Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 929 du 3 novembre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 929/XI Notizie in merito alla Missione Arcobaleno in Albania e ad ulteriori interventi umanitari in Kossovo. (Interrogazione)

Interrogazione Preso atto della conclusione della Missione Arcobaleno in Albania;

Considerato che in tali paesi sarebbe necessario intervenire ancora a sostegno dell’attivazione della vita politica, sociale, economica;

Ricordata la partecipazione attiva della nostra Regione sia in termini di finanziamenti sia con la presenza di volontari e personale tecnico valdostano;

Considerato che in base all’ordinanza 1 aprile 1999 della Presidenza del Consiglio – Dipartimento della protezione civile, diversa è lo status dei volontari da quello del personale delle pubbliche amministrazioni;

Preso atto che tale distinzione è stata recepita dalle disposizioni regionali;

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

Il Presidente della Giunta per sapere:

1. quanti valdostani sono stati presenti in Albania nel campo della Regione Autonoma Valle d’Aosta e quanti di questi rientrano nella categoria dei volontari o in quella di "personale dipendente" da amministrazioni pubbliche;

2. qual è stato per la Valle d’Aosta il costo dell’intera operazione, tenendo conto di tutte le spese (ivi compreso il pagamento di lavoro straordinario e la cena offerta ai "volontari");

3. se sono previsti interventi ulteriori in Kossovo per sostenervi l’avvio dell’attività politica, socio-economica e per favorire apposite iniziative di riconciliazione tra le diverse popolazioni.

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz

PrésidentLa parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV)Dans le camp Vallée d'Aoste à Vlore en Albanie ont travaillé, du 6 mai au 10 juillet 1999, 199 bénévoles, à savoir 48 personnels de l'Administration régionale, 35 personnels de l'Unité sanitaire valdôtaine et 116 appartenant aux différentes associations de bénévolat.

Le coût de l'opération s'élève à 679 millions de lires, auxquels il faut ajouter 30 millions de lires pour les dépenses en cours liées à la reconstitution et à la remise en état des équipements employés et ramenés au Val d'Aoste.

Pour ce qui est du salaire supplémentaire, le montant global se chiffre à lires 91.598.000, dont respectivement 38.479.000 de lires pour le personnel régional et 53.119.000 de lires pour le personnel de l'USL. C'est d'ailleurs les données qui ont déjà été communiquées à Mme Squarzino, j'ai ici un double de la requête.

Le coût global de la participation de la Vallée d'Aoste à la "Missione Arcobaleno" s'élève donc à presque 802 millions de lires.

Quant aux dîners rappelés par la question, il faut remarquer que le coût y afférent ne rentre pas dans ledit montant, ne touche pas non plus les fonds du Comité de coopération avec les Pays en voie de développement qui ont été utilisés pour la couverture partielle des frais de gestion du camp de la Vallée d'Aoste en Albanie.

En effet ils ont été organisés par le Service du protocole de la Présidence du Gouvernement, afin de rendre hommage et de remercier tous ceux qui ont permis, par leur engagement et leur disponibilité, d'apporter une aide concrète aux victimes du conflit des Balkans.

A ces dîners ont pris part 187 des participants à la mission en Albanie, 8 bénévoles de la Province autonome de Trento et 8 personnels de la Protection civile valdôtaine.

Pour ce qui est du troisième point soulevé par la question, il y a lieu de souligner que l'objectif du "Villaggio delle regioni d'Italia" en Albanie était celui d'apporter une aide concrète et immédiate à un peuple qui était obligé d'abandonner sa patrie.

Au moment actuel le conflit étant terminé et les Kosovars rapatriés, les différentes missions internationales ont entrepris une nouvelle phase d'interventions, qui vise notamment la reprise de la démocratie et de la vie civile au Kosovo. Dans ce but, des opérations de déminage et de contrôle du territoire sont déjà en cours; ensuite il s'agira de reconstituer les équipements infrastructurels, les maisons, les écoles, les hôpitaux; bref, toutes les conditions nécessaires pour assurer un véritable retour à la normalité de ce pays.

Toutes ces interventions sont maintenant gérées directement par le Gouvernement ainsi que par les branches spécialisées de l'Organisation des Nations Unies et de l'Union européenne.

