Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 892 du 20 octobre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 892/XI Impegno per la conclusione dell'accordo definitivo tra ENEL S.p.A. e Regione Autonoma Valle d'Aosta solo ad avvenuta approvazione delle norme di attuazione dello Statuto in materia di utilizzazione delle acque pubbliche a scopo idroelettrico. (Reiezione di mozione)

Mozione Richiamato il decreto legislativo n. 79 del 16.03.99 meglio riconosciuto come Decreto "Bersani";

Richiamato l’accordo definito con il "Memorandum di intenti" e siglato in data 3.5.99 dal Presidente della Giunta regionale e dall’Amministratore delegato dell’ENEL S.p.A. Dott. Franco Tatò;

Rilevato che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha emanato il decreto inerente il piano per la cessione degli impianti di produzione di energia idroelettrica dell’ENEL S.p.A.;

Saputo che l'ENEL ha indetto una gara di appalto per le letture annuali di circa 65.000 contatori installati in Valle d’Aosta;

Saputo che la "Direzione distribuzione" dell’ENEL S.p.A. ha dato disponibilità per il trasferimento di unità di personale a una nuova società del gruppo ENEL denominata "CESAP";

Considerato che sarebbe un grave errore concludere un accordo definitivo con l’ENEL S.p.A. prima che siano state definite con le norme di attuazione le nostre future competenze statutarie; e quindi i diritti della comunità Valdostana sull’utilizzazione delle acque pubbliche a scopo idroelettrico;

Il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale a non concludere nessun accordo definitivo con l’ENEL S.p.A. prima che siano state definite le "Norme di attuazione" inerenti le nostre future competenze statutarie sull’utilizzazione delle acque pubbliche a scopo idroelettrico.

F.to: Viérin M. - Collé - Marguerettaz - Comé - Lanièce

PrésidentLa parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut)Questo è un argomento molto importante - vorrei dire quasi vitale - per il futuro della nostra Valle.

Voglio ricordare ai colleghi che la legge costituzionale inerente lo Statuto speciale della Regione autonoma Valle d'Aosta sancisce anche la potestà per l'uso delle acque a scopo idroelettrico, potestà che è stata congelata nel 1963 con la nazionalizzazione attraverso l'ente ENEL.

Ma, finalmente quest'anno, la nostra potestà statutaria è stata scongelata a seguito dell'emanazione del decreto n. 79/99, conosciuto meglio come "decreto Bersani", che è nato grazie non alla volontà dello Stato, ma alle direttive comunitarie che hanno imposto allo Stato di rompere il monopolio ENEL e di creare una situazione di libero mercato.

Quindi, grazie alla privatizzazione dell'ENEL voluta dalla CEE e dal successivo "decreto Bersani", il mondo politico valdostano ha di fronte un momento storico per la Valle e deve avere il coraggio di giocare un ruolo forte e deciso, purtroppo ci pare che la Giunta si stia appiattendo senza raccogliere tutto quello che invece si potrebbe ottenere e senza affrontare il tema in senso complessivo.

I fatti confermano le nostre preoccupazioni. Il Presidente della Giunta ha già firmato il 3 maggio u.s. un memorandum d'intenti con l'Amministratore delegato dell'ENEL, dr. Franco Tatò, dimostrando che questa Giunta, su un tema di così estrema importanza per i Valdostani, ancora una volta non ha voluto coinvolgere né il Consiglio regionale, organo legislativo, né le componenti socioeconomiche della Valle, mentre ha voluto trattare con l'ENEL quando quest'ultima si trova ancora in posizione di forza.

Procedendo di questo passo, rischiamo che l'ENEL concluda prima l'accordo per difendere i suoi futuri interessi, dopo di che lo Stato darà il via a quelle che sono le norme di attuazione per la nostra Valle.

Questo vuol dire trattare in posizione di debolezza, Presidente; vuol dire non avere il coraggio di far rispettare i nostri diritti! Inoltre questo modo di agire dovrebbe far gridare allo scandalo, perché questo Consiglio ha già indicato, anche nel recente passato, che l'obiettivo sulle acque ad uso idroelettrico è di rivendicare il principio della proprietà integrale.

L'ultima volta infatti il Consiglio si è espresso solo tre mesi fa, esattamente il 16 luglio 1999, quando la maggioranza - e quindi ancora meno comprensibile la posizione della Giunta oggi - ha approvato la relazione preliminare per la redazione di un nuovo Statuto della Regione Valle d'Aosta, presentato dalla commissione speciale, meglio conosciuta come "Commissione Nicco", relazione che al riguardo recita: "Pour ce qui est de la question des eaux toujours fondamentale, indépendamment du résultat de l'évolution aujourd'hui rapide et radicale du cadre européen et national en la matière, "directive et décret Bersani", et donc de la possibilité de changement de propriété des installations et des structures, il est nécessaire de la formuler bien haute, sur la base de ce qui a été dit précédemment, la revendication des principes de la propriété intégrale des eaux publiques à la Région".

Non si capisce, solo tre mesi fa la "Commissione Nicco" dice quello che diciamo noi, la maggioranza lo approva, ma poi in senso materiale si fanno altre strade!

L'obiettivo quindi dev'essere quello di definire un accordo con l'ENEL solo dopo che la comunità valdostana abbia ottenuto il riconoscimento dei propri diritti sulle acque pubbliche, a seguito di un onesto e vero confronto almeno in Consiglio regionale.

Il Presidente mi può obiettare che l'iter per le norme di attuazione non prevede un discorso del genere, ma riteniamo che su un argomento così delicato si doveva avere il buon senso di affrontare questo tema almeno in Consiglio regionale, se non addirittura anche con le forze socioeconomiche della Valle, dopo di che pretendere la successiva emanazione delle norme di attuazione.

