Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 340 du 14 janvier 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 340/XII - Canoni di locazione di immobili regionali concessi per attività economiche. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso che:

- La Regione è proprietaria di numerosi immobili concessi in uso a terzi per lo svolgimento delle loro attività economiche;

- Molti immobili sono stati concessi con contratto di comodato gratuito quinquennale, al cui termine doveva seguire una locazione onerosa;

- A tutt'oggi la maggior parte degli immobili a destinazione produttiva sono occupati in assenza di un titolo validamente costituito e il loro utilizzo avviene in totale franchigia;

- Nel gennaio 1998 veniva approvata la legge regionale n. 1, al fine di definire la complessa vicenda dei canoni di locazione;

- Da una ricognizione effettuata la scorsa primavera risultava che oltre 30 aziende, equivalenti a circa l'80% di quelle insediate in locali di proprietà regionale, risultavano morose per un importo stimato in oltre 20 milioni di euro;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

Il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per conoscere:

1) i motivi e le responsabilità che hanno determinato tale situazione di trascurata gestione del patrimonio immobiliare regionale;

2) come intendono procedere - con quali modalità e tempistiche - alla definizione delle singole posizioni e al recupero dei canoni arretrati;

3) se attualmente vi sono ancora aziende che non versano alcun canone e/o indennità mensile e nel caso quali provvedimenti sono stati attuati;

4) se nei bilanci regionali sono stati iscritti - a suo tempo - i canoni presunti di locazione da introitare.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Penso che una breve illustrazione sia necessaria, anche se la materia non è completamente nuova all'aula di questo Consiglio; già nella scorsa legislatura avevamo avuto modo di soffermarci su questo argomento e oggi ci torniamo perché, al di là del tempo che è passato, non abbiamo visto sostanziali variazioni della situazione che era già stata oggetto delle preoccupazioni espresse più di un anno fa.

Non sappiamo se le competenze siano state ridefinite o se siano sempre in capo all'Assessorato dell'industria, piuttosto che trasferite alla Presidenza o all'Assessorato delle finanze, ma sicuramente questi sono i tre soggetti che si devono assumere la responsabilità di arrivare ad una conclusione. Una conclusione che riteniamo sia dovuta per un senso di equità innanzitutto rispetto a quelle tante situazioni di soggetti vuoi privati, ma vuoi anche imprenditoriali, che invece i canoni li pagano regolarmente e puntualmente all'Amministrazione regionale o al proprietario degli immobili in cui sono in affitto.

La situazione degli immobili industriali è una situazione, Presidente Perrin, che lei ha ereditato, ma che immagino ben conosca, come conosce l'Assessore Ferraris, in quanto è stata oggetto di valutazione già nelle Giunte della precedente legislatura.

Se una situazione del genere l'avesse gestita un qualsiasi privato, sicuramente ci troveremmo di fronte a un privato che non sarebbe in una situazione diversa dalla situazione in cui si trovano i gruppi della "Parmalat", piuttosto che della "Cirio", nel senso che saremmo sicuramente al fallimento e potrebbe essere anche alla bancarotta, che è un'ipotesi più delicata ed impegnativa dal punto di vista delle responsabilità rispetto al fallimento. Perché dico questo? Perché, quando eravamo andati a fare una ricognizione sentendo gli uffici nella primavera del 2003, la situazione all'epoca emersa era veramente allarmante: la quasi totalità delle aziende produttive che hanno in affitto capannoni ad uso produttivo avevano contenziosi… alcune… ma l'80% di queste società - secondo nostra stima - non erano in regola con i canoni, anzi molte i canoni proprio non li corrispondevano. Questo accadeva non tanto perché fossero entrati nottetempo negli immobili regionali, ma in quanto gli affitti, che avrebbero dovuto corrispondere alla scadenza dei comodati quinquennali normalmente stabiliti all'atto dell'insediamento delle aziende, non avevano avuto seguito con le stipulazioni di locazione contrattuale.

