere quello che non può difendere, fa una brutta figura anche da un punto di vista professionale, oltre che politico, perché, se si sofferma un attimo su queste voci di costo, sono spaventose, le capisce quasi un profano. Come mai i procacciatori di affari incassano di più, ma gli affari diminuiscono? La dia lei la risposta nella replica visto che dovrà replicare.

Altro dato, che non è consolante, è quello dell'incremento delle sofferenze da parte dell'Ufficio cambio assegni sulle quali lei ci ha girato la risposta dell'ex amministratore delegato. Abbiamo fatto un'interrogazione con risposta scritta, abbiamo chiesto alcune cose, risposte in parte evasive e in parte centrate, però anche lì siamo a 6 milioni e rotti di euro, cioè crediti sui quali mettiamo una pietra tombale, o riusciamo a recuperare qualcosa? Dovrà anche lì intervenire la Regione con laute sovvenzioni per coprire un altro buco di bilancio?

Nel 2002 sono espatriate anche delle fiches - forse lei lo ha vissuto in maniera esterna -: sono espatriate 7.000 fiches e a posteriori ci hanno detto che dovevano essere rettificate, perché tecnicamente inidonee, però sono uscite dalla casa da gioco - e le fiches sono moneta corrente - senza alcuna autorizzazione, senza che i servizi di controllo della Regione ne sapessero alcunché. Vi sono episodi di questo genere che vorremmo non si verificassero più, quindi anche qui lei dovrà dimostrare di essere in grado di invertire la rotta, perché si è assunto questo impegno con la sua importante ed ampia competenza. Noi sappiamo che lei ne ha la consapevolezza, però non vorremmo che alla sua consapevolezza facessero da sfondo delle logiche politiche che già negli scorsi anni abbiamo visto e deprecato perché, se si tratta solo di cambiare i nomi per non cambiare le modalità, tanto valeva tenere le stesse persone, e questo lo ribadiamo.

Noi abbiamo espresso una nota di merito quando il Presidente della Regione è venuto qui e ci ha comunicato che il Consiglio di amministrazione della casa da gioco era stato rinnovato. È un segnale che abbiamo apprezzato perché, se vi è una volontà effettiva, qualcosa può cambiare. Se questa volontà effettiva viene mutilata da logiche di lottizzazione e di controllo politico, siamo daccapo e quindi "si cade dalla padella nella brace". Non ci interessa che cambino le persone, ma che cambino le modalità di gestione.

Il consiglio che diamo esaminando questo bilancio allora è che bisogna riprendere il controllo sulla attività di gestione, non in senso politico, ma in senso effettivo per un efficace ed efficiente rilancio della casa da gioco; un controllo non attraverso insulse interferenze nella gestione, bensì verificando costantemente che chi è preposto alla gestione sia all'altezza di questa difficile situazione. Il Casinò non è un ente di assistenza, ma è un ente che deve essere ridisegnato per quello che è stato creato nel 1947 e potenziato nei decenni che sono seguiti ma, dal 1994 ad oggi, le pagine sono passate da un grigio sempre più intenso al nero di questo 2002, che è da non ripetere.

La questione procedurale. Il bilancio è una fotografia, oggi non è stata una fotografia perché è stato modificato a più riprese; è una fotografia che evidenzia a tinte fosche una situazione che noi speriamo cambi nel vero senso della parola. Penso che il ruolo della IV Commissione sia stato molto importante in questo frangente, perché in quella sede è stato richiesto il parere di un legale sulla funzione del Consiglio, l'azionista di questa S.p.A., che è l'unico con il potere di modificare il bilancio. Il bilancio in realtà è stato modificato su input dell'Assessore per mano del liquidatore e qui ci sentiamo di "tirare le orecchie" al Presidente della IV Commissione, che abbiamo dovuto sollecitare con una certa insistenza affinché venisse nominato un legale di fiducia per la IV Commissione nella persona del Prof. Dal Piaz. Oggi il Presidente Praduroux si è fregiato del fatto che la IV Commissione ha approfondito adeguatamente il tema; sì, però ricordi, Presidente, che, quando venne proposto l'incarico di un consulente per avere lumi su questa delicata faccenda, lei disse: "Noi non abbiamo bisogno di alcun legale perché la vicenda è molto chiara". Oggi però afferma il contrario, quando dice che è importante che la commissione si sia dotata anche di un suo parere e non si sia solo appoggiata ad un parere che è stato fornito da un legale dell'Assessore che, guarda caso, è di segno opposto a quello che ha fornito l'esimio Prof. Dal Piaz.

Non voglio dilungarmi sulla questione procedurale perché altri colleghi avranno modo di farlo, ripeto, il problema è di sostanza, i fatti e i ragionamenti che abbiamo fatto non possono essere trascurati ed auspichiamo che l'Assessore, nel valutare il futuro della casa da gioco, visto che dopo vuole parlare del 2004, li abbia a cuore e non si presti al gioco di qualcuno che vuole fare della casa da gioco una propria palestra di utilizzo politico ed elettorale a danni della comunità valdostana e dell'andamento finanziario della Regione.

Président - La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Il tema del Casinò è già fra quelli che non ci riempie di entusiasmo; oggi il poco entusiasmo è anche conseguenza dell'intervento dell'Assessore, che ha ravvivato la polemica sulla procedura dell'approvazione del bilancio.

Dico la verità: volevo occuparmi molto poco del problema della procedura, ma di fronte all'Assessore che su circa un'ora di intervento, occupa 50 minuti per enunciare "excusatio non petite", ripetendo in maniera didattica la sua versione dei fatti, mi corre l'obbligo di replicare, perché un nostro eventuale silenzio su come è stata condotta questa vicenda potrebbe far ritenere a qualcuno che si tratti di una sorta di acquiescenza rispetto alle osservazioni fatte dall'Assessore. Vede, Assessore, non voglio entrare - perché non mi sembra questo il posto - nelle disquisizioni di carattere giuridico, commerciale o contabile che lei ha fatto, perché non mi sembra questa la sede: credo che questa sia la sede del confronto politico e allora ci dobbiamo confrontare sui fatti politici e sui dati più generali. Abbiamo dei dati oggettivi: dopo oltre un anno parliamo del bilancio 2002. Se lei e i suoi colleghi che l'hanno preceduta avevate il potere di vigilanza e di controllo previsto all'articolo 9, che lei tira fuori tutte le volte come un coniglio dal cilindro, perché non avete chiesto, lei e i suoi predecessori…

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

… ma vi è una continuità politica, sto facendo un discorso politico… non avete chiesto che quel bilancio e quella relazione venissero presentati entro i 30 giorni previsti dalla legge! Perché non avete preteso, una volta che è stato depositato il bilancio, che venisse discusso nell'ultimo Consiglio dell'altra legislatura, perché non è vero che non vi erano più Consigli a disposizione e che eravamo in regime di "vacatio", in attesa delle elezioni. Perché, da luglio a dicembre, avete continuato a chiedere correzioni, ad imporre modifiche - poi diremo se erano giuste o sbagliate - al liquidatore? Questo ve lo dovete chiedere, altrimenti abbiamo ragione noi quando diciamo che, se il bilancio deve essere una fotografia dell'esistente, la fotografia è stata in continuazione modificata in base anche al succedersi degli eventi, perché nella "vicenda INPS" la convinzione dell'inesistenza del credito, che è via via maturata e che lei ha fatto propria, non era riferita al 31 dicembre 2002, ma a sentenze che sono state pronunciate successivamente e che hanno introdotto quel tipo di ragionamento.

L'esigenza di modificare in continuazione il bilancio è dovuta ai ritardi di cui siete responsabili, perché non avete adempiuto nei termini previsti dalla legge, poiché non si è discusso il progetto di bilancio quando doveva essere discusso. Dopodiché, dal punto di vista procedurale - glielo dico con rispetto, ma con fermezza -, lei ha fatto una serie di passi totalmente arbitrari, perché l'articolo 9 che lei invoca, spesso, con il bilancio non c'entra nulla. La norma non fa riferimento una sola volta al bilancio, ma parla di un generico potere di vigilanza e di controllo; un controllo di tipo gestionale da parte della Giunta. È un altro, l'articolo di legge che si occupa del bilancio, che è di competenza esclusiva del Consiglio. Voi il bilancio dovevate mandarlo qui, se volevate, potevate leggerlo, potevate dare dei consigli qui! Lei poteva emendarlo qui, poteva proporre delle modifiche solo in questa sede, è questo il punto! Lei ha sottratto al Consiglio i suoi poteri. Lei doveva venire qui e dire: "Vi è la questione dell'INPS, vi sono state delle sentenze nuove, non ne hanno tenuto conto; hanno fatto l'errore di contabilizzare entrate per il "Disco per l'estate", propongo di modificare il bilancio". Dovevamo modificarlo qui, non doveva essere lei a prendere carta e penna e a scrivere al liquidatore di modificare il progetto di bilancio.

Abbiamo visto poi - apro brevemente una parentesi - in commissione questi liquidatori, venire e dire una prima volta "nero", la seconda volta era già "grigio", la terza volta tutto sembrava "bianco": ci sono i verbali, sono cose incresciose. L'ultima volta che ho assistito ai lavori della commissione non ho neanche fatto domande, sono andato via, perché c'era la vaga sensazione di essere presi in giro. È chiaro che i liquidatori avevano subito pressioni da parte sua e della Giunta, per fare quello che voi gli chiedevate. Tutto sbagliato, dovevate venire qui, proporre una diversa formulazione del bilancio motivandola in maniera adeguata e credo che anche le opposizioni avrebbero potuto consentire a certe modificazioni! Le voglio dire, per onestà intellettuale, che, a mio giudizio, soprattutto due delle tre o quattro modifiche richieste e apportate, hanno un loro fondamento sostanziale, lo riconosco alla luce di oggi, perché la prudenza consiglia di non mettere fra le poste attive il presunto credito nei confronti dell'INPS, così come la posta delle entrate relative al contributo per il "Disco per l'estate" non poteva essere messa in bilancio, perché non c'era la relativa deliberazione di Giunta. Non posso quindi non riconoscere che queste osservazioni fossero giuste, però questo diritto/dovere di rettifica lo aveva il Consiglio, non lei. Questo le dico non perché siamo amanti delle procedure o perché ci piace il Codice civile, ma perché è un fatto di rilevanza politica. Ripetiamo le stesse cose: viviamo in una Regione in cui questo Consiglio conta sempre meno. I membri della Giunta e del Governo dichiarano in tutte le sedi che vogliono ristabilire la centralità del Consiglio e, appena vi è una cosa concreta, fanno il contrario.

Chiusa la parentesi, spero per sempre, perché stiamo parlando del 2002, poi dovremo parlare nel 2003… e siamo già nel 2004… Chiusa la questione procedurale e venendo al merito, è un eufemismo dire, come ha fatto l'Assessore, che questo bilancio non è particolarmente brillante. No, questo bilancio è disastroso! È disastroso perché i dati lo dicono, perché gli afflussi sono in calo, perché i corrispettivi sono in calo e io sui corrispettivi voglio fare un'ulteriore osservazione. Si parla sempre di cali di corrispettivi su basi percentuali, ma nessuno tiene mai conto dell'inflazione. Il calo del corrispettivo non è solo quello dichiarato: è quello più l'inflazione e sappiamo che viviamo in uno Stato dove l'inflazione è 2,5-3%, quindi aggiungiamo ogni anno ai cali dei corrispettivi quel 2,5-3% di inflazione. Cali di corrispettivi - come già ha rilevato chi ha parlato prima di me -, nonostante sia diversa la ripartizione degli incassi, più favorevoli alla Casa da gioco. Questo significa che la Regione ci rimette ancora di più. Se non ho capito male, la Giunta sta pensando ad un nuovo meccanismo che cambi ulteriormente, spero di aver capito male perché, se così fosse, andremmo ad un continuo rincorrersi di percentuali per far diventare, prima o poi, il bilancio positivo.