Questa è in sintesi la situazione attuale e quello che noi chiediamo. All'inizio di questo dibattito due cose vorrei portare a conoscenza del Consiglio. Abbiamo l'ENEL che sta cercando di chiudere i suoi interessi prima che noi andiamo a definire gli accordi con lo Stato, ma al tempo stesso non si degna di avere un po' di rispetto per la Valle d'Aosta, perché da una parte tratta sul tavolo alcune cose perché ha tutto l'interesse di definirle prima, perché è in una posizione di forza, e dall'altra, ha indetto una gara d'appalto per le letture annuali di 65.000 contatori, cioè per tutti i contatori della Valle, cosa che viene fatta attualmente da dipendenti, quindi toglie dall'attuale gestione ENEL con dipendenti residenti in Valle e la passa in appalto ad un'altra società.

Inoltre la direzione distribuzione sempre dell'ENEL ha dato disponibilità per il trasferimento di unità di personale alla nuova società del gruppo ENEL, denominata CESAP.

Il Presidente potrà dire che sono piccole cose rispetto al contesto complessivo, però sono sintomi chiari, cioè l'ENEL da una parte cerca di chiudere un accordo finché sta in questa situazione di forza, e vuole chiuderlo prima che sia data attuazione alle norme di attuazione rispetto a questo problema; dall'altra, comincia a fare le operazioni all'interno della struttura in Valle, per evitare che non possa più farle.

Volevo ricordare al Presidente che la passata Giunta, il 25 novembre 1995, su una proposta dell'allora Assessore Mafrica presentò a questo Consiglio una risoluzione, che venne approvata, di questo tenore: si "Impegna la Giunta regionale, di concerto con i Parlamentari valdostani, ad operarsi nei confronti dei ministeri competenti, dell'autorità di erogazione dei servizi di pubblica utilità per l'energia elettrica e delle strutture a cui farà capo l'ENEL privatizzata, al fine di ottenere, per la Valle d'Aosta, concrete possibilità di attuare un'efficace politica regionale energetica, compresi i poteri di concessione, la costituzione di consorzi, il vettoriamento e le politiche tariffarie? ", eccetera.

Avrei tante altre cose da dire su questo argomento, ma non voglio tediare sin dall'inizio i colleghi, quindi aspetto le risposte della Giunta e mi riprometto di riaffrontare tutto l'argomento.

PrésidentLa discussion est ouverte.

La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI)L'argomento energetico riveste una fondamentale importanza per quanto riguarda l'economia della Valle d'Aosta, come è stato ricordato da chi ha illustrato la mozione.

Forza Italia ha recentemente presentato in materia alcune interpellanze, per conoscere qual è l'iter che sta procedendo in merito al memorandum d'intenti siglato qualche mese fa fra il Presidente della Giunta Dino Viérin e l'Amministratore delegato dell'ENEL, Franco Tatò.

A nostro avviso è indispensabile fare alcuni ragionamenti di fondo. Storicamente le acque, come ben sappiamo, hanno sempre appartenuto alla comunità valdostana.

Sin dall'epoca antica le acque sono state con fatica acquistate dai signori dell'epoca e affrancate a beneficio della comunità valdostana. Acque che, dall'inizio del secolo attuale, hanno permesso l'industrializzazione e lo sviluppo della nostra regione.

Oggi, dopo un periodo di nazionalizzazione che decorre dal 1962, si tenta di recuperare il tempo perduto e di avviare la privatizzazione del comparto energetico. Di qui mi pare che abbia tratto ispirazione questo memorandum d'intenti che oggi è oggetto di discussione.

Se guardiamo i nostri diritti riconosciuti dallo Statuto, la Valle d'Aosta si trova in posizione di relativa inferiorità rispetto ad altre regioni, e mi riferisco in particolare al Trentino Alto Adige, al quale sono stati delegati recentemente dal Governo tutti i poteri in materia di energia elettrica. In una rassegna stampa che abbiamo raccolto, si fa riferimento proprio al passaggio alle Province autonome di Trento e Bolzano di tutti i poteri sul demanio idrico, sulle concessioni idroelettriche e più in generale su gran parte della filiera della produzione, distribuzione di elettricità nei territori di competenza. Poteri notevolmente ampi tant'è che la SVP commenta così: "Si tratta della più importante competenza economica e del più grande successo politico dal 1972 ad oggi, dai tempi del varo dello statuto autonomistico".

È ovvio che l'acqua costituisce una grande fonte di ricchezza, soprattutto sotto il profilo economico per regioni alpine come le Province autonome di Trento e Bolzano e come la nostra, ed è opportuno dedicare ad essa una particolare attenzione.

La mozione che oggi ci viene proposta, al di là forse di una formulazione un po' sommaria contenuta in premessa, può costituire un momento interessante di confronto fra le parti politiche presenti in Consiglio. C'è da dire, fra l'altro, che mentre la Valle d'Aosta con questo memorandum d'intenti sigla un preaccordo con l'ENEL, dove si impegna a versare denaro in due società distinte, una di produzione e una di distribuzione, in cambio di una parte di proprietà delle medesime, in altre regioni l'ENEL si comporta differentemente ed investe, ad esempio in Basilicata, 370 miliardi entro il 2003.

In regioni come la Basilicata l'ENEL porta denaro, mentre in Valle chiede denaro, per costruire reti ad alta tensione oppure per migliorare il servizio e adeguarlo agli aspetti tecnico-ambientali, aspetti altrettanto importanti perché sappiamo che recentemente in Parlamento si è parlato dell'elettromagnetismo, della necessità che gli elettrodotti con forti induzioni elettromagnetiche siano spostati oppure interrati se tecnicamente possibile. Stesso approccio in Sicilia, dove l'ENEL arriva con un pacchetto d'interventi nel triennio 1999-2001 superiore a 1000 miliardi. Idem in Campania, dove è previsto un sistema di investimenti di notevole portata.