Non è un problema nuovo, dicevo, nel 2004, ma non lo era neppure nel 2003, tant'è che ben 2 legislature fa, alla fine della X legislatura - gennaio 1998 - l'allora Consiglio regionale intervenne con un provvedimento legislativo ad hoc per mettere mano a una situazione che già nel 1998 era fuori controllo, perché nessuno pagava e nessuno agiva per tamponare questa situazione che è cresciuta in maniera esponenziale nel tempo. La legge n. 1/1998 aveva individuato dei parametri differenti e possiamo dirlo senza tema di smentita e senza vergogna, perché potevano essere anche legittimi per le finalità occupazionali da una parte e comunque di incentivo all'insediamento industriale, parametri agevolati rispetto a quelli che erano invece quelli del libero mercato nella materia dei canoni di locazione delle strutture ad uso industriale.

Nonostante l'individuazione dei canoni agevolati e nonostante le previsioni precise di quella legge, che diceva all'articolo 4 (adeguamento dei contratti) entro 6 mesi accadranno una serie di cose, da allora sono passati più di 6 anni e non è accaduto assolutamente nulla, perché i contratti non sono stati fatti e le aziende hanno continuato a rimanere negli immobili senza corrispondere alcunché. La cosa paradossale è che hanno continuato peraltro a percepire contributi pubblici regionali a titolo di mutuo a tasso agevolato, piuttosto che in conto capitale per la formazione professionale o per la ricerca e quant'altro.

Con questa interpellanza di conseguenza vorremmo capire innanzitutto qual è la situazione allo stato attuale e quali sono gli intendimenti per riuscire in maniera concreta a recuperare queste situazioni, tenendo presente che abbiamo letto le deliberazioni che a fine anno sono state adottate dalla Giunta regionale, sulle quali ci riserviamo poi degli approfondimenti in base ai fatti concreti che sono accaduti, perché lei sa, Presidente, che la carta si fa scrivere: la legge regionale n. 1/98 era perfetta in quanto individuava un percorso e dei parametri, però non è successo assolutamente nulla e nell'Amministrazione regionale nessuno si è preoccupato nemmeno di far accadere nulla.

Sia ben chiaro, non siamo qui oggi a fare la parte di quella opposizione cieca e miope che vuole recuperare il "latte versato", oggi come oggi, è un termine più che mai significativo e a livello regionale e a livello nazionale per indicare la crisi di un settore industriale, ma siamo consapevoli che qualcosa deve cambiare da subito, soprattutto per quanto riguarda il presente, il futuro immediato di mese in mese e per quanto riguarda un rientro che riteniamo debba essere concordato in maniera intelligente, per non andare a mettere in crisi aziende che già sono in crisi per altri versi.

Pur nella consapevolezza che il rientro non può essere totale e immediato, perciò siamo convinti che vi deve essere un allineamento a situazioni regolarmente messe a contratto per quello che è il presente. Non siamo però dell'avviso che si possa sempre invocare il fatalismo; riteniamo che a questo punto, a fronte delle cifre in gioco, a fronte delle difficoltà che vi saranno per recuperare quelle cifre e a fronte di tutta una serie di riflessi sui quali eventualmente ci soffermeremo in sede di replica, la Giunta, nel momento in cui va a mettere mano a questa situazione, deve capire quali sono stati i motivi e quali le responsabilità che hanno portato a delle situazioni di esposizione che avevamo quantificato ad aprile, ma può darsi che il ricalcolo in base alla legge n. 1/98 possa attenuare l'impatto economico finanziario, ed era una situazione stimata in 40 miliardi di vecchie lire, di conseguenza una situazione significativa; perciò vogliamo delle risposte su questo aspetto. Non so se la Giunta, il Presidente, gli Assessori ce le abbiano già, ma vogliamo l'impegno a portare all'attenzione del Consiglio delle risposte che non siano le solite risposte: "è accaduto e non accadrà più", anche perché su ciò che non accadrà più l'esperienza ci insegna che non c'è da farci molto affidamento.

Come intende procedere l'Amministrazione in parte lo abbiamo letto sui contratti che nelle ultime deliberazioni di dicembre sono stati predisposti, però pensiamo che forse qualche integrazione sul percorso concreto vada data. Riteniamo che sia importante anche evidenziare, in relazione ai motivi e alle responsabilità, se nei bilanci dell'Amministrazione regionale dei passati esercizi fossero state scritte le poste di quelli che devono essere i canoni presunti. Su questo vorremmo una risposta precisa con l'individuazione di somme e di capitoli, perché riteniamo che su questo aspetto vada fatta più di una riflessione. A gennaio 2004, rispetto alla situazione della primavera 2003, vi sono aziende che ancora non pagano? È vero che i contratti sono stati in parte oserei dire minimale, rispetto alla situazione complessiva in fase di definizione e di elaborazione, però ciò non toglie che l'Amministrazione possa pretendere dei canoni provvisori a titolo indennitario di occupazione fin da subito, per evitare che, in attesa della definizione dei contratti, si vadano a configurare ulteriori aumenti di quelle che sono già le ingenti cifre che le aziende dovranno restituire. In sintesi queste sono le domande necessarie per poter capire come si intende procedere su questo argomento, che riteniamo importante, ma anche molto delicato.