Credo che in ordine alle responsabilità voi, Governo e maggioranza, non vi possiate sottrarre da una responsabilità politica rispetto a questo bilancio. La Casa da gioco era amministrata attraverso una gestione straordinaria, la Regione - dicasi la Giunta - dava gli indirizzi politici e sceglieva gli amministratori: il risultato è questo. L'argomentazione delle condizioni di mercato è nello stesso tempo vera e falsa: vera perché, effettivamente, il mercato in questione poteva essere in crisi, però giustamente dobbiamo confrontare i dati del Casinò con quelli degli altri casinò. Vediamo che vi è una certa uniformità nel 2002, se poi andremo a vedere, come faremo, i dati del 2003, verificheremo che tutti gli altri crescono e il nostro Casinò cala, allora non è questione di contingenza sfavorevole, vi è qualcos'altro che non funziona. Delle due l'una, come suggeriva il Consigliere Tibaldi: o è colpa della congiuntura, e allora dovevate ringraziare il consiglio di amministrazione uscente che, nonostante questa congiuntura, è riuscito a limitare i danni a 9 milioni di euro di perdite, oppure è colpa di un consiglio di amministrazione lottizzato - perché erano 5: 3 "dell'Union", 1 della "Stella Alpina" e 1 dei "Democratici di Sinistra", manuale Cencelli in mano - che ha conseguito questi risultati, che parlano da soli.

Un altro punto sul quale ritengo essenziale avere dei chiarimenti è la tematica del contenzioso. Stiamo parlando di tanti soldi in contenzioso, vi sono tutta una serie di cause, di intrecci, di richieste di danni; secondo me, è doveroso in questa sede, non dico un aggiornamento puntuale, ma comunque capire che rilevanza ha il contenzioso rispetto alle poste di bilancio perché, se non ricordo male, l'ultima edizione del bilancio del liquidatore dice che, nella malaugurata ipotesi che questi contenziosi andassero male, qualcuno dovrà provvedere e quel qualcuno sarà l'Amministrazione regionale. Ritengo dunque doveroso che ci vengano chiariti i termini di questo contenzioso, mentre nella presentazione dell'Assessore non abbiamo sentito alcun elemento a tale proposito.

Queste sono le nostre riflessioni su un bilancio già molto datato, una riflessione e un giudizio non solo di carattere economico, ma di tipo politico estremamente negativo che siamo costretti a dare, dati alla mano, dati che parlano. Se vogliamo sintetizzarli con una frase: dati di un casinò in caduta libera. Ripeto: non siamo i difensori del gioco di azzardo e non siamo tra quelli che provano grande entusiasmo nel sostenere un Casinò, però siamo anche persone ragionevoli che sanno che la Regione riceve delle risorse dal Casinò, che sanno che il Casinò impiega tutte le persone che oggi sono alle sue dipendenze. Fra l'altro una riflessione che si potrebbe fare è se queste persone, che oggi sono impiegate, sono in numero adeguato, se sono troppe o troppo poche; forse sarebbe il tempo di parlare anche di queste cose. Se questo è il giudizio, ci aspettiamo, come ha preannunciato l'Assessore, che nella replica ci si dica qualcosa delle prospettive, quanto meno di come il Governo regionale intende invertire la rotta.

Abbiamo brevemente commentato la scelta del nuovo consiglio di amministrazione. Avevo usato una frase che mi sembra a freddo di poter riconfermare, avevo detto che si tratta delle persone giuste al posto sbagliato; degni professionisti, bravi, che non hanno alcuna competenza in materia di casinò. Speriamo che imparino in fretta, cosa volete che vi dica? Se impareranno in fretta, forse otterremo dei risultati. Dopo questo primo passo, anche coraggioso, di cambiamento del consiglio di amministrazione, ci attendiamo sempre il famoso piano strategico, perché ormai le aziende, in particolare una azienda di questo tipo, devono pianificare. Avevamo un piano strategico depositato a luglio, ma non ne parlo neanche più, lo cito solo storicamente. Quello non lo tenga neanche più nei suoi cassetti, Assessore, come ha fatto finora, lo butti pure nel suo cestino, nessuno andrà più a raccoglierlo, perché non avrà più alcuna rilevanza alla luce di quello che è successo nel frattempo. È necessario però che i nuovi amministratori del Casinò cerchino, una volta che avranno capito cosa non funziona - e non sarà un compito facile -, di capire cosa bisogna fare perché il Casinò funzioni meglio.

Président - La parole au Conseiller Comé.

Comé (SA) - Per quei 50 minuti dei 60 che ha citato prima il Consigliere Curtaz mi sono sentito un allievo dell'Istituto Manzetti e mi sono detto: "non è che qui siamo poi sottoposti all'esame per avere il diploma di ragioniere?". Sinceramente mi aspettavo da lei un intervento meno tecnico e più politico.

Dico - differentemente dal Consigliere Curtaz - fortunatamente che siamo arrivati all'atto conclusivo, siamo qui per dare o meno la nostra approvazione all'ultimo allegato del rendiconto della Gestione straordinaria del Casinò di Saint-Vincent. Perché dico "fortunatamente"? In commissione abbiamo avuto tantissime sedute; in quella commissione, come è già stato sollevato dai colleghi, abbiamo sentito e letto di tutto e il contrario di tutto.

Vedete, colleghi, le commissioni sono costituite per svolgere un'attività istruttoria, preparatoria, di approfondimento, che l'aula non sarebbe in grado di fare rispetto ad un qualsiasi provvedimento, quindi noi dovremmo come commissione fornire un parere all'aula sull'opportunità o meno dell'atto.

Qual è il mio parere, che posso fornire ai colleghi che oggi dovranno con il loro voto approvare tale atto?

Posso solo dire una cosa: questo è un bilancio di esercizio modificato, pasticciato, pilotato. Voglio ricordare a tutti i colleghi che oggi siamo qui per esaminare ed eventualmente approvare il bilancio di esercizio 2002 e che, essendo posta in liquidazione la Gestione straordinaria, nei prossimi mesi saremo di nuovo chiamati ad esaminare e ad approvare il bilancio di liquidazione. Questo per evidenziare come non sia necessario in questa fase fare le analisi definitive dei rapporti Casinò-Regione e Casinò e altri e questa posizione è stata assunta anche dal liquidatore che, nella prima audizione in data 11 novembre 2003, così dichiarava:

"Il bilancio al 31 dicembre 2002 è un bilancio di funzionamento, mentre il bilancio che preparerò al 31 dicembre 2003, essendo un bilancio di liquidazione, chiaramente ha delle cautele maggiori che non quelle relative al bilancio di funzionamento, anche se adesso ho fatto una nuova elaborazione del bilancio, perché così è stato l'intendimento della Regione".

Così è riportato anche dai giornali, l'Assessore all'inizio nelle sue prime dichiarazioni ha detto: "La Giunta, in attesa della sentenza definitiva sulla questione, ha deciso di svalutare il presunto credito di Gestione straordinaria". Questo per far capire che questo bilancio ha subito modifiche da più mani, indipendentemente dalla titolarità o meno di apportare le modifiche. Su questo argomento abbiamo avuto pareri di esperti giuristi e legali che, dimostrando grande sensibilità professionale, non solo hanno inviato un loro parere, ma si sono premuniti di inviare delle integrazioni al primo parere, dimostrando come sia sempre in auge il detto: "l'asino viene legato dove paga il padrone".

Vorrei tralasciare tutti questi aspetti e vorrei invece mettere in evidenza come anche la macchina regionale non funzioni, perché il liquidatore ha dichiarato che le variazioni, che hanno determinato la stesura dell'ultima bozza di bilancio, sono state formulate a seguito di risposta avuta dalla Regione nel novembre 2003, mi riferisco al "Disco per l'estate". Il liquidatore ha dichiarato che lui aveva chiesto prima all'Assessore al bilancio, in data 15 gennaio 2003, e successivamente all'Assessore al turismo in data 20 gennaio 2003 di confermare o meno il credito verso la Regione, per quanto riguarda gli anticipi fatti dalla Gestione straordinaria per il "Disco per l'estate" e per 11 mesi non ha avuto alcuna risposta; solo nel novembre 2003 l'attuale Assessore al turismo nega questo credito.

Ora, non si può negare che vi sia qualcosa nella macchina che non funziona: è mai possibile che la Regione per 11 mesi faccia scena muta su una richiesta di un debito di 310.000 euro? Qui vi è una responsabilità politica molto forte da parte di quella forza che ha guidato e che sta guidando la maggioranza e non si può dire, Assessore, come lei spesso dice: "io non c'ero", perché lei non era solo il Consigliere di Saint-Rhémy-en-Bosses, lei era il Presidente di questo movimento e molti Assessori attuali erano in Giunta! Su questo passaggio, quindi, vi è un unico soggetto colpevole ed è la Regione, perché non ha dato gli strumenti a chi doveva redigere il bilancio.

Questo certamente è un bilancio molto movimentato, dove troviamo pareri discordanti e un gioco a lanciare le pietre e nascondere il braccio. Un bilancio quindi poco limpido e trasparente ed è per questo che il sottoscritto e la "Stella Alpina" daranno un voto di astensione su questo atto, perché non vi sono le condizioni. Lasciamo a voi, colleghi Consiglieri di maggioranza, assumervi la responsabilità di votare il bilancio 2002 del Casinò.

In questa occasione ci pare di fare anche una riflessione sul futuro del Casinò, essendo questo uno dei centri economici più rilevanti della Regione, sia per i livelli di occupazione - così ha detto l'Assessore -, sia per l'indotto, sia per gli introiti che fornisce alle casse regionali. Mi sono messo a leggere il programma di maggioranza e abbiamo visto come la maggioranza creda nella casa da gioco, tant'è che si dice che la nuova S.p.A. permette oggi di garantire una gestione corretta, economicamente efficace e trasparente, nel pieno perseguimento dell'interesse pubblico.

Abbiamo appreso nell'ultimo Consiglio la nuova composizione del consiglio di amministrazione; al di là delle considerazioni di stima sui singoli soggetti, noi assumiamo un atteggiamento di attesa per vedere le scelte e le decisioni che saranno assunte per - speriamo - far risplendere il "sole" a Saint-Vincent. Nei prossimi giorni - oggi però abbiamo letto del "congelamento", questo nuovo termine - verrà nominato il nuovo direttore generale, ma non penso che, con la semplice nomina di questo massimo dirigente, si possa pensare ad un rilancio della casa.

La Regione nell'aprile 2003 ha approvato il disciplinare che regolava i rapporti fra Regione e S.p.A., ma la Regione deve dare applicazione per permettere di perseguire l'obiettivo di rafforzamento dell'attività da gioco - e qui rientro nella richiesta sulla quale mi pare che ormai il Consigliere Curtaz sia rassegnato -, mentre invece non voglio ancora rassegnarmi. Qui la Giunta ha ricevuto il piano di sviluppo, redatto dal vecchio consiglio di amministrazione, come era previsto dal disciplinare, ma lei, Assessore, non ce lo ha mai fatto vedere per poter fare un'analisi, per un coinvolgimento di tutti i consiglieri.