La Valle d'Aosta, che ha questa grossa potenzialità idroelettrica, è chiamata paradossalmente a mettere mano al portafoglio per recuperare una titolarità su un bene, che storicamente e geograficamente le è sempre appartenuta.

Riteniamo quindi che sia importante chinarsi su questi aspetti e capire se dal Governo italiano, del quale i Parlamentari valdostani sono fieri sostenitori, si possa scucire qualche competenza in più, come l'hanno scucita i vicini delle Province autonome di Trento e Bolzano, avendo una delega ampia, comprendente tutti i poteri in materia di demanio idrico e idroelettrico.

Sarebbe opportuno sapere dal Presidente della Giunta se c'è l'intenzione di aumentare certi diritti, oggi un po' compressi a livello di Statuto speciale; diritti che anche nella relazione della "Commissione speciale Nicco" si auspica di espandere in questa direzione.

Per quanto riguarda il memorandum, colgo l'occasione per porre un quesito al Presidente: nell'accordo fra le parti si afferma che compiranno in buona fede ogni ragionevole sforzo - le parti sono la Regione e l'ENEL - affinché, qualora l'analisi tecnica di cui al precedente punto 3.1 abbia esito positivo, si possa addivenire alla definizione dell'accordo entro il 30 giugno 1999. Orbene, più volte è stato chiesto dal nostro gruppo e da altri gruppi, come mai entro il 30 giugno non si è addivenuti a questo accordo? Perché manca un'analisi tecnica a monte, ci è stato risposto dal Presidente; analisi tecnica che viene compiuta dagli uffici di Finaosta, ma che dev'essere ancora completata. Però nel punto successivo si dice: le parti si danno reciprocamente atto che ai fini del presente memorandum il termine di cui al precedente punto 3.3 ha natura essenziale, cioè si potrebbe evincere che il termine del 30 giugno abbia natura perentoria.

Allora vogliamo sapere, se quest'analisi tecnica è stata avviata e sarà immagino quanto prima conclusa questo termine del 30 giugno è ancora da considerarsi essenziale? Perché in tal caso il memorandum e tutto il preaccordo sarebbero decaduti e non avrebbe più senso la mozione. Oppure quali sono gli iter eventuali che si stanno portando avanti in questo senso?

Il Presidente può darci oggi una spiegazione un po' più ampia: l'aspetto energetico deve essere affrontato con decisione, nei confronti dello Stato, per rivalutare diritti statutari, che sono stati riconosciuti alla comunità valdostana da tempi remoti.

PrésidentS'il n'y a plus d'interventions, je ferme la discussion générale.

La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV)Il est de toute évidence que ce sujet revêt une importance capitale et donc je ne veux pas le souligner encore une fois; tous ceux qui sont intervenus et tous ceux qui interviendront à ce sujet, partageront sans doute cette considération.

Certaines questions qui ont été soulevées aujourd'hui, ont déjà été posées précédemment, j'essayerai néanmoins à nouveau d'y répondre, par exemple notamment le problème concernant l'échéance du 30 juin: il y a eu deux questions, une interpellation de M. Viérin et d'autres conseillers, auxquelles nous avons déjà répondu.

Le Gouvernement est en train de procéder sur la base des consignes établies par le plan énergétique régional, approuvé par le Conseil régional. Donc il ne s'agit pas d'une initiative spontanée de la part du gouvernement, mais c'est en application des dispositions du plan énergétique régional.

A certaines questions je répondrai quand on discutera la motion inscrite au point 31 de l'ordre du jour et qui a été présentée par M. Curtaz; là nous aurons l'occasion de revenir sur ce thème.

Pour ce qui est de l'échéance du 30 juin, nous avons déjà souligné qu'en accord avec ENEL il n'y a pas cette nature de date limite, et donc que la négociation est en cours et que les deux parties sont en train de discuter tous les aspects liés à la conclusion de cet accord.

Je ne veux pas non plus utiliser des tons de croisade ou de campagne électorale, ce sont des jugements. La faiblesse, le courage, le scandale, ce sont des mots à effet; je ne veux pas non plus m'arrêter sur les jugements qui sont portés en la matière, notamment sur le plan économique. Je me limite encore à souligner que jusqu'à présent, heureusement, ces jugements ont été toujours démentis et je veux citer l'exemple de l'accord avec Heineken.

Je me bornerai donc à reprendre certains aspects de la motion et de préciser quelle est la conduite du Gouvernement quant aux deux thèmes qui ont été soulevés: d'une part, le décret d'application du "décret Bersani", de l'article 16, et d'autre part la négociation qui est en cours avec ENEL.

Tout d'abord, permettez-moi d'apporter quelques précisions. C'est dans toute Italie et non pas seulement en Vallée d'Aoste que des marchés publics ont été lancés pour l'attribution du service de relevé des compteurs. ENEL a décidé de ne plus se charger de ce service, sur la base d'analyses économiques. Ce sont les procédés qui amènent à attribuer à l'extérieur certaines fonctions de gestion sur la base d'un procédé mieux connu comme outsourcing. En procédant ainsi, ENEL compte accroître la fréquence des relevés durant l'année, ce qui lui permettra d'améliorer sa trésorerie. Du point de vue de l'usager, cela signifiera qu'il n'aura plus à régler par un seul versement des soldes de facture élevés et imprévus. Quant aux employés préposés au relevé de compteur, ils seront affectés à d'autres fonctions au sein de l'ENEL.