Président - La parole au Président de la Région, Perrin.

Perrin (UV) - Je dois donner acte au Conseiller Frassy que son illustration a été linéaire et correcte. Je tâcherai de donner des réponses ponctuelles et aussi de faire un peu d'histoire de toute la question, qui concerne les loyers des immeubles appartenant à la Région, parce que la situation actuelle est le fruit de l'histoire, c'est-à-dire des difficultés d'application des conventions qui ont été passées afin de régler les rapports complexes entre les entreprises industrielles implantées en Vallée d'Aoste et l'Administration régionale. Les problèmes résidaient surtout dans la définition de la valeur à attribuer aux immeubles aux fins du calcul du loyer, à l'issue de la période de "comodato", une procédure normalement prévue par lesdites conventions.

C'est en effet dans l'intention de remédier à cet état de choses que le Conseil régional - comme l'a rappelé M. Frassy - a approuvé la loi n° 1 de 1998, selon laquelle la base de calcul des loyers des baux et/ou des indemnités hors contrat est la valeur résultant de l'état du patrimoine de la Région: 2% pour les entreprises, 1% pour les coopératives. De nombreux problèmes ont surgi lors de l'application de cette loi et freiné la mise en conformité desdits loyers ou indemnités, une partie des problèmes a été d'ordre organisationnel, il faut l'avouer.

Pour ce qui est des difficultés d'organisation, elles tenaient surtout à la procédure qui nécessitait l'intervention de plusieurs structures régionales; vous savez comment souvent les difficultés augmentent quand il faut faire dialoguer les différentes structures régionales, parce qu'elles relevaient de différents secteurs de l'organisation, tels que la Présidence de la Région, l'Assessorat du budget, des finances et de la programmation, ainsi que l'Assessorat de l'industrie et de l'artisanat. Notons en passant que nous avons tenté de résoudre lesdits problèmes depuis le début de cette législature en groupant les structures selon les fonctions qu'elles exercent. C'est ainsi que la procédure de définition des contrats concernant des entreprises déjà implantées - étant donné que cette définition est parvenue à un certain stade d'avancement - a été confiée à la Direction du contentieux civil, tandis que les nouveaux baux d'entreprises sont gérés par les structures compétentes en matière de gestion du patrimoine et cela pour fixer un terme précis et pour tout ce qui a déjà été entamé.

Pour ce qui est du second type de problèmes, il faut considérer que l'application de cette loi passe par un certain nombre d'étapes compliquées et nécessite la résolution de questions juridiques dont la complexité dépend également de la situation particulière de chaque locataire. Il faut ajouter à cela que, au lendemain de l'inondation de l'automne 2000, on a suspendu jusqu'au 31 décembre 2001 tous les actes découlant de l'application des dispositions prévues; celui-ci a été un agrément pour les entreprises en difficulté, ayant été touchées et endommagées par l'inondation.

Quant aux modalités et aux délais relatifs à la définition de la position juridique des locataires et au recouvrement des loyers impayés, je dois revenir sur ce qui a été fait à ce jour pour vous fournir une réponse complète.

Suite à la définition de la position juridique de chaque locataire, il a fallu établir les critères d'application de la loi régionale n° 1/1998, vérifier la conformité de tous les immeubles avec les dispositions en matière de sécurité des lieux de travail, condition indispensable pour la passation des contrats de location, procéder à la mise en demeure des entreprises industrielles, aux fins du recouvrement des sommes dont elles sont débitrices au titre des loyers et des indemnités d'occupation hors contrat impayés, lorsqu'un nouveau contrat n'a pas été signé ou que le contrat existant n'a pas été mis en conformité, établir et approuver - suite à une instruction détaillée réalisée avec l'aide des différentes structures concernées de l'Administration régionale et de l'Association syndicale des industriels - un modèle de bail qui servira pour toute location à une entreprise industrielle ou à une coopérative de production et de travail d'un immeuble appartenant à la Région. Ledit modèle a d'ailleurs été approuvé le 31 mars 2003 par le Gouvernement régional par propre délibération.