Assessore, glielo richiedo per la seconda volta: l'altra volta glielo ho richiesto in Consiglio, non mi ha dato una risposta, questa volta gradirei una risposta, fra l'altro le ho anche presentato una richiesta scritta in base all'articolo 116, perché ci terrei ad avere una copia di questo piano di sviluppo per poter fare una riflessione sulle proposte presentate dal vecchio consiglio di amministrazione. Ora, penso che il nuovo Consiglio dovrà lavorare seriamente e celermente per riformulare un nuovo piano di sviluppo e chiederei non solo un piano di sviluppo, ma un piano aziendale per sapere chi deve fare, che cosa deve fare. Oltre alla mancanza di questo piano di sviluppo, altre sono le mancanze da parte della Regione, come ad esempio voglio citare che è stabilito dal disciplinare il regolamento sui controlli; la Regione, entro 180 giorni dalla sottoscrizione del disciplinare, doveva approvare un regolamento per permettere forme di controllo più severe e garantire maggiormente la regolarità dei giochi e degli incassi; anche qui non abbiamo mai sentito una proposta di tale regolamento.

Infine, siamo ormai vicini al 31 gennaio, data di consegna dell'analisi per l'eventuale acquisizione del complesso aziendale di interesse per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent; vorremmo sapere chi è stato nominato, visto che ad una precedente interrogazione, presentata dal collega Curtaz e dal sottoscritto a fine novembre, non abbiamo avuto risposta. Queste sono le richieste e le motivazioni che ci portano a dichiarare il nostro voto di astensione su questo atto.

Président - La parole au Conseiller Pastoret.

Pastoret (UV) - Chers collègues, mettez-vous commodes, je vous informe que j'ai intention d'utiliser tout le temps qui est mis à ma disposition et cela parce qu'il me semble que nous sommes en train de vivre un moment important, puisque l'acte qui est soumis à notre attention représente le moment conclusif de l'activité de Gestion extraordinaire du Casino de la Vallée de Saint-Vincent. Il me semble donc judicieux et nécessaire, de dresser un compte rendu de l'activité que Gestion extraordinaire a déployée de 1994 à 2002 et des résultats qui ont été atteints.

Tout d'abord, je voudrais rappeler que Gestion extraordinaire a été crée par loi régionale suite aux difficultés des adjudications de la gestion de la maison de jeu, avec un appel d'offres à un sujet privé, appel d'offres qui fut lancé pour la première fois en 1991. En effet, à partir de 1946, la gestion de la maison de jeu avait été attribuée à "Sitav" et, au fil des décennies, cette convention fut toujours renouvelée, jusqu'au moment où, avec délibération du Conseil de la Vallée du 7 juin 1991, fut approuvée une procédure d'adjudication publique de la maison de jeu, qui prévoyait la participation de sociétés ayant une série de caractéristiques de fiabilité pour gérer le Casino. La suite de cette décision et de la procédure qui en découlait porta à la non adjudication de la gestion de la maison de jeu et au commencement d'un contentieux qui cristallisa toute situation et cela dans un climat d'incertitude, qui amena enfin le Conseil de la Vallée à approuver la loi n° 88/93, portant: "Istituzione della Gestione straordinaria per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent". Ce qui est intéressant c'est que ladite loi à l'article 1er, 1er alinéa, prévoyait - je cite -:

"Il Consiglio regionale può istituire, con propria deliberazione, la Gestione straordinaria regionale per l'esercizio straordinario della Casa da gioco di Saint-Vincent in caso di rinuncia, revoca, decadenza o scadenza della concessione limitatamente al periodo necessario per un nuovo affidamento della gestione della casa da gioco stessa".

La raison de se donner une loi et d'en définir l'objet que je viens de citer était celle avant tout de ne pas arrêter même pour un seul jour la maison de jeu, ce qui aurait pu importer le très grave risque d'une fermeture prolongée ou peut-être définitive du Casino, vu la faiblesse des éléments juridiques sur lesquels se basait l'existence de ladite maison de jeu, qui avait été instituée avec un acte, que j'estime de grand courage, par arrêt du Président de la Région du 3 avril 1946, suite à une délibération du Conseil de la Vallée du 7 février 1946.

La loi n° 88 a donc garanti au Casino de continuer son activité, en séparant les vicissitudes du contentieux de l'activité de la maison de jeu. La volonté du législateur, sur la base de l'alinéa de la loi n° 88/93, était claire et cette volonté était explicitée dans les années à venir par des décisions et des actes cohérents et continuels; cependant, il faut se rappeler et avouer que l'esercizio transitorio, l'on préconisait dans la loi, malgré la Région, a été beaucoup plus long que personne ne l'aurait imaginé et cela pour des raisons objectives liées au contentieux qui s'est produit au cours d'environ 8 ans et qui s'est échelonné au cours de la Xe et de la XIe législature. Bref, en résumant, deux étaient les points forts de la loi n° 88: celui implicite de ne pas fermer la maison de jeu et celui explicite d'en assurer le fonctionnement transitoire dans l'attente d'une nouvelle adjudication. Cette loi a aussi permis d'atteindre des résultats auxquels peut-être personne ne s'attendait et qui ont été une réappropriation de la part de la Région d'une série de structures et d'activités, qui avaient été créées par "Sitav", mais qui étaient indispensables au fonctionnement de la maison de jeu et dont la création de Gestion extraordinaire a permis à la Région d'assumer le contrôle direct avec une réévaluation d'entreprise du Casino, une activité de sauvegarde continuelle de l'occupation et même une croissance des emplois, un gain majeur pour la Région en termes économiques bruts. Ce dernier point a permis dans une situation difficile, celle du Grand Hôtel Billia, de pouvoir soutenir un contrat onéreux du point de vue économique, sans des dépenses ultérieures pour l'Administration régionale, tout en sauvegardant les emplois.

Je voudrais, chers collègues, vous fournir toute une série de données économiques pour les années de Gestion extraordinaire, mais le temps s'écoule rapidement, donc il est nécessaire de faire un résumé. Au cours des années de Gestion extraordinaire 1994-2002, soit 9 ans, la Région a eu une répartition de 698 millions d'euros; si on fait une projection du contrat "Sitav" qui existait avant, la Région aurait touché 635 millions d'euros, c'est-à-dire 63 millions d'euros en moins, ce qui signifie que, merci à Gestion extraordinaire, la Région a eu des bénéfices accrus pour environ 125 milliards de lires sur 9 ans. Il est vrai, il faut le dire que, dans la même période, la Région effectuait des couvertures des pertes de Gestion extraordinaire pour 49 millions d'euros, la dotation d'un fonds pour 5 millions et un résidu de pertes d'ultérieurs 6 millions, ce qui nous donne un total de 60 millions d'euros.

Il ne faut cependant pas oublier que Gestion extraordinaire a assuré le respect de la couverture de "oneri straordinari ed impropri", selon la définition du disciplinaire, pour un montant de 57 millions d'euros dérivant du contrat "vuoto per pieno" du Grand Hôtel Billia, qui a permis de garantir l'emploi à 170 personnes qui, dans le cas contraire, auraient été au chômage. On pourrait dire donc que la somme totale de ces coûts parie avec les activités précédentes de "Sitav", mais Gestion extraordinaire n'aurait pas pu tenir ses comptes, si "Saav" n'aurait pas garanti 200 milliards de lires de revenu, soit environ 100 millions d'euros, qui ont permis de contribuer à soutenir et à amoindrir le coût du contrat de "vuoto per pieno" de l'Hôtel Billia. Tout cela a été fait avec un pourcentage de répartition moyenne de 39,5% que la Région avait reconnu à Gestion extraordinaire contre une répartition moyenne de 48% que les autres sujets publics reconnaissaient aux autres casinos en Italie. En résumant, cette répartition dans les 9 ans a permis à la Région d'encaisser plus de 1.350 milliards de lires, 60,5% du total. Gestion extraordinaire dans la même période en a encaissé environ 900, 39,5%. Tout cela a permis à Gestion extraordinaire de garantir l'emploi à environ 800 personnes à l'intérieur de la maison de jeu, mais le total des embauchés dépasse les 1.000 personnes, si l'on calcule les 170 employés du Billia et les 90 de "STV", société créée suite au contentieux avec l'Hôtel Billia, qui a produit à son tour des bénéfices pour environ 43 milliards de lires depuis son existence. Si l'on considère que ces sommes ont été dépensées et, par conséquent, encaissées dans le secteur de la restauration et de l'accueil, il ne faut quand même pas oublier les au moins 20 milliards de lires qui ont été investis par Gestion extraordinaire sur le territoire voisin pour les dépenses d'hospitalité dans les structures hôtelières privées. Il y en a là pour dire que Gestion extraordinaire a rempli de façon digne sa mission, que la retombée de la gestion publique, contrairement à ce qu'on a dit, a été largement positive, que les choix politiques, qui avaient été à la base de cette adresse, ont été incontestablement positifs. Tout cela tenant compte d'une évolution importante de l'activité dans le secteur des jeux, qui a porté à des modifications de la clientèle, des habitudes dans le monde du jeu, machines à sous dans les bars, super cagnotte du loto, et cetera.

Maintes analyses ont été faites sur ce thème et je n'en reviendrai donc pas, cependant il est bien de rappeler que, dans la période 1994-2002, le secteur du jeu a vu des recettes totales des 4 maisons de jeu qui sont passées de 298 millions d'euros de 1994 à 532 millions d'euros en 2002. Les recettes totales sur cette période ont été de environ de 7.000 milliards de lires et presque un tiers de ces recettes ont été encaissées par le Casino de Saint-Vincent, c'est-à-dire Saint-Vincent 2.300 milliards de lires, Campione 1.650, Sanremo 1.250, Venise 1.850. J'aurais beaucoup de données à vous fournir, mais je veux seulement rappeler que depuis 1999 le leader des casinos s'est affirmé toujours plus Venise, qui est leader dans le secteur du chemin, du black jack, des slots, tandis que Saint-Vincent reste leader dans le secteur de la roulette française et dans le trente-quarante. On ne peut pas ignorer quelles sont les raisons du succès de Venise, le fait qu'il y a deux casinos, qu'ils sont modernes et qu'ils répondent aux exigences actuelles de la clientèle. Il me semble important de fixer l'attention sur quelques-uns des points fondamentaux du développement de Venise. Tout d'abord, les typologies de jeux et les choix qui en découlent: Saint-Vincent est encore aujourd'hui la maison de jeu où unanimement ?uvre le personnel avec le meilleur niveau de préparation professionnelle, ce qui assure encore la compétitivité de la maison de jeu dans certains secteurs, mais nous savons bien que le marché demande aujourd'hui davantage de slots, donc la question se pose de savoir si Saint-Vincent est-il capable de suivre cette adresse et - si cela se fera - d'assurer la sauvegarde des emplois.