En ce qui concerne la CESAP, cette société a été créée par ENEL, pour pourvoir à la gestion de tout son personnel et en Vallée d'Aoste un certain nombre d'employés a été détaché auprès de cette société en vue de la gestion du personnel valdôtain de l'ENEL. Il s'agit de deux mesures, qui n'ont pas une influence directe sur les négociations en cours entre l'Administration régional et l'ENEL, dans le cadre de la déclaration d'intentions signée le 3 mai dernier; ce sont en tout cas des mesures qui soulignent davantage, et c'est pour cette raison que j'ai voulu les citer, l'importance et la nécessité de conclure l'accord prévu avec ENEL, et ce afin d'éviter le morcellement des différentes activités de l'ENEL en Vallée d'Aoste, ainsi que l'émiettement de son réseau et de son personnel.

A notre sens, tout en prenant acte de ces décisions, qui sont des décisions à l'échelon italien prises par ENEL, ce sont des décisions qui nous portent à souligner l'importance et l'urgence de conclure cet accord, si nous voulons maintenir une unité du réseau ENEL en Vallée d'Aoste, l’unité de toutes ses activités ainsi que de son personnel.

Quant au rapport entre les dispositions d'application visées à l'article 16 du "décret Bersani" et l'accord en cours avec ENEL, ces deux questions sont synergiques et non pas divergentes. D'une part, les dispositions d'application qui ont été présentées à la commission paritaire - là je réponds à la question posée par M. Tibaldi sur le décret d'application et donc sur l'attribution d'une compétence en matière d’énergie dans le délai prévu par l'article 16 du "décret Bersani" concernent l'harmonisation des dispositions dudit décret avec celles du notre Statut, ainsi que le cadre de l'application de ce même décret en Vallée d'Aoste et l'étendue de l'autonomie législative et administrative de la Région dans le domaine énergétique. Les dispositions d'application sont indispensables à la protection des droits de notre région et permettront d'éviter une diminution de notre autonomie vis-à-vis de l'Etat. Par ailleurs, seules de nouvelles dispositions d'application peuvent remplacer celles qui existent et qui limitent l'autonomie de la Vallée d'Aoste aujourd'hui dans cette matière. Je fais référence notamment à la loi n° 304/75.

J'informe également le Conseil que le Tribunal administratif de la Vallée d'Aoste a accueilli le recours ENEL, portant réforme d'une délibération du Gouvernement quant à l'application des compétences administratives dans ce domaine. Cela pour souligner davantage qu'aujourd'hui nous sommes dans une situation de non-reconnaissance de certaines compétences et que ce sont ces décrets d'application qui nous permettront d'obtenir ces compétences. D'autre part, la déclaration d'intentions et les négociations en cours avec ENEL concernent les installations de production et de distribution de l'énergie électrique, et je ferai là également référence aux décrets d'application du Sud-Tyrol et de Trento, pour mettre en relief la différence entre un problème et l'autre.

Ces deux questions peuvent donc être menées de front, elles doivent même être menées parallèlement, la seule différence résidant dans le fait que la Région pouvant dans un cas comme dans l'autre décider à qui confier la gestion des ressources hydroélectriques - le transfert des compétences permet de décider à qui confier la gestion des ressources hydroélectriques - puisse également avoir la faculté de gérer les ressources de façon directe, avec tous les avantages que cette seconde option présente pour la communauté valdôtaine.

Je fais donc référence à ce qui est prévu pour les Provinces autonomes de Trento et de Bolzano, afin de justifier le bien-fondé de notre analyse. Les décrets d'application des Provinces autonomes de Trento et de Bolzano confirment cette analyse; en effet, l'approbation des dispositions d'application visées à l'article 16 du "décret Bersani", et donc la compétence en matière de gestion de ressources hydroélectriques, ne se traduit pas automatiquement dans la possibilité de décider immédiatement quant aux concessions pour l'exploitation hydroélectrique des eaux, mais cela était déjà prévu dans le "décret Bersani". Le "décret Bersani" établit comme date 2030.

Les concessions de l'ENEL pour ce qui est de Trente et Bolzano arriveront à échéance qu'en 2010, 2018 pour les concessions de Edison; échéance qui n'apporte aucun élément de certitude à la province, à part l'affirmation d'un droit, compte tenu aussi du fait que le processus de libéralisation du marché vient de s'amorcer après près de 35 ans de monopole qui ont suivi la nationalisation de 1963 et que les règles de ce marché sont encore en cours d'élaboration.

D'autre part, et c'est là un point capital, à l'échéance des concessions, ENEL - Edison de même, mais nous parlons de ENEL et donc nous nous rapportons à ENEL - a le droit de demander le renouvellement de la concession. A ce moment-là, si la province décide - c'est dans son droit - de choisir un autre concessionnaire, elle doit indemniser ENEL pour toutes les infrastructures selon des critères patrimoniaux établis par le "Testo Unico sulle acque", donc à un prix vraisemblablement supérieur à ce qu'elle peut obtenir au moment actuel au sein d'une négociation avec ENEL. Tant il est vrai - pour souligner encore une fois le bien-fondé de cette analyse - que Trento envisage de suivre une procédure comme la nôtre.

Nous avons présenté notre proposition dans le délai établi par le "décret Bersani" à la Commission paritaire, qui doit l'examiner et là on aura l'affirmation du droit.

Quant au problème lié à la gestion c'est tout autre chose et donc nous pouvons affirmer aujourd'hui, sur la base des décrets de Trento et de Bolzano, que la condition la meilleure que nous pouvons obtenir c'est que les concessions actuellement attribuées à ENEL arriveront à échéance 2010, avec possibilité de la part de ENEL de reconduire ces mêmes concessions. Nous aurons le droit d'attribuer à d'autres ces concessions, mais nous devrons indemniser ENEL.