Cette même délibération fixe également les procédures à suivre pour conclure cette question rapidement et définitivement. Elle établit à cet effet les phases suivantes: transmission à toutes les entreprises du modèle de bail et de l'invitation à participer, le jour et à l'heure fixés, à une réunion pour la présentation et l'examen dudit bail; indication de la date limite prévue pour le dépôt d'observations écrites préalables et d'un délai à compter de ladite réunion pour la transmission éventuelle d'observations écrites supplémentaires; présentation au Gouvernement régional - dans les 30 jours qui suivent le délai fixé pour le dépôt des observations supplémentaires - de la proposition de délibération portant: "approbation du texte définitif du bail ou de la mise en conformité du contrat"; transmission à chaque entreprise concernée du bail approuvé par le Gouvernement régional et de l'invitation à signer ledit contrat dans le délai fixé, qui ne saurait dépasser 15 jours à compter de la réception de la communication.

La délibération dont je citais établit également que tout refus de signer le contrat dans ledit délai, sauf en cas de force majeure dûment documenté, entraînera l'engagement de toute action en justice que l'Administration régionale estimera propre à sauvegarder ses droits patrimoniaux. Lesdites actions viseront essentiellement le recouvrement des sommes dues par les entreprises occupant des immeubles appartenant à la Région ou la restitution par ces dernières des locaux qu'elles utilisent abusivement ou sans avoir payé le loyer y afférent.

Venons à la situation. À la fin de l'année 2003 les délibérations adoptées portant approbation d'un texte définitif de bail, à la suite de toute cette procédure qui a été quand même très complexe, concernaient 12 entreprises occupant des immeubles appartenant à la Région. Deux de ces locations ont déjà été signées, donc c'est le premier résultat…

(interruption de M. Frassy, hors micro)

… cela m'échappe, mais je vous le fais avoir… dans le premier cas la signature a été accompagnée du versement d'un acompte sur les sommes à recouvrer, tandis que dans l'autre cas l'entreprise concernée avait effectué régulièrement ses paiements, il y avait une différence très réduite à payer (c'est "Coinca").

Les réponses aux 5 invitations à signer un bail, expédiées par courrier recommandé le 30 décembre 2003, ne nous sont pas encore parvenues (il y a les 15 jours); d'autres sociétés recevront sous peu la même invitation. L'une des entreprises en question a procédé, lors des pourparlers en vue de la passation du contrat, au paiement de la quasi totalité de sa dette, tandis qu'une autre a opté pour le versement d'un acompte. Au cours du mois de janvier les procédures relatives à 3 ou 4 autres sociétés seront engagées et, sauf problème administratif, toutes les procédures seront achevées avant la fin de l'année 2004, on tâchera d'utiliser le temps disponible et surtout de réussir même à achever les procédures le plus tôt possible, mais nous nous mettons comme but au moins la fin de cette année.

À l'heure actuelle, certaines entreprises n'ont procédé à aucun versement relatif à un loyer ou à une indemnité mensuelle, ce qui peut toutefois s'expliquer par le fait que la procédure de régularisation y afférente n'est pas encore achevé. Au terme de ladite procédure il sera fait application des dispositions visées à la délibération du Gouvernement régional que je citais.

Les loyers à recouvrer suite à la signature des anciens contrats de location ont été inscrits dans la partie recettes constatées du budget; c'est également dans cette partie que seront inscrits les loyers résultant de la passation des nouveaux baux à l'issue des procédures en cours. Il ressort des informations qui nous ont été fournies par les bureaux compétents de l'Assessorat du budget que les estimations relatives aux recettes du budget régional ont tenu compte des sommes à recouvrer, telles qu'elles résultaient de la documentation disponible lors de l'établissement du budget. Bien sûr, la documentation disponible c'était pas grand-chose, nous le savons, et nous avons deux millions d'euros en "competenza". C'est les données dont on pouvait disposer à ce moment-là, je crois qu'il y aura des évolutions dans toute cette opération.