Jusqu'à présent la politique de la maison de jeu a été celle de continuer à assurer cet équilibre. Certains comptes considérés négatifs reflètent le poids de cette politique, qui est le fruit d'un choix politique de la Région elle-même. Il m'a paru comprendre de ce qu'a dit l'Assesseur qu'on souhaite la poursuite de cette politique favorisant l'emploi; nous attendons et nous verrons bien. Ce que l'on nous demande souvent c'est pourquoi nous n'avons pas fait l'autre chose que Venise a faite, c'est-à-dire développer rapidement de nouvelles structures pour donner des réponses. C'est une question qui demandera de ma part une illustration ponctuelle sur certains passages, mais je voudrais en terminer avant avec Gestion extraordinaire, en rappelant que c'est à travers la création de Gestion extraordinaire que la Région s'est réappropriée de la maison de jeu, ce qui représente l'aspect positif fondamental de Gestion extraordinaire. Cette affirmation, d'ailleurs, était dans les années précédentes fort partagée dans ce Conseil, je voudrais citer, un pour tous, le Conseiller Borre qui, au cours de l'illustration de la loi de 2001, sur les S.p.A. publiques, parlant de Gestion extraordinaire, avait dit:

"È stato un atto coraggioso che ci ha permesso di riappropriarci, in piena trasparenza, di un importante ed organico settore economico, forse per troppo tempo dato in concessione a società private. Modello di gestione che, dopo aver ampiamente beneficiato del regime di monopolio del settore, ha dimostrato l'incapacità a rinnovarsi e che ha al contrario evidenziato una mera ricerca del lucro. La scelta operata ci ha consentito fra l'altro, malgrado gli ostruzionismi attuali dei precedenti gestori, di continuare a ricevere importanti risorse finanziarie, ci ha consentito di imboccare la via dell'autonomia e dell'indipendenza, le cui tappe principali vanno dalla creazione di un efficiente sistema informativo di proprietà fino alla riappropriazione dei marchi di impresa".

Cela dit, il faut bien dire que les objectifs de la loi n° 88/93 et de la politique de la Région étaient bien d'autres et que la cohabitation si longue avec Gestion extraordinaire a été forcée outre mesure. En fait, la volonté de la Région n'était pas celle de gérer à travers Gestion extraordinaire pour une période si prolongée le Casino; la loi préconisait que Gestion extraordinaire était créée pour la période nécessaire à une nouvelle adjudication. Il se trouve qu'aucune adjudication a été possible suite au contentieux qui s'est produit et dont la Région a été victime, comme M. Curtaz rappelle souvent, et ce contentieux a eu aussi des aspects tragiques, puisque dans certains moments il ne s'est pas limité à prétendre des solutions agrées, mais il a aussi mis en discussion le bien-fondé de l'Administration à prendre des décisions autonomes et dans le respect des procédures administratives. Il suffirait de lire les documents produits par les avocats, les tribunaux et le Conseil d'Etat au cours de ces années sur ce contentieux, ils représentent des excellents sujets d'étude pour des jeunes étudiants pour connaître le rite byzantin de la justice administrative. Cependant, l'Administration a eu le courage de résister et de l'emporter et il faut se dire que cela a été fait malgré ceux qui voulaient des arrangements en cours de route et que la Région a bien fait d'aller jusqu'au fond de ce contentieux. Il n'était pas question de se démontrer musclés, mais de voir affirmé le bien-fondé de ses propres raisons.

Le parcours du contentieux s'est achevé, par décision du Conseil d'Etat, le 19 décembre 2001, qui avait accueilli le recours de l'Administration régionale contre le jugement du TAR de la Vallée d'Aoste du 18 mars 1999. Je n'ai pas le temps de citer entièrement quel a été l'avis du Conseil d'Etat, mais je voudrais seulement rappeler qu'il avait dit que: "l'accertamento rigoroso del requisito di trasparenza e di affidabilità dell'azionariato fosse un preciso dovere dell'Amministrazione, specie in considerazione del ripetuto contenzioso che si era sviluppato al riguardo, con l'ovvia conseguenza che le conclusioni, alle quali la Regione è pervenuta, non di mancanza del requisito, bensì di impossibilità di accertamento del medesimo, appaiono, dal punto di vista di un giudizio necessariamente prognostico, del tutto corrette".

A l'époque on avait pris acte avec satisfaction de cette conclusion, le problème avait été résolu et donc il fallait se pencher sur l'aspect important du futur développement de la maison de jeu. L'objectif était celui de la part de la Région, sur le modèle qui avaient suivi Venise, Sanremo, Campione, de créer un modèle de gestion publique qui soit fonctionnel et sûr pour le futur; donc la création d'une société à capital entièrement public. C'est pourquoi le "Gouvernement Viérin" proposa au Conseil la loi régionale n° 36/2001 portant: "Constitution d'une S.p.A. pour la gestion de la Maison de jeu de Saint-Vincent". L'objectif était celui de créer ladite société et de procéder par la suite à la réalisation d'un plan de développement organique de la maison de jeu, un plan qui avait été prévu dans la loi n° 36 à l'article 34. On était conscients qu'un renouvellement de la maison de jeu était nécessaire, voire même indispensable, vu les avancements de la concurrence et donc c'est ainsi que la Région approuva la loi n° 36/2001, au cours de 2002 et là avait été prévue la présentation au Conseil de ce plan de développement, qui aurait bénéficié des ressources financières nécessaires pour atteindre les objectifs fixés.

Le Gouvernement italien contesta la loi de la Région et présenta recours à la Cour constitutionnelle le 22 février 2002. Ce recours engendra de nombreuses discussions à l'intérieur et à l'extérieur de cette salle, une fibrillation politique s'empara de la politique même jusqu'au moment de la décision de la Cour constitutionnelle du 7 novembre 2002, qui confirma la légitimité de la loi approuvée par ce Conseil.

En passant je voudrais rappeler quelque chose d'intéressant quant à l'incertitude, même au sein de mon mouvement "l'Union Valdôtaine", qui se prétend, et souvent à juste titre, le bastion de la défense des compétences de la Région envers l'Etat, il y eu là aussi des figures de quelque taille politique, qui manifestaient une incertitude douteuse sur le bien-fondé de la Région de résister à ce recours. Je rappelle que la majorité même fut mise en discussion et je dois rappeler ici le courage du Président Viérin dans sa détermination de vouloir voir affirmée notre compétence de légiférer en la matière. Je veux aussi rappeler le soutien non seulement politique, mais aussi juridique du Président du Conseil, Louvin, qui déploya toute son intelligence au soutien de la thèse du Gouvernement selon laquelle nous avions le droit de légiférer en la matière.

Malgré les défections, le principe de la défense des compétences l'emporta et cette obstination, qui ne voulait que préserver et réaffirmer le bien-fondé de notre principe d'autonomie, fut aussi primée par la sentence de la Cour constitutionnelle. Une sentence importante qui renforça l'ensemble des dispositions qui avaient reconnu jusqu'à ce moment, quoique de façon assez faible, l'existence de la maison de jeu. Une étape historique parce que pour la première fois une loi de la Région définissait de manière explicite l'existence du Casino et de la part de la Cour constitutionnelle l'Etat nous a reconnu non plus "de facto", mais "de iure" le droit à avoir une maison de jeu et de la gouverner par une activité législative de la part de ce Conseil. Cette victoire nous a coûté beaucoup sous l'aspect stratégique. L'année 2002, à cause de cet énième contentieux, nous a empêché de constituer un organisme de gestion, le seul titré selon la loi à rédiger ce plan de développement si nécessaire pour le Casino.

Voilà l'histoire brève de ces dernières 10 années. Une histoire que j'ai voulu refaire pour fournir à tous les éléments nécessaires à comprendre les observations que d'ici peu je développerai, en partant avant tout du rôle que ce Conseil et l'Exécutif ont eu dans la gestion du Casino. Je veux affirmer que, au-delà des différentes positions politiques, dans toutes les occasions où l'on s'est occupés du Casino, le respect des fonctions a toujours été assuré. Le Conseil, les commissions, le Gouvernement ont rempli leurs fonctions sans déborder les uns dans les compétences des autres. J'aimerais bien que dans le futur cette sérieuse façon de procéder soit réhabilitée et cela non pas pour un plaisir personnel, mais pour le respect de cette Assemblée et de ce qu'elle représente envers la communauté de ce Pays d'Aoste. Je n'entrerai pas dans le détail du compte rendu, de plus je le voterai comme je l'ai fait en commission, mais je le ferai contre c?ur pour la manière dont ce bilan a été géré.

D'abord, ce bilan est arrivé au Conseil merci au Président Praduroux et aux Commissaires de la IVe Commission qui, merci au sens de responsabilité aussi des Commissaires de la minorité, a tranché et a décidé d'envoyer le document au Conseil, afin que le débat se fasse à la lumière du jour. Aucun des commissaires ne peut se cacher que le parcours que ce bilan a fait a créé pas mal d'embarras dans chacun d'entre eux, un embarras que je partage. Nous avons entendu et constaté au cours des réunions un tel nombre de contradictions et de justifications spécieuses que nous aurions dû nous refuser de prendre en examen ce bilan. Nous avons, nous, choisi d'être responsables et de l'envoyer au Conseil. Même, on ne pouvait et on ne peut pas ignorer que ce bilan n'est pas celui de Gestion extraordinaire, mais celui de l'Assesseur Marguerettaz. Ce bilan reporte les données de l'activité de Gestion extraordinaire, mais il est fils des décisions de l'Assesseur.

L'Assesseur nous a lu à plusieurs reprises ses lettres en commission avec l'intention de démontrer qu'il n'avait demandé à personne de modifier quoi que ce soit, cela est peut-être vrai, on n'a pas fait de grandes questions sur cela, mais il les a justifiées ces modifications. Il l'a fait aussi aujourd'hui; ce qui est grave, Assesseur Marguerettaz, c'est que vous ne vous êtes pas opposés à ce que cela soit fait. L'Assesseur aurait dû, lui, prendre acte que de nouveaux éléments auraient dû être pris en considération et les présenter au Conseil et le Conseil, étant le sujet titré à approuver et à modifier le bilan, aurait approuvé ces modifications et par la suite ce bilan. Personnellement je regrette que cela n'ait pas été fait, parce que ce que sera dit dans cette salle sur le bilan sera dit non pas sur le bilan même, mais sur son père putatif, qui est l'Assesseur Marguerettaz, et non plus sur Gestion extraordinaire, qui était le sujet titré à faire ce bilan. Voilà pourquoi je ne parlerai pas des contenus de ce bilan, mais je sollicite par contre pour le futur un respect des procédures. Moi je ne suis pas comme M. Curtaz qui veut réaffirmer la centralité de ce Conseil, moi je ne soutiens pas à tout prix les compétences du Conseil, mais je demande le respect des règles et, si ces règles ne nous conviennent pas, nous avons le pouvoir de les modifier.

Assesseur Marguerettaz, vous nous avez mis dans la condition non pas de voter un bilan, mais de prendre acte de vos décisions et de vous confirmer ou non une confiance, puisque ce bilan s'identifie avec vous. Je ne sais pas si vous aviez réfléchi à cela. Voilà que encore une fois on est appelés à réaffirmer le soutien à la majorité et, cette fois, à vous-même. Vous avez eu une confiance sur la parole au mois de juillet, on vous fera confiance encore cette fois, malgré quelques efforts, que vous avez faits, pour mettre en discussion cette confiance. Pour le futur voyez d'avoir davantage à l'esprit le respect de cette Assemblée, de ses compétences et aussi de la majorité qui vous soutient.

Croyez-moi, je vous le dis en toute amitié et tout en pensant à la maison de jeu, je vous invite dans le futur aussi de respecter d'autres règles, je profite de cette occasion pour les rappeler. Loi n° 36, article 4:

"La Giunta regionale è autorizzata a promuovere la costituzione di un'altra società per azioni a totale capitale pubblico avente ad oggetto sociale la realizzazione di nuovi immobili per la Casa da gioco di Saint-Vincent sulla base di progetti definiti, nell'ambito di piani di sviluppo della casa da gioco approvati dal Consiglio regionale".