C'est pour cette raison que nous considérons que les deux questions sont synergiques, et que nous devons mener les négociations parallèlement. En effet si l'objectif est celui de revendiquer avec la pleine propriété non seulement du droit, mais également la possibilité d'exploiter les eaux, si ce n'est pas aujourd'hui, cette négociation devra être menée ensuite. Les mêmes considérations sont valables pour la Vallée d'Aoste, une fois que les dispositions d'application auront été approuvées.

Nous ne voyons donc pas cette dichotomie et c'est pour ces raisons que nous ne partageons pas la sollicitation qui nous est adressée et que si la motion est maintenue, nous nous abstiendrons sur la motion.

PrésidentLa parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut)Il Presidente tutte le volte che affrontiamo questo argomento, parte sempre richiamando il piano energetico. Parlando di questo piano, Presidente, anche lì lo abbiamo detto già allora, il nostro rapporto è di debolezza sia con ENEL che con lo Stato.

Bisogna far pesare il piano energetico per quello che lo si può far pesare e purtroppo per noi e per i Valdostani è un piano molto debole, un piano che si è basato essenzialmente sull'energia idroelettrica e quindi il peso negoziale e strategico della risorsa idrica valdostana è estremamente importante, perché se un piano si basa essenzialmente su quello, cresce l'importanza di questo argomento. Un piano già contestato a suo tempo da noi per la sua inconsistenza, come dai sindacati, dal Comitato scientifico per l'ambiente, eccetera, e ancora oggi non intravediamo nessuna forte azione o volontà di concretizzazione, ribadendo i diritti della Valle, perché allora come oggi si è detto in futuro andremo a batterci per i diritti della Valle, ma questo profondo e duro confronto con lo Stato viene sempre rinviato.

Un piano che ha rimandato tutto ad una successiva pianificazione generale sull'utilizzo delle acque - e ci aspettavamo che in questo momento, visto che il piano energetico rimandava a questo momento tutto il discorso, ci fosse stato più coraggio -, pianificazione che oggi, ripeto, non ci vede rivendicare le nostre competenze statutarie fino in fondo, ma solo di facciata.

Qui richiamo la relazione approvata non più di 3 mesi fa dalla maggioranza in merito alla proposta delle modifiche statutarie presentata dalla "Commissione Nicco"; la maggioranza ha approvato la strada di rivendicare fino in fondo le nostre competenze statutarie, e oggi ne percorre un'altra.

Purtroppo, caro collega Borre, le tue parole all'atto dell'approvazione del piano energetico regionale, che voglio ricordare: "L'autonomia politica si basa sull'allargamento della autonomia economica e quindi la Regione deve rivendicare le proprie competenze", le tue parole, ad oggi, sono solo proclami; avevo promesso al collega Borre che avrei aspettato quest'occasione di confronto con lo Stato sulla proprietà delle acque ad uso idroelettrico, e purtroppo quest'occasione ha ribadito che le sue parole sono ancora oggi dei proclami.

Ho dovuto fare queste precisazioni, proprio perché me lo ha sollecitato il Presidente, che si ricollega continuamente al piano energetico.

Il Presidente ammonisce le minoranze sull'uso di termini come scandalo, debolezza; ma questi sono termini che vanno usati, soprattutto su questo argomento, perché quando il Presidente dice che in tutta Italia si stanno facendo gli appalti per la lettura dei contatori e che anche in Valle questi addetti saranno inseriti in altre funzioni, è proprio lì il punto! Il Presidente asserisce che si sta dialogando con ENEL in senso corretto, mentre ENEL si sta muovendo a piccoli passi per sistemare le sue cose, però pretende che si faccia l'accordo prima perché oggi la sua posizione è ancora in una posizione di forza. Infatti per quanto riguarda questi addetti che saranno trasferiti l'ENEL ha costituito la CESAP, sulla quale il Presidente non ha detto niente, tranne che la CESAP è una società costituita dall'ENEL per dirottare il personale. È qui che si delinea che il comportamento dell'ENEL è scorretto, perché sta facendo delle pressioni come sono state fatte da altri in passato, vedi il "caso Billia" per la "vicenda Casinò".

Passando a parlare dei contenuti politici ed economici, il Presidente richiamando il "decreto Bersani" ha detto che sono state presentate le disposizioni di applicazione nei termini di 120 giorni, mi ricordo che feci un'interpellanza su questo argomento per sollecitare tale aspetto. Però, anche qui, i consiglieri, su un argomento di questo genere, ad oggi, non sanno niente di quello che il Presidente ha chiesto tramite la Commissione paritetica al Governo, ed è qui lo scandalo, Presidente!

Il Presidente dice ancora che questa era l'unica via da seguire, che l'ha seguita anche il Trentino, perché ci sono delle normative, fra cui anche l'articolo 16 del "decreto Bersani" che definisce già alcuni concetti, i quali non si possono poi andare a ridefinire. Dice anche che se non facciamo quest'approvazione oggi in maniera consensuale e in accordo con ENEL, rischiamo di pagare di più successivamente, perché quando scadranno le concessioni, dovremo acquisire il tutto a dei prezzi più alti di quelli che si possono concordare oggi.

Facendo quest'affermazione, Presidente, lei ci dice che il "decreto Bersani" ha riaperto completamente le porte proprio nel verso che la "Commissione Nicco" ha detto, e cioè il fatto di diventare i proprietari di tutti i diritti sulle acque.