Il y a bien sûr un engagement précis qui a été pris par ce Gouvernement de mener à terme cette question; c'est un engagement que nous avons voulu marquer aussi par un engagement de la direction qui est restée sous la présidence, donc on ne mêle pas toutes les questions des arriérés avec les nouvelles questions, afin de réussir à mettre un point final à cette situation.

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Penso che una breve replica sia necessaria, nel senso che noi prendiamo atto di questa dichiarazione di buona volontà espressa dal Presidente della Regione, perché si è impegnato anche in maniera ufficiale a dire: "è volontà di definirlo quanto prima, entro la fine dell'anno vorremmo arrivare alla definizione delle questioni".

Ritengo però che, al di là dell'impegno di buona volontà, in questa situazione forse ci si poteva aspettare qualcosa di più, e mi spiego, in relazione alla risposta che lei ha dato alle nostre domande e qualcosa di più in relazione alle deliberazioni di Giunta che avete adottato sul fine del 2003, e cercherò di spiegarmi meglio.

In relazione alle risposte, perché ci aspettavamo qualcosa di più? Perché è evidente che, se questa situazione si è trascinata fino ad oggi a partire dai primi anni '90, perciò sono quasi 15 anni per le situazioni più datate, comunque sono situazioni intorno ai 10 anni, c'erano delle difficoltà di applicazione. Se non vi fossero delle difficoltà di applicazione, saremmo di fronte a delle ipotesi ancor più gravi di quanto non possano essere le analisi di tipo finanziario ed economico.

Il fatto però di dire che c'erano delle difficoltà di applicazione, al di là della genericità dell'affermazione a scusante di questa affermazione, regge fino alla legge n. 1/98, perché quella legge era stata adottata proprio per superare le difficoltà di applicazione. Dal gennaio 1998 al gennaio 2003 sono passati 6 anni, Presidente, e lei dice che c'è stata una difficoltà di coordinamento. Sarà vero, però è anche evidente che in 6 mesi - dalla primavera 2003 a dicembre 2003 - avete superato le difficoltà di applicazione, le difficoltà di coordinamento e quant'altro. Bisognerebbe allora capire motivi e responsabilità, non vogliamo, Presidente, ogni volta far la parte dei cattivi ma, quando si gestisce il denaro pubblico, quando si devono dare delle risposte che hanno per oggetto beni pubblici, bisogna anche capire motivi e responsabilità e ognuno ha degli obiettivi nell'ambito della macchina regionale ed ha delle progressioni di carriera in base ai risultati che porta a casa. Ci sembra veramente difficile sostenere che per oltre 10 anni si possano cumulare non delle situazioni, questa è la generalità delle situazioni che hanno ad oggetto la gestione degli immobili produttivi. L'80% di quelle aziende non erano a posto con i canoni, non può più essere una casualità, per cui c'è qualcosa nel meccanismo dell'apparato che non funziona. Prendiamo atto perciò che questo qualcosa probabilmente non è stato ancora individuato, ma noi la invitiamo ad individuare questa situazione per evitare che possa ripetersi nel futuro prossimo. Ci aspettavamo qualcosa di più anche sui provvedimenti di Giunta che avete adottato a fine anno.

Abbiamo letto quei provvedimenti di Giunta e una parte di quei risultati sono stati da lei sintetizzati nel numero 12 e 2: 12 contratti chiusi di cui 2 già firmati. Ci auguriamo che gli altri 10 si chiudano a breve, ma abbiamo il dubbio che vi siano tutti i presupposti, se non verranno individuati quei motivi, se non verranno date disposizioni precise, che si reiteri la vicenda fino alla legge n. 1/98 e si reiteri ulteriormente la vicenda dalla legge n. 1/98 ad oggi, perché? Perché quei contratti dicono le cose che erano scritte prima, Presidente, che erano scritte nelle convenzioni, che erano scritte nella legge n. 1/98 e poi ancora nelle varie carte che si sono susseguite.

L'aspetto che più ci lascia perplessi è che questa situazione è figlia di un contratto di comodato gratuito quinquennale, che non era frutto del caso, ma era nato sull'esigenza di mettere a norma, come veniva detto nelle convenzioni, quegli immobili industriali, consentendo a quelle aziende di mettere a scomputo dai canoni - da qui il comodato - un certo importo che era il 60% di un tetto massimo che in questo momento mi sfugge e l'altro 40% era oggetto di un contributo in conto capitale a fondo perduto. Avete rimesso in moto lo stesso meccanismo.