Disciplinare, articolo 14, piano di sviluppo: "La Regione… " - c'était l'époque de la Présidence de M. Louvin et j'ai bien à l'esprit que lui lorsque disait "Regione" il entendait cette Assemblée - "… al fine di assicurare la migliore funzionalità della gestione della casa da gioco e di ottimizzare la redditività, effettuerà gli opportuni investimenti sulla base di progetti definiti nell'ambito del piano di sviluppo, proposti da "Casino S.p.A." ed approvati dal Consiglio regionale".

Je dois rappeler que le conseil d'administration avait transmis ce plan de développement depuis le mois de juillet et qu'il était encore une fois là de votre devoir de le transmettre au Conseil pour donner application à l'article 14 dudit disciplinaire. Vous aurez aussi dû informer vos collègues du Gouvernement que les règles établies prévoyaient que le Conseil avait ces compétences. Aucun ne discute - moi non plus - le droit du Gouvernement d'avoir une prise en charge préalable de ce document, mais après il y a obligation de le transmettre au Conseil, ce qui n'a pas été fait. On vous accordera un vote favorable sur ce bilan, une confiance qui comprendra aussi un non-lieu sur ce thème, mais je ne peux pas ne pas remarquer que, ainsi faisant, nous avons gaspillé 6 mois de temps précieux. Voilà pourquoi j'ai rappelé tous ces passages à l'avant et que le changement que vous avez voulu à tout prix du conseil d'administration - et dans le mérite duquel je n'entre pas - vous demande de bien réfléchir aux passages formels et administratifs qui vous sont dictés par la loi… et par le disciplinaire.

En conclusion, je demande au Président Perrin d'être garant des prérogatives de cette Assemblée, lui qui est un des ceux qui ont toujours démontré une sérieuse approche procédurale aux procédures de cette Assemblée. M. le Président, je vous demande d'inviter tous au respect du rôle de cette Assemblée, comme vous nous l'avez annoncé lors de la présentation du programme de législature.

Président - La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Mi asterrò dallo speculare su questo intervento del collega Pastoret, perché lo considero un intervento di altissima onestà intellettuale e uno dei momenti di democrazia più belli da quando sono in quest'aula, dal 1998. Tante volte abbiamo sentito i Consiglieri anche di maggioranza nei corridoi esporre idee diverse da quelle della Giunta, ma mai abbiamo avuto il piacere di poterne discutere in maniera serena. Mi asterrò quindi dallo strumentalizzare questo intervento, perché lo considero un valore di onestà intellettuale per tutti.

Con la stessa onestà vorrei rispondere ad alcune affermazioni fatte dal collega Pastoret, perché in maniera anche commovente ha difeso tutta una serie di scelte politiche ed amministrative, con tutta una serie di atti che ha citato a sostegno della giustezza delle decisioni politiche che dal 1993 hanno caratterizzato la costituzione di Gestione straordinaria e quindi oggi la discussione di questo bilancio, che chiude la sua vita. Voglio ricordare anch'io qualcosa a rappresentanza di quella Giunta che ha sostenuto quelle decisioni. Voglio ricordarle che nessuno qui nel 1993, quando si decise di fondare Gestione straordinaria con un atto formale, era contrario. Io non c'ero, ma il mio collega Tibaldi sì e addirittura propose due emendamenti, che vennero accettati, proprio perché in quel contesto di conflittualità era forse non la via desiderata, ma una via obbligata, che garantiva l'apertura della casa da gioco, perché l'alternativa era la chiusura. Questa è storia e qui si possono fare poche interpretazioni. Questa Gestione straordinaria però si è prolungata più del desiderato e qui, almeno dal 1998 in avanti, abbiamo più volte sollecitato una soluzione che, guarda caso, poi è venuta: quella di una costruzione di una società nuova per gestire il Casinò. Per la verità, noi auspicavamo una S.p.A. privata, comunque un gestore privato, ma le argomentazioni a sostegno della costituzione della S.p.A. per il post-momento straordinario di gestione, lungo, erano che bisognava evolvere in un soggetto più dinamico, un'azienda che potesse ragionare in termini di diritto privatistico e quindi potesse dare una prospettiva ad un Casinò che subiva la concorrenza del mercato.

Ha citato due cifre e vorrei fare un commento su queste due cifre, perché parliamo sempre degli anni della Gestione. Il collega dice: "dobbiamo ricordare che, in questo troppo lungo forse periodo di Gestione straordinaria, abbiamo più volte dovuto intervenire…" - ha citato anche una cifra: 60 milioni di euro - "… per far fronte a dei disavanzi di bilancio causati da questa Gestione straordinaria, che doveva avere ogni anno una breve e limitata vita, ma che di fatto poi, non potendo affrontare progetti di ristrutturazione radicale, progetti di sviluppo di prospettiva, barcamenandosi nella sua gestione ordinaria, produceva quello che oggi andiamo a certificare con il bilancio di chiusura, cioè una decadenza gestionale ed amministrativa". Il collega però dice: "è vero che abbiamo sostenuto per circa 60 milioni di euro questi bilanci, ma è anche vero che la Gestione straordinaria gran parte di questi introiti li ha girati per sostenere un oneroso contratto con il Billia, che poi era un ulteriore sostentamento ad una serie di maestranze a cui corrispondevano circa 160 famiglie che, senza quell'oneroso contratto di affitto Billia-SAAV, avrebbero forse subito un ridimensionamento".

Annotiamo che 60 milioni di euro ci sono serviti per tenere occupati una parte di quei 160 dipendenti; li avrebbero licenziati tutti, avrebbero chiuso? Probabilmente no, forse il Billia avrebbe negoziato rapporti diversi, forse meno onerosi, avrebbe licenziato forse 40-50 persone, quindi prendiamo atto che all'Amministrazione quel personale non licenziato è costato, per una partita di giro, diciamo così, circa 120 miliardi. Piccola riflessione: ci sono costati cari, ma può anche essere corretto, visto che nel concetto dell'amministrazione precedente c'era come obiettivo principale l'occupazione dei 1.000 dipendenti del Casinò e dei 160 del Billia come accessorio strategico e quindi suo personale, dunque prendiamone atto. Se questo era l'obiettivo principale, abbiamo sostenuto da sempre che non era sufficiente ragionare in termini di assistenzialismo ed ammortizzatori sociali, perché la conseguenza di una politica di sostegno sociale, di interventi con finalità di ammortizzatore sociale non avrebbe aiutato, se non accompagnato da piani di sviluppo e da investimenti, il Casinò a mantenere quelle maestranze nel tempo; e qui veniamo al commento sull'intervento dell'Assessore al penultimo atto di questa gestione. Commentando questo bilancio… il mio collega Tibaldi lo ha già fatto, non è che abbiamo scoperto cose nuove. Questo bilancio, al di là della sua vicenda e di come è arrivato a noi, non è che ci stupisce più di tanto, perché è la fotocopia dei buchi degli anni precedenti, a conferma che quel modello gestionale - pur con alla base delle valutazioni condivisibili, ma da noi ritenute sbagliate in termini di prospettiva - fatto di una gestione straordinaria con un "management" burocratico fortemente pressato da condizionamenti politici, con una finalità che era assistenzialistica, quasi più elettorale che occupazionale, non poteva che continuare a produrre delle perdite cospicue importanti.

L'Assessore nel suo intervento addirittura ci annuncia che anche il 2003 non sarà brillante, ma sarà poco brillante come quello di cui stiamo discutendo ed ora vengo ad una serie di riflessioni sulle considerazioni che ha fatto il collega Marguerettaz. Lei ci ha fatto 50 minuti di didattica sulla ragioneria e sul diritto societario - e noi abbiamo tutti ringraziato -, ma, come hanno già sottolineato i miei colleghi, ben si è guardato da sottolineare come, fra tante regole del diritto societario, vi siano anche quelle dell'Amministrazione regionale di rispettare le regole che questo Consiglio si è dato, come ha detto prima il Consigliere Pastoret. Condivido - perché mi sono iscritto per ultimo, per non parlare dopo il mio collega Tibaldi - che forse, invece che sperticarsi per 50 minuti in diritto commerciale e societario, bene avrebbe fatto a portarci 5 mesi fa il bilancio qui, perché questo dice la legge, Prof. Marguerettaz! Fare la lezioncina di ragioneria agli altri, allora va bene, ne prendiamo atto con umiltà, abbiamo imparato qualcosa, perché vi è sempre qualcosa da imparare, però non si può non essere onesti ed intellettualmente corretti! Bisogna dire che lei per primo, che spiega agli altri, come premessa di un dibattito corretto sotto l'aspetto tecnico, ha evaso le regole, perché quel bilancio andava portato qui!

L'iter di questo bilancio - i miei colleghi di commissione lo hanno già detto - è stato sì scandaloso per come è stato portato avanti, per gli imbarazzi che si sono creati per chi doveva sostenere prima la tesi, poi la doveva modificare e anche qui una riflessione la farei nel vedere dei revisori dei conti che modificano la loro presentazione del rendiconto in funzione delle pressioni che hanno ricevuto, con tutto quello che sentiamo in giro sui revisori dei conti! Non possiamo accettare che chi è pagato per certificare le correttezze poi giustifichi le scorrettezze, non è accettabile! Non è accettabile neanche sostenere che, poiché questo è il bilancio finanziario 2002 della Gestione straordinaria, visto che siamo in una nuova epoca - perché adesso c'è la gestione S.p.A, siamo in un nuovo contesto -, questo bilancio si debba archiviare con un voto quasi di presa d'atto. Io non sono d'accordo perché, se è vero che stiamo parlando con un anno e qualcosa di ritardo del bilancio 2002, è altrettanto vero che non è che nel 2003 sia cambiato qualcosa; infatti lei ci annunciava che anche il 2003 sarà un anno in rosso.

Lei però dice: "vi sono state le elezioni in mezzo, abbiamo preso in mano la situazione prima", per 5 mesi nessuno ha fatto niente nella prima parte dell'anno, nella seconda parte dell'anno, a parte il suo impegno a continuare a "rattoppare" un bilancio che non arrivava mai in Consiglio, si è anche ben guardato di portare in questo Consiglio il progetto di sviluppo che noi stiamo ancora aspettando. La giustificazione è stata: "non possiamo portare un progetto industriale in quest'aula, perché non sappiamo ancora come veniamo fuori dal contenzioso con il Billia", ma mi scusi, Assessore, per la questione del Billia avete dato un incarico il 27 ottobre alla "Finaosta" per individuare le più corrette procedure e le eventuali strade per risolvere questo contenzioso. "Finaosta" non ha iniziato ad occuparsi della "questione Billia" solo dal 27 ottobre, perché è dal 1° gennaio 2003 che si sta occupando dei contenziosi, anzi lo stava già facendo alla fine del 2002. Lo ricordo perfettamente, quando, in scadenza di contratto al 31 dicembre 2002 - fra l'altro con un'interpellanza portata in questo Consiglio nel novembre 2002 -, ricordavamo la scadenza dello stesso e chiedevamo cosa stesse facendo la Giunta; ricordo che il Presidente Viérin rispose che stavano già procedendo a delle valutazioni su come o rinnovare, o liquidare, o acquistare, o affittare questa "situazione". La "Finaosta" sa quindi da oltre un anno qual è la situazione dei contenziosi e noi ci chiediamo: ha trovato o non ha trovato una soluzione? Ad oggi, il progetto industriale non è qui e questo ci fa dire che non si è ancora trovata; mi risulta addirittura che la questione si sia ulteriormente complicata.