Chiediamo solo che questo discorso venga fatto da subito, perché se lei dice che nel 2005 noi dovremo pagare qualcosa di più, mi deve dare atto che se partiamo con le due società al 50 o al 51 per cento ENEL, quando faremo degli investimenti per future nuove strutture che vanno a gestire le acque, o per ammodernare le vecchie, l'ENEL sarà proprietaria di tutto quello sempre al 50 percento, e noi quel 50 percento dovremo comunque ricomprarlo.

Quindi non possiamo girare intorno ad un cerchio, perché poi torniamo sempre allo stesso punto; pertanto è una farsa questo discorso di dire che ci costa di più, perché l'ENEL seguendo questa strada rimarrà proprietaria al 50 o al 51 percento e tutti gli investimenti che verranno fatti o le nuove captazioni dovremo ricomprarli di nuovo. Si pagherà il 50 percento, è chiaro, ma questo si andrà ad aggiungere ai costi che sosteniamo adesso.

Oltretutto, Presidente, quando lei dice che in tutta Italia si fa così, vorrei informarla che su "Il Sole 24Ore" del 19 ottobre - che probabilmente lei non ha letto - si legge: "ENEL: l'Authority boccia gli accordi con le reti urbane" e fin qui va bene, ma dal contenuto dell'articolo si evince che l'Authority sta guardando in maniera molto critica la formulazione di accordi come quello che lei ha siglato a maggio.

Infatti si legge nell'articolo: "La soluzione ottimale, ha detto Ranci, Presidente dell'Authority, è quella in cui le società separate facciano capo a proprietà del tutto diverse, l'ENEL e l'ENI sono in sostanza avvertite. Se nel gas il cane a sei zampe pensa di cavarsela con la sola separazione contabile fra produzione, trasporto, distribuzione e vendita, e se pensa di abusare della rendita metanifera per diversificare nell'elettricità, si sbaglia; l'Authority gli starà alle costole per impedire commistioni che le darebbe la concorrenza. Così per l'ENEL la tendenza del colosso elettrico a non cedere le reti distributive nelle grandi aree urbane, ricercando partnership con le municipalizzate - ed è il caso nostro - è pericolosa, in quanto le intese rischiano di ridurre ulteriormente il numero dei giocatori indipendenti nel mercato nazionale. Per parte loro dovranno sottrarsi alla tentazione di creare campioni nazionali, perché la scelta di mantenere forti le imprese ex monopolistiche europee, per esempio ENEL e ENI in Italia, potrebbe portare a un sistema di accordi collusivi". Questo è già un ammonimento che quel memorandum d'intenti potrebbe iniziare a zoppicare.

Quando lei, Presidente, dice ancora? o meglio lei non lo ha detto, oggi lei vorrebbe secondo me agganciarsi al Trentino, perché? Perché il Trentino è stato molto più celere, il 9 settembre ha ottenuto il decreto; però andiamo a vedere un attimo quelle che sono le differenze nelle competenze statutarie su questo discorso fra noi e il Trentino.

Noi abbiamo maggiori competenze, quindi dovremmo avere anche una posizione di maggior forza rispetto al Trentino. Quindi concludere una trattativa che vada ad essere uguale a quella del Trentino, è come non aver ottenuto tutto quello che si poteva ottenere! Questo lo dico perché dal confronto fra lo Statuto della Valle d'Aosta e quello del Trentino in materia di proprietà e utilizzazione delle acque pubbliche è possibile formulare qualche breve considerazione.

La prima differenza fra i due Statuti in tema di acque, che appare subito evidente dopo una lettura delle relative norme, riguarda la competenza; come possiamo notare, agli articoli 2 e 3 dello Statuto valdostano la materia delle acque è fatta oggetto di due differenti discipline. La prima, le acque destinate ad irrigazione e ad uso domestico rientrano nella competenza legislativa primaria della Regione; la seconda, le acque pubbliche ad uso idroelettrico sono invece attribuite alla potestà integrativa attuativa (e quindi alle norme di attuazione).

A differenza della Valle d'Aosta, che ha quindi una duplice competenza in tema di acque pubbliche, il Trentino, nel suo Statuto, prevede un unico tipo di competenza all'articolo 9, punto 9, che attribuisce alla provincia la potestà legislativa concorrente in materia di utilizzazione delle acque pubbliche escluse le grandi derivazioni a scopo idroelettrico. E le grandi derivazioni a scopo idroelettrico quali sono? Tremila kwh, è bassissimo il limite, quindi sono quasi tutte escluse in Trentino da un punto di vista statutario. E per quelle sopra i 3000 kwh vige la competenza legislativa e amministrativa dello Stato.

Su questo punto si può quindi concludere che la Valle d'Aosta in tema di utilizzo delle acque ad uso idroelettrico abbia una competenza più generale rispetto a quella della Provincia del Trentino, dove per le grandi derivazioni ad uso idroelettrico vige la competenza statale.

Sulla proprietà delle acque, che è l'altro aspetto importante. Le differenze fra lo Statuto della Valle d'Aosta e quello del Trentino si riscontrano anche in tema di proprietà delle acque.

L'articolo 5 dello Statuto valdostano ha trasferito al demanio della Regione le acque pubbliche ad usi irriguo e potabile; questa disposizione è stata ripetuta nel decreto legislativo n. 89/99, che ha inoltre trasferito la proprietà della Regione anche agli alvei e alle pertinenze, relative naturalmente solo alle acque ad uso domestico. Le altre acque, e quindi quelle ad uso idroelettrico, alla stregua degli articoli 7 e 8 dello Statuto, rimangono nel demanio dello Stato e sono date in concessione alla Regione per 99 anni. Il corrispondente articolo dello Statuto del Trentino, il 66, non dice nulla a proposito delle acque a scopo idroelettrico.