Par ailleurs, il est évident que la solidarité et la coopération internationale représenteront un facteur fondamental pour l'achèvement de ce processus de paix aux Balkans, un processus qui se réalisera pleinement uniquement s'il est à même d'assurer une reconstruction sociale, culturelle et économique non seulement du Kosovo, mais également de tous les Balkans.

Un rôle important dans ce processus pourra être joué par les régions italiennes; la Conférence des Présidents des régions et des provinces autonomes a déjà entamé les démarches nécessaires, afin qu'une participation adéquate des régions soit assurée dans la mise en ?uvre du pacte de stabilité pour les Balkans, proposé par la Présidence du Conseil des ministres. Une participation qui pourra apporter des contributions importantes pour le développement des collectivités locales de cette région, ainsi que pour le raffermissement de la société civile.

C'est donc dans ce cadre que la participation des régions aux initiatives visant la reconstitution des conditions de base pour le retour à une vie démocratique au Kosovo et dans les Balkans pourra se concrétiser.

A cet égard je crois également que le Comité pour la coopération avec les Pays en voie de développement pourrait lui-même jouer un rôle moteur, afin de promouvoir avec les associations valdôtaines de bénévolat des initiatives de soutien à la reprise de la vie civile au Kosovo, au sein de la programmation de ces activités.

PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Ringrazio il Presidente per i dati che sono più aggiornati rispetto ai precedenti dati che avevo chiesto, che erano parziali, per cui a questo punto ero interessata ad avere i risultati globali di tutta l'operazione. Anzi chiederò al Presidente se vuole gentilmente fornirmi una fotocopia, perché ho preso alcuni appunti, ma vorrei essere sicura di non essermi sbagliata.

Nella prima domanda ho voluto distinguere le categorie dei volontari appartenenti all'associazione, dai volontari che invece sono dipendenti delle aziende sanitarie o dipendenti della Regione, che hanno partecipato. Perché questo? Perché i volontari della Regione e dell'USL, proprio in virtù delle disposizioni ministeriali, hanno diritto a vedere riconosciuta una parte di ore di straordinario, fino a 70 ore, per cui è utile che venga detto che fra tutte le persone che hanno partecipato a questo tipo di operazione ci sono i volontari che hanno prestato gratuitamente il loro tempo e quelli che, probabilmente perché ricoprivano ruoli tecnici precisi, si sono visti riconoscere un'indennità per le ore di straordinario che hanno svolto in quel posto.

Il mio intento era proprio di capire, e il Presidente nella sua risposta lo ha colto molto bene, come erano stati utilizzati quei 120 milioni del Comitato per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, nel senso che era opportuno che questi soldi, sottratti ai poveri del mondo, fossero utilizzati per altri poveri e non per operazioni di diverso tipo.

Terza osservazione: le prospettive future. Ho ascoltato con molta attenzione il Presidente rispetto alla nuova fase e alle prospettive future, e non ho trovato nessuna informazione che mi spiegasse il senso della delibera n. 2944 del 30 agosto 1999, in cui si parla della costituzione di un comitato coordinatore degli aiuti in favore delle popolazioni dell'area balcanica colpite dai recenti eventi bellici, un comitato che è coordinato dall'Assessore alla sanità. Per cui mi chiedo se è nel settore sanitario che noi Valle d'Aosta abbiamo preso degli impegni precisi, perché questo non emerge con chiarezza. Non solo, ma in questa delibera si parla della volontà di avviare iniziative per rivolgere aiuti da parte della comunità valdostana, di interventi di ricostruzione delle aree balcaniche gravemente danneggiate dai recenti eventi bellici, in accordo con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e di istituzioni varie.

Ho provato ad interpellare le organizzazioni sindacali, ma nessuno ha sollecitato questo tipo di comitato, per cui rispetto alle risposte alla terza domanda che ho posto non sono soddisfatta, Presidente, perché da una parte lei presenta iniziative che avvengono a livello nazionale, poi contemporaneamente viene portata avanti a livello locale la costituzione di un comitato che ha il preciso compito di coordinare, però di questo non mi dice nulla, come se questo comitato non fosse stata la Giunta poco tempo fa, il 30 agosto 1999, ad istituirlo.

Su questo tornerò ancora con altre iniziative, per capire il senso di questo comitato.