Altro fatto importante: perché questo bilancio non chiude un'epoca? Perché la sua gestione di questa nuova epoca non ha ancora portato ad una soluzione, non solo, ma alla costituzione del nuovo consiglio di amministrazione doveva seguire la presentazione di un amministratore delegato, di un piano industriale e di un progetto di sviluppo e invece leggiamo sui giornali che l'amministratore delegato non è stato nominato. I 5 uomini di buona volontà, che di Casinò se ne sono occupati da 15 giorni, allora dovranno cominciare a pensare quali strategie commerciali, industriali e di sviluppo, di mantenimento delle quote di mercato e di crescita e, se queste persone sono brave, ci impiegheranno dei mesi a prendere atto della situazione, a capire come è il mercato e come funziona. L'amministratore delegato, quello che avrebbe dovuto conoscere il mercato, il gestore, impostare strategie, avete deciso voi di non nominarlo, quindi siamo come alla fine del 2002 e l'inizio e, purtroppo, la fine del 2003, ma siamo ormai nel 2004!

Una considerazione rivolta ai Consiglieri di maggioranza: mi chiedo con quale responsabilità politica, ma soprattutto amministrativa si può votare in modo positivo un bilancio, che presenta tacconamenti, rifacimenti, una procedura assolutamente irregolare, ma soprattutto che produce un deficit di meno 9 milioni di euro. L'unica cosa che si potrebbe fare è prendere atto con un'astensione: mi astengo perché prendo atto che vi è un buco che è una voragine, siccome l'Assessore ha annunciato che il 2003 sarà uguale, ma come si fa a votare favorevole a una cosa di questo tipo? Perché siamo preoccupati? Perché l'Assessore dice che vi è una nuova era, ma la nuova era non c'è! L'unica cosa che avete fatto è togliere gli uomini degli altri e mettere i vostri! La politica industriale non c'è, le soluzioni non le avete ancora trovate, la "Finaosta" in un anno che se ne occupa non ha ancora trovato il "bandolo della matassa"! Il gestore non lo avete nominato, avete posticipato e vi sono 1.000 famiglie che da quel Casinò dipendono.

Parliamoci chiaro allora: se perseguiamo la strada dell'amministrazione ordinaria, che ha perseguito per 8 anni Gestione Straordinaria per l'esistenza di contenziosi, problemi, questioni politiche, quel Casinò entro 3 anni mette in cassa integrazione almeno 300 persone perché, mentre noi rinviamo ed analizziamo e riflettiamo, gli altri vanno avanti! Non facciamoci abbindolare dal concetto che il mercato si restringe; il mercato del gioco si è allargato, non si è ristretto, si è ristretto per qualcuno, come sempre avviene. Quello che non possiamo fare come Consiglio regionale è avallare un bilancio per l'ennesima volta negativo… ma che soprattutto è la predisposizione di ulteriori bilanci in funzione di decisioni che non state prendendo, che presupporranno ulteriori buchi e amministrazione controllata. Siamo preoccupati, quindi nella disapprovazione di questo documento nella forma e nella sostanza, ribadiamo la preoccupazione delle non scelte, delle scelte non trasparenti.

Credo che questo Consiglio abbia il diritto di dibattere del piano industriale, di conoscere chi si assumerà la responsabilità di portare a compimento quella che per il momento può considerarsi una fase di salvataggio, una fase di mantenimento delle quote di mercato, poi di sviluppo ne parleremo. La situazione di questo bilancio però non è che il preludio a quelli che per il 2003 e il 2004 cominciano a delinearsi come ulteriori buchi per l'Amministrazione regionale.

Si dà atto che dalle ore 19,47 presiede il Vicepresidente Lanièce.

Presidente - La parola al Consigliere Fiou.

Fiou (GV-DS-PSE) - La discussione del rendiconto 2002 del Casinò de la Vallée è l'occasione anche di una riflessione più generale sulla Casa da gioco di Saint-Vincent. Lo è guardando al passato per trarre alcune lezioni dalle esperienze vissute; lo è soprattutto guardando avanti, per individuare le soluzioni che rafforzino il ruolo di un'azienda, che è stata e che è per la Valle d'Aosta un'occasione sostanziosa occupazionale ed economica, di per sé e per il ruolo di richiamo turistico che può svolgere.

Propongo queste considerazioni, dando per scontato il superamento delle riserve morali circa l'utilizzo imprenditoriale del gioco di azzardo, pur sapendo che in quest'aula non per tutti questa questione è risolta, ma questo aspetto penso che vada rinviato ad un confronto più specifico.

Prima di fare altre considerazioni dico due cose in merito al rendiconto. Per prima cosa accolgo come corretto il rendiconto in oggetto, perché è stato considerato tale dalla relazione della società di revisione, dal collegio dei revisori dei conti e direi che è stato anche vistato favorevolmente per legittimità dal Coordinatore del Dipartimento del bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, nell'esercizio delle funzioni del Commissario regionale presso la Casa da gioco di Saint-Vincent. Io mi inchino sempre al parere di chi ha competenza e responsabilità nell'affermare la legittimità degli atti. Così come prendo atto del giudizio di correttezza delle procedure che hanno portato alle modifiche della prima stesura di questo rendiconto, giudizio espresso in commissione dall'Assessore competente, dall'ex Presidente di Gestione straordinaria, dal liquidatore, dal collegio dei revisori dei conti e supportato anche dai pareri di esperti richiesti da più parti.

Detto questo, entro invece in alcune considerazioni più politiche di carattere più generale.

Ho ascoltato con attenzione e rispetto gli interventi e anche le valutazioni dei rappresentanti di "Forza Italia", che hanno attratto un po' più la mia attenzione, valutazioni che si aggiungono ad altre fatte dagli stessi in più occasioni di dibattito sulle vicende del Casinò e tendenti a sottolineare una filosofia, che privilegia l'iniziativa privata rispetto all'intervento pubblico nella gestione dei fatti economici.

Quanto detto dai colleghi di "Forza Italia" oggi mi ha sorpreso per i toni pacati, per una certa moderazione nelle tesi, che invece in altri momenti si esprimevano con ben altra veemenza, con la quale attaccavano un periodo di gestione come la Gestione straordinaria del Casinò, decisa in quest'aula e portata avanti per salvaguardare la possibilità della Regione di tenere in mano competenze su questa azienda, quando con operazioni a dir poco spregiudicate attori privati tentavano di procurarsi un tornaconto attraverso un infinito contenzioso, anziché preoccuparsi di fornire garanzie in merito ai criteri richiesti per accedere alla gestione dell'azienda, e rappresentanti del Governo, con operazioni finalizzate a mortificare le competenze regionali, tentavano di mettere loro le mani sul Casinò. Gestione straordinaria per "Forza Italia" è un po' il simbolo della sconfitta del proprio lavoro di affiancamento di quelle operazioni, per tale motivo per loro è da denigrare; perciò non capisco invece le disattenzioni di qualche altra voce, che dovrebbe essere più convinta del fatto di dover consolidare le competenze regionali in materia e quindi valorizzare il lavoro di Gestione straordinaria che è stato fatto in quella direzione.

Una prima fase di discussione sull'iniziativa per il rilancio del Casinò ha fatto pensare ad una valutazione negativa del ruolo di Gestione Straordinaria e questa valutazione negativa è stata alimentata soprattutto dai mezzi di informazione, però mai smentita da altri. Ho apprezzato quindi molto oggi l'esplicito giudizio dato dall'Assessore in questa direzione.

Senza valutare le ombre che hanno caratterizzato Gestione Straordinaria riguardo soprattutto alla poca trasparenza e all'inefficienza organizzativa, sarebbe un grave errore dimenticare che la stessa ha salvato l'azienda da attacchi di affaristi privati e da rappresentanti governativi, che hanno tentato di mettere le mani sul Casinò con operazioni spregiudicate, che tendevano a mortificare la proprietà - dico Regione - sul piano economico e su quello delle competenze. Di fronte a questi tentativi, sarebbe un grave errore politico alimentare la sfiducia nella necessità di tenere saldamente in mano alla Regione, almeno in questa fase ancora, le sorti di un'azienda che ha scatenato e scatena appetiti, per quei circa 140 miliardi all'anno di vecchie lire che ancora rende alla comunità valdostana, pur in presenza delle difficoltà che i dati che circolano anche in questi giorni sull'andamento dell'azienda evidenziano e che fanno parte di un "trend" negativo che dura ormai da anni e che, se non corretto, farebbe correre seri rischi all'azienda.

Gestione straordinaria sicuramente per la sua stessa natura, straordinaria appunto, ha rappresentato un momento di stasi nel campo dell'innovazione, nell'iniziativa cioè di adeguare l'azienda ai cambiamenti del mercato del gioco. Anche la proprietà Regione è stata costretta in una lunga fase di posizioni difensive: contenzioso, accerchiamento ed inadeguatezza delle condizioni su cui poggiare seri progetti di sviluppo hanno reso la proposta del Casinò inadeguata ai tempi. Anche al suo interno si è protratta una scelta, a parer mio meno motivata, di non intervenire in termini di miglioramento di redditività e competitività, oltre che di trasparenza e quest'ultima cosa sarebbe un impegno ancora più motivato da una gestione così caratterizzata come pubblica. Occorreva e occorre una svolta, raccogliendo la positiva linea di difesa del Casinò avviata da Gestione Straordinaria, ma cogliendo l'occasione della chiusura dei punti più problematici del contenzioso, che hanno permesso la costituzione della S.p.A. pubblica, per avviare una svolta decisa nella gestione dell'azienda. Svolta vuol dire piano di sviluppo per adeguare il Casinò ai cambiamenti del mercato del gioco, vuol dire piano aziendale e finalmente oggi ho sentito evocare anche questo, però quasi casualmente, mentre mi pare che sia un elemento fondamentale adeguare l'organizzazione dell'azienda al piano di sviluppo che si dovrebbe mettere in piedi, per renderla organizzativamente più efficiente e meno costosa come hanno fatto gli altri casinò. Questo va fatto senza inseguire nuove eventuali sirene private, non è ancora il momento, magari nel nome "privato uguale più efficienza", credo che alcune occasioni nazionali in questo momento ci stanno dimostrando valutazioni diverse in questo senso. Questo non per sottovalutare le potenzialità del privato, ma per non rimetterci in un circolo vizioso che abbiamo vissuto in questi ultimi 9-10 anni.

Il rinnovamento del consiglio di amministrazione è certamente un passaggio, io dico ragionevole, nella direzione della riforma. Vuol dire chiudere con una fase straordinaria, chiudere con una transizione fra questa e la nuova S.p.A., quindi era un passo da fare, anche se andava correlato meglio con il piano di sviluppo e il piano di azienda, ma mi pare un messaggio di una direzione che si vuole prendere. Non possiamo fermarci lì. Rimane l'esigenza di questi due piani, di sviluppo e di azienda, perché sono due percorsi entrambi indispensabili da intraprendere. Rimane l'esigenza di un nuovo "management", che si faccia carico del rinnovamento interno dell'azienda, ricordando che questa, per non intraprendere strade devianti, deve essere vista soprattutto come un ente economico, perché bisogna ricordarci che solo così garantirà in prospettiva anche la funzione occupazionale per la quale siamo tutti molto preoccupati, e insieme quella promozionale per il territorio e per il settore turistico.