Quindi, Presidente, su questo fatto lei non ci potrà dire che se otterremo le stesse cose del Trentino, avremo fatto un passo molto importante; avremo fatto un passo, ma si poteva certamente fare un passo migliore! Siamo molto scettici su questo iter, sia sul sistema di affrontare le cose che sul come affrontarle.

Non è che si potrà dire che siamo stati bravi perché abbiamo ottenuto quello che ha ottenuto il Trentino, lo anticipiamo già da subito, sia perché il Consiglio regionale si è già espresso su altri obiettivi, sia perché riteniamo che lo Statuto della Valle d'Aosta ha maggiori opportunità per quindi conseguire maggiori diritti già da subito, sia perché riteniamo che l'ENEL, avendo il 51 percento di una delle due società, abbia ancora il bastone in mano, e il bastone in mano vogliamo che ce l'abbiano i Valdostani e non l'ENEL!

È per queste ragioni che non ritiriamo la mozione, perché riteniamo che prima si debba fare il confronto con lo Stato, e non essere già passivi come abbiamo fatto fino ad oggi, ma almeno cercare di ottenere il massimo, cosa che non è stata fatta!

Altra cosa molto grave, la ribadisco, è che su un problema di questa natura si arriverà qui con un inter normale delle norme di attuazione, dove solo il Presidente della Giunta - non so se anche la Giunta ne è a conoscenza - sa quello che è stato presentato in Commissione paritetica, dopo di che se la Commissione paritetica ha approntato un testo, questo arriverà in Consiglio e il Consiglio non avrà altro che la possibilità di ratificarlo o meno, senza aver potuto dare delle opportune indicazioni.

Voglio ricordare che l'organo legislativo in questa regione è il Consiglio; le norme di attuazione, come importanza, vengono dopo le norme costituzionali e delle leggi regionali, quindi ancora una volta su un aspetto che dovrebbe avere anche un risvolto legislativo, riteniamo che perlomeno doveva essere informato e coinvolto il Consiglio, altrimenti è inutile che ci diciamo tutte le volte che questo Consiglio deve riprendere il suo ruolo legislativo. Su questo aspetto il Consiglio viene by-passato, perché sarà chiamato soltanto a ratificare.

Presidente, lo dico fin da subito, non è che le rimprovero di aver agito fuori dalla prassi, perché dal 1993 ad oggi si è fatto così. Però su questo problema occorreva un po' più di buon senso e di sensibilità, proprio perché questo Consiglio ha un compito legislativo e una norma di attuazione di questo spessore di questa rilevanza doveva essere prima valutata da quest'assemblea!

PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi pour déclaration d'intention.

Tibaldi (FI)Il nostro gruppo voterà favorevolmente questa mozione, poiché condivide il dispositivo anche se la parte propedeutica al dispositivo è un po' confusa e sommaria.

Il dispositivo contiene tuttavia un principio sacrosanto, che è quello di tutela e di cautela della Regione Valle d'Aosta, in vista della stipulazione di un accordo definitivo con l'ENEL, col rischio che possa essere non solo "rose e fiori", ma possa contenere anche qualche spina, per usare una metafora.

Torno un attimo sulle riflessioni che facevo prima e leggo un articolo de "Il Sole 24Ore" di oggi, prima il Vicepresidente Viérin ha accusato il Presidente di non leggere "Il Sole 24Ore", non so se questo sia vero, non credo?

Viérin D. (fuori microfono)? bisogna leggerlo bene?

Tibaldi (FI) ? certo. C'è un articolo il cui attacco è il seguente: "Il Presidente dell'Autorità per l'energia, Pippo Ranci, ha ragione: l'ENEL sta tentando di fare accordi con le aziende pubbliche locali più piccole e più deboli, per evitare di vendere la rete di distribuzione nelle aree urbane". Qui si parla di aree urbane, è vero, però l'ente elettrico sta tentando di fare accordi per evitare di vendere con le aziende più piccole e più deboli, noi possiamo aggiungere anche quelle più ricche, anche quelle che hanno più disponibilità ad offrire più denaro. Non vorrei che questa frase un domani suoni come un monito amaro.

Due provincie italiane sono riuscite ad accaparrarsi tutte le residue competenze dello Stato in materia elettrica, e quindi con loro dovranno vedersela un domani sia l'ENEL sia l'Edison a scadenza delle rispettive concessioni: il "dominus" della situazione saranno le province autonome. Esse potranno o rinnovare la concessione o trovare un altro gestore o gestire in proprio, avendo un ventaglio di opzioni molto ampio, perché comunque sono titolari esclusive dei diritti in materia.

In Valle d'Aosta invece preferiamo, secondo il memorandum d'intenti, perseguire un'altra strategia, quella della cogestione attraverso due società miste nelle quali la parte del leone rischia di farla, non la Regione, ma l'ENEL.

Nella galassia confusa in cui si trova in questo momento l'ENEL non vorrei che il buon Franco Tatò sia venuto in Val d'Aosta per riempirsi il portafoglio e andare a investire le nostre risorse altrove in regioni come la Campania, la Basilicata o la Sicilia o addirittura, come abbiamo letto ultimamente sui giornali, per acquistarsi Telepiù!

Questa mozione serve a rafforzare la posizione della Val d'Aosta nella trattativa con l'ENEL. Esiste un preaccordo che dev'essere analizzato e approfondito con estrema attenzione, prima di siglare un documento definitivo che rischi di pregiudicare i nostri diritti o le nostre risorse. A differenza di quanto ha detto il Presidente della Giunta dobbiamo prendere esempio dal modello sudtirolese o trentino; non credo che siano loro a copiare il nostro modello, piuttosto pregiudizievole dei diritti e degli interessi della comunità valdostana.