Noi apprendiamo con stupore che in un arco temporale, che va dai 10 anni ai 7 anni, questi immobili sono nuovamente da mettere a norma; abbiamo letto nelle convenzioni che vi è un mare di lavori da fare, che questi lavori devono essere fatti a cura delle imprese, mi sembra da una lettura veloce - ma ci riserviamo di approfondire meglio - che non siano individuati, contrariamente alle convenzioni degli anni seconda metà degli anni '80, dei tetti massimi e che di conseguenza questi lavori, sul presupposto che le spese siano ammissibili, devono essere fatti, quanto all'importo di quei lavori per il 40% contribuirà la Regione dando dei soldi alle aziende, per il residuo 60% andrà a scomputo degli affitti. Presidente, avete fatto il giro dell'orologio e siete punto e a capo. Al di là dell'apparenza, abbiamo la sensazione che non sia accaduto nulla: avete rimesso in moto un meccanismo, per cui le aziende avranno motivo per dire da qui ai prossimi anni che non pagano perché stanno facendo i lavori, i lavori sono in fase di esecuzione, i lavori devono essere definiti e così via.

Siamo preoccupati di questa conclusione, perché dopo 10 anni ci sembra che il meccanismo che avete inventato non sia molto diverso dal meccanismo che ha impantanato questa situazione. Nonostante due consulenze legali date nella scorsa primavera per un equivalente di circa 80.000 euro per andare a definire la situazione, ci sembra che non siate andati molto più in là. Presidente, lo vedremo nei prossimi mesi, perché su questo argomento staremo con gli occhi aperti, perché dicevo a premessa di questa interpellanza che è innanzitutto una questione di equità. Quando noi apprendiamo che persone, che pagano gli affitti di immobili pubblici - parlo di privati cittadini -, che hanno superato i 70 anni di età, vengono sfrattate sul presupposto che fanno 4 mesi al mare… non sono immobili regionali, ma immobili pubblici! È scandaloso che vengano sfrattate persone, che superano 70 anni e che vanno a spese loro in riva al mare perché gli fa bene il clima del mare; tant'è che questa Amministrazione da 10 anni rinnova la convenzione con la clinica di Albenga a spese del bilancio regionale, mentre si consente invece ad aziende, che percepiscono fondi pubblici e che dovrebbero fare utili, di non pagare il dovuto.

Le do un dato significativo, perché forse è il dato più vergognoso di questa vicenda. Non so se la "Tecdis" sia una delle aziende che abbia già firmato e che abbia già pagato, ma questa azienda, in base alle ridefinizioni degli importi fatti in base alle nuove convenzioni… e qui apro una parentesi: la convenzione della "Tecdis" l'avete fatta, firmata, deliberata il 7 luglio, il 22 dicembre l'avete revocata e sostituita, mi auguro che questa procedura non venga applicata a tutte le altre convenzioni, ossia che sia sufficiente ancora una volta battere i pugni sul tavolo per ottenere condizioni di maggior favore. Dal 7 luglio al 22 dicembre la "Tecdis" perciò non ha fatto nulla, le avete rifatto la convenzione, sarei stato curioso di sapere se la "Tecdis" era fra quelle due aziende che già lo avevano sottoscritta, bene, la "Tecdis" ha un debito pregresso da voi conteggiato superiore ai 2 milioni di euro.

A fronte di questo, la "Tecdis" ha preso dalla Regione Valle d'Aosta una cifra superiore ai 15 milioni di euro. È vero che la metà di questa cifra sono mutui che teoricamente dovrebbero essere restituiti, perché vi sono deliberazioni che hanno sospeso per l'alluvione ed altre vicende il rientro di questi mutui, ma la "Tecdis" ha preso 15 milioni di euro, ha una situazione occupazionale che è quella che conosciamo e si trova nella situazione privilegiata di poter mettere a sconto il 60% di una significativa serie di opere di riadeguamento che dovrà fare su quello stabile e di prendere ancora il 40% di quelle altre opere che andrà a fare.

Se questa è la prospettiva per sanare questa situazione, siamo non solo scontenti, ma anche preoccupati!