Chiudo con un'ultima considerazione. Nel discutere di procedure, più volte abbiamo tirato in ballo il ruolo dei vari attori istituzionali, del Consiglio in particolare. Non voglio riprendere tutti gli argomenti, ma cominciare a buttare lì qualche piccola proposta di primi passi in direzione della trasparenza. Con la S.p.A. pubblica viene a mancare quello che ricevevamo come resoconto trimestrale che veniva presentato al Consiglio e grazie ad esso potevamo svolgere anche una certa funzione di controllo dell'andamento di quanto avveniva all'interno della casa. Sarebbe opportuno sostituirlo con qualcosa di analogo, adesso che questo non è più previsto per la nuova S.p.A.. Così come - butto lì un sasso nello stagno per smuovere un poco le acque - non è stata regolamentata la procedura del conteggio delle mance, previsto tavolo per tavolo, dall'ultimo disciplinare. Credo che si debba provvedere affinché questo venga fatto, perché anche questo permetterebbe ai consiglieri, ma prima di tutto all'interno dell'azienda di avere maggiore chiarezza sull'andamento di come si svolgono i conti all'interno dell'azienda stessa. Dicendo questo rischio di entrare troppo nello specifico di cose, che dovrebbero far parte del piano aziendale, di cui non spetta a me indicarne le linee. Richiamo anch'io l'impegno per la costituzione della cosiddetta "immobiliare", richiamata dal Consigliere Pastoret, è tutta ormai "carne al fuoco" che dovrebbe essere meglio seguita. Termino il mio intervento risottolineando l'urgenza di aprire la fase relativa al piano di sviluppo e al piano di azienda.

Annuncio ovviamente il voto favorevole del gruppo dei "Democratici di Sinistra".

Si dà atto che dalle ore 20,15 riassume la presidenza il Presidente Perron e che alle ore 20,16 il Consigliere Lanièce lascia l'aula consiliare.

Président - Je n'ai pas d'autres conseillers inscrits à parler. Je ferme la discussion générale.

La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Do un giudizio positivo di quello che ha espresso l'aula, anche perché, per un Assessore che inizia la sua attività nel corso del 2003 e deve gestire l'approvazione di un bilancio relativo al 2002, sono preziose le informazioni e le considerazioni provenienti da consiglieri o ex Assessori, che hanno potuto contribuire alla determinazione di questo risultato di esercizio. Da un certo punto di vista, anche la vivacità degli interventi è indice di un coinvolgimento di tutti noi nella casa da gioco: tutti noi abbiamo amici, parenti, cognati che lavorano in un ambiente molto vasto e quindi abbiamo generalmente come situazione interessi che smuovono le emozioni. Su mille persone non avete qualche amico? Ovviamente, comunque, ognuno di noi ascolta e dice quello che gli fa comodo e quindi mi pare che stia nel gioco delle parti.

Da un certo punto di vista, affronto questo ragionamento con sufficiente serenità, proprio perché guardo un qualcosa che, se è vero che la paternità politica mi coinvolge, dal punto di vista specifico, non parlo di cose che ho potuto gestire e seguire nel dettaglio. Cercherò allora di dare alcuni elementi per fugare dei dubbi, che legittimamente possono esserci, perché, oggi come oggi, all'ordine del giorno avevamo l'approvazione di un bilancio, ma ovviamente questa era un'ottima occasione per fare degli "excursus" più o meno ampi, quindi acquisire delle informazioni che possono servirci per comprendere il passato, ma anche per gestire il futuro, quindi lungi da me voler mortificare la discussione. Devo però comunque entrare nello specifico, perché qualcuno mi fa una contro-lezione, perché bilancio di gestione, bilancio di liquidazione… uno rischia di uscire da quest'aula con le idee confuse, allora cercherò, se posso, di non confondergliele.

La gestione è un qualcosa che dovrebbe far emergere alla fine dell'esercizio un risultato, che è relativo alle cose effettuate nel corso del 2002: se mi invento delle operazioni fasulle, in altri momenti questo era addirittura un reato - il falso in bilancio -, ma adesso è superato, quindi andiamo su altri ragionamenti ma, se inserisco delle cose fasulle, hai voglia a fare delle foto, sono delle foto che non corrispondono alla realtà. Il bilancio di gestione non è qualcosa dove alla fine mettiamo dei dati e poi vediamo se sono giusti; no, i dati devono rispondere ai criteri richiesti dal nostro Codice civile, la competenza temporale e oggettiva delle cose, perché se vi inventate delle cose non vere, rischiate di fare un qualcosa che non corrisponde a quello che vorreste fare. Il bilancio di liquidazione parte dalla chiusura della gestione e si conclude nel momento in cui si farà il riparto o nel momento in cui si farà il rimborso dell'eventuale deficit e disavanzo di liquidazione. Da quel punto di vista, quindi, mi dispiace che qualcuno dica che queste sono cose che c'entrano e non c'entrano. Voi sicuramente avete detto tutta una serie di cose esatte e che condivido, quindi vi erano due strade, sono assolutamente d'accordo: vi era la possibilità, ma vi era - fatemi dire - il 1° aprile 2003, quindi nel momento in cui si guardano le responsabilità, il rispetto delle procedure e quant'altro… guardiamoci attorno, il 1° gennaio 2003, se la funzione della Giunta fosse stata quella di trasmettere al Consiglio un documento per la sua approvazione… il 1° aprile 2003 vi era un atto dovuto, si prendeva quel bilancio, si portava in Consiglio regionale e si discuteva. Non è stato fatto, prendiamone atto. Sicuramente all'insediamento della Giunta poteva essere ripetuta esattamente questa cosa, cioè l'8 luglio si insediava la Giunta, passaggio delle consegne, al primo momento utile si prendeva il bilancio e si mandava in commissione e in Consiglio. Questo è possibile e legittimo, ma non mi si può dire che non è legittimo il fatto che l'estensore del bilancio, prima che questo bilancio sia approvato, possa modificarlo, perché questo, dal punto di vista giuridico, non è corretto: come negare cioè la possibilità a colui che ha fatto il bilancio di modificarlo fintanto che non è approvato? Ma va da sé, è scritto nei principi contabili, è scritto nei pareri: il soggetto che fa il bilancio, l'organo amministrativo - in questo caso il liquidatore - può sempre modificare il bilancio prima che questo sia approvato.

È chiaro che sono due le strade, non possiamo essere strabici e vedere solo una soluzione, quindi ci tengo non per difendere delle mie valutazioni, ma per difendere con onestà intellettuale quali possono essere i due percorsi. Il Consiglio regionale assolutamente poteva fare questo, ma questa cosa è supportata da un parere legale che la Giunta ha acquisito e che il sottoscritto ha acquisito, quindi da me assolutamente non sconosciuto. Di fronte a tali e tanti dubbi, anziché impegnare gli uffici nelle verifiche, vi era un'altra soluzione: chiedere l'intervento del collegio sindacale prima e del tribunale dopo per fare delle verifiche contabili. Anziché adoperare le strutture per fare delle verifiche, se qualcuno di voi si può cimentare nella lettura del 2408 e 2409, capisce quale può essere un percorso per fare chiarezza nel momento in cui contabilmente le cose si capiscono e non si capiscono. Non credo che sia un obiettivo quello dell'Amministrazione regionale di demandare a terzi un'attività, quindi nella corrispondenza è stato sempre specificato che tutte le richieste erano funzionali a dare elementi conoscitivi al Consiglio regionale o alle commissioni. Qui, purtroppo, vi è tutta una serie di cose che uno non può spiegare, ma le può leggere, perché vi sono scritte e, mentre sulle parole possiamo fare una serie di interpretazioni, sulle cose scritte almeno abbiamo delle certezze, quindi l'intendimento di tutte queste richieste è sempre stato rivolto a...

Quando ho detto che forse una discussione puntuale su tutta una serie di cose non ci portava lontano, è perché nel frattempo sono cambiate completamente le condizioni, non perché abbiamo cambiato dei nomi, ma perché sono le prospettive: da una gestione straordinaria è diventata una S.p.A., da un contratto vuoto per pieno siamo passati ad una promozione specifica a richiesta. Tutti questi dati non sono comparabili, quindi la valutazione che dobbiamo fare è una valutazione in prospettiva; ho voluto appositamente dare delle indicazioni già sul 2003 perché, al di là del volume, i numeri non ci lasciano delle interpretazioni e dei voli pindarici. Tutta l'attività politica che facciamo, tutti gli strumenti giuridici di cui ci dotiamo sono finalizzati a far funzionare bene le cose, per cui lasciatemi dire che non voglio sottostimare tutto un percorso, ma alla fine tutto questo deve produrre. Ecco perché ho detto che il 2003 ha comportato per l'Amministrazione regionale una perdita rispetto al 2002, che è l'anno di cui parliamo, in termini di proventi di 7,3 milioni.

Se tutto questo ragionamento lo facciamo perché vogliamo lanciare un progetto, perché vogliamo credere nel futuro del Casinò, fermarci a guardare il 2002, chi ha fatto bene e chi ha fatto male, credo che il risultato molto complessivo sia: meno male che abbiamo ancora il Casinò e che il Casinò sopravvive con tutte le sue "cose", immaginiamo di farlo funzionare bene. A questo punto, apriti cielo! Chi avete messo nel consiglio di amministrazione? Allora, se sono dei biscazzieri, è una vergogna; qualcuno mi dice: "l'uomo giusto al posto sbagliato". Se si mettevano 5 biscazzieri, cosa avrebbero detto? Cinque persone sbagliate al posto giusto e quindi una lite senza fine che non ci avrebbe portato da alcuna parte. Non credo che si possa leggere così… perlomeno il beneficio di inventario, le valutazioni su quello che sarà il 2004, perlomeno aspettiamo i primi risultati!

Quando ho detto nelle premesse, e non è sicuramente merito del nuovo consiglio di amministrazione, non fraintendetemi… ma la prima decade si è rivelata una decade con un miliardo in più per l'Amministrazione regionale e con svariate migliaia di ingressi in più, però l'andamento decadale non è di per sé significativo, tuttavia richiedo un minimo di onestà nel mettere alla prova queste persone, essendo stato in questi 5-6 mesi di attività assalito da un grande dubbio perché, quando si parla di Casinò - al di là delle emozioni che ognuno ha in virtù delle frequentazioni che ha -, vi è un alibi: che tanto di casinò nessuno ne sa niente. Io non credo che sia così, il Casinò è un'azienda, particolare, con delle regole tutte sue, ma è un'azienda e viene gestita come un'azienda. Da questo punto di vista, quindi, cerchiamo di fare delle valutazioni, dove? Chiediamo dei budget, io non ho visto il Consiglio regionale in passato soffermarsi su dei budget, al di là del fatto di chiedere a questa casa da gioco di andare avanti io amerei - ed è quello che proporrò - di avere un'approvazione di budget, così come facciamo noi i bilanci di previsione amerei che chi è demandato da noi facesse questi budget. Ecco che a questo punto abbiamo un misuratore ed è per questo che alla fine del 2003 il mio giudizio era negativo sul consiglio di amministrazione, perché questi budget non approvati dal Consiglio regionale c'erano, ma erano completamente difformi dal risultato, con differenze a 10 zeri parlando di vecchie lire. Da questo punto di vista, chiedo di affrontare non in modo ideologico, perché le aziende, dal punto di vista ideologico, non vanno da alcuna parte, ma chiedo di poter fare un ragionamento per cui non andiamo a ricercare delle cose che non vengono dette e che non vengono fatte, ma andiamo a cercare le prospettive. E qui i Consiglieri Comé, Lattanzi ed altri mi chiedono: "ma l'incarico dato a "Finaosta" darà dei risultati?" "Finaosta" era incaricata di cercare un "advisor" per fare delle valutazioni. "L'advisor" è stato individuato, è la "Rotschild", e al 31 gennaio avremo il dossier con le valutazioni ed è chiaro che da questo dossier dipenderà tanto, perché da questo dossier capiremo finalmente se questa operazione si può o non si può fare e questo benedetto piano di sviluppo come possiamo sbastirlo. Questo piano di sviluppo…

(interruzioni da parte dei Consiglieri di opposizione, fuori microfono)

… allora, abbiate pazienza, queste valutazioni erano state fatte in un momento in cui l'allora consiglio di amministrazione agli allora gestori del Casinò hanno proposto un documento scrivendo: "questo documento è preliminare, ma è di importanza strategica, per cui, nel divenire della trattativa, se rendessimo pubblica tutta una serie di progetti, probabilmente andremmo ad inquinare una trattativa". Questo è stato il motivo, anche perché di piano aziendale in quel dossier non c'è nulla, ma non c'erano probabilmente - loro hanno detto così - i tempi tecnici.

Il mandato di questo nuovo consiglio di amministrazione sicuramente è cercare di bastire, anche con l'acquisizione delle valutazioni "dell'advisor", un vero e proprio doppio binario: l'aspetto strategico e l'aspetto aziendale, che non avete visto voi, ma che non ho visto neanche io. Da questo punto di vista, credo che il bilancio 2002 non serva per promuovere o bocciare qualcuno e la paternità dei bilanci, da un punto di vista formale, è rappresentata da chi presenta un documento, ma nella sostanza da chi fa le cose, altrimenti rischieremmo di avere una grande confusione. Sulle osservazioni, sull'osservazione del disciplinare concordo, però vi sono una serie di elementi che devono essere considerati. Mi si parla del disciplinare… articolo in cui si fa il conto delle mance tavolo per tavolo; per conto nostro non abbiamo fatto alcuna deroga rispetto a quanto ha approvato il Consiglio regionale. Il problema è un altro e cioè che le organizzazioni sindacali, i dipendenti su quella questione hanno dichiarato lo stato di agitazione, perché quel tipo di mestiere è un mestiere non contemplato nel loro contratto di lavoro, quindi è in atto una trattativa società-organizzazioni sindacali per rivedere il contratto di lavoro e per fare un mestiere che non è previsto nel contratto di lavoro. Da questo punto di vista, quindi, non vi è inadempimento perché vi è un'attività che sta procedendo e tutti voi dovete sapere che le revisioni dei contratti di lavoro costano perché, se chiedo a un dipendente di fare un mestiere che prima non faceva, lui rifletterà questo tipo di richiesta sulle richieste remunerative.

Vi sono altre cose che via via devono essere definite, all'interno del disciplinare tante cose che vengono sancite… il disciplinare degli acquisti… quindi si deve andare a verificare se l'ufficio acquisti funziona o non funziona; abbiamo l'ufficio cambio assegni, vi è un regolamento, funziona o non funziona, e bene ha detto chi proponeva di andare a rivedere tutta una serie di cose. Da parte nostra vi è un impegno formale e sostanziale su questo ed è la missione principale che è stata data, da un lato, ai Consiglieri di amministrazione della S.p.A. e, dall'altro, ai responsabili regionali che seguono per conto della Regione l'applicazione del disciplinare. Il bilancio 2003, perché qui abbiamo fatto un'anticipazione sul bilancio 2003, ho semplicemente dato dei numeri che…

(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)

… ma non è un bilancio, io ho parlato di ingressi e di proventi. Il bilancio si conclude con un risultato finale, quindi bisognerà andare a verificare i costi, per cui non è che quel bilancio 2003 chiuderà con una perdita, dalle verifiche che mi sono arrivate dal collegio sindacale, si parla di utile.

In questo limbo costituito da Gestione straordinaria, la linea precisa che delimitava quali erano dei costi in capo alla "Casino" e quali erano dei costi in capo alla Regione forse non era così precisa e se qualcuno di voi ha tempo e pazienza, potrebbe andare a fare un'analisi delle cose che sono state spese da parte regionale e che sono patrimonio regionale, ma che, in una logica di una S.p.A., non dovranno più esserlo, perché una S.p.A. deve essere autonoma. La S.p.A. è un soggetto che ha una personalità giuridica precisa, quindi dovremo fare molta attenzione. Ecco perché vi dovrà essere molto rigore nella gestione della S.p.A., che permetterà alla fine di ogni anno, indipendentemente dal fatto che l'assemblea sarà un'assemblea vera e non il Consiglio regionale… e concordo con quanto ha sollecitato qualcuno qui, cioè una maggiore trasparenza, a questo proposito cercheremo come Giunta di definire un modo per cui un flusso di informazioni, che oggi rimangono all'interno della S.p.A., escano dalla società come rendiconti trimestrali e possano confluire nella commissione competente… che permetterà a tutti finalmente di avere meno alibi per dire: "questa è una cosa nebulosa, che non conosciamo". Ora, questo imbarazzo lo provate, quando entrate in un Assessorato e chiedete se di questa cosa c'è chi ne sa qualcosa, nessuno ne sa niente, forse ad un altro piano, sali di un piano, scendi di un piano, ma nessuno ne sa niente. È per questo che dobbiamo tutti insieme immaginare di mettere in piedi delle metodologie, perché le metodologie non salvano l'Assessore Marguerettaz, salvano tutti perché, in caso contrario, rischiamo di fare delle valutazioni molto soggettive. Credo che in collaborazione con la commissione competente, piuttosto che con le strutture, quindi si possa fare un ragionamento. Rimane il fatto che, dal punto di vista procedurale, le strade da scegliere potevano essere due, è stata scelta una strada, credo di poter dire che questo bilancio arriva in aula con tutta una serie di coerenze perlomeno contabili, chiedo di guardare al futuro considerando il dato per quello che è e considerando che il Consiglio regionale a questa situazione ha già messo mano, perché ha cambiato notevoli cose, per cui non parliamo di una situazione statica, perché tutto sarebbe consentito e lecito se al gennaio 2004 la situazione fosse identica a quella del 2002, così non è. Chiedo quindi di dare una valutazione che non è né positiva, ma negativa, ma una votazione rispetto al documento che è un documento contabile, di rappresentazione delle attività che sono state fatte nel 2002 e lavorare tutti assieme.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi, pour déclaration de vote.

Tibaldi (CdL) - Per una breve dichiarazione di voto. Innanzitutto è naturale che con questo bilancio si chiude una fase straordinaria, che è la fase della Gestione Straordinaria. Si chiude nel peggiore dei modi a nostro avviso, perché si chiude con il peggior risultato che in questi 9 anni di gestione straordinaria si sia mai verificato: 9 milioni e rotti di perdita di bilancio. Ancora una volta non si vuole esaminare approfonditamente gli indicatori economici che hanno contraddistinto questa fase transitoria e straordinaria, indicatori che sono stati tutti negativi. A fronte delle segnalazioni che abbiamo fatto in questa sede, non solo il nostro gruppo, ma anche altri gruppi, su questi indicatori economici negativi, da parte dell'Assessore non sono pervenute risposte, se non l'ottimismo…

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

… l'ottimismo è il sale della vita e noi speriamo che questo ottimismo lei riesca a trasformarlo in energia positiva, perché oggi di energie positive non se ne colgono.

Se prima quello che ha ispirato l'istituzione di Gestione Straordinaria era il contenzioso, che è perdurato per 9 anni con "Finoper", oggi l'alibi è il Grand Hôtel Billia. Finché non dirimiamo la "questione Billia", non si può imbastire una politica di rilancio e di sviluppo per la casa da gioco. Speriamo che gli alibi prima o poi cessino, altrimenti questa è veramente una gestione che va avanti sulla base di alibi, cioè ha sempre un'attenuante per giustificare dei risultati che non si vedono. Indicatori economici negativi che non sono fondati su ragionamenti ideologici, perché qui non vi è ideologia, ma semplicemente su cifre alla mano… alla mano sua come alla mano nostra… Qui non vi è ideologia, ma vi è la persistente constatazione che non vi sono crescite in senso positivo da parte di questa azienda né per l'azienda, né per le casse regionale. Si è chiusa una fase straordinaria e se n'è aperta una nuova il 1° gennaio 2003, la quale non ha evidenziato novità, ma ha confermato una preoccupante continuità: dal 31 dicembre 2002 al 1° gennaio 2003 vi è una linea di demarcazione precisa, che non è vero quello che lei dice che ha permesso di iniziare a pensare secondo nuove prospettive, che sono cambiate le prospettive; l'unica cosa che è cambiata è la natura giuridica dell'ente che gestisce il Casinò. Se prima era una gestione straordinaria neppure troppo ben definita da un punto di vista giuridico, oggi è una S.p.A. che è alla ricerca di una sua autonomia e trasparenza, che nel 2003 non ha avuto… magari ce l'avrà dal 1° gennaio 2004, ma nel 2003 non vi è stata alcuna autonomia, né trasparenza, anzi speriamo che questa autonomia sia testimoniata da un'accelerazione nella decisione degli organigrammi che devono governare il Casinò perché, se il consiglio di amministrazione attende ancora un po', penso che perdiamo del tempo utile per la definizione dei ruoli chiave, a detrimento anche della nostra competitività sul mercato.

Un auspicio che abbiamo manifestato è che questa società si caratterizzi non tanto per essere un ammortizzatore sociale o un ente assistenziale, ma diventi un'azienda, diventi un ente economico che, sì, deve garantire l'occupazione, ma che deve ritagliarsi sul mercato quella fetta che si è ridotta in questi 10 anni. Date ai manager gli strumenti per operare, per individuare un piano di rilancio, per presentarlo al Consiglio; sul piano di sviluppo sono state proposte delle interpellanze non per voler contestare chissà cosa, ma anche perché per il piano di rilancio - a parte che sono scaduti i termini previsti dal disciplinare - è stato nominato un architetto dall'ex consiglio di amministrazione. Un incarico triennale che lei, Assessore, ha confermato e che ha confermato l'ex Amministratore delegato Trenta in IV Commissione da noi; allora non c'è il piano, ma c'è già la nomina, un altro incarico fiduciario, ma non prendiamoci in giro! Non è autonomia e trasparenza questa! Questa è una presa in giro nei confronti di un'istituzione, nei confronti della sua persona che dovrebbe affrontare con profondità la situazione della casa da gioco e questo a dimostrazione che l'azienda è fuori controllo. Riprendete questo controllo non sotto il profilo politico, sotto il profilo naturalmente della verifica di un'efficienza gestionale come si merita quella casa da gioco.

Ancora oggi i requisiti e i presupposti più volte auspicati da questi banchi non si vedono e non si vedono senz'altro sulla base di questo documento di bilancio, un documento che conferma e anzi peggiora il "trend" di questo decennio che è stato estremamente negativo. Confidiamo che le sue parole diventino domani impegni e dopo domani fatti. Naturalmente non è un atto di fiducia, ma è un atto di attenzione e di annotazione di quelle che sono state le sue affermazioni odierne ma, sulla base di quello che leggiamo oggi a livello contabile e dell'andamento della casa da gioco e dei risultati per tutta la comunità valdostana, non possiamo esprimerci favorevolmente su questo documento e tanto meno possiamo astenerci.

Come già abbiamo espresso in IV Commissione con l'unico voto contrario che è stato proposto, oggi confermiamo la nostra contrarietà non solo a questo bilancio, ma a questo andamento che è assolutamente censurabile.

Président - Je soumets au vote l'acte dont au point n° 30 à l'ordre du jour:

Conseillers présents: 30

Votants: 26

Pour: 20

Contre: 6

Abstentions: 4 (Comé, Salzone, Stacchetti, Viérin Marco)

Le Conseil approuve.