Forse è un po' prematuro sentenziarlo oggi; non è però prematuro utilizzare tutta la cautela possibile. Ed è per questa ragione che votiamo la mozione in modo favorevole.

PrésidentLa parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV)Tout en reconfirmant le vote d'abstention sur la motion, je voudrais apporter encore quelques précisions, au moins pour rétablir la vérité des faits.

Tout d'abord, quant aux retombées et aux finalités du mémorandum. Il est vrai, mais il faut le préciser, dans une première phase il y aura cogestion avec une participation dans la société de production à 50% et dans la société de distribution à 49%, avec l'engagement inscrit dans le mémorandum, d'avoir ensuite la majorité des actions. L'objectif sera atteint, parce que nous ne menons pas cette négociation pour nous trouver ensuite dans une position minoritaire. Nous voulons être maîtres de la gestion et cette considération concernant la gestion me permet encore une fois de souligner la différence existant entre un droit et l'exercice d'un droit quant à la gestion des ressources hydroélectriques au Val d'Aoste. Le droit sera affirmé avec le décret d'application du Statut.

Ce qui est important, si nous voulons atteindre l'objectif commun, c'est d'avoir la possibilité ensuite d'exercer ce droit. Nous savons en effet que dans la meilleure des hypothèses ce ne sera pas avant 2010. Et encore, pour exercer cette compétence en 2010 il faudra payer, mais entre-temps ENEL vend. Est-ce que nous pouvons accepter que les équipements, le réseau de la Vallée d'Aoste soient vendus? Si la réponse est positive, nous avons déjà résolu un de nos problèmes.

Je veux citer en conclusion qu'en attendant la définition de ces pourparlers un premier résultat important nous le trouvons nella "Relazione semestrale ENEL allegata al prospetto informativo relativo all'offerta di vendita" où il est dit: "È inoltre previsto il conferimento degli impianti idroelettrici dislocati in Valle d'Aosta a una costituenda società in joint-venture con l'Ente regionale, per la quale sono in corso di definizione i relativi accordi".

S'il n'y avait pas de mémorandum et si l'on n'arrivait pas à conclure cet accord, nous aurions l'affirmation d'un droit pour ce qui est des eaux, mais d'autres utiliseraient ce droit. Dans un certain sens, on dit que la Vallée d'Aoste va nationaliser ses eaux. Mais, tout en réaffirmant un droit, il y a aussi des règles à respecter: la première, ceux qui sont aujourd'hui propriétaires des sociétés d'exploitation doivent être indemnisés. Donc à plus forte raison il est nécessaire de mener parallèlement les deux options.

C'est la raison fondamentale pour laquelle on ne peut pas voter cette motion, car ce serait un blocage qui aurait des conséquences négatives.

Lorsque cet accord sera conclu, M. Borre pourra fournir à M. Marco Viérin toutes les données économiques pour lui démontrer, avec chiffres à l'appui, que ce sera l'opération la plus importante du point de vue de l'autonomie économique. Et ce, au-delà des affirmations de M. Viérin, vu qu'il se limite à faire des affirmations.

Et là, encore une fois, je veux lui rappeler le bien-fondé non seulement du point de vue de la sauvegarde d'une activité industrielle et des emplois, mais également sur le plan de l'autonomie économique et financière de la Région de "l'opération Heineken".

PrésidentLa parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut)Mi sembra che il Presidente voglia trovare sempre un via d'uscita comunque, quando altre forze politiche presentano delle proposte a questo Consiglio. Presidente, le voglio rileggere cosa chiediamo come impegno al Consiglio regionale. Non chiediamo di sospendere un dialogo, ma di andare a vedere se è fattibile una certa operazione o meno rispolverando i nostri diritti ed eventualmente sapere che battaglia dobbiamo condurre per dare corpo ai nostri diritti. Le due cose sono collegate!

La verità è che l'ENEL vuole chiudere prima per difendere i suoi interessi futuri, e solo dopo dare l'okay al Governo perché emani le norme di attuazione. È questa la realtà, Presidente, e lei lo sa perfettamente, perché qua non chiediamo di non fare un domani anche un accordo con ENEL; chiediamo alla Giunta regionale che non concluda nessun accordo definitivo con l'ENEL prima che siano state definite le norme di attuazione! Noi chiediamo che prima si definiscano con lo Stato, tramite le norme di attuazione, quelle che sono le nostre competenze, presenti e future, e che solo il giorno dopo ci si sieda al tavolo con l'ENEL per firmare l'accordo. Però il fatto che il Presidente non voglia far votare questa risoluzione mi preoccupa, perché mi sembra che il Presidente voglia che la Giunta vada a firmare un accordo con ENEL prima di sapere i diritti dei Valdostani su questo tema. È una cosa non comprensibile. È come dire: io vado a comprare una macchina, la pago, e poi so quanto è grossa, quanto è larga, se ha il volante, eccetera.

Non si chiede di non fare un discorso con ENEL, si chiede di avere il dovuto rispetto da parte dell'ENEL, si chiede di avere conoscenza dei diritti che la Regione Valle d'Aosta deve avere nel prossimo futuro tramite l'attuazione dello Statuto e quindi le norme di attuazione.

Ad oggi non conosciamo, come Consiglieri, neanche cosa la Giunta ha presentato in Commissione paritetica, e qui si pretende di dare lezione di democrazia e di comportamento!

Potrò rispondere a Borre, se le cose vanno avanti così, caro Presidente, che si poteva ottenere molto di più, invece di mettersi a 90 gradi!

Quindi non ritiriamo la risoluzione e chiediamo un voto favorevole alla stessa.

PrésidentJe soumets au vote la motion:

Conseillers présents: 32

Votants: 8

Pour: 8

Abstentions: 24 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Piccolo, Praduroux, Rini